Resoconto integrale del dibattito dell'aula

Oggetto del Consiglio n. 163 del 30 novembre 1988 - Resoconto

OGGETTO N. 163/IX - SERVIZI FILMATI SULLE ULTIME EDIZIONI DELLA BATAILLE DES REINES E RICERCA, DA PARTE DELLA REGIONE, DI COLLABORAZIONI GIORNALISTICHE CON DIPENDENTI RAI. (Interpellanza).

PRESIDENTE: Do lettura dell'interpellanza presentata dai Consiglieri Tonino e Mafrica:

INTERPELLANZA

RICORDATO che, con deliberazione n. 9875 del 13 novembre 1987, la Giunta regionale aveva approvato la realizzazione e l'acquisto di una videocassetta, prodotta dalla RAI, riguardante l'ultima finale delle Batailles des Reines, precedente le elezioni regionali, accettando che tutti gli oneri derivanti da tale decisione fossero a carico della Regione, comprese £. 4.720.000 per il compenso del giornalista;

RAMMENTATO che in quella occasione la RAI aveva trasmesso in diretta lo svolgimento della finale, mentre per l'anno in corso il servizio pubblico ha garantito soltanto alcune brevi cronache sintetiche della manifestazione;

RILEVATO che anche per altri casi l'intervento della RAI od il lavoro di giornalisti dipendenti da tale struttura sono stati compensati dalla Amministrazione regionale;

i sottoscritti Consiglieri regionali del Gruppo comunista

INTERPELLANO

la Giunta regionale per conoscere:

1) se anche per la manifestazione di quest'anno sono stati presi contatti con la RAI, onde garantire un adeguato rilievo alla finale delle Batailles des Reines;

2) per quali motivi la Giunta regionale, in numerose occasioni, ha deliberato di retribuire lavoro giornalistico che avrebbe dovuto essere a carico della RAI;

3) per quali motivi, qualora nei casi ricordati si fosse trattato di collaborazioni professionistiche non legate ad interventi della RAI, si è deciso comunque di avvalersi di professionisti del servizio pubblico e non di altri tecnici, pure presenti in Valle, e meno tenuti deontologicamente ad una assoluta indipendenza dal potere politico.

PRESIDENTE: Illustra l'interpellanza il Consigliere Mafrica, ne ha facoltà.

MAFRICA (P.C.I.):Ho avuto modo di partecipare anche quest'anno alla finale della Bataille des Reines e ho notato una stranezza che mi ha incuriosito. L'anno precedente, che era un anno particolare, c'era stata una presenza della RAI, alla manifestazione, prolungata; c'era stato un servizio di tutto rispetto, quest'anno invece la cosa era passata un po’ in secondo piano.

Sono andato a cercare delle deliberazioni in materia e ho verificato che l'amministrazione regionale aveva, l’anno precedente, acquistato 200 copie di una videocassetta prodotta dalla RAI. Qui c'è una prima stranezza che io intendo sollevare. Di norma quando si commissiona il lavoro si paga il lavoro finito. Qui c'è invece una situazione differente perché, mentre si acquistano le cassette, l’amministrazione regionale si fa carico, a titolo di partecipazione delle spese di produzione, del compenso del giornalista incaricato di redigere i testi e coordinare la realizzazione di detta videocassetta, cosi che mentre per le videocassette acquistate si spendono 8 milioni e 720.000, IVA compresa, si spendono anche 4 milioni per il giornalista.

Il problema allora ha sollevato una questione più complessa, che è quella delle relazioni esistenti tra l’esecutivo e i giornalisti della RAI. In proposito è stata presentata da un altro Consigliere un'interrogazione scritta a cui sono già state date le risposte, e il problema che intendiamo sollevare come Gruppo è il seguente. Ovviamente l'Amministrazione regionale può avere bisogno di consulenze giornalistiche o di prestazioni professionali dei giornalisti; noi crediamo però che vada evitato ogni intreccio poco chiaro tra l'esecutivo e i giornalisti che lavorano presso la sede RAI di Aosta.

Cosa intendiamo dire? Se la Regione intende avvalersi della collaborazione della RAI, come in questo caso della videocassetta, faccia una convenzione, faccia un contratto con la RAI e sia poi la RAI a vedere il compenso da dare ai giornalisti. Non riteniamo opportuno questo rapporto diretto tra la Giunta regionale e alcuni operatori del servizio pubblico. Noi non vogliamo fare una questione nei confronti di nessuno, non abbiamo obiettivi particolari; abbiamo soltanto l'obiettivo della chiarezza.

Ci pare che in questa Regione col tempo si sia giunti a un intreccio ambiguo tra il primo potere, che è il potere dell'esecutivo, e il quarto potere, che è il potere dell'informazione. Quando coloro che hanno come compito professionale quello di fornire come servizio pubblico informazioni rispetto l'attività di questo Consiglio e di questa Giunta sono in altra forma collaboratori dell'esecutivo, ci pare non ci si trovi nelle dovute condizioni di chiarezza, e lo scopo di questa interpellanza, di queste iniziative e di altre che verranno, se non avrà termine questa cosa, è quello che cessi questo tipo di rapporto.

Noi diciamo che i giornalisti della RAI hanno la loro professionalità,, non facciamo nomi, non facciamo questioni, non abbiamo obiettivi particolari rispetto a quella sede, vogliamo solo che i rapporti tra la Regione e la RAI siano chiari e netti, siano stipulati tra la Regione e la RAI, non tra la Regione e alcuni giornalisti. Quando si arriva a una situazione di questo tipo, che nell'anno 1988 il solo Assessorato alla Agricoltura per compensi a giornalisti, fino a questo momento, ha già speso circa 22 milioni, di cui 18 per un solo giornalista, per compiti che potrebbero essere a nostro giudizio svolti da uno dei tanti giornalisti che sono nel lungo elenco dei pubblicisti valdostani, o da tecnici e funzionari capaci che esistono in questa Amministrazione, noi riteniamo che la cosa non sia giustificata.

Quindi noi vogliamo chiedere una sola cosa alla Giunta regionale. Intende proseguire con questo metodo per cui ci sono giornalisti che per compensi, per atti di convegni, ideazioni di concorsi prendono in un anno cifre di questo tipo che rappresentano lo stipendio che migliaia di famiglie valdostane hanno in un anno? Oppure intendiamo stabilire un rapporto corretto con la RAI, e le convenzioni, se vanno fatte, si fanno con questo organismo: la RAI si paga le sue spese, la Regione paga la RAI e non i giornalisti.

PRESIDENTE:Ha chiesto di parlare l'Assessore all'Agricoltura, Foreste e Ambiente Naturale Perrin, ne ha facoltà.

PERRIN (U.V.):M. Mafrica a fait tout à l'heure une liaison entre la présence massive de la RAI l'année dernière à la Bataille des Reines et un événement tout particulier. Je suis convaincu qu’en disant cela il se réfère uniquement au trentième anniversaire de la Bataille des Reines; j’en suis même sur - n'est-ce pas M. Mafrica? - parce que je ne vois pas aucun type d'autre liaison mentionné dans son rapport.

Il faut dire justement que l'année dernière, pour le trentième anniversaire, toute une série de manifestations avaient été mises sur pied tant par l'association "Amis de la Bataille des Reines", en collaboration aussi avec notre Assessorat, tant directement par la RAI, parce que personne n’avait sollicité la RAI à être présente pour diffuser en direct toute la manifestation. En effet c'était une volonté qui avait été exprimée par la RAI et qui avait même rencontré des difficultés, parce que d'abord le siège central de la troisième chaîne n’avait pas donné l'autorisation et ce n'est que quelques jours avant la Batailles des Reines que cette autorisation est arrivée. Ainsi la RAI a pu faire ce qui à mon avis est une très bonne chose: pouvoir montrer au public toute la manifestation dès son début.

Le moment était particulier: c'est le trentième anniversaire des finales des Batailles des Reines. Cette année évidemment la chose était différente. Je crois que l'intention du siège d'Aoste est celui de pouvoir diffuser toutes les années au public valdôtain cette manifestation toute entière. Mais d'après ce qui m'a été rapporté, il n'a été concédé au siège régional qu’une demi-heure d’émission et encore dans une tranche qui n'était absolument pas intéressante; voilà pourquoi la RAI cette année n’à pas pu émettre en direct toute la finale du mois d'octobre.

Quant aux autres problèmes, c?est vrai; d'ailleurs nous avons fourni toute la documentation à M. Aloisi qui évidemment 1’a transmise à son tour au Parti communiste. Donc c’est vrai que tant l'Assessorat à l'Agriculture, que d'autres Assessorats et la Présidence du Conseil ont eu recours à la collaboration de journalistes qui travaillent à la RAI. Ceci évidemment ne concerne pas des services groupés directement à la RAI. Ainsi, par exemple, la vidéocassette sur le trentième anniversaire de la Bataille des Reines a été commandée par l'Administration régionale à la RAI. Voilà pourquoi la rémunération n'a pas été remise directement à la RAI en tant qu’institution, mais au journaliste de la RAI qui s’était occupé de ce service: M. Bertello qui l'année dernière avait suivi toute l’émission en direct et donc celui qui avait la meilleure connaissance du trentième anniversaire.

Quant à nous, nous avons demandé des collaborations sur des problèmes spécifiques, comme, par exemple, la rédaction de "L’informateur agricole": il en est ainsi depuis 1984, c'est-à-dire avant mon arrivée à l'Assessorat. On peut toujours revoir cet usage, il n'est pas dit que tout doive devenir tradition. En effet, si nous arriverons petit à petit à remplir les places qui sont encore vides, en particulier au service d'assistance technique, économique et sociale (car c'est celui qui a eu recours davantage à ces collaborations), nous pourrions alors faire ce travail à travers l’oeuvre directe des fonctionnaires du service susmentionné et de ceux de l'Assessorat tout entier.

Je voudrais cependant faire remarquer qu’il est vrai qu’on a demandé des collaborations (et on peut justement revoir ce mécanisme - je suis prêt personnellement à le faire - en fonction des possibilités des différents services), cependant ces collaborations n'ont pas été demandées uniquement aux journalistes de la RAI, mais à toute une série de journalistes qui travaillent à différents niveaux dans des quotidiens ou des hebdomadaires locaux et contre 4 journalistes de la RAI, il y en a 5 qui ne le sont pas. Là aussi, le choix est du au moment, aux problèmes contingents, aux problèmes particuliers, pour des conseils particuliers, comme particuliers sont les consultations qui sont demandées aux journalistes de la RAI. Personnellement, je crois que tout peut être revu, et je suis prêt personnellement (je l'ai dit) à le faire. Je voudrais cependant simplement dire une chose: personnellement, je crois dans la liberté des idées, dans le bon sens et dans la pleine responsabilité des journalistes de la RAI et des journalistes extérieurs. Et alors, je suis convaincu que ce n'est pas une consultation demandée par un Assessorat ou par la Présidence, ou par n'importe qui, qui peut avoir une influence sur cela. Je crois que s’agissant de journalistes, ils ont suffisamment d’intelligence, de capacité pour ne pas être influencés par qui a eu recours à eux.

PRESIDENTE:Ha chiesto di parlare il Consigliere Mafrica, ne ha facoltà.

MAFRICA (P.C.I.):Io non ho dubbi che la particolare importanza della manifestazione dell'anno passato abbia comportato un'attenzione speciale, credo però che l'importanza di questa manifestazione sia ormai divenuta tale che sarebbe opportuno per tempo, e penso che la RAI non avrà difficoltà a farlo, provvedere a garantire una presenza sostenuta, perché la cosa interessa, interessa anche i cantoni vicini; il pubblico commenta, quindi su questa parte credo che la Giunta prenderà dei provvedimenti.

Non sono invece molto soddisfatto della risposta sul secondo punto. Noi abbiamo sollevato in particolare la questione dei rapporti tra esecutivo e RAI, perché è compito della RAI garantire un servizio pubblico con determinate caratteristiche; gli altri giornalisti ovviamente non hanno gli stessi doveri rispetto agli ascoltatori. Ora come diceva uno dei protagonisti di "Drive in.", "Il Paese è piccolo e la gente mormora", noi siamo convinti che nessuno dei giornalisti cambia la propria opinione politica per una consulenza o per un servizio particolare fatto alla Giunta, però quando le consulenze invece di una cominciano a diventare dieci, possiamo avere la malevola sensazione che forse un occhio particolare al Presidente della Giunta o all'Assessore all'Agricoltura possa essere dedicato.

Quindi abbiamo preso atto della volontà dell'Assessore di affidare gradualmente agli uffici la redazione dell'Informatore agricolo; invitiamo la Giunta, per evitare che il Paese mormori, ad avere coi giornalisti della RAI rapporti improntati alla massima trasparenza. Quindi se serve un moderatore lo si chieda alla RAI e non si paghi un milione al moderatore, ma si paghi un milione alla RAI, poi la RAI provvederà a passarlo al moderatore del dibattito. Se serve una consulenza giornalistica per pubblicare degli atti di un convegno, si ricorra il meno possibile a giornalisti della RAI, si cerchi prima qualche altro giornalista da qualche altra parte, e se proprio lo si fa, non si trovi sempre lo stesso onnisciente e onnisapiente.