Oggetto del Consiglio n. 257 del 25 novembre 1998 - Resoconto
SÉANCE DU 25 NOVEMBRE 1998 (APRÈS-MIDI)
OGGETTO N. 257/XI Iniziative per fronteggiare l'emergenza casa. (Approvazione di mozione)
Mozione Premesso che la casa è un problema sociale e quindi un bisogno primario da soddisfare;
Constatata l'emergenza casa esistente nella nostra Regione, sia per la mancanza di alloggi pubblici, sia per l'ondata di sfratti esecutivi che nel corso dell'anno hanno raggiunto le 400-500 famiglie;
Preso atto che l'emergenza tende ad aggravarsi e della necessità di un rilancio dell'Edilizia residenziale pubblica onde porre un calmiere al mercato immobiliare e degli affitti;
Preso atto, altresì, che la legge regionale 26 maggio 1996, n. 36, prevede la istituzione di un fondo sociale a sostegno e tutela delle fasce più povere degli assegnatari;
il Consiglio regionale
Impegna
la Giunta regionale:
- a realizzare un piano casa, tramite gli IACP, con il concorso degli Enti locali e della Regione per fare fronte alle richieste di alloggi esistenti sull'intero territorio regionale;
- ad attivare entro il 31/12/1998 il fondo sociale previsto nella legge sopra richiamata.
F.to: Beneforti - Squarzino Secondina - Curtaz
Président La parole au Conseiller Beneforti.
Beneforti (PVA-cU) Ognuno di noi sa che la casa è un problema sociale, è un bisogno che deve essere soddisfatto, pertanto anche l'ente pubblico se lo deve porre nei termini in cui il problema si presenta e si pone. Questo problema è oggi un'emergenza così come esiste a livello nazionale esiste senz'altro anche a livello regionale perché oggi anche nella nostra Regione si andrà a fine 1998 dai 400 ai 500 sfratti. Rappresenta quindi un'emergenza non di poco conto.
È chiaro che ci sono in questo settore problemi da affrontare a livello nazionale, ma ci sono problemi da affrontare anche a livello regionale. A livello nazionale, dopo il fallimento della legge sull'equo canone e dei patti in deroga, leggi che hanno fallito gli obiettivi che dovevano raggiungere, sul problema degli affitti deve essere rifatta tutta una legislazione anche a livello nazionale per risanare una situazione che oggi va sempre più degradandosi, ma anche a livello regionale dobbiamo fare qualcosa.
È vero che a livello regionale con la legge sui mutui per la prima casa, i mutui per la ristrutturazione dei centri storici e per il recupero delle vecchie abitazioni e con altre normative, abbiamo fatto molto e dobbiamo dire che non siamo certamente una delle regioni più indietro rispetto alle altre però, ancora ci sono degli obiettivi che dobbiamo raggiungere per soddisfare l'emergenza che ci si pone di fronte.
L'emergenza riguarda tre aspetti fondamentali. Il primo, dobbiamo tenere presente che, nonostante i mutui e le possibilità che vengono date di poter diventare proprietari della prima casa, anche nella nostra Regione c'è una percentuale che va dal 25 al 30 percento dei cittadini che non sono in condizioni di diventare mai proprietari di un alloggio nonostante le contribuzioni per cooperative. C'è una fascia di cittadini che per la composizione delle famiglie e per i redditi che hanno, con quanto costa oggi costruire o acquistare, non arriverà mai ad essere nelle condizioni di diventare proprietari di un alloggio.
L'altra fascia è quella delle giovani coppie che desiderano formarsi una famiglia. Ci sono i portatori di handicap che vogliono vivere autonomamente e che quindi hanno bisogno di avere un alloggio. Ci sono anziani singoli autosufficienti che vanno alla ricerca di monolocali. Oggi questi non possono entrare in certi alloggi perché non sono nelle condizioni economiche e sociali per poterci entrare, per poter pagare gli affitti che oggi vengono chiesti.
L'altra fascia è quella che oggi abita in affitto, ma gli affitti sono talmente aumentati che non sono più in condizioni nemmeno di far fronte agli affitti e ricorrono all'IACP, o al Comune di Aosta o al quartiere per le case Cogne per avere un alloggio ad un affitto più basso di quello che sono costretti a pagare perché molti, pagando gli affitti che stanno pagando, è chiaro che devono togliere questi soldi da altri parti.
Di fronte a questa situazione bisogna cercare di realizzare qualcosa di nuovo per poter soddisfare queste esigenze che oggi abbiamo anche noi e che costituiscono a mio parere un'emergenza anche per la Valle d'Aosta.
Per questo motivo è stata presentata la mozione. Riteniamo che si debba arrivare anche in Valle d'Aosta a realizzare un piano di case d'accordo con gli IACP e gli enti locali per far fronte per quanto possibile alle necessità che oggi esistono anche nella nostra Regione perché la costruzione diretta da parte dell'ente pubblico è anche un modo per arrivare a calmierare i prezzi degli affitti e a calmierare anche il mercato immobiliare nella nostra Regione.
Dicevo tempo fa in un'altra sede che si deve forse tornare ai tempi dell'immediato dopoguerra quando lo Stato cominciò a ricostruire le case e gli alloggi per dare una casa ai cittadini e dargliela ad un prezzo modico in modo tale che questi interventi servano anche a calmierare il mercato perché anche nel dopoguerra c'era un mercato quasi come quello odierno.
Serve quindi un piano casa che venga incontro alle esigenze che oggi abbiamo nella nostra Regione. Dobbiamo prendere atto di quello che è stato fatto, non siamo l'ultima Regione d'Italia, abbiamo fatto molto, però oggi ci sono categorie di cittadini che non possono più usufruire dei provvedimenti che oggi come Regione abbiamo e se c'è questo stato di necessità, si deve trovare la maniera di venire per quanto possibile incontro a queste famiglie.
Dicevo all'inizio che la casa è un problema sociale. Sappiamo anche che, nonostante il collegamento degli affitti, come avviene negli IACP, alla reale situazione economica delle famiglie, nelle famiglie capitano anche momenti di difficoltà, capitano malattie, disoccupazione, fatti imprevisti che non permettono - indipendentemente dalla loro volontà, lo sottolineo, indipendentemente dalla loro volontà - di far fronte al pagamento degli affitti e di far fronte anche al pagamento delle spese condominiali. Certe situazioni vanno verificate fino in fondo e la soluzione non può essere sempre quella dello sfratto per morosità. Bisogna verificare la reale situazione di queste famiglie per accertare se esiste o non esiste la volontà di pagare. Per questo nella legge che era stata approvata ultimamente in Consiglio regionale si era previsto di venire incontro a queste famiglie.
Pertanto l'altro punto della mozione è quello in cui si dice di mettere in atto il fondo che è previsto dalla legge per venire incontro alle famiglie dopo aver verificato la loro situazione. Credo che questo della legge sia un impegno che abbiamo preso e che dobbiamo mantenere.
Non vogliamo fare qui né della demagogia né del populismo; noi abbiamo una situazione abitativa che dobbiamo affrontare sia per chi la casa non ce l'ha, sia per chi la casa ce l'ha, ma non è in condizioni economiche di far fronte alle spese che oggi incontra. Per questo secondo aspetto noi abbiamo una legge da applicare, per il primo punto resto in attesa di una risposta da parte della Giunta.
Président La parole à l'Assesseur au territoire, à l'environnement et aux ouvrages publics, Vallet.
Vallet (UV) Il tema della casa e dell'emergenza abitativa è un tema sempre attuale purtroppo, è un tema molto complesso. Buona parte delle premesse dell'illustrazione fatta dal Consigliere Beneforti sono sicuramente condivisibili.
È un problema sul quale nella scorsa legislatura questo Consiglio si è speso molto mettendo a punto una serie importante di leggi; cito le modifiche ai criteri di assegnazione degli alloggi di edilizia residenziale pubblica andando anche a ridefinire i criteri per la determinazione degli affitti, la legge per l'istituzione del fondo sociale cui faceva riferimento il Consigliere Beneforti. Abbiamo rivisto la legge per il mutuo della prima casa, la legge dell'edilizia agevolata per quanto riguarda i finanziamenti alle cooperative.
Sono certo che questi provvedimenti, che hanno trovato la loro esecutività in fine legislatura, inizieranno a dare quanto prima i loro positivi frutti.
Certo è che la situazione è comunque ancora e sempre difficile. Cito alcuni dati in relazione alla graduatoria, appena approvata, per l'assegnazione di alloggi di edilizia residenziale pubblica che porta 368 posizioni utilmente collocate in graduatoria di cui 47 di sfrattati.
Correggo il dato portato dal Consigliere Beneforti per quanto riguarda la questione sfrattati: non 400, 500. Comunque 265 posizioni di cui 160 inerenti il Comune di Aosta…
(interruzione del Consigliere Beneforti, fuori microfono)
… le domande che hanno fatto oggetto di esame da parte della Commissione sfratti.
È sicuramente una situazione ancora delicata della quale la Giunta e la maggioranza hanno inteso farsi carico andando a costituire con una delibera di Giunta di inizio del mese di ottobre un gruppo di lavoro composto da Assessore, Assessore all'urbanistica, case e patrimonio del Comune di Aosta, presidente dell'IACP, coordinatori dell'Assessorato e dello IACP, rappresentanti delle organizzazioni sindacali, degli inquilini assegnatari e dei sindacati dei lavoratori, dirigenti responsabili dell'Assessorato, gruppo che è incaricato di definire una proposta per realizzare un tassello importante di questo complesso quadro che è il disegno di riforma dello IACP, ma che appena dopo verrà incaricato di seguire e monitorare il problema di cui oggi parliamo per proporre soluzioni concrete.
Siamo di fronte ad un quadro normativo anche a livello statale in forte evoluzione, ci sono proposte di modifiche che riguardano il regime fiscale in relazione alla casa, ci sono modifiche normative in preparazione per quanto riguarda l'aspetto contrattuale e quindi della regolamentazione degli affitti, c'è soprattutto in attuazione il trasferimento di competenze -previsto dalla "Bassanini" - in materia di edilizia residenziale pubblica alle regioni.
Per quanto riguarda le Regioni a Statuto ordinario c'è già un decreto legislativo che è all'esame della Conferenza Stato-regioni dove dovrà essere rilasciata l'intesa. Il trasferimento di competenza dovrà avvenire tramite norma di attuazione e noi abbiamo già segnalato alla Presidenza della Giunta l'opportunità di attivare fin da subito la Commissione paritetica perché si possa definire questa norma di attuazione.
Sulla base di queste premesse credo che sia prematuro definire subito la soluzione del problema e dire di andare a definire un piano casa cioè una programmazione di interventi a fronte di un quadro normativo che è in corso di definizione e soprattutto in relazione ad un quadro di risorse che non esiste o che è sicuramente ancora incerto; è prematuro e sicuramente questo costituisce un tassello della soluzione del problema.
Quindi per quanto riguarda i due punti evidenziati dalla mozione mentre, per quanto riguarda l'attivazione della legge e del fondo sociale, non ho alcuna difficoltà ad impegnarmi, nel senso che manca un provvedimento che verrà portato all'attenzione della Giunta entro l'inizio del mese di dicembre dopodiché dall'inizio di gennaio sarà possibile attivare concretamente il fondo sociale. Per quanto riguarda il primo punto proporrei ai firmatari della mozione di modificare il punto rinviando ad un impegno che sicuramente sono in grado di prendere che è quello di relazionare e approfondire nella commissione consiliare competente, credo la III, rispetto a questa problematica.
In questo senso presento un emendamento che modifica la parte dell'impegno, impegnando "l'Assessore al territorio, ambiente e opere pubbliche a relazionare ed approfondire la complessa problematica dell'emergenza abitativa nella commissione consiliare competente" e, mantenendo il secondo punto, cioè "ad attivare entro il 31/12/1998 il fondo sociale…", eccetera.
Président La parole à la Conseillère Squarzino Secondina.
Squarzino (PVA-cU) Per prendere atto della risposta dell'Assessore. Siamo consapevoli che la problematica della casa è complessa e non può essere risolta così in quattro e quattr'otto e siamo anche consapevoli che per questo occorre un momento di approfondimento, di reciproca informazione e di elaborazione di soluzioni adeguate al quadro normativo che si sta modificando. +
Per cui siamo disposti ad accogliere la proposta dell'Assessore, a vedere in III Commissione l'approfondimento e a seguire l'iter di questo "piano casa" che poco per volta sarà costruito via via che si chiariranno i vari tasselli.
Siamo anche soddisfatti dell'impegno che l'Assessore ha preso per quanto riguarda l'attivazione del fondo sociale perché, come ricordava l'Assessore, le varie leggi emanate nella scorsa legislatura per far fronte a questo problema avevano puntualizzato un aspetto preciso che voleva rispondere all'esigenza delle fasce sociali più deboli con l'attivazione di questo fondo regionale per l'abitazione, fondo che può essere attivato solo dopo un atto deliberativo della Giunta, quindi accogliamo gli emendamenti proposti dall'Assessore.
Président Je soumets au vote la motion avec l'amendement présenté par l'Assesseur Vallet:
Mozione Premesso che la casa è un problema sociale e quindi un bisogno primario da soddisfare;
Constatata l'emergenza casa esistente nella nostra Regione, sia per la mancanza di alloggi pubblici, sia per l'ondata di sfratti esecutivi che nel corso dell'anno hanno raggiunto le 400-500 famiglie;
Preso atto che l'emergenza tende ad aggravarsi e della necessità di un rilancio dell'Edilizia residenziale pubblica onde porre un calmiere al mercato immobiliare e degli affitti;
Preso atto, altresì, che la legge regionale 26 maggio 1996, n. 36, prevede la istituzione di un fondo sociale a sostegno e tutela delle fasce più povere degli assegnatari;
il Consiglio regionale
Impegna
l'Assessore al Territorio, Ambiente e Opere Pubbliche:
- a relazionare ed approfondire la complessa problematica dell'emergenza abitativa nella Commissione consiliare competente;
- ad attivare entro il 31/12/1998 il fondo sociale previsto nella legge sopra richiamata.
Conseillers présents et votants: 30
Pour: 30
Le Conseil approuve à l'unanimité.
