Oggetto del Consiglio n. 37 del 28 settembre 1988 - Resoconto
OGGETTO N. 37/IX - COMPLETAMENTO DELLA RISTRUTTURAZIONE E DEFINIZIONE DEL RUOLO DELL'AEROPORTO REGIONALE DELLA VALLE D’AOSTA.- (Interpellanza).
PRESIDENTE:Do lettura dell'interpellanza in oggetto, presentata dai Consiglieri Mafrica e Tonino.
INTERPELLANZA
Nel corso degli ultimi anni sono stati spesi circa 5 miliardi per il riposizionamento della pista e la ristrutturazione della palazzina dell'aeroporto regionale.
L'aeroporto è però da alcuni mesi chiuso perché i lavori eseguiti non sono stati ritenuti "a norma" dai funzionari competenti.
L'utilizzazione della pista è perciò in questo periodo consentita solo in particolari casi e con specifiche autorizzazioni.
Poiché gli investimenti fatti e le potenzialità turistiche e commerciali dell'aeroporto regionale non possono essere riferiti al semplice uso di una "aviosuperficie".
i sottoscritti Consiglieri regionale
INTERPELLANO
la Giunta regionale per conoscere:
1) i motivi che hanno portato a differire i lavori richiesti per riportare "a norma" lo scalo aeroportuale regionale;
2) le intenzioni della Giunta in ordine al ruolo dell'aeroporto regionale nell'ambito del sistema economico e del sistema dei trasporti regionali.
PRESIDENTE:Ha chiesto la parola il Consigliere Mafrica; ne ha facoltà.
MAFRICA (P.C.I.):Nel corso degli ultimi anni, la Regione ha speso circa 5 miliardi per lavori relativi all'aeroporto regionale. Questi lavori hanno interessato per oltre 3 miliardi il riposizionamento della pista, resosi necessario per un conflitto di localizzazione rispetto all'autostrada, e per la ristrutturazione della palazzina dell'aeroporto, che è anche utilizzata dalla Protezione Civile.
Dal giugno di quest'anno l'aeroporto è chiuso, perché i lavori eseguiti non sono stati ritenuti "a norma" dai funzionari competenti del Servizio Civilavia. C'è da dire, però, che, nel periodo immediatamente antecedente la chiusura, l'aeroporto era quasi diventato di carattere internazionale: era atterrato il Ministro dei Trasporti, per partecipare ad una manifestazione, della quale chiederemo di poter verificare i conti, perché ci sembra che sia stata un po' cara; era atterrato il Vicesegretario del Partito Socialista Italiano, Martelli; era atterrato l'allora Vicesegretario del Partito Comunista Italiano, Occhetto. Dopo questa serie di atterraggi, che potevano sembrare un lancio in grande stile della struttura, l'aeroporto è stato chiuso.
Siamo andati a verificare sul posto ed abbiamo visto delle cose che sembrano piuttosto assurde anche a degli incompetenti, e di questo chiediamo conto all'Assessore ai Lavori Pubblici. E' stata rifatta la pista, che ha assunto un andamento lievemente inclinato, come probabilmente devono essere le piste, mentre prima, seguendo l'andamento naturale, aveva ai bordi un certo andamento. Ora, però, la pista segue l'andamento a piano inclinato, ma i bordi sono rimasti com'erano prima e non sono stati predisposti i raccordi tra la pista e le fasce laterali. Ne consegue che all'inizio della pista, dove inizia anche il piano inclinato, c'è un dislivello a volte anche di mezzo metro, nel senso che la pista è più alta anche di mezzo metro rispetto ai bordi, mentre alla fine succede il contrario ed emergono anche dei pozzetti.
Io mi chiedo, e vorrei avere in merito una spiegazione dall'Assessore, perché sono trascorsi dei mesi tra la conclusione dei lavori della pista ed il periodo in cui sono stati decisi i lavori relativi ai raccordi laterali. Vorrei capire come mai, da quando si sono ricevute le osservazioni da parte di questi funzionari, che credo, prima di chiudere l'aeroporto, abbiano trasmesso alla Regione le loro osservazioni, non si è intervenuti per tempo.
Al di là di questo fatto contingente, con questa interpellanza vogliamo sollevare un problema più generale, relativo al ruolo dell'aeroporto. Il fatto che citavo prima, che personalità autorevoli (non è potuto atterrare l'On. Craxi, perché in quel momento l'aeroporto era chiuso) abbiano avuto bisogno di servirsi di questa struttura, avrebbe potuto essere anche un momento valido per dimostrare la sua utilità nel rendere possibili collegamenti veloci con Roma o con altri aeroporti italiani o internazionali.
Se questo ruolo che si è manifestato "in luce" viene ritenuto valido, allora non ci si può fermare soltanto al rifacimento della pista. Mi pare che ci siano già le condutture per l'illuminazione, che deve essere fatta, altrimenti gli aerei possono atterrare solo di giorno, ma non di notte. Occorre poi provvedere anche alla possibilità di guida strumentale, altrimenti in caso di cattivo tempo non è possibile alcun atterraggio.
Con l'interpellanza, quindi, noi vogliamo delle spiegazioni su questo ritardo che appare incomprensibile. Io credo che, da parte della Regione, tutto sia stato collaudato e ritenuto in ordine, ma mi domando come mai non ci si è accorti per tempo di questi problemi. In secondo luogo, voglio conoscere le intenzioni della Giunta in merito alla prosecuzione degli interventi che potrebbero dare effettivamente all'aeroporto regionale una valenza turistica e commerciale di sicuro interesse.
PRESIDENTE:Ha chiesto la parola l'Assessore ai Lavori Pubblici, Fosson; ne ha facoltà.
FOSSON (D.C.):I lavori di ristrutturazione della pista sono stati ultimati nel novembre dello scorso anno. In data 5 febbraio 1988, l'ispettore principale di Civilavia ha redatto una relazione, a seguito di un sopralluogo che ha eseguito sulla pista dell'aeroporto di Aosta, che è stata realizzata secondo un progetto redatto da tecnici incaricati dalla Regione e regolarmente collaudata per quanto riguarda i lavori. Il progetto non prevedeva l'adeguamento del prato circostante.
In effetti, nella relazione che ho citato sono presenti cinque rilievi che riguardano proprio le spalle ("shoulders") della pista, il riporto di materiale e la cotica erbosa. Non sto a rileggere queste osservazioni, perché la cosa sarebbe troppo lunga, ma le farò vedere al Consigliere Mafrica; esse, comunque, riguardano proprio il prato ed il suo raccordo con la pista.
Il 27 aprile 1988, il Direttore della Circoscrizione aeroportuale di Torino-Caselle inviava una lettera alla Regione, in cui riprendeva le cinque osservazioni dell'ing. Marinoni e diceva: "Si resta in attesa di cortese riscontro". Non si prevedeva, a quel punto, la chiusura dell'aeroporto o il suo declassamento nel caso non fossero eseguiti questi lavori.
In quel periodo gli uffici della Regione hanno cominciato a ragionare sulla possibilità di adeguare la zona a prato e, contemporaneamente, da parte dell'Assessorato all'Agricoltura si ipotizzava la possibilità di costruire una irrigazione a pioggia, per mantenere a verde la zona di prato circostante la pista. Proprio durante lo svolgersi di questi adempimenti tecnici è arrivato a giugno, come ricordava il Consigliere Mafrica, l'ordine di chiusura o di declassamento dell'aeroporto.
Posso dire, in ogni caso, che è già stato espletato l'appalto e sono già stati aggiudicati i lavori per la sistemazione delle zone circostanti la pista, con i raccordi previsti dalle relazioni di Civilavia e della Circoscrizione aeroportuale di Torino-Caselle, ma gli stessi lavori prevedono anche la costruzione dell'impianto di irrigazione che, tra l'altro, richiede pozzetti speciali particolari, perché devono poter sopportare i carichi necessari, e gli irrigatori devono poter essere estraibili ed eclissabili all'occorrenza.
I lavori stanno per essere consegnati. Abbiamo dato 120 giorni di tempo per la loro esecuzione, ma è probabile che li si riesca a finire in un tempo più ristretto. Questo per quanto riguarda l'adeguamento dell'aeroporto alle richieste del Ministero dei Trasporti. Per quanto riguarda le intenzioni della Giunta in ordine al ruolo dell'aeroporto regionale, ritengo che il fatto stesso che la Giunta ed il Consiglio regionale abbiano stipulato una convenzione con la compagnia "Air Vallée" allo scopo di sviluppare il trasporto aereo in Valle d'Aosta sia già una chiara indicazione.
Il Consigliere Mafrica diceva che so no già state predisposte nella pista le tubazioni atte ad alloggiare tutti gli impianti. E’ vero: si sta completando la progettazione dell'impianto elettrico e si provvederà a dotare l'aeroporto di tutti gli strumenti necessari ad un volo adeguato e sicuro, anche strumentale. Si tenga presente che, per quanto riguarda i regolamenti di volo esistenti, l’aeroporto di Aosta è sito in una zona dove gli ostacoli naturali costituiti dalle montagne presentano tutta una serie di impedimenti al volo strumentale o al volo in qualsiasi condizione di tempo. Occorrerà, ma questo non dipende da noi, che la tecnica si sviluppi ulteriormente e che si modifichino anche i regolamenti in conseguenza dei progressi della tecnica elettronica e di volo strumentale.
PRESIDENTE:Ha chiesto la parola il Consigliere Mafrica; ne ha facoltà.
MAFRICA (P.C.I.):Sono parzialmente soddisfatto della seconda parte delle risposte, nel senso che apprezzo la ribadita volontà della Giunta di dare corso ai lavori che possono rendere più sicuro e più agibile il volo degli aerei ed il loro atterraggio o decollo anche in condizioni di cattivo tempo o di notte, ovviamente con le limitazioni che possono essere determinate dalla configurazione fisica dell'aeroporto.
Mi sembra meno convincente invece la prima parte, perché non capisco come mai si debba sempre attendere che qualcuno ci tiri le orecchie prima di fare delle cose che, con un minimo sforzo di previsione, potevano essere pensate per tempo. Io ritengo che l'amministrazione regionale poteva prevedere per tempo che, insieme al rifacimento della pista, occorreva provvedere anche al rifacimento delle sue spalle laterali.
