Oggetto del Consiglio n. 162 del 30 novembre 1988 - Resoconto
OGGETTO N. 162/IX -DIFFICOLTA' PER IL PROLUNGAMENTO DELLA CASSA INTEGRAZIONE PER I LAVORATORI DELLA EX MORGEX-CARBO (Interrogazione).
PRESIDENTE:Do lettura dell’interrogazione dei Consiglieri Mafrica e Bajocco:
INTERROGAZIONE
AVUTA NOTIZIA che il Gruppo Elettrocarbonium porrebbe ostacoli ad una prosecuzione delta cassa integrazione per i Lavoratori delta ex Morgex-Carbo;
OSSERVATO che a tutt'oggi non hanno ancora trovato concreta realizzazione Le attività sostitutive e che quindi il prolungamento della cassa integrazione si rende necessario per tutelare i diritti previdenziali dei lavoratori;
PREOCCUPATI per alcune voci che darebbero per certa la fine, dopo appena un anno, del periodo di cassa integrazione, a seguito di sotterranei accordi tra codesta Giunta ed il Gruppo Elettrocarbonium;
i sottoscritti Consiglieri regionali del Gruppo comunista
INTERROGANO
La Giunta regionale per sapere:
1) se, per ciò che riguarda La durata della cassa integrazione per i lavoratori delta ex Morgex-Carbo, vi sono state precedenti intese, e in quali termini, tra La Giunta ed il Gruppo Elettrocarbonium.
2) se La Giunta è già intervenuta od interverrà per ottenere dal Gruppo Elettrocarbonium, socio della Regione nell'attività industriale che dovrebbe sostituire la Morgex-Carbo, la possibilità di prolungare la cassa Integrazione fino all’avvio produttivo dell'attività sostitutiva.
PRESIDENTE: Risponde l'Assessore all'Industria, Commercio, Artigianato e Trasporti Lanivi, ne ha facoltà.
LANIVI (A.D.P.):In data 28 luglio è stato sottoscritto presso l'Ufficio Regionale del Lavoro un accordo che ha coinvolto, oltre all'Ufficio Regionale del Lavoro, l'Azienda, le organizzazioni sindacali, alla presenza del sottoscritto. In questo protocollo di accordo, dopo la richiesta che la società aveva avanzato di far terminare entro una certa data la cassa integrazione, su pressione dell'Amministrazione regionale, e soprattutto tenuto conto dell'impegno che l'Amministrazione regionale ha e sta sostenendo per avviare attività sostitutive in quella zona, è stato deciso il 31 dicembre 1988. Questo è il verbale sottoscritto il 28 luglio di quest'anno.
Abbiamo ricevuto richiesta, come è stato segnalato dagli interroganti, di Ravviare degli incontri con l'azienda per verificare se sono possibili ulteriori slittamenti, oppure se le decisioni già assunte e già prorogate di qualche mese possono essere modificate. Abbiamo già avviato iniziative per ottenere al più presto questo incontro, al termine del quale potrò relazionare al Consiglio regionale. Rimane ferma, lo dico per onestà e chiarezza, molto ferma l'intenzione dell'azienda del Gruppo Elettrocarbonium di considerare ultima la data del 31 dicembre 1988.
PRESIDENTE:Ha chiesto di parlare il Consigliere Mafrica, ne ha facoltà.
MAFRICA (P.C.I.): Sostanzialmente l'Assessore afferma due cose. Da una parte questa volontà dell'azienda di non andare oltre il 31 dicembre 1988; d'altra parte dice: abbiamo chiesto un incontro, presumo con l'intenzione di ottenere invece una proroga della cassa integrazione.
A noi pare che la Giunta regionale, assieme alle organizzazioni sindacali, debba prospettare all'azienda con molta fermezza la necessità di questa proroga. Prima di tutto perché le attività sostitutive per ragioni varie subiranno un ritardo, nel senso che invece di un'utilizzazione dei capannoni acquistati dalla Regione bisognerà procedere a una loro demolizione e alla ricostruzione del nuovo stabilimento. Ora, se si prolunga il periodo che intercorre tra il termine della cassa integrazione e il momento della ripresa del lavoro, i lavoratori si verrebbero a trovare in condizioni di particolare disagio, soprattutto per ciò che riguarda la parte assicurativa e previdenziale.
Diventa perciò necessario che il Gruppo Elettrocarbonium addivenga ad una proroga e all'impegno di mantenere questa proroga fino al decollo delle attività sostitutive. In effetti il Gruppo Elettrocarbonium, secondo quanto ci ha riferito l'Assessore in risposta a una nostra precedente interpellanza sulla materia, fa parte della società che dovrà avviare l'attività sostitutiva. Ci sembra questa una ragione molto forte. La Regione è intervenuta nell'acquisto dei terreni e dei capannoni; la Regione si impegna per questa iniziativa con un esborso finanziario di tutto rispetto; il Gruppo Elettrocarbonium è uno dei soci della futura attività: ci pare proprio uno dei casi in cui l'atteggiamento di chiusura del Gruppo Elettrocarbonium non sarebbe giustificato. Quindi noi sollecitiamo la Giunta e tutti i soggetti interessati a questa trattativa a porre con fermezza e con capacità questo problema, perché altrimenti per i lavoratori di Morgex si creerebbe un disagio realmente enorme.
