Resoconto integrale del dibattito dell'aula

Oggetto del Consiglio n. 4187 del 15 febbraio 1993 - Resoconto

OGGETTO N. 4187/IX Nuove disposizioni per la sospensione della fornitura di corredini presso il reparto maternità del Presidio ospedaliero Beauregard. (Interpellanza)

Interpellanza A conoscenza che dal 1° gennaio 1993 è stata emanata la disposizione che le mamme che vengono ricoverate nell'Unità Operativa. di Pediatria e Patologia neonatale nel Presidio Ospedaliero Beauregard di Aosta, debbano provvedere direttamente al corredino per vestire i neonati;

i sottoscritti consiglieri regionali

interpellano

l'Assessore competente per conoscere:

- quali sono le motivazioni per le quali è stato preso il provvedimento e da chi è stato preso;

- quali sono gli intendimenti della Giunta regionale onde ripristinare le modalità esistenti fino al 31 dicembre 1992.

F.to: Beneforti - Chiofalo.

Presidente Ha chiesto la parola il Consigliere Beneforti.

Beneforti (DC) I grossi tagli alla spesa sanitaria ci inducono a presentare mozioni ed interpellanze. Prima si è parlato dei bambini handicappati della Bassa Valle a cui era stato tolto il taxi che fungeva da mezzo di trasporto, perché c'era da risparmiare nella spesa sanitaria, mentre ora parliamo dei corredini all'Istituto materno, che dal 1° gennaio, le mamme ricoverate dovranno portarseli da casa, mentre, da quanto è nata la Maternità ad Aosta, cioè prima ancora che ci fosse l'Ospedale regionale, venivano corrisposti dalla Regione e poi, fino ad oggi, dall'USL.

Il 18 gennaio, non appena sono venuto a conoscenza di questo fatto, ho scritto una lettera all'Assessore alla sanità ed all'USL perché non volevo presentare né interpellanze né interrogazioni. In quella lettera dicevo: "Con la presente mi permetto di chiedere copia della deliberazione con la quale è stato previsto che dal 1° gennaio 1993 le mamme che vengono ricoverate al Reparto Maternità debbano provvedere al corredino del neonato".

Poiché la lettera è rimasta senza risposta, il 2 febbraio, così come prescrive il regolamento, ho presentato questa interpellanza.

Non appena presentata l'interpellanza, mi sono arrivate tanto la risposta dell'USL quanto quella dell'Assessore.

Tuttavia, prima di commentare le risposte che mi sono pervenute, aspetto la risposta orale dell'Assessore all'interpellanza, con l'augurio che non sia dello stesso tenore delle lettere.

PresidenteHa chiesto la parola l'Assessore alla sanità ed assistenza sociale, Cout.

Cout (PCI-PDS) Al Consigliere Beneforti abbiamo risposto con una lettera non appena ci è pervenuta la lettera dell'USL, spedita il 26 gennaio e pervenutaci il 1° febbraio. Se ci fosse arrivata prima, certamente anche il Consigliere Beneforti avrebbe ricevuto una risposta più sollecita. Comunque l'ha ricevuta il 2 o al massimo qualche giorno dopo.

Noi avevamo chiesto all'USL notizie circa il contenuto della lettera del Consigliere Beneforti e ci è stato così risposto: "Con riferimento alla lettera del Consigliere Beneforti, le preciso che non esiste alcuna deliberazione dell'USL dai contenuti prospettati. Ciò premesso, la informo, ad ulteriore chiarimento, che il Comitato di gestione dell'USL ha deciso da tempo, per ragioni di risparmio, di non fornire alle partorienti i corredini per neonati. Risulta che, a seguito di tale decisione, l'Assessorato alla sanità ha acquistato direttamente ed a più riprese un certo numero di corredini che sono stati utilizzati fino ad oggi. L'affievolirsi delle scorte nel corso degli anni, per naturale usura del materiale, ha suggerito agli operatori del settore, fin dagli ultimi mesi del 1992, l'opportunità di invitare le partorienti a provvedere in proprio al corredino per nascituri".

Nel corso di un colloquio ci stato anche riferito che a volte i corredini non erano di molto gradimento, a volte appartenevano a stock di colori o tagli piuttosto discutibili ed ultimamente ve ne erano di lisi, per cui non era opportuno insistere presso le partorienti affinché li utilizzassero, tanto più che, come mi è stato riferito, di solito le partorienti arrivano all'ospedale già provviste del corredino.

In proposito vorrei fare una riflessione.

In questo periodo stiamo discutendo sull'assetto dell'azienda ospedale, per decidere se si tratterà di una sola azienda o di due, una per l'ospedale e l'altra per l'USL. Da tempo stiamo dicendo, e lo ha riconosciuto lo stesso Consigliere Beneforti, che la Regione ha compiti di programmazione e di indirizzo, mentre l'USL ha compiti di gestione.

Ebbene, io penso che proprio in questo periodo, in cui si tende a definire cosa deve essere l'USL o l'azienda ospedale, si debba anche riflettere sui compiti che competono a ciascuno. Poiché su tale questione noi avevamo già da tempo una nostra idea, abbiamo agito di conseguenza, proprio perché è nostra convinzione che non deve essere l'Assessorato o comunque l'Assessore a comprare i lettini, i cuscini o altre cosucce di questo genere. A loro, cioè all'Assessore o alla Giunta, spetta il compito di coordinare gli acquisti, tant'è vero che una delle prime cose che abbiamo fatto è stata proprio l'istituzione di una commissione, composta da alcuni tecnici del settore che, in base alle varie priorità, hanno individuato le scelte da fare. Mi sembra che questa scelta sia stata abbastanza opportuna.

Chi deve comprare il corredino ai neonati: l'USL o l'Assessore? Consigliere Beneforti, in merito dobbiamo fare un discorso molto serio.

Quando l'USL non ha più comprato i corredini, l'Assessore a più riprese, con una delibera dopo l'altra di un paio di milioni per volta, ha continuato a comprare i corredini, come se si dovesse sostituire all'USL. Mi sembra che questo modo di procedere...

(...Interruzione del Consigliere Beneforti...)

E poi rispondo anche sui taxi, perché non mi credo assolutamente di dovermi vergognare, anche perché non abbiamo tolto i taxi, ma abbiamo semplicemente razionalizzato il servizio - questo l'abbiamo anche spiegato - ed abbiamo anche raccomandato che non si arrivasse in ritardo.

Tuttavia, noi non dobbiamo affatto assumerci sempre le responsabilità di ogni cosa, così come non voglio assolutamente assumermi la responsabilità di acquistare i corredini che l'USL non acquista.

Consigliere Beneforti, io non voglio assumermi questa responsabilità soprattutto in questo periodo elettorale, cioè mentre ci stiamo avvicinando alle elezioni, perché sono convinto che quando si fa una scelta si deve andare fino in fondo.

Se i corredini non sono più acquistati dall'USL, sarà compito dell'Assessore verificare, dopo la risposta che abbiamo avuto, le effettive necessità e, in caso di bisogno, decidere eventualmente di comprare anche i corredini, ma non è detto che occorra comprarli per tutte le partorienti, visto che spesso non risultano molto graditi.

Consigliere Beneforti, non dobbiamo ridere su queste cose, che, secondo me, assumono solo la funzione di questioni di principio, per le quali noi dobbiamo rispondere fino in fondo delle scelte che noi facciamo.

Comunque, io continuo a ripetere che in questo periodo, proprio perché ci avviciniamo alle elezioni, non comprerò le tutine per i neonati dell'ospedale, anche se mi farò premura di eseguire una verifica con l'amministrazione dell'USL, perché ciò rientra nei suoi compiti, in modo che in caso di necessità le comperino, ma non voglio né sostituirmi all'USL, né comprarle direttamente, per poter poi dire: "Come sono bravo: ho comprato le tutine ai neonati della Maternità!".

Presidente Ha chiesto la parola il Consigliere Beneforti.

Beneforti (DC) Io la metto un po' anche sul ridere, perché i medici dicono che sono iperteso e allora devo stare calmo almeno per arrivare fino alle prossime elezioni.

(...Interruzione dell'Assessore Cout...)

No, no, Assessore, non ci arrivo con le tutine, perché quando le ho acquistate - ho qui con me la delibera - le elezioni erano molto lontane.

(...Interruzione dell'Assessore Cout...)

E dico anche che non avrei tolto neppure i taxi per il trasporto degli handicappati. Semmai, avrei detto all'Ufficio trasporti della Regione di provvedere direttamente al servizio dal 1° gennaio, perché non si tolgono i taxi lasciando per più di un mese i bambini senza le cure, come traspare dalle dichiarazioni rilasciate dallo stesso Assessore a "La Stampa" - noi le abbiamo lette poco fa - in cui egli dice: "Ah io non lo sapevo, l'ho appreso dai giornali". Proprio questo ha detto l'Assessore, e poi non si deve ridere... Credo invece che si dovrebbe ridere, proprio per non piangere.

Aspettavo la risposta dell'Assessore, perché credevo che modificasse un tantino il tiro rispetto alla lettera di risposta che mi è arrivata ed in cui mi si allega anche la lettera che a lui è pervenuta dall'Amministratore straordinario; la stessa cosa fa l'USL tramite il prof. Laugeri. Così tutti e due erano a posto, perché mi rispondevano entrambi con la stessa lettera.

Esaminiamo la lettera indirizzata da Bongiorno all'Assessore Cout, in cui si dice: "Egregio Assessore, con riferimento alla richiesta del Consigliere Beneforti, che allego in copia, le preciso che non esiste alcuna deliberazione dell'USL dai contenuti prospettati...

(...Interruzione dell'Assessore Cout...)

Ciò premesso, la informo, ad ulteriore chiarimento, che il Comitato di gestione dell'USL ha deciso da tempo, per ragioni di risparmio, di non fornire alle partorienti i corredini per neonati. Risulta che a seguito di tale decisione, l'Assessorato alla sanità ha acquistato direttamente ed a più riprese un certo numero di corredini, che sono stati utilizzati fino ad oggi". Fermiamoci qui.

Quando venne fuori il problema dei corredini e l'USL mi comunicò questa intenzione - mi pare che allora ci fosse ancora il Comitato di gestione - ci incontrammo e ne parlammo, anche perché una consuetudine ormai consolidata non poteva essere eliminata dalla sera alla mattina, perché la Regione si era sempre fatta carico della spesa per il corredino da quando la Maternità era situata in Via St. Martin de Corléans e fino alla metà del 1991.

Dopo aver accertato che il Comitato di gestione non era nelle condizioni di poter far fronte immediatamente all'acquisto, venne convenuto che l'acquisto venisse fatto dall'Assessorato. Il problema sarebbe stato riesaminato con l'USL dopo l'usura dei corredini acquistati dall'Assessorato, così l'USL avrebbe potuto continuare tali acquisti.

In quella occasione, cioè nel maggio 1991, fu approvata una deliberazione della Giunta regionale e l'Assessorato provvide a spendere 1.500.000 per i corredini presso "La dolce attesa" di Sarre.

(...Interruzione dell'Assessore Cout...)

Lasci parlare, Assessore Cout, e poi se vorrà mi dirà la sua. Io parlo.

Quindi, dal 1991 - non credo che ci furono altri acquisti - si spese quel 1.500.000 di lire. Questo era tutto il risparmio che doveva fare l'USL.

A giugno del 1992 io dovetti lasciare l'Assessorato per le ragioni che tutti conoscono e quindi chi mi sostituì avrebbe dovuto riprendere il dialogo con l'USL, per vedere che cosa si sarebbe dovuto fare in prospettiva per quelle tutine. Queste erano le intese che a quel tempo avevamo preso.

Si tratta, quindi, di una spesa di 1.500.000. Non ricordo se in seguito se ne sia fatta un'altra più o meno analoga, ma quand'anche fosse si arriverebbe ad un totale di 3.000.000 di lire in un anno e mezzo. Questo è tutto il risparmio che si voleva fare.

Non mi si venga poi a dire: "Le abbiamo tolte perché le mamme erano scontente...". Fin quando sono stato lì io non ho mai ricevuto nessun reclamo da parte delle mamme per i corredini. Pertanto, si poteva benissimo continuare a darli, anche perché per mamme (ragazze madri) non è sempre facile procurarsi il corredino.

Qualche mamma può anche avere corredini d'oro, ma qualcuna non ce l'ha neanche di cenci o di stracci. Questa è la realtà e non si trattava di alcun risparmio!

La lettera poi continua: "L'affievolirsi delle scorte nel corso degli anni, per naturale usura del materiale, ha suggerito agli operatori del settore, fin dagli ultimi mesi del 1992, l'opportunità di invitare le partorienti a provvedere in proprio ai corredini per i nascituri".

Allora io sono andato a vedere se poteva essere vero che gli operatori del reparto, non volendo più sostenere la contabilità e mandare a lavare e a stirare i corredini, ad un certo punto hanno ritenuto opportuno disfarsene, dicendo alle mamme di portarseli da casa. Guarda caso, è proprio questo che il nuovo amministratore, ing. Giorgio Buongiorno, ha scritto all'Assessore: "Gli operatori hanno deciso...". Se il buon giorno lo si vede dal mattino..., perché non so come questo nuovo amministratore straordinario possa fare a scrivere una lettera di questo genere. Chi sono gli operatori? Sono gli inservienti, l'infermiera professionale, la generica, il medico...? Chi è che decide i tagli alla spesa sanitaria, sono gli operatori o è l'Amministrazione regionale che paga?

Qui si torna allo stesso discorso dei mezzi di trasporto per gli handicappati! Ma chi governa questa USL? Il personale? Chi ha dato il mandato agli operatori di dire alle mamme che dal 1° gennaio dovevano portarsi da casa i corredini?

Vi è poi la lettera di accompagnamento dell'Assessore, in cui si dice: "Con riferimento alla nota..., la Giunta regionale non ha adottato alcuna deliberazione in base alla quale le mamme ricoverate presso il reparto Maternità del presidio ospedaliero del Beauregard debbono provvedere al corredino del neonato". Infatti non esiste alcuna delibera...

(...Interruzione dell'Assessore Cout...)

Caro Assessore, è inutile che scuota la testa per dire: "Io non l'ho fatto", perché io voglio capire che provvedimenti prende nei confronti degli operatori che hanno deciso di fare quanto non era di loro competenza. Questo è il punto!

Si lascia forse che gli operatori facciano quello che vogliono? Per l'amor di Dio, so che in quel reparto può succedere di tutto, non per niente i posti letto sono occupati solo al cinquanta per cento. Comunque questo argomento lo affronteremo in un'altra occasione, ma io voglio capire quali provvedimenti l'Amministrazione regionale intende prendere contro degli operatori che decidono dalla sera alla mattina di non dare più i corredini. Che questi possono decidere di tutto?

Nella lettera poi si aggiunge: "Qualora si ritenesse opportuno dotare il reparto in questione dei corredini per i neonati, tale iniziativa rientrerebbe senza dubbio tra i compiti istituzionali dell'USL, in quando non di competenza dell'Amministrazione regionale". Ma è chiaro che deve essere l'Amministrazione regionale a dire all'USL di fornire i corredini alle mamme ricoverate per maternità.

Signori miei, qui si vuol fare del risparmio sulle spese sanitarie per gli handicappati, per le mamme che vengono a partorire, quando per le mamme che partoriscono non è previsto neanche il pagamento del ticket, mentre qui in Valle d'Aosta, solo perché alcuni operatori non hanno voglia di fare il loro dovere - guarda caso, le tutine devono essere mandate a lavare, devono tornare, devono essere ripiegate, riconsegnate...- questo lavoro dà fastidio. Poi mi si scrivono queste lettere, una dell'Amministratore straordinario e una dell'Assessore, in questi termini.

Presidente Sono già due minuti in più.

Beneforti (DC)Ho finito. Chiedo quali provvedimenti saranno presi nei confronti di questi operatori e poi chiedo il ripristino del servizio effettuato fino ad oggi, perché le economie nel campo della politica sanitaria non passano certamente attraverso gli handicappati o le mamme partorienti, ma altrove.

Assessore, approfondisca e si renda conto più da vicino delle cose che accadono all'USL e si accorgerà che la strada da percorrere è diversa. Ve l'ho detto tante volte in questa sede, ma non mi avete ascoltato e siete andati avanti per conto vostro. Io avevo individuato tante cose prima, e le ho dette, ma voi avete fatto finta di non sentire, perché ve le diceva uno che veniva priva di voi, ma vi accorgerete che, se non prendete in mano la situazione, tante cose peggioreranno sempre di più e la gente sarà sempre più critica nei confronti dei servizi sanitari della nostra Regione.

Cerchiamo di rimediare almeno a questo aspetto, perché non possono essere dei dipendenti dell'unità operativa a decidere quello che invece deve essere deciso dall'Assessore e dall'USL.

Si dà atto che, dalle ore 18,53, presiede il Presidente Bich.

Presidente L'Assessore alla sanità ed assistenza sociale, Cout, ha chiesto la parola per fatto personale.

Cout (PCI-PDS)Sì, ho chiesto la parola per fatto personale, perché dalle parole del Consigliere Beneforti mi sembra di capire che io dovrei continuare a vergognarmi per delle questioni di cui non mi sento affatto di dovermi vergognare.

Vorrei pregare il Consigliere Beneforti...

Presidente No, no, un momento. Chiedo scusa, Assessore, ma vorrei solo chiarire che il fatto personale consiste nel circoscrivere l'aspetto che ha colpito e che viene enucleato dalla discussione. Non vorrei che fosse riprodotta la discussione politica di prima, quindi bisognerebbe dire qual è il fatto personale.

Beneforti(...fuori microfono: incomprensibile...)

PresidenteHa chiesto la parola l'Assessore alla sanità ed assistenza sociale, Cout.

Cout (PCI-PDS) Allora, se non ha parlato di vergogna, io mi siedo e sto tranquillo.