Resoconto integrale del dibattito dell'aula

Oggetto del Consiglio n. 180 del 30 novembre 1988 - Resoconto

OGGETTO N. 180/IX - SOSPENSIONE DEI LAVORI SUL TORRENTE CHAMOIS PER UN RIESAME DEL PROGETTO IN SEDE DI COMMISSIONE CONSILIARE. (Reiezione di mozione).

PRESIDENTE:Do lettura del testo della mozione presentata dal Consigliere Riccarand:

MOZIONE

ESAMINATA la lettera del Presidente del W.W.F. Italia concernente i Lavori di arginatura del torrente Chamois;

ESAMINATA altresì la Relazione tecnica dei Lavori di sistemazione idraulica del torrente Chamois predisposta dal prof. Norberto Piccinini, docente di Tecnica della Sicurezza ambientale presso il Politecnico di Torino;

RILEVATO che in tali documenti vengono formulate pesanti critiche all'intervento realizzato sul torrente Chamois, in particolare per i lavori in alta quota, fra i 600 ed i 1900 metri;

RICORDATO che sugli interventi di regimazione idraulica è in corso, e non solo in Valle d'Aosta e in Italia, un riesame che sta portando al superamento delle arginature rigide;

AL FINE di dimostrare sensibilità al problema, disponibilità al confronto, volontà di verifica di quanto finora realizzato o progettato;

Il Consiglio regionale

DELIBERA

di impegnare l'Assessore regionale all'Agricoltura, Foreste ed Ambiente Naturale ad assumere gli opportuni provvedimenti per realizzare una sospensione dei lavori sul torrente Chamois e per condurre un approfondito riesame del progetto in sede di Commissione conciliare.

PRESIDENTE:Ha chiesto di parlare il Consigliere Riccarand, ne ha facoltà.

RICCARAND (N.S.):Questa mozione è partita da una lettera, petizione, esposto, chiamiamolo come vogliamo, che è pervenuto a tutti i Gruppi consiliari, alla Giunta, alla Presidenza del Consiglio, agli organi di stampa, da parte del Presidente del WWF Italia Fulco Pratesi, il quale con un documento ha voluto sottolineare, indicare il caso negativo rappresentato da un intervento di regimazione idraulica del torrente Chamois.

Si tratta di uno dei tanti interventi di regimazione idraulica fatti in questi anni in Valle d'Aosta che sono stati oggetto di discussione, di polemiche e critiche. In questo caso ci sono state delle reazioni abbastanza negative che sono andate ben al di là del WWF, ma che hanno coinvolto diversi organismi. In particolare io ho avuto modo di esaminare una relazione tecnica predisposta dal prof. Norberto Piccinini, che è un docente di Tecnica della Sicurezza Ambientale presso il Politecnico di Torino. Questa relazione tecnica sull'utilità dei lavori di sistemazione idraulica sul torrente Chamois contiene delle osservazioni che sono molto preoccupanti; osservazioni che vengono da un docente universitario, da uno specialista del settore, perché se la dizione è corretta 'docente di Tecnica della Sicurezza' egli ha evidentemente una competenza specifica.

E il prof. Piccinini afferma, leggo solo alcune righe della sua conclusione: "In definitiva, sull'utilità dei lavori di sistemazione idraulica sul torrente Chamois attualmente in corso a quota (qui si riferisce alla quota fra i 1600 e i 1900 m.) si può così concludere: 1) Sono totalmente inutili quale protezione degli insediamenti antropici a valle (e spie a i motivi)- 2) Sono potenzialmente fonte di gravi danni futuri a causa (e indica le cause); per la gravissima alterazione del suolo si è procurata una manomissione dei luoghi cosi traumatica da rendere irreparabile il danno ambientale alle bellezze paesaggistiche del Comune di Chamois. Altri danni sono derivati dalle opere in corso durante La realizzazione dei lavori di arginatura; 5) Danni futuri al momento non quantificabili possono derivare all'economia locale (anche qui spiega per quali motivi).Ed infine conclude: "Ad avviso del sottoscritto i citati lavori rappresentano una palese continuata violazione della legge n. 431 dell'8/8/85, la cosiddetta Legge Galasso".

Si tratta di affermazioni molto severe che vengono da una persona che evidentemente ha una competenza specifica in materia; rimane inoltre questa constatazione che ci troviamo di fronte anche a una violazione della legge n. 431. Infatti è vero che il torrente Chamois è stato incluso in quell'elenco di corsi d'acqua che sono stati sottratti al vincolo della Legge Galasso in base a una deliberazione - io credo estremamente negativa - adottata nell'84 dal Consiglio regionale, deliberazione che in pratica ha negato che i due terzi dei corsi d'acqua della regione Valle d'Aosta avessero una rilevanza paesaggistica, quindi facendo un'affermazione che è in totale contrasto con le caratteristiche della Valle d'Aosta, ma comunque quello svincolo riguardava soltanto il tratto sotto i 1600 m., perché al di sopra di quella quota rimangono pienamente validi i vincoli generali per le zone di montagna che sono posti dalla Legge Galasso.

Penso che tutti quanto conoscano le dichiarazioni del Sovrintendente alle Belle Arti, dichiarazioni rese alla stampa nel luglio ?88, in cui affermava: "Sono certo che per í lavori al di sopra dei 1600 m. l'autorizzazione ci era stata richiesta dall'Assessorato alla cultura, ma non era mai stata rilasciata pesche avevamo a suo tempo ritenuto insufficiente la documentazione fornitaci". L'assenza di una documentazione è del resto confermata anche da una lettera della Sovrintendenza a firma dell'allora Assessore al Turismo Angelo Lanièce, in data 24/6/88, in cui si afferma che: "Questa Sovrintendenza comunica di non aver mai rilasciato alcuna autorizzazione per la realizzazione dell'arginatura del torrente Chamois". Quindi c'è una violazione di legge, ci sono procedure che non sono state seguite, ci sono delle critiche molto pesanti fatte sia da turisti sia da persone in loco, sia da specialisti, rispetto a questo tipo di intervento.

Quello che chiediamo con questa mozione è di fermare, sospendere i lavori che, data la stagione, comunque dovranno essere sospesi, ma soprattutto di fare su questo progetto di intervento un riesame approfondito in sede di Commissione, in modo da valutare le severe critiche che sono state mosse a questo intervento e avere un quadro preciso dello stato dei lavori su questo torrente, e vedere, se possibile, di modificare una impostazione che cosi diffuse e severe critiche ha prodotto.

PRESIDENTE:Ha chiesto di parlare 1'Assessore all'Agricoltura, Foreste ed Ambiente Naturale Perrin, ne ha facoltà.

PERRIN (U.V.):Evidemment sur des problèmes de ce genre on pourrait débattre des heures: si on se limite à prendre une direction et à suivre une certaine ligne, qui peut être souvent une ligne idéologique, sans essayer d'approfondir le problème, on court le risque que chacun maintienne ses propres positions. On continue à entretenir un dialogue de sourds sans pouvoir s'entendre.

Pour ce qui concerne les endiguements des torrents et de la Doire, des études ont été menées sur la nécessité effective, ou non, de faire ces endiguements. Pour ce qui nous concerne - je connais un peu moins le problème des travaux publics - les endiguements qui ont été prévus soit directement par l'Assessorat, avec l'apport financier de l'Administration régionale, soit par le programme FIO, sont la conséquence de toute une série de requêtes qui nous sont parvenues de la part des Communes ou après une étude historique sur les torrents en question. On est intervenus, on intervient et on interviendra là où dans le passé il y a eu des problèmes au plan hydro-géologique.

En ce qui concerne le torrent Chamois, depuis très longtemps ce torrent cause des problèmes. Pour citer les plus récents, au cours des années 1981-83, il y a eu des inondations causées par le torrent Chamois, inondations qui se sont d'ailleurs répétées en 1985. C'est pour cette raison que la Commune de Chamois, d'une part, et la Commune d'Antey, d'autre part, ont demandé à l'Administration régionale d'intervenir sur le torrent en question. Les deux Communes avaient même produit une expertise géologique qui date de 1981, expertise démontrant la nécessité d'intervention.

Les premiers travaux de grande urgence ont été faits en 1981, à la suite d'une inondation qui avait concerné la zone en question c'était évidemment une intervention d'extrême urgence. Pour pouvoir mettre fin définitivement au problème, la Junte régionale a chargé des techniciens de rédiger un projet - ceci déjà au mois de juin 1982 - projet qui a été ensuite approuvé au mois de mai 1984. C'est justement de 1984 que date la première délibération d'intervention sur la zone la plus haute du torrent Chamois, près des 1900 m. d'altitude. Entre-temps, la loi n°884 sur les Fonds d'Investissement et d'Occupation a été promulguée: c'était le 22 décembre 1984. C'est justement à la suite de cette loi prévoyant la possibilité d'une intervention financière de la part de la Communauté Européenne pour ces genres d'oeuvres, que la Junte régionale a fait préparer un projet plus complexe concernant la Doire, ses affluents, ainsi que certains petits torrents latéraux aux affluents eux-mêmes.

Ce projet a été approuvé au mois de mai 1985; le Conseil l'a approuvé le 5 juin 1985. Ce n'est qu'après l'approbation de la part de ce Conseil du projet général qu'est survenue la loi n° 431 qui date du 8 août 1985. Le Comité Interministériel pour la programmation économique a approuvé le programme présenté par l'Administration régionale, voté par le Conseil, et a alloué à la Région Vallée d'Aoste 48 milliards de lires pour ce genre d'interventions. Or, la délibération du Comité Interministériel pour la programmation économique donnait ordre, disons, aux Communes, aux Ministères, aux Régions qui avaient pu obtenir ces fonds d'investissements et d'occupation d'ouvrir les chantier dans un délai de 120 jours. Voilà pourquoi immédiatement toute une série de projets et d'appels d'offres ont été approuvés pour respecter ce délai. Il faut dire aussi que ce délai était péremptoire et une fois approuvé, le programme devait être porté à terme, à tout prix.

Pour ce qui est du torrent en question nous avons approuvé le projet au mois d'avril, nous avons procédé ensuite à l'adjudication du travail au mois de juin. Mais déjà au mois d'avril, pour respecter justement les dispositions de la loi n° 431 de 1985, bien que sachant que ce torrent ne faisait pas partie des torrents soumis à la protection de la loi n° 431 si ce n'est la partie terminale, au dessus de 1600 mètres, nous avons demandé à la Surintendance du Tourisme de se prononcer. La lettre date du mois d'avril.

La Surintendante nous a répondu un mois après environ que ce que nous avions présenté n'était pas suffisant, qu'elle avait besoin de toute une série de documents pour pouvoir se prononcer. Ces documents ont été fournis le 2 juillet 1986: donc bien avant que l'on n'entreprenne les travaux qui ont commencé en partie en 1986, en partie cette année. Malheureusement, la Surintendance qui devait répondre dans les 60 jours à partir de la première requête, ou, admettons, à partir du moment ou nous avions fourni toute le documentation demandée, n'a pas répondu.

Il y a eu toute une série de pourparlers entre les Assesseurs, entre les dirigeants des deux services, des réunions conjointes, des réunions même en présence du Président pour arriver à trouver une solution. La réponse a retardé et elle n'est arrivée que le 15 septembre de cette année. Mais nous devions cependant respecter une obligation que nous avions prise vis-à-vis de l'Etat Italien, qui avait financé ce programme; quant à nous, nous avions fait les pas nécessaires pour obtenir une réponse et ce n'est pas de notre faute si ce retard a été un retard réel.

Quant à certaines affirmations sur l'inutilité de certaines oeuvres, je les avancerais avec beaucoup de circonspection, parce qu'il faudrait pouvoir avant tout être sur les lieux, vérifier, être là non lorsqu'il fait beau, mais lorsqu'il y a des inondations, au moment des désastres.

Quant à certains experts qui disent que les travaux qui sont faits sur la partie haute sont inutiles, parce qu'ils ne protègent par la partie en aval, probablement ils ne se sont jamais rendus sur le lieu En effet les travaux qui sont faits sur la partie haute ne son pas fait pour protéger la partie en aval, mais pour protéger la partie haute, car dans cette partie qui se trouve entre le pont du Moulin et à proximité du village de Suisse, il y a eu, au cours des années passées, toute une série d'éboulements; toute la rive orographique droite est en mouvement et sur cette rive orographique droite il y a le village de Torgnon, le chef-lieu de Chamois, qui est en danger. Donc les travaux d'endiguement des berges sont faits justement pour freiner, arrêter ce mouvement d'éboulement, qui est un mouvement qui était jadis extrêmement lent, puisque le territoire était cultivé, mais qui est en train de progresser toujours plus rapidement à cause aussi de l'abandon de la culture agricole.

Donc ce sont des raisons techniques qui ont déterminé le type de travail qu'il fallait faire, en plus des raisons spécifiques sur la nécessité de faire ces travaux. Ce n'est donc pas tellement pour protéger, même si cela y contribue, la situation de la partie qui est en aval, tout près de la confluence avec le torrent Marmore, mais pour consolider les rives de la partie haute. Donc, nous croyons d'une part avoir respecté les lois, d'autre part avoir rendu justice à la population de Chamois, puisque elle-même avait demandé les travaux que nous avons faits.

Je crois qu'après ce que je viens de dire, notre avis sur la motion est évidemment négatif.

PRESIDENTE:Ha chiesto di parlare il Consigliere Riccarand, ne ha facoltà.

RICCARAND (N.S.):Come faccia l'Assessore all'Agricoltura, Foreste ed Ambiente Naturale a dire "crediamo di aver rispettato la legge" quando ha appena affermato che tutti i lavori praticamente sono stati fatti senza l'autorizzazione prevista dalla legge Galasso ...

(... Interruzione .... dell'Assessore Perrin e del Presidente della Giunta)

Tutti i lavori che sono stati fatti anche dopo dovevano essere autorizzati, perché sono sopra i 1600 m. Perché avete presentato richiesta alla Sovrintendenza per l'autorizzazione? Evidentemente perché questa richiesta era necessaria, poi siccome non è arrivata l'autorizzazione avete fatto lo stesso i lavori e adesso per cercare di sanare la situazione vi fate dare un'autorizzazione in data 15 settembre 1988.

Allora, se foste stati coerenti dovevate dire: "Questi sono lavori che avevamo preventivato prima e andiamo avanti per la nostra strada". Invece, siccome questa tesi non sta in piedi, perché per questi lavori voi dovevate avere l'autorizzazione, e li avete fatati senza, chiaramente adesso siete andati a cercare una forma di sanatoria.

Quindi, da un punto di vista di norma di legge siete completamente fuori in questo caso, perché la legge non è stata assolutamente rispettata. Non solo, ma sapevate che da parte della Sovrintendenza che pure - diciamocelo chiaramente - in Valle d'Aosta ha un margine di autonomia molto limitata, perché le lettere del Sovrintendente le firma l'Assessore al Turismo, e, quindi sappiamo che in Valle d'Aosta il Sovrintendente è un funzionario dell'Amministrazione che non ha sicuramente l'autonomia che ha in altre Regioni in cui ha una veste giuridica diversa, sapevate che il parere era negativo. Nonostante questo, nonostante le perplessità che erano state avanzate, voi avete comunque deciso di ignorare queste critiche che erano state esposte, queste perplessità che venivano, e avete deciso di intervenire in spregio a quelle che erano le norme di legge ben precise a tutela del paesaggio.

Per quanto riguarda l'utilità dei lavori, io non sono un esperto, non so quali sono gli esperti a cui fa riferimento l'Assessore dicendo che questi interventi erano necessari, utili e abbiano fatto l'interesse degli abitanti di Chamois. Io conosco abitanti di Chamois che si sono fatti vivi direttamente col Gruppo di Nuova Sinistra per denunciare questo tipo di intervento, dicendo che era un intervento che loro non accettavano. Conosco villeggianti e turisti che vanno normalmente a Chamois che si sono fatti vivi per denunciare questa cosa. Esiste un pronunciamento da parte di un organismo a livello nazionale che nessuno ha sollecitato, che si è preso la briga di prendere una posizione perché evidentemente sollecitato da persone che conoscono questa situazione. Esiste il parere di una persona che si firma e che quindi si assume le sue responsabilità ed è docente di Tecnica della Sicurezza Ambientale presso il Politecnico di Torino, quindi presso un ente universitario, che afferma esattamente il contrario di quello che ha detto l'Assessore, cioè che dice che i lavori al di sopra dei 1600 m. erano non solo inutili, ma dannosi.

Di fronte a questi dati voi dite va tutto bene, andiamo avanti. Noi invece abbiamo proposto la cosa che ci sembrava più onesta: fermiamo un attimo, facciamo una riflessione e esaminiamo quello che è stato fatto e quello che è ancora da fare, sentiamo anche le persone che hanno critiche da formulare.

Per quale motivo 1 'Assessore non convoca in una riunione della Commissione Assetto del territorio il prof. Norberto Piccinini perché ci illustri queste critiche e ci faccia sapere quali sono le sue valutazioni? C'è paura per un confronto di questo genere? Facciamolo questo confronto, confrontiamo se ci sono diversi pareri tecnici che provengono da diverse direzioni, mettiamo a confronto questi tecnici, sentiamo quali sono le diversità. Io non so quali sono le voci autorevoli sulla base delle cui tesi la Giunta ha deciso di fare questi lavori e ritiene che siano validi. Su tutta l'impostazione dei lavori di arginatura ci sono delle critiche che vengono mosse dai tecnici (e ci sono molti ingegneri che operano in Valle d'Aosta), quindi persone che si occupano di questi problemi, che hanno firmato un documento in cui contestano radicalmente questo modo di intervenire e l'hanno firmato con il loro titolo, con il loro nome e cognome, persone che lavorano su questo terreno, ingegneri e geologi.

In Italia, e non solo in Italia, sono stati fatti dei convegni, delle conferenze, delle riunioni per verificare l'opportunità di questo tipo di intervento e per rendersi conto che questo tipo di cementificazione in corsi d'acqua è sbagliato, è sbagliato radicalmente. Quindi c'è un ripensamento un po' ovunque, ed è sbagliato da parte della nostra Amministrazione trincerarsi con una difesa a spada tratta di quello che è stato fatto, non rendendosi conto che forse qualcosa non è stato fatto nel migliore dei modi e che comunque se ci sono delle critiche, con queste critiche bisogna confrontarsi e non respingerle dicendo che questa è ente che non capisce niente.

PRESIDENTE:Pongo in votazione la mozione in oggetto:

ESITO DELLA VOTAZIONE

Presenti: 27;

Votanti: 25;

Favorevoli: 4;

Contrari: 21;

Astenuti: 2 (Aloisi e Gremmo)

Il Consiglio non approva