Oggetto del Consiglio n. 4231 del 25 febbraio 1993 - Resoconto
OGGETTO N. 4231/IX Armonizzazione delle indicazioni del Piano di bacino di traffico. (Interrogazione)
Interrogazione Ricordato che con deliberazione di Giunta n. 5454 del 2 giugno 1992, pubblicizzata sulla stampa, si fissava il termine ultimo di venerdì 11 settembre 1992 per la presentazione di proposte al fine di un eventuale inserimento delle stesse negli elaborati relativi al Piano di bacino di traffico;
Rilevato che a tuttora non si hanno notizie in merito;
i sottoscritti consiglieri regionali
Interrogano
l'Assessore competente per sapere:
1) se il Comune di Aosta ha fatto pervenire le sue proposte in merito, onde armonizzarle con le indicazioni del Piano di Bacino di traffico regionale;
2) e quando detto Piano sarà depositato per essere sottoposto all'esame e all'approvazione del Consiglio regionale.
F.to Renato Limonet - Bondaz
PresidenteRisponde l'Assessore dell'ambiente territorio e trasporti Nicco.
Nicco (Ass.tec.) Si tratta di una questione annosa che i consiglieri interroganti conoscono bene e che vale forse la pena di ripercorrere brevemente perché il problema è effettivamente importante.
Se ne parla dall'ormai lontano 1982 ma forse anche da prima: la legge 15 luglio n. 32 di quell'anno, legge quadro per il trasporto collettivo di persone e di cose in Valle d'Aosta, all'articolo 4 stabilisce, per l'appunto, che la Giunta regionale formuli e sottoponga al Consiglio regionale il Piano di Bacino di traffico, Bacino che sin da allora è stato stabilito per la nostra regione come un Bacino unico.
L'elaborazione di questo Piano è stata poi via via differita anche se citata, credo, nei programmi un po' di tutti quanti, anche di questa maggioranza.
In realtà, se non erro, non è neppure stato ricostituito il Comitato regionale dei Trasporti Collettivi che sul Piano dovrebbe esprimere un parere, almeno così recita la legge 15 luglio 82, e che avrebbe dovuto essere costituito sin dall'inizio di questa legislatura.
Io, in quanto Assessore, un timido tentativo in questo senso ho cercato di farlo, anche se eravamo oramai alla fine della legislatura, ma pare che anche questo semplice adempimento trovi ostacoli di natura burocratica.
Ora, è certo che la redazione di questo Piano di Bacino di traffico è un'opera ardua, complessa, difficile, ma forse lo è diventata anche perché abbiamo voluto dare a questo Piano troppe valenze, mettere assieme in un unicum una mole tale di questioni che alla fine ne è derivato un nodo inestricabile.
Si è scritto che il Piano dovrebbe contenere, tra l'altro, indicazioni su provvedimenti e misure urgenti per il contenimento dell'inquinamento atmosferico e del rumore in tutto il territorio regionale ed in particolare ad Aosta, così è detto nella deliberazione di Giunta del 31 dicembre 1991.
Sappiamo invece che per quanto riguarda questi temi sono altri i canali da seguire: l'Assessorato della sanità sta predisponendo il Piano di risanamento acustico, gli assessorati della sanità e dell'ambiente si stanno occupando del Piano regionale di risanamento e tutela della qualità dell'aria. Si è voluto soprattutto legare questo Piano di Bacino di traffico alla questione del regime concessionale e cioè al suo passaggio da provvisorio a definitivo, così almeno si legge nella deliberazione di Giunta del 2 giugno 1992; questa indicazione è stata riproposta dal Servizio competente anche in seguito e si è voluto legare il Piano anche alla determinazione del conguaglio: ricordo una lettera del Responsabile del Servizio all'allora Assessore Limonet, 7 maggio '92, in cui questa questione era posta come conditio sine qua non, fin quando infatti non si fosse risolto questo problema il Piano doveva essere differito.
Vediamo ora quale è stata l'evoluzione della situazione: la Giunta, con deliberazione ricordata dall'interrogante, nel prorogare le concessioni per i trasporti pubblici collettivi aveva fissato un termine, l'11 settembre, entro il quale dovevano pervenire le proposte dei vari Enti pubblici ma anche dei privati, relative a questo Piano di Bacino di traffico, ai sensi dell'articolo 4 comma terzo della citata legge che prevede la partecipazione degli organismi interessati.
In luglio è stata data ampia comunicazione alla stampa di questo termine e di quanto stabilito con quella deliberazione, con riferimento sia al Piano di Bacino di traffico sia all'adeguamento dell'altro piano più generale, il Piano regionale dei Trasporti e dei Sistemi di comunicazione.
Devo dire che le risposte sono state numerose: tre associazioni, otto singoli cittadini, quattordici enti, società concessionarie, impianti di risalita, comuni e comunità montane. Sono risposte e indicazioni sicuramente interessanti, utili e a volte anche un po' fantasiose.
Voglio ricordarne alcune, visto che siamo in argomento: una funicolare collegante il piazzale di Frachey di Champoluc con l'Alpe Mase, stazioni intermedie, una telecabina fino al colle delle Cime Bianche; collegamento di Chamois con la Magdeleine e Valtournenche con un réseau di quattro seggiovie e due telecabine; funicolare a Planey e Pré-Saint-Didier, quale base per lo sfruttamento del comprensorio di Arpetta, e in quota un collegamento con un tunnel illuminato, in lieve pendenza e transitabile da sciatori; ancora un'altra funicolare in Val Veny, con percorso misto, con partenza da Plan Ponquet; una cremagliera per la Val d'Ayas; una linea ferroviaria lungo la vallata da Châtillon a Breuil Cervinia; un'ascensore a piano inclinato per trasporto persone a Cheneil; e chi più ne ha più ne metta.
Quindi è arrivato molto materiale, purtroppo però noi abbiamo fatto un errore perché nel richiedere la presentazione di queste proposte abbiamo compiuto un'ingenuità, avremmo infatti dovuto chiedere che ogni proposta fosse accompagnata da un piano finanziario, ancorché sommario, e da chi i finanziamenti doveva poi mettere in essere. Credo che se avessimo chiesto tutto questo probabilmente le risposte sarebbero state più contenute, soprattutto se avessimo chiesto anche la compartecipazione dei proponenti a tali finanziamenti.
Per quanto concerne il Comune di Aosta, un quesito specifico posto dagli interroganti, le proposte che sono pervenute sono in realtà un riepilogo dei principali atti predisposti da quella Amministrazione comunale: a partire dal Piano Urbano di traffico dell'89 che tendeva alla progressiva diminuzione del traffico veicolare privato nel centro di Aosta, al programma urbano dei parcheggi sempre dell'89, allo schema strutturale del piano regolatore del settembre del '90 che al suo interno contiene elementi di riforma del sistema della mobilità urbana, alla adesione alla legge nazionale n.208 del novembre del '91 eccetera, eccetera.
Ricordo ancora che, al fine di acquisire dati utili per questo importante piano, il 21 ottobre abbiamo realizzato una sorta di censimento degli autobus finanziati con contributo regionale, per verificare in primo luogo l'utenza; anche da questi dati sono emerse delle situazioni degne di nota.
Abbiamo degli autobus semivuoti non solo su linee marginali, come possono essere il collegamento tra Pont-Saint-Martin e Ivery o il collegamento con alcune valli laterali, ma abbiamo potuto rilevare che l'utenza è molto scarsa anche su alcune linee di percorrenza molto più lunga: in particolare per il collegamento Courmayeur-Malpensa di 414 Km, con un trasporto medio di 5 passeggeri, noi diamo come Amministrazione regionale un contributo di oltre 3000 lire ogni chilometro, fate un po' voi i conti di quello che ci viene a costare il trasporto di 5 passeggeri.
Per entrare più nel merito, vorrei richiamare due questioni di fondo che oggi condizionano in modo determinante la redazione di questo Piano di Bacino di traffico.
La prima è la seguente: le Ferrovie sono, come è noto, in fase di radicale trasformazione. Passi decisivi sono stati compiuti in questo ultimo periodo. In particolare, il 29 dicembre sono stati siglati tra il Ministero dei Trasporti e le FF.SS., diventate una S.p.A., sia il contratto di programma sia il contratto di servizio pubblico. Questo contratto prevede all'articolo 5 la stipula di accordi tra la società FF.SS. e le regioni, accordi che non possono non fondarsi sull'integrazione dei diversi modi di trasporto, su ferro e su gomma.
Noi in tale direzione ci siamo mossi subito, istituendo una commissione mista tra Regione e Ferrovie, che ha iniziato i suoi lavori il 16 febbraio.
È chiaro che ciò che emergerà da questa commissione dovrà essere recepito da questo Piano di Bacino di traffico: nel momento in cui spetterà a noi acquistare i servizi per mantenere in funzione la linea Aosta Pré-Saint-Didier, non potremo continuare a finanziare la parallela linea su gomma, quindi si dovrà operare per integrare questi due modi di trasporto ed il Piano dovrà recepire tutta questa problematica.
Seconda questione non meno importante: come è noto, e come certo sanno i consiglieri interroganti, è in corso proprio in questi mesi, in questi giorni, una revisione della legge quadro del trasporto pubblico, la 151; c'è stata una riunione degli Assessori regionali, convocata a Roma il 4 febbraio, che ha avviato l'esame di questo disegno di legge presentato dal Governo.
Tra le questioni più delicate, e qui richiamerei proprio l'attenzione di tutti i consiglieri, vi è la definizione delle modalità attraverso le quali devono essere assegnate le concessioni.
L'articolo chiave, il 9, recita nella sua attuale formulazione, che queste concessioni vengono assegnate al miglior offerente secondo la formula dell'asta pubblica; ora, tutti capiamo bene che cosa questo significa.
Ricordo ancora che è stata poi avviata in questo periodo la discussione presso gli Enti Locali del P.T.P., il quale pure al titolo 2 articolo 4 recita: "il P.T.P. definisce i sistemi di trasporto e di viabilità", e all'articolo 15 indica una sorta di gerarchia tra gli strumenti di pianificazione e infatti dice: "la Giunta regionale cura che Piani o atti consimili estranei al P.T.P., aventi comunque attinenza con esso, vengano adottati e sottoposti all'approvazione del Consiglio corredati da puntuali norme di coordinamento con il P.T.P. medesimo".
Ma mi sembra che i due elementi centrali siano quelli a cui ho accennato prima, cioè la questione delle Ferrovie e la questione della revisione della 151. In considerazione di tutti questi elementi a me pare essenziale concentrare in questo periodo la nostra attenzione sui seguenti problemi ed atti.
Primo punto: occorre predisporre gli atti affinché si possa procedere a questo famoso conguaglio, che sarebbe stato assai meglio effettuare ben prima di oggi, tra somme liquidati e quanto dovuto alle società concessionarie, in riferimento all'intero periodo dall'82 all'92; è un'operazione che oggi è quanto mai complessa e delicata, anche perché stranamente in questa materia due più due non fa mai quattro ma fa o tre o cinque e tra il tre e il cinque c'è una differenza di svariati miliardi.
Il tutto è legato, come sicuramente sa il Consigliere interrogante, all'interpretazione di un articolo della legge 38 del 1982 o meglio di una nota dell'allegato di questa legge, interpretazione sulla quale dovrà essere il Consiglio, questo Consiglio, a pronunciarsi sulla base di ben fondati e sostenibili pareri; questa mi pare veramente oggi la questione centrale ed è quella sulla quale stiamo per l'appunto lavorando.
Secondo punto: si tratta di proseguire con le Ferrovie le trattative, che si presentano tutt'altro che facili; il 4 marzo le Ferrovie dovrebbero presentarci una bozza di contratto di servizio e noi in questa bozza di contratto intendiamo inserire non solamente le questioni della linea Aosta - Pré-Saint-Didier, ma molte altre relative al trasporto ferroviario nella nostra regione.
Terzo punto: si tratta di seguire attentamente l'evoluzione legislativa della nuova 151, specie proprio per quanto concerne le modalità di assegnazione delle concessioni.
La mia personale opinione è che è corretto e prudente, sottolineo prudente, operare sottraendoci a spinte, che sicuramente ci sono, interessate a forzare la situazione in una direzione piuttosto che in un'altra.
Mi pare che la materia, sia quella ereditata dal passato sia quella che si è presentata ultimamente, offra spunti abbondanti per lavorare assiduamente in questi pochi mesi che abbiamo di fronte.
PresidenteLa parola al Consigliere Limonet.
Limonet (DC) Grazie Presidente. Ringrazio l'Assessore che ha fatto un'ampia disamina sull'argomento che già conosco in parte per averlo vissuto in prima persona anche se per un tempo limitato. Però non posso ritenermi soddisfatto o per lo meno mi ritengo solo parzialmente soddisfatto.
La risposta al punto uno della domanda è molto vaga: anche se le notizie che ci ha dato l'Assessore sono molto interessanti, in effetti non si riesce a capire se negli incontri con il Comune di Aosta siano scaturite delle proposte ben precise in merito appunto alla riorganizzazione del traffico cittadino.
Soprattutto per quanto riguarda la domanda su quando detto Piano sarà depositato per essere sottoposto all'esame e all'approvazione del Consiglio regionale, diciamo che non le viene data una risposta ma soprattutto non viene preso un impegno, non vengono fissate eventualmente delle date.
Quindi non sono soddisfatto anche perché, con la deliberazione della Giunta del 2 giugno 1992, pubblicizzata sulla stampa, fissando il termine ultimo di venerdì 11 settembre 1992 per la presentazione di proposte relative al Piano di Bacino di traffico, si voleva secondo me dare l'impressione all'opinione pubblica che la cosa era fatta; purtroppo, adesso, a 8 mesi di distanza, mi sembra che non ci siano ancora i presupposti affinché la questione si risolva.
Consiglierei l'Assessore, se riesce, se può, di togliere un po' di carne dal fuoco per portare almeno a termine qualche cosa.
