Oggetto del Consiglio n. 4404 del 6 aprile 1993 - Resoconto
OGGETTO N. 4404/IX Determinazione per l'acquisizione della quota azionaria di maggioranza della Società "Funivie del Piccolo San Bernardo". (Interpellanza)
Interpellanza Con delibera n. 2784 del 19 marzo 93 la Giunta regionale ha dato mandato alla Finaosta di acquisire, in via temporanea e per un periodo non superiore ai 12 mesi, la quota azionaria di maggioranza della società "Funivie del Piccolo San Bernardo", messa in vendita dall'attuale proprietario. In tal modo la Regione, che è già proprietaria del 32 percento delle azioni di tale società, verrebbe di fatto ad essere anche l'unico azionista (94 percento), nonostante che l'indirizzo costantemente seguito, anche in periodi di grave crisi del settore, sia stato di non superare mai la quota del 35 percento di partecipazione pubblica.
A causa di tale intervento risulta anzitutto preoccupante la filosofia di politica economica del governo regionale, emersa recentemente anche per altre situazioni (Autoporto, Cogne), che mortifica l'iniziativa privata e tende a "balcanizzare" l'economia regionale, mentre in tutto il nonno si affermano orientamenti in senso contrario.
Ma l'intervento appare ancora più pericoloso e preoccupante perché effettuato nei confronti di una società sana e con bilanci attivi, mentre altre società di impianti funiviari sono in grave crisi finanziaria, a maggior ragione, dopo tale precedente premeranno per trasferire all'Amministrazione regionale la proprietà degli impianti e quindi i loro deficit.
Alla luce di tali considerazioni, il sottoscritto Consigliere regionale
interpella
il Presidente della Giunta per conoscere:
1) quali sono i motivi che hanno spinto la Giunta regionale a decidere tale intervento;
2) in che modo si pensa di ricollocare entro 12 mesi presso imprenditori locali il pacchetto azionario che si va ad acquisire e perché tale procedura non viene perseguita subito;
3) qual è, in linea di principio generale ed oggettivo, la linea di demarcazione che individua il carattere strategico di un comparto economico, o all'interno dello stesso di un'azienda, rispetto ad altri.
Firmato: Pascale.
Presidente Ha chiesto la parola per l'illustrazione il Consigliere Pascale.
Pascale (PSI)La Giunta regionale ha dato mandato alla Finaosta di acquisire la quota di maggioranza della società "Funivie del Piccolo San Bernardo", messa in vendita dall'attuale proprietario con una quota del 62 percento, il che porterebbe quindi la quota pubblica al 94 percento in quanto la Regione possiede già il 32 percento.
Questo è un intervento che ritengo preoccupante per due motivi. Il primo è la filosofia che c'è dietro questo intervento e sulla quale abbiamo già avuto occasione di discutere in questo Consiglio a proposito di altre decisioni della Giunta regionale relative alla Cogne e all'Autoporto. Però in questi ultimi casi citati posso capire le motivazioni che portano a intervenire in modo così massiccio, mentre nel caso oggi in questione siamo nell'ambito di un settore certamente strategico ma che già in passato ha avuto momenti di crisi. Io ricordo che già quattro o cinque anni fa, quando la neve mancava da un paio di stagioni, ci furono molte aziende del settore funiviario che chiesero l'intervento pubblico da parte della Regione che in quel momento invece non ritenne di andare in questa direzione. La cosa che mi preoccupa è che si intervenga oggi nei confronti di una società che è sana, con bilanci attivi, quando sappiamo che ci sono altre società che invece sono in piena crisi finanziaria, e cito le "Funivie Gran Paradiso" e le funivie "Crevacol". Si può creare un precedente pericoloso perché, se interveniamo in una società sana, io prevedo che a distanza di poco tempo queste società chiederanno parimenti alla Regione di intervenire, di acquisire le quote private e quindi di attuare una pubblicizzazione dell'impresa.
È un intervento quindi che mi preoccupa, tra l'altro non sono chiari neanche i motivi per cui si interviene, e questa è la prima domanda che faccio. Per quelle che possono essere le conseguenze in futuro rispetto alle altre imprese del settore verso le quali la Giunta regionale deve assumere un indirizzo univoco, dove si vuole andare a finire? Cioè quali sono in via programmatoria le iniziative che la Regione intende assumere in questo settore? Questa è una iniziativa isolata oppure c'è l'intenzione di muoversi in questa direzione per tutte le società funiviarie?
PresidenteRisponde all'interpellanza il Presidente della Giunta Lanivi.
Lanivi (GM) È questo il significato della deliberazione assunta dalla Giunta regionale. L'acquisizione da parte di una società del pacchetto di maggioranza delle "Funivie del Piccolo san Bernardo" va considerata all'interno di una grossa operazione che dovrebbe portare al controllo di un vasto comprensorio turistico invernale che dal Monte Bianco arriva a Pila; quindi si tratta di una operazione che non è episodica ma rientra in un quadro nel quale la Regione è, attraverso varie disposizioni legislative, intervenuta in modo pesante per realizzare questi impianti. Essa si trova di fronte ad una logica con la quale vuole confrontarsi e quindi il carattere stesso della deliberazione di Giunta non è definitivo ma è di tipo prudenziale, cioè è stato dato alla Finaosta il mandato di acquisire per un certo periodo limitato di tempo questa partecipazione, sempre che ci riesca perché la Finaosta non sarà l'unica che farà un'offerta ma potranno essercene altre.
La Regione è di fronte ad un fatto che ha una notevole consistenza, rispetto al quale la Regione tende a creare dei margini difensivi e di contrattazione con quello che il privato sta facendo. Tutto questo per impedire che si arrivi, e ci si potrà arrivare perché non abbiamo nulla di garantito sul fatto che questa operazione possa avere successo, ad un quadro all'interno del quale la Regione abbia difficoltà a concordare le linee di sviluppo strategico relative ad un settore importante per il futuro della Valle d'Aosta quale quello delle attività turistiche.
Questo è il senso della decisione: non è una guerra ai privati, è una posizione di prudenza verso gli interessi regionali, anche rispetto ai notevoli investimenti che la Regione ha fatto in questi ultimi decenni, riuscendo a dotarsi di strutture di impianti di risalita di livello ragguardevole. È dunque su questa logica che si è mossa la Regione e non certamente con l'obiettivo di sostituirsi all'imprenditoria privata. Per quanto riguarda la filosofia generale, non spetta certamente a me, proprio alla scadenza di una legislatura, fare roboanti indicazioni programmatiche, mi permetto solo di fare alcune considerazioni che possono servire alla riflessione di tutti.
Occorre superare la semplificazione del quadro, quasi ci fosse un braccio di ferro tra due operatori ugualmente indispensabili, quello pubblico e quello privato, ed arrivare a mediare in un possibile equilibrio che va stabilito. Ma equilibrio tra chi?
Intanto io vedo tre grandi protagonisti in questa vicenda. Il primo è sicuramente l'Amministrazione regionale perché non possiamo dimenticare che, sia nel settore degli impianti di risalita sia nel settore ricettivo, la Regione mette a disposizione dell'imprenditore privato un cospicuo volume delle sue disponibilità finanziarie; un secondo protagonista è sicuramente rappresentato dall'Amministrazione locale, comuni e comunità montane, che deve ugualmente essere coinvolta e investita dallo sviluppo turistico; vi sono poi altre due dimensioni da considerare, una è l'imprenditoria locale e l'altra è quella esterna. Solo l'equilibrio tra queste due componenti o, se vogliamo vederle nel loro insieme, quattro componenti, può evitare degli interventi in qualche modo in contrasto con una linea corretta di sviluppo non solo dell'economia ma anche del territorio regionale.
Ecco il senso del nostro intervento che, se si vuole parlare di filosofia, non si ispira certo a una filosofia che tende ad umiliare il privato perché, se così fosse, non avrebbe senso tutta quella serie di iniziative che la Regione ha messo in atto proprio per favorire l'imprenditorialità privata. Mi pare che in questo senso vada tutta una serie di interventi e al massimo un grosso discorso da riprendere è quello sulla salvaguardia o la tutela che la Regione deve esercitare per difendere i propri interessi finanziari e perché il suo intervento finanziario non sia semplicemente utilizzato in presenza di una Regione in condizione di assistenza passiva a decisioni che altri prendono. D'altra parte questa dichiarazione non vuole stabilire una sorta di egemonia del Pubblico, cioè non si vuole un Privato piegato o umiliato rispetto a decisioni che potremmo definire tra virgolette Pubbliche o di tipo politico; in questo quadro va stabilito un confronto di tipo dialettico dove le posizioni di ognuno trovino equilibrio rispetto all'interesse complessivo dello sviluppo regionale.
Quindi questa è sicuramente una misura cautelativa e, lo voglio ripetere, di per sé questa deliberazione non consente di raggiungere il risultato: la Regione manifesta la volontà, attraverso il mandato alla Finaosta, di esercitare questa temporanea acquisizione del pacchetto di maggioranza della società da riconsegnare poi ai privati, anche perché questo intervento si colloca all'interno di un fenomeno, di un fatto, di una evoluzione che condurrà a consegnare ad una sola società una vastissima area del nostro territorio. Questa è la volontà e questi sono gli obiettivi che, attraverso questa deliberazione, la Giunta regionale ha voluto manifestare.
Presidente Ha chiesto la parola per la replica il Consigliere Pascale.
Pascale (PSI) Ringrazio il Presidente della Giunta per le risposte. Io posso capire le motivazioni prudenziali che hanno spinto la Giunta a decidere questo intervento e posso anche concordare sulla necessità di raggiungere quell'equilibrio tra parte pubblica e imprenditoria privata locale ed esterna che sarebbe ottimale per la razionalizzazione dei comparti produttivi in Valle d'Aosta e anche in Italia, questo però è un equilibrio che difficilmente si riesce a raggiungere e mi pare che sia materia di discussioni anche a livello nazionale quando si parla di privatizzazioni.
Io non credo dunque che noi dobbiamo spaventarci di fronte alla concentrazione di imprese, anzi, in una economia che si apre all'Europa questa cosa è da favorire perché la concentrazione di imprese consente di realizzare economie di scala, di essere competitivi con le aziende esterne e quindi in una Europa che si apre è una operazione da favorire.
Capisco anche che sarebbe però ottimale realizzare questa concentrazione di imprese attraverso l'imprenditoria locale ma qui ritorniamo al vecchio discorso che abbiamo fatto tante volte e a chiederci se questa imprenditoria locale c'è o non c'è. Quando la si cerca, questa imprenditoria locale, non la si trova e se non la si trova adesso, Presidente, non la si troverà neanche fra 12 mesi. Io non credo che, se la Regione riuscirà ad acquisire questa maggioranza, nel giro di 12 mesi noi troveremo in loco le forze imprenditoriali capaci di sostituire l'imprenditoria esterna perché se non ci sono adesso e non c'erano nel passato, come abbiamo avuto più volte modo di sperimentare, non ci saranno neanche tra 12 mesi, quindi posso convenire che l'equilibrio che lei auspicava sarebbe quello giusto ma non credo che si possa raggiungere questo risultato.
Non vorrei quindi che, ogni volta che l'imprenditoria locale viene meno, la Regione le si debba sostituire perché se così fosse si verrebbe a stravolgere quella giusta filosofia dell'intervento pubblico in vista di un determinato equilibrio. Io quindi mantengo le mie perplessità sull'efficacia di questa azione rispetto ai propositi che sono stati manifestati.
