Resoconto integrale del dibattito dell'aula

Oggetto del Consiglio n. 475 del 9 febbraio 1994 - Resoconto

OGGETTO N. 475/X - Decadenza del Consigliere Rollandin Augusto dalle Commissioni Consiliari permanenti e sua sostituzione.

Delibera - Il Consiglio

- ai sensi degli articoli 18, 20 e 117 bis del Regolamento inter­no;

Delibera

di nominare quale componente delle Commissioni consiliari permanenti I (Istituzioni e Autonomia) e V (Servizi sociali), in sostituzione del Consigliere Augusto Rollandin, decaduto, il Consigliere Benito Mostacchi.

Stévenin (Presidente) - Dopo aver sentito la conferenza dei Capigruppo si propone la sostituzione del Con­sigliere Rollandin nella I e nella V Commissione con il Consi­gliere Mostacchi in entrambe le Commissioni. Così come d'in­tesa con la conferenza dei Capigruppo si riunirà, prima del prossimo Consiglio regionale, la conferenza per definire le eventuali altre modifiche da apportare all'interno delle Com­missioni.

La parola al Consigliere Bich.

Bich (APA) - Grazie, Presidente. Prendo la parola per manifestare il mio dis­senso su questo provvedimento inteso come espressione di una volontà politica che si sta manifestando nell'ambito del Consi­glio.

Il provvedimento di decadenza del Consigliere Rollandin è stato normato attraverso una modifica del Regolamento interno del Consiglio e precisamente aggiungendo l'articolo 117 bis al Re­golamento stesso che stabilisce i criteri di decadenza dalle cari­che. Questo criterio, nasce dalla volontà politica di evitare in­cresciosi rapporti, all'interno delle Commissioni e degli organi consiliari, che potrebbero vedere anche una condizione di iner­zia delle Commissioni stesse. Io penso però che il Consiglio ab­bia introdotto un criterio che vede un trattamento differenziato tra il Consigliere Rollandin e altri consiglieri che, trovandosi nella fattispecie, ancorché diversa dalla norma che stabilisce la sospensione del Consigliere colpito da provvedimenti giudiziari secondo la legge 26 gennaio 1994 e 18 gennaio 1992, n. 16, nella sostanza sono gravati da provvedimenti giudiziari che ne hanno, di fatto, sospeso la libertà individuale o abbiano con­templato il provvedimento di custodia cautelare. Qui mi riferi­sco a un Consigliere che ricopre la carica di Presidente di una Commissione e che è stato raggiunto - e non voglio fare del mo­ralismo ma solo una considerazione di carattere politica - da tale provvedimento. Non ha rassegnato le dimissioni, e si trova anche in una situazione particolare in cui le ipotesi di reato a lui addebitate coinvolgono le funzioni di controllo della Com­missione stessa, di implementazione della legge e di funzionali­tà dell'organo del Consiglio. Io chiedo, per raggiungere una normativa equilibrata, che non faccia apparire il Consigliere Rollandin come padre di tutti i mali ma che contempli anche delle responsabilità un po' più diffuse e venga addebitata sul piano personale, che l'articolo 117 bis del nuovo Regolamento del Consiglio stabilisca la decadenza anche di consiglieri rag­giunti da tale provvedimento giudiziario. Questo come atto di giustizia e necessità di normare questo aspetto che mi sembra attualmente privo di regolamentazione. Vorrei una risposta.

Presidente - Caro Consigliere Bich, lei la risposta la conosce già e non credo che ci sia molto da aggiungere poiché la modifica del Regola­mento interno è stata fatta in relazione alla sospensione so­pravvenuta da parte del Consiglio dei Ministri. Una modifica del Regolamento dovrà essere prima discussa dalla Commis­sione per il regolamento. Non ho altro da aggiungere.

La parola al Consigliere Tibaldi.

Tibaldi (LN) - Oggi ci siamo incontrati in sede di conferenza dei Capigruppo per valutare la sostituzione del Consigliere Rollandin con il Consigliere Mostacchi in seno a due Commissioni consiliari. É stato proposto, con la tecnica della dilazione, di arrivare al prossimo Consiglio e decidere prima di cominciare i lavori il nuovo assetto delle Commissioni consiliari. Ma la questione di questo assetto, secondo me, non si chiude qui, come pretendeva Bich: bisogna anche che alcune forze politiche chiariscano la lo­ro fisionomia politica. L'ho detto in sede di conferenza dei Capigruppo, e lo ripeto qui, in aula: non è ammissibile che all'interno di una forza politica ci siano degli aspetti che in al­cune occasioni ricadono sulla maggioranza e altri sulla mino­ranza e che alcune persone si schierino a favore della maggio­ranza ed altre a sfavore della stessa. Visto che la questione de­ve essere anche valutata sotto l'aspetto puramente economico, di dotazioni finanziarie dei gruppi consiliari, io penso sia anche un onere degli appartenenti a questa forza politica mista di chiarire la loro posizione e cioè che ci sia un capogruppo e non tre, in modo che venga in qualche modo definito un assetto che è amorfo e confuso e non giova né alla popolazione valdostana - è uno di quei fenomeni di trasformismo a cui oggi facevo riferi­mento - né all'equilibrio funzionale della composizione delle varie Commissioni consiliari.

Ci terrei dunque che, quando si esaminano tali questioni rela­tive all'assetto delle Commissioni consiliari, determinate per­sone prendessero un posizione chiara e netta, o con una forza o con l'altra.

Presidente - Ha chiesto la parola il Consigliere Chiarello.

Chiarello (RC) - Quello che è uscito in Commissione non si può passare sotto silenzio, proprio perché sentiamo il bisogno di un chiarimento. Sono cambiati i consiglieri, sono mutati gli equilibri delle varie Commissioni perché molti dei componenti delle stesse hanno cambiato gruppo di appartenenza. Anch'io questa mattina ho detto che è bene che ognuno precisi da che parte sta e anche una federazione di partiti deve avere un capogruppo.

Penso poi che un Presidente di Commissione sul quale pende un avviso di garanzia, anche se sono un innocentista, solleva un problema di opportunità; è vero che c'è una legge, ci sono delle norme consiliari, ma c'è anche un ordine del giorno, votato da tutta la Commissione, che parla di opportunità per gli inda­gati di lasciare la carica. Io non credo che questi indagati deb­bano lasciare il Consiglio, ma neanche che siano i rappresen­tanti primi di una Commissione che deve prendere delle deci­sioni su argomenti per i quali potrebbero essere imputati.

Non voglio fare il moralista ma credo che su queste cose ci vo­glia, soprattutto per la gente, una certa chiarezza.

Presidente - Ha chiesto la parola il Consigliere Collé.

Collé (PpVA) - Di questo problema abbiamo discusso non solo nella riunione di questa mattina ma anche in un'altra conferenza dei Capigruppo. Visto che c'è stato l'intervento del Consigliere Bich che fa parte della maggioranza di questo Consiglio, noi chiede­remmo una interpretazione, a livello politico, del Presidente della Giunta su questo problema.

Presidente - Io voglio ricordare che si è usciti dalla riunione dei Capigruppo tutti d'accordo su una certa impostazione, poi si entra nella sala consiliare e si rimette tutto in discussione. É vero però che il Consiglio è sovrano e dobbiamo anche far passare il tempo, altrimenti ci accusano di fare delle seduta consiliari troppo brevi.

La parola al Consigliere Perrin Giuseppe Cesare.

Perrin G.C. (UV) - Je voudrais renoncer parce que je voulais intervenir dans cette direction. Je crois qu'il sera désormais inutile de tenir la confé­rence des Chefs des groupes parce qu'on prend des décisions et puis on recommence à discuter. Aujourd'hui, dans cette salle, on a refait la même discussion de ce matin lors de la réunion. Je crois qu'au-delà de ce que dira monsieur le Président du Gouvernement valdôtain, ayant été invité à dire sa pensée, je veux, de mon côté, dire qu'il faut faire une distinction entre le problème politique et celui juridique.

Pour ce qui concerne le problème politique la majorité en discu­tera, pourra prendre une décision, mais ce n'est pas le moment, maintenant, de définir cela.

Pour ce qui concerne le problème juridique, il fallait distinguer lors de la dernière réunion des Chefs des groupes qui a discuté des modifications du Statut, je crois que tous le conseillers pré­sents ont été très clairs: ils ont pris acte d'une situation qui s'est créée pour l'un de nos conseillers, ont modifié le Règle­ment intérieur du Conseil pour cet aspect et aucun Chef de groupe n'a soulevé des problèmes. Maintenant, c'est un peu captieux de vouloir soulever certains problèmes, ici, surtout après les décisions prises par la conférence des Chefs des groupes.

Ce matin on a été sages: Mostacchi a le droit d'être présent dans au moins une commission, les Chefs des groupes ont déci­dé cela et nous l'élirons provisoirement pour lui permettre d'exercer sa fonction. En ce qui concerne le passage de Rini de l'opposition à la majorité, il a déclaré de vouloir dimissioner de toutes charges qu'il avait en tant que membre de l'opposition.

Presidente - La parola al Consigliere Bich.

Bich (APA) - Non condivido la capziosità perché questa cosa era stata ripre­sa più volte in maggioranza e si era sempre deciso di soprasse­dere. A me va benissimo, però si dovrebbe arrivare un giorno a definire un metodo comportamentale. Vorrei sapere se il Presi­dente di una Commissione che è stato sottoposto a restrizione della libertà può continuare la sua funzione che controlla, di fatto, argomenti connessi ai gravami che gli sono stati addebi­tati. Poi, questo provvedimento di reiezione, lo dobbiamo consi­derare nella sua unicità? O devono essere chiamati a definire la loro posizione anche altre persone che, di fatto, stanno rigoro­samente in silenzio per non pagare dazio? Inoltre posso rassi­curare Tibaldi che la Federazione arriverà anche ad un chiari­mento di questo aspetto; dico solo che è difficilissimo aggrega­rsi, e non sempre certe folgorazioni sono l'ottimale: il Consiglie­re che alla "Speedy Gonzales" passa da un posto all'altro in Consiglio lascia qualche dubbio. Comunque entro al massimo due mesi noi saremo i primi a semplificare il quadro politico con un atto primario e, se altri facessero come noi, la situazione si chiarirebbe.

Io mi auguro di avere assicurazione che questi provvedimenti politici verranno presi in esame per sciogliere questi nodi.

Presidente - La parola al Presidente della Giunta, Viérin Dino.

Viérin D. (UV) - Je n'ai pas participé à la réunion des Chefs des groupes et je croyais qu'on devait maintenir les décisons prises. Je ne crois non plus que ce soit au Président du Gouvernement à dire le dernier mot sur ce thème qui revêt une importance politique, donc ce sont les forces politiques qui doivent s'exprimer et as­sumer les responsabilités des décisions y afférentes. Je crois qu'il est nécessaire de souligner certains aspects qui sont liés à la proposition de pourvoir à la nomination de monsieur Mostac­chi au sein des Commissions et de renvoyer à la prochaine séance le problème global concernant la composition des Commissions, compte tenu des changements qui sont interve­nus entre temps.

D'une part, il y a un problème de procédure lié à une question contingente: la présence d'un nouveau Conseiller qui a le droit et le devoir de faire partie d'une Commission; d'autre part, il y a d'autres aspects qui sont liés à une interprétation du Règle­ment. Si je lis l'article 117 que nous venons d'approuver, je ne peux que maintenir son application. Si on veut changer ce Rè­glement il est suffisant d'apporter une modification et, par la suite, nous pourrons donc y donner application. Pour l'instant je crois que nous sommes dans le respect des règles que nous nous sommes données. L'ordre du jour auquel faisait référence monsieur Chiarello dit: " ...che siano rinviati a giudizio"; si, par contre, nous voulons aborder le problème du point de vue poli­tique, alors chacun est libre de s'exprimer. La chose avait été confirmée au cours des réunions de majorité et aussi la position de monsieur Bich avait été totalement différente à l'égard du problème posé. Le renvoi permet de concerter une procédure et d'affronter tous les problèmes politiques qui sont intervenus au sein de cette assemblée. On devra définir quelles sont les diffé­rentes compositions du Conseil, même de nature politique entre les groupes, et finalement donner des indications précises et claires quant à l'appartenance aux différents groupes, qui font partie ou de la majorité ou de l'opposition. Toute dialectique politique passe par une définition exacte de l'appartenance de chaque Conseiller à un groupe défini. La requête de renvoi pourra mieux nous permettre d'examiner le problème et de le débattre, ici, au cours du prochain Conseil.

Presidente - La parola al Consigliere Borre.

Borre (UV) - L'intervento del Consigliere Bich mi ha indispettito. Non si può cercare di scusare qualcosa dando delle colpe ad altri, il Consigliere "Speedy Gonzales" ha avuto il coraggio di fare una scelta in tempi brevi, senza aspettare mediazioni.

Presidente - La parola al Consigliere Rini.

Rini (UV) - Ringrazio Borre perché ha detto quello che avrei voluto dire io.

Presidente - Pongo in votazione la deliberazione in oggetto.

Presenti: 31

Votanti e favorevoli: 28

Astenuti: 3 (Collé, Marguerettaz, Viérin Marco)

Il Consiglio approva.