Oggetto del Consiglio n. 80 del 26 luglio 1993 - Resoconto
OGGETTO N. 80/X - Riapprovazione ai sensi dell'ultimo comma dell'articolo 31 dello Statuto Speciale della legge regionale: "Norme in materia di uso razionale dell'energia, di risparmio energetico e di sviluppo delle fonti rinnovabili".
Presidente - Qualcuno intende prendere la parola? La parola al Vicepresidente, Viérin Marco.
Viérin M. (DC) - Mi sento in dovere di dire qualche cosa in merito, non specificatamente su questa riapprovazione ma in generale, per evitare poi di ripetermi sulle altre riapprovazioni.
Mi sento obbligato di esternare a voi colleghi consiglieri, ma soprattutto ai mass media, che sono coloro che hanno la responsabilità di comunicare con chi ci ha voluto qui, la mia grande delusione nel vedere, dopo neanche un mese, venir meno i buoni propositi del Presidente della Giunta regionale, annunciati nella sua relazione di investitura.
Faccio un esempio: "Quello che i cittadini invocano è un modo diverso di fare politica, essi pretendono la massima trasparenza nella gestione della cosa pubblica e sollecitano un maggiore coinvolgimento, anche perché vogliono partecipare alle scelte sul loro futuro". Altra dichiarazione fatta: "Le deleghe in bianco non esistono più, il pubblico amministratore dovrà confrontarsi giorno dopo giorno, problema dopo problema, con la comunità tutta". Altra affermazione: "Occorre una maggioranza forte e compatta, priva di personalismi e aperta a tutti i contributi, anche a quelli della minoranza, in modo che le decisioni del Consiglio regionale siano frutto di un confronto e di un dibattito approfondito". Ma dov'è la trasparenza, la partecipazione, il confronto con la pubblica opinione se questo non avviene neanche con noi consiglieri regionali, e non certo per nostra unanime volontà, ma per la volontà di alcuni che hanno organizzato il tutto per avere le deleghe in bianco? Non è infatti ammissibile che si invii un ordine del giorno aggiuntivo, come abbiamo già detto più volte, sulla questione del Casinò, comprendente disegni di legge per un Consiglio regionale che inizia lunedì alle ore 9,15.
É vero, Consigliere Rollandin, come da lei già affermato nella prima Commissione, dodici sono le riapprovazioni già proposte dalla Giunta per sottolineare e riaffermare la competenza dell'Amministrazione regionale, come previsto dall'articolo 31 dello Statuto Speciale, e sempre si è fatto così; ma c'è una grande differenza perché questo Consiglio si è rinnovato al 60 percento. Vi sono 21 consiglieri su 35 che questi testi non li hanno mai né visti né analizzati, consiglieri che potrebbero avere anche altre idee sui problemi trattati; invece, dovranno ancora, eventualmente, dare la loro delega in bianco. Perché? Sfido chiunque in 48 ore a leggere e documentarsi su un malloppo di atti con uno spessore di circa 30 cm., come quelli ricevuti venerdì sera.
Non si sono potuti neanche utilizzare gli uffici regionali in quanto le 48 ore sono coincise con il sabato e la domenica; scarogna, dirà qualcuno, ma così è. Ci sono degli argomenti importantissimi per la nostra Regione come sanità, Casinò, risparmio energetico, che oltretutto significheranno, se approvati, una spesa non indifferente per i futuri bilanci regionali. Questo doveva essere il primo appuntamento per l'ipotetico confronto tanto decantato, ma già dimenticato, per rintanarsi nel vecchio metodo di fare politica. Altro che "Occorre elaborare una proposta per meglio distinguere i ruoli della Giunta e del Consiglio regionale", come ha detto il Presidente della Giunta un mese fa. Qui è già stato tutto elaborato.
Volevo anche dire due cose sulla vicenda Casinò. Il Presidente ha ricordato in proposito: "priorité fixée dans le programme de Gouvernement". Ma credo che anche queste cose fossero fissate nel programma del Governo come il discorso del Casinò. E ancora: "Non è la sola urgenza che il Consiglio ha". Questo è vero, ma è anche vero che il Consiglio deve avere la possibilità di documentarsi. Faccio un esempio: se un capofamiglia dovesse comprare la sua auto, la sua casa e non avere la possibilità di documentarsi, di sapere a che cosa va incontro, le spese a cui va incontro, quello che acquista, le caratteristiche di quello che acquista, io credo che sarebbe un cattivo capofamiglia. Inoltre volevo riprendere quello che dicevano alcune persone su queste vicende. Mi riferisco alla seduta antimeridiana del 22 luglio del 1991 - e precisamente cito il Consigliere Riccarand - che diceva: "Il Presidente del Consiglio nelle sue comunicazioni ha elencato una serie di riunioni di commissioni che si sono svolte tra il precedente Consiglio e quello che inizia oggi. Credo che il dato del numero delle commissioni sia indicativo, secondo alcuni, di un lavoro intenso fatto dal Consiglio e, secondo altri invece, di una operazione che è il sostanziale svuotamento delle funzioni delle commissioni. Abbiamo infatti assistito nel corso della scorsa settimana ad una serie di convocazioni di urgenza di commissioni, mattinate in cui si riunivano contemporaneamente tre commissioni convocate con telegramma di urgenza".
É quello che è avvenuto in questa settimana; e poi proseguiva: "Questo è il modo di operare nelle commissioni del Consiglio, è il risultato di una serie di affermazioni fatte sulla centralità del Consiglio, sulla centralità dei lavori di Commissione, sulla necessità di approfondimento. Si tratta di fatti estremamente gravi perché, al di là della retorica, qui ci sono dei modi che negano le funzioni del Consiglio e il suo ruolo di dibattito e credo che questo andasse sottolineato proprio a partire dalla comunicazione del Presidente del Consiglio. Questa centralità del Consiglio era un puro espediente retorico ed è affondata puntualmente nell'arco di pochi mesi; del resto, devo dire che anche il Presidente del Consiglio ha dato il suo contributo perché questo avvenisse, agendo come uomo di maggioranza e per conto degli interessi di maggioranza e contribuendo fortemente perché questa situazione si determinasse. La conclusione di queste osservazioni, che ritenevo necessario fare, è che ancora una volta la centralità del Consiglio non esiste, ancora una volta i piccoli gruppi del Consiglio si trovano posti in condizione di operare con estrema difficoltà, ancora una volta le forze di minoranza si trovano di fronte a delle prassi che tendono ad escludere la loro possibilità di incidenza. Noi contro questo sistema tenteremo di assumere tutte le iniziative opportune, di ribaltare questa situazione sapendo però anche che non sarà la retorica o la propaganda di questa maggioranza a cambiare quello che è dato presente e sotto gli occhi di tutti".
Questo è quanto ha dichiarato l'attuale Assessore Riccarand durante la seduta consiliare del 22 luglio 1991. C'è poi anche una dichiarazione dello stesso Consiglio su questa vicenda che è una fotocopia di quanto abbiamo vissuto oggi.
L'attuale Assessore Ugo Voyat allora diceva: "Signor Presidente, volevo metterla al corrente del fatto che come consiglieri ci troviamo in difficoltà a seguire i lavori del Consiglio in quanto, come già viene dicendo il Consigliere Riccarand, oltre ai due ordini del giorno, quello del Consiglio precedente e quello della convocazione odierna, ho ricevuto solo questa mattina l'ordine del giorno aggiuntivo. Mi permetto di richiedere ai colleghi della maggioranza una maggiore collaborazione in quanto, se non abbiamo la possibilità di approfondire gli argomenti, le difficoltà maggiori sorgeranno al momento della discussione".
Chiudo dicendo ai nuovi colleghi consiglieri che all'uscita di questa sala qualsiasi cittadino ci potrà chiedere i contenuti e le eventuali aspettative delle leggi che stiamo per emanare. Se è vero che vogliamo cambiare il metodo di fare politica dobbiamo guardarci bene negli occhi prima di esprimerci con il nostro voto su proposte che, oltre a non essere state elaborate da noi, perché il 60 percento di questo Consiglio non è più lo stesso - cosa che non era mai successa - sono state l'espressione di altre persone.
Ora, io non mi sento di votare queste leggi perché devo risponderne in maniera diretta presso chi mi ha voluto qui come Marco Viérin. Queste proposte tra l'altro non sono neanche a nostra chiara conoscenza e pertanto, lo ribadisco, chi darà deleghe in bianco non potrà giustificarsi all'esterno nei confronti di nessuno, ma lo avrà fatto di sua spontanea volontà e quindi dovrà rispondere dei suoi atti. Grazie.
Presidente - Ha chiesto la parola il Consigliere Chiarello.
Chiarello (RC) - Come gruppo di Rifondazione, visto l'oggetto sul quale discutiamo mi dispiace astenermi dal voto perché in campagna elettorale abbiamo insistito particolarmente sull'importanza di questa legge sull'uso razionale dell'energia. Io chiedo una sospensione fino al prossimo Consiglio della definizione di questi atti, perché potrei astenermi, ma non è quello che avevo promesso agli elettori.
Chi era già presente nello scorso Consiglio probabilmente ha delle nozioni su queste cose ma io non so quali siano i tempi entro cui la Giunta può presentare i documenti al Consiglio e quelli che il Consiglio ha per prendere atto del tutto. Io non sono qui per fare polemica, ma mi troverei a votare contro o astenermi di fronte ad una legge che potrebbe andare bene. Io non ritengo che sia urgente l'approvazione di questa legge e chiedo di rimandarla al prossimo Consiglio.
Presidente - Io voglio ricordare ancora una volta ai colleghi consiglieri che la scelta di tenere l'ultimo Consiglio oggi e domani è stata fatta dai Capigruppo all'unanimità, sapendo coscientemente che sarebbero stati anche riportati i vecchi disegni di legge che erano stati rinviati, disegni di legge di cui era stato anche distribuito l'elenco. La parola al Consigliere Linty.
Linty (LN) - Io vorrei solo fare una domanda all'Assessore, ma prima faccio una breve premessa. Guardando questa proposta vedo che al titolo terzo si parla di "soggetti beneficiari di questi contributi per il contenimento dei consumi energetici; sono concessi contributi nel settore industriale, artigianale, terziario per gli interventi di realizzazione o modifica di impianti fissi, sistemi o componenti". Visto che la politica energetica, e nella fattispecie idroelettrica, sta molto a cuore alla Lega Nord in Valle d'Aosta, volevo sapere dall'Assessore se tra questi beneficiari rientrano anche gli enti locali: questo, per un motivo molto semplice. Mentre continuiamo a bruciare gasolio con dei costi elevatissimi, mi chiedo se non sia il momento di cominciare a sensibilizzare anche gli enti locali a prodursi l'energia elettrica di cui abbisognano.
Questa azione contribuirebbe infatti sicuramente ad un contenimento dei costi di riscaldamento mediante una energia rinnovabile e pulita quale è l'acqua.
Vorrei dunque sapere se gli enti locali sono appunto inseriti nel campo d'intervento.
Presidente - Io tengo a ricordare che c'è stata un proposta di rinvio sulla quale è necessario discutere. Qualcuno chiede la parola? La parola all'Assessore dell'industria, commercio e artigianato, Mafrica.
Mafrica (GV-PDS-SV) - In merito alla proposta di rinvio fatta dal Consigliere Chiarello devo dire di essere spiacente di non poterla accogliere perché questo disegno di legge ha avuto un iter molto travagliato: è stato atteso dalle varie associazioni per un tempo molto lungo. Le osservazioni del Presidente della Commissione di Coordinamento sono marginali.
Abbiamo il dubbio che, riprendendo la discussione, non si riesca a terminarla entro l'anno mentre, ripresentando il disegno al Governo, invece che osservazioni marginali che vengono corrette si potrebbero avere osservazioni molto più sostanziali. In quanto alla richiesta del Consigliere Linty, il titolo settimo è interamente dedicato alla produzione di energia idroelettrica e se va a vedere all'articolo 24 comma 11 si vede che ai fini del finanziamento sono considerate prioritarie nell'ordine le iniziative dei comuni, delle comunità montane e dei loro consorzi, delle società e consorzi a maggioranza pubblica, delle cooperative di utilizzatori, dei consorzi di privati utilizzatori, dei privati; questo è l'ordine con cui vengono ammesse a graduatoria le richieste di contributo.
Presidente - Se nessun altro chiede la parola voglio ricordare che si votano solo gli articoli modificati e poi la legge nel suo insieme. Metto in votazione la proposta di rinvio fatta dal Consigliere Chiarello. I consiglieri sono invitati a votare.
Esito della votazione
Presenti: 33
Votanti: 31
Favorevoli: 6
Contrari: 25
Astenuti: 2 (Linty e Tibaldi)
Il Consiglio non approva.
Presidente - Si mette ora in votazione l'articolo 3. Ha chiesto la parola il Consigliere Marguerettaz.
Marguerettaz (DC) - Credo che a fronte di una votazione di questo genere sarebbe il caso di sottolineare che questa non è una presa d'atto ma è una riapprovazione di cose che altri avevano approvato. Per noi, per lo meno per 21 persone presenti in questo Consiglio, si tratta di una approvazione, cioè di una prima approvazione.
Ecco perché mi sembra di vedere una eccessiva urgenza nella necessità di procedere a queste votazioni. Certamente si può dire che la Democrazia Cristiana aveva fatto così o cosà, la Democrazia Cristiana si sarà espressa dopo un confronto col gruppo consiliare: la Democrazia Cristiana che si è insediata dopo il 30 maggio ha bisogno di conoscere, di confrontarsi, di sapere.
A questo riguardo ci aspettavamo, senza pretendere delle relazioni fiume perché la materia è già conosciuta da 14 consiglieri, una qualche indicazione da parte degli Assessori proponenti. Io leggo: "Relatore l'Assessore all'industria, commercio e artigianato"; ora, se la relazione è meramente procedurale, poteva essere relatore il Presidente del Consiglio, il quale ci illustrasse che ai sensi dei vari articoli il Consiglio regionale era tenuto a...; se, invece, la procedura è di tipo diverso, relatori dovrebbero essere gli Assessori competenti, senza nessuna pretesa di instaurare dei dibattiti sulle varie questioni ma, anche qui, come atto di informazione nei confronti dei consiglieri.
In un certo senso posso condividere la posizione del Consigliere Chiarello perché obiettivamente ci è sottoposta tutta una serie di riapprovazioni di leggi che meriterebbero una analisi; sicuramente su tutte queste riapprovazioni che ci vengono sottoposte il gruppo della Democrazia Cristiana, avendo la possibilità di analizzare, di andare a capire meglio i contenuti di queste leggi, avrebbe davvero potuto comportarsi nel modo che ricordavo ancora prima, e cioè cercare di entrare nel merito dei problemi, valutarli, e comportarsi di conseguenza.
Questo ancora una volta non è possibile, ma non è possibile a maggior ragione se c'è una assenza totale a livello di "renseignements" da parte dei membri della Giunta. Come è possibile pensare a un dibattito consiliare a fronte di così tante riapprovazioni che ci vengono riproposte venerdì pomeriggio e con la convocazione del Consiglio per il lunedì mattina? Diventa insostenibile pensare di continuare a svolgere la funzione di Consigliere regionale in questo modo.
Presidente - Ha chiesto la parola il Consigliere Florio.
Florio (VA) - Se ben capisco, anche perché sono uno di quei 21, mi sembra che si stia facendo confusione tra questioni di metodo e questioni di sostanza. Mi sembra di capire, anche da quello che ha detto Stévenin, che qui oggi non ridiscutiamo le leggi nel loro contenuto ma ridiscuteremo e voteremo su quelle parti delle leggi che sono state cassate dal Commissario di Governo.
Sino ad oggi, qui dentro già sarà successo altre volte di trovarsi in presenza di leggi cassate solo in parte e segnatamente in parti anche trascurabili, di dettaglio, non di sostanza delle leggi stesse. Come ci si è comportati in questi casi? Presumo che nel passato ci si sia comportati prestando, in questo caso, più attenzione all'ultimo comma dell'articolo 31 dello Statuto che non alla sostanza delle leggi stesse, vale a dire si è preferito sottolineare il fatto che, nei confronti del Commissario di Governo, le competenze del Consiglio regionale in termini di merito sono prevaricanti e quindi si è lasciata perdere la discussione sul contenuto. Se le cose stanno così, la questione come viene posta mi sembra corretta. Anche noi abbiamo nei confronti delle leggi che sono qui in discussione delle valutazioni diverse rispetto a quelle che probabilmente hanno fatto i 35 consiglieri solo 3 mesi fa; ma se siamo chiamati a riaffermare il diritto stabilito dall'ultimo comma dell'articolo 31, così si ha da fare. Non dobbiamo richiedere la ridiscussione completa e complessiva di ogni singola legge.
Presidente - La parola al Vicepresidente, Viérin Marco.
Viérin M. (DC) - Volevo solo dire al collega che mi ha preceduto che è vero quello che ha detto ma è altrettanto vero che non erano solo 12 le leggi rinviate dal Coordinamento, erano molte di più, ed è stata la Giunta a decidere e proporre quelle che andavano ripresentate nella maniera prima enunciata dal Consigliere Florio. Ora, analizzando quelle leggi che ho avuto modo di studiare più dettagliatamente, ci sono cose che il sottoscritto non può accettare, o meglio, deve in tutta coscienza sollevare. Detto questo, se si applica questo iter noi dobbiamo approvare a scatola chiusa, accettando gli eventuali rilievi del Coordinamento.
Faccio un esempio: c'è una legge che prevede la concessione di contributi, fino a qui nulla da obiettare se non il fatto che questa legge chiede solo i preventivi. Io ritengo che, oggi come oggi, non si possa fare una legge che permette l'erogazione di milioni e milioni senza chiedere poi un consuntivo. Questo è un chiaro esempio di come le cose siano cambiate e come anche le leggi debbano necessariamente modificarsi. Il nostro obiettivo è quello di avere il tempo per valutare più approfonditamente queste leggi senza per questo voler arrivare a criticare tutte le leggi. Una situazione come quella in cui ci siamo trovati non credo si sia mai verificata ed è inutile che ci veniate a dire che è sempre successo così, visto che è la prima volta che il Consiglio ha cambiato oltre il 60 percento dei suoi componenti.
Presidente - La parola al Consigliere Chiarello per il suo secondo intervento.
Chiarello (RC) - Volevo solo dire al Consigliere Florio che io chiedo unicamente di poter fare il mio lavoro; non mi sembra normale venire qui e votare senza avere delle informazioni precise per poter valutare.
Presidente - Se non ci sono altri interventi chiudo la discussione generale e do la parola al Presidente della Giunta, Viérin Dino.
Viérin D. (UV) - Les thèmes de la transparence, de la confrontation, de la participation ont été évoqués ce matin et, également, cet après-midi. La question du droit à l'information des conseillers est un thème important que l'on ne peut pas réduire à une simple confrontation ou comparaison entre déclarations exprimées lors de la présentation du programme de Gouvernement et la situation actuelle.
Je crois que sur ces thèmes nous devrons nous confronter, mais dans des situations normales, à partir de la reprise des travaux au mois de septembre parce qu'en plus ou au delà des changements qui sont intervenus dans la composition de ce Conseil, je crois que chaque changement de législature nécessite une période de transition et de passage entre ce qui a été approuvé et décidé lors de la législature précédente et ce qui se retrouve à l'examen du nouveau Conseil. C'est dans ce sens que nous parlons de continuité, non pas pour dire et pour affirmer qu'on a toujours fait comme ça et donc nous devons continuer, mais parce qu'il y a des nécessités objectives.
Tout d'abord je crois, et je le répète, que nous ne pouvons pas prendre comme donnée de référence cette période du mois de juillet au cours de laquelle se réunit, pour les premières séances, le Conseil régional. Nous avons cette contrainte des dates qui ont été fixées mais, également, nous ne pouvons pas prendre comme référence d'autres périodes ou d'autres situations qui sont tout à fait différentes. Marco Viérin se référait à une période où il y avait eu certaines prises de positions quant à des projets de loi qui avaient été présentés; donc, il s'agissait de nouveaux projets de loi. Ici il s'agit de réapprobation et donc c'est la signification politique, c'est l'acte politique auquel est appelé ce Conseil qui est prééminent. Nous devons réaffirmer une compétence, le pouvoir de ce Conseil par rapport à un organe de contrôle et les problèmes, les thèmes qui sont en discussion se rapportent exclusivement à ces remarques et non pas parce que les remarques du Président de la Commission de Coordination doivent toujours être prises en considération ou acceptées, mais parce que la procédure qui a été fixée est une procédure aux termes du dernier alinéa de l'article 31 du Statut Spécial.
Compte tenu de l'importance des problèmes qui avaient déjà été discutés et qui attendent encore une solution en raison des remarques de la Commission de Coordination, c'est une procédure qui, si nous l'adoptons, nous permet d'avoir des réponses et de pouvoir atteindre l'objectif dans des temps qui sont définis. Le choix a évidemment été fait par le Gouvernement, par la majorité, par rapport aux remarques formulées et, donc, dans le cas où les remarques formulées par le Président de la Commission de Coordination ne touchent pas aux fondements du principe politique de compétence de ce Conseil et, donc, du fait qu'on ne peut accepter des jugements quant à l'opportunité de certaines décisions.
Là nous avons pris une décision, nous avons adopté une position qui est différente: ces projets de loi n'ont pas été reproposés, ils suivront le processus ordinaire et donc ils seront représentés par la suite et rediscutés au sein des Commissions. Ici, s'agissant de réaffirmer un certain principe, nous allons, en tant que Gouvernement, proposer au Conseil la réapprobation. Nous ne faisons pas tous partie de la première Commission, mais elle s'est réunie lundi, a examiné ces projets de lois, qui ont été inscrits par la suite avec procédure d'urgence. Il s'agit, en cette époque et en cette période, de procédures qui ont un caractère exceptionnel mais qui se rapportent exclusivement pour cette période de transition et de passage, de la nécessité de respecter ce principe de continuité et surtout de la volonté de réaffirmer, par un acte politique, un principe également de nature politique, de la compétence de la Région en certaines matières.
Presidente - Così come è previsto dalla legge, si votano solo gli articoli modificati e poi la legge nel suo insieme.
Metto in votazione l'articolo 3. I consiglieri sono invitati ad esprimere il loro voto. Ricordo ancora che è prevista la maggioranza assoluta dei voti.
Articolo 3 - (Piano di interventi)
1. Nel caso in cui il CIPE non abbia effettuato la ripartizione dei fondi in relazione a ciascuno degli interventi di cui agli articoli 8, 10 e 13 della legge 10/1991, i fondi assegnati alla Regione, ai sensi dell'articolo 9 della medesima legge, sono ripartiti fra i seguenti settori di intervento con le percentuali a fianco di ciascuno indicate:
a) edilizia 40 percento
b) industria 45 percento
c) agricoltura 15 percento.
2. Ove i fondi destinati ad un settore, in base alle percentuali indicate al comma 1, non vengano interamente utilizzati, la somma disponibile viene ripartita proporzionalmente o assegnata agli altri settori.
Esito della votazione
Presenti: 34
Votanti: 28
Favorevoli: 28
Astenuti: 6 (Bavastro, Chiarello, Collé, Lanièce, Marguerettaz e Viérin Marco)
Il Consiglio approva.
Presidente - Votiamo ora l'articolo 17.
Articolo 17 - (Osservatorio energetico regionale)
1. La Regione, nell'ambito delle finalità previste dall'articolo 1, si dota di strutture adeguate ad un'efficace gestione delle problematiche energetiche regionali.
2. É istituito a tal fine un Osservatorio energetico regionale con i seguenti compiti:
a) costituzione di una rete per la rilevazione dei dati di consumo dei vari settori per la formazione di una adeguata banca-dati a livello regionale;
b) rilevazione di fatti energetici salienti con particolare riferimento ai processi di sostituzione di fonti energetiche tradizionali con fonti rinnovabili o assimilate;
c) segnalazione di particolari problemi ed opportunità nell'uso delle fonti di energia e suggerimenti all'utenza di interventi migliorativi;
d) diffusione di informazioni di natura tecnico-economica nel campo dell'energia.
3. L'assegnazione di personale regionale necessario al funzionamento dell'Osservatorio è demandata alla revisione della pianta organica dell'Assessorato dell'industria, del commercio e dell'artigianato.
4. In attesa della suddetta revisione la Giunta regionale è autorizzata ad affidare speciali incarichi a liberi professionisti, ad esperti e consulenti, nei modi e nei termini di cui alle leggi regionali e statali vigenti in materia.
Esito della votazione
Presenti: 34
Votanti: 28
Favorevoli: 28
Astenuti: 6 (Bavastro, Chiarello, Collé, Lanièce, Marguerettaz e Viérin Marco)
Il Consiglio approva.
Presidente - Votiamo infine l'articolo 18.
Articolo 18 - (Comitato regionale per l'energia)
1. É istituito il Comitato regionale per l'energia.
2. Il Comitato è così composto:
a) dall'Assessore dell'industria, del commercio e dell'artigianato o, in sua assenza, dal Dirigente del Servizio industria, artigianato e energia, con funzioni di Presidente;
b) un Dirigente dell'Assessorato dell'agricoltura, forestazione e risorse naturali;
c) un Dirigente dell'Assessorato dell'ambiente, territorio e trasporti;
d) un Dirigente dell'Assessorato dei lavori pubblici;
e) il Primo Segretario, capo del Servizio energia dell'Assessorato dell'industria, del commercio e dell'artigianato;
f) un esperto designato dall'ENEA;
g) quattro esperti designati dalla Giunta regionale;
h) un esperto dell'Università degli Studi di Torino.
3. Il Comitato è costituito con decreto del Presidente della Giunta regionale, su proposta dell'Assessore dell'industria, del commercio e dell'artigianato.
4. Le funzioni di segreteria del Comitato sono svolte da un funzionario del Servizio energia dell'Assessorato dell'industria, del commercio e dell'artigianato.
5. Ai componenti del Comitato estranei all'Amministrazione regionale è corrisposto, per ogni giorno di seduta, un compenso lordo di lire 200.000, oltre al rimborso delle spese sostenute nella misura prevista per il personale dipendente dell'Amministrazione regionale.
Esito della votazione
Presenti: 34
Votanti: 28
Favorevoli: 28
Astenuti: 6 (Bavastro, Chiarello, Collé, Lanièce, Marguerettaz e Viérin Marco)
Il Consiglio approva.
Presidente - Si vota ora il disegno di legge nel suo complesso.
Esito della votazione
Presenti: 34
Votanti: 28
Favorevoli: 28
Astenuti: 6 (Bavastro, Chiarello, Collé, Lanièce, Marguerettaz e Viérin Marco).
Il Consiglio approva.
Il Consiglio è convocato alle ore 9.15 di domani mattina.
La seduta è tolta.
La seduta termina alle ore 20,17.
