Oggetto del Consiglio n. 193 del 11 novembre 1998 - Resoconto
SÉANCE DU 11 NOVEMBRE 1998 (APRÈS-MIDI)
OGGETTO N. 193/XI Interventi per favorire forme alternative o complementari agli asili-nido. (Interpellanza)
Interpellanza Preso atto che nelle proposte di atti deliberativi approntati dall'Assessorato alla Sanità rispetto all'attuazione della legge regionale n. 44/98, Iniziative a favore della famiglia, non appaiono interventi atti a potenziare servizi per l'infanzia complementari a quelli degli asili nido;
Tenuto conto del fatto che permane alto il problema per i genitori di conciliare vita professionale e cura della famiglia;
Considerato che in una società che si va sempre più complessificando occorre trovare risposte diversificate ai problemi, per venire incontro alle esigenze differenziate della popolazione;
Considerato ancora che nel Piano sociosanitario regionale (l.r. n. 13/97) si considera prioritario intervenire per dar vita a forme alternative agli asili-nido;
I sottoscritti Consiglieri regionali
Interpellano
l'Assessore competente per sapere
1) quali sono i progetti in atto rispetto all'obiettivo di favorire forme di servizi alternativi e/o complementari agli asili-nido;
2) cosa si intende fare di fronte ad iniziative di proposte alternative rispetto alla costruzione di asilo nido: quali le risorse, modalità di procedure, tipologie di gestione;
3) nel caso particolare del progetto dell'Asilo-nido in località Plan-Félinaz, quali sono gli intendimenti della regione.
F.to: Squarzino Secondina - Curtaz
Président La parole à la Conseillère Squarzino Secondina.
Squarzino (PVA-cU) Anche questa interpellanza ha un significato politico preciso, e cioè segnalare l'attenzione che intendiamo porre sui servizi alla famiglia, in particolare l'attenzione a quei servizi che consentono di armonizzare la vita professionale e il lavoro di cura dei genitori. La Regione ha risposto a quest'esigenza con la legge sugli asili-nido, una legge che ha consentito di offrire una serie di…
(ilarità dell'assemblea)
… prego, non c'è di che, meglio la seconda, va bene, sono Secondina non per niente! Tornando alle cose serie, dicevo che con questa legge sicuramente la Regione ha offerto una serie di servizi con dei finanziamenti non indifferenti. Ho sotto mano il piano triennale 1997-1999 per opere pubbliche destinate agli asili-nido e ci sono finanziamenti che nel 1997 raggiungono circa i 3 miliardi, nel 1998 superano i 6 miliardi, senza contare tutti gli investimenti richiesti dalla gestione. Questo per sottolineare come effettivamente questa regione ha un'attenzione particolare per l'infanzia.
Diciamo però un'altra cosa: che la risposta che è stata data finora al problema dell'infanzia e della famiglia è una risposta un po' monocorde, nel senso che prevede un solo tipo di servizio, quello previsto dalla la legge sugli asili-nido. La nostra è una società molto complessa, in cui le esigenze degli utenti sono diversificate, e credo che l'Assessore avrà avuto contatti anche con imprenditori nel settore turistico di La Thuile, di Cogne, di Courmayeur, dei paesi ad alta attività turistica, nei quali sicuramente la tipologia di risposta che l'asilo-nido dà non è sufficiente, perché è una risposta a senso unico mentre i bisogni dei genitori sono differenziati.
Teniamo conto che questa preoccupazione è presente anche in quegli atti ufficiali che la Regione ha emanato, e qui richiamo alcune parti del piano socio-sanitario non smentendomi rispetto agli interventi che avevo fatto nei lunghi momenti della discussione e nel momento anche del voto, nel senso che ho sempre distinto quelli che erano gli aspetti innovativi dalle scelte che non condividevamo, come ad esempio il problema dell'ospedale.
Nel piano socio-sanitario la questione di porre alternative agli asili-nido è indicato con molta chiarezza come "carenza assoluta". Ricordo, tra parentesi, che nel momento in cui vengono individuate le carenze del sistema socio-sanitario regionale queste sono suddivise in tre grandi gruppi: le carenze assolute, le carenze di tipo strutturale, le carenze di tipo organizzativo. Fra le carenze assolute si dice chiaramente che rientrano in questa categoria; "la radioterapia", "la risonanza magnetica nucleare", "l'ospedalizzazione a domicilio", "gli interventi sulle problematiche alcolcorrelate", "l'assistenza domiciliare integrata" e anche "le alternative agli asili-nido".
Negli altri settori si è iniziato a fare un lavoro per sopperire a queste carenze assolute; mi chiedo: "Rispetto alla carenza assoluta delle alternative agli asili-nido, cosa si è fatto?" Tra l'altro anche le proposte alternative alla risposta fornita dall'asilo-nido è un altro degli obiettivi proposti, sempre nel piano socio-sanitario, nel punto che riguarda tutela dei minori; si dice infatti che nel triennio bisogna raggiungere l'obiettivo di "proposte alternative alla risposta fornita dall'asilo-nido, che in Valle d'Aosta non sempre rappresenta una risorsa usufruibile, e che bisogna avviare una sperimentazione di nuove formule, fra cui la tata familiare".
Rispetto alla tata familiare, a me risulta che non c'è niente come proposta o a livello di studio; rispetto al "projet bébé", questo è un progetto più di analisi dei bisogni che non di evidenziazione di risposte ai bisogni evidenziati.
Per quanto riguarda la stessa legge sulla famiglia, quando abbiamo presentato quella mozione avevamo sottolineato una cosa che qui ricordo - e che posso ribadire dopo aver visto la bozza di delibera di attuazione della legge che l'Assessore ha presentato in commissione, (e di questo lo ringrazio) - ovvero non c'è nessun elemento che riguardi l'articolo 6 "Interventi a sostegno della prima infanzia", che prevede anche l'istituzione del servizio di tata familiare e di "garderie d'enfance", e del potenziamento della rete di asili-nido anche attraverso forme di partenariato. Come pure non c'è niente per quanto riguarda l'autorganizzazione delle famiglie. che sono chiamate nella legge a sperimentare forme innovative per rispondere ai bisogni emergenti, fra cui anche quello educativo. A questo proposito si parla chiaramente di gestione solidaristica di servizi per l'organizzazione del tempo libero dei minori. Qui chiaramente c'è una volontà politica molto chiara. Quello che a mio avviso manca, a meno che l'Assessore non mi porti altri elementi che magari lui ha e che io non possiedo, è proprio un'azione diretta a realizzare questi obiettivi.
Parlo di questo perché credo che, nel momento in cui con molta chiarezza è stato individuato un obiettivo politico, forse bisogna anche rivedere i progetti in atto alla luce di questi obiettivi politici. Qui facciamo un esempio concreto, che è quello dell'asilo-nido in località Plan Félinaz: da una parte c'è il progetto di un grande asilo, fra l'altro dobbiamo rilevare come in questi ultimi anni si sia fatta un po' un'inversione di tendenza rispetto all'idea di grandi costruzioni, di grandi palestre, di grandi microcomunità, di grandi asili-nido, perché dal momento in cui queste costruzioni si iniziano al momento in cui saranno utilizzate, probabilmente passa un tempo tale per cui non sono più gestibili e servibili. Nel caso di Plan Felinaz, in cui c'è anche una richiesta di altri tipi di servizio, mi chiedo come intenda procedere l'Amministrazione.
Président La parole à l'Assesseur à la santé, au bien-être et aux politiques sociales, Vicquéry.
Vicquéry (UV) Pour ce qui est des points 1 et 2 de la question, comme déjà Mme Squarzino a en partie anticipé, il y a trois initiatives qui sont prévues par l'Assessorat.
La première c'est un projet de recherche financé par le Fonds Social Européen et approuvé par le Ministère du travail, qui a été mis en place afin de connaître les exigences des familles - ce n'est pas un projet opérationnel, mais les conclusions seront les mêmes évidemment - face aux formes de soutien à l'enfance, alternatives aux crèches, garderies, baby-sitter ou autres services, et de créer davantage d'emplois à l'intention des femmes. C'est le deuxième objectif.
L'Assessorat à la santé est le responsable de la recherche, qu'il mène en collaboration avec des établissements français, britanniques et irlandais, et qui doit s'achever au mois de décembre 1999.
La deuxième initiative concerne un groupe de travail local, coordonné par la Direction des politiques sociales de l'Assessorat, qui essaie à définir le standard minimum nécessaire aux services alternatifs aux crèches, c'est-à-dire la définition et la différentiation des typologies des services, les standards structuraux, les compétences des opérateurs, la formation continue. Ce texte s'appuie sur les indications fournies par l'Union européenne par le biais du réseau pour l'enfance, la commission européenne du travail chargée de fixer les critères de qualité pour les formes de soutien à l'enfance.
La troisième initiative concerne la loi nationale n° 95/97 portant mesures en matière de promotion des droits et des opportunités de l'enfance et de l'adolescence, et la délibération d'application y afférente qui définit les zones prioritaires susceptibles de faire l'objet de projets éligibles aux financements.
La direction des politiques sociales, présidée par un groupe de travail inter-institutionnel composé par les représentants de l'USL, des partenaires sociaux, de l'Assessorat à l'éducation, et des collectivités locales, est chargée d'évaluer les projets visés à la loi ci-dessus.
Pour ce qui concerne le point 3, c'est-à-dire un projet de construction d'une crèche dans la zone de Plan Félinaz, la Région réaffirme son engagement mais envisage également la possibilité de redéfinir en partie le projet par rapport aussi à la prochaine modification de la loi portant dispositions en matière de crèches.
Nous sommes en train d'évaluer le tout avec les administrations locales, je souligne à nouveau qu'il n'y a aucune doute qu'il est nécessaire de construire cette structure à l'Envers de la ville d'Aoste, mais là il s'agit de redéfinir, surtout pour le fait que la prochaine modification de la loi augmentera le nombre des possibles usagers.
Mme Squarzino disait avant qu'il faut suivre les lignes des objectifs qu'on s'est donnés. Je partage, mais là il faut faire bien attention, car toutes les expériences que certaines réalités locales ont déjà mises en place, ont des qualités et des défauts. Alors il faut essayer, si nous mettons en place par exemple la garderie ou la tata familiare, de démarrer bien. Nous sommes là pour construire des services nouveaux alternatifs aux crèches, mais il est indispensable de dire avec force que les services doivent être légers, autosuffisants au point de vue économique, car nous voulons éviter de charger les coûts sur l'administration publique. Evidemment une partie des coûts sera à la charge de l'administration publique, mais l'autre partie devra être à la charge des usagers. L'objectif c'est de créer des initiatives légères, qui puissent être à la mesure des petites réalités locales comme nos petits villages de montagne, et nous travaillons en ce sens. En conclusion, je réaffirme l'engagement de ce Gouvernement en ce sens.
(interruzione del Consigliere Curtaz, fuori microfono)
… redéfinir le projet structurel du point de vue surtout du nombre des usagers… On verra les nécessités. Il y a des problèmes de nature sanitaire, de mètres carrés, mais il faut redéfinir le tout par rapport au nombre des usagers, la loi que nous allons modifier prévoit d'augmenter le numéro maximum de 50 enfants pour chaque crèche et la chose est déjà à l'attention aussi pour la crèche de Saint-Christophe qui est en train d'être mis en place.
Président La parole à la Conseillère Squarzino Secondina.
Squarzino (PVA-cU) Faccio solo due sottolineature. La prima, il "projet bébé" è innanzi tutto uno studio…
(interruzione dell'Assessore Vicquéry, fuori microfono)
... sì, però dobbiamo aspettare il duemila per avere alcuni dati di conoscenza, prima quindi che si possano attivare soluzioni di risposte.
Seconda sottolineatura, ed è la cosa che mi interessa di più: chiederei all'Assessore, se è possibile, incominciare a realizzare contemporaneamente i servizi che servono all'infanzia. Abbiamo un'occasione, che è questa di Plan Félinaz, in cui deve ancora partire il nuovo asilo. Allora, perché non cerchiamo qui di pensare a una tipologia di servizi differenziata? Lei capisce che, se parte questo asilo-nido che è una struttura megagalattica, esso assorbe molte risorse, per cui sarà impossibile, dopo, che la Regione o l'ente comunale abbiano ulteriori risorse per finanziare proposte alternative. D'altra parte non possiamo affermare - e spero di aver capito male la sua affermazione, Assessore - che, mentre prevediamo per legge di finanziare gli asili-nido, nessuna forma di finanziamento è prevista per le altre forme alternative. Spero di aver capito male, Assessore.
Quindi chiederei su questo un argomento specifico, quello cioè di un ridisegno dell'insieme dei servizi con cui si vuole rispondere all'Envers, ai bisogni delle famiglie e dell'infanzia, uno specifico momento di approfondimento in commissione, eventualmente anche chiamando i sindaci, e i rappresentanti delle famiglie, in modo che si possa verificare l'esigenza dei bisogni della popolazione.
