Resoconto integrale del dibattito dell'aula

Oggetto del Consiglio n. 4282 del 10 marzo 1993 - Resoconto

OGGETTO N. 4282/IX Adeguamento della disciplina del Parco Nazionale del Gran Paradiso. (Interpellanza)

Interpellanza Premesso che:

malgrado le trattative iniziate dalla precedente Giunta regionale con il Ministero dell'Ambiente al fine di giungere all'adeguamento della disciplina del Parco Nazionale del Gran Paradiso nei confronti della legge quadro nazionale sulle aree protette del 1991, tuttora la situazione non risulta avviata a soluzione;

la nomina del direttore generale è stata effettuata arbitrariamente nel novembre 1992 dall'Ente Parco nonostante la legge quadro preveda che tale nomina spetta al Ministro dell'Ambiente e nonostante già nel marzo 1992 l'allora sottosegretario all'Ambiente diffidava con telegramma l'Ente Parco ad instaurare nuovi rapporti di lavoro in quanto erano in corso trattative con le Regioni Valle d'Aosta e Piemonte;

prestigiose associazioni nazionali come ad esempio il Touring Club Italiano hanno protestato formalmente col Ministro dell'Ambiente per tale nomina, venuta unilateralmente al di fuori della legge sulle aree protette e soprattutto al di fuori delle trattative in corso;

associazioni ambientaliste nazionali hanno persino presentato contro l'Ente Parco sia esposti alla Procura della Repubblica per abuso in atti d'ufficio che ricorsi in sede amministrativa per l'annullamento del provvedimento;

i sottoscritti consiglieri regionali

Interpellano

la Giunta regionale per sapere:

1) a che punto sono le trattative con il Ministero dell'ambiente al fine di definire l'intesa che porti al decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri per l'adeguamento;

2) chi stia conducendo tali trattative e chi rappresenti gli interessi della Valle d'Aosta, visto che molti soggetti direttamente coinvolti non risultano a conoscenza della situazione (ad esempio Corpo Forestale Valdostano, comunità di Valsavarenche, eccetera );

3) se risulti vero che la Regione avrebbe ceduto su importanti punti dell'intesa in corso, quale la sede del Parco, che la legge impone nel territorio del Parco stesso e che potrebbe essere portata da Torino in Valle d'Aosta, con benefici occupazionali e di immagine, oltre che sulla sorveglianza, che la legge prevede per il Corpo Forestale e che nel caso della Valle d'Aosta andrebbe al Corpo Forestale Valdostano, controllato dalla Regione, anziché ai guardaparco, come si prospetta, che però potrebbero essere immessi nel Corpo Forestale Valdostano con benefici per loro dal profilo dello stipendio e della previdenza;

4) quali iniziative prendere la Giunta per far valere i diritti della Valle d'Aosta e le proprie rivendicazioni in questa delicata trattativa, che risulterà decisiva per il futuro del parco e la soluzione delle note ed annose questioni.

F.to: Limonet - Lanièce.

Presidente Ha chiesto di illustrare l'interpellanza il Consigliere Limonet.

Limonet (DC) Premesso che malgrado le trattative iniziate dalla precedente Giunta regionale con il Ministero dell'Ambiente al fine di giungere all'adeguamento della disciplina del Parco Nazionale del Gran Paradiso nei confronti della legge-quadro nazionale sulle aree protette del 1991, a tuttora la situazione non è avviata a soluzione; considerato che la nomina dei direttore generale è stata effettuata a nostro avviso arbitrariamente nel novembre 1992 dall'Ente parco, nonostante la legge-quadro preveda che la nomina spetti al Ministero dell'ambiente e nonostante che già nel marzo 1992 l'allora sottosegretario all'ambiente diffidava con telegramma l'Ente parco ad instaurare nuovi rapporti di lavoro, in quanto erano in corso trattative con la Regione Valle d'Aosta e la Regione Piemonte; considerato inoltre che prestigiose associazioni a livello nazionale, ad esempio il Touring Club, hanno protestato formalmente con il Ministero dell'ambiente per tale nomina e che associazioni ambientaliste nazionali, fra cui la Cronos 1991, hanno persino presentato contro l'Ente parco sia esposti alla Procura della repubblica per abuso di potere in atti di ufficio, che ricorsi in sede amministrativa per l'annullamento del provvedimento, e che ancora tre deputati (Alterio, Bori, Saretta) abbiano presentato al Ministero dell'ambiente una interrogazione, tutto questo premesso, si chiede alla Giunta a che punto sono le trattative con il Ministero dell'Ambiente, al fine di definire l'intesa che porti al decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri per l'adeguamento della disciplina del Parco Gran Paradiso nei confronti della legge-quadro nazionale approvata.

Chiediamo anche chi stia conducendo tali trattative e chi rappresenti la Valle nei suoi interessi, visto che molti soggetti sembra che non siano stati coinvolti per le trattative. Chiediamo inoltre se risulta vero che la Regione avrebbe ceduto su alcuni punti importanti, tipo la sede del parco, che la legge impone nel territorio del parco stesso, e che potrebbe essere portata da Torino in Valle d'Aosta, con benefici occupazionali e anche di immagine. Vi è inoltre il discorso della sorveglianza, che la legge prevede debba essere affidata al Corpo forestale e che nel caso della Valle verrebbe affidata al Corpo forestale valdostano. Questi potrebbero essere messi nel corpo forestale valdostano con benefici per loro dal punto di vista dello stipendio e della previdenza.

In ultimo vorremmo sapere quali iniziative intende prendere la Giunta, per far valere i diritti della Valle d'Aosta e le proprie rivendicazioni.

Presidente Ha chiesto di parlare l'Assessore all'Ambiente, Territorio e Trasporti Nicco.

Nicco (Ass.Tec.)Si chiede a che punto sono le trattative, chi le sta conducendo e quali iniziative intende prendere la Giunta.

Ho già ricordato in una precedente occasione che c'era stato un incontro fra Giunta regionale, rappresentanti delle amministrazioni locali e i due parlamentari per esaminare assieme come procedere in merito a questa questione, che senz'altro, come sta scritto nella interpellanza, risulterà decisiva per il futuro del parco e per la soluzione delle note annose questioni.

In quella riunione si è dato avvio ad un gruppo di lavoro composto da un rappresentante degli enti locali, da due rappresentanti della Giunta (agricoltura e ambiente), dai due parlamentari e da un esperto in materia. È questo il gruppo che ha redatto una bozza di decreto, a cui già avevo fatto riferimento. La bozza di decreto è stata consegnata personalmente al Ministro in occasione della sua venuta ad Aosta il 30 ottobre. Già allora abbiamo chiesto al Ministro di definire rapidamente una posizione del Ministero in merito alla nostra proposta ed anche di convocare il più rapidamente possibile un incontro fra Ministero, Regione Valle d'Aosta e Regione Piemonte, cioè fra i tre soggetti che devono partecipare a questa intesa.

Abbiamo più volte sollecitato una risposta in merito, ne è emerso un incontro al Ministero dell'ambiente il 21 gennaio con la sola Regione Valle d'Aosta, in quanto la Regione Piemonte non era stata invitata. A tale incontro hanno partecipato i due parlamentari della nostra Regione, l'esperto che era stato nominato in questo gruppo di lavoro ed un dirigente dell'Assessorato dell'ambiente in sostituzione dell'Assessore, che in quei giorni (per i noti motivi di famiglia) non poteva partecipare. In quella sede è stata nuovamente illustrata la nostra posizione, cioè i contenuti di questo decreto, ed abbiamo ancora sollecitato una rapida risposta in merito. Dato che questa risposta continuava a tardare da parte del Ministero, abbiamo chiesto noi che si convocasse finalmente un incontro fra il Ministro e le due Regioni, incontro che era stato fissato per la giornata di domani alla presenza del Ministro dell'ambiente, dell'Assessore ai parchi della Regione Piemonte e dell'Assessore all'ambiente della Regione Valle d'Aosta. Poi le dimissioni del Ministro hanno fatto rinviare questo incontro.

Ricordo anche che non vi è solo la questione del decreto del parco del Gran Paradiso, ma vi sono tutta una serie di altri problemi aperti per quanto riguarda la 394, tant'è vero che una serie di regioni: (Abruzzo, Emilia, Liguria, Marche, Piemonte, Puglia, Sicilia, Toscana, Valle d'Aosta e Veneto), ha formalmente protestato per quella che è stata definita l'inerzia del Ministero dell'ambiente in merito all'attivazione di un positivo rapporto con le regioni per l'attuazione della 394.

Proprio a seguito di questa iniziativa di parte regionale sempre domani doveva esserci un incontro con le regioni che fanno parte del comitato per le aree protette, di cui noi siamo componenti a pieno titolo assieme al Piemonte, all'Abruzzo, alla Basilicata, al Veneto e alla provincia autonoma di Trento.

Questo è lo stato della questione. Vi è poi una serie di domande specifiche. Ci sarebbero dei soggetti che non sono a conoscenza della situazione. Si fanno due esempi: la comunità di Valsavarenche e il Corpo forestale valdostano. Per quanto riguarda la comunità di Valsavarenche, ho detto prima che fin dall'inizio è stato dai comuni interessati designato un proprio rappresentante nel gruppo di lavoro che ha steso materialmente il testo della bozza di decreto, evidentemente questo rappresentante deve fare da tramite con le amministrazioni locali. Per quanto riguarda invece il Corpo forestale valdostano, a me risulta che dipenda tuttora da un assessorato, al quale può rivolgersi per avere tutte le informazioni in materia.

Al punto terzo si chiede se risulti vero che la Regione avrebbe ceduto su importanti punti dell'intesa in corso. Diciamo subito che allo stato attuale non c'è nessuna intesa in corso, sul tappeto c'è solo la nostra proposta, a cui nessuno ha dato risposte. Per quanto riguarda i due punti che sono sollevati al punto terzo della interpellanza, voglio leggere quello che è scritto in questa nostra bozza. In merito alla sede si dice quanto segue: "L'ente parco Gran Paradiso, persona giuridica di diritto pubblico, ha sede legale e amministrativa principale in Valsavarenche, sedi amministrative secondarie sono istituite ad Aosta e a Torino". In merito alla sorveglianza questo gruppo di lavoro dice: "La sorveglianza sul territorio del Parco Nazionale del Gran Paradiso è affidata al Corpo dei Guardaparco, nonché al Corpo forestale valdostano per la parte del territorio compresa nella Regione Valle d'Aosta e al Corpo forestale dello Stato per la parte di restante territorio. Il coordinamento è assicurato dall'Ente parco in forme da definire". Ricordo che su questa specifica questione sono state sentite anche le Organizzazioni Sindacali.

Infine, sulla questione del direttore a cui si fa riferimento e di cui si è discusso anche in questi giorni, avevo già in una precedente riunione del Consiglio ricostruito i diversi passaggi che avevano portato a quella nomina. Abbiamo sentito ultimamente il Ministero in merito a questo problema e ci è stato risposto che l'ufficio legislativo, a cui era stato chiesto un parere sulla legittimità di quegli atti, ancora non ha formulato una risposta in materia e che comunque l'orientamento del Ministero era di riparlare della questione del direttore contestualmente alla discussione sul decreto.

Presidente Ha chiesto di parlare per la replica il Consigliere Limonet.

Limonet (DC) Per dichiararmi parzialmente soddisfatto per il fatto che la bozza di decreto sia stata presentata al Ministero; credo che sarebbe sta-to opportuno prima, senza dover arrivare a fare delle interpel-lanze per conoscere il contenuto, portare il fatto in commissione.

In riferimento al direttore credo che non sia logico che l'Am-ministrazione regionale mantenga dei rapporti con un direttore che è stato nominato con un metodo fuori dagli schemi della legge: con il metodo del silenzio-assenso, poiché non è stato risposto in tempo ad una delibera del consiglio di amministrazione dell'ente parco, oppure rifacendosi ad una legge precedente, che non può che essere superata dalla nuova, tanto più che l'articolo 9 di questa legge, al comma 11, dice testualmente: "Il direttore del parco è nominato dal Ministero dell'ambiente con concorso pubblico" e non con selezione come è stato fatto.

Per queste ragioni sono in parte soddisfatto, ma gradirei che si definisse il discorso della presidenza del parco, cioè il rapporto della Giunta con l'ente parco, che si pretendesse questa definizione sul discorso della presidenza, e direi che, se ci sono fatti nuovi, il Consiglio ne venga a conoscenza senza dover presentare delle interpellanze.