Resoconto integrale del dibattito dell'aula

Oggetto del Consiglio n. 2639 del 25 giugno 1997 - Resoconto

SEDUTA ANTIMERIDIANA DEL 25 GIUGNO 1997

OGGETTO N. 2639/X Acquisizione e distribuzione sul territorio di apparecchiature per interventi immediati in caso di malattie cardiovascolari. (Interrogazione)

Interrogazione Preso atto del fatto che la principale causa di decesso nell'età avanzata è unanimemente ascritta dalle associazioni mediche alla vasta gamma delle malattie cardiovascolari;

Considerato l'esiguo costo (circa 5 milioni per unità) e la facile installazione delle apparecchiature denominate "defibrillatori semiautomatici" (strumenti preziosi in grado di recuperare alla vita circa il 20 percento delle persone colpite da arresto cardiaco);

i sottoscritti Consiglieri regionali

Interrogano

l'Assessore competente per sapere se ritiene opportuno, in base a quanto sopra, dotare tutte le microcomunità ed eventuali strutture similari presenti sul territorio valdostano delle apparecchiature denominate "defibrillatori semiautomatici".

F.to: Lanièce - Rocchio

Presidente Ha chiesto la parola l'Assessore alla sanità e assistenza Sociale, Vicquéry.

Vicquéry (UV) Su questo tema vi riferisco qual è la situazione dei defibrillatori presenti in Valle d'Aosta in questo momento, al di là dell'aspetto puramente ospedaliero, in quanto riguarda il territorio. Ne abbiamo 5 acquistati nel ?95 nell'ambito dell'appalto che riguardava l'allestimento del "118", 1 acquistato nel ?96, 2 in fase di appalto e pertanto di prossimo acquisto.

In questo momento è presente un defibrillatore nel Poliambulatorio di Donnas e si sta predisponendo un corso di formazione e addestramento all'esercizio dell'attività di emergenza sanitaria per quanto riguarda i medici del servizio di continuità assistenziale, per intenderci le ex guardie mediche, perché si ritiene opportuno formarli prima di dare loro in mano uno strumento operativo che senza adeguata formazione non sarebbero in grado di utilizzare correttamente.

Faccio presente che da almeno 7-8 anni sono presenti in tutte le sedi di guardia medica cardiotelefoni. La proposta dell'iniziativa era stata avanzata all'epoca dal defunto dr. Devoti, che aveva anche speso molte energie per formare gli operatori. Purtroppo devo dire che a consuntivo l'uso dei cardiotelefoni è un uso molto ridotto da parte dei medici di continuità assistenziale così come dei medici di medicina generale, pur essendo uno strumento che serve sicuramente a ridurre la mortalità cardiaca.

Non vorremmo seguire l'esperienza dei cardiotelefoni anche per i defibrillatori. I tecnici che sono stati interpellati sostengono che i defibrillatori automatici o semiautomatici, che costerebbero comunque ben più di 4-5 milioni perché le cifre ipotizzate sono 18 milioni l'uno, devono essere dati in dotazione solo previa attenta e scrupolosa formazione.

Comunque nella logica dell'attività territoriale verranno prima di tutto utilizzati i defibrillatori nelle 4 sedi dei macrodistretti poliambulatoriali, poi si vedrà a seconda anche dell'evoluzione del sistema di continuità assistenziale, perché stiamo andando al superamento delle guardie mediche, verrà presentato in queste settimane in Giunta regionale un disegno di legge che tenta di organizzare in modo diverso il sistema di emergenza sul territorio.

Poi se questo disegno di legge avrà esito positivo, avremo un corpo medico che dovrà essere formato in Valle d'Aosta tramite corsi di aggiornamento e di formazione in emergenza, anestesia, rianimazione, cosa che purtroppo i medici di guardia medica non hanno, con problemi evidenti, perché il cittadino generalmente non è soddisfatto delle prestazioni dei medici di guardia medica. Noi speriamo molto nel risultato di quest'iniziativa della Giunta regionale: potremo tirare le conclusioni, spero, già entro la fine dell'anno in corso.

Comunque non si ritiene, per il momento, di assegnare i defibrillatori nelle microcomunità proprio per la complessità dell'uso, ma soprattutto perché dobbiamo andare per gradi e dobbiamo far passare una logica di continuità assistenziale, che significa di fatto che sia il medico di medicina generale, sia il medico di continuità assistenziale, sia lo specialista del 118 devono diventare un tutt'uno, in modo da potersi passare le informazioni, gli aggiornamenti e le conoscenze scientifiche che ognuno di loro possiede.

Presidente Ha chiesto la parola il Consigliere Rocchio.

Rocchio (RV) Ringraziamo l'Assessore per la spiegazione dataci riguardo all'utilizzo dei defibrillatori e comunque all'utilizzo del cardiotelefono. Volevo solo spendere una parola riguardo ai colleghi di guardia medica, il perché non veniva utilizzato o veniva sottoutilizzato il cardiotelefono. L'Assessore sa benissimo che comunque l'evento ischemico molte volte si positivizza solo dopo 24 ore dall'avvenuto infarto, per cui molte volte ci sono anche dei risvolti penali e molti colleghi preferivano inviare direttamente al nosocomio di Aosta onde evitare questi risvolti. Anche perché abbiamo visto che non solo l'elettrocardiografo evidenzia un avvenuto infarto dopo 24 ore, ma molte volte gli stessi esami ematochimici si positivizzano dopo alcune ore dall'evento.

Volevo ringraziare l'Assessore per quanto ha detto in merito a questa logica assistenziale, in cui si deve collaborare di più fra medico di base, specialista e medico di guardia medica. Si spera, vista la tipologia del nostro territorio, dico questo per riallacciarmi al discorso fatto prima riguardo al 118, ovviamente non tutti gli operatori possono partecipare visto il numero elevato di questi, però vista la tipologia del nostro territorio sarebbe opportuno avere dei punti cardine dove alcuni fra i maestri di sci, non solo, ma soprattutto le Forze dell'ordine possano intervenire in modo adeguato.

Ringraziamo l'Assessore e i colleghi per la risposta; ci riteniamo soddisfatti per quanto ha detto.