Resoconto integrale del dibattito dell'aula

Oggetto del Consiglio n. 181 del 30 novembre 1988 - Resoconto

OGGETTO N. 181/IX - VALUTAZIONE DEGLI INTERVENTI REGIONALI PER IL RISANAMENTO DEL BESTIAME. (Ritiro di mozione).

PRESIDENTE: Do lettura del testo della mozione presentata dai Consiglieri Chenuil, Mafrica, Tonino, Bajocco e Dolchi:

MOZIONE

RICORDATO che da ormai un decennio viene ogni anno abbattuto circa un quinto del patrimonio bovino valdostano, con una spesa che ormai raggiunge i 20 miliardi, senza che le percentuali di tubercolosi e brucellosi diminuiscano in modo sensibile;

CONSTATATO che critiche al modo in cui viene affrontato il problema sono state sollevate all'interno dell'Association Régionale Eléveurs Valdôtains e della stessa Commissione Incaricata di sorvegliare l'attuazione delle procedure di risanamento;

RITENUTA opportuna una valutazione complessiva e meditata dei provvedimenti finora presi e dei risultati ottenuti, onde addivenire ad eventuali nuove normative;

Il Consiglio regionale della Valle d'Aosta

DELIBERA

di impegnare:

1) la Giunta regionale ad organizzare un pubblico confronto tra tutte le parti interessate al risanamento del bestiame, onde chiarire alcuni aspetti controversi degli interventi finora effettuati;

2) le Commissioni consiliari competenti ad avviare un esame approfondito delle normative vigenti, degli interventi effettuati e dei risultati ottenuti onde addivenire, con il contributo di tutte le collaborazioni ritenute opportune, a proposte capaci di incidere in modo più efficace nell'attuale situazione sanitaria del bestiame.

PRESIDENTE:Poiché l'oggetto al Punto 25 è analogo a quello del Punto 24 propongo che la discussione venga fatta congiuntamente.

Do quindi lettura del testo della mozione presentata dal Consigliere Aloisi:

MOZIONE

AVUTA, NOTIZIA da "La Stampa", nonché da varie televisioni private nelle edizioni del 3 novembre u.s., delle dimissioni rassegnate non senza amarezza da due vicepresidenti dell’Associazione degli allevatori valdostani, e presa altresì visione delle blande smentite dell'Assessorato regionale competente, in merito al fallimento del costoso piano di risanamento del bestiame con grave ripercussione sul patrimonio zootecnico valdostano;

RITENUTE parzialmente confortate dai dati le pesanti accuse rivolte dal Signor Ovando VALLET ai metodi di "effettivo controllo" della situazione sanitaria delle nostre bovine;

CONSIDERATO CHE il tema principale su cui insiste la pesante accusa dei due vicepresidenti dimissionari è quello della sostanziale elusione dei dispositivi di legge rigorosamente fissati, ma puntualmente disattesi da alcuni allevatori e veterinari spregiudicati che compromettono l’azione complessiva di risanamento per inseguire Interventi particolari che mortificano lo sforzo complessivo e reale dell’Amministrazione regionale;

AL FINE DI porre rimedio ad una situazione divenuta paradossale, non solo per la forza della protesta elevata, ma altresì per l'evidente serie di reati penali posti in essere a seguito del ricorrente abbandono dei sistemi rigorosi di controllo e di tutela del bestiame;

IL CONSIGLIO REGIONALE DELLA VALLE D'AOSTA

DELIBERA

1) di avviare una ricognizione conoscitiva sui dati effettivi del risanamento, considerando da un lato l'intervento sanitario preventivo, e d'altro canto il numero dei capi abbattuti;

2) di verificare i provvedimenti cautelativi attuati in occasione della immissione di nuovi capi provenienti da fuori Valle, risultati positivi, cioè sani all'ingresso e dopo pochi mesi affetti da brucellosi;

3) di ascoltare personalmente le ragioni documentate dei due vicepresidenti dimissionari dell’Associazione Allevatori Valdostani, nonché le controdeduzioni del Presidente dell’Associazione stessa, dell’Assessore all'Agricoltura, Foreste ed Ambiente Naturale e dell'Assessore alla Sanità;

4) di dare mandato alla 4^ Commissione consiliare competente allargata ai Capigruppo di esperire la ricognizione, la verifica e l’audizione di cui, ai punti 1), 2), 3), del presente dispositivo di delibera e di riferire al Consiglio entro 90 giorni dall’approvazione del presente provvedimento consiliare.

PRESIDENTE:Ha chiesto di illustrare la sua mozione il Consigliere Tonino, ne ha facoltà.

TONINO (P.C.I.):Che la situazione relativa al risanamento del bestiame sia grave è testimoniato dai dati. Lo dico subito perché ne abbiamo discusso in Commissione: non farei del trionfalismo sul fatto che gli ultimi dati registrano un lieve miglioramento, anche perché si tratta di dati parziali, come ha detto l'Assessore in Commissione, riferiti non ancora a tutta la campagna di risanamento di quest'anno.

Il dato complessivo è un dato per molti aspetti clamoroso. Si sono spesi dall'83 all'88 oltre 70 miliardi di lire, si sono abbattuti più o meno 35.000 capi bovini su 46.000; significa che quel patrimonio è stato completamente o questi sostituito. E' vero o no? Tant’è che si arriva a percentuali che si avvicinano al 16%, il che significa che circa un sesto viene sostituito ogni anno. Ma non torniamo sui dati perché questi sono sufficientemente clamorosi per dire che si tratta di un problema di grande serietà e che deve essere affrontato con adeguate politiche.

Per essere chiaro, noi riteniamo - non è la prima volta che lo diciamo - che nel complesso queste campagne sono state affrontate in modo insufficiente, con misure prese sempre con molto ritardo, e queste sono le cause di una situazione che ancora oggi è grave. Questo è un giudizio che noi diamo, e siamo preoccupati della situazione, mentre il nostro modo di agire, di operare è di guardare che cosa può essere fatto per migliorare tale situazione.

Quali sono gli elementi su cui io credo occorra assolutamente riflettere, anche rispetto all'esperienza passata? In generale si è detto che uno dei problemi più grossi è quello relativo ai capi che provengono da altre re ioni. Si arriva adesso finalmente a prevedere la possibilità di un controllo nelle cosiddette stalle di sosta ed è questa una misura che da anni è reclamata: cioè la necessità di avere un momento in cui i capi che arrivano dall'esterno siano controllati. E' una misura che negli anni passati è stata abbondantemente disattesa, almeno questo risulta, ed è un problema su cui occorre una maggiore serietà nell'intervento della Regione.

L'altro dato è quello sulla qualità degli alpeggi, ma su questo non ritorno, essendo un altro di quei temi che più volte è stato riproposto.

Gli ultimi dati indicano poi un fenomeno che è stato rilevato nella stesse riunione della Commissione, ed è quello dell'aumento dell'infezione per effetto della brucellosi. Cinque anni fa, se non ho letto male in alcuni documenti, ufficialmente la nostra regione risultava praticamente indenne dalla brucellosi, tant’è che, mi dicono, in quel periodo furono sostanzialmente sospesi quei controlli effettuati con il prelievo del sangue con il controllo dell'eventuale presenza o meno dell'infezione in campioni di latte.

Scopriamo adesso, ed è credo il dato più preoccupante, che invece questo tipo di infezione è altissimo. Domanda: c'è stata una sottovalutazione rispetto a questo fenomeno, oppure no? A noi sembra di si, tant’è che si assumono - se ho letto bene l'ultima delibera della Giunta regionale - misure straordinarie in tal senso, che esemplificando - scusatemi lo schematismo - prevedono di bloccare nelle stalle gli animali infetti per un periodo di 40 giorni, dopo di che viene effettuata una prova, quindi restano fermi per un altro periodo di 40 giorni prima di poter uscire dalla stalla.

Mi risulta, e anche questa è una domanda, che l'anno scorso l'Assessore alla Sanità abbia consentito, dopo un periodo di soli 20 giorni, agli animali che avevano avuto una sola prova negativa, di salire all'alpeggio e di mescolarsi quindi con gli altri animali. Io chiedo: quella misura è stata una scelta ragionata? E' stata o meno quella la causa del diffondersi dell'infezione quest'anno? Sono domande che io credo richiedano una risposta, anche perché io rilevo un diverso atteggiamento l'anno scorso rispetto alle misure ultime che la Giunta ci ha proposto.

Sono questi solo alcuni punti che a mio avviso richiedono e impongono la necessità di continuare l’approfondimento. In una riunione della Commissione ci sono stati forniti i dati; ho appreso dal Presidente della Commissione che dovrebbero andare avanti anche le audizioni; noi riteniamo che questo debba essere un lavoro che investa l'intero Consiglio per l'importanza della cosa.

Per quanto ci riguarda, affinché sia chiaro anche il nostro atteggiamento politico sulla vicenda, noi abbiamo da tempo proposto, anzi credo che in questo Consiglio siamo stati i primi a farlo, dopo una visita che avevamo fatto nella Regione Friuli, che l’intervento della Regione copra effettivamente il danno che gli allenatori subiscono per effetto dell'abbattimento del bestiame, perché una operazione di questo tipo deve ovviamente avvenire senza danneggiare soprattutto i piccoli allevatori. Quindi noi dovremmo, a nostro avviso andare avanti su questa strada con il massimo di rigore e con il massimo di equità rispetto ai singoli allenatori

Da questo punto di vista (anche questa è una questione che pongo all’assessore) è stato rilevato, come ho avuto modo di leggere e di sentire, che oggi la misura massima dell'indennità di abbattimento della Regione è fissata in 4.200.000 lire, nel caso ovviamente del miglior capo di bestiame, e non copre il costo per reintegrare la stalla. Io non so se i dati che mi hanno fornito sono giusti, chiedo anche qui i dati all'Assessore, ma a me risulta che oggi un capo costi minimo 5 milioni, 6 milioni se è un buon capo di bestiame, e allora abbiamo di nuovo una sperequazione. D'altronde la misura massima dell'indennità è ferma da qualche anno e non è stata recentemente adeguata. Mi paiono questi problemi reali, effettivi, su cui voglio sentire anche l'opinione dell'Assessore.

Nel complesso quindi il senso della nostra mozione è quello di rilevare la gravità del momento, la complessità del problema, e di richiedere una verifica delle misure e una verifica della situazione con serietà e serenità nell'apposita Commissione.

Si dà atto che alle ore 17,53 assume la Presidenza il Vicepresidente Beneforti.

PRESIDENTE:Ha chiesto di illustrare la sua mozione il Consigliere Aloisi, ne ha facoltà.

ALOISI (M.S.I.):Il problema del risanamento si trascina ormai da parecchio tempo. Ricordo che già nel 1986 era stata presentata un'interpellanza da un consigliere allora di opposizione, che aveva portato a conoscenza sistemi e metodi, direi alquanto pericolosi, per il modo di gestire questa problematico.

Ritornando su questo argomento, non dobbiamo dimenticare che poco tempo fa vi sono state le dimissioni di due vicepresidenti dell'Associazione Allevatori Valdostani, e questi due vicepresidenti hanno denunciato all’opinione pubblica, con le loro dimissioni, delle situazioni molto drammatiche su tutta la questione del risanamento del bestiame.

Ho avuto modo di seguire attentamente una trasmissione televisiva nella quale vi erano due Assessore regionali, l'Assessore Perrin e l'Assessore alla Sanità Lanièce, insieme a Ovando Vallet, Sindaco di Gignod che è stato uno dei vicepresidenti che si era dimesso, e insieme a un veterinario regionale e a un certo signor Dupond, quello che ha predisposto l'anagrafe regionale degli animali. In quell’occasione c'è stata una frase che mi ha colpito in modo particolare, detta appunto dal vicepresidente dimissionario, che ha dichiarato testualmente: "In Valle d'Aosta noi siamo i primi su tutto, siamo í migliori, abbiamo l'anagrafe che altre Regioni non hanno, ma rimane comunque il fatto che dopo 24 anni di risanamento abbiamo una percentuale (qui si riferisce ai dati dell'86-87) di brucellosi del 17-18%, che è una delle più alte percentuali in Italia" ; ricordava inoltre che nel 1987 la brucellosi quasi non esisteva in Valle e la TBC colpiva circa il 6% degli animali.

Il fenomeno quindi è sconcertante. La Regione ha speso circa 100 miliardi in questi ultimi dieci anni per risanare il bestiame e non soltanto non ha arrestato l'infezione, ma essa in base ai dati dell'86-87, è più che triplicata. La zootecnia valdostana, che è riconosciuta come la parte trainante dell'agricoltura regionale, conta più di 40.000 capi, di cui 18.000 capi sono lattifere. Oggi nella nostra Valle con il supporto della Regione esiste appunto l'anagrafe bovina, che è l’unica in Italia, come ha dichiarato Dupond in quella trasmissione che citavo. Le mucche quindi vengono bollate, tatuate e schedate; un lavoro che serve anche per un maggior controllo sul risanamento. Eppure brucellosi e TBC non vengono debellate; il patrimonio zootecnico si impoverisce, il mercato è quasi bloccato e la razza pezzata nera decimata. Questo sembra un mistero.

Un'altra frase mi ha colpito, detta dall'Assessore Perrin in quella trasmissione, il quale disse testualmente, rispondendo alle denunce pesanti del signor Vallet: "Alle polemiche sterili bisogna opporre una critica costruttiva".

"Non so se per l’Assessore Perrin le gravi e pesanti dichiarazioni di accuse rivolte dal vicepresidente dimissionario dell'Associazione Allevatori Valdostani sui metodi di effettivo controllo e sulla sostanziale elusione dei dispositivo rigorosamente fissati dalle leggi regionali, ma puntualmente disattesi, siano sterili polemiche. Queste sono denunce fatte da persone competenti che operavano nel settore, Assessore Perrin. Per esempio, vorremmo cercare di avere delle risposte a delle affermazioni fatte in occasione di quel dibattito dove è stato dichiarato che alcune persone senza avere neanche le stalle sono state risarcite per 200 capi. Questa è stata una accusa fatta da Vallet, io l'ho sentita per televisione, ci sono le registrazioni eventualmente: ha dichiarato che a gente che non ha neanche le stalle sono stati risanati 200 capi di bestiame. Sono dichiarazioni sterili e polemiche inutili queste? Inoltre, come componente della Commissione di controllo il signor Vallet sostiene che parecchi animali, manze che hanno già almeno tre anni, non sono state tatuate, ne marchiate per l'anagrafe del bestiame, cosi come previsto dalla delibera di Giunta del 12 settembre 186. Insomma, sono animali che possono essere sostituiti semplicemente cambiando il bollo auricolare, così ha dichiarato Vallet.

In questo modo qualsiasi controllo si rende inutile, quindi non si riuscirà mai a risanare il bestiame. E come spiega l'Assessore Perrin le dichiarazioni diametralmente opposte del signor Dupond, quando dice che la identificazione con l'anagrafe bovina, di cui siamo, a vostro dire, i primi in Italia, è completa o totale?

Ma non è tutto. Il signor Vallet ha dichiarato di non riuscire a capire certe situazioni. Per esempio - anche noi non riusciamo a capire e speriamo che l'Assessore riesca almeno lui a spiegarcelo - se nel 1986 erano stati risanati alla presenza del veterinario una cifra forfetaria di 41.000 capi di bestiame, alla fine, diceva Vallet sempre in quella trasmissione, dovrebbero risultare tatuati ed identificati 41.000 capi di bestiame; le bestie invece illegalmente importante dovevano essere denunciata dai veterinari, ciò che non è stato fatto. Per risanare le bovine bisogna che esse siano identificate, e perché allora una parte di questi animali non sono stati tatuati? Questa è una denuncia che ha fatto Vallet.

Un'altra citazione che mi ha alquanto allarmato è la dichiarazione del signor Rollet, o Roullet, non ho capito bene, dove ha denunciato che non è mai stato applicato il regolamento di polizia veterinaria, perché altrimenti si bloccherebbe tutta l'attività. Questa è un'affermazione gravissima; cioè vuol dire che i dispositivo di legge, i regolamenti non vengono applicati perché altrimenti si blocca tutto. Che cosa significa questo, Assessore? E poi si è parlato della destinazione finale delle carni malate. Allora qui dobbiamo fare molta attenzione, perché da voci circolanti, e non sono prive di fondatezza, queste carni vengono acquistate a prezzi molto bassi per poi essere rivendute a prezzi di mercato nel vicino Piemonte.

Io mi chiedo come è possibile che si arrivi a queste situazioni quando invece ci dev'essere un controllo veterinario su queste carni. Le carni malate vanno eliminate, non vanno vendute sottocosto e poi rivendute a prezzi di mercato.

Queste denunce, che non ho fatto io signor Assessore, le ha fatte un vicepresidente dell'Associazione Allevatori (c'è la registrazione a disposizione e ci sono i miei appunti ripresi dalla registrazione; in qualsiasi momento se vuole ci rivediamo la trasmissione e poi constatiamo se queste sono state accuse o no) io le ripresento in quest'aula all'attenzione dell’Assessore, perché ci tengo ad avere delle risposte chiarificatrici su questo argomento. Di fronte a queste denunce pesanti, gravi, di fronte a delle accuse fatte da un vicepresidente, quindi non da un qualsiasi allevatore, di fronte alle dimissioni di due vicepresidenti, che dichiarano che da 24 anni si continua a risanare il bestiame ma il bestiame è sempre più malato, quindi non si risana niente, che cosa si risponde?

Ecco il motivo e l'oggetto della mia mozione, che ha come scopo non quello di voler creare dei problemi o di voler fare delle denunce inesistenti. Di fronte a delle denunce dichiarate, espresse in un pubblico dibattito in televisione, sarebbe opportuno che queste denunce venissero approfondite per fare chiarezza su queste accuse e su questa grave situazione. Il motivo della mozione è appunto quello della richiesta di avviare un'indagine su tutta questa materia, su tutte queste denunce, avviare un'indagine per fare chiarezza, verificare i vari provvedimenti cautelativi attuati in occasione della immissione dei capi provenienti dal Piemonte (come è già stato citato prima dall'oratore che mi ha preceduto), di aver un incontro e ascoltare personalmente questi personaggi che hanno fatto queste dichiarazioni.

Questo compito a mio avviso va demandato alla Commissione competente allargata ai Capigruppo, perché io ci terrei a far parte di questa Commissione, per cercare di chiarire questa problematica del risanamento del bestiame. Perché sono anni che si parla di questo problema, sono anni che si sussurra, si fanno delle dichiarazioni pesanti e molto gravi, e quindi sarebbe opportuno una volta per tutte fare chiarezza e cercare di porre rimedio a questa grave situazione.

PRESIDENTE:Ha chiesto di parlare l'Assessore all'Agricoltura, Foreste ed Ambiente Naturale Perrin, ne ha facoltà.

PERRIN (U.V.): Cela fait plaisir que d'autres personnes s’occupent de l'assainissement du bétail, parce que cela nous soulage un peu. Puisque nous sommes préoccupés depuis longtemps, le fait de partager ces préoccupations peut être une division de la peine. Et donc nous vous en remercions.

Je crois qu’il faudrait avant tout se souvenir que le problème de l'assainissement du bétail est un problème plus général, qui concerne la santé en général: si on fait l'assainissement du bétail, c'est aussi en rapport avec les influences qu’il pourrait avoir sur la santé de l'homme. C'est une compétence qui ne revient pas exclusivement à l'Unité Sanitaire Locale, comme d'ailleurs cela se passe dans certaines autres Régions. Il y a donc partage des compétences. Cepedant, l'application intégrale du règlement de police vétérinaire, et donc de toutes les actions qui le concerne (du contrôle des animaux jusqu’à l'abattage des animaux infectés) sont du ressort de l'Unité Sanitaire Locale.

Je disais que nous avons voulu partager cela et donc l'Assessorat de l'Agriculture, pour justement mieux organiser le tout, s'est réservé certaines tâches, comme celle de contrôler le bureau de l'assainissement pour ce qui concerne le ramassage des bêtes qui doivent être abattues, les rapports avec les Commissions d’évaluation pour la fixation du prix de la valeur de l’animal en vie et de la carcasse, et les rapports avec les bouchers pour justement s’assurer que tout le bétail malade soit effectivement abattu. Par contre, l'Assessorat de la Santé, en plus disons de la préparation des délibérations générales sur le problème de l'assainissement, et donc des indications générales sur les rapports avec l'Unité Sanitaire Locale, s'est chargé également, par exemple, de l'indemnisation des animaux abattus.

D'autres part, la partie la plus intéressée au problème de l'assainissement, ce sont les éleveurs eux-mêmes; nous avons donc voulu les intéresser à cette action par l'intermédiaire de l'Association Régionale des Eleveurs Valdôtains, à laquelle nous avons confié petit à petit certaines tâches par des délibérations spécifiques. Par exemple, le ramassage du bétail en 1984; en ce moment, le problème de l'identification du bétail.

Voilà en tant qu’introduction.

Je crois que depuis nombre d'années, on essaye de porter un remède à la situation et, je crois, avec le maximum de sérieux possible, tant il est vrai qu’on a essayé de définir toute une série de phénomènes qui pouvaient, disons, perpétuer l’état que nous avons constaté en Vallée d'Aoste. La première chose à faire était justement de pouvoir identifier clairement tout le cheptel valdôtain. Voilà pourquoi nous avons mis sur pied une 'anagrafe' du bétail: nous sommes les seuls à avoir cela sur toute l’étendue d'une région, et cela nous permet maintenant de découvrir tout un tas de choses, ce qui n'était pas possible auparavant. Par exemple on peut savoir si le bétail est déplacé à notre insu, si le bétail est introduit clandestinement, etc. Donc cette 'anagrafe' est un instrument extrêmement précieux qui sert justement pour contrôler la situation.

Pour perfectionner justement cette 'anagrafe', il fallait que tout le bétail soit identifié avec la marque que l'on applique à l'oreille et avec le tatouage. Nous avons donc confié cette opération, en 1986, à l'Association des Eleveurs Valdôtains; tâche qui a été accomplie, et il ne faut surtout pas faire d'un ou de deux cas isolés un problème général. Voilà pourquoi je continue à dire non aux polémiques stériles, mais oui à une critique sérieuse; mais alors il faut fournir des données qui soient justes.

Il y a deux cas d'animaux non tatoués, importés clandestinement que justement l'Association Régionale des Eleveurs Valdôtains n'a pas voulu tatouer: ces animaux sont sous saisie et les éleveurs ont été dénoncés. Et chaque fois que nous avons su ou qu’il nous a été rapporté par les vétérinaires ou par d'autres, qu’il y avait des anomalies, qu’il y avait des illégitimités, nous avons dénoncé les personnes qui en étaient la cause, parce que nous sommes convaincus que c'est uniquement à travers le respect des normes que l'on peut avancer.

Nous avons pris ensuite toute une série d'initiatives pour essayer de porter un remède à la situation, et nous avons pris, au fur et à mesure, des mesures plus sévères, en plus des normes qui existent. Grâce au règlement de police vétérinaire, nous avons fixé d'autres normes pour ce qui concerne l'alpage, par exemple, pour ce qui concerne la promiscuité.

Prenons la situation des alpages: je crois que personne ne peut nier, et il suffit de voir les sommes qui sont données chaque année, qu’il y a une action intensive de restructuration des alpages. Evidemment, nous ne pouvons pas obliger - malheureusement - le propriétaire ou le conducteur à reconstruire, à rebâtir l'alpage, s'il n'a pas envie, s'il n'a pas les moyens. Mais les actions économiques qui ont été votées par ce Conseil vont justement dans ce sens: permettre aux propriétaires ou aux conducteurs d'alpages de pouvoir restructurer, et donc d'avoir aussi un logis pour le bétail, non seulement pour eux-mêmes, qui soit comme il faut et qui soit donc apte à recevoir le bétail.

Pour ce qui concerne la montée a l'alpage, évidemment nous nous sommes rendus compte, nous aussi, que cela peut-être un moment d'infection. La situation agricole valdôtaine est bien différente de celle de la plaine, où nous avons de grandes fermes avec 200-300 et parfois même 1000 bêtes qui sont isolées pendant toute l'année. Chez nous, il y a, à cause de notre type d'agriculture, des moments de promiscuité qui sont, pendant l'hiver, l'habitude de donner en hibernage (celui qui n'a pas, par exemple, suffisamment de foin) à d'autres propriétaires une partie du bétail ou de recevoir une partie de ce bétail. Un autre moment est justement celui de l'alpage où il y a une grande promiscuité des bêtes, puisqu’y confluent des bovins de différents propriétaires.

C'est ainsi que l’été dernier, nous avons voulu prendre une mesure qui était celle de ne pas permettre la promiscuité s'il n’y avait pas au moins une preuve négative. Pourquoi au moins une preuve négative? C’était faire un pas en avant sans pour autant bloquer toute la situation. Nous avons jugé que, par rapport au rien d'auparavant, il fallait qu’il y ait au moins une seule preuve négative pour pouvoir monter à l'alpage et mêler le bétail avec celui d'autres propriétaires qui avaient les étables indemnes: c'était déjà une mesure qui pouvait mieux garantir. Et je crois que cela a quand même produit un effet, avec toutes les autres mesures que nous avions prises par la délibération générale pour la campagne d'assainissement 1987-88.

Je l'ai dit tout à fait honnêtement en Commission: ce sont des données provisoires et donc je ne veux pas chanter victoire. Il faut attendre la fin de la campagne et donc le 31 août de l'année prochaine, mais l'action que nous avons menée pendant le printemps et tout l’été a tout de même déjà donné des résultats, puisque de 8%, nous sommes descendus à 2,5% de brucelloses. C'est encore beaucoup, nous l’admettons, mais c'est l'inversion de la tendance, et je crois qu’en maintenant ces mesures, nous pourrons aller de l'avant.

Tant il vrai que les mesures nouvelles, tant la délibération générale du 5 août que la délibération de modification particulière qui a été prise au début de ce mois (le 11 novembre), vont accorder une plus grande attention à tous ces phénomènes: la promiscuité, la montée à l'alpage, la fécondation - qui est en autre moment ou l'on peut avoir des problèmes - de façon à éliminer petit à petit les problèmes d’infection. Par exemple, pour ce qui concerne justement la montée à l'alpage, l’été prochain, il faudra deux vérifications négatives. C'est une progression que nous avons voulue pour ne pas détruire l’économie agricole, et surtout le moment de l'alpage. Et je dis que cela a commencé à donner des fruits.

Toutes ces mesures ont été longuement méditées, longuement discutées. Depuis plusieurs années, les Assessorats compétents n'ont plus pris une décision avant de l'avoir discutée avec d'autres responsables du secteur. En effet toutes les délibérations étaient préalablement discutées avec la Commission Spéciale, qui avait été votée en 1985, discutées avec l'Unité Sanitaire Locale, discutées au cours des rencontres avec les vétérinaires et surtout avec l'Association Régionale Eleveurs Valdôtains qui est le représentant officiel de tous les éleveurs, pour essayer justement de perfectionner de plus en plus.

On a donc seulement essayé, mais aussi rejoint ce que M. Toniolo disait: "Massimo rigore, massima equità". En effet, les mesures portent vers une situation qui puisse remédier aux problèmes. Depuis 1984, les éleveurs qui ont du bétail malade ne sont plus libres de livrer leur bétail à n'importe quel boucher. Ils doivent obligatoirement le livrer aux bouchers qui sont conventionnés avec l'Administration régionale, et toutes les têtes de bétail qui sont abattues, sont contrôlées par le vétérinaire (Unità operativa carni), qui justement contrôle l'abattage, contrôle le numéro et le tatouage de l'animal; de plus, il fait une visite pour voir quelle était la situation sanitaire.

Nous nous sommes rendus compte, par exemple, que pour ce qui concerne la tubercolose, il y a une différence entre les premières années (1984, 1985) et les dernières années. A cette époque, il y avait un grand pourcentage de vaches qui étaient au dernier stade de la maladie. Maintenant on en trouve encore quelques-unes, mais le nombre est devenu extrêmement bas; ce sont des cas, je dirais, extrêmement rares à l’heure actuelle. Ce qui signifie qu’il y a eu quand même une évolution en ce qui concerne la santé du bétail. Il y en a encore qui sont malades, mais au premier stade de la maladie, ce qui fait prévoir qu’il est possible d'arriver au bout.

Pour ce qui concerne les bouchers, il y a maintenant la rigueur. Les bouchers sont conventionnés et M. Aloisi lance cette accusation: "prezzi di acquisto delle carcasse a basso prezzo, rivendita a prezzi diversi". Pour établir le prix de la carcasse, on applique strictement la "griglia CEE"; le prix est fait en fonction du marché italien et d'année en année, nous avons pu augmenter le prix que les bouchers nous donnent. Par exemple, grâce à la convention de cette année, nous avons obtenu 15% en plus, ce qui est, je crois, un bon résultat sur les prix. Donc on contrôle que l'abattage soit fait effectivement, ainsi que le poids de la carcasse; il y a la vérification, au moyen de la "griglia CEE", du prix.

Pour ce qui concerne en revanche la valeur du bétail en vie, il faut faire attention: il faut donner ce qui est juste, mais il ne faut pas donner une lire de plus. Pourquoi? Parce qu’autrement, l'année d'après c'est 10 lires, l'année d'après c'est 100 lires et cela devient un cercle vicieux, car si nous augmentons énormément par l'assainissement, c'est l’assainissement du bétail qui va créer le marché et non le marché qui va créer la valeur du bétail. Voilà pourquoi je crois qu’il faut que nous donnions le juste, il faut faire attention à ne pas exagérer, il ne faut pas augmenter; et je crois que dans ce cas, nous sommes dans le juste.

Mais il y a également d'autres mesures que nous avons prises. M. Tonino, qui faisait partie déjà de ce Conseil lors de la dernière législature, se souvient qu’au mois d'avril, si je ne me trompe, nous avons pris une mesure qui va dans le sens de pousser l’éleveur à élever lui-même son bétail. En effet, nous avons doublé la prime que l'on donne pour l’élevage des veaux portés jusqu’à la première lactation. Eh bien, je crois que c'est vraiment par l’élevage dans chaque étable, en partant évidemment des étables indemnes, qu’on peut aussi porter remède à ce problème.

Je crois et je le répète: il faudrait toujours faire des accusations dans lesquelles on dit le nom, le prénom, la date de naissance, le lieu, etc. de façon qu’à ce moment-là on peut vérifier, parce que les accusations générales ne portent pas à la solution du problème, mais elles ne font que confondre les idées à tout le monde. Et je crois que pour en parler, il faudrait vivre la situation et il faudrait la connaître.

On a rappelé ici les démissions des deux vice-présidents. Je voudrais rappeler également que les démissions n'ont pas été données en rapport avec le problème de l'assainissement, mais "en conséquence, - disait la lettre de démission - des rapports à l'intérieur de l’Association Régionale des Eleveurs" . Tant il est vrai que lors du dernier ou de l'avant-dernier Conseil, lorsque les démissions ont été discutées au sein de l'Association Régionale des Eleveurs, l'un de ces vice-présidents s'est dissocié des accusations que l'autre avait lancées.

Nous sommes cependant prêts à la confrontation. La situation "la più alta percentuale in Italia" : je réponds que nous sommes sûrs à 100% du pourcentage du bétail qui est malade ou qui est sain. Je me demande si d'autres régions sont si sûres. Je crois que tout le monde a lu un article qui est paru il y a quelques temps sur 'La Stampa': les vicissitudes du vétérinaire Valpreda, le chef des vétérinaires du Piémont, qui a entrepris depuis quelque temps une action semblable à la note Vous connaissez tous les réactions qu’il y a eu. Eh bien, si l'année dernière on a abattu en Piémont 7.000 têtes de bétail (chose à mon avis ridicule), il y a 2 mois - je ne connais pas la situation actuelle ils étaient à 38.000, parce que, par l'action justement de M. Valpreda, on a là aussi commencé à appliquer les normes avec extrême rigueur.

Je répète donc que nous sommes prêts à la confrontation, à une confrontation qui soit sérieuse, qui puisse être productive. Je ne vois pas, par exemple, M. Tonino, ce que pourrait produire "un pubblico confronto". Je ne vois pas bien ce que cela signifie. Si c'est rencontrer, disons, les administrateurs et les responsables nous sommes d'accord et nous l'avons déjà fait. Je suis là depuis 4 ans et quelques mois, et je sais qu’il n’y a pas eu de semaine sans confrontation avec différents responsables et d'autres.

Pour ce qui concerne les Commissioni consiliari (deuxième partie de la motion du Parti communiste) et ce qui est demandé par la motion de M. Aloisi, c'est déjà réalisé. Autonomement, le Président m'a donne un coup de téléphone et il a convoqué la IV^ Commission: il a demandé aux Assesseurs de la Santé et de l'Agriculture d’être présents pour illustrer. Nous avons eu une première rencontre dans laquelle nous avons commencé à fournir quelques données sur la situation; nous sommes prêts à en faire d'autres. Mais on est déjà allés plus loin, parce que je sais qu’on a convoqué ou qu’on est en train de convoquer les deux vice-présidents démissionnaires, qu’on convoquera ou qu’on a déjà convoqué les responsables de l'Association Régionale des Eleveurs Valdôtains. Ce qui est demandé par les motions est déjà une réalité et donc nous nous abstiendrons sur les motions en question. Si de la confrontation au sein de la Commission nous aurons des éléments qui nous ont échappé jusqu’à maintenant, si elle a des suggestions à nous donner, soyez sûrs que si nous pourrons les mettre en pratique, nous les accepterons, parce que nous tenons tout particulièrement à la santé du cheptel valdôtain, car c'est sur elle que se base l’économie de la Vallée d'Aoste.

Si dà atto che alle ore 18,15 riassume La Presidenza il Presidente BICH.

PRESIDENTE:Ha chiesto di parlare il Consigliere Tonino, ne ha facoltà.

TONINO (P.C.I.):Buona parte dell’intervento dell'Assessore Perrin è analogo a quanto detto nella competente Commissione, ma non è un appunto polemico, voglio dire che è un constatazione sulla posizione che la Giunta intende assumere rispetto a questo problema. Quello che non condivido è la reazione che normalmente ha il nostro Assessore all'Agricoltura rispetto alla richiesta di andare avanti, rispetto alla necessità di approfondire, di valutare anche misure nuove che sono necessarie a fronte di questo ...

... Interruzione ...

Se non c'è questa reazione la cosa ovviamente ci fa piacere, perché il nostro atteggiamento, visto che la cosa è stata ripresa, non è sicuramente quello di fare delle polemiche sterili, ma è quello di approfondire un argomento che mi pare sollevi una grossa serie di perplessità e anche l'intervento dell'Assessore non è che abbia sciolto tutti i nodi. Non tutte le domande fatte nella introduzione hanno avuto a mio avviso una risposta esauriente.

E’ vero, il lavoro di approfondimento delle Commissioni è già stato avvivato, e noi questo lavoro vogliamo seguirlo con molta attenzione. Non riprendo qui alcuni argomenti che avevo preparato, perché li vogliamo proporre anche nel dibattito in Commissione; questo è l'obiettivo finale a cui noi vogliamo arrivare.

Per quanto riguarda la nostra mozione, l'Assessore dovrebbe convenire che è stata presentata in un momento in cui questa critica espressa da due vicepresidenti dell'Associazione allevatori della Valle d'Aosta era stata resa pubblica, e con questa critica si chiedeva un confronto pubblico. Ecco la ragione del primo punto del deliberato della nostra mozione, e secondo punto noi chiedevamo che si approfondisse l’intera questione nel lavoro della Commissione. Visto che esiste la disponibilità in tal senso, che il lavoro è iniziato, per quanto ci riguarda noi ritiriamo la mozione, non avendo nessun interesse a far votare un deliberato che propone delle azioni che sono in atto. Questo significa che sull'argomento ci ritorneremo sia in Commissione sia in Consiglio.

PRESIDENTE:Ha chiesto di parlare il Consigliere Aloisi, ne ha facoltà.

ALOISI (M.S.I.-D.N.):Quello che io non riesco a comprendere dalle risposte dell'Assessore sono le dichiarazioni che ha fatto di accuse senza fondamento. Io penso che l'Assessore partecipando a quel dibattito abbia avuto modo di sentire dalle sue orecchie le accuse che sono state mosse, accuse di una certa gravità, e quindi non può oggi venire in aula e dire che qui si fanno delle accuse che non hanno alcun fondamento, e non può certamente sostenere che il Consigliere Aloisi si inventa le cose di notte e poi venga qui il giorno dopo a raccontarle in aula. Io ho riportato le accuse che sono state dichiarate in quel dibattito pubblico, e le ribadisco in quest'aula, perché ho preso gli appunti mentre seguivo il dibattito e quindi non me le sono inventate.

Chiederei all'Assessore se è possibile avere copia di quel dibattito, per verificare se l’Assessore ci sente poco, oppure se sono io che ho capito male. A me sembra di aver capito più che bene, perché le accuse che sono state mosse sono state poi riportate su tutti i giornali, che non sto a rileggere, comunque ciò che ho detto io è stato riportato dalla stampa in data 2 novembre e in data 3 novembre.

Ma non è tutto, caro Assessore, non è solo il signor Vallet o l'altro vicepresidente dimissionario che accusano; io ho ricevuto proprio ieri una lettera, e come me penso l'abbiano ricevuta tutti i Capigruppo, una lettera datata 19 novembre 1988, quindi di pochissimi giorni fa, indirizzata all’Assessore all'Agricoltura, all'Assessore alla Sanità e ai Capigruppo regionali. E' una lettera firmata che io adesso, se avete la pazienza di ascoltarmi, voglio rileggere, proprio per dimostrare che le accuse mosse dal signor Vallet, le accuse mosse dall'altro vicepresidente sono accuse che vengono mosse anche da certi allevatori valdostani, perché la lettera è firmata.

"Io sottoscritto Praduroux Attilio, nato a Hô ne il 16.4.1920 ed ivi residente, attualmente allevatore Presidente dell’Associazione Allevatori di Hô ne contesto quanto segue. L'attuale risanamento bovini per la Valle d'Aosta è molto carente. Voglio citare i punti principali:

1° a parere mio il risanamento non è serio, e non è disciplinato in modo corretto; le stalle degli allevatori sono dei banchi di prova a beneficio di qualcuno, e noi piccoli allevatori dopo tanti sacrifici vediamo sparire il nostro patrimonio bovino senza chiarezza. Sappiamo che la Regione ha buttato miliardi, ma buttati proprio dalla finestra. Sia le forze di maggioranza che di minoranza non si sono mai rese conto di ciò che accade e il risanamento dopo tante prove è sempre il problema più grave. A mio avviso sarebbe meglio riunire tutti gli allevatori valdostani e tutti i 35 componenti l’Amministrazione regionale per studiare il metodo più appropriato per sconfiggere questo grave problema.

2° chiedo inoltre che sia documentato più chiaramente il sistema delle prove effettuate sugli animali e che vengano predisposte le misure adeguate per il periodo di quarantena degli animali infetti. Oggi vengono bloccate le stalle degli allevatori, perché sono infette, però è libera la vendita del latte, di conseguenza mi chiedo quale prodotto viene venduto ai consumatori.

3° per noi piccoli e medi allevatori non esiste tutela del nostro patrimonio in caso di bruciatura dei propri bovini, in quanto sappiamo che í prezzi di mercato per manze o mucche sono di gran lunga superiori al contributo che la Regione ci eroga. Personalmente in futuro se non cambieranno le condizioni sopraelencate, mi rifiuterò di sottostare alle norme attualmente vigenti che ritengo improprie ed inadeguate".

Ho voluto leggerla per un semplice motivo: le accuse nei confronti di questa situazione non provengono solo da un personaggio; ci sono delle accuse come ho letto adesso che provengono da altri allevatori, per cui la situazione va chiarita. Io non voglio colpevolizzare l'Assessore, però ci sono delle situazioni che vanno comunque chiarite, perché i contributi regionali finora erogati sono notevoli e, in base alle accuse che sono state dichiarate, da 24 anni a questa parte si continua a spendere miliardi e miliardi ma non si riesce mai ad arrivare al risanamento del bestiame.

Allora qual è la conclusione? L'Assessore ha detto che la Commissione ha già iniziato questa specie di indagine, questo confronto con i vari personaggi che sono stati citati e quindi va incontro a quella che è una delle mie richieste. Io condivido questa scelta di fare chiarezza, ma contemporaneamente chiedo di poter far parte di questa Commissione, quindi chiedo all'Assessore se può essere allargata la Commissione ai Capigruppo che vogliono partecipare, proprio per chiarire il problema.

PRESIDENTE:Il Regolamento permette la presenza in Commissione di Consiglieri che non ne facciano parte.

ALOISI (M.S.I.-D.N.):A questo punto io mi riservavo in quella Commissione, visto che c'è stata la disponibilità dell'Assessore di sentire chiunque - 1 'ha detto prima - mi riservo di partecipare e di fare dei nominativi da poter ascoltare in Commissione e quindi approfondire tutto il problema.

Con queste premesse ritiro la mia mozione perché non ha più motivo di essere, la richiesta era quella dell'audizione, e quindi speriamo di fare chiarezza in questa Commissione.

PRESIDENTE:Ha chiesto di parlare il Presidente della Giunta Rollandin, ne ha facoltà.

ROLLANDIN (U.V.):Deux mots seulement au sujet du débat portant sur l'assainissement.

A part l'Assesseur, personne n'a rappelé que le problème de l'assainissement est réglé par des dispositions qui ont été adoptées par le Ministère compétent et, en plus, que l'assainissement n'est pas présenté ou réalisé pour défendre uniquement les cheptels présents dans notre vallée ou ailleurs, mais pour défendre la personne: pour défendre la personne! Ce que je crois qu’on l’oublie trop souvent.

J'ai entendu des évaluations sur les dommages qui peuvent exister sans doute, mais je veux rappeler aux conseillers qu’à la Commission compétente, il y aura aussi la possibilité d'avoir un autre conseiller qui dans ce domaine, je crois, peut dire la sienne. Dans ce domaine, pour d'autres maladies, on fait le "stamping out" on rend obligatoire la destruction du cheptel tout entier, pas seulement d'une ou de plusieurs bêtes, mais on le détruit entièrement. On le fait par exemple dans le cas de "peste suina". Alors, si on arrive à des mesures de ce genre, ce n'est pas uniquement pour des questions liées au patrimoine, au cheptel, mais c'est justement pour protéger la personne.

Autre point: quelqu’un a dit des mesures qui sont tardives. Je crois que les mesures qui ont été adoptées par la Junte, en accord avec les différents Assesseurs, l'ont été uniquement parce qu’il s’agit pour la plupart de mesures adoptées pour rendre possible le contrôle. Le problème n'est pas d’inventer de nouvelles formules concernant la réglementation, parce que l'unique vrai problème, c'est d’appliquer la réglementation qui est déjà prévue. Et c'est là que réside la difficulté principale qu’on a connue pendant ces années.

Quant au problème soulevé par Tonino concernant les "stalle di sosta" qu’il connaît je crois en tant qu’architecte du point de vue de la construction des étables, et non de l’utilisation je crois qu’elles ont été prévues uniquement pour les commerçant. Elles ne sont pas prévues pour tous les propriétaires de bétail. Et alors là, les réglementations ont été adoptées depuis que l’assainissement a été prévu.

A’ ce propos, je veux souligner un problème: quelqu’un s'est étonné des pourcentages; tout le débat est né à propos du pourcentage de la brucellose. Je dois dire que dans d'autres Régions (l'Emilie, le Piémont, pour donner des images que quelqu’un peut mieux connaître peut-être), on a adopté des mesures extraordinaires contre, par exemple, l'aphte. Après des années et des années qu'on travaille contre l'aphte, il arrive d'un moment à l'autre, malheureusement, d'avoir à nouveau la maladie, du fait que le commerce du bétail n’a pas les certificats qui correspondent à l'identité ou à l’état du bétail en question: cela arrive.

Le problème de l'assainissement malheureusement n'a pas la possibilité d'avoir chaque année une réponse qui est conséquente directement de l'engagement qui est prévu par l'Administration. Les maladies ne suivent pas un discours rationnel, comme celui qui pourrait être fait pour la construction d'une maison où l'on dit: "On est arrivé jusque là, finalement on est arrivé au toit". Cela n'arrive pas, malheureusement. Pour les maladies, il y a l'alerte continuelle et c'est là la difficulté d'arriver et d'aboutir à des résultats qui soient définitifs. Il n'existera jamais la possibilité de dire "on a vaincu la maladie", car il faudra toujours prévoir toute une série de mesures qu’on a essayé d’établir pendant ces années.

Je veux souligner cet aspect et dire que, malheureusement, une année, par exemple, on peut avoir un pourcentage et l'année après un autre pourcentage plus élevé, même si on a adopté certaines mesures, car, comme l'a dit l'Assesseur, on rencontre des difficultés liées au système de conduction de notre bétail. Alors je crois que là finalement, si on veut faire des débats de ce genre, on peut faire toutes les rencontres, les Commissions, et on verra que tout ce qu’il était possible de faire sur la possibilité d'augmenter et d'améliorer le système de contrôle, on l'a fait. Je crois que l'engagement de chacun de nous, surtout pendant toute l'année est nécessaire, mais on ne peut pas faire plus. Je crois qu’il est sans doute possible et souhaitable d'améliorer la coordination, mais au delà de cela, ce n'est pas en modifiant continuellement des règles qu’on aboutira à des résultats. Les résultats viendront lorsqu’il y aura une sensibilité de la part des différents opérateurs pour arriver à faire des contrôles qui soient les meilleurs possibles.

PRESIDENTE:Ha chiesto di parlare il Consigliere Aloisi, ne ha facoltà.

ALOISI (M.S.I.-D.N.):Il Presidente ha detto che viene applicata la regolamentazione prevista per tutelare, difendere il patrimonio, ecc., però io prima ho citato il veterinario Rollet che ha detto: "Non abbiamo mai applicato il regolamento di polizia veterinaria altrimenti si bloccherebbe tutta l’attività". E' un fatto grave. Solo per questo chiedo un confronto per chiarire questi aspetti.

PRESIDENTE:Le mozioni al Punto 24 e 25 vengono ritirate.

Il Consiglio prende atto