Resoconto integrale del dibattito dell'aula

Oggetto del Consiglio n. 2717 del 24 luglio 1997 - Resoconto

SEDUTA ANTIMERIDIANA DEL 24 LUGLIO 1997

OGGETTO N. 2717/X Proposta di legge: "Modificazioni alla legge regionale 12 gennaio 1993, n. 3 (Norme per l'elezione del Consiglio regionale della Valle d'Aosta), già modificata con legge regionale 11 marzo 1993, n. 13".

Articolo 1 1. L'articolo 6 della legge regionale 12 gennaio 1993, n. 3 (Norme per l'elezione del Consiglio regionale della Valle d'Aosta), già modificato dall'articolo 2 della legge regionale 11 marzo 1993, n. 13, è sostituito dal seguente:

"Articolo 6

(Liste dei candidati)

1. Le liste dei candidati devono comprendere ciascuna un numero di candidati non inferiore a diciotto e non superiore a trentacinque.

2. Le liste dei candidati devono essere sottoscritte dal presidente o segretario regionale dei partiti, movimenti o gruppi politici, ovvero da rappresentanti da loro indicati con mandato autenticato da notaio. Qualora tali organi non fossero previsti dai relativi statuti o per qualsiasi ragione non fossero in carica, la sottoscrizione può essere effettuata o il relativo mandato può essere conferito dal dirigente regionale del partito o del raggruppamento politico. La carica dei sottoscrittori deve essere comprovata con attestazioni dei rispettivi segretari o presidenti nazionali oppure con estratti autentici dei relativi verbali di nomina, nel caso di organizzazione locale. Il sottoscrittore della lista può essere compreso nell'elenco dei candidati. La lista dei candidati deve essere corredata dai moduli di cui all'articolo 7, comma 4, contenenti le firme di non meno di cinquecento e non più di ottocento elettori, fatto salvo quanto disposto dal comma 10.

3. Per i partiti o gruppi politici che hanno avuto almeno un eletto nella legislatura in corso ed hanno costituito un gruppo consiliare esistente al momento della pubblicazione del decreto del Presidente della Giunta di convocazione dei comizi elettorali, e per quelli che, costituiti inizialmente in gruppo consiliare, hanno nel corso della legislatura mutato simbolo e denominazione, fatta eccezione per il gruppo misto, non è richiesta la presentazione delle cinquecento firme. Nessuna presentazione di firme è parimenti richiesta nel caso in cui la lista sia contraddistinta da un contrassegno composito, nel quale sia contenuto quello di un partito o gruppo politico esente dall'onere della raccolta di firme ai sensi del presente comma.

4. I nomi dei candidati devono essere elencati e contrassegnati con numeri arabi progressivi, secondo l'ordine di elenco, ai fini dell'espressione dei voti di preferenza.

5. La candidatura deve essere accettata con dichiarazione firmata ed autenticata da un notaio o da personale delle cancellerie e delle segreterie giudiziarie collocato nella settima qualifica funzionale e superiori o da un segretario comunale o altro funzionario incaricato dal sindaco. La dichiarazione di accettazione della candidatura deve contenere l'esplicita dichiarazione del candidato di non essere in alcuna delle condizioni previste dall'articolo 15, comma 1, della legge 19 marzo 1990, n. 55 (Nuove disposizioni per la prevenzione della delinquenza di tipo mafioso e di altre gravi forme di manifestazione di pericolosità sociale), come modificata dalla legge 18 gennaio 1992, n. 16. Per i cittadini residenti all'estero l'autenticazione della firma deve essere richiesta ad un ufficio diplomatico o consolare.

6. Di tutti i candidati deve essere indicato cognome, nome, luogo e data di nascita.

7. Nessun candidato può essere compreso in più liste.

8. Ciascuna delle liste di candidati eventualmente presentate da partiti o gruppi politici espressi dalla minoranza walser può collegarsi, agli effetti dell'assegnazione dei seggi prevista dagli articoli 50, 51 e 52, con altra lista presentata da partito o gruppo politico. A tale scopo, nella dichiarazione di presentazione della lista, deve essere indicata la lista con la quale si intende effettuare il collegamento. Le dichiarazioni di collegamento fra le liste devono essere reciproche.

9. Le liste dei candidati di cui al comma 8 devono comprendere ciascuna un numero di candidati non inferiore a tre e non superiore a sei. I candidati devono essere residenti da almeno tre anni in uno dei comuni walser di cui al comma 10.

10. Le liste dei candidati di cui al comma 8 devono essere sottoscritte con le modalità di cui al comma 2 e corredate dai moduli di cui all'articolo 7, comma 4, contenenti le firme di almeno quaranta e non più di settanta elettori, iscritti nelle liste elettorali dei comuni di Issime, Gressoney-La-Trinité, Gressoney-Saint-Jean e Gaby."

Articolo 2 1. Il comma 4 dell'articolo 7 della legge regionale 3/1993, già modificato dall'articolo 3 della legge regionale 13/1993, è sostituito dal seguente:

"4. La firma degli elettori deve avvenire nei tre mesi precedenti la scadenza naturale del Consiglio su appositi moduli contenenti il contrassegno di lista stampato e l'indicazione del nome, cognome, data e luogo di nascita dei candidati, nonché del nome, cognome, luogo e data di nascita e Comune di iscrizione elettorale dei sottoscrittori, e deve essere autenticata da notaio, pretore, giudice di pace, cancelliere di pretura o di tribunale, sindaco, assessore delegato in via generale a sostituire il sindaco assente o impedito, segretario comunale o funzionario appositamente delegato dal sindaco."

Articolo 3 1. Il comma 2 dell'articolo 16 della legge regionale 3/1993 è sostituito dal seguente:

"2. Il Presidente dell'ufficio elettorale accerta l'esistenza e il buono stato delle urne e di tutto il materiale di arredamento necessario per il regolare svolgimento delle operazioni elettorali e segnala eventuali deficienze al sindaco affinché questi provveda immediatamente e comunque prima dell'inizio delle operazioni di votazione."

Articolo 4 1. Il comma 2 dell'articolo 34 della legge regionale 3/1993 è sostituito dal seguente:

"2. L'elettore può manifestare la preferenza esclusivamente per candidati della lista da lui votata. Il numero massimo delle preferenze è di tre. Per le liste presentate ai sensi dell'articolo 6, comma 8, può essere espressa una sola preferenza."

Articolo 5 1. L'articolo 48 della legge regionale 3/1993 è abrogato.

Articolo 6 1. Il comma 1 dell'articolo 50 della legge regionale 3/1993 è sostituito dal seguente:

"1. Compiute le operazioni di cui all'articolo 49, l'ufficio elettorale regionale, con l'assistenza degli esperti di cui all'articolo 8, comma 2:

a) determina la cifra elettorale di ciascuna lista e, per le liste collegate ai sensi dell'articolo 6, la cifra elettorale di gruppo. La cifra elettorale di lista è data dalla somma dei voti validi di lista, compresi quelli di cui all'articolo 49, comma 1, lett. b), ottenuti da ciascuna lista nelle singole sezioni del collegio. La cifra elettorale di gruppo è data dalla somma dei voti validi, compresi quelli di cui all'articolo 49, comma 1, lett. b), ottenuti da ciascuna lista che compone il gruppo nelle singole sezioni del collegio;

b) divide il totale dei voti validi riportati da tutte le liste per il numero dei consiglieri da eleggere, trascurando la parte decimale; il quoziente così ottenuto, moltiplicato per due, rappresenta la soglia minima per partecipare all'attribuzione dei seggi;

c) procede alla somma delle cifre elettorali delle liste, o dei gruppi di liste, che hanno raggiunto o superato la soglia minima di cui alla lett. b);

d) divide la somma di cui alla lett. c) per il numero dei consiglieri da eleggere ottenendo così il quoziente elettorale regionale di attribuzione;

e) attribuisce ad ogni lista o gruppo di liste che abbiano raggiunto o superato la soglia minima di cui alla lett. b) tanti seggi quante volte il quoziente elettorale regionale risulti contenuto nella cifra elettorale regionale di ciascuna lista o gruppo di liste, evidenziando i resti di ciascuna lista o gruppo di liste;

f) attribuisce alle liste o ai gruppi di liste che hanno i maggiori resti i seggi non assegnati a seguito dell'operazione di cui alla lett. e)."

Articolo 7 1. L'articolo 51 della legge regionale 3/1993 è sostituito dal seguente:

"Articolo 51

(Graduatoria dei candidati)

1. Stabilito il numero dei seggi assegnato a ciascuna lista, o gruppo di liste, l'ufficio elettorale regionale:

a) determina la cifra individuale di ogni candidato. La cifra individuale di ogni candidato è data dalla somma dei voti di preferenza validi ad esso attribuiti;

b) determina la graduatoria dei candidati di ciascuna lista, a seconda delle rispettive cifre individuali. A parità di cifre individuali, prevale l'ordine di presentazione nella lista;

c) determina la graduatoria dei candidati di ciascun gruppo di liste disponendoli in un'unica graduatoria secondo le rispettive cifre individuali, indipendentemente dalla lista cui appartengano;

d) qualora nessuno dei candidati delle liste di minoranza walser collegate sia compreso nella graduatoria dei posti ai quali i gruppi di liste hanno diritto, viene assegnato un seggio a quella lista presentata ai sensi dell'articolo 6, comma 8, che abbia ottenuto, nei comuni di Issime, Gaby, Gressoney-La-Trinité e Gressoney-Saint-Jean, più del cinquanta per cento dei voti validamente assegnati a tutte le liste negli stessi comuni, attribuendo l'ultimo posto della lista con la quale è avvenuto il collegamento al candidato della lista della comunità walser collegata che abbia ottenuto la maggiore cifra individuale."

Articolo 8 1. La tabella A allegata alla legge regionale 3/1993 è sostituita dall'allegato A alla presente legge.

Articolo 9 1. La presente legge è dichiarata urgente ai sensi dell'articolo 31, comma terzo, dello Statuto speciale per la Valle d'Aosta ed entrerà in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nel Bollettino ufficiale della Regione.

Allegato A

(...Omissis...)

Président La parole au rapporteur, Conseiller Bavastro.

Bavastro (UV) La riforma della legge elettorale costituisce uno dei punti programmatici di questa maggioranza ed è da circa due anni oggetto di vivace dibattito fra le forze politiche.

Essendo richiesta una maggioranza qualificata di 24 voti, evidentemente non è stato facile trovare un consenso anche perché si era partiti da posizioni molto lontane. C'era stata fin dall'inizio una contrapposizione fra i fautori del sistema maggioritario e chi invece preferiva rimanere al proporzionale.

In verità, un sistema maggioritario puro non è stato proposto da nessuno, venivano proposti vari tipi di sistemi elettorali che su una base proporzionale innestavano degli elementi propri del sistema maggioritario con vari artifici: premio di maggioranza, liste bloccate, soluzioni di questo tipo.

I fautori del maggioritario sostenevano la validità della loro proposta in quanto il sistema maggioritario dovrebbe dar luogo ad una situazione di maggiore governabilità. In realtà, quest'esigenza, che è certamente avvertita in Italia, in Valle d'Aosta non è mai stata un problema.

Il reale problema che si è palesato anche in maniera evidente nel corso di questa legislatura è la frammentazione delle forze politiche, o perlomeno lo era, perché siamo arrivati ad avere dieci gruppi consiliari per venti consiglieri, escludendo il blocco dell'Union Valdôtaine.

Ora, quest'obiettivo di semplificare il quadro politico può essere garantito forse in maniera più efficace da un sistema proporzionale che preveda una soglia di ingresso più elevata di quanto avvenisse in passato e questo è il nocciolo della riforma che oggi viene proposta.

La norma fondamentale infatti è quella dell'articolo 6, lett. b), che sostituisce all'articolo 6 il primo comma dell'articolo 50 della precedente legge. Tale norma raddoppia semplicemente il quorum rappresentante la soglia minima per partecipare all'attribuzione dei seggi, per il resto l'articolo rimane invariato, questa è l'unica modifica che però rappresenta, ripeto, il nocciolo della riforma.

In questo modo nella prossima legislatura potranno essere presenti in Consiglio solo gruppi di almeno due consiglieri e questo dovrebbe costituire una sufficiente garanzia circa il raggiungimento dell'obiettivo che con questa legge ci si è proposti.

Altra norma importante è quella contenuta nell'articolo 4, che porta le preferenze da 2 a 3. Ci tengo a precisare che questa modifica non è frutto di una proposta dell'Union Valdôtaine; si tratta di una proposta che l'Union Valdôtaine ha accettato, ma che proviene da altri gruppi. Siamo sempre stati per la maggior parte contrari alla preferenza unica, fra l'altro ricordo che il referendum fatto a suo tempo riguardava le elezioni nazionali, non quelle regionali, quindi non credo che quello possa rappresentare un vincolo di nessun tipo, tanto più che quel referendum comunque è del ?93 e le trasformazioni sono state così profonde e così rapide in questi anni che non credo che si possa dare un'importanza fondamentale alla volontà espressa in quell'occasione.

Ripeto comunque che per noi poteva benissimo rimanere anche la situazione invariata, cioè le due preferenze. Non ritengo comunque che la terza preferenza sia un problema, è una modifica accettabilissima.

Il primo articolo di questa legge sostituisce l'articolo 6 della precedente ed è stato riscritto interamente per maggior chiarezza. In realtà, per quel che riguarda i primi 7 comma, l'unica variazione importante è quella che fissa un numero massimo di 800 per il numero delle sottoscrizioni di lista.

I commi da 8 a 10 riguardano invece il problema della rappresentanza in Consiglio della minoranza Walser. L'Union Valdôtaine ha sempre avuto l'obiettivo di garantire una rappresentanza alla minoranza Walser per una questione di coerenza, in quanto ritiene che dare rappresentanza a questa minoranza sia coerente ai principi federalisti che professa. La nostra proposta è stata quella della creazione di un collegio uninominale per i 4 comuni Walser, ma la proposta non ha trovato consenso se non nella Lega Nord, quindi non era possibile ottenere l'approvazione di una norma in questo senso.

Nel dibattito che si è avuto in I Commissione, in occasione dell'audizione dei sindaci dei 4 comuni interessati, è scaturita una proposta di mediazione accettata dai sindaci e che costituisce la proposta che oggi viene formulata.

Il sistema che viene proposto è sostanzialmente questo: con la firma di almeno 40 elettori e non più di 70 residenti, nei comuni Walser possono essere presentate delle liste con un numero di candidati da 3 a 6, candidati che devono essere tutti residenti da almeno 3 anni nei comuni Walser. Le liste così formatesi possono apparentarsi con una delle liste presenti sul territorio regionale e l'apparentamento deve essere accettato. Gli elettori che votano per queste liste possono esprimere una sola preferenza.

Quanto all'assegnazione del seggio l'articolo 7, che sostituisce l'articolo 51 della legge precedente, all'ultimo comma prevede che, qualora nessuno dei candidati delle liste Walser non sia risultato eletto ai sensi dei precedenti commi, cioè secondo le norme consuete, se una delle liste predette ottiene almeno il 40 percento dei voti ed ovviamente più voti delle altre, il candidato che ottiene più voti all'interno di questa lista subentra all'ultimo candidato eletto della lista con cui è avvenuto l'apparentamento.

Nel testo che è stato licenziato dalla I Commissione la percentuale prevista era del 50 percento, per questo motivo presento un emendamento per ridurre al 40 percento la prevista percentuale del 50 percento. In realtà, con quest'emendamento si prende atto delle istanze provenienti dai comuni interessati.

Visto che tutta la proposta di legge per la parte che li riguarda è stata in buona misura concordata con i rappresentanti della Comunità Walser, ci è parso coerente andare incontro alle loro richieste e ridurre in questo modo la percentuale rappresentante la soglia minima, considerando che comunque il 40 percento è pur sempre una soglia piuttosto elevata.

Oltre a quest'emendamento propongo altri emendamenti di carattere meramente formale. Cedo che si sarebbe potuto anche provvedere ad una correzione perché in realtà si tratta di questioni di forma, di sintassi, comunque per maggiore scrupolo ho proposto questi emendamenti di cui, ripeto, l'unico di sostanza è quello riguardante la percentuale di soglia minima per i Walser.

Président La discussion générale est ouverte. La parole au Conseiller Tibaldi.

Tibaldi (Ind) Alcune brevi considerazioni su questa proposta di legge che è stata elaborata in sede di I Commissione consiliare, ai cui lavori, essendone componente, ho partecipato anch'io.

Non esiste una legge elettorale perfetta, su questo penso siamo tutti d'accordo, la legge elettorale tende a livello teorico a salvaguardare due principi, che sono quello della governabilità da un lato e quello della rappresentatività dall'altro e a livello pratico cerca sempre di salvaguardare l'esistenza o la sopravvivenza delle forze politiche o partitiche che normalmente la formulano. Questa legge, secondo me, non tende a nessuno di questi obiettivi, in particolare a livello teorico.

Questa legge, come ha già anticipato il Consigliere relatore Bavastro, può essere definita la figlia del massimo compromesso politico possibile in quest'aula. È quel minimo comune denominatore che è stato trovato fra determinate forze politiche, praticamente tutte di maggioranza, per garantire un determinato equilibrio. Allora, quando venne presentata, la volontà poteva essere questa; adesso abbiamo visto che sono cambiati in parte gli schemi di maggioranza ed opposizione.

Proprio perché figlia del massimo compromesso possibile, questa legge contiene una serie di notevoli contraddizioni, la prima delle quali - e mi sento di contraddire quanto ha detto il Consigliere Bavastro - è che non è vero assolutamente che garantisca la rappresentatività e la tutela delle minoranze perché questa legge non è proporzionale né tanto meno maggioritaria. Questa legge è il frutto di un'architettura legislativa che non trova fondamento e non ha ragione alcuna.

Perché il Consigliere Bavastro si contraddice quando sostiene che questa legge tutela le minoranze? Perché abbiamo visto che se da un lato sembra tutelare la minoranza Walser introducendo quella lista apparentata, con la possibilità di mettere un certo numero di candidati il cui primo eletto, se supera una determinata soglia, può accedere al Consiglio regionale, in realtà mortifica la rappresentatività politica sul collegio. Questo ragionamento è presto dimostrato a livello numero perché se una forza politica non raggiunge il quorum del doppio seggio richiesto con questa legge, non potrà accedere al Consiglio regionale. Quantificando: se nel ?93 erano necessari 2250 voti validi per una lista per poter avere un rappresentante in Consiglio, nel ?98 ce ne vorranno circa 4500 per una forza politica per essere rappresentata in quest'Assemblea.

Se una lista non raggiunge anche per pochi voti - supponiamo per un centinaio o poco più - questo quorum, non ha diritto di essere rappresentata. È una larga minoranza politica che qui non accede e questo può accadere anche per altre minoranze in qualsiasi area politica. Questo stride notevolmente invece con quella minoranza Walser che si vuole tutelare e che è giusto che venga tutelata, ma poiché sappiamo che sono 1700 elettori gli aventi diritto al voto in quei comuni, se supponiamo - supposizione che abbiamo fatto anche in I Commissione - che di 1700 elettori 1200-1300 vadano a votare e di questi la metà più uno - 600 persone, per intenderci - votano il candidato di quella lista apparentata, con 600 voti validi paradossalmente quella persona può accedere in quest'aula, mentre d'altro canto, come dicevo prima, una lista politica che sul territorio regionale ha raccolto 4400 voti validi non ha diritto alla rappresentanza. Quindi a livello logico, secondo me, assolutamente non regge, non è assolutamente una proposta di legge che vuole tutelare le minoranze, anzi le mortifica notevolmente e non va incontro a quel principio di rappresentatività seppure temperato di cui diceva il Consigliere Bavastro.

Qui si gioca sul criterio della minoranza etnico-linguistica da una parte e della minoranza politica dall'altra: la minoranza etnico-linguistica ha diritto a condizioni minime di essere rappresentata, la minoranza politica anche se massiccia non ha diritto di essere rappresentata e questo può accadere non solo per una minoranza, ma per più minoranze.

Un altro principio che non condivido di questa legge è l'introduzione della tripla preferenza, che stride, è incongruente con quella che era una volontà popolare espressa in via referendaria qualche anno fa in tutta Italia e quindi anche in Valle d'Aosta, dove a larghissima maggioranza la comunità aveva preferito indicare un solo nome di preferenza accanto alla lista che viene votata. Penso che sia doveroso da parte dell'Assemblea rispettare la volontà popolare allora manifestata e quindi ritengo che sia da respingere la proposta di introdurre la tripla preferenza.

Questa legge, dicevo, non va né nel senso proporzionale né ancora meno nel senso maggioritario tant'è che in una qualche misura risponde a quel documento ibrido che venne approvato qualche mese fa dal Consiglio regionale, si voleva una legge non maggioritaria; si poteva aggiungere anche per completezza: ma non proporzionale perché con una soglia così elevata effettivamente serve solo ad umiliare minoranze politiche che avrebbero in altre condizioni diritto di essere rappresentate.

Per questo presento una serie di emendamenti alla proposta di legge, sono nove emendamenti che vanno in due direzioni: la proposta di un sistema elettorale di tipo maggioritario che, se da un lato garantisce la governabilità attribuendo la maggioranza assoluta dei seggi alla forza che ottiene la maggioranza relativa dei consensi, d'altro canto ripartisce proporzionalmente a un congruo numero di forze politiche una percentuale di seggi in Consiglio regionale. Quindi con l'insieme di emendamenti che vado a proporre si tende ad introdurre un sistema di maggioritario secco, che d'altro canto mi sembra fosse auspicato e sostenuto da diverse forze politiche fino a poco tempo fa; lo so che non ci sarebbero i numeri, però una cosa è esporre i principi, altra cosa è sostenerli in maniera efficace e fattiva in sede consiliare.

Dicevo, un sistema maggioritario secco che garantisce le due esigenze della governabilità, da un lato, ma anche della rappresentatività dall'altro, in modo da evitare che nel futuro assetto politico di questo Consiglio ci siano quelle situazioni di opposizione ridotta ai minimi termini, praticamente a pochi consiglieri, oppure di maggioranze estese ai massimi livelli o pseudomaggioranze, dove non c'è una chiara definizione fra coloro che devono avere l'onore e l'onere del governo e coloro che invece hanno la responsabilità sul controllo degli atti del governo. Per adesso mi fermo qui e comunico gli emendamenti alla Presidenza del Consiglio.

Président La parole au Conseiller Parisi.

Parisi (Aut) Abbiamo sottoscritto questo disegno di legge come Gruppi facenti parte degli Autonomisti in quanto convinti che, pur non essendo uno strumento perfetto, è sicuramente migliorativo rispetto all'attuale.

Siamo stati sempre convinti assertori del sistema maggioritario e ci auguriamo che in futuro si possa arrivare a tale risultato.

Oggi purtroppo le condizioni esistenti in termini di rapporti numerici, 24 voti consiliari, non consentono la modifica della legge elettorale in tale senso.

Abbiamo avuto modo di assistere in passato, sia in questo Consiglio che all'esterno, a prese di posizione che secondo noi apparivano strumentali e demagogiche in quanto non tenevano conto della realtà attuale e che, se attuate, avrebbero portato certamente al muro contro muro con la conseguenza di andare alle prossime elezioni con l'attuale legge elettorale.

Dobbiamo inoltre fare rilevare, e qui faccio riferimento a quanto diceva il Consigliere Tibaldi, che pur non avendo la possibilità di approvare una legge elettorale in senso maggioritario, non esistono divieti od impedimenti di sorta che vadano verso l'aggregazione e la presentazione di liste omogenee.

Noi abbiamo costituito un gruppo che si presenterà alle prossime elezioni regionali - ci auguriamo almeno di avere la possibilità di farlo - con una lista unica, quindi non vedo dove sia il problema. Se qualcuno ritiene di avere affinità con altri, non deve fare altro che aggregarsi e presentare liste uniche avendo sicuramente la possibilità di rappresentanza senza quel rischio che paventava il Consigliere Tibaldi.

Quando si parla di impossibilità di rappresentanza, mi sembra che sia in quest'aula che fuori non si parli d'altro che della grande disgregazione che esiste in mezzo alle forze politiche e delle rappresentanze che sono stritolate, per cui l'opinione pubblica non è più in grado di avere un punto di riferimento e poi si vuole ancora mantenere quei margini o quegli sbarramenti che porterebbero ancora una volta alla disgregazione ed alla rappresentanza frantumata così com'è adesso.

Quindi, pur non avendo in questo momento la possibilità di avere un sistema maggioritario perché i numeri sono numeri, ci siamo sforzati di arrivare almeno ad una legge elettorale che fosse migliorativa di quella attuale, senza quei rischi che paventava il Consigliere Tibaldi.

Come Autonomisti non abbiamo voluto rimanere arroccati su posizioni che potevano apparire strumentali e ci siamo adoperati per apportare alla proposta di legge una serie di emendamenti per renderla il più possibile funzionale e rispettosa delle entità più piccole.

Fra gli altri riteniamo che l'emendamento più significativo che è stato proposto dal nostro gruppo sia quello riferito alla Comunità Walser.

A questo riguardo ci sono state delle proposte in passato, ma anche qui con il muro contro muro non si è mai riusciti a fare una proposta operativa concreta che desse alla Comunità Walser la possibilità di avere una propria rappresentanza. Erano stati proposti diversi sistemi, ma sempre con il discorso riferito al rapporto numerico non si era mai giunti ad alcun risultato.

D'altra parte questo si è verificato anche per la legge elettorale, di cui da molto tempo si discute in I Commissione, ma con le posizioni del muro contro muro si è arrivati in questo Consiglio ognuno con la propria posizione. Quindi vorrei che si prendesse atto dello sforzo che è stato fatto da alcune forze per poter almeno arrivare a questo strumento che non è uno strumento perfetto, ma che è sicuramente migliorativo di quello attualmente in vigore.

L'emendamento proposto dal nostro Gruppo accoglie in buona sostanza una richiesta formulata dalla Comunità Walser ed è teso a darle un rappresentante in seno al Consiglio regionale. Questo è anche il riconoscimento di una posizione già espressa in passato, il riconoscimento dello stato culturale, linguistico e storico di questa Comunità.

Ci potevano essere altri sistemi e altre proposte, ma che in questo momento non potevano trovare soluzione alcuna in quanto - come ripeto - le varie forze avevano opinioni e concetti diversi.

Président La parole au Vice-président Aloisi.

Aloisi (Aut) Non entrerò nel merito della dichiarazione politica che ha fatto il mio Vicecapogruppo, ma avendo sentito l'intervento del Consigliere Tibaldi mi è tornato in mente un vecchio adagio di Mao-Tse-Tung: "Sotto il cielo la confusione regna sovrana".

Consigliere Tibaldi, senza alcuna vena di polemica, vorrei solo rientrare in quella che è l'espressione di tutela della minoranza, quello che può essere un ragionamento di sistema elettorale maggioritario e quello che è il discorso del sistema elettorale proporzionale. Quando mi sono permesso in Commissione di sottoporre la proposta di lista apparentata, partivo dal ragionamento che la minoranza Walser aveva ed ha dignità di essere rappresentata in questo Consesso perché storicamente esiste come tale, quindi una minoranza etnico-culturale che ha radici lontane. E questo prescinde da quella che può essere la composizione numerica rispetto a quello che è lo sbarramento fissato per entrare in Consiglio regionale.

D'altra parte, se riportiamo il ragionamento su sistemi più ampi, secondo questo ragionamento la Valle d'Aosta non avrebbe addirittura nemmeno diritto ad una rappresentanza nel Parlamento nazionale. E, ancora, se ampliamo il ragionamento sul sistema maggioritario, ci accorgiamo che negli U.S.A. spesso e volentieri grandi percentuali di consensi poi non hanno la relativa rappresentatività a livello di Parlamento nazionale. Questo per dire che cosa? Sono stato un "maggioritario" convinto, oggi un po' meno perché se il concetto era quello di garantire la governabilità, se andiamo a vedere quello che sta avvenendo sullo scenario regionale, ci accorgiamo che non si può governare solo ed esclusivamente per effetto di decreti legge o di leggi.

È in crisi la Calabria, è in crisi il Molise, è in crisi la Campania, è in crisi la Puglia: queste sono regioni che hanno governato per due anni solo perché, se si fossero comportate in modo completamente diverso, avrebbero dovuto ricorrere alle urne. Ma questo non cambia il concetto della validità del sistema maggioritario, se lo intendiamo come un momento per cambiare la classe dirigente, per cambiare un sistema e un metodo che fino adesso può essere considerato non proficuo.

Aggiungo un'altra cosa: c'è uno Stato molto vicino a noi, la Germania, che non ha un sistema elettorale maggioritario, bensì un sistema elettorale proporzionale sbarrato dove il cancelliere regna sovrano e senza confusione - lì è il caso di dirlo - da 15 anni. Questo è il concetto di stabilità e di governabilità.

Volevo fare solo queste piccole precisazioni per distinguere il concetto fra minoranze, sistema proporzionale e sistema maggioritario, che credo fossero doverose anche se lei, ne sono sicuro, non ne avrebbe avuto bisogno.

Président La parole au Conseiller Ferraris.

Ferraris (GV-PDS-SV) Credo che sia ovvio dirlo, ma la legge elettorale è indubbiamente un passaggio importante per quanto riguarda questa Regione ed è un passaggio che riguarda, secondo me, sostanzialmente una questione che è quella del rapporto fra cittadini ed istituzioni, quindi la capacità o meno d'introdurre proposte che vadano in questa direzione e sappiano essere innovative oppure proposte che alla fine sono una sostanziale conservazione dell'esistente.

Da sempre abbiamo sostenuto il sistema maggioritario, che poi abbiamo anche sperimentato in questa Regione con risultati positivi - penso alle elezioni amministrative ultime - e il modello che proponevamo ricalcava questo tipo di impostazione, un'impostazione in cui i cittadini potessero contare di più sia nella scelta delle persone, quindi dei gruppi dirigenti e dei programmi, sia nella stessa composizione delle coalizioni perché credo che sia importante in Valle d'Aosta come nel resto dell'Europa - e vediamo che soprattutto in Europa questo si sviluppa - la possibilità dell'alternanza.

Sono d'accordo con chi dice che il sistema elettorale non è sicuramente la soluzione di tutti i problemi e di tutti i mali della politica, però un sistema elettorale può comunque aiutare nel senso della stabilità, della governabilità e dell'efficienza delle istituzioni. Qui venivano ricordate le crisi che ci sono nelle Regioni ordinarie, ma tutti ricordiamo le crisi che ci sono state nelle Regioni a Statuto speciale, dalla Sardegna che ha avuto i problemi che ha avuto al Friuli, dove non si riesce più a contare quanti governi sono cambiati, al Trentino eccetera, dove ci sono dei sistemi proporzionali simili al nostro.

Il Consigliere Bavastro ha teorizzato il superamento del voto referendario, ma credo che al fondo del voto referendario del ?91 e del ?93 ci fosse una volontà dei cittadini di contare di più e credo che questa questione sia rimasta. Accolgo con favore il fatto che, per quanto riguarda il numero delle tre preferenze, l'Union Valdôtaine si tira fuori; ci sono altri che vogliono introdurre le tre preferenze, cosa che credo in questo tipo di legge sia una grossa caduta di stile, un grosso ritorno al passato, soprattutto se i proponenti sono coloro che ogni tanto ci ricordano che esiste un sistema di partitocrazia. Le tre preferenze sono il regno della partitocrazia, delle cordate, di tutte quelle cose che conosciamo e che non stiamo a ricordarci.

L'impostazione che abbiamo proposto è un'impostazione che sul piano dei numeri non passa, ciò non toglie che ci siano ancora alcune considerazioni da fare.

Il modello proposto è indubbiamente uno strano modello perché il sistema proporzionale è il sistema che dà il massimo di rappresentatività; visto che parliamo d'Europa, ci sono delle sentenze del Tribunale costituzionale tedesco che hanno stabilito che un sistema proporzionale con uno sbarramento superiore al 5 percento - è questo di cui si sta parlando qui, perché parliamo di un 5 - 7 percento - non è più un sistema proporzionale in quanto tale livello di sbarramento è incompatibile con il sistema proporzionale. D'altronde, il sistema cosiddetto maggioritario che proponiamo aveva uno sbarramento naturale al 4 percento, quindi era decisamente inferiore a questa soglia di conseguenza, da questo punto di vista, credo che questa legge palesi un'evidente contraddizione.

Si parla di aggregazione delle forze politiche: mi auguro che questo avvenga, ma credo che oltre a questo sia necessario offrire anche una garanzia di governabilità e di stabilità e questo tipo di legge su questo terreno non offre assolutamente alcuna garanzia ma, siccome dobbiamo anche guardare all'evoluzione che c'è nel nostro Paese, soprattutto nelle Regioni alpine che guardano all'Europa, dobbiamo sapere che sia nel Friuli sia a Trento e Bolzano si sta parlando in questi giorni di andare ad una riformulazione della legge elettorale che consenta la possibilità di avere dei premi di maggioranza.

In questa situazione rischiamo di essere una Regione che va in controtendenza rispetto a regioni che hanno degli elementi in comune con la nostra realtà. Per questo motivo riteniamo che la legge sia insufficiente; apprezziamo la proposta che è stata fatta per la Comunità Walser e anche l'ipotesi di ridurre al 40 percento i voti necessari per avere rappresentanti di questa Comunità perché questo significa concretamente una possibilità di utilizzo di questa legge, però riteniamo che ci siano degli elementi tali che non consentano per quanto ci riguarda un voto positivo.

Non siamo favorevoli a questa legge e ne ho appena spiegato i motivi, quindi il nostro rimane un giudizio negativo. La Regione aveva una possibilità di innovazione, non l'ha voluta cogliere, speriamo che in futuro un qualcosa cambi, ma sicuramente sarà un futuro che verrà dopo il ?98.

Si dà atto che, dalle ore 11,04, presiede il Vicepresidente Aloisi.

Presidente Ha chiesto la parola il Consigliere Chiarello.

Chiarello (RC) Intanto voglio dire che non si possono mettere insieme dei gruppi per legge cioè, se dei gruppi hanno delle visioni politiche diverse, è inutile fare qualsiasi legge che li obblighi a mettersi insieme ed abbiamo visto cosa è successo alla Camera, dove mi sembra che ci siano 37-38 gruppi.

Sono d'accordo con coloro che hanno detto che questa legge è un pasticcio perché non è né una legge proporzionale né una legge maggioritaria, questa volta purtroppo sono d'accordo con Ferraris...

(... ilarità dell'Assemblea...)

... un maggioritario prevedeva... no, sulla legge elettorale ho detto... dato che non siamo per il maggioritario, non siamo tanto meno per il doppio turno, questa volta devo dire che il Consigliere Ferraris ha ragione quando dice che qualsiasi maggioritario prevede in sé uno sbarramento al 4 percento, quindi le minoranze vengono rappresentate anche in un sistema maggioritario. Non lo sono altrettanto con questo sistema.

Si sbandiera tanto che si vogliono salvaguardare le minoranze, Bavastro ne ha dato atto quando ha affrontato la questione dei Walser e io sono d'accordo con la soluzione proposta: mi va benissimo che i Walser abbiano un loro rappresentante perché il nostro Partito ha sempre difeso le minoranze. Vi dico questo, e non vorrei essere frainteso, ma anche nei sondaggi sembra che Rifondazione non abbia problemi, cioè potrei dire: abbiamo il 3 percento, siamo lì che ci attacchiamo ai vetri... ed invece no, quando si hanno dei principi si difendono sempre perché, se si è intenzionati a tenere una linea di comportamento penso che le ambiguità non servano.

Dico questo perché, nonostante le varie rassicurazioni che non si superava il 5 percento, esce una legge dove non è scritto da nessuna parte quale sia la percentuale; ho interpellato dei costituzionalisti che mi hanno chiesto quant'è la percentuale, ho detto che forse è il 5,71 percento. È la prima legge che dice queste cose e, come è stato già detto, coloro che si interessano di questi temi dicono che una legge proporzionale al di sopra del 5 percento non è più da considerarsi proporzionale, diventa peggiore di un maggioritario. E allora è inutile parlare poi di proporzionale e di difesa delle minoranze quando serve ed è già stato detto da Tibaldi questo.

Per le minoranze Walser che qui si difendono, il rappresentante, se passerà quest'emendamento del 40 percento, Tibaldi, dovrà avere un quorum di voti ancora più basso perché il 40 percento di 1200-1300 votanti sono 500-550 voti. Questa persona verrà eletta con 500 voti giustamente perché rappresenta la minoranza Walser e la minoranza comunista la minoranza liberale non verrà eletta se arriva magari a 4490 voti perché gliene mancano 10 per arrivare al quorum, al doppio quorum. Non sono minoranze quelle che vengono escluse con il doppio quorum? A questo proposito mi riservo di portare due emendamenti.

La legge regionale delle altre regioni difende molto meglio le minoranze e difende molto meglio anche la governabilità perché c'è un 20 percento di premio di governabilità a fronte di un 80 percento di proporzionale.

Allora qui ci laviamo la bocca con la difesa delle minoranze e poi facciamo una legge dove, secondo me, il blocco è a due, ma quasi sicuramente qualcuno starà fuori per pochi voti e qualcun altro ne prenderà tre per pochi voti con i resti perché è talmente vicina questa soglia... insomma è talmente alta che con i gruppi che si costituiranno non si potrà più parlare in questa Regione di minoranze.

Un'altra considerazione riguarda le preferenze, si dice che si vuole andare verso quello che ha detto l'elettorato, si cerca cioè di interpretare l'elettorato che, come sostiene Parisi, non riesce più ad identificare i suoi rappresentanti ma l'elettorato, se vuole identificare i gruppi, vota solo un gruppo, se veramente vuole. Invece vediamo che l'elettorato vota Ppi, Rifondazione e quant'altro, allora vogliamo andare noi ad insegnare all'elettorato come deve votare? Mi sembra che i cittadini siano abbastanza coscienti da poter esprimere un voto però, mentre si va incontro all'elettorato per dargli un quadro più chiaro di come si vuole fare passare questa legge, nei confronti dello stesso elettorato che voleva - come sembrava - una preferenza, si portano le preferenze da due a tre.

Consigliere Parisi, l'elettorato non lo possiamo rispettare solo quando ci fa comodo: o lo rispettiamo sempre o non lo rispettiamo mai. Preannuncio che presenterò due emendamenti a questa legge.

Presidente Ha chiesto la parola il Consigliere Florio.

Florio (VA) La legge elettorale costituisce sempre un passaggio delicato nel rapporto fra l'elettorato attivo e quello passivo, nella costruzione della rappresentanza politico-amministrativa all'interno delle istituzioni.

In questo senso in questi anni, nel nostro Paese, ma anche in Valle d'Aosta, soprattutto a seguito dei risultati referendari, si era percepita la necessità di una modificazione della legge elettorale regionale soprattutto perché sembrava chiaro..., secondo noi era chiara la richiesta che veniva avanzata dall'elettorato attivo di contare maggiormente più direttamente rispetto alle scelte delle alleanze di governo e quindi della concreta attuazione delle politiche amministrative.

Questa richiesta, che è stata essenzialmente rappresentata dall'enorme voto favorevole nei confronti della scelta di un sistema maggioritario, è vero che è stata espressa in rapporto alla rappresentanza parlamentare nazionale, come ha detto il Consigliere Bavastro, ma rappresentava anche un obiettivo, una tendenza, un'affermazione che sicuramente andava oltre rispetto all'istituzione parlamentare, formulando anche valutazioni in ordine al più complessivo sistema di rappresentanza. Com'è possibile sostenere che dei risultati di quel referendum è possibile non tenere alcun conto, considerato che il suo riferimento era costituito dal Parlamento nazionale? Ci sembra quanto meno un'affermazione superficiale, un po' leggera, quanto meno affrettata. Noi crediamo invece che quell'affermazione così consistente, presente sia nella città di Aosta come nei paesi più piccoli, costituisse una specifica, precisa richiesta di contare maggiormente nella determinazione delle scelte. Ed è allora su questa prospettiva che sin dalla costituzione della maggioranza che si è chiusa ieri, che sin dalle prime riunioni fra le forze politiche seguite alle elezioni regionali del ?93, chiedemmo con forza che parte importante del programma della maggioranza fosse l'impegno a costruire un'ipotesi di nuova legge elettorale per l'elezione del Consiglio regionale che tenesse conto di due obiettivi. E ovviamente, trattandosi di costruire un meccanismo legislativo non facile ci si era limitati ad individuarli questi due obiettivi senza definire pregiudizialmente il sistema elettorale, ritenendo che nella definizione di quei due obiettivi fosse condensato il significato profondo dell'indispensabile riforma della legge elettorale per il Consiglio regionale.

I due obiettivi erano: rivendicare, garantire al cittadino che costituisce l'elettorato attivo il diritto-dovere di scegliere la maggioranza che lo deve governare, le persone che rappresentano responsabilmente tale maggioranza, il programma che queste persone si impegnano ad attuare nella legislatura che si va ad inaugurare. Ci sembrava con questo di ribadire la correttezza del rinvio al cittadino della scelta di prima mano in questo senso.

Il secondo obiettivo era costituito da una altrettanto indispensabile necessità di garantire la governabilità per l'intero arco della legislatura che si andava a prendere.

Questi due obiettivi erano chiaramente espressi nel programma della maggioranza del 30 giugno ?93, così come vennero sostanzialmente ribaditi nell'anno successivo, nel documento che sancì la verifica che seguì nell'autunno del ?94.

Da allora la discussione fra le forze politiche - e credo anche all'interno delle singole forze politiche - su questo problema è andata sicuramente avanti e oggi arriva al vaglio finale, ma l'impressione che abbiamo avuto è che sia andata avanti malvolentieri, con accelerazioni improvvise e con altrettanti improvvisi rallentamenti, con una sorta di diffidenza diffusa, con una vischiosità nell'analisi politica, nelle decisioni che si sarebbero poi dovute prendere che è andata via via aumentando.

Evidentemente il timore di ciò che sarebbe potuto accadere mettendo mano a questo meccanismo indispensabile che regola la rappresentanza all'interno di quest'aula, sollevava timori, contraddizioni, posizioni contrapposte, probabilmente anche trasversali alle singole forze politiche e quindi non solo fra le forze politiche, creando poi anche univocità di posizioni fra forze che sedevano in maggioranza e forze che sedevano all'opposizione.

Noi sin dall'inizio, con chiarezza, abbiamo detto che eravamo per un sistema maggioritario. Lo abbiamo detto sempre, a chiare lettere, perché ritenevamo che quel sistema costituisse la migliore garanzia per assicurare il rispetto dei due obiettivi che ho illustrato, senza perderne di vista un altro, studiando opportunamente il meccanismo di costruzione del sistema maggioritario che avremmo potuto istituire per questa nostra Regione e che era quello della garanzia della rappresentatività all'interno di quest'aula di posizioni politiche sufficientemente consistenti che consentisse di garantire la presenza in quest'aula della discreta ricchezza di posizioni politiche presenti nella società valdostana.

E questo era possibile farlo interamente e su questo abbiamo continuato ad insistere sin dalle prime battute dei lavori della I Commissione a cui era stato demandato il lavoro di coordinare la raccolta ufficiale delle posizioni delle singole forze politiche, non solo presenti in quest'aula ma anche presenti nella società valdostana, ma qui non rappresentate. Ma, ed è già stato detto da altri colleghi, intorno a quest'ipotesi si è verificata l'impossibilità di raccogliere la maggioranza qualificata necessaria e, a seguito della risoluzione succeduta alla precedente discussione su questo tema, è scaturita la proposta di disegno di legge che oggi discutiamo che è una proposta zoppicante, pasticciata. È una proposta che rabbercia esigenze che sono quelle che ho appena finito di illustrare senza però riuscire ad avere il coraggio di fare le affermazioni che avremmo preferito fossero state fatte.

Allora che fare? Rischiare di andare a votare ancora con la legge elettorale per l'elezione del Consiglio regionale che in questo momento è in vigore? A noi sembra che quella sarebbe la soluzione peggiore. Sicuramente si deve andare a correggere quella legge elettorale, i cui risultati finali non crediamo sarebbero positivi e quindi diamo un giudizio positivo comunque per il passo avanti fatto, nel senso che comunque questo disegno di legge costituisce un passo in avanti. Certo è che comprende al suo interno equivoci inammissibili e per quanto ci riguarda sono sostanzialmente due.

Il primo è il passaggio dalla possibilità di indicare due preferenze alla possibilità di indicarne tre; vorremmo sentire a chiare lettere qual è stata la forza politica che ha posto alla stessa UV la richiesta della presenza di questa modificazione visto che, come ha già detto il Consigliere Ferraris, l'UV sostiene di non essere stata portatrice di questa richiesta o di non esserlo stata in modo così fermo. Vorremmo saperlo perché allora potremmo avere un'altra chiave di lettura per capire il perché di questo ritorno al passato ovvero il perché di una così consistente, colossale, incredibile smentita nei confronti delle richieste avanzate dall'elettorato valdostano che andava in senso completamente diverso. Quest'aspetto ci vede assolutamente contrari e presenteremo un emendamento all'articolo 4, 1° comma, per il ritorno delle preferenze massime definibile nel numero di due.

L'altro aspetto che ci vede molto perplessi - e personalmente molto preoccupato - è tutto il ragionamento che viene fatto per garantire la rappresentanza alla minoranza Walser.

Ci sembra un sistema sicuramente molto pasticciato, pericoloso per i suoi sviluppi futuri ed ingiustificato - per quel che mi riguarda, almeno personalmente - ponendo a base della rappresentatività politica all'interno del Consiglio regionale il filo rosso: etnico, linguistico, culturale? Non si capisce.

Questo modo di affrontare il problema della rappresentatività politica all'interno di un'assemblea legislativa non mi vede assolutamente favorevole, per certi versi mi fa temere di una logica rispetto alla quale non sono disposto ad incamminarmi, mentre rivendico la rappresentatività della politica, il diritto-dovere di essere presenti all'interno di quest'aula e di quest'Assemblea, di garantire la possibilità di essere presenti.

Mi chiedo, oltre a pormi i ragionamenti che già sono stati fatti da Chiarello ed altri in rapporto ai numeri, che pure evidenziano l'ingiustificabilità del tipo di rappresentanza che ne verrebbe fuori: un seggio con 500 voti, neanche un seggio con 4800, non riconoscendo dignità ad un'opzione politica che viene manifestata, strutturata, che si presenta ai cittadini e che decide di essere sottoposta al loro vaglio, nei confronti invece di una sanzione quasi divina, quasi "unta" dall'alto che garantisce ipso facto la presenza all'interno delle istituzioni.

Mi chiedo, dicevo, quale potrebbe essere poi la reazione di altre realtà territoriali di questa nostra Regione che pure storicamente hanno avuto un modo di essere amministrativo all'interno di questa Valle parzialmente diverso dal resto della restante Valle. Mi riferisco alla Valdigne, che da decenni non ha rappresentanti all'interno di quest'aula. In questo momento ne ha uno, il Consigliere Rocchio, residente a Courmayeur, ma per un evento che non è collegato al conteggio dei voti, è legato ad un fatto fortuito e anche doloroso.

Ebbene, quali sono i motivi con i quali diciamo alla Comunità della Valdigne che non ha diritto di avere alcun rappresentante? Forse che dal punto di vista economico, della ricchezza del dibattito culturale, del numero delle comunità, della complessità delle attività che vi si svolgono, questa Comunità non avrebbe diritto di essere qui rappresentata? Certo che lo avrebbe. Qual è allora il meccanismo che modifica l'atteggiamento che si deve tenere nei confronti della Comunità Walser rispetto a quello che si deve tenere nei confronti della Comunità montana della Valdigne?

Seguiremo con attenzione il dibattito e trarremo le conclusioni. Certo è che il commento finale non può che essere molto perplesso; ci lascia un po' l'amaro in bocca la fine di questa vicenda. Avremmo voluto, perché sarebbe stato possibile che così avvenisse, che questo Consiglio regionale e le forze politiche che qui siedono esprimessero maggiore coraggio politico, maggiore lungimiranza nel futuro, maggior coraggio di correre dei rischi come forze politiche, come rappresentanti che qui sediamo delle singole forze politiche. Credo che avremmo fatto in quel caso un ottimo servizio alla comunità valdostana. Così temiamo che, pur tentando di fare un passo in avanti, si rischi di non modificare radicalmente il rapporto fra l'elettorato passivo e quest'aula.

Presidente Ha chiesto la parola il Consigliere Piccolo.

Piccolo (ADP-PRI-Ind) La posizione politica della Fédération Autonomiste sull'argomento oggetto di dibattito odierno era già stata espressa in occasione del Consiglio del 22 gennaio e in documenti ufficiali che erano stati presentati a suo tempo alla I Commissione. Vorrei però qui riprendere alcune considerazioni fatte in quell'occasione ed aggiungerne delle altre.

Il nostro Gruppo e le forze politiche che esso rappresenta al suo interno hanno responsabilmente discusso e si sono confrontate con amici, elettori e simpatizzanti, fino a giungere non dico a una conclusione, ma ad una riflessione approfondita su quanto e come potrebbe essere penalizzata una realtà politica e culturale come quella della Valle d'Aosta da un meccanismo elettorale che, proprio in una Regione che dovrebbe esaltare la particolarità e la diversità, si cali dall'alto sui cittadini, un meccanismo di scelta che tenda ad omogeneizzare più che a valorizzare gli individui, o a quella centralità dell'uomo, più volta condivisa all'interno di questo Consiglio in occasione dei dibattiti sul bilancio di previsione.

Argomento anche questo discusso in occasione della nostra Assemblea costituente dell'aprile ?97.

Ribadiamo che in Valle d'Aosta è necessario costruire una forte area autonomista, moderata e moderna nei programmi di sviluppo economico che non si appiattisca sulle formule astratte che ci vengono propinate dai mass media nazionali.

In conclusione, quando abbiamo sostenuto come forza politica il sistema maggioritario - correva l'anno 1993 -, le attuali formule che esistono a livello nazionale, espressione di questo sistema, ancora non esistevano.

Ora che esistono, visto il loro funzionamento, siamo preoccupati che la Valle d'Aosta un domani possa essere governata da coalizioni che nei loro programmi non hanno mai sfiorato le problematiche delle Regioni a Statuto speciale. E l'esito della Bicamerale è un esempio: la Bicamerale docet.

In buona sostanza, riteniamo che si giochi qui la partita fondamentale per la Valle d'Aosta e, visto che non siamo degli ingenui e neanche degli sprovveduti, non crediamo a tutta questa buona fede, a questo buonismo, a quest'etichetta di nuovismo rappresentata dai paladini del maggioritario.

E siamo arrivati ad una conclusione. La scelta del nostro Gruppo consiliare è verso il sistema proporzionale che preveda un consistente sbarramento per poter essere rappresentati in Consiglio regionale e che anche in tempi successivi dia gli strumenti ai cittadini per poter scegliere il Presidente della Giunta e i componenti dell'Esecutivo.

Riteniamo che in questa fase storica sia la scelta più giusta ed equilibrata per la Valle d'Aosta. Un'alta percentuale di sbarramento per l'ingresso in Consiglio tende a raggiungere l'obiettivo positivo di semplificare il quadro politico in Consiglio regionale, evitando la presenza di gruppi, gruppuscoli o addirittura liste familiari, salvaguardando contemporaneamente la rappresentanza di una pluralità di interessi, che è una componente importante e caratterizzante di una peculiarità e di una specificità della Valle d'Aosta, oltre che essere d'accordo sulla proposta delle tre preferenze che secondo noi risponde di più alla volontà degli elettori valdostani. E qui aggiungiamo anche il nostro voto favorevole alla proposta della rappresentanza della minoranza Walser.

La Fédération Autonomiste non si è mai preoccupata delle astratte minacce di dittatura delle forze autonomiste, ma è piuttosto preoccupata di un'omogeneizzazione del ruolo trainante delle forze autonomiste rispetto alle formule politiche costruite altrove.

In conclusione riteniamo che il meccanismo della legge elettorale per l'elezione del Consiglio Valle non sia assolutamente un appuntamento irrilevante dal punto di vista politico, anzi, lo riteniamo uno snodo determinante per come sarà governata la Valle d'Aosta nei prossimi decenni.

Quindi la nostra più che una scelta tecnicistica è una scelta di campo, che dice no alle formule politiche che vanno di moda a livello nazionale, ma che sottolinea anche l'importanza, l'esigenza e la necessità - forse mai come adesso - della costruzione di una forte aggregazione moderata autonomista con programmi economici di sviluppo moderni, attenti ai bisogni ed alle esigenze dei ceti medi e produttivi, che sono e saranno la spina dorsale dell'economia della Valle d'Aosta che - al di là delle parole e degli slogan - vuole avere un ruolo all'interno di un'Europa che si sta costruendo.

Concludo con queste considerazioni e ribadisco che comunque siamo disponibili ad un ampio confronto con le altre forze politiche per un approfondimento serio e non superficiale, come supporto ad una decisione importante per il futuro della Valle d'Aosta. Esprimo, ovviamente, voto favorevole alla proposta di cui sono anche un sottoscrittore.

Presidente Ha chiesto la parola il Consigliere Mostacchi.

Mostacchi (UV) Sia ben chiaro che non voglio fare il difensore d'ufficio della minoranza etnica e linguistica Walser, ma penso che sia doveroso fare alcune considerazioni.

Forse Tibaldi, Chiarello e Florio sono giovani, non hanno vissuto esperienze vecchie, quelle che si sono vissute subito dopo la guerra. Io ero un ragazzo di 10-15 anni, ma me le ricordo per averle vissute parzialmente.

Noi allora ci siamo battuti per avere una rappresentanza a Roma e abbiamo ottenuto il collegio uninominale proprio grazie al riconoscimento della nostra minoranza etnica e linguistica. E non è questione di numeri: è questione di principi!

Poi, per quello che dite voi: che sono sufficienti 500 voti per eleggere un rappresentante, non è vero. Questo è un discorso capzioso e fuorviante perché, se avete letto la legge elettorale, dovete sapere che bisogna avere sempre il doppio quorum per avere un eletto. Se la lista Walser o il suo apparentamento non ottiene il doppio quorum, non c'è né rappresentante Walser né rappresentante della lista regionale, questa è la realtà. Ce ne vogliono 500 in più e non che sono sufficienti 500. Bisogna essere realisti nelle cose. Se poi il 5,71 è troppo alto, questo è un discorso diverso che non ha niente a che vedere con la rappresentanza etnica e linguistica.

Inviterei questo Consiglio a battersi di più. Noi chiediamo, e penso che tutti siano d'accordo, un rappresentante europeo proprio come riconoscimento, nuovamente, di minoranza etnica e linguistica valdostana o francofona. Siete contro o siete a favore?

Presidente Ha chiesto la parola il Consigliere Linty.

Linty (LNPIAP) Dal dibattito emerso questa mattina ho sentito parlare spesso di minoranza Walser. Credo che il termine più giusto sia popolo Walser, altrimenti si corre il rischio di identificare la Comunità Walser con una sorta di riserva indiana, dove abitano persone completamente diverse dalle altre.

A chi si oppone o comunque manifesta dubbi sul diritto di questo popolo di avere un rappresentante in seno a questo Consesso, vorrei ricordare che la presenza dei Walser in questa Regione risale al XII° secolo e che non stiamo parlando di comunità di recente costituzione. Non è solo un'espressione geografica la Comunità montana Walser, assolutamente; ha delle caratteristiche che la differenziano dal resto della Regione, basti pensare alla lingua, all'architettura, alle tradizioni.

Sicuramente sarebbe stato più giusto un collegio unico per mandare in questo Consiglio un rappresentante Walser, ma ciò non è stato possibile, quindi si è optato per la formula che avesse i voti necessari per poter comunque garantire una loro rappresentanza.

Venendo alla legge elettorale nel suo complesso, credo che questa legge porti con sé sostanzialmente tre punti positivi. Inizio subito dal più contestato che è quello delle preferenze.

La Lega Nord - questo per rispondere al Consigliere Florio, che prima aveva chiesto quale forza politica le tre preferenze -, quando venne interpellata dal Presidente della I Commissione, non dichiarò nessun tipo di preferenza; la cosa ci lasciava indifferenti perché, così come si è arrivati al numero di tre, si garantisce comunque una maggiore libertà democratica all'elettore. Nessuno obbliga gli elettori valdostani ad esprimere tre preferenze, non è scritto da nessuna parte nella legge che i Valdostani sono obbligati a scrivere sulla scheda tre preferenze. C'è chi ne vuole esprimere una sola? Ne esprime una sola. C'è chi non ne vuole esprimere nessuna? Contrassegnerà la lista e basta. Non vedo dove stia tutto questo problema dell'una, delle due o delle tre preferenze. Ci sono tre righe, la gente, quando andrà a votare, sarà libera di scrivere un nome, due nomi, tre nomi, nessun nome, oppure crociare il simbolo elettorale, quindi non vedo dove sia questo grande problema sulle preferenze.

In merito allo sbarramento richiesto, certamente lo sbarramento contribuisce a semplificare la composizione dei gruppi consiliari. Abbiamo affrontato il problema anche in Commissione per il regolamento per quanto riguarda la composizione dei gruppi consiliari e tutti hanno convenuto sul fatto che, purtroppo, nel corso di questa legislatura ci si è trovati di fronte a gruppi cambiati, a nuovi gruppi entrati. Credo che lo sbarramento a due seggi sia quanto meno una garanzia per quanto riguarda la composizione dei gruppi.

È vero, ci sono delle leggi elettorali proporzionali in vigore in Europa che hanno uno sbarramento più basso, mi riferisco a quella tedesca, ad esempio, ma lì parliamo del Bunderstag, lì parliamo di laender, dove il più piccolo ha un numero di votanti che si aggira sui 450-500mila. Sicuramente abbassare il quorum a loro garantirebbe la semplificazione, questo per una semplice moltiplicazione di numeri.

Vi è poi il discorso del sistema utilizzato. Con un sistema maggioritario a mio modo di vedere la città di Aosta l'avrebbe fatta da padrone, 40mila abitanti... praticamente il Consiglio regionale sarebbe stato deciso dagli elettori della città di Aosta, questo è fuori di dubbio, o si creavano dei collegi diversi o altrimenti la città di Aosta avrebbe fatto la parte del leone in questo caso avrebbe comunque potuto incidere in maniera molto determinante sulla composizione di questo Consiglio.

Non credo che sia possibile fare un paragone fra la rappresentanza del popolo Walser con quella di qualunque altra valle laterale o centrale o in alto o in basso della Valle d'Aosta, non credo che stia in piedi il confronto e le motivazioni sono fondamentalmente diverse.

Credo che questa legge elettorale sia provvisoria, o almeno me lo auguro; ho sentito parlare di desideri di avere eletto l'Esecutivo da parte del popolo - che mi pare cosa giusta - sul modello della Svizzera. L'ho già detto più volte in quest'aula e prendo spunto da questa legge per ripeterlo: per arrivare a tanto è necessario addivenire a questa famosa separazione dei poteri. Finché non arriviamo lì, finché ogni legge che arriva in quest'aula, o meglio: finché il 99 percento delle leggi che arrivano in quest'aula vengono proposte dall'Esecutivo, tanto vale fare un'elezione separata.

Per questo, secondo me, questa è una legge del tutto provvisoria, che in qualche modo migliora le cose per quello che oggi ci troviamo davanti però, è necessario che tutte le forze politiche inizino a pensare a separare questi poteri come le grandi democrazie fanno e per fare questo ci vuole innanzitutto la volontà di cominciare a discutere di queste cose.

Quando avremo l'organo legislativo separato dall'organo esecutivo, quello sarà il momento in cui la nostra Regione veramente marcerà ad una velocità molto più sostenuta verso il futuro. E quello sarà il momento di rivedere la legge elettorale, non potremo utilizzare certo questa legge per un sistema istituzionale di quel tipo.

Quindi, ripeto, non credo che esista la minoranza valdostana o la minoranza Walser, sono tutti e due popoli con la loro dignità altrimenti, se seguiamo questa linea di ragionamento, dobbiamo parlare della minoranza italiana nel mondo, cioè dobbiamo mantenere il metro di misura per tutte le comparazioni.

Dal mio punto di vista è necessario riconoscere a questo popolo una sua rappresentanza. Ripeto, era più giusto un collegio unico, che avrebbe legittimato in modo più forte la presenza di un consigliere, ma questo non è stato possibile, mi pare che il relatore lo abbia scritto nella sua relazione. Prendo atto del fatto che questo non è stato realizzabile comunque, mi sembra che l'accordo che è stato trovato già garantisca questo diritto.

Presidente Ha chiesto la parola il Consigliere Perrin Joseph César.

Perrin G.C. (UV) Malheureusement, en intervenant après plusieurs autres collègues, je devrai forcément me répéter et répéter ce que d'autres déjà ont affirmé, mais je crois que pour raison de clarté il est bien d'intervenir.

L'Union Valdôtaine était partie, quant aux problèmes de la révision de la loi électorale, sur une position qui était beaucoup plus ample et qui allait beaucoup plus en avant de ce que nous affrontons aujourd'hui. Nous étions pour une révision complète du système avec une séparation nette entre l'organe législatif, le Conseil régional, et l'organe exécutif, le Gouvernement régional. Cela cependant nécessitait une révision du Statut et nous ne pouvons donc en ce moment que nous mouvoir dans la direction établie par le Statut même.

Si on veut donner dignité à ce Conseil, comme plusieurs forces politiques le réclament, ce n'est qu'à travers cette séparation que l'on peut obtenir: un Conseil qui devient le vrai organe législatif, laissant l'administration au Gouvernement régional. Nous avons plusieurs exemples en Europe, nous en avons un qui est tout près de nous: la Suisse, où cette séparation démontre de pouvoir fonctionner.

Cela n'étant pas possible, nous avons dû nous contenter d'une modification dans la ligne qui nous est permise par le Statut. Ici deux options pouvaient se présenter: un système majoritaire ou un système proportionnel.

La Ière Commission a été confrontée longuement sur cet argument et il n'y a pas eu la possibilité de dégager une majorité sur l'un ou sur l'autre de ces systèmes. Ce n'est qu'à travers cette résolution présentée au Conseil et les rencontres qui ont fait suite à la résolution même qu'on a pu trouver cette majorité qualifiée de 24 voix nécessaires à toute modification de loi sur un projet qui, selon la résolution, va dans le sens du système proportionnel.

Nous pourrions ici débattre longuement sur quel des deux systèmes est le meilleur. D'un côté on a indiqué le système majoritaire parce qu'il est le système qui fait participer les citoyens aux choix. En ayant beaucoup de confiance dans l'électeur valdôtain, je crois que l'électeur valdôtain participe toujours, n'importe quel soit le système proposé, aux choix. Et n'oublions pas que la participation à travers le système majoritaire est toujours relative parce qu'il y a quand même des préliminaires à la présentation des listes, à la formation des coalitions, à la formulation d'un programme qui ne sont pas faits par les citoyens eux-mêmes, sinon indirectement à travers les forces politiques. Ce sont les forces politiques qui déterminent des coalitions, qui font des programmes, qui présentent des candidats même avec le système majoritaire et donc c'est en définitive là un faux argument celui de la complète participation des citoyens.

Et d'ailleurs, même à travers un système proportionnel, les électeurs peuvent déjà savoir au préalable dans quelle direction ira la force politique qu'on va choisir, aussi parce que, à travers le système majoritaire, les programmes sont beaucoup spécifiques à chaque force politique et donc à plus forte raison les électeurs se retrouvent dans l'une ou dans l'autre de ces forces.

Nous n'avons donc aucune crainte d'avoir fait le choix du système proportionnel, qui donne la possibilité d'une présence à ces forces politiques qui ont une base suffisamment solide même à travers le barrage du double quorum et cela évite d'un côté cet émiettement que nous avons connu dans le passé, mais surtout que des listes souvent personnelles bâties sur l'intérêt personnel avec un minimum de voix - je le répète, nous l'avons vu dans le passé - puissent accéder à ce Conseil, non pour représenter les intérêts collectifs, mais pour représenter des intérêts bien limités.

Nous sommes donc d'accord sur ce barrage qui va simplifier le cadre politique et peut importe le fait que dans d'autres pays l'on considère que le barrage supérieur à 5 pour cent ne représente plus une vraie élection avec un système proportionnel. Le Conseil régional est autonome et doit s'exprimer selon la réalité valdôtaine, non en regardant à d'autres réalités.

Si nous regardons à d'autres réalités, nous devons fermement repousser le système majoritaire - dans lequel plusieurs forces politiques ont cru dans le passé - face à la situation italienne où à chaque instant il y avait des élections politiques anticipées et chaque année et demie on demande à l'électeur de s'exprimer. Quel a été le résultat? Le résultat n'a pas été meilleur qu'avant, soit au niveau de l'Etat, où une majorité existe, mais avec mille compromis, avec toujours plus un croisement entre un pôle et l'autre parce qu'autrement on ne ferait rien du tout et avec la multiplication au Parlement des groupes politiques.

Les Régions italiennes à Statut ordinaire, qui ont adopté forcément un système majoritaire, sont soumises après les deux ans expirés, deux ans dans lesquels elles ne pouvaient pas faire de crise, autrement il y avait la dissolution du Conseil, ces Régions se sont retrouvées dans la même situation d'avant et nous voyons que ces Régions, dont les Conseils ont été élus à travers un système majoritaire, entrent en crise l'une après l'autre à l'expiration de ces deux ans.

Donc nous sommes convaincus d'avoir fait un choix qui ne sera pas nuisible à la Vallée d'Aoste et on ne peut pas dire qu'uniquement le système majoritaire assure la stabilité de cette Région.

Je crois que ce sont les forces politiques, c'est leur cohérence, c'est leur volonté qui assure cela, autrement il n'y a aucun système qui nous garantit.

Un système majoritaire oblige des forces politiques à se coaliser en bloc, donc à se présenter ensemble à l'électorat, mais ce système ne contraint pas les élus de ces forces à respecter ensuite cette coalition. Les exemples italiens au niveau central et au niveau régional le démontrent.

Même avec le système proportionnel l'Union Valdôtaine a toujours assuré la stabilité et nous demandons que les autres forces politiques s'assument cette responsabilité pour assurer, après la création d'une majorité, la stabilité en Vallée d'Aoste.

L'Union Valdôtaine quant aux préférences n'avait pas indiqué une option plutôt qu'une autre, mais là aussi je voudrais rappeler qu'il s'agit toujours du choix des candidats parce qu'il n'y a là aussi aucun système qui garantit. Je ne crois pas que le passage de deux à trois préférences peut être considéré un retour en arrière ou un retour à la partitocratie, un retour aux possibilités de cordée parce que je ne vois aucune différence entre deux préférences et trois préférences ou quatre préférences. Mais je peux dire qu'avec une préférence non plus on n'assure pas l'électorat parce que c'est vrai qu'on évitera la cordée parce qu'on est seul, mais on peut permettre au plus charlatan d'accéder à ce Conseil, ou au plus déshonnête, à celui qui a des moyens financiers d'accéder à ce Conseil. Et donc il n'y a pas de garantie là non plus...

(... commenti in Assemblea...)

... ceux qui disent qu'avec trois préférences on permet cela à trois déshonnêtes c'est parce qu'ils veulent mettre en liste trois déshonnêtes...

(... ilarità dell'Assemblea...)

... l'Union Valdôtaine ne le fera pas. Donc nous donnons notre consentement à cette proposition aussi, qui ne découle pas de notre volonté, mais qui a été demandé pour d'autres et, puisque pour obtenir la majorité relative il faut demander d'un côté et céder de l'autre, nous cédons là-dessus. Nous n'avons pas la crainte de le dire.

Pour ce qui est de la prétendue contradiction de cette loi, je ne la voix pas parce qu'on ne peut pas faire un mixte entre la Communauté Walser - ou "peuple" Walser comme Linty préfère l'appeler - et les forces politiques, si on croit à la nécessité d'existence, de développement d'une culture, d'un peuple qui a sa langue et sa particularité.

D'autres l'ont dit, nous l'avons toujours fait, en demandant le Collège Walser, ce parallélisme entre Communauté Walser et Vallée d'Aoste. Et comme nous demandons que la Vallée d'Aoste puisse être présente au Parlement italien et au Parlement européen au-delà du nombre de ses citoyens, nous demandons pour les Walser ce même droit.

Autre chose est pour les forces politiques. Les forces politiques, qui ont une consistance suffisante, pourront être présentes même avec ce barrage du double quorum, mais non à l'émiettement à l'extrême.

Quant aux Walser, là aussi il y a eu des fausses affirmations, d'autres l'ont déjà dit, de façon particulière Mostacchi: ce n'est pas que la Communauté Walser puisse entrer avec 500 voix, être représentée dans ce Conseil avec un nombre réduit de voix, tandis qu'on exclut la liste qui n'obtiendrait pas le double quorum.

La liste Walser pour avoir un élu directement doit obtenir le double quorum, dans ce cas elle aura même deux élus. Le candidat Walser sera présent parce qu'une autre force politique renonce à une place et c'est là la grande différence! C'est un sacrifice d'une force politique qui croît dans l'existence et le développement d'une petite Communauté telle que celle Walser, qui renonce à l'un de ses élus pour faire accéder le représentant Walser. Donc il n'y a pas de contradiction dans cette loi.

Pour toutes ces raisons notre vote à ce projet de loi est positif et nous repousserons tous les amendements proposés, sauf celui proposé par le rapporteur, qui découle des contacts eus avec les représentants de la Communauté Walser elle-même, qui en premier temps avait accepté 50 plus 1 pour cent, mais qui s'était trompée sur le calcul de ce pourcentage et qui a demandé de descendre à 40 pour cent. Pour ce qui nous concerne, nous serons bien volontiers d'accord de céder notre dernière place à un Walser qui aura obtenu ce seuil. Pour toutes ces raisons notre voix à ce projet de loi sera positive.

Si dà atto che, dalle ore 11,47, presiede il Presidente Stévenin.

Président La parole au Conseiller Marguerettaz.

Marguerettaz (Aut) Volevo fare due brevi considerazioni semplicemente perché questa proposta di legge nasce alcuni mesi fa con la firma dei Popolari per la Valle d'Aosta ed è antecedente alla decisione politica che i Popolari per la Valle d'Aosta hanno preso di dare vita alla coalizione degli Autonomisti.

Noi facciamo questo tipo di riflessione: una legge elettorale, richiedendo una maggioranza qualificata, richiede per sua natura una mediazione tra le varie forze politiche e da tutto ciò ne deriva un prodotto, che è quello che noi oggi siamo chiamati a votare.

Cosa ci ha condotti a presentare questo disegno di legge? È un'unica volontà direi: quella di vedere innanzitutto quali sono le aspettative che oggi in questa fase storica ci sono a livello dell'elettorato. La nostra forza politica aveva individuato un'importante aspettativa che era quella di una semplificazione del quadro politico. Credo che se oggi c'è un'aspettativa forte da parte dei Valdostani, è proprio quella di vedere semplificato un quadro politico, che fino a poco tempo fa vedeva sedere in quest'aula 11 gruppi consiliari. Credo che sia esperienza di tutte le forze politiche, tranne forse l'Union Valdôtaine, ma se non altro nei pourparlers che si hanno con le persone, constatare quanto la confusione regni sovrana tra l'elettorato valdostano. Quindi c'è necessità di una semplificazione e siamo certi che questa proposta di legge può raggiungere quest'obiettivo.

La seconda considerazione riguarda il discorso delle preferenze, altro punto che modifica l'attuale situazione. Questa è stata una decisione concordata, ma sulla quale mi permetto di fare due osservazioni.

Innanzitutto la posizione della nostra forza politica è stata chiara, condivisibile o meno, e consisteva nel dire che a nostro avviso la posizione meno logica in assoluto che poteva avere una legge elettorale era proprio quella delle due preferenze. Io non c'ero, ma chi fra voi colleghi era già presente nella scorsa legislatura non mi smentirà se dirò che queste due preferenze furono allora frutto di un compromesso.

Perché non ritenevamo opportuno le due preferenze? Perché non è "né carne, né pesce", come si dice: o la decisione andava verso la preferenza unica, per il discorso di evitare le cordate eccetera, oppure si dava la possibilità agli elettori di scegliere.

A fronte di questi due ragionamenti vorrei fare questa considerazione. C'è forse da tenere ben presente una domanda fondamentale per chiunque nella vita, ma in particolare per noi che sediamo qui dentro e cioè aver sempre ben presente la questione: è la legge che fa la morale o è la morale che fa la legge? Questa è una questione decisiva perché se alcuni di noi si illudono che la regola, una volta scritta, cambia la morale, allora credo che abbiano bisogno questi colleghi, se ci sono, di fare un certo tipo di percorso anche di vita.

Perché faccio questa riflessione? Perché la volontà di semplificare un quadro politico non nasce solo da una regola; sappiamo che ci sono delle forze politiche che predicano una necessità di semplificare, di unirsi, eccetera e poi contemporaneamente cercano di fare di tutto per presentarsi ancora da soli alle elezioni e coltivarsi il proprio orticello. Allora vedete che non è la regola che fa la morale. E per quanto ci riguarda, nel nostro piccolo, senza essere pretestuosi né tanto meno arroganti, il discorso che è partito con gli Autonomisti è stata la dimostrazione che prima ancora delle regole a noi interessava dare una risposta in questo senso.

La seconda considerazione è invece sulle preferenze. Anche qua credo che chi di voi segue la politica più di quanto la seguo io a livello nazionale abbia chiaro che la preferenza unica è nata in un contesto storico particolare in cui c'era necessità di cambiare le regole, ma contemporaneamente questa non è stata la panacea di tutti i mali, a questo proposito riporto un fatto che mi dicevano essersi verificato in diverse città capoluogo, ma non solo, delle altre regioni. Se la preferenza unica ha evitato il brutto fenomeno delle cordate, non è riuscita ad evitare, o per meglio dire ha permesso a chi all'interno di una lista aveva più disponibilità finanziarie, economiche, di rapporti con l'informazione e via di questo passo, di affermarsi a fronte degli altri candidati. Una situazione che - tutti voi condividerete - non è ancora giusta.

Da qui rendiamoci conto che il passo che facciamo oggi è importante, si variano alcune regole, noi crediamo in senso migliorativo, ma teniamo ben presente che il miglioramento della qualità della vita politica in Valle d'Aosta non dipende solo da questa legge, ma dipende dalla volontà di tutti noi.

Président S'il n'y a plus des conseillers qui demandent la parole, je déclare close la discussion générale.

On passe à l'examen du projet de loi. A l'article 1 il y a un amendement proposé par Monsieur Tibaldi et des amendements proposés par Monsieur Bavastro, dont je donne la lecture:

Emendamento L'articolo 1 è sostituito dal seguente:

1. L'articolo 6 della legge regionale 12 gennaio 1993, n. 3 (Norme per l'elezione del Consiglio regionale della Valle d'Aosta), già modificato dall'articolo 2 della legge regionale 11 marzo 1993, n. 13, è sostituito dal seguente:

"Articolo 6

(Liste dei candidati)

1. Le liste dei candidati devono comprendere ciascuna un numero di candidati non inferiore a diciotto e non superiore a trentacinque.

2. Le liste dei candidati devono essere sottoscritte dal presidente o segretario regionale dei partiti, movimenti o gruppi politici, ovvero da rappresentanti da loro indicati con mandato autenticato da notaio. Qualora tali organi non fossero previsti dai relativi statuti o per qualsiasi ragione non fossero in carica, la sottoscrizione può essere effettuata o il relativo mandato può essere conferito dal dirigente regionale del partito o del raggruppamento politico. La carica dei sottoscrittori deve essere comprovata con attestazioni dei rispettivi segretari o presidenti nazionali oppure con estratti autentici dei relativi verbali di nomina, nel caso di organizzazione locale. Il sottoscrittore della lista può essere compreso nell'elenco dei candidati. La lista dei candidati deve essere corredata dai moduli di cui all'articolo 7, comma 4, contenenti le firme di non meno di cinquecento e non più di ottocento elettori.

3. Per i partiti o gruppi politici che hanno avuto almeno un eletto nella legislatura in corso ed hanno costituito un gruppo consiliare esistente al momento della pubblicazione del decreto del Presidente della Giunta di convocazione dei comizi elettorali, e per quelli che, costituiti inizialmente in gruppo consiliare, hanno nel corso della legislatura mutato simbolo e denominazione, fatta eccezione per il gruppo misto, non è richiesta la presentazione delle cinquecento firme. Nessuna presentazione di firme è parimenti richiesta nel caso in cui la lista sia contraddistinta da un contrassegno composito, nel quale sia contenuto quello di un partito o gruppo politico esente dall'onere della raccolta di firme ai sensi del presente comma.

4. I nomi dei candidati devono essere elencati e contrassegnati con numeri arabi progressivi, secondo l'ordine di elenco, ai fini dell'espressione dei voti di preferenza.

5. La candidatura deve essere accettata con dichiarazione firmata ed autenticata da un notaio o da personale delle cancellerie e delle segreterie giudiziarie collocato nella settima qualifica funzionale e superiori o da un segretario comunale o altro funzionario incaricato dal sindaco. La dichiarazione di accettazione della candidatura deve contenere l'esplicita dichiarazione del candidato di non essere in alcuna delle condizioni previste dall'articolo 15, comma 1, della legge 19 marzo 1990, n. 55 (Nuove disposizioni per la prevenzione della delinquenza di tipo mafioso e di altre gravi forme di manifestazione di pericolosità sociale), come modificata dalla legge 18 gennaio 1992, n. 16. Per i cittadini residenti all'estero l'autenticazione della firma deve essere richiesta ad un ufficio diplomatico o consolare.

6. Di tutti i candidati deve essere indicato cognome, nome, luogo e data di nascita.

7. Nessun candidato può essere compreso in più liste.

Emendamenti Articolo 1

Nel comma 3 dell'articolo 6 della legge regionale 12 gennaio 1993, n. 3, l'espressione "la presentazione delle cinquecento firme" è sostituita con "alcuna sottoscrizione".

Nel comma 5 dell'articolo 6 della legge regionale 3/1993, l'espressione "come modificata" è sostituita con "come modificato".

Président La parole au Conseiller Tibaldi.

Tibaldi (Ind) Illustro velocemente il senso degli emendamenti che vado a presentare, come avevo già annunciato in sede di discussione generale.

Naturalmente sono emendamenti strettamente collegati fra loro, in particolare il primo con il secondo, il terzo con il quarto, il quinto, il sesto e il settimo, poi l'ottavo e il nono per conto proprio.

Innanzitutto il senso di questi emendamenti va nella direzione di introdurre un sistema maggioritario secco nella nostra Regione che tenda al bipolarismo, che non riproduca le imperfezioni che già abbiamo potuto verificare nella cosiddetta legge Mattarellum applicata in sede parlamentare e dove effettivamente quella quota proporzionale ha inficiato la validità del sistema che venne proposto nel ?92.

Questo sistema maggioritario, che è in particolare contenuto nell'articolo 8, prevede una ripartizione dei 35 seggi del Consiglio regionale in questo modo: 21 alla lista che ottiene la maggioranza relativa dei consensi, quindi c'è un premio di maggioranza, per cui qualunque forza o coalizione ottenga la maggioranza relativa dei consensi nell'ambito del collegio unico elettorale ne ha a disposizione 21, la maggioranza assoluta, il 60 percento dei seggi presenti in quest'aula. Questa formula di premio di maggioranza garantisce naturalmente quella stabilità, quell'autorevolezza e quell'efficienza oltre che responsabilità di governo, nella coalizione che è stata direttamente investita dal popolo a votare attraverso l'urna quella determinata lista.

D'altro canto salvaguarda anche la rappresentatività attribuendo il restante 40 percento dei seggi, in particolare 14, e in maniera assolutamente proporzionale con il metodo D'Hondt, fra le altre liste con la classica divisione della cifra elettorale per i numeri progressivi da 1 in avanti, quindi il 40 percento dei seggi verrebbero ripartiti secondo questo criterio.

Analogamente a questo sistema si introduce il cosiddetto criterio della preferenza unica che è stato tanto criticato in una serie di interventi che sono stati fatti di recente. Ritengo che il ragionamento sulla preferenza unica collegato al discorso fatto in particolare dal Consigliere Perrin sulla disonestà o sulla disponibilità finanziaria sia riproducibile anche per la tripla preferenza o la quadrupla o la seconda. Sinceramente non riesco a capire questo ragionamento così univoco nei confronti della preferenza unica, che non sia estensibile alla tripla o quadrupla preferenza.

Il ragionamento che è stato fatto mi sembra pretestuoso: perché vale per quella unica e non vale per quelle multiple? Anzi, possiamo dire che per le preferenze multiple vale in una comunità che ha delle dimensioni umane così piccole e limitate il controllo del voto.

In una Regione, dove la dimensione umana è numericamente bassa ed invece il numero dei seggi proporzionalmente è elevato, sappiamo che con la tripla preferenza, al di là del discorso delle cordate - ripudiabile come dicevano più o meno tutti -, vale il discorso della possibilità del controllo del voto. Questo è invece un fatto di palese disonestà che anzitutto va contro un principio della Costituzione, dove si propende per la segretezza del voto; il sistema della preferenza multipla è stato fortemente criticato nel periodo storico in cui il patto Segni portava avanti in maniera efficace ed energica il discorso della preferenza unica, tant'è che venne accettato a larga maggioranza dagli Italiani.

Quindi una serie di emendamenti contenuti in questa proposta che ho fatto si riferiscono alla preferenza unica perché gli articoli della legge elettorale del ?93 che fanno riferimento alla possibilità per un elettore di esprimere più preferenze, allora erano due, sono diversi. In particolare sono il 17, il 34, il 35, il 40 e il 41 quindi, sono 5 articoli che sono concatenati fra loro e fanno riferimento alla possibilità di esprimere un certo numero di preferenze, 2 nel 1993. Quindi la modifica di uno implica la modifica automatica anche degli altri, di conseguenza l'accoglimento del primo o la decadenza del primo implica rispettivamente l'accoglimento o la decadenza di quelli che sono logicamente concatenati.

Président On vote l'amendement du Conseiller Tibaldi à l'article 1:

Presenti: 33

Votanti: 18

Favorevoli: 1

Contrari: 17

Astenuti: 15 (Aloisi, Chenuil, Chiarello, Collé, Dujany, Ferraris, Florio, Lanièce, Lanivi, Mafrica, Parisi, Piccolo, Riccarand, Rocchio e Squarzino)

Il Consiglio non approva

Président On vote les amendements du Conseiller Bavastro à l'article 1:

Presenti: 35

Votanti: 30

Favorevoli: 29

Contrari: 1

Astenuti: 5 (Chiarello, Florio, Mafrica, Riccarand e Squarzino)

Président On vote l'article 1 dans le texte amendé:

Articolo 1 1. L'articolo 6 della legge regionale 12 gennaio 1993, n. 3 (Norme per l'elezione del Consiglio regionale della Valle d'Aosta), già modificato dall'articolo 2 della legge regionale 11 marzo 1993, n. 13, è sostituito dal seguente:

"Articolo 6

(Liste dei candidati)

1. Le liste dei candidati devono comprendere ciascuna un numero di candidati non inferiore a diciotto e non superiore a trentacinque.

2. Le liste dei candidati devono essere sottoscritte dal presidente o segretario regionale dei partiti, movimenti o gruppi politici, ovvero da rappresentanti da loro indicati con mandato autenticato da notaio. Qualora tali organi non fossero previsti dai relativi statuti o per qualsiasi ragione non fossero in carica, la sottoscrizione può essere effettuata o il relativo mandato può essere conferito dal dirigente regionale del partito o del raggruppamento politico. La carica dei sottoscrittori deve essere comprovata con attestazioni dei rispettivi segretari o presidenti nazionali oppure con estratti autentici dei relativi verbali di nomina, nel caso di organizzazione locale. Il sottoscrittore della lista può essere compreso nell'elenco dei candidati. La lista dei candidati deve essere corredata dai moduli di cui all'articolo 7, comma 4, contenenti le firme di non meno di cinquecento e non più di ottocento elettori, fatto salvo quanto disposto dal comma 10.

3. Per i partiti o gruppi politici che hanno avuto almeno un eletto nella legislatura in corso ed hanno costituito un gruppo consiliare esistente al momento della pubblicazione del decreto del Presidente della Giunta di convocazione dei comizi elettorali, e per quelli che, costituiti inizialmente in gruppo consiliare, hanno nel corso della legislatura mutato simbolo e denominazione, fatta eccezione per il gruppo misto, non è richiesta alcuna sottoscrizione. Nessuna presentazione di firme è parimenti richiesta nel caso in cui la lista sia contraddistinta da un contrassegno composito, nel quale sia contenuto quello di un partito o gruppo politico esente dall'onere della raccolta di firme ai sensi del presente comma.

4. I nomi dei candidati devono essere elencati e contrassegnati con numeri arabi progressivi, secondo l'ordine di elenco, ai fini dell'espressione dei voti di preferenza.

5. La candidatura deve essere accettata con dichiarazione firmata ed autenticata da un notaio o da personale delle cancellerie e delle segreterie giudiziarie collocato nella settima qualifica funzionale e superiori o da un segretario comunale o altro funzionario incaricato dal sindaco. La dichiarazione di accettazione della candidatura deve contenere l'esplicita dichiarazione del candidato di non essere in alcuna delle condizioni previste dall'articolo 15, comma 1, della legge 19 marzo 1990, n. 55 (Nuove disposizioni per la prevenzione della delinquenza di tipo mafioso e di altre gravi forme di manifestazione di pericolosità sociale), come modificato dalla legge 18 gennaio 1992, n. 16. Per i cittadini residenti all'estero l'autenticazione della firma deve essere richiesta ad un ufficio diplomatico o consolare.

6. Di tutti i candidati deve essere indicato cognome, nome, luogo e data di nascita.

7. Nessun candidato può essere compreso in più liste.

8. Ciascuna delle liste di candidati eventualmente presentate da partiti o gruppi politici espressi dalla minoranza walser può collegarsi, agli effetti dell'assegnazione dei seggi prevista dagli articoli 50, 51 e 52, con altra lista presentata da partito o gruppo politico. A tale scopo, nella dichiarazione di presentazione della lista, deve essere indicata la lista con la quale si intende effettuare il collegamento. Le dichiarazioni di collegamento fra le liste devono essere reciproche.

9. Le liste dei candidati di cui al comma 8 devono comprendere ciascuna un numero di candidati non inferiore a tre e non superiore a sei. I candidati devono essere residenti da almeno tre anni in uno dei comuni walser di cui al comma 10.

10. Le liste dei candidati di cui al comma 8 devono essere sottoscritte con le modalità di cui al comma 2 e corredate dai moduli di cui all'articolo 7, comma 4, contenenti le firme di almeno quaranta e non più di settanta elettori, iscritti nelle liste elettorali dei comuni di Issime, Gressoney-La-Trinité, Gressoney-Saint-Jean e Gaby."

Presenti: 35

Votanti: 31

Favorevoli: 27

Contrari: 4

Astenuti: 4 (Chiarello, Florio, Riccarand e Squarzino)

Président On vote l'article 2:

Presenti: 35

Votanti: 29

Favorevoli: 27

Contrari: 2

Astenuti: 6 (Chenuil, Chiarello, Ferraris, Florio, Riccarand e Squarzino)

Président L'amendement n° 2 proposé par le Conseiller Tibaldi est dépassé, étant donné que la proposition du Conseiller Tibaldi à l'article 1 n'a pas été votée; j'en donne quand même la lecture:

Emendamento Dopo l'articolo 2 si aggiunge l'articolo 2/bis:

Articolo 2/bis

1. La lett. a) del comma 1 dell'articolo 9 della legge regionale 3/1993 è sostituito dal seguente:

"a) verifica se le liste sono state presentate nei termini, corredate dal numero di firme prescritte e comprendono un numero di candidati non inferiore a ventuno; dichiara non valide le liste che non corrispondono a queste condizioni e riduce al limite prescritto quelle contenenti un numero di candidati superiore al numero dei consiglieri da eleggere, cancellando gli ultimi nomi".

Président On vote l'article 3:

Presenti: 35

Votanti e favorevoli: 28

Astenuti: 7 (Chenuil, Chiarello, Ferraris, Florio, Mafrica, Riccarand e Squarzino)

Président Après l'article 3 il y a un amendement proposé par le Conseiller Tibaldi, dont je donne la lecture:

Emendamento Dopo l'articolo 3 si aggiunge l'articolo 3/bis.

Articolo 3/bis

1. Il comma 3 dell'articolo 17 della legge regionale 3/1993 è sostituito dal seguente:

"3. Accanto a ogni singolo contrassegno è tracciata una linea orizzontale sulla quale l'elettore ha facoltà di esprimere la preferenza per il candidato della lista votata. Sono vietati altri segni o indicazioni".

Président On vote l'amendement:

Presenti: 35

Votanti: 10

Favorevoli: 1

Contrari: 9

Astenuti: 25 (Agnesod, Aloisi, Chenuil, Chiarello, Collé, Dujany, Ferraris, Florio, Lanièce, Lanivi, Lavoyer, Linty, Louvin, Mafrica, Marguerettaz, Parisi, Perron, Riccarand, Rocchio, Squarzino, Stévenin, Vallet, Vicquéry, Viérin Dino e Viérin Marco)

Il Consiglio non approva

Président Il y a un autre amendement, proposé par Monsieur Tibaldi, qui est substitutif de l'article 4:

Emendamento L'articolo 4 è sostituito dal seguente:

Articolo 4

1. L'articolo 34 della legge regionale 3/1993 è sostituito dal seguente:

"Articolo 34

(Voti di lista e di preferenza)

1. Una scheda valida rappresenta un voto di lista.

2. L'elettore può manifestare la preferenza esclusivamente per un candidato della lista da lui votata.

3. Il voto di preferenza si esprime scrivendo con la matita copiativa, nell'apposita riga tracciata a fianco del contrassegno di lista votata, il nome e cognome o solo il cognome del candidato preferito, compreso nella lista medesima. In caso di identità di cognome tra candidati, deve scriversi sempre il nome e cognome e, ove occorra, data e luogo di nascita. È possibile indicare il numero arabo corrispondente a colui che si voglia votare.

4. Qualora il candidato abbia due cognomi, l'elettore nel dare la preferenza può scriverne uno dei due. L'indicazione deve contenere, a tutti gli effetti, entrambi i cognomi quando vi sia possibilità di confusione fra i candidati.

5. È inefficace la preferenza per un candidato compreso in una lista diversa da quella votata.

6. Se l'elettore non abbia indicato alcun contrassegno di lista ma abbia scritto la preferenza per un candidato compreso in una lista, s'intende che abbia votato la lista alla quale appartiene il preferito.

7. Se l'elettore abbia segnato più di un contrassegno di lista, ma abbia scritto la preferenza per un candidato appartenente ad una soltanto di tali liste, il voto è attribuito alla lista cui appartiene il candidato indicato.

8. Le preferenze espresse in eccedenza al numero stabilito al comma due sono nulle.

9. Sono vietati altri segni o indicazioni".

Président On vote l'amendement:

Presenti: 35

Votanti: 2

Favorevoli: 1

Contrari: 1

Astenuti: 33 (Agnesod, Aloisi, Bavastro, Bionaz, Borre, Chenuil, Chiarello, Collé, Dujany, Ferraris, Florio, Lanièce, Lanivi, Lavoyer, Linty, Louvin, Mafrica, Marguerettaz, Mostacchi, Parisi, Perrin C., Perrin G.C., Perron, Piccolo, Riccarand, Rini, Rocchio, Squarzino, Stévenin, Vallet, Vicquéry, Viérin Dino e Viérin Marco)

Il Consiglio non approva

Président Il y a un amendement proposé par le Conseiller Chiarello, dont je donne la lecture:

Emendamento L'articolo 4 viene sostituito con:

"L'elettore può manifestare la preferenza per i candidati della lista da lui votata e può esprimere una sola preferenza".

Président La parole au Conseiller Chiarello:

Chiarello (RC) In base a quello che ha detto il Consigliere Perrin volevo dire che, siccome dovremmo mettere in lista tutti i disonesti perché gli altri vanno nelle altre liste, noi cerchiamo di bloccare per fare sì che almeno vengano votati uno per volta...

(... ilarità dell'Assemblea...)

... cioè cerchiamo di evitare le cordate. Una volta si parlava di cordate, invece adesso siamo tutti diventati santerelli. Ho sentito dire che tanto qui siamo tutti onesti, invece nella nostra piccola comunità è successo un po' di tutto.

Proponevo quest'emendamento nell'ottica di rispettare un referendum.

C'è stato un referendum, noi diciamo sempre di volerne rispettare l'esito, ma poi facciamo un'altra cosa ed invece di stringere allarghiamo: mi sembra che non sempre rispettiamo la volontà delle persone.

Président La parole au Conseiller Perrin Joseph César.

Perrin G.C. (UV) Chiarello, moi je n'ai pas dit que les honnêtes sont tous d'un côté et les déshonnêtes de l'autre, mais je suis convaincu d'une chose, que dans la liste de Rifondazione Comunista il y aura au moins un honnête, Vittorino Chiarello.

(... l'Assemblea all'unisono dice: bravo, bravo!...)

Presidente In verità quest'emendamento era decaduto perché dice la stessa cosa di quello di Tibaldi, comunque è meglio votarlo.

On vote l'amendement proposé par Monsieur Chiarello:

Presenti: 35

Votanti e favorevoli: 5

Astenuti: 30 (Agnesod, Aloisi, Bavastro, Bionaz, Borre, Chenuil, Collé, Dujany, Ferraris, Lanièce, Lanivi, Lavoyer, Linty, Louvin, Mafrica, Marguerettaz, Mostacchi, Parisi, Perrin C., Perrin G.C., Perron, Piccolo, Rini, Rocchio, Stévenin, Vallet, Vicquéry, Viérin Dino, Viérin Marco e Voyat)

Il Consiglio non approva

Président Il y a l'amendement proposé par les Conseillers Florio et d'autres, toujours à l'article 4:

Emendamento Nell'articolo 4, comma 1, l'espressione "il numero massimo delle preferenze è di tre" è sostituito dalla seguente "il numero massimo delle preferenze è di due".

Président On vote l'amendement:

Presenti: 35

Votanti: 9

Favorevoli: 8

Contrari: 1

Astenuti: 26 (Agnesod, Aloisi, Bavastro, Bionaz, Borre, Collé, Dujany, Lanièce, Lanivi, Lavoyer, Linty, Louvin, Marguerettaz, Parisi, Perrin C., Perrin G.C., Perron, Piccolo, Rini, Rocchio, Stévenin, Vallet, Vicquéry, Viérin Dino, Viérin Marco e Voyat)

Il Consiglio non approva

Président On vote l'article 4:

Presenti e votanti: 35

Favorevoli: 27

Contrari: 8

Président Les amendements du Conseiller Tibaldi à l'article 4, c'est-à-dire les nouveaux articles proposés 4/bis, 4/ter et 4/quater, sont échoués. J'en donne la lecture:

Emendamenti Dopo l'articolo 4 si aggiunge l'articolo 4/bis.

Articolo 4/bis

1. L'articolo 35 della legge regionale 3/1993 è sostituito dal seguente:

"Articolo 35

(Ulteriori modalità per l'indicazione della preferenza)

1. L'indicazione della preferenza può essere fatta scrivendo invece del cognome il numero con il quale è contrassegnato nella lista il candidato preferito. Tale preferenza è efficace purché sia compresa nello spazio posto a fianco del contrassegno votato.

2. Se l'elettore non abbia indicato alcun contrassegno di lista, ma abbia espresso la preferenza mediante numero nello spazio posto a fianco di un contrassegno, s'intende che abbia votato la lista alla quale appartiene il contrassegno medesimo.

3. La preferenza espressa in numero è nulla se ne derivi incertezza; tuttavia è valida agli effetti dell'attribuzione del voto di lista a norma del comma due.

4. È nulla la preferenza nella quale il candidato non sia designato con la chiarezza necessaria a distinguerlo da ogni altro candidato della stessa lista. É, altresì, nulla la preferenza per un candidato compreso in una lista diversa da quella votata".

Dopo l'articolo 4/bis si aggiunge l'articolo 4/ter.

Articolo 4/ter

1. Il comma 3 dell'articolo 40 della legge regionale 3/1993 è sostituito dal seguente:

"3. Uno degli scrutatori, designato a sorte, estrae dall'urna in successione ogni scheda, la dispiega e la consegna al Presidente, il quale proclama ad alta voce il contrassegno della lista votata e, ove occorra, il numero progressivo della lista per la quale è dato il voto e il cognome del candidato al quale è attribuita la preferenza; passa quindi la scheda ad altro scrutatore che insieme con il segretario prende nota del numero dei voti di ciascuna lista e dei voti di preferenza".

Dopo l'articolo 4/ter si aggiunge l'articolo 4/quater.

Articolo 4/quater

1. Il comma 2 dell'articolo 41 della legge regionale 3/1993 è sostituito dal seguente:

"2. È considerato valido, intendendosi votata la lista alla quale appartiene il candidato preferito, il voto espresso senza l'indicazione del contrassegno di lista ma con la sola espressione non equivoca della preferenza di un candidato appartenente alla medesima lista".

Président On vote maintenant l'article 5:

Presenti: 35

Votanti e favorevoli: 28

Astenuti: 7 (Chenuil, Chiarello, Ferraris, Florio, Mafrica, Riccarand e Squarzino)

Président A l'article 6 il y a l'amendement du Conseiller Tibaldi, dont je donne lecture:

Emendamento L'articolo 6 è sostituito dal seguente:

Articolo 6

1. L'articolo 50 della legge regionale 3/1993 è sostituito dal seguente:

"Articolo 50

(Determinazione del numero dei seggi spettanti a ciascuna lista)

1. Compiute le operazioni di cui all'articolo 49, l'ufficio elettorale regionale, con l'assistenza degli esperti di cui all'articolo 8, comma 2:

a) determina la cifra elettorale di ciascuna lista: la cifra elettorale di lista è data dalla somma dei voti validi di lista, compresi quelli di cui all'articolo 49, comma 1, lett. b), ottenuti da ciascuna lista nelle singole sezioni del collegio.

b) attribuisce ventuno seggi alla lista che ha ottenuto la maggiore cifra elettorale;

c) ripartisce proporzionalmente i restanti quattordici seggi fra le altre liste, dividendo la cifra elettorale di ciascuna lista successivamente per 1, 2, 3, 4... sino a concorrenza del numero dei seggi da assegnare e quindi scegliendo, tra i quozienti così ottenuti, i più alti, in numero eguale a quello dei seggi da assegnare, disponendoli in una graduatoria decrescente. A ciascuna lista vengono attribuiti tanti seggi quanti sono i quozienti ad essa appartenenti compresi nella graduatoria. A parità di quoziente, nelle cifre intere e decimali, il seggio è attribuito alla lista che ha ottenuto la maggiore cifra elettorale e, a parità di quest'ultima, per sorteggio".

Président On vote l'amendement:

Presenti: 35

Votanti: 18

Favorevoli: 1

Contrari: 17

Astenuti: 17 (Aloisi, Chenuil, Chiarello, Collé, Dujany, Ferraris, Florio, Lanièce, Lanivi, Mafrica, Marguerettaz, Parisi, Piccolo, Riccarand, Rocchio, Squarzino e Viérin Marco)

Il Consiglio non approva

Président Il y a un amendement proposé par Monsieur Chiarello, dont je donne la lecture:

Emendamento All'articolo 6 il comma b) viene sostituito da:

"Il quoziente minimo per partecipare all'attribuzione dei seggi è pari al 4 percento dei voti validi".

Président La parole au Conseiller Chiarello.

Chiarello (RC) Faccio solo quest'intervento che vale anche come dichiarazione di voto. Devo ammettere che quello che ha detto Perrin prima, che non c'è sistema elettorale che tenga, è vero; che invece in Valle d'Aosta l'Union Valdôtaine è stata al di sopra del sistema elettorale, ha garantito lei la stabilità e speriamo che continui a garantirla, anche se....

(... ilarità dell'Assemblea...)

... no, ho riportato quello che ha detto il Consigliere Perrin, stavo finendo.

Volevo dire, speriamo che lasci spazio anche a qualcuno che dica qualcosa, non solo garantire il sistema ed occupare il potere completamente, ma lasci qualche briciolina agli altri. Da questa legge sembra che le briciole che lascia in giro l'Union Valdôtaine siano sempre più piccole.

Qualcuno ha detto: non rifacciamoci ad altri stati, però altri stati hanno provato e continuano ad andare avanti bene con questo sistema proporzionale che noi difendiamo e continuiamo a difendere. In altri stati è stato più volte ritenuto da diversi giudici che superare il 5 percento nel proporzionale sia una cosa al di fuori delle norme ed è per questo che ci battiamo contro questo quorum che riteniamo molto alto.

Il mio emendamento riporta il 4 percento, che ritenevamo fosse una quota valida di sbarramento e non permettesse l'accesso a quelle che si definiscono cordate, liste familiari o altro. Voglio solo ricordare che il 4 percento corrisponde sempre a 3000 voti e in Valle d'Aosta per fare 3000 voti ci vogliono diversi paesi messi insieme. Proprio per questo riteniamo, anche con l'esempio di altri stati, che sia una cosa valida e non una cosa campata in aria tanto per rompere le scatole. Però permettetemi di dire qualcosa rispetto ai Walser. In Commissione, quando si è parlato con i rappresentanti della Comunità Walser, mi è venuto spontaneo chiedere, a seguito di un'affermazione di un sindaco di un comune Walser che riaffermava per questa Comunità la necessità di avere in questo momento un suo rappresentante: "In questo momento sentite questa forte necessità proprio quando ci sono tre rappresentanti in questo Consiglio eletti in quella zona"?

Nessuno di questi tre rappresenta in pieno la Comunità Walser, non dico che sono Walser, ma che rappresentano in parte la Comunità Walser... non ho detto che la rappresentano in pieno, ma ho detto che ne hanno fatto parte almeno per periodi della loro vita, o hanno residenze in quella zona e vanno sovente davanti alle chiese a chiedere i voti in periodo elettorale, in quella Comunità e in quella zona geografica.

Allora se in questo momento mi si dice che si sente fortemente la necessità, vuol dire che è a prescindere dalla persona, cioè la persona anche se viene eletta lì, non sempre può rappresentare quella Comunità.

Come ho detto prima, e spero che Mostacchi non si sia riferito a me quando ha detto che bisogna difendere le minoranze, difendo anche quella Comunità; ho solo detto che lì si difende una minoranza mentre in questa legge poi le minoranze non si difendono più. Voterò contro questa legge...

Presidente ... voterà a favore dell'emendamento...

Chiarello (RC) ... volevo anche dire che faremo come Partito tutti i passi necessari per vedere se si riuscirà a bloccare questo tipo di legge, che per me è anticostituzionale.

Président On vote l'amendement proposé par Monsieur Chiarello:

Presenti: 35

Votanti: 8

Favorevoli: 1

Contrari: 7

Astenuti: 27 (Agnesod, Aloisi, Borre, Chenuil, Collé, Dujany, Ferraris, Florio, Lanièce, Lanivi, Louvin, Mafrica, Marguerettaz, Parisi, Perrin C., Perrin G.C., Perron, Piccolo, Riccarand, Rini, Rocchio, Squarzino, Tibaldi, Vallet, Vicquéry, Viérin Dino e Viérin Marco)

Il Consiglio non approva

Président On vote maintenant l'article 6:

Presenti: 35

Votanti: 32

Favorevoli: 27

Contro: 5

Astenuti: 3 (Florio, Riccarand e Squarzino)

Président A l'article 7 il y a un amendement du Conseiller Tibaldi, qui est échoué:

Emendamento L'articolo 7 è abrogato.

Président Il y a l'amendement proposé par Monsieur Bavastro, dont je donne la lecture:

Emendamento Articolo 7

Nella lett. d) del comma 1 dell'articolo 51 della legge regionale 3/1993, l'espressione "i gruppi di liste hanno" è sostituita con "il gruppo di liste ha" e l'espressione "più del cinquanta per cento" è sostituita con "il maggior numero e almeno il quaranta per cento".

Président On vote l'amendement:

Presenti: 35

Votanti: 31

Favorevoli: 30

Contrari: 1

Astenuti: 4 (Chiarello, Florio, Riccarand e Squarzino)

Président On vote l'article 7 dans le texte amendé:

Articolo 7 1. L'articolo 51 della legge regionale 3/1993 è sostituito dal seguente:

"Articolo 51

(Graduatoria dei candidati)

1. Stabilito il numero dei seggi assegnato a ciascuna lista, o gruppo di liste, l'ufficio elettorale regionale:

a) determina la cifra individuale di ogni candidato. La cifra individuale di ogni candidato è data dalla somma dei voti di preferenza validi ad esso attribuiti;

b) determina la graduatoria dei candidati di ciascuna lista, a seconda delle rispettive cifre individuali. A parità di cifre individuali, prevale l'ordine di presentazione nella lista;

c) determina la graduatoria dei candidati di ciascun gruppo di liste disponendoli in un'unica graduatoria secondo le rispettive cifre individuali, indipendentemente dalla lista cui appartengano;

d) qualora nessuno dei candidati delle liste di minoranza walser collegate sia compreso nella graduatoria dei posti ai quali il gruppo di liste ha diritto, viene assegnato un seggio a quella lista presentata ai sensi dell'articolo 6, comma 8, che abbia ottenuto, nei comuni di Issime, Gaby, Gressoney-La-Trinité e Gressoney-Saint-Jean, il maggior numero e almeno il quaranta per cento dei voti validamente assegnati a tutte le liste negli stessi comuni, attribuendo l'ultimo posto della lista con la quale è avvenuto il collegamento al candidato della lista della comunità walser collegata che abbia ottenuto la maggiore cifra individuale."

Presenti: 35

Votanti: 31

Favorevoli: 30

Contrari: 1

Astenuti: 4 (Chiarello, Florio, Riccarand e Squarzino)

Président On vote l'article 8:

Presenti: 35

Votanti: 31

Favorevoli: 30

Contrari: 1

Astenuti: 4 (Chiarello, Florio, Riccarand e Squarzino)

Président On vote l'article 9:

Presenti: 35

Votanti: 31

Favorevoli: 30

Contrari: 1

Astenuti: 4 (Chiarello, Florio, Riccarand e Squarzino)

Président On vote l'annexe A:

Presenti: 35

Votanti: 31

Favorevoli: 30

Contrari: 1

Astenuti: 4 (Chiarello, Florio, Riccarand e Squarzino)

Président On vote le projet de loi dans son ensemble:

Presenti e votanti: 35

Favorevoli: 27

Contrari: 8

Il Consiglio approva

Président A la Présidence est parvenue la lettre avec laquelle le Président du Gouvernement annonce les démissions de l'Assesseur Lévêque. En même temps déjà dans la journée d'hier étaient parvenues à la Présidence les démissions de deux Vice-Présidents et du Président de la Commission.

Pour examiner cette situation et pour voir comment procéder au déroulement des travaux, j'ai convoqué à 15h30 la réunion des chefs de groupe.

La seduta è tolta.