Resoconto integrale del dibattito dell'aula

Oggetto del Consiglio n. 30 del 28 settembre 1988 - Resoconto

OGGETTO N. 30/IX - TEMPI E MODALITÀ PER L'APERTURA DELLA COMUNITÀ PROTETTA PER TOSSICODIPENDENZE NEL FABBRICATO DENOMINATO "CASA CHAMPLAN". (Interrogazione)

PRESIDENTE: Do lettura dell'interrogazione in oggetto, presentata dai Consiglieri Mafrica e Tonino.

INTERROGAZIONE

La ricerca condotta dal prof. MARIANI ed illustrata alla fine dell'anno 1987 ha fornito importanti elementi sulla allarmante estensione del fenomeno delle tossicodipendente tra i giovani valdostani.

Dall'esame delle deliberazioni della Giunta regionale si può desumere che siano stati completati la costruzione e l'arredamento del fabbricato denominato "Casa Champlan" in frazione Talapé, destinato a Comunità protetta per tossicodipendenze.

Non si ha invece nessuna notizia sulla data di apertura di tale servizio e sul tipo di gestione che vi sarà realizzata.

Poiché non è accettabile che costose strutture, di cui si sente un grande bisogno, rimangano inutilizzate pur essendo ultimate, i sottoscritti Consiglieri regionali del gruppo comunista

INTERROGANO

l'Assessore alla Sanità ed Assistenza sociale per conoscere:

1) quale tipo di scelta è stata fatta dalla Giunta regionale rispetto alla gestione della comunità protetta per tossicodipendenti;

2) quando tale servizio entrerà in funzione.

PRESIDENTE:Ha chiesto la parola l'Assessore alla Sanità ed Assistenza Sociale, Lanièce; ne ha facoltà.

LANIECE (D.C.):La Giunta, prima di rivolgersi all'esterno, intende esperire la possibilità di affidare la gestione della "Casa Champlan" ad una ditta locale che dia sufficienti garanzie in merito. La valutazione di tali garanzie è stata commissionata ad un gruppo tecnico permanente di lavoro per le tossicodipendenze, all'interno del quale il prof. Mariani opera in qualità di consulente ed esperto; del gruppo fanno parte tre rappresentanti dell'Assessorato alla Sanità, tre dell'Assessorato alla Pubblica Istruzione, due dell'Unità Sanitaria Locale ed il Pretore dirigente. Si ritiene che tale comunità possa entrare in funzione entro la fine del corrente anno.

Vorrei aggiungere che lo stesso gruppo già nella scorsa primavera osservava che la comunità terapeutica residenziale, a motivo degli inevitabili e molteplici problemi della prima gestione, avrebbe dovuto iniziare l'attività dopo l'apertura dell'Unità operativa per l'assistenza ai tossicodipendenti dell'U.S.L. e dopo che fosse trascorso un adeguato periodo di avvio e consolidamento dell'impostazione organizzativa e metodologica dell'U.O. medesima, ritenendo condizione pregiudiziale per uno sviluppo positivo dei singoli progetti riabilitativi e di ricupero, il lavoro preparatorio all'esperienza comunitaria prima dell'ammissione e dell'attività di supporto e di verifica da svolgere successivamente.

L’U.O. dell'U.S.L. è entrata in funzione il 13 settembre, dopo che era stato effettuato un corso accelerato di preparazione, ma funziona ancora in condizioni di sottoutilizzo perché due concorsi, che erano già stati banditi, sono andati deserti e, pertanto, dobbiamo bandire un nuovo concorso altrimenti rischiamo di non avere il personale sufficiente alla gestione dell'U.O. di via Guido Rey.

PRESIDENTE:Ha chiesto la parola il Consigliere Mafrica; ne ha facoltà.

MAFRICA (P.C.I.):Io mi permetto di sollecitare l'Assessore Lanièce, che ha appena assunto l'incarico di occuparsi della Sanità e dell'Assistenza sociale, a prestare una particolare attenzione a questo problema, anche perché nella passata legislatura sono occorsi cinque anni per decidere due strumenti: l'unità operativa per la lotta alle tossicodipendenze e l'unità terapeutica.

L'Assessore dice che questa unità operativa manca di personale, tant’è che oltre ai due concorsi ai quali ha fatto cenno e che sono andati deserti, si tratta anche di ovviare al fatto che i consulenti esterni potranno essere mantenuti solo per un determinato periodo; occorre, pertanto, utilizzare il personale locale, prepararlo e formarlo per consentirci di proseguire con le nostre forze. Occorre anche avviare questa comunità, per la quale c'è stata un'intenzione iniziale positiva da parte di alcuni privati, perché essa potrà senz'altro offrire un utile servizio per affrontare un problema di grande rilevanza.

Noi abbiamo voluto porre all'attenzione del Consiglio e della Giunta questo problema che riteniamo importante ed attendiamo che gli impegni sull'avvio dell'attività della "Casa di Champlan", oggi assunti dall'Assessore competente, siano rispettati, augurandoci che al più presto si possa procedere alla scelta di una cooperativa locale cui affidare la gestione di tale comunità, soluzione quest'ultima che può essere sicuramente più collegata alle nostre effettive esigenze.