Oggetto del Consiglio n. 2360 del 19 dicembre 2001 - Resoconto
OGGETTO N. 2360/XI Situazione dei centri traumatologici operanti sul territorio. (Interpellanze)
Interpellanza Preso atto delle sollecitazioni e richieste provenienti dalle località turistiche di alta montagna tendenti ad ottenere il potenziamento e l’aumento dei Centri di Traumatologia sul territorio;
il sottoscritto Consigliere regionale
Interpella
la Giunta regionale e l’Assessore competente per conoscere:
1) qual è la situazione attuale dei Centri Traumatologici esistenti sul territorio valdostano sul piano organizzativo e dell’efficienza dei servizi resi alla collettività valdostana e turistica;
2) perché l’U.B. di Traumatologia Territoriale non è più coordinata da un medico ortopedico e i motivi per i quali è stato sostituito l’ortopedico che se ne occupava;
3) se e quali centri saranno aperti nel prossimo futuro;
4) se e quali iniziative intende adottare per il potenziamento del servizio sopra richiamato.
F.to: Beneforti
Interpellanza Premesso che:
- il Piano Socio Sanitario per il triennio 2002-2004 ribadisce l’importanza della territorializzazione della Sanità;
- nell’ambito di tale principio l’Assessore ha accolto nel Piano le richieste formulate da Forza Italia relativamente alla valorizzazione di centri traumatologici;
Appreso che:
- da ottobre la traumatologia territoriale non dispone più di sede propria;
- che l’atto aziendale dell’USL riassorbe nell’ambito ospedaliero tale U.B.;
- che la direzione USL avrebbe "congelato temporaneamente" la struttura della traumatologia territoriale, sopprimendo in conseguenza ogni coordinamento dei centri stessi;
il sottoscritto Consigliere regionale
Interpella
l’Assessore alla Sanità per sapere:
1) se ritenga le scelte dell’USL relativamente alla traumatologia territoriale compatibili con le indicazioni del Piano Socio Sanitario e funzionali alla loro gestione;
2) se nell’imminente stagione sciistica verranno aperti i preannunciati centri traumatologici di Ayas e Gressoney;
3) con quali risorse professionali verrà garantita la gestione dei centri traumatologici e quali sorti ha avuto il bando di cui alla deliberazione USL n. 524 del 26/02/01;
4) qual è la situazione in organico dell’U.B. di ortopedia e traumatologia.
F.to: Frassy
Président La parole au Conseiller Beneforti, pour la présentation de l’interpellation dont au point 16 à l’ordre du jour.
Beneforti (PVA-cU) La mia illustrazione sarà breve, perché le domande contenute nell’interpellanza sono chiare e precise. Devo dire che quando sono venuti ad informarmi sull’andamento dei centri traumatologici esistenti sul territorio, mi sono andato a rileggere cosa prevedeva in tal senso il Piano sociosanitario precedente ed anche quello attuale. Nell’attuale piano si afferma che, oltre al mantenimento dei livelli qualitativi raggiunti, c’è la volontà di potenziare i centri stessi, ma vista la spesa da sostenere, si dice, occorre passare da una situazione di efficacia ad alto costo ad una situazione a minor costo, purché della stessa efficacia. A ciò si arriverà, si dice, tramite un’opera di razionalizzazione degli interventi, il recupero delle spese sostenute per prestazioni effettuate a non residenti e quindi il recupero di crediti da mobilità attiva e, infine, tramite una campagna di educazione degli utenti e dei medici, in merito al corretto impiego del servizio stesso.
Assessore, responsabilizziamo pure i medici, avviamo pure le campagne di informazione dell'utenza, predisponiamo pure le procedure per il recupero totale dei crediti da mobilità attiva, ma non rallentiamo l’impegno verso il potenziamento di questo servizio decentrato. Ricordo che in partenza erano due o tre i centri traumatologici aperti: c’erano Courmayeur, Pila e La Thuile, poi se ne sono aggiunti altri; questa è comunque una domanda dell’interpellanza, quindi ci dirà lei, Assessore, quali sono stati aperti o sono in via di apertura. L’allargamento è avvenuto su indicazione dell’USL, ma anche su richiesta degli enti locali interessati al turismo invernale ed estivo esistente nelle zone dove vengono richiesti i centri.
È avvenuta questa estensione perché si è ritenuto necessario avere sul posto un pronto intervento per chi si infortuna sciando o cadendo in montagna. Non si comprende allora perché il posto di primario, di responsabile, di coordinatore, da quando il medico che era responsabile - non voglio fare nomi - ha lasciato il servizio il 1° settembre 1998, da quella data non è stato più ricoperto. C’era un responsabile che oggi non c’è più, perché è stata dichiarata "struttura semplice", così si dice, e affidata dal dicembre 1998 alla dirigenza del "118". Perché allora l’ortopedico che ha seguito i centri successivamente è stato sostituito, nonostante le mansioni svolte e il numero delle prestazioni che sono state erogate? Se questa struttura ha reso bene sul piano dell’assistenza, visto anche il numero delle prestazioni, il riconoscimento credo vada anche a chi l’ha seguita dal 1998 ad oggi!
Assessore, forse non sarà così, ma si ha l’impressione che vi sia un certo disinteresse da parte dell’USL nei confronti di questo servizio; l’aver tolto alla Traumatologia territoriale la sede che gli era stata assegnata, questo susseguirsi di assegnazione del servizio fra il "118" e il reparto di Ortopedia dell’Ospedale, l'eliminazione di qualsiasi coordinamento dei centri ce lo fa pensare! In sostanza non si riesce a comprendere come l’USL voglia affrontare il potenziamento di questo servizio: per tale motivo, al punto 4 dell'interpellanza, le chiediamo quali iniziative intende adottare per il potenziamento del servizio, dato che lo riteniamo un servizio territoriale indispensabile.
Président La parole au Conseiller Frassy, pour la présentation de l’interpellation dont au point 19 à l’ordre du jour.
Frassy (FI) Su questo argomento due interpellanze di due gruppi differenti dimostrano l’attualità di questa vicenda e, oltre che l’attualità, dimostrano anche la preoccupazione che questa vicenda suscita nelle persone che seguono da vicino le vicende della pubblica amministrazione, in cui rientra anche la gestione della sanità in Valle. Devo dire che abbiamo parecchie preoccupazioni su quello che sarà il futuro prossimo venturo della sanità valdostana, non solo e soltanto per quelle che sono preoccupazioni che lei, Assessore, penso possa condividere con noi, di ordine più prettamente economico e finanziario di "quadratura dei conti", ma anche per l’atmosfera che si sta respirando negli ambienti della sanità valdostana.
Abbiamo la sensazione che dopo un momento, in cui forse il pugno di ferro dell’Assessore aveva riportato un ordine discutibile, ma che era l’ordine dell’Assessore, ultimamente nella sanità valdostana ci sia una situazione che sia abbastanza vicina a quello che è un quadro di "anarchia strisciante".
Lei sorride, ma io le cito dei fatti. Abbiamo la sensazione, da attenti osservatori della sanità valdostana, che ultimamente siano contrastate scelte di responsabilità da situazioni non di tipo gestionale o politico, ma di tipo personale. Le citerò la vicenda, che lei ben conosce, del dr. Thiébat per quanto riguarda l’Urologia, le cito una vicenda che è sulle cronache di questi giorni, del dr. Cremascoli, altro personaggio noto e stimato della sanità valdostana, e le cito il nome che il collega Beneforti - non so per quale pudore - non ha fatto, del dr. Zimarra. Allora, o qualcuno ci documenta che il dr. Thiébat, il dr. Pierini, il dr. Cremascoli, il dr. Zimarra - potrei aggiungerne altri, ma questi sono i casi più noti - sono delle persone pericolose per la salute pubblica, e che di conseguenza devono essere allontanati dai posti che ricoprono, perché hanno fatto danni inenarrabili, oppure va gestita con criteri diversi la sanità in questa regione o, meglio, in questa USL!
Abbiamo la convinzione che si stia ormai procedendo con una logica che poco abbia a che vedere con le emergenze - tante - della sanità valdostana, e allora nel caso di specie siamo sorpresi dalle scelte che ha fatto l’USL di questa regione, perché se è vero che la gestione della sanità, dal punto di vista spicciolo, compete all’ente gestionale, l’USL, è altrettanto vero che la politica della programmazione della sanità a livello regionale compete al Consiglio regionale. E non più tardi di sei mesi fa questo Consiglio ha dedicato due intere giornate e una nottata ad approvare le linee guida di quello che viene comunemente chiamato "Piano sociosanitario per il triennio 2002-2004".
Penso che su tutte le differenziazioni che sono emerse in quel dibattito, ci sia una linea che in maniera trasversale era condivisa dal Consiglio regionale, ed era l’esigenza della territorializzazione, o meglio di una maggiore territorializzazione dei servizi sociosanitari.
Dirò di più: che proprio su questa condivisione il nostro gruppo, che ha votato contro a quel documento, non si è sottratto dall’effettuare delle proposizioni, alcune delle quali sono state accolte, e fra quelle accolte proprio una riguardava la valorizzazione dei centri traumatologici sul territorio. Lei stesso, Assessore, accolse di buon grado in commissione e in aula questa nostra richiesta!
Com'è possibile allora che una linea politica precisa, una linea politica segnata anche da altre iniziative, e lo sa il collega Piccolo, che vive una realtà territoriale sulla quale noi, come Forza Italia, siamo intervenuti e sulla quale l’Assessore ha convenuto - mi riferisco al Poliambulatorio di Châtillon e a tutto quel meccanismo che ad esso è concatenato con le coincidenze delle auto mediche, eccetera - come è possibile che l’USL decida di sopprimere nei fatti un servizio che doveva essere invece valorizzato? Senza voler gestire la sanità, perché non è competenza di questo Consiglio, pretendiamo quanto meno che l’Assessore ci spieghi se questo Piano sociosanitario deve trovare applicazione concreta o se, invece, è un esercizio di tipo oratorio che svolgiamo in quest’aula destinato a cadere nel nulla!
Cosa è successo? È successo che ci aspettavamo l’apertura dei centri traumatologici nuovi di Ayas, di Gressoney; non sappiamo se, quando e come verranno aperti - e fanno parte delle domande che poniamo in questa interpellanza -; apprendiamo invece che i centri traumatologici vengono riassorbiti dalla gestione ospedaliera, in quanto quelle poche risorse in organico che coordinavano i centri traumatologici vengono destinate ad altro incarico.
La cosa più strana, Assessore - e su questo vorremmo delle precisazioni perché non abbiamo trovato conforto né nella normativa regionale, né in quella statale, mi riferisco a questo termine che forse è in linea con le temperature rigide di questi giorni, di congelamento dei centri della Traumatologia territoriale - la cosa strana, dicevo, è che l’USL ha congelato i centri. Siamo convinti che ora possono addirittura essere soppressi, ma questo deve essere fatto con un atto formale, che noi individuiamo nell’atto aziendale che, invece, non andava a sopprimere e nemmeno a congelare i centri.
È legittimo, secondo il parere dell’Assessore, che un atto epistolare, dunque privo di valore giuridico e amministrativo, possa disporre un'indicazione che contrasta con l’atto aziendale e che contrasta ancor di più con il piano triennale? Con quali risorse professionali andremo a gestire i centri esistenti di La Thuile, di Courmayeur, di Pila, e i nuovi centri che dovrebbero essere aperti - perché così lei si era impegnato discutendo del piano triennale e nella mozione che era stata presentata poco prima di quel piano triennale - i centri di Ayas e di Gressoney?
Sappiamo, perché l’atto è di dominio pubblico, che con delibera n. 524/2001 l’USL aveva bandito un concorso per la copertura di posti in organico da attribuire all'unità budgetaria di Ortopedia e Traumatologia e della Traumatologia territoriale.
Non sappiamo che ne sia stato di quel bando, non sappiamo se abbia avuto espletamento, se abbia avuto risultati positivi o meno, per cui chiediamo informazione anche di questo. Queste, in sintesi, sono le problematiche che noi poniamo in questa interpellanza; pensiamo che siano delle problematiche che stanno al di sopra della gestione che lei, Assessore, molte volte evidenzia giustamente, spetti all’USL.
Noi riteniamo che queste problematiche stiano alla sfera della decisione politica, che non può essere disattesa da un organo gestionale: di conseguenza, ci aspettiamo delle risposte precise, a delle domande precise, su un problema altrettanto "preciso".
Président La parole à l’Assesseur à la santé, au bien-être et aux politiques sociales, Vicquéry.
Vicquéry (UV) Non avrei citato il dr. Zimarra se già non fosse stato fatto, per cui lo cito complimentandomi con l’interessato per la sua capacità "bipartisan" di interessare sia i Consiglieri delle opposizioni di Sinistra che i Consiglieri delle opposizioni di Destra. Rispondo puntualmente alle domande che sono state poste, alcune sono contenute nelle vostre premesse. I centri traumatologici esistenti sono quelli di Pila, Courmayeur e La Thuile, ormai da anni; è prossima l’apertura del centro traumatologico di Ayas, che sarà gestita direttamente dalla struttura dell'Ortopedia-Traumatologia e quella di Gressoney-Saint-Jean che sarà gestita in convenzione con il CTO di Torino: questo dal 22 dicembre prossimo. Si sperava di poter aprire a S. Ambrogio, i ritardi sono stati nella consegna degli arredi, ma devo dire che siamo riusciti in extremis a dare copertura a queste due importanti iniziative. Prossimamente, mi riferisco alla stagione invernale 2002-2003, decollerà il centro traumatologico di Valtournenche e avremo così completato la rete prevista dal Piano sociosanitario.
Dal punto di vista organizzativo i centri funzionano per tutta la stagione invernale, indicativamente dall’8 dicembre al 25 aprile, 7 giorni su 7, dalle ore 9 alle 18. L’operatività è garantita soprattutto grazie ad un accordo interaziendale con l’azienda ospedaliera CTO di Torino e da quest’anno anche con i medici dell'unità di Ortopedia.
Considerato che il servizio erogato dai centri traumatologici si colloca nell’area territoriale, l’azienda ha ritenuto opportuno, in analogia ad altri servizi di emergenza, di affidare il coordinamento all’unità budgetaria "118", recuperando una risorsa a favore dell'unità di Ortopedia al momento carente di personale: il problema è tutto qui, non c’è nessuna dietrologia.
Se andiamo a vedere le liste di attesa dell'Ortopedia-Traumatologia, ci rendiamo conto che è uno dei settori più carenti dal punto di vista della sala operatoria, per svariati motivi, ma soprattutto per una carenza di personale, di cui parlerò. Non è pertanto esatta l’affermazione, secondo cui la Traumatologia territoriale non dispone più di una sede propria; in realtà con il trasferimento della struttura semplice di Traumatologia territoriale nell’unità budgetaria di Ortopedia si è ritenuto di utilizzare un unico ambulatorio territoriale di Aosta, vale a dire quello già operante presso la sede di Via Guido Rey n. 1, destinando ad altro scopo l’ambulatorio di Via Guido Rey n. 3.
Riguardo alla struttura semplice, devo essere franco: c’è una forzatura in essere. La struttura semplice è stata regolamentata, dal momento in cui era stata istituita ad oggi è stato fatto un regolamento riguardante tutte le strutture semplici.
Per "struttura semplice" si intende una struttura che ha un'autonomia funzionale, ha un'organizzazione propria, pur rispondendo al primario di riferimento. Per essere franchi fino in fondo, allora, la struttura semplice di Traumatologia territoriale è una forzatura, è a rischio, perché non ha autonomia funzionale e non ha personale dipendente.
Questo va al di là delle persone fisiche, su cui non mi pronuncio perché non è mio compito pronunciarmi, è attività diretta dell’azienda, è a rischio in base al regolamento, è stata congelata per non eliminarla, per cui il problema è esattamente l’inverso da come è stato posto. Questo il diretto interessato lo sa, mi dispiace che si voglia strumentalizzare non dico da parte vostra, ma da parte del diretto interessato, un argomento che è, dal punto di vista procedurale, elementare. Leggetevi il regolamento della struttura semplice, vi renderete conto che è una forzatura!
Detto ciò, rispondo all’ultima domanda posta dal Consigliere. Il concorso, di cui alla deliberazione n. 524/2001, si è concluso con l’assunzione di un medico, il dr. Ferrini. Per quanto riguarda l’organico dell'unità budgetaria di Ortopedia di 11 dirigenti medici e 1 direttore, i posti coperti in ruolo, oggi, sono 7 medici e 1 direttore. Da qui la necessità rispetto a 11 più 1 di potenziare quel settore che è carente, e che non riesce neppure a rispondere adeguatamente ai turni in Pronto soccorso. I restanti posti sono stati inseriti in un bando di concorso con deliberazione n. 2386 del 3 dicembre per 6 posti, e sono attualmente coperti da medici in convenzione.
Ritorno su quanto Frassy e Beneforti hanno detto. Se prendiamo il Piano sociosanitario, al capitolo "urgenza territoriale" si fa riferimento specificatamente al centro traumatologico, pagina 4628, si fa la premessa e poi si dice: "è quindi necessario, a fronte del mantenimento dei livelli qualitativi raggiunti e di un eventuale potenziamento dei centri traumatologici, passare da una situazione di efficacia ad alto costo, ad una di ipocosto ed isoefficacia, grazie ad un'opera di razionalizzazione di interventi, ad un recupero delle spese sostenute per prestazioni effettuate a non residenti, infine ad una opportuna campagna di educazione degli utenti e dei medici in merito al corretto impiego del servizio stesso".
Gli obiettivi sono la valorizzazione dei centri traumatologici, attribuendo ad essi, oltre all’attuale ruolo di supporto sanitario delle stazioni sciistiche, il ruolo di effettive strutture di rete sanitaria, finalizzata a decentrare e decongestionare con appropriata azione di filtro prestazioni specialistiche oggi erogate impropriamente nella struttura ospedaliera; ridefinire le tariffe per il rientro finanziario, pianificare l’eventuale istituzione di ulteriori centri traumatologici.
Le azioni sono la responsabilizzazione dei medici e l’avvio di informazione all'utenza, predisposizione di procedure necessarie al recupero dei crediti della mobilità attiva.
Cosa significa allora "al di là della terminologia"? Significa - quando diciamo che vogliamo valorizzare i centri traumatologici, attribuendo loro un ruolo di effettive strutture di rete sanitaria - significa che loro devono diventare un qualcosa in più, che va al di là del centro traumatologico il quale cura solo la traumatologia. Devono diventare sempre di più un punto di primo soccorso decentrato - ripeto: di "primo soccorso", perché non parliamo di pronto soccorso - cosa che è assolutamente indispensabile nelle vallate laterali da Gressoney ad Ayas, a Valtournenche, a La Thuile e a Courmayeur, tant’è che partirà, a giorni, una mia circolare esplicativa indirizzata alle associazioni volontarie di soccorso per cui, nel momento in cui si verificasse un'urgenza (e lo diremo anche al "118"), il primo punto di riferimento - se l’emergenza avviene nella parte alta delle vallate - dovranno essere i centri traumatologici di fondo valle, cosa che finora non è avvenuta perché finora il "118" trasferiva o all’Ospedale di Ivrea o all’Ospedale di Aosta direttamente i casi non di stretta competenza traumatologica.
Questa è la volontà del Piano sanitario: ecco perché dico che la struttura semplice a rischio; è a rischio perché si sta valutando la possibilità di inserire - nei centri traumatologici che attualmente sono aperti, tranne Courmayeur, solo nel periodo invernale - anche i medici di emergenza territoriale (MET) che sono previsti nei poliambulatori di Morgex dove già ci sono H24, di Donnas dove ci sono H24, in futuro anche Châtillon H24.
Si sta studiando la possibilità di inserire anche costoro in appoggio ai medici specialisti di traumatologia con costi molto inferiori, perché i costi per uno specialista sono di 1.200.000 lire al giorno, per 12 ore di turno, per questa attività di primo soccorso; il paragrafo dedicato all'urgenza territoriale mira proprio ad effettuare questa azione di filtro di specialistiche che oggi sono impropriamente riferite alla struttura ospedaliera.
Questa è la volontà. Non so se riusciremo a realizzarla, perché l'obiettivo finale sarebbe quello di avere, almeno nei periodi di punta, i centri traumatologici aperti, anche durante la stagione estiva, anche se ciò deve essere valutato con molta attenzione in rapporto alle risorse finanziarie ed umane a disposizione. Di certo, è più semplice avere medici di emergenza territoriale a disposizione rispetto a medici traumatologici, perché sono carenti ovunque, tant’è che dobbiamo affidarci al CTO, la cui professionalità è indiscussa. Per cui vi invito caldamente a tralasciare "l’arrière-pensée", perché qui si tratta di valutare gli aspetti organizzativi e non possiamo inseguire logiche di altro tipo!
Président La parole au Conseiller Beneforti.
Beneforti (PVA-cU) Prendo atto della risposta dell’Assessore, ma devo dichiararmi del tutto insoddisfatto. Più che sentire una giustificazione, speravo di conoscere anche il pensiero dell’Assessore che ne ha la responsabilità politica, un pensiero molto più approfondito su un servizio così importante, anche alla luce di quanto prevede il Piano sociosanitario in materia.
A me dispiace vedere che una unità di base - centri territoriali di traumatologia, che nel tempo si sono andati estendendo - non abbia avuto, almeno fino ad oggi, la considerazione che merita. Non concordiamo su quello che oggi avviene, come non concordiamo - e lo abbiamo già detto in questa sede, con altre iniziative - su quanto viene riservato ad altre unità di base, come quella di Odontoiatria, il Laboratorio di analisi, anche il Pronto soccorso dell’Ospedale, e, in questo caso, la Traumatologia.
Si ha l’impressione che da parte sua, Assessore, ma in modo particolare da parte della Direzione sanitaria dell’USL, ci sia più interesse ad allargare la propria influenza che a dare lustro a certi servizi, assegnando ad ognuno il personale necessario e una direzione confacente, che assolva ai compiti a cui è chiamata a rispondere. Si tratta, anche nel caso di oggi, di centri di soccorso decentrati, che devono essere messi in condizione di funzionare, se vogliamo dare il primo soccorso.
Come regione di uno Stato che sta ripristinando i ticket anche sui medicinali salvavita, ci dobbiamo distinguere almeno sul come affrontare i servizi sanitari, in modo da rendere tutti uguali di fronte alla salute; ci dobbiamo distinguere impegnandoci a migliorare quanto già si sta facendo oggi. Infatti, per quanto ci riguarda, non possiamo accettare che i centri di traumatologia, che devono essere un nostro "fiore all’occhiello", siano sviliti nelle loro funzioni, o che sia svilito anche il ruolo dei medici che hanno prestato e prestano la loro opera in certi servizi. C’è anche una dignità personale del medico che lì opera, che ad un tratto si trova trasferito perché, con le decisioni che vengono prese, la persona che c’era fino al 1998 ora non c’è più, e poi si va avanti così: si torna una volta al servizio competente interno, una volta al servizio di emergenza, eccetera.
Oggi si spende di più e il servizio non migliora: perché? Perché mancano i medici specialisti, quelli che ci sono se ne vanno, l’organico non è completo, l’organizzazione non è razionale! Ma se ci sono motivi che ritenete validi, aprite un confronto nelle sedi opportune! Lei dice che qualcuno va a destra e va a sinistra; ma a chi si deve rivolgere un povero Cristo nel momento che non sa più cosa fare?
(interruzione dell’Assessore Vicquéry, fuori microfono)
? le devo dire che io ho mandato qualcuno da lei, anche della Radiologia, e mi hanno riferito anche quello che lei gli ha risposto. Non me lo faccia ripetere in quest’aula?
(interruzione dell’Assessore Vicquéry, fuori microfono)
? no. Molto cortesemente li ha quasi messi alla porta, ma non mi fraintenda, "messi alla porta" nel senso delle parole con educazione, "messi alla porta" in quello che le chiedevano. Vicquéry, sono gentile anch'io, non faccio nomi, ma mi deve dire: un povero Cristo a chi si rivolge? Si rivolge là dove può trovare un appiglio per risolvere il problema che ha e che non è il problema suo personale, è anche il problema della collettività! Come dicevo, prima ci sentivamo di avere "un fiore all’occhiello" con questi centri, mentre oggi si ritarda di gran lunga perché manca un’organizzazione, mancano i medici, manca un impegno più preciso!
Dico che voi dovete entrare nella logica della concertazione anche per quanto riguarda questo decentramento sul territorio, perché qui si parla della traumatologia, ma ci sono anche problemi di decentramento per quanto riguarda i poliambulatori, ci sono i problemi dei distretti, non è che tutto va a gonfie vele, perché la deospedalizzazione si attua nella misura in cui i servizi sanitari del territorio funzionano, e se non si fanno funzionare i servizi sul territorio, la gente ricorrerà sempre più all’ospedale!
La deospedalizzazione si attua anche nella misura in cui sono disponibili culture e competenze professionali, finalizzate allo sviluppo dell’assistenza territoriale e distrettuale.
Approfondiremo comunque i contenuti della sua risposta e dell’USL, ne analizzeremo i contenuti, verificheremo se corrispondono ai fatti che ci sono stati denunciati: al momento, devo dire che non corrispondono! Torneremo certamente su tali problemi, anche se a qualcuno può dare fastidio questa nostra insistenza, e insisteremo fino a quando i problemi non verranno affrontati e risolti realmente!
Président La parole au Conseiller Frassy.
Frassy (FI) Assessore, siamo insoddisfatti della risposta e spiegherò, in sintesi, quali sono i motivi della nostra insoddisfazione. Nell’esordio di questa interpellanza avevamo sottolineato i due tempi e i due momenti della sanità, quello politico e quello gestionale, anche perché questa dovrebbe essere la teoria da applicare alla gestione della sanità, e lei non ha perso l’abitudine purtroppo di scendere subito sul livello pratico, ossia sul livello gestionale, perché la sua risposta è la conferma che la sanità in Valle d’Aosta la si può gestire anche al di fuori di quelle che sono le linee politiche di indirizzo scritte.
Non si spiegherebbe altrimenti come sia compatibile e sostenibile, con quel piano che abbiamo citato - e che lei, oltre ad aver citato, ha redatto insieme agli uffici e lo ha portato all’approvazione del Consiglio - come sia compatibile che venga congelata una struttura che sta sul territorio, perché penso sia incontrovertibile che i centri sono elementi della sanità sul territorio, al di fuori dell’accentramento ospedaliero, come sia possibile che questi centri che stanno sul territorio vengano gestiti a livello di responsabilità.
Vorremmo poi capire cosa vuol dire questa "responsabilità" da chi è il facente funzione del responsabile del "118", che è dunque struttura preposta a gestire il territorio, e nella sostanza vengano gestiti nella maniera più caotica, perché lei ha appena finito di dire che Ayas verrà gestito direttamente dal reparto ospedaliero, se abbiamo capito bene, Pila e Gressoney verranno gestiti con medici del CTO in convenzione, La Thuile e Courmayeur a seconda del bisogno.
Se questa è gestione della sanità sul territorio, non possiamo che rimanere perplessi, perché questi centri sono la dimostrazione di come si stia rinunciando anche in tale circostanza a puntare sulla specializzazione di alcuni settori della sanità valdostana, e sicuramente la traumatologia potrebbe essere uno di questi settori per le implicazioni che ha con i movimenti di tipo turistico, legati alla stagione sciistica invernale.
La sua risposta è allora un giustificare delle scelte gestionali, che non sono né coerenti con gli indirizzi politici che questo Consiglio ha dato, né soprattutto coerenti nel loro pratico articolarsi. Di più, evidenziamo come il dato che lei ci ha fornito su quel concorso per sei posti sia l’ennesima dimostrazione del fallimento di una certa impostazione della politica sanitaria in Valle, perché di quei sei posti in realtà - e lei lo sa benissimo - non abbiamo portato a casa un medico! Perché il medico che lei ha citato, dr. Ferrini, stimabile professionista, è un medico che già operava in Ospedale come precario?
(interruzione dell’Assessore Vicquéry, fuori microfono)
? perché lei ha parlato di un posto, se sono due posti? la risposta l’ha data lei, Assessore? sì, ho capito, c’erano sei posti a bando e ce ne sono altri sei nuovi, ma sui sei posti a bando il risultato è stato limitato a quanti, Assessore? Ah, deve essere fatto? È la riapertura per l’ennesima volta di un bando che era già stato riaperto! Se i bandi vengono riaperti vuol dire allora che il modo con cui si gestiscono i concorsi dell’USL continua a lasciare indifferenti e non appetibili gli interessi professionali dei medici, che non hanno attrazione a venire ad esercitare in questa regione la loro attività professionale. Torniamo al vecchio problema del francese nella sanità, che voi non volete risolvere e sul quale ci si scontra con la realtà dei concorsi, e chiudo la parentesi, perché ci porterebbe lontano, ma sicuramente questo è uno degli elementi che prima o poi qualcuno dovrà affrontare e risolvere.
Ritornando invece ai centri traumatologici per concludere questa replica, ci riteniamo insoddisfatti per la confusione con la quale è stata affrontata la gestione dei centri, per l’evidenza che i centri sono gestiti in maniera disomogenea e disorganica, per l’evidenza che la gestione dei centri non arricchisce di professionalità l’équipe della Traumatologia dell’Ospedale regionale in quanto, per massima parte, è oggetto di appalto esterno, e anche, ma non ultimo, per quello che è il riflesso economico, perché riteniamo che una gestione di questo tipo, a prevalente appalto esterno, faccia lievitare ulteriormente i già alti costi della sanità senza portare alcun valore aggiunto alla sanità valdostana, che deve operare in Valle d’Aosta, sul territorio e nelle strutture ospedaliere di questa regione.
