Oggetto del Consiglio n. 3 del 14 gennaio 1976 - Verbale

OGGETTO N. 3/76 - Problemi concernenti l'approvazione del regolamento organico per il personale dell'Ente Ospedaliero Regionale. (Ritiro di Mozione)

Il Presidente CAVERI dichiara aperta la discussione sulla seguente mozione, presentata dai Consiglieri Pollicini, Chanu, Lustrissy e Dujany, concernente: "Problemi relativi all'approvazione del Regolamento organico per il personale dell'Ente Ospedaliero Regionale", mozione trasmessa in copia ai Consiglieri, unitamente all'ordine del giorno dell'adunanza del 15 e 16 dicembre 1975:

MOZIONE

Il Consiglio Regionale in relazione allo sciopero generale a tempo indeterminato proclamato, a partire da lunedì 24 novembre, dalle Organizzazioni Sindacali e dal Consiglio dei delegati del personale dell'Ente Ospedaliero Regionale contro:

a) l'atteggiamento dilatorio e, nella sostanza, negativo della Giunta Regionale in merito all'approvazione del regolamento organico dell'E.O.R;

b) l'interpretazione palesemente e arbitrariamente restrittiva della legge 386 che, di fatto, si sostanzia in un atteggiamento generale della Giunta Regionale mirante a negare all'E.O.R. qualsiasi spazio di autonomia gestionale e funzionale tali da pregiudicarne il regolare funzionamento;

c) il mancato espletamento, da parte della Giunta Regionale, degli atti dovuti in base all'art. 66 dell'accordo unico nazionale di lavoro (recepito dall'Ente Ospedaliero sin dal 23.12.1974), il quale demanda, ad una commissione paritetica composta da rappresentanti dell'Ente e sindacali - presieduta dall'Assessore regionale alla Sanità - compiti di studio per la riorganizzazione e ristrutturazione di alcuni servizi di vitale importanza.

CONSIDERATA la delicatezza dei compiti di istituto dell'E.O.R. nei riguardi della salute della popolazione;

CONSCIO che la trattazione dei problemi dell'Ente non può ammettere atteggiamenti superficiali o burocratici da parte della Giunta Regionale che in definitiva provocano disagio ai ricoverati;

DELIBERA

di impegnare la Giunta:

1) ad approvare con assoluta urgenza il regolamento organico del personale dell'Ente Ospedaliero Regionale;

2) a dare un'interpretazione corretta (e quindi non restrittiva come quella attuale) della legge 386 del 17.8.1974;

3) a dare attuazione - per quanto di sua competenza - all'accordo unico nazionale di lavoro, già recepito dall'E.O.R. sin dal 23.12.1974.

F.ti: A. Pollicini, G. Chanu, F. Lustrissy, C. Dujany.

Il Consigliere POLLICINI, a nome dei presentatori, illustra la mozione sottolineando la grave situazione in cui si trova il personale dell'Ente Ospedaliero Regionale. Infatti, dal momento della creazione dell'Ente, è iniziata, tra i delegati del personale e il Consiglio di amministrazione, una lunga trattativa per l'elaborazione del Regolamento organico per il personale. Al termine della trattativa che è stata molto laboriosa anche perché si è dovuto ristrutturare completamente il precedente organico dimostratosi del tutto inadeguato ed insufficiente, l'accordo sul Regolamento è stato raggiunto ed il Regolamento stesso, approvato dal Consiglio di amministrazione dell'Ente, è stato inviato alla Giunta regionale per il controllo tutorio.

A questo punto, la Giunta regionale, dopo aver consultato più volte i delegati del personale, i Sindacati ed il Consiglio di amministrazione dell'Ente Ospedaliero, ha promesso che il Regolamento organico sarebbe stato approvato; successivamente, però il Regolamento è stato rinviato non approvato al Consiglio di amministrazione dell'Ente.

Fa presente che il comportamento, poco corretto, della Giunta regionale che ha procrastinato senza validi motivi l'esame del Regolamento organico dei dipendenti ospedalieri per poi emettere un provvedimento di non approvazione, avrebbe generato, tra il personale ospedaliero, il malcontento sfociato nello sciopero generale che ha paralizzato l'attività ospedaliera con gravissimo disagio dei ricoverati.

Denuncia poi la posizione troppo rigida assunta dalla Giunta regionale e, in particolare dall'Assessore Jorrioz, per avere interpretato in modo troppo restrittivo l'art. 6 della legge 17.8.1974, n. 386, vietando nuove assunzioni di personale e ciò senza tener conto del fatto che l'organico allora in vigore era del tutto inadeguato alle necessità dell'ospedale.

Passa poi ad esaminare altri aspetti altrettanto gravi della situazione ospedaliera: quello delle strutture che sono del tutto insufficienti e quello relativo al personale medico.

Ritiene, riguardo al problema del tempo pieno dei medici ospedalieri, che l'Amministrazione regionale avrebbe già dovuto interessarsi della questione dando al Consiglio di Amministrazione dell'Ente Ospedaliero precise direttive volte ad evitare che, con l'assunzione del tempo pieno da parte di parecchi sanitari, si possano creare dei vuoti nelle strutture ambulatoriali operanti in Valle d'Aosta.

Ricorda poi che la precaria situazione dei servizi di radiologia dell'Ospedale aostano, dovuta a carenza di personale tecnico, può essere imputata all'esecutivo regionale che ha rifiutato l'autorizzazione ad assumere tre tecnici di radiologia allorquando i posti erano previsti in organico.

Fa notare che la scarsa efficienza del servizio radiologico è dimostrata anche dal fatto che è sorto, in Aosta, un gabinetto radiologico privato, convenzionato con l'INAM, il quale ha accettato, poiché evidentemente le ha ritenute remunerative, le tariffe praticate da tale Istituto; inoltre un analogo servizio privato, funzionante a Pont-Saint-Martin, esegue il 25% degli esami radiologici della zona. Questo deve essere di stimolo alla Regione che si deve adoperare per dotare i servizi ospedalieri delle strutture e del personale indispensabili per garantire alla popolazione una adeguata assistenza sanitaria.

Rileva, pertanto, che, per non correre il rischio di vedere l'Ente pubblico superato dall'iniziativa privata, devono essere, con urgenza, adottati i provvedimenti necessari per ultimare i lavori di ampliamento dell'ospedale generale (lavori che procedono troppo a rilento) e per riprendere la costruzione dell'ospedale geriatrico, previo, beninteso, uno studio sulla precisa destinazione da dare all'opera stessa.

Conclude il suo intervento invitando l'esecutivo regionale a precisare i suoi intendimenti riguardo a tutti i problemi da lui sollevati, problemi che devono essere affrontati con urgenza, per porre rimedio alla precarietà della situazione sanitaria attualmente esistente in Valle d'Aosta.

Il Consigliere Giovanna SIGGIA invita la Giunta a dare una interpretazione corretta della legge regionale 19.2.1975, n. 2, in modo da chiarire le procedure da seguire per l'approvazione delle deliberazioni dell'Ente Ospedaliero Regionale, concernenti il Regolamento organico del personale; in particolare dovranno essere ben precise le competenze della Giunta, del Consiglio regionale e della Commissione consiliare permanente per la Sanità ed Assistenza Sociale, per quanto concerne le deliberazioni dell'Ente ospedaliero, facendo distinzione tra i provvedimenti relativi ad assunzioni di personale nell'ambito delle vigenti tabelle organiche, e quelli riguardanti ampliamenti di organico con istituzione di nuovi servizi.

In relazione all'esposizione fatta dal Consigliere Pollicini, precisa che non risponde al vero l'asserzione dell'avvenuta apertura di un gabinetto radiologico in Aosta, poiché tale servizio avrebbe dovuto essere autorizzato dal Sindaco di Aosta e, per quanto le risulta, nessuna richiesta in tal senso è pervenuta all'Amministrazione comunale.

Il Presidente della Giunta ANDRIONE ritiene che la legge regionale 19.2.1975, n. 2, possa essere interpretata nel senso che le deliberazioni concernenti questioni già previste dal regolamento organico dell'Ente Ospedaliero regionale devono essere esaminati della Giunta regionale, mentre rientrerebbe nella competenza del Consiglio regionale ogni provvedimento relativo ad ampliamenti della tabella organica.

Precisa comunque che di tale problema si discuterà nella prossima riunione della Giunta e che le determinazioni della Giunta stessa saranno comunicate alla Commissione consiliare permanente per la Sanità che dovrà valutare se la questione dovrà essere sottoposta, o meno, all'esame del Consiglio regionale.

Il Consigliere LUSTRISSY critica il comportamento dilatorio della Giunta regionale che ha tenuto in sospeso per circa tre mesi la deliberazione del Consiglio di amministrazione dell'Ente Ospedaliero regionale relativa all'approvazione del nuovo Regolamento organico per il personale. Fa poi presente che, in Valle d'Aosta, nulla e si è fatto finora in materia di programmazione ospedaliera e si chiede quali siano i compiti dell'Ufficio regionale che è stato istituito appunto allo scopo di programmare e coordinare d'iniziativa in materia.

Rileva che manca totalmente qualsiasi parvenza di coordinamento tra l'attività dell'Amministrazione regionale e quella del Consiglio di amministrazione dell'Ente ospedaliero.

Fa notare che sarebbe opportuno studiare la possibilità di creare delle unità sanitarie decentrate allo scopo di diminuire il superlavoro cui è continuamente sottoposto l'Ospedale aostano; una soluzione in questo senso potrebbe essere quella di riattivare dei centri del tipo delle infermerie di Cogne e del Villaret di La Thuile, indirizzandoli verso una gestione di tipo specializzato, anche se pare che l'eventualità di recuperare certe strutture sia stata bocciata dal Consiglio di amministrazione dell'Ente ospedaliero.

In conclusione richiede che si provveda, innanzitutto, a definire il problema dell'organico dell'Ente Ospedaliero regionale e, subito dopo, si appronti con serietà un piano di ristrutturazione ospedaliera che preveda, oltre il proseguimento e l'ultimazione delle opere attualmente in corso, anche il recupero delle infermerie di Cogne e La Thuile.

Infine dovrebbe, a suo avviso, essere riorganizzato l'Ufficio regionale di programmazione ospedaliera ponendolo nelle condizioni di operare in modo razionale per una ristrutturazione completa dell'organizzazione sanitaria della nostra Regione.

Auspica però che, per tutte le iniziative sopracitate, siano sempre sentiti i pareri degli organi consultivi regionali, con particolare riferimento alle Commissioni consiliari permanenti e che sia instaurato un dialogo con il Consiglio di amministrazione dell'Ente Ospedaliero regionale.

L'Assessore JORRIOZ, in risposta alle accuse rivoltegli, asserisce che se c'è stato atteggiamento dilatorio, riguardo alla definizione dei problemi relativi al Regolamento organico dell'Ente Ospedaliero, questo atteggiamento può essere imputato ai suoi predecessori in quanto, al momento della sua nomina ad Assessore regionale alla Sanità, la trattativa si protraeva da più di quattro anni. Asserisce poi di essersi sempre adoperato, sin dalla sua nomina, con ogni sollecitudine per addivenire ad una rapida soluzione della vertenza, tanto che, dopo un solo giorno di sciopero dei dipendenti ospedalieri, aveva già siglato un accordo per la definizione del problema.

Quanto poi alla mancata approvazione, da parte della Giunta regionale, della deliberazione contenente il Regolamento organico del personale dell'Ente ospedaliero, fa notare che il Regolamento stesso presentava circa 50 articoli contrastanti con l'accordo nazionale FIARO-Sindacati relativo alla regolamentazione di tutto il personale ospedaliero, recepito integralmente, dall'Ente regionale, il 23 dicembre 1974. Di conseguenza la Giunta regionale non ha potuto avallare un provvedimento che si palesava illegittimo sotto vari aspetti, disattendendo l'accordo nazionale per accogliere richieste settoriali o per appagare interessi individuali.

Fa inoltre presente che, al momento dell'inquadramento in ruolo del personale ospedaliero, ci si è trovati di fronte ad un numero altissimo, certamente superiore al reale fabbisogno, di dipendenti della carriera ausiliaria, senza specializzazione alcuna, mentre vi era carenza di personale qualificato.

Per quanto è stato riferito in merito alle strutture ospedaliere, assicura che, nel più breve tempo possibile, cioè entro il prossimo mese di febbraio, saranno portate in discussione in Consiglio la ristrutturazione dell'Ente Ospedaliero, nonché l'ultimazione dei lavori di costruzione dell'Ospedale geriatrico e dei nuovi reparti dell'Ospedale generale, lavoro quest'ultimo che ha subito dei ritardi a causa di mutamenti nella destinazione dei locali.

Riguardo al problema delle due infermerie di Cogne e di La Thuile, fa presente che la questione è già stata sottoposta all'attenzione del Consiglio di amministrazione dell'Ente che l'ha già esaminata con esito negativo. L'Amministrazione regionale, però, è interessata alla questione e non è escluso che posso acquistare gli immobili di cui si tratta, riservandosi di studiarne, in un secondo tempo, la riorganizzazione.

Il Consigliere POLLICINI precisa che tra le cause del ritardo nella definizione del Regolamento organico dell'Ente ospedaliero, non devono essere considerati i quattro anni di trattative sindacali, in quanto in tale sede l'Amministrazione regionale non aveva alcun potere di intervento.

Ribadisce che i motivi che hanno ritardato l'entrata in vigore del Regolamento di cui si tratta, vanno imputati all'attuale Giunta regionale che ha procrastinato, oltremisura, la fase di controllo, cedendo poi solamente d'innanzi allo sciopero generale di protesta da parte del personale dell?Ente Ospedaliero.

Successivamente, in relazione all'impegno da parte dell'Assessore alla Sanità di discutere il problema ospedaliero nel prossimo mese di febbraio, dichiara che la mozione può essere considerata superata, se non sul piano politico, almeno sul piano tecnico; quindi, a nome dei presentatori, la ritira.

Il Presidente CAVERI, dopo aver constatato che nessun altro Consigliere intende prendere la parola sull'argomento e che la mozione è stata ritirata dai proponenti, dichiara chiusa la discussione.

Il Consiglio prende atto.