Oggetto del Consiglio n. 2 del 14 gennaio 1976 - Verbale

OGGETTO N. 2/76 - Iniziative in favore della libertà del popolo cileno. (Approvazione di mozione)

Il Vice Presidente Maria Celeste PERRUCHON dichiara aperta la discussione sulla seguente mozione, presentata dai Consiglieri regionali Chincheré, Manganoni e Monami, concernente l'oggetto: "Iniziative in favore della libertà del popolo cileno", mozione trasmessa in copia ai Signori Consiglieri unitamente all'ordine del giorno dell'adunanza del 15 e 16 dicembre 1975:

MOZIONE

Il Consiglio regionale della Valle d'Aosta,

ricordando il secondo anniversario del tragico Golpe in Cile, da parte dei fascisti di Pinochet che ha trasformato questo Paese in un grande carcere, nel quale il popolo è torturato solo per il fatto di essere patriota e democratico o per aver appoggiato i Governo di "Unidad Popular", che ha calpestato le fondamentali libertà e i diritti umani proclamati nella carta delle Nazioni Unite e nella Dichiarazione universale dei Diritti dell'Uomo e che ha portato il Paese ad una crisi economica di gravissima portata tale da ridurre in poco tempo l'occupazione di 800.000 unità;

esprimendo il suo preoccupato sdegno per l'attentato fascista contro l'esponente democristiano Bernardo Leighton cileno e sua moglie in esilio a Roma e la sua solidarietà con le vittime dell'infame gesto di violenza;

accogliendo il pressante appello di solidarietà richiesto dai patrioti cileni al fine di rendere sempre più evidente l'isolamento del regime fascista di Pinochet;

DELIBERA

di invitare, mediante telegramma, il Segretario delle Nazioni Unite ad adottare le misure necessarie affinché venga garantita l'applicazione della risoluzione adottata il 6 novembre 1974 relativa ai diritti umani nel Cile e alla libertà per i prigionieri politici;

di impegnare la Giunta a collaborare per la riuscita di tutte le manifestazioni in favore della libertà del popolo cileno che verranno organizzate nella Regione.

F.ti: Franco Chincheré, Claudio Manganoni, Luigi Monami.

Il Consigliere CHINCHERÉ esordisce lamentando il grave ritardo con il quale la mozione è stata inserita all'ordine del giorno del Consiglio regionale; infatti, dalla data di presentazione, sono trascorsi ben 77 giorni. Raccomanda pertanto che inconvenienti del genere non abbiano più a verificarsi anche per non vanificare le possibilità concrete di realizzare quanto viene richiesto nel documento con attualità ed immediatezza.

Passando poi ad illustrare la mozione che, a suo avviso, non ha perso importanza, nonostante il tempo trascorso dalla presentazione, riassume la triste vicenda della Nazione cilena, che, con il colpo di stato di due anni fa ha visto crollare il democratico governo del Presidente Allende ed ha subito la più spietata dittatura, perdendo tutte le prerogative di libertà che sono proprie di un popolo civile.

Sostiene poi che il colpo di stato che ha sovvertito l'ordine in Cile sarebbe stato preparato al di fuori del Cile stesso, con la connivenza dell'imperialismo americano, attraverso i suoi servizi di informazione - conosciuti come C.I.A. - servizi segreti che, a suo avviso, sono in collusione anche con i servizi segreti italiani con pregiudizio per l'indipendenza del nostro paese.

Esprime poi il suo sdegno per l'attentato fascista contro l'esponente democristiano cileno Bernardo Leighton, esternando la sua solidarietà con le vittime di questo brutale atto di violenza.

Invita quindi il Consiglio regionale ad una chiara presa di posizione per ribadire il suo impegno antifascista, la sua solidarietà con la popolazione cilena e confermare la sua disponibilità per tutte le iniziative in favore della libertà del popolo cileno che potranno essere organizzate nella Regione.

Chiede, infine, informazioni al Presidente della Giunta in merito ad un contributo regionale erogato a favore del "Comitato Valdostano per il Cile democratico", in lire 2.000.000, mentre, dietro suo personale interessamento, era stato promesso un contributo di lire 2.500.000.

Il Presidente della Giunta ANDRIONE, dopo aver assicurato il proprio interessamento in merito al citato contributo, chiede chiarimenti riguardo alla parte dispositiva della mozione, che, a suo avviso, dovrebbe essere completata in quanto non risulta quale sia il tipo di collaborazione che la Giunta regionale verrebbe chiamata a dare.

Il Consigliere CHINCHERÉ, premesso che, a suo avviso, iniziative ed intervento di questo genere dovrebbero rientrare tra le competenze dell'Ufficio di Presidenza del Consiglio regionale, i che non è stato possibile perché, a suo dire, la Presidenza del Consiglio non si è dichiarata disponibile in tale senso, precisa che la collaborazione della Giunta regionale deve essere intesa, nei confronti del Comitato valdostano per il Cile democratico, non solo come impegno politico, ma anche come adesione organizzativa ed economica.

Il Presidente della Giunta ANDRIONE propone che il secondo capoverso del testo dispositivo della mozione sia emendato sostituendo alle parole "di impegnare la Giunta", le parole "di impegnare la Presidenza della Giunta".

Il Consigliere PARISI accusa di demagogia i presentatori della mozione e ricorda che esistono tanti altri problemi, che riguardano la nostra Italia, ben più importanti e pressanti.

Il Presidente CAVERI, dopo aver constatato che nessun altro Consigliere intende prendere la parola sull'argomento in esame, pone ai voti, per alzata di mano, l'approvazione della mozione in discussione, emendata come da proposta del Presidente della Giunta.

Procedutosi alla votazione, per alzata di mano, il Presidente CAVERI accerta e comunica che il Consiglio, con voti favorevoli ventisei (Consiglieri presenti ventisette; votanti ventisei; astenutosi dalla votazione il Consigliere Parisi), ha approvato la sottoriportata mozione:

"MOZIONE

Il Consiglio regionale della Valle d'Aosta,

ricordando il secondo anniversario del tragico Golpe in Cile da parte dei fascisti di Pinochet che ha trasformato questo Paese in un grande carcere, nel quale il popolo è torturato solo per il fatto di essere patriota e democratico o per aver appoggiato il Governo di "Unidad Popular"; che ha calpestato le fondamentali libertà e i diritti umani proclamati nella carta delle Nazioni Unite e nella Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo e che ha portato il Paese ad una crisi economica di gravissima portata tale da ridurre in poco tempo l'occupazione di 800.000 unità;

esprimendo il suo preoccupato sdegno per l'attentato fascista contro l'esponente democristiano Bernardo Leighton cileno e sua moglie in esilio a Roma e la sua solidarietà con le vittime dell'infame gesto di violenza;

accogliendo il pressante appello di solidarietà richiesto dai patrioti cileni al fine di rendere sempre più evidente l'isolamento del regime fascista di Pinochet;

DELIBERA

di invitare, mediante telegramma, il Segretario delle Nazioni Unite ad adottare le misure necessarie affinché venga garantita l'applicazione della risoluzione adottata i 6 novembre 1974 relativa ai diritti umani nel Cile e alla libertà dei prigionieri politici;

di impegnare il Presidente della Giunta a collaborare per la riuscita di tutte le manifestazioni in favore della libertà del popolo cileno che verranno organizzate nella Regione".

Il Consiglio prende atto.