Resoconto integrale del dibattito dell'aula

Oggetto del Consiglio n. 2971 del 25 febbraio 1998 - Resoconto

SEDUTA ANTIMERIDIANA DEL 25 FEBBRAIO 1998

OGGETTO N. 2971/X Controllo della Giunta regionale sulle deliberazioni del Direttore generale dell'USL. (Interpellanza)

Interpellanza Richiamata la legge regionale 16 dicembre 1992, n. 75 recante "Disciplina del controllo preventivo della Giunta regionale sugli atti dell'USL della Valle d'Aosta";

Verificato che:

- nel 1996 la Giunta ha proceduto all'annullamento di 14 delibere, pari a circa il 12 percento di quelle esaminate,

- nel 1997 le delibere annullate sono salite a 25 con una percentuale del 25 percento circa;

- nel primo mese del 1998 sono già state bocciate ben 8 delibere, pari a circa il 50 percento del totale;

Sottolineato che molte delle delibere respinte concernono importanti atti per la politica sanitaria;

Espressa viva preoccupazione per un fenomeno che rischia di rendere vane le intenzioni della legge regionale 8 giugno 1994, n. 24 con la quale si voleva dare forma "aziendale" all'USL;

i sottoscritti consiglieri regionali

Interpellano

l'Assessore competente per conoscere:

1) quali sono i motivi più ricorrenti che inducono la Giunta ad annullare così tante delibere del Direttore Generale;

2) per quali motivi si assiste ad una contro-tendenza rispetto agli auspici dell'Assessore, il quale aveva più volte parlato di questa necessità di controllo della Giunta come di un atto "temporaneamente" necessario per far acquisire all'azienda USL maggiori capacità nella gestione autonoma;

3) quale giudizio esprime la Giunta sulle capacità manageriali dei vertici USL;

4) se si ritiene di dover intervenire ed in quale modo per porre rimedio a questa preoccupante situazione.

F.to: Marguerettaz - Viérin Marco

Presidente Ha chiesto la parola il Consigliere Marguerettaz.

Marguerettaz (Aut) Molto brevemente. Quando discutemmo, credo in occasione della promulgazione della legge regionale n. 24/94 sul ruolo che doveva avere la Giunta per quanto concerne il controllo degli atti dell'USL, ricordo che ci fu un dibattito abbastanza serrato sulla necessità che questo controllo vi fosse e vi fosse nei termini previsti dalla legge. Ricordo che all'epoca l'Assessore disse che quasi eravamo costretti ad inserire questi termini di controllo sull'USL perché è vero che vogliamo andare verso una forma autonoma, aziendale della gestione dell'USL stessa, ma questo può avvenire solo nel tempo, quindi è necessario come sostegno alla creazione della forma aziendale dell'USL che ci sia questo controllo della Giunta.

Ho fatto una breve ricerca di questi tre anni per vedere in quali termini si era espletato il controllo della Giunta dalla quale risulta - i dati sono scritti nelle premesse - che nel ?96 le delibere annullate da parte della Giunta sono state 14, pari a circa il 12 percento di tutte quelle esaminate, nell'anno successivo queste delibere sono salite a 25 con una percentuale del 25 percento di bocciature sulle delibere assunte dall'USL e il primo mese del ?98 è estremamente preoccupante perché solo nel mese di gennaio la metà delle delibere presentate, cioè il 50 percento, sono state respinte.

Questi dati credo inducano a fare una riflessione e la riflessione abbiamo cercato di indicarla con quelle quattro domande che più che altro vogliono far esprimere l'Assessore su questa situazione. Vogliamo sapere innanzitutto i motivi più ricorrenti per i quali la Giunta annulla così tante delibere del Direttore generale dell'USL; è evidente che, almeno a vedere i dati - magari sono leggibili in diversi modi - vi è una controtendenza rispetto a quelle aspettative che aveva l'Assessore nel momento in cui si discusse quella legge, cioè quella di un controllo necessario, quasi doloroso, iniziale che sarebbe andato via via scemando perché contemporaneamente l'azienda USL avrebbe acquisito maggiore competenza, autonomia ed efficienza. È evidente, dai dati che leggevo prima, che sembra esserci invece una controtendenza, cioè sono sempre più numerose le delibere bocciate da parte della Giunta.

A questo punto ci sembra giusto chiedere all'Assessore se ha un giudizio da esprimere, noi abbiamo messo sulle capacità manageriali dei vertici dell'USL, ma è evidente che la domanda poteva essere formulata in maniera migliore. Il senso di questa richiesta è qual è il giudizio dell'Assessore sull'andamento di questa situazione, infine chiediamo se si pensa che sia una cosa fisiologica anche se non apparirebbe così guardando i dati o se si pensa di intervenire in qualche modo.

Presidente Ha chiesto la parola l'Assessore alla sanità, salute e politiche sociali, Vicquéry.

Vicquéry (UV) Vorrei subito sgombrare il campo da un'"arrière-pensée" che non è sicuramente nelle intenzioni del Consigliere Marguerettaz, ma che aleggia all'interno dell'USL e cioè che l'annullamento di alcune delibere ultimamente di un certo peso specifico da parte dell'Assessorato sia l'anticamera dell'espressione di un giudizio negativo nei confronti del "management" dell'USL. Questo non esiste nel modo più assoluto perché vanno distinte nettamente le competenze tecniche da quelle politiche su cui si esprime la Giunta regionale e che non hanno nessun riferimento alle percentuali del numero delle delibere annullate.

Questo è un elemento di valutazione che è però assolutamente secondario per cui questo va detto con forza perché altri sono gli elementi di valutazione dell'operato dei direttori generali. Di quest'argomento si sta discutendo anche a livello nazionale perché nella legge delega al Governo c'è un punto specifico che riguarda anche i criteri di valutazione dei direttori generali, su richiesta degli Assessori regionali alla sanità probabilmente passerà il concetto che la nomina del Direttore generale sarà di natura esclusivamente fiduciaria perché in alcune Regioni, laddove le Giunte regionali hanno espresso un parere negativo nei confronti dei direttori generali commissariando le aziende, i ricorsi al TAR hanno in genere dato ragione ai direttori generali. Questo perché la nomina è ancora basata su una valutazione che è abbastanza discrezionale. Se passa il concetto del rapporto fiduciario, diventerà una nomina di tipo fiduciario, ma su questo tutte le forze politiche, sia di Destra che di Sinistra, sono assolutamente concordi, probabilmente il Parlamento si esprimerà in questi termini per cui anche su questo bisogna fare chiarezza.

Il secondo punto che volevo toccare riguarda la politica attuata in questi anni in materia di competenze. Abbiamo operato nei primi anni di questa legislatura un fortissimo decentramento e un passaggio di competenze all'USL, se pensate che prima gli acquisti venivano decisi dalla Giunta regionale o che tutta la parte dell'informatizzazione veniva gestita dall'Amministrazione regionale, come tante altre materie, vedete che c'è stato un ampio passaggio di competenze all'USL con un ampio margine di discrezionalità da parte dell'USL.

Nello specifico, rispetto alle delibere, nel ?97 sono state adottate circa 3000 delibere da parte dell'USL, di queste solo 239 sono state sottoposte al controllo proprio perché la legge prevedeva una diminuzione delle delibere soggette a controllo, delle quali 25 sono state annullate per una percentuale del 10,4 percento che più o meno coincide sostanzialmente..., no assolutamente, non coincide con i dati forniti nel '97, non corrisponde al 25 percento, corrisponde al 10,4 percento con una diminuzione dell'1,6 percento rispetto alle delibere annullate nel '96 che era pari al 12 percento.

Nei primi mesi del ?98 sono state annullate alcune delibere, ma riguardavano gli stessi temi delle delibere annullate nel ?97 che concernono aspetti di gestione del personale in genere molto delicati dal punto di vista giuridico perché sono istituti contrattuali quali le incentivazioni che hanno una valenza retroattiva. Infatti il contratto di lavoro dei dipendenti è stato approvato nel 1997, è entrato in vigore a giugno 1997 con decorrenza retroattiva di tre anni per cui l'USL nel secondo semestre 1997 e nel gennaio del 1998 ha messo in atto una serie di delibere applicative del contratto con una decorrenza retroattiva previo accordi sindacali che però avevano e hanno una delicatezza molto forte. Alcune di queste sono state bocciate; ho avuto una serie di incontri con i sindacati, sono intervenuto personalmente perché alcuni aspetti che erano stati rilevati dagli uffici erano effettivamente pesanti, nel senso che andavano modificate come sono state modificate perché le delibere sono state riprese e non avranno alcun tipo di problema dal punto di vista dell'approvazione.

Pertanto confermo che la percentuale delle delibere annullate non rientra fra gli elementi di valutazione delle capacità dei vertici dell'USL, ma semmai vi rientra un altro aspetto che è quello del raggiungimento degli obiettivi che la Giunta regionale ha definito per la prima volta con una delibera del gennaio 1997 ed erano primi obiettivi abbastanza generici, non ancora supportati da elementi chiari di statistica. Nel 1998 abbiamo già dato applicazione invece al piano sanitario regionale e abbiamo deliberato gli obiettivi specifici che andranno poi a definire il vero e proprio contratto di programma fra USL ed Amministrazione regionale. Sono obiettivi molto più dettagliati, molto più operativi e sarà questo l'elemento di valutazione dell'attività del Direttore generale perché si stipula un vero e proprio accordo fra Regione e USL perché si chiederà all'USL di fornire un certo servizio e l'USL potrà rispondere affermativamente o meno, potrà chiedere risorse ulteriori o potrà evidenziare la carenza di personale o di locali, insomma è un vero e proprio accordo fra le parti che verrà siglato entro la fine di marzo. Questo costituirà la base per la valutazione del tutto.

Alcuni punti erano stati evidenziati in questa serie di incontri di divergenze interpretative fra Amministrazione regionale e USL e riguardavano l'aspetto del disavanzo di bilancio perché le leggi finanziarie del 1996 e del 1997 hanno ripetuto che il disavanzo di gestione costituisce elemento di valutazione dell'attività dei direttori generali. Il Direttore generale dell'USL sosteneva impropriamente che non costituiva disavanzo quello presentato nei bilanci consuntivi bensì costituiva un maggior fabbisogno di risorse finanziarie, maggior fabbisogno che in termini puramente ragionieristici e contabili non esiste e per forza di cose costituisce disavanzo.

Questo era un elemento di valutazione su cui ci siamo confrontati e che poi ha fatto sì che anche il Direttore generale recepisse le nostre indicazioni perché è un tema molto delicato però, la situazione della Valle d'Aosta è unica in Italia, lo dico con assoluta certezza, perché siamo i soli - comprendendo anche la Regione del Trentino - Sud Tirol su cui non ho delle informazioni precise perché ha competenza primaria in materia - che abbiamo certezza di bilancio perché il Consiglio regionale approva il bilancio a novembre di ogni anno, bilancio che diventa esecutivo entro il 31 dicembre, per cui il 1° gennaio siamo in grado di dire all'USL qual è la disponibilità di bilancio. La nostra è una situazione, se non l'unica, assolutamente minoritaria rispetto alle altre Regioni che aspettano in genere a maggio-giugno di ogni anno di avere la determinazione del fondo sanitario come singola Regione per poter poi assegnare i fondi alle singole aziende appartenenti alla Regione. L'Ospedale di Ivrea oggi sta funzionando senza sapere quanti soldi ha a disposizione e lo saprà probabilmente non prima del mese di luglio o agosto, mentre l'azienda USL di Aosta sa già dal primo gennaio che i finanziamenti concessi sono quelli iscritti a bilancio. Per cui è una soluzione di assoluto privilegio che mette il Direttore generale nelle condizioni di programmare la sua attività e di non arrivare ad una situazione di disavanzo.

Questo va detto chiaramente perché come sapete tutta la problematica sul fondo sanitario nazionale è una problematica che non è ancora risolta perché ci sono sempre delle discrepanze fra quanto chiedono le Regioni e le disponibilità finanziarie sul bilancio dello Stato. Ultimamente sono state aumentate da 96 mila miliardi a 104 mila miliardi perché è stato accertato che queste sono spese non riconducibili a scelte regionali, cioè sono stati definiti dal Ministero del tesoro questi 6 mila miliardi in più e sono stati riconosciuti, però i 104 mila miliardi non sono sufficienti, mi risulta che la Regione Puglia abbia migliaia di miliardi di disavanzo in gran parte conseguenza delle politiche sanitarie, così come ha la Regione Lombardia e come ce l'hanno altre grosse Regioni italiane.

Il tema è grosso, noi anche qui vigiliamo, nel senso che la spesa sanitaria è un problema che dovrà essere monitorato con molta attenzione nei prossimi anni perché ci sono degli aumenti indipendenti da decisioni politiche di qualunque genere, ci sono aumenti di tipo contrattuale che sono arrivati a dei livelli altissimi e non preventivabili da parte delle Regioni, ci sono aumenti legati alle politiche farmaceutiche, ci sono degli aumenti legati a delle scelte prese addirittura a livello internazionale che passano sopra la testa del Ministero della sanità e ancora di più sulla testa delle Regioni e delle aziende. Pertanto noi dovremo vigilare con molta attenzione perché la spesa sanitaria rischia di diventare uno degli elementi chiave delle politiche finanziarie dell'intera Amministrazione regionale.

Concludo dicendo che il problema del controllo c'è, riconfermo la volontà di modificare la legge regionale sui controlli e dobbiamo andare nella logica non del controllo degli atti, ma del controllo di gestione che sarà possibile nel momento in cui, nel 1999, avremo il primo contratto di programma stipulato fra Amministrazione regionale e USL. Oggi teniamo presente che questi annullamenti delle delibere - nella misura del 10 percento, quindi una percentuale bassissima - sono annullamenti che hanno consentito all'USL in sede di autotutela di modificare le delibere e di evitare problemi di altro tipo perché, quando si parla di stipendi e di personale, ci sono altri organi, non solo amministrativi, che vigilano in materia. Il vero problema dell'USL è che mancano i quadri per cui una serie di atti vengono fatti in maniera assolutamente non corretta.

Comunque riconfermo la volontà di andare nella logica del controllo di gestione, del controllo di efficacia e di efficienza e di superare la logica del controllo sugli atti.

Presidente Ha chiesto la parola il Consigliere Marguerettaz.

Marguerettaz (Aut) Posso dichiararmi parzialmente soddisfatto perché è come se avessi dato il la all'Assessore, gli ho chiesto una cosa, lui mi ha fatto la disamina di tutta la situazione sanitaria, ma va benissimo.

Per quanto riguarda il problema specifico del controllo sugli atti della Dirigenza USL, faccio due osservazioni pur prendendo atto della risposta che mi ha dato l'Assessore.

Innanzitutto le delibere annullate, soprattutto le ultime, sono come diceva l'Assessore di una certa rilevanza e concernono proprio la concretizzazione degli indirizzi politici; dalle delibere che ho visto, in particolare quella del mese di gennaio, mi sembra che siano state bocciate delibere forse per la questione dell'organizzazione del personale necessario, ma necessario a far cosa? A portare avanti i cosiddetti progetti obiettivo. Credo siano aspetti assai qualificanti e rilevanti dell'attività sanitaria.

La seconda osservazione, che non vuole essere polemica, ma vuole contribuire ad un'ulteriore riflessione, è la seguente. Se è vero, come ha detto l'Assessore, che i motivi che inducono la Giunta ad annullare la maggior parte delle delibere del Direttore generale dell'USL sono ricorrenti e concernono in gran parte l'organizzazione del personale - immagino soprattutto a livello sindacale - una piccola riflessione viene da farsi.

Capisco un non allinearsi del Direttore generale sulle prime delibere, ma se la cosa si ripete, c'è qualcosa che non va e forse è necessario fare una volta per tutte chiarezza sulla situazione del personale dell'USL. Ad esempio, se si delibera un progetto obiettivo, al quale devono concorrere uno, due o tre persone straordinarie con un plus orario oppure con uno spostamento di reparto o che so io, e la delibera viene annullata per questi motivi, è lì che va messo mano alla questione.

So che non è una cosa semplice, me ne rendo conto, anzi ogni tanto appaiono sui giornali polemiche sul lavoro straordinario, quindi mi rendo conto che il nodo è difficile da sciogliere, ma credo che vada affrontato con un po' più di decisione rispetto ad adesso.

Si dà atto che, dalle ore 11.59, presiede il Vicepresidente Aloisi.