Resoconto integrale del dibattito dell'aula

Oggetto del Consiglio n. 4182 del 15 febbraio 1993 - Resoconto

OGGETTO N. 4182/IX Iniziative e modalità di applicazione della legge regionale in materia di polizia locale. (Interrogazione e interpellanza)

Presidente Il Consigliere Riccarand ha chiesto la parola per mozione d'ordine.

Riccarand (VA)In precedenza l'interrogazione del Consigliere Gremmo iscritta al punto 7 è stata congiunta all'interpellanza iscritta al punto 17 che io avevo presentato relativamente all'applicazione delle nome sulla polizia locale.

Poiché il Consigliere Gremmo ha annunciato che fra un po' si dovrà assentare, per evitare che questi due punti siano rinviati a domani, chiederei, sempreché sia possibile, di affrontarli subito.

Interrogazione La recente Assemblea annuale dell'Associazione Valdostana Operatori di Polizia Municipale, tenutasi a Saint Vincent, non ha nascosto le sue critiche nei confronti dei ritardi e delle inadempienze degli amministratori locali, in particolare per quanto attiene l'effettiva applicazione della legge regionale n. 47 del 1989:

- la mancata istituzione di una scuola di polizia municipale;

- la mancata assunzione di personale secondo le modalità stabilite dalla legge;

- l'utilizzazione degli Agenti di Polizia Municipale per le mansioni diverse da quelle istituzionali.

Tenendo presente che il quadro di applicazione della legge ha evidenziato carenze e ritardi inammissibili,

si interroga

il Signor Presidente della Giunta regionale

per conoscere quali iniziative urgenti intenda mettere in atto la Regione al fine di dare applicazione alle norme legislative richiamate e di grande importanza per tutti gli operatori di Polizia Municipale Valdostani.

F.to: Gremmo.

Interpellanza Premesso che la legge regionale n. 47/1989 contenente "Norme sulla polizia locale" è rimasta praticamente inapplicata;

rilevato che adempimenti previsti dalla legge per l'istituzione dell'Ufficio regionale della Polizia locale, per il Regolamento applicativo, per la Scuola di Polizia, eccetera , non hanno trovato concreta applicazione;

sottolineato che con l'entrata in vigore del Nuovo Codice della strada sono aumentati i compiti e le responsabilità della polizia municipale;

ricordato che il Presidente della Giunta regionale, nell'adunanza del Consiglio regionale del 29 giugno 1992, si era impegnato ad assumere concreti provvedimenti ed a presentare entro l'autunno '92 una proposta di modifica dell'attuale legge regionale;

il sottoscritto Consigliere regionale del Gruppo Verde Alternativo

interpella

il Presidente della Giunta regionale per sapere:

1) se si sono svolti gli incontri con Sindaci, comunità montane, Organizzazioni sindacali, Operatori della polizia municipale per definire le modalità di applicazione e revisione della legge regionale n. 47/1989;

2) per quale motivo non è stato rispettato l'impegno di trasmettere al Consiglio entro l'autunno 1992 la Proposta di revisione dell'attuale legge regionale sulla Polizia locale;

3) in che modo si intende procedere per recuperare il tempo perso e dotare la Valle d'Aosta di un corpo efficiente, ben organizzato e ben preparato di polizia locale.

F.to: Riccarand.

PresidenteHa chiesto la parola il Consigliere Riccarand.

Riccarand (VA) L'interpellanza è stata presentata perché il problema dell'applica-zione della legge regionale sulle norme riguardanti il funziona-mento della polizia locale, che ormai si trascina da alcuni anni, in questi ultimi mesi, anzi in queste ultime settimane, si è ulterior-mente aggravato con l'entrata in vigore del nuovo codice della strada, che ha apportato tutta una serie di modifiche alle norme ed affidato ulteriori e delicati compiti alla polizia municipale.

Purtroppo, a fronte di un ruolo sempre più importante affidato alla polizia municipale, abbiamo la realtà di una legge regionale che, in primo luogo, è inadeguata, perché, come abbiamo detto anche in passato, doveva essere rivista, corretta e adeguata alle funzioni ed ai compiti della polizia municipale, ed in secondo luogo è rimasta finora lettera morta, cioè non è stata applicata.

Infatti tutta una serie di punti già previsti dalla legge, come l'Ufficio regionale della polizia locale, la Scuola di polizia e tutta una serie di regolamentazioni che avrebbero dovuto essere attuate nei singoli comuni, non sono andate avanti.

Le cose sono rimaste ferme ed ora abbiamo una realtà corposa - sono circa 150 gli operatori della polizia municipale in Valle d'Aosta - si trova di fronte a grosse difficoltà di aggiornamento e formazione, ma con responsabilità sempre maggiori.

Questa interpellanza ha quindi lo scopo di accertare come mai non sono andate avanti, da una parte, la verifica della legge e, dall'altra, l'applicazione dell'attuale normativa.

Vorrei ricordare che già nel mese di giugno del 1992 il nostro Gruppo aveva presentato un'interrogazione alla Giunta regionale per chiedere quale era la situazione e come si voleva intervenire. In quell'occasione il Presidente della Giunta si era impegnato a presentare entro l'autunno del 1992 una proposta di legge di revisione della legge del 1989 per adeguarla alle nuove esigenze, che erano state espresse, tra l'altro, anche dalla stessa Associazione degli operatori della polizia municipale.

Purtroppo, sono passati molti mesi dall'autunno del 1992, la situa-zione si è aggravate e quindi noi ritorniamo alla carica per sapere che cosa si vuole fare, perché vorremmo che prima della fine di questa legislatura si desse una sistemazione a questo settore tanto importante per il governo del territorio della nostra Regione.

Presidente Ha chiesto la parola il Presidente della Giunta, Lanivi.

Lanivi (GM) Non temo di dire che le mie previsioni sono andate deluse, perché il punto centrale della materia del contendere era ed è il rapporto tra comuni e l'Associazione degli operatori della polizia locale, cioè i vigili urbani. In effetti, il problema concerne le competenze di questi operatori.

I Sindaci ed i rappresentanti degli enti locali rimangono fortemente critici nei confronti di ogni ipotesi che veda il Corpo della polizia locale fuori dalla loro competenza e dalla loro possibilità di controllo, mentre l'Associazione dei vigili urbani tende a specializzare le competenze e l'attività del corpo.

Si sa che in questo momento il Parlamento sta per modificare la legge quadro della polizia locale, che con ogni probabilità ribadirà la maggiore specializzazione del ruolo di questi operatori. Nel contempo però noi dobbiamo tenere conto anche delle situazioni e dei problemi degli amministratori locali in Valle d'Aosta. Un'altra posizione, abbastanza forte, dei rappresentanti dei comuni è la poca disponibilità a delegare alle comunità montane la gestione di questo problema. Al momento le posizioni sono ancora molto distanti. L'Associazione dei Sindaci vuole infatti che alla polizia locale, oltre alle competenze di vigilanza, siano riconosciute anche altre competenze, che però non sarebbero accettate dagli operatori della polizia locale.

Gli incontri sono stati numerosi sia con l'Associazione degli operatori sia con l'Associazione dei sindaci.

Il mio impegno è teso a riconvocare gli uni e gli altri per cercare qualche via d'uscita che superi l'attuale situazione di scontro o meglio che superi le attuali posizioni che, se irrigidite, potrebbero risultare difficilmente componibili.

Presidente Ha chiesto la parola il Consigliere Riccarand.

Riccarand (VA) Mi dichiaro insoddisfatto della riposta del Presidente della Giunta.

Sappiamo che è difficile conciliare le esigenze dei Sindaci con quelle degli operatori della polizia municipale, che chiedono appunto una maggiore specializzazione nei loro compiti, per non essere costretti a svolgere funzioni improprie per la polizia municipale, ma il problema è che questa contrapposizione, che ormai dura da anni, non può continuare a paralizzare ogni iniziativa, altrimenti non concludiamo nulla.

Noi riteniamo che bisogna arrivare comunque ad una sintesi per cui, di fronte a queste posizioni che continuano a rimanere divergenti, l'Amministrazione regionale si dovrà assumere il compito di operare una scelta e di imboccare una strada, in modo da rendere comunque operante una normativa e permettere che, quantomeno alcuni princìpi relativi alla formazione e all'organizzazione, vadano comunque avanti. Ciò è essenziale anche alla luce dei nuovi compiti, molto delicati, che il nuovo codice della strada pone a carico della polizia municipale. Vi si prevedono, infatti, anche delle responsabilità personali, che la polizia municipale si sta assumendo in molte realtà comunali, ma che sono difficili da sopportare in assenza di un quadro normativo di riferimento ben preciso.

Anche in questo caso, quindi, chiediamo alla Giunta di assumere una decisione anche per chiudere sul piano legislativo questa vicenda prima che lo scioglimento del Consiglio impedisca di fatto l'attività legislativa, cosicché si riesca a consegnare alla prossima legislatura una legge organica che possa finalmente entrare in applicazione.

Presidente Ha chiesto la parola il Consigliere Gremmo.

Gremmo (UAP) Anch'io manifesto profonda insoddisfazione per la risposta del Presidente della Giunta. Io ritengo che il problema sia mal posto se lo si vede soltanto in termini di contrasti tra le amministrazioni comunali ed i vari operatori di polizia locale. Il problema non è questo. Infatti il primo punto che richiamavo nella mia interrogazione non riguarda i comuni, ma l'applicazione della nostra legge e l'istituzione della scuola di polizia municipale. Qui possono esserci tutti gli ostacoli, tutte le remore da parte dei vari sindaci, ma il ritardo è della Regione.

Apro una parentesi. Al congresso degli operatori della polizia municipale c'era il rappresentante dei Sindaci, ma non quello della Regione...

(...Interruzione...)

No, il Presidente non c'era.

Comunque, ammesso che ci sia questa contrapposizione, ciò vuol dire che una controparte è virilmente attenta ai suoi interessi e tale controparte è costituita dai comuni che, nell'ipotesi espositiva del Presidente, sono quelli che stanno frenando, ma l'altra, cioè noi, non ha voglia di premere sull'acceleratore.

La mia opinione è che, indipendentemente dalle remore degli amministratori - ammesso che ci siano, anche perché non è propriamente così. Leggo, infatti, dalle cronache che il Sindaco Ruffier, che era presente all'assemblea, ha detto: "Do tutta la mia disponibilità ad eventuali incontri per risolvere i problemi..." - il problema della scuola di polizia municipale, che è a monte, non riguarda i Sindaci, ma noi.

Esiste però un secondo problema, che io temo sia stato in qualche modo sottovalutato dal Presidente e che è già stato richiamato dal collega che parlava prima. Mi riferisco all'entrata in vigore del nuovo codice della strada, che pone gli operatori della polizia municipale nelle condizioni di farsi carico di una serie di nuove dimensioni, tra cui, mi pare di capire, addirittura una speciale patente e delle auto con targa particolare - ma questo è un discorso ancora più complesso - che non possono vederci del tutto impreparati. Tra l'altro, questo deve avvenire, se non sbaglio, nel giro di 180 giorni, quindi i tempi sono sicuramente molto ristretti.

Cosa ha fatto l'Associazione Valdostana degli Operatori di polizia municipale? Ha mandato tutto al Procuratore della Repubblica. Questa scelta è abbastanza legittima, almeno per verificare se vi sono degli atteggiamenti omissivi.

Io credo che non bisogna mai, dalle piccole alle grandi cose, permettere che si arrivi agli estremi. Credo cioè che uno si rivolga alla magistratura quando a livello di dialogo o di confronto politico non ci sono più altre alternative. Io sono sempre contrario a coloro che prima vanno dal magistrato e poi vanno a discutere. Quella è solo l'ultima "ratio", perché prima bisogna esplorare altre strade. Se però quegli operatori sono arrivati a far verificare se ci sono degli atteggiamenti omissivi, vuol dire che la situazione è grave.

Come cittadino che vede le cose dal di fuori, mi sembra che il punto peggiore sia il fatto lamentato più volte e con insistenza dagli operatori e con cui non si può non essere d'accordo, è il fatto che del personale specializzato, e che quindi dovrebbe avere un ruolo specifico, viene utilizzato per qualunque incombenza comunale. Infatti, nella protesta uscita sulla stampa si legge: "Siamo agenti e non cuochi od operai", ammesso, ovviamente, che siano adoperati solo per quello e non come sguatteri o come gli ultimi sciacquini del Comune.

Nel momento in cui si è estremamente vigili ed attenti alla dignità di qualunque lavoratore, fa abbastanza inquietare che sia stato continuamente sottovalutato questo aspetto proprio nei confronti di questa categoria, che è valdostana e che ha certamente una sua dimensione ed una sua dignità.

Prendo atto di quello che ha detto il Presidente, che assentiva mentre parlava il Consigliere Riccarand, perché la sua cortesia è notevole. Però, anche in questo caso devo dire che non vorrei trovarmi ancora di fronte a muri di gomma, mentre qualche volta piacerebbe poter dire: "Toh, siamo riusciti ad affrontare questo problema!". Francamente, se si entra nella logica del balletto delle responsabilità dell'uno o dell'altro, diventa sempre difficile risolvere i problemi e questo - Presidente, lei lo sa bene - crea nel cittadino quell'insoddisfazione, che poi lo porta alla disaffezione nei confronti di tutti. So che lei è particolarmente sensibile ad evitare questo, anche perché, non essendo un politico partitico, lei è uno dei pochi - questo lo voglio dire per concludere i ragionamenti che sono stati fatti prima - che in qualche maniera cercano di uscire dalle logiche che tutti deprechiamo.