Resoconto integrale del dibattito dell'aula

Oggetto del Consiglio n. 484 del 9 febbraio 1994 - Resoconto

OGGETTO N. 484/X - Solidarietà e sostegno alle popolazioni della ex Jugo­slavia. (Approvazione di risoluzione).

Risoluzione - Nuove innocenti vittime si sono aggiunte alla lista dei morti per la guerra che scuote la ex Jugoslavia;

Alle porte dell'Europa unita si sta consumando una strage in­fame di fronte alla quale gli organismi internazionali ed i sin­goli governi paiono impotenti o incapaci di proporre soluzioni pacifiche che mettano fine al conflitto;

Il Consiglio regionale

Di fronte alla tragedia della strage al mercato di Sarajevo;

Constatando che le misure fin qui adottate dalla Comunità in­ternazionale per mettere fine al conflitto interno non hanno an­cora sortito risultati apprezzabili;

Considerando che le popolazioni dell'ex Jugoslavia necessitano di gesti di concreta solidarietà;

Impegna

la Presidenza del Consiglio

- a sollecitare il governo italiano affinché a tutti i livelli venga­no rafforzati i controlli per un fermo rispetto dell'embargo delle armi nei confronti di tutte le forze in campo, affinché vengano intensificati gli interventi diplomatici per l'immediata smilita­rizzazione della zona di Sarajevo e per la predisposizione di un piano di pace che consenta una pacifica convivenza interetnica;

- a richiedere al governo italiano di convocare una conferenza Stato-Regioni, per predisporre un piano straordinario di acco­glienza di profughi;

Sollecita

il Comitato regionale per la cooperazione con i Paesi in via di sviluppo a prevedere nel suo programma di lavoro interventi di solidarietà e di sostegno alle popolazioni della ex Jugoslavia, anche attraverso l'associazionismo del volontariato locale che collabora con organismi internazionali che operano sul campo.

F.to: Parisi - Lanièce - Perrin G. Cesare - Ferraris - Dujany - Lavoyer - Florio - Chiarello - Bich - Collé - Tibaldi

Presidente - La parola al Consigliere Squarzino Secondina.

Squarzino (VA) - Credo che quest'ordine del giorno sia il minimo che noi possia­mo fare di fronte alla tragedia che si perpetra, tutti i giorni, di fronte ai nostri occhi. Tutto il Paese e la società civile non pos­sono più accettare la terribile situazione che esiste a due passi da noi.

- Noi siamo consapevoli che non è certamente un ordine del giorno che può risolvere i problemi, quindi non è con questo intento che vogliamo scrivere due parole in più su di un pezzo di carta, ma a noi sembra - lo dico, credo, a nome anche degli altri colleghi con cui abbiamo discusso quest'ordine del giorno - che con questo ordine del giorno sia possibile almeno far giun­gere nelle sedi istituzionali, là dove si stanno affrontando questi temi, una volontà di pace che proviene anche da questa Valle.

L'opinione pubblica, la pressione dell'opinione pubblica che c'è, che esiste, che è sempre più attenta e sensibile ai problemi della pace, non accetta più di assistere così inerte a quanto, purtroppo, la televisione ogni giorno ci propone. Quest'opinione pubblica non può dire:" Non sapevamo" perché vediamo, quindi sappiamo.

La speranza, dicevo, è che la pressione di quest'opi­nione pubblica in qualche modo possa "costringere" le autorità e gli organismi internazionali ad individuare soluzioni pacifi­che al conflitto. Noi cerchiamo anche di individuare alcune di­rezioni che riteniamo importanti in questa azione.

La prima è chiedere che vengano rafforzati i controlli per un fermo rispetto dell'embargo delle armi, e questo è molto importante perché non si può chiedere che una guerra cessi se i Paesi europei continuano a vendere armi; chiediamo poi anche che si giunga ad una smilitarizzazione immediata della zona di Sarajevo e che si vada in una direzione che preveda la pacifica convivenza interetnica perché siamo convinti che questa è la strada che consentirebbe effettivamente un ritorno della pace in quella terra.

Ci sembra, inoltre, che anche lo studio di interventi straordi­nari per i profughi possa essere l'oggetto di una conferenza Stato-Regione e noi come Regione ci impegnamo a utilizzare gli strumenti che abbiamo e che sono presenti nel Comitato per la cooperazione con i Paesi in via di sviluppo, per individuare in­terventi e risposte a bisogni immediati di solidarietà che pro­vengono dai Paesi dell'ex Jugoslavia.

Presidente - I consiglieri sono invitati ad esprimere il loro voto.

Presenti, votanti e favorevoli: 26

Il Consiglio approva all'unanimità.