Resoconto integrale del dibattito dell'aula

Oggetto del Consiglio n. 436 del 24 febbraio 1999 - Resoconto

SÉANCE DU 24 FÉVRIER 1999 (MATIN)

OGGETTO N. 436/XI Regolarizzazione dei rapporti con gli istituti privati per la gestione dei servizi socio-assistenziali per anziani. (Interrogazione)

Interrogazione Preso atto della delibera di Giunta n. 264 del 1 febbraio 1999;

Considerando positivo il fatto che si sia addivenuti ad una procedura chiara per regolare i rapporti con le istituzioni private che gestiscono servizi socio - assistenziali per soggetti anziani.

I sottoscritti Consiglieri regionali

Interrogano

l'assessore competente per conoscere

1) quali sono gli istituti privati interessati da tale convenzione -tipo;

2) a quanto ammontano la quota capitaria e la quota alberghiera giornaliera;

3) se tale tipologia di convenzione potrà essere adottata anche nei confronti delle microcomunità.

F.to: Squarzino Secondina - Curtaz - Beneforti

Président La parole à l'Assesseur à la santé, au bien-être et aux politiques sociales, Vicquéry.

Vicquéry (UV) Sinteticamente mi si chiede quali sono gli istituti privati interessati da tale tipo di convenzione, qui la risposta è una: l'Opera pia delle missioni Refuge Père Laurent perché è l'unico istituto privato attualmente convenzionato. Non è escluso in prospettiva che questo numero possa essere allargato.

Voglio chiarire che l'Istituto Bonifacio Festaz è un IPAB, istituto di carattere pubblicistico, per cui non rientra in questa tipologia.

Mi si chiede a quanto ammontano la quota capitaria e la quota alberghiera giornaliera; verrà stabilita di volta in volta a seconda di una serie di parametri oggettivi e di standard qualitativi strutturali perché come è ben noto non sussistono dei parametri precisi per le strutture private a differenza di quanto avviene per le strutture pubbliche, dove a livello regionale per quanto riguarda le microcomunità abbiamo definito dei parametri, ad esempio nel settore del rapporto personale ed utenti i parametri di assistenza infermieristica e quant'altro.

Nel settore privato non esiste ancora, si rientra nel contratto di lavoro; questo per ora a livello nazionale non è ancora stato definito e puntiamo tendenzialmente con questo schema tipo di convenzione ad arrivare a questo tant'è che prevediamo dei passaggi intermedi dove poco a poco si arrivi ad un rapporto ottimale, vado a memoria, da 1 a 10 per il personale ausiliario, ad un rapporto più alto per quanto riguarda personale infermieristico o altro.

L'adeguamento delle tariffe sia per quanto riguarda la quota alberghiera che per quanto riguarda la quota sanitaria seguirà il raggiungimento di questi obiettivi.

La terza domanda, se tale tipologia di convenzione potrà essere adottata anche nei confronti della microcomunità, la risposta è in parte sì e in parte no. In parte no, perché le microcomunità sono gestite dagli enti locali; in parte sì, perché come sanno gli interpellanti si sta lavorando per definire anche per le microcomunità pubbliche una quota capitaria che costituisca lo zoccolo duro sul quale gli enti locali possano basare le loro politiche territoriali di programmazione per gli anziani al di là del quale, se verranno effettuate delle scelte di tipo diverso da parte degli enti locali per fornire dei servizi migliori o alternativi a quelli che vengono proposti dall'Assessorato, evidentemente interverranno sui bilanci comunali.

La quota capitaria sta per essere definita e in tempi ragionevolmente brevi, alcuni mesi, avremo la possibilità di confrontarci con la Celva e con gli enti locali. Comunque non è "tout court" applicabile alle microcomunità.

Président La parole à la Conseillère Squarzino Secondina.

Squarzino (PVA-cU) Avevamo sottolineato già nell'interrogazione come sia positivo il fatto che si inizi a distinguere nella convenzione la quota capitaria dalla quota alberghiera perché questo, come dice l'Assessore, consente di giungere ad una maggiore chiarificazione. Anche perché in questo modo, se viene adottato - come sembra - questo schema-tipo, in queste situazioni e quindi anche in prospettiva la partecipazione dell'utente è riservata solo alla quota alberghiera.

Se questo è vero, e mi sembra molto interessante questa prospettiva, andando a vedere già la prima bozza di convenzione con la Casa di riposo di via Festaz, che riprende la bozza tipo - anche se diceva l'Assessore che alcune condizioni qui presenti potranno essere modificate in altre strutture che non sono IPAB -, direi che è uno schema molto più a favore dell'utente e faccio un esempio concreto. Se l'UVG manda la sottoscritta non autosufficiente…

(interruzione dell'Assessore Vicquéry, fuori microfono)

… fra qualche anno lo sarò anch'io, come tutti noi se vivremo a lungo, quindi la prospettiva è quella, io me la immagino, non rifuggo dalla realtà futura quindi, se la sottoscritta fosse non autosufficiente e l'UVG vedesse che c'è un posto libero al via Festaz, in base a questa distinzione fra quota capitaria e quota alberghiera che condivido, alla sottoscritta viene richiesto di contribuire per la quota alberghiera che è di 75.000 lire al giorno, quindi in un mese dovrei pagare 2,5 milioni circa.

Se invece l'UVG mi mandasse in una microcomunità, in base al fatto che adesso gli ospiti che hanno un reddito superiore ai 5 milioni - e probabilmente per l'attività che faccio adesso avrò un reddito così alto - sono obbligata a pagare un contributo di minimo 3,5 milioni. Voi capite che se noi non applichiamo gli stessi criteri all'ente privato e alle microcomunità, si rischia che, stante così le cose, la stessa persona, con lo stesso reddito, se va in una microcomunità paga almeno 3,5 milioni al mese, se va invece nella residenza di via Festaz paga 2,5 milioni. In base alla distinzione qui introdotta fra la quota capitaria e la quota alberghiera, vanno addebitate agli ospiti le spese di tipo alberghiero, mentre la quota capitaria riguarda le spese più di tipo socioassistenziale infermieristico per cui quelle fanno parte del servizio dell'USL e del servizio sanitario che deve essere fornito agli utenti.

Ribadisco che siamo d'accordo su questo tipo di distinzione e che sarebbe importante incominciare ad applicare questo medesimo meccanismo anche nelle microcomunità perché per l'utente sarebbe più favorevole e perché in questo modo sarebbe più chiara la spesa.

Di quanto ha detto l'Assessore mi preoccupa un particolare e cioè che la quota capitaria, che la Regione poi riconoscerà ai vari enti privati, sarà definita in base a criteri oggettivi che però dalla convenzione-tipo non risultano, perché i criteri ai quali lei ha fatto riferimento, quelli del rapporto personale e utenti, sono già presenti nell'attuale convenzione.

Credo che sulla definizione di quote capitarie differenziate per i diversi tipi di servizio forniti da questi istituti privati bisognerà fare ancora una riflessione per riuscire ad individuare dei criteri molto chiari, altrimenti si rischia di fare delle grosse ingiustizie o si rischia di usare un criterio discrezionale che non è rispettoso del servizio che si intende dare.

Président La parole à l'Assesseur à la santé, au bien-être et aux politiques sociales, Vicquéry pour un complément d'information.

Vicquéry (UV) Per chiarire che non è corretta l'interpretazione della Consigliera…

Président … ça ce n'est pas un éclaircissement.