Oggetto del Consiglio n. 4281 del 10 marzo 1993 - Resoconto
OGGETTO N. 4281/IX Ricerca di una soluzione adeguata per la realizzazione del raccordo autostradale del Gran San Bernardo (Interpellanza).
Interpellanza Il recente arresto di alcuni imprenditori, nell'ambito dell'inchiesta sul raccordo autostradale del Gran San Bernardo, ha evidenziato ulteriormente le illegalità che hanno accompagnato l'approvazione di tale progetto e l'affidamento dei lavori.
Tutti i presupposti di urgenza su cui si basava un progetto inadeguato sono del resto caduti essendo state ampiamente superate le scadenze di legge per la ultimazione dei lavori.
In tale contesto appare indispensabile provvedere ad una revisione del progetto arrivando all'adozione di una variante che permetta di spostare la localizzazione degli svincoli e di salvare casa Faverge.
Tutto ciò premesso, e ricordato che nella seduta del Consiglio regionale del 25 febbraio 1992 l'Assessore ai Lavori Pubblici aveva preannunciato un incontro fra la Regione e il Ministro dei Lavori Pubblici per concordare le iniziative da assumere;
il sottoscritto Consigliere regionale del Gruppo Verde Alternativo
Interpella
la Giunta regionale per sapere:
1) in che data si è svolto l'incontro fra Regione e Ministro dei Lavori Pubblici e quali esiti ha dato tale incontro;
2) che cosa si intende fare per dare una soluzione adeguata al problema, nel senso indicato dagli abitanti della frazione di Signayes.
F.to: Riccarand.
Presidente Ha chiesto di illustrare l'interpellanza il Consigliere Riccarand, ne ha facoltà.
Riccarand (VA) Questa interpellanza richiama nelle premesse la inchiesta della magistratura di Aosta relativamente alla questione dell'accordo Gran San Bernardo.
Questa interpellanza era stata presentata il 25 febbraio, quindi non aveva potuto tener conto delle ultime vicende; vi è infatti il riferimento al recente arresto di alcuni imprenditori, adesso sappiamo che l'inchiesta si è estesa a personaggi politici, parlamentari, probabilmente personaggi politici importanti della Valle d'Aosta, funzionari, tecnici, inoltre avvisi di garanzia sono stati inviati al presidente e ad alcuni dirigenti della SAV eccetera. È una inchiesta che sta facendo emergere le illegalità diffuse e gravi che hanno accompagnato l'iter di questo progetto, in particolare le illegalità e i fenomeni di corruzione che hanno accompagnato l'inserimento di questo progetto all'interno delle Colombiadi.
L'inserimento del raccordo autostradale del Gran San Bernardo all'interno del programma delle manifestazioni colombiane di Genova è la chiave per capire tutto quello che è successo ed è anche il motivo di fondo che ha determinato i problemi che più volte in questo Consiglio abbiamo dovuto affrontare, soprattutto per quanto riguarda il tipo di progetto che è stato fatto in relazione all'abitato della frazione di Signayes.
L'inserimento all'interno delle Colombiadi ha infatti significato che il progetto è stato discusso molto affrettatamente in sede delle famose conferenze dei servizi, senza un approfondimento reale da parte degli organi della Regione e da parte degli organi del comune di Aosta e degli altri comuni interessati, con il risultato di avere una progettazione approssimativa, accompagnata da affermazioni false e da elaborati progettuali del tutto inadeguati. Il risultato è stato un progetto che si è rivelato negativo rispetto alle conseguenze, in particolare per quanto riguarda la frazione di Signayes, con le proteste giuste da parte degli abitanti. Ricordo che in questo Consiglio il primo atto è stato una petizione presentata da un centinaio di abitanti di Signayes nel settembre 1991, dopo di che ci sono state ulteriori prese di posizione, fino alla mobilitazione che ormai da una settimana viene portata avanti dagli abitanti della frazione, perché siamo arrivati ad un momento decisivo. Infatti nell'arco degli ultimi dieci giorni la situazione è cambiata in modo profondo rispetto ai dati che avevamo prima, perché quella inchiesta della magistratura che prima richiamavo ha fatto emergere alla luce del sole un quadro di illegalità che prima avevamo solo ipotizzato, ma non avevamo elementi reali, fattuali per indicarlo. Ora questo sta emergendo e sta emergendo in forme ancora più gravi di quello che avremmo potuto ipotizzare.
Ricordo che avevo parlato un mese fa in Consiglio di falso ideologico, qui siamo ben oltre il falso ideologico, le turbative d'asta; qui siamo di fronte ad episodi di corruzione molto gravi che hanno accompagnato questa vicenda. Questo è il primo dato che cambia, non ci si può in un quadro di illegalità diffusa venire a dire che non si può toccare niente perché ci sono state certe decisioni. Quelle decisioni sono state prese non serenamente, non in base a norme di legge, ma dietro impulsi di denaro, dietro a bustarelle e a tangenti versate in centinaia e centinaia di milioni (i dati che trapelano sono di oltre un miliardo) e quindi sicuramente non erano delle scelte corrette dal punto di vista giuridico.
L'altro dato che spinge ad una soluzione urgente è rappresentato dal fatto che l'avanzare dei lavori, in particolare nella galleria di Signayes, rende urgente una decisione ferma da parte degli organi competenti, altrimenti si arriverebbe ad un punto in cui i lavori pregiudicherebbero soluzioni alternative così come sono richieste dagli abitanti di Signayes. Sappiamo che la richiesta di variante formulata dal comitato di Signayes prevede una uscita dalla galleria di circa 4 metri più in alto rispetto alla uscita prevista attualmente; questo significa che ci deve essere una omogeneità di pendenza in galleria che va programmata nel tempo, per cui bisogna intervenire quando lo scavo non è ancora arrivato ad un punto in cui si determinerebbe una diversità di pendenze eccessiva. E siamo proprio in quel punto lì; siamo arrivati ad un punto dello scavo in galleria in cui se si va oltre si pregiudica una soluzione differente. Da qui la necessità urgente di arrivare ad una presa di posizione definitiva, cioè dire esattamente, vista la situazione che si è creata, visto il quadro complessivo, viste le esigenze che ci sono, cosa si vuol fare.
Nei giorni scorsi ci sono state delle prese di posizione molto importanti; c'è stata una posizione del consiglio di frazione di Signayes che ha detto no alla variante tecnica come proposta da un gruppo di lavoro, che però non risolveva i problemi dell'abitato perché manteneva l'uscita in località Faverge con l'abbattimento della casa Faverge con l'uscita nel mezzo di questo gruppo di abitati e senza andare a nord dell'ultima casa della frazione, come veniva richiesto. C'è stato un pronunciamento di tutto il consiglio comunale di Aosta, che ha detto no a questa variante tecnica proposta dal gruppo di lavoro, ma ha detto no anche al progetto approvato in sede di conferenza di servizi nel luglio 1991, in cui fra l'altro il comune di Aosta era presente con un suo rappresentante. In quella occasione il comune di Aosta proprio per quel tipo di procedura non aveva espresso un parere negativo, però adesso, di fronte alla situazione che si è creata con un approfondimento del progetto, di fronte alle contestazioni degli abitanti, ha deciso alla unanimità che quel tipo di progetto, quel tipo di variante proposta non va bene, che bisogna accogliere la proposta presentata dal comitato di Signayes.
C'è stata una lettera del Presidente della Giunta regionale alla SAV nei giorni scorsi, in cui ha chiesto alla SAV di soprassedere a lavori che possono compromettere una soluzione alternativa, che deve essere definita nei suoi aspetti progettuali e attuata.
Di fronte a queste posizioni credo ci sia un mutamento di indirizzo che è quello che avevamo auspicato in passato, che va nella direzione richiesta dagli abitanti, ma che deve essere formalizzato chiaramente in questo Consiglio, e da questa volontà politica che deve emergere dal Consiglio devono scaturire delle scelte conseguenti, operative, che vadano nel senso di evitare lavori che possono pregiudicare una soluzione alternativa e di individuare altresì con il Ministero competente, con l'ANAS e con la SAV, gli strumenti operativi perché una variante valida venga approvata in tempi rapidi.
Ho visto che nel documento approvato dal Consiglio comunale di Aosta c'è l'impegno di approvare in tempi rapidissimi la variante che viene proposta, lo stesso impegno lo possiamo assumere come Regione Valle d'Aosta, per cui credo che i tempi per l'approvazione di una variante possano essere rapidi se c'è questa volontà.
L'interpellanza vuole avere dei chiarimenti da parte della Giunta per quanto riguarda le volontà complessive dell'esecutivo regionale rispetto a questa situazione.
Presidente Ha chiesto di parlare l'Assessore ai Lavori Pubblici, Vallet.
Vallet (UV) Je dois dire avant tout que la rencontre que nous avions demandée au Ministre des Travaux Publics, M. Merloni, a été fixée pour vendredi prochain à 10 h..
La situation commence à s'éclaircir, dans le sens que, étant partis avec le projet qui avait été approuvé par la conférence des services, ayant examiné au mois de juillet les requêtes de changer le même projet, ayant travaillé en tenant compte de la discipline assez ponctuelle qui avait été fixée par les organes de l'ANAS, surtout au point de vue des temps et de la démarche administrative, étant changé depuis lors les conditions, étant donné que les temps évidemment n'ont pas été respectés, étant donné que toute une série des perplexités a été soulevée quant à la validité des autorisations, nous avions dans le temps demandé des réponses au Ministre des Travaux Publics, surtout en ce qui concerne le discours des autorisations.
Ayant maintenant constaté le travail que le groupe de travail a fait en étudiant la variante qui a été proposée maintenant par la société des autoroutes, ayant pris acte que le conseil des hameaux et le conseil communal d'Aoste ont repoussé cette variante, et que le conseil communal d'Aoste a maintenant aussi déclaré sa contrariété au projet approuvé à son temps par la conférence des services, il est évident qu'il s'agit en ce moment de trouver les instruments qui puissent nous permettre d'étudier et donc réaliser un tracé différent qui puisse tenir compte des observations.
C'est dans ce sens que nous irons à la rencontre avec le Ministre, pour comprendre quels sont les instruments qu'on a à disposition pour définir la question des temps de réalisation, pour définir les problèmes concernant l'arrêt des travaux qui est nécessaire pour permettre l'approbation du projet de variante et pour comprendre si la discipline qui au mois de juillet avait été posée est encore la même ou si elle n'existe plus. Dans ce dernier cas il est évident qu'on a un espace de manoeuvre plus ample.
C'est donc en ce sens que le Président de la Junte a envoyé deux lettres à la société des autoroutes pour demander de tenir compte de ces exigences et donc de ne pas procéder avec des travaux qui pourraient mettre en discussion un éventuel changement du tracé.
Presidente Ha chiesto di parlare per la replica il Consigliere Riccarand.
Riccarand (VA) Sono parzialmente soddisfatto della risposta dell'Assessore, perché mi sembra che esprima comunque una volontà di modificare precedenti posizioni che erano a mio avviso troppo appiattite rispetto alle esigenze poste dalla SAV. Mi sembra che la volontà che sta emergendo sia quella di dare una risposta positiva alle richieste degli abitanti e di fermare quei lavori che possono pregiudicare la variante; a questo proposito vorrei chiarire che la richiesta non è mai stata quella di bloccare tutti i lavori, né è necessario farlo del resto, si tratta di bloccare soltanto quei lavori che sono strettamente collegati ad un discorso di pendenze.
Quindi, se emerge un accordo di andare a modificare il tracciato ed a fare una variante, si possono calcolare subito le nuove pendenze, non è necessario bloccare per un lungo periodo i lavori.
Gli ingegneri queste cose le fanno molto rapidamente perché per un lungo tratto lo sviluppo della galleria non verrebbe modificato; si tratta solo di modificare leggermente le pendenze, ma per un lungo tratto, ripeto, la galleria non verrebbe modificata nel suo tracciato.
Mi pare che questa posizione, che già del resto era contenuta nella lettera del Presidente della Giunta, sia sostanzialmente confermata da quello che diceva adesso l'Assessore Vallet.
Credo però che, per evitare ogni equivoco su questa cosa, sarebbe opportuno che il Consiglio regionale prendesse una posizione uf-ficiale nella sua globalità, cioè si esprimesse in modo chiaro.
Quindi il nostro Gruppo si riserva, dopo la discussione delle inter-pellanze, di presentare una risoluzione, in modo che il Consiglio si possa esprimere in modo chiaro su questa vicenda e in modo che l'incontro che avverrà con il Ministro venerdì sia supportato, oltre che dal voto del consiglio di frazione e del consiglio comunale di Aosta, anche da un voto del consiglio regionale che indichi chiaramente la volontà di fare questa variante.
So benissimo che ci saranno alcuni problemi tecnici, alcuni rapporti con le imprese, alcuni costi aggiuntivi, però sono tutti problemi superabilissimi nel momento in cui c'è la volontà di andare in questa direzione.
Siccome questa volontà esiste, credo che vada formalizzata con una risoluzione nel corso dei lavori di questo Consiglio, in modo che l'obiettivo dell'incontro diventi definire le modalità per fare questo, e non un dibattito che possa rimettere in discussione tutto quanto.
Si dà atto che, dalle ore 12,22, presiede il Vicepresidente Stévenin.
