Resoconto integrale del dibattito dell'aula

Oggetto del Consiglio n. 65 del 5 ottobre 1988 - Resoconto

OGGETTO N. 65/IX - EROGAZIONE DI PRESTAZIONI DI RIABILITAZIONE DA PARTE DI STRUTTURE PUBBLICHE E PRIVATE. (Interpellanza).

PRESIDENTE: Do lettura dell'interpellanza presentata dai Consiglieri Mafrica e Bajocco:

INTERPELLANZA

Nel mese di giugno il gruppo comunista, con un proprio documento, aveva preso posizione sullo stato di disagio, venutosi a creare per numerosi pazienti, a causa della sospensione di convenzioni precedentemente stipulate tra l'Unità Sanitaria Locale e strutture private che erogavano prestazioni di riabilitazione.

In quel periodo il cittadino bisognoso di prestazioni riabilitative era costretto a pagare di tasca sua, non essendovi strutture pubbliche in grado di offrire servizi efficienti di riabilitazione.

Attualmente la situazione si è parzialmente sbloccata, con l'accettazione da parte delle strutture private di tariffe inferiori a quelle precedentemente praticate.

Poiché appare poco credibile che strutture private possano garantire la stessa qualità dei servizi in cambio di tariffe molto inferiori a quelle precedenti,

i sottoscritti Consiglieri regionali del gruppo comunista

INTERPELLANO

l'Assessore alla Sanità ed Assistenza Sociale per sapere:

1) se le spese effettuate dai cittadini nel periodo di sospensione delle convenzioni sono o saranno, come doveroso, integralmente rimborsate;

2) quali garanzie sono state richieste sulla qualità delle prestazioni oggi praticate a tariffe ridotte;

3) quali sono gli intendimenti della Giunta rispetto all'esigenza di creare strutture pubbliche efficienti per la riabilitazione, come prescritto da leggi nazionali e regionali.

PRESIDENTE: Ha chiesto di illustrare l'interpellanza il Consigliere Mafrica, ne ha facoltà.

MAFRICA (P.C.I.): Con questa interpellanza riprendiamo un problema che il Gruppo comunista aveva sollevato nel mese di giugno. Si era venuta allora a creare una situazione di disagio per numerosi pazienti, costretti a ricorrere a strutture private per la riabilitazione, in assenza di strutture pubbliche idonee nella nostra Regione.

In quel periodo l'USL aveva sospeso le convenzioni con queste strutture private e queste ultime avevano richiesto il pagamento delle prestazioni direttamente ai pazienti.

Adesso è stata rifatta una convenzione fra queste strutture private e l'USL, che non so se sia stata definitivamente approvata (questo lo chiedo all'Assessore), pertanto le strutture private hanno accolto la richiesta di avere, per identiche prestazioni, tariffe che, nel caso della fisioterapia, sono un sesto della tariffa precedente.

A noi sembra strano che il privato soprattutto possa fornire la stessa qualità della prestazione in presenza di una tariffa che è ridotta ad un sesto, per cui richiediamo all'Assessore due questioni: la prima è cosa succede rispetto a tutti quei numerosi pazienti che nel periodo di sospensione della convenzione avevano dovuto sborsare di tasca propria delle somme per carenze della pubblica amministrazione. Infatti il servizio è previsto dal Piano sanitario regionale, è previsto dalle linee programmatiche del Piano sanitario nazionale, però nella nostra Regione per la riabilitazione ci affidiamo ai privati. Non è colpa dei pazienti se si trovano a dover spendere questi soldi.

Vorremmo anche sapere se questo tipo di accordo fatto con le strutture private garantisce la qualità dei servizi, visto che c'è stata una consistente riduzione delle tariffe per alcune prestazioni.

Vorremmo poi sapere se ci sono dei progetti per portare nella struttura pubblica tutta questa parte della riabilitazione che è una delle tre fasi, forse tra le più importanti, dell'intervento pubblico nella sanità.

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare l'Assessore alla Sanità ed Assistenza Sociale Lanièce, ne ha facoltà.

LANIECE (D.C.): Il problema delle prestazioni di riabilitazione, erogate in strutture private, convenzionate dall'USL, è stato affrontato dalla Regione, riportando nell'ambito di disposizioni nazionali emanate con i decreti previdenziali nn. 119 e 120 del 23.3.1988, la situazione esistente.

Tale situazione, peraltro, era notevolmente difforme sul piano dei costi pagati rispetto al livello nazionale. A questo riguardo faccio un appunto: la convenzione precedente prevedeva una prestazione ad ora, quindi le 30 mila lire erano relative a prestazioni orarie, mentre le prestazioni convenzionate non parlano di tempo. Ecco la grossa differenziazione: le 30 mila lire si pagano per la prestazione di un'ora ed è impensabile che il tariffario nazionale di 5.544 lire possa prevedere la prestazione di un'ora. Qui invece avevamo prefissato una prestazione ad ora, senza vedere nessun tariffario; ecco perché ci siamo trovati con una tariffa più alta e, richiamati al D.M., abbiamo dovuto poi modificare la convenzione. Questo è per giustificare la grossa differenza dei costi.

Entrando poi nel merito delle domande poste dall'interpellanza, al primo punto dobbiamo dire che purtroppo, allo stato dell'attuale legislatura sanitaria nazionale, non esiste alcuna possibilità di rimborso delle spese effettuate dai cittadini per tali prestazioni, in quanto in materia non è prevista la forma dell'assistenza né ambulatoriale né indiretta o a rimborso.

Al secondo punto, circa le garanzie richieste sulla qualità delle prestazioni oggi praticate a tariffe ridotte, le prestazioni attualmente erogate sono disciplinate dai sopracitati decreti nn. 119 e 120 con obblighi e doveri, nonché con procedure che consentono di accertare la regolarità e la qualità delle prestazioni erogate. Quindi adesso l'USL costituirà una Commissione per andare a vedere non solo queste prestazioni, ma tutte quelle che vengono erogate da strutture private, per vedere se queste prestazioni rientrano nella regolarità e nella norma prevista dai decreti citati.

Quanto alla creazione di strutture pubbliche (ed è il terzo punto), vanno ricordate le indicazioni di cui alla LR 56/88, concernente le modifiche al Piano Sanitario, con cui si prevede un organico per la riabilitazione. E' una cosa che cercheremo di mettere in atto al più presto; c'è comunque un problema di carattere organico, in quanto bisogna vedere se poi si trova il materiale umano per farlo funzionare. Infatti, per il problema dei tossicodipendenti, abbiamo quella struttura, ma incontriamo grosse difficoltà a reperire materiale umano per farla funzionare. Siamo in convenzione e due concorsi banditi purtroppo sono andati deserti. Speriamo che lo stesso non avvenga per la riabilitazione.

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Consigliere Mafrica, ne ha facoltà.

MAFRICA (P.C.I.): Mi dispiace nella mia prima interpellanza rivolta all'Assessore di dover dichiarare di essere totalmente insoddisfatto delle sue risposte.

Prima considerazione: dice l'Assessore che la vecchia convenzione prevedeva tariffe orarie per noi, mentre il Ministero non precisa che si tratta di tariffe orarie, per cui noi pagavamo 30 mila lire per prestazione che arrivassero fino all'ora; siccome adesso sono 5 mila lire vuol dire che fanno prestazioni di dieci minuti.

La mia domanda è: fanno prestazioni di dieci minuti anche a quelli che hanno bisogno di mezz'ora, di quaranta minuti o di un'ora, perché tanto la Regione paga quello, oppure no? Ho l'impressione che la struttura privata, siccome viene pagata per dieci minuti, dia una prestazione di dieci minuti e non ne dia una di mezz'ora, proprio perché fa i suoi conti. Allora credo che questa soluzione trovata, perché imposta dal DM, non sia accettabile e si debbano ricercare le forme perché in Valle d'Aosta si possa fare perlomeno quello che si faceva prima.

La seconda questione stupefacente è la risposta sul rimborso. Si dice che le normative attuali non permettono di rimborsare ai cittadini che hanno pagato di tasca propria, perché la Regione non ha provveduto a mettere servizi pubblici di riabilitazione e perché l'USL ha sospeso le convenzioni. Ma come? Possiamo intervenire attraverso le prestazioni sanitarie aggiuntive, dal momento che la Regione ha la possibilità di fare delle leggi e di introdurre questo tipo di prestazioni, se non si riesce a risolvere il problema in altro modo, come viene fatto per le prestazioni odontoiatriche o per le lenti. Quindi non è vero che non esistono possibilità legislative. Esiste comunque la possibilità che la Regione, non l'USL, in sede di sussidi di tipo straordinario (tanto sarà un numero limitato e dimostrabile quello delle persone che hanno dovuto ricorrere nel periodo giugno-agosto a questo tipo di prestazioni) preveda questi rimborsi, per non lasciare al cittadino della Valle d'Aosta la sensazione di essere stato beffato.

In quanto all'ultima risposta, la preoccupazione di non trovare il personale è legittima; voglio però ricordare all'Assessore che le strutture private il personale l'hanno trovato. Poniamoci questo tipo di problema e vediamo di impiantare delle strutture pubbliche che funzionino.