Oggetto del Consiglio n. 1 del 14 gennaio 1976 - Verbale
OGGETTO N. 1/76 - Comunicazione del Presidente del Consiglio. Rinvio a giudizio di Consiglieri regionali in relazione alla deliberazione consiliare n. 95, in data 12 luglio 1965, recante modificazioni migliorative, a vantaggio della Regione, di alcune clausole del vigente capitolato di concessione per l'esercizio della Casa da Gioco di Saint-Vincent.
Il Presidente CAVERI comunica che il Giudice Istruttore del Tribunale di Aosta ha rinviato a giudizio alcuni Consiglieri regionali, perché, secondo l'accusa, avrebbero ricevuto somme di denaro in relazione all'approvazione della deliberazione consiliare n. 95, in data 12 luglio 1965.
Per quanto lo riguarda, contesta i fatti attribuitogli ed afferma che il contratto del 1965 è il migliore contratto che la Regione ha stipulato con la S.I.T.A.V per la gestione della Casa da gioco di Saint-Vincent.
Precisa, infatti, che tale contratto, in confronto a quello stipulato nel 1957 è nettamente migliorativo per la Regione, in quanto contiene, tra le altre, nuove clausole circa la soppressione dei premi e dei super premi di incremento e circa la determinazione di plafond per il concorso finanziario della Regione al rischio annuo di esercizio per eventuali assegni insoluti e per il concorso per iniziative o manifestazioni extracontrattuali; il che, nel 1965, rappresentava per la Regione un maggior gettito annuo di entrate di circa 350.000.000 di lire, salito, oggi, ad oltre 1.000.000.000 di lire. Aggiunge che, sempre nel contratto del 1965, sono contenute nuove clausole che impongono alla S.I.T.A.V rilevanti oneri finanziari volti allo sviluppo del turismo in Saint-Vincent e in Valle d'Aosta.
Fa ancora presente che il ricorso alla trattativa privata, adottata per la proroga della concessione alla S.I.T.A.V per la gestione della Casa da gioco di Saint-Vincent, è un procedimento del tutto regolare, consentito dalle leggi vigenti, in relazione alle speciali circostanze ed alla particolare natura del servizio, e che la regolarità dell'appalto a trattativa privata è stata confermata dalla Commissione di Coordinamento in sede di controllo.
Annuncia infine che è stata presentata, dal Gruppo consiliare comunista, una mozione sull'argomento, mozione che sarà iscritta all'ordine del giorno della prossima adunanza.
Il Consigliere DOLCHI conferma che il Gruppo consigliare del P.C.I. ha presentato una mozione sull'argomento, in quanto ritiene l'argomento stesso di estrema importanza.
Ribadita, a nome del Gruppo cui appartiene, la validità della decisione assunta dal Consiglio regionale in ordine alla deliberazione n. 95, in data 12 luglio 1965, e ricordato che i Consiglieri del Gruppo comunista, interessati alla vicenda, si sono messa a disposizione della Magistratura, senza avvalersi, per coloro che avrebbero potuto farlo, dell'immunità parlamentare, dichiara di ritenere che il Presidente della Giunta regionale, anch'egli interessato alla vicenda, dovrebbe valutare attentamente la possibilità di rassegnare le proprie dimissioni, sia per mantenere integro il prestigio della carica che ricopre sia per ribadire la tradizionale correttezza amministrativa della Valle d'Aosta, sia, fine, per consentire una più ampia libertà di giudizio e di difesa, scevra delle implicazioni che potrebbero derivare, al giudizio stesso, dalla sua particolare posizione di Presidente della Giunta e di Prefetto.
Si riserva, infine, di illustrare meglio, nel corso del dibattito sulla citata mozione, la posizione politico-amministrativa del suo Partito in ordine alla vicenda in questione che mette in risalto la necessità e la validità, sempre sostenuta in campo nazionale dal P.C.I, della legge statale concernente il finanziamento pubblico dei Partiti, quale mezzo di moralizzazione della vita politica del Paese.
Il Presidente della Giunta ANDRIONE osserva che la mozione presentata dei Consiglieri del Gruppo comunista costituisce, in pratica, una mozione di sfiducia nei confronti delle Presidente della Giunta in carica. Pertanto ritiene che la stessa debba essere iscritta al primo punto dell'ordine del giorno della prossima adunanza del Consiglio.
Il Consigliere POLLICINI annuncia che il Gruppo consiliare dei Democratici Popolari presenterà, al più presto, una mozione di sfiducia nei confronti del Presidente della Giunta, mozione che non è ancora stata presentata soltanto perché il gruppo stesso riteneva che le dimissioni sarebbero state presentate spontaneamente dal Presidente Andrione, in relazione alla delicatezza della sua posizione e in considerazione dell'importanza della carica che egli ricopre.
In proposito ricorda che tra breve, dovranno essere iniziate le trattative per il rinnovo del contratto di concessione per la gestione della Casa da gioco di Saint-Vincent, contratto che scade il 31 dicembre 1977, e fa notare che sarebbe auspicabile che la trattativa fosse condotta da un Presidente di Giunta al di sopra di ogni sospetto, anche per fugare eventuali dubbi di connivenza.
Il Presidente della Giunta ANDRIONE comunica di non aver ancora ricevuto la notifica dell'ordinanza di rinvio a giudizio e che, di conseguenza, si riserva di illustrare, in sede di discussione delle due mozioni preannunciate, i motivi per i quali non intende dimettersi.
Il Consigliere PARISI ricorda ai Consiglieri Dolchi e Pollicini che, prima di chiedere le dimissioni del Presidente della Giunta, avrebbero dovuto annunciare le dimissioni dei Consiglieri dei rispettivi Gruppi coinvolti nella vicenda. Fa poi presente che sarebbe opportuno, prima di emettere giudizi, di attendere l'esito del procedimento giudiziario.
Rammenta, infine, che, in campo nazionale, esistono molti scandali di proporzioni ben maggiori, riguardo ai quali mai nessuno si è preoccupato di presentare delle mozioni.
L'Assessore al Turismo, Antichità e Belle Arti, MILANESIO osserva come, in Valle d'Aosta, sovente i Gruppi che animano la scienza politica, quando non hanno altre carte da giocare, ricorrono alla Magistratura per trarre vantaggio politico da determinati fatti.
Ritiene che, nel caso in esame, anche perché la composizione politica del Consiglio non consente ampio spazio di manovra, non corra, per il Presidente della Giunta, l'obbligo di presentare le dimissioni, in quanto ciò non è previsto da nessuna norma di legge. D'altra parte neppure il Senatore Germano, già Consigliere regionale del P.C.I., rinviato pure lui a giudizio, ha presentato le dimissioni, ma ha semplicemente chiesto che, nei suoi confronti, fosse concessa l'autorizzazione a procedere.
In conclusione ritiene opportuno attendere gli sviluppi dell'inchiesta giudiziaria, prima di discutere la questione in Consiglio regionale; fa, inoltre, presente che, in simili circostanze, il discorso dell'etica e dell'onore ha un valore molto relativo, dal momento che non sono ancora dimostrate le responsabilità.
Nella situazione attuale, deve semplicemente essere fatta, da parte dei Movimenti di maggioranza, una valutazione politica, valutazione che, a suo avviso, implica che il Presidente della Giunta non deve rassegnare le dimissioni.
Il Consigliere CHANU, dichiarandosi rispettoso delle funzioni della Magistratura, dalla quale si attende un giudizio equo, constata con amarezza come in Valle d'Aosta, si stia vivendo una brutta pagina di malcostume politico.
Per quanto concerne l'affermazione del Presidente Andrione, il quale, non avendo ricevuto il decreto di citazione in giudizio, si è riservato di illustrare in un secondo tempo la propria posizione, sostiene che l'atteggiamento del Presidente stesso sia poco credibile in quanto ai fatti che hanno determinato l'intervento della Magistratura sono ben noti a tutti, soprattutto ai protagonisti della vicenda.
Rinnova l'invito al Presidente Andrione a presentare le proprie dimissioni, allo scopo di dare una dimostrazione di serena attesa del giudizio e, soprattutto, di evitare che possano sorgere nuovi dubbi sulla regolarità delle prossime trattative relative al rinnovo della gestione della Casa da gioco di Saint-Vincent.
Il Consigliere LUSTRISSY ricorda che, nei tempi passati, in occasione di analoghi casi di rinvio a giudizio di Consiglieri regionali, i rappresentanti dell'attuale maggioranza si erano lungamente battuti per chiedere le dimissioni o, addirittura, la sospensione dei Consiglieri regionali stessi, invocando, oltre i principi di deontologia e di etica politica, anche alcune disposizioni della legge comunale e provinciale e lasciando, altresì, intravvedere la possibilità che le adunanze del Consiglio effettuate con la partecipazione di Consiglieri rinviati a giudizio, fossero dichiarate nulle. Ora a suo avviso, permane la validità delle tesi allora sostenute, per cui sussiste ancora il dubbio che possa essere constatata la validità delle adunanze consiliari alle quali partecipano i Consiglieri rinviati a giudizio.
Chiede pertanto che, prima di continuare la seduta, si chiarisca se l'attuale adunanza possa essere considerata valida o meno.
Il Consigliere DOLCHI precisa che la mozione, presentata dal suo Gruppo, non deve essere intesa come atto di sfiducia nei confronti dell'attuale maggioranza, bensì come ricerca di un confronto franco, aperto con l'attuale Presidente della Giunta, per discutere sull'opportunità delle sue dimissioni in considerazione dell'alta carica che ricopre e per il simbolo che rappresenta nella vita della Regione valdostana.
Il Consigliere CHANU, in relazione alle affermazioni del Presidente Caveri circa la convenienza del contratto stipulato con la SITAV nel 1965, considera che, se tale contratto era migliorativo rispetto alla situazione precedente, nulla vieta di pensare che, forse, senza i fatti che ora sono all'esame della Magistratura, il contratto stesso avrebbe potuto essere ancora più vantaggioso per la Regione.
Per questo motivo ritiene che l'amministrazione regionale potrebbe anche avere interesse, come Ente, a costituirsi parte civile nei confronti degli eventuali responsabili. Quindi, anche sotto questo profilo, sarebbe auspicabile che il Presidente della Giunta rassegnare le dimissioni, per lasciare, all'Amministrazione la possibilità di decidere liberamente se costituirsi o meno parte civile nel processo in corso.
Il Consigliere CLUSAZ chiede di proseguire nella trattazione dell'ordine del giorno dell'attuale adunanza, rimandando la presente discussione al momento dell'esame delle mozioni di cui è stata annunciata la presentazione.
Il Presidente della Giunta ANDRIONE precisa che il Giudice istruttore del processo di cui trattasi aveva richiesto all'allora Presidente della Giunta Dujany, se intendesse costituire parte civile l'Amministrazione regionale e che il Presidente Dujany stesso, dopo essersi consultato con un giurista, aveva ritenuto di non costituirsi parte civile.
Il Consigliere CHANU ribadisce la propria posizione affermando che la possibilità di costituirsi parte civile permane fino all'apertura del dibattimento, per cui ribadisce che le dimissioni del presidente della giunta potrebbero, perlomeno, consentire da parte dell'esecutivo una più serena valutazione della situazione.
Il Presidente CAVERI, dopo aver constato che nessun altro Consigliere intende prendere la parola, dichiara chiusa la discussione e comunica che l'argomento sarà trattato nella prossima adunanza del Consiglio regionale.
Il Consiglio prende atto.
