Oggetto del Consiglio n. 449 del 19 dicembre 1975 - Verbale

OGGETTO N. 449/75 - Disegno di legge regionale concernente: "Contributi alle imprese private concessionarie di autoservizi di linea in conseguenza della perequazione contrattuale dei dipendenti del settore".

Il contratto collettivo nazionale di lavoro A.N.A.C. (Associazione Nazionale Autoservizi in Concessione) per i dipendenti da aziende private concessionarie di autoservizi di linea è scaduto fin dal 31 dicembre 1972 e ha trovato soluzione, tramite intese fra il Ministro del Lavoro e le Organizzazioni Sindacali, fino al 30 giugno 1974 con il cosiddetto "accordo ponte", mediante l'anticipazione da parte della Regione, per conto dello Stato, dei miglioramenti economici da esso previsti, avendo la Regione medesima aderito all'invito rivoltole dal Governo nel dicembre 1973.

Nel luglio 1974, dal Ministro del Lavoro e dalle Organizzazioni Sindacali di categoria fu siglato il "Protocollo d'intesa" per l'estensione del trattamento economico e normativo degli autoferrotramvieri al personale di cui sopra. Tale "Protocollo d'intesa" è stato trasmesso alla Regione dal medesimo Ministro con l'invito "a prenderne atto e a voler disporre - come già avvenuto per la soluzione ponte - l'anticipazione dei relativi oneri per il periodo luglio 1974/31 dicembre 1975".

In attesa di provvedimenti governativi, che definissero la situazione, le aziende esercenti autolinee in concessione stipulavano una serie di accordi alla presenza del Presidente della Giunta regionale, in virtù dei quali venivano erogate al personale dipendente anticipazioni sul nuovo trattamento di cui al suddetto "Protocollo d'intesa".

Il relativo onere veniva ricompreso nelle aliquote contributive previste dalle leggi n. 27 del 6 agosto 1974 e n. 25 del 23 giugno 1975.

In data 13 giugno 1975 veniva inoltre sottoscritto un accordo alla presenza del Presidente della Giunta regionale tra l'A.N.A.C. e le Organizzazioni Sindacali con il quale veniva precisato l'impegno della Regione di sottoporre al Consiglio regionale una legge che prevedesse l'estensione del nuovo trattamento economico al personale dipendente da aziende private esercenti autolinee in concessione mediante l'erogazione di un contributo per la copertura integrale dei maggiori oneri che ne derivassero alle aziende interessate.

Ora si tratta di procedere all'applicazione integrale del "Protocollo d'intesa" con alcuni limitati ritocchi concordati fra le due parti interessate, con l'assistenza della Regione, allo scopo di rendere il contratto perfettamente aderente alla situazione locale.

Per consultazione diretta, fra la Presidenza della Giunta e l'A.N.A.C. (Associazione Nazionale Autoservizi in concessione) delle imprese concessionarie, nonché con l'assistenza delle Organizzazioni Sindacali, si è provveduto alla determinazione dell'onere derivante dall'applicazione del contratto, stabilendo a favore delle aziende concessionarie una quota capitaria per il personale da queste dipendente. Si è preferito tale sistema, anziché tradurre l'onere complessivo in contributo chilometrico, perché consente di essere più aderenti alla situazione aziendale.

Si è pertanto predisposto l'unito disegno di legge, per consentire la erogazione delle somme necessarie.

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COSTO DI UN AUTISTA SCELTO AL 1° GENNAIO 1975

VOCI DI RETRIBUZIONE

ANAC

PROTOCOLLO

di INTESA

1 - Paga base

103.500

169.587

2 - Contingenza

42.718

-

3 - Retribuzione conglobata

146.218

169.587

4 - Terzo elemento

-

2.375

5 - Scatto di anzianità (3)

21.933

25.438

6 - indennità di percorrenza

3.000

-

7 - Competenze accessorie 9%

-

15.263

8 - Competenze accessorie 25%

40.212

9 - Indennità di mensa

650

2.400

10 - Contingenza

-

3.103

11- Totale

171.801

258.378

12 - Rateo 13^ mensilità

14.317

21.334

13 - Rateo -14^ mensilità

7.158

21.334

14 - Totale A

193.276

301.046

15 - Lavoro straordinario feriale (27)

31.266

39.906

16 - Lavoro festivo (h. 10)

13.510

17.250

17 - Lavoro straordinario festivo (h. 2)

2.896

3.942

18 - Concorso pasto (n. 10)

6.720

7.900

19 -:Trasferte (n. 8)

21.488

25.272

20 - Incid. maggiori ferie spettanti

-

2.946

21 - Incid. maggior numero scatti

-

6.869

22 - Totale B

269.156

405.131

23 - Oneri contributivi 43,946%

108.758

166.452

24 - Totale C

377.914

571.583

25 - Differenza mensile

-

193.669

26 - Differenza annua

2.324.028

27 - Indennità buonuscita

494.568

28 - TOTALE MAGGIOR COSTO ANNUO

2.818.596

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Disegno di legge regionale n. 177

REGIONE AUTONOMA VALLE D'AOSTA

Legge regionale ______________, n. ______: CONTRIBUTI ALLE IMPRESE PRIVATE CONCESSIONARIE DI AUTOSERVIZI DI LINEA IN CONSEGUENZA DELLA PEREQUAZIONE CONTRATTUALE DEI DIPENDENTI DEL SETTORE.

Il Consiglio regionale ha approvato;

Il Presidente della Giunta regionale

PROMULGA

la seguente legge:

Art. l

Per consentire l'attuazione contrattuale in sede regionale del Protocollo di Intesa, convenuto per il periodo 1 luglio 1974/31 dicembre 1975 tra il Ministero del Lavoro e le Organizzazioni sindacali dei dipendenti dalle Imprese private che gestiscono autolinee in concessione ed applicano il Contratto A.N.A.C.; allo scopo di realizzare la perequazione retributiva e normativa dei lavoratori del settore ed al fine, altresì, di garantire l'efficienza e la continuità dei detti pubblici servizi, la Regione Valle d'Aosta concede alle imprese medesime:

a) - un contributo annuo pari a £. 2.818.596 per ciascun dipendente in servizio nell'anno 1975;

b) - un contributo "una tantum" pari a £. 200.000 (comprensive degli oneri a carico del lavoratore), oltre agli inerenti oneri a carico dell'impresa, per ogni dipendente in servizio nel periodo dal 1 luglio 1974 al 31 dicembre 1974.

Il contributo sarà determinato per ciascun dipendente in proporzione al periodo di servizio nel semestre.

Art. 2

I contributi di cui al precedente articolo sono concessi alle imprese:

- che applichino il nuovo contratto di lavoro stipulato in sede regionale il 10 novembre 1975 per l'attuazione del Protocollo d'Intesa;

- che abbiano garantito la normale efficienza del servizio e osservato le disposizioni contrattuali di lavoro nonché le leggi sociali.

Art. 3

La misura dei contributi per ciascuna Azienda è determinata in base al personale iscritto nel libro matricola.

Il pagamento dei contributi sarà autorizzato con decreto del Presidente della Giunta regionale sulla scorta dei dati forniti dalle Aziende.

A tale scopo le Aziende stesse dovranno presentare, entro 15 giorni dalla data di pubblicazione della presente legge, domanda in bollo diretta al Presidente della Giunta regionale corredata dalla seguente documentazione:

1) dichiarazione del legale rappresentante dell'Impresa o della sede di Impresa che nei confronti dei dipendenti verrà applicato il nuovo contratto di lavoro di cui all'art. 1;

2) prospetto riepilogativo del numero dei dipendenti iscritti nei libri matricola dell'Impresa o della sede di Impresa a partire dal 1° gennaio 1975.

Art. 4

Per ciascun agente che abbia cessato il servizio nel periodo dal 1° luglio 1974 al 31 dicembre 1974, alle Imprese di cui all'art. 2 è inoltre concesso un contributo pari alla differenza fra il trattamento economico e di buonuscita previsto dal nuovo Contratto di Lavoro e quello del precedente Contratto A.N.A.C..

Tale contributo sostituisce quello di cui al punto b) dell'art. 1.

Art. 5

Per le finalità previste dalla presente legge, è autorizzata e impegnata, per l'anno 1975, la spesa di Lire 370 milioni, il cui onere graverà sul capitolo 481 della Parte SPESA del bilancio di previsione della Regione per l'anno 1975, previa riduzione di pari somma dal capitolo 271 della Parte SPESA del bilancio stesso.

Art. 6

Al bilancio di previsione della Regione per l'anno 1975 sono apportate le seguenti variazioni:

PARTE SPESA

Variazione in diminuzione:

Cap. 271

Fondo speciale per oneri derivanti da provvedimenti legislativi regionali in corso di perfezionamento (Spese in conto capitale - Allegato F)

Lire 370.000.000

In aumento:

Cap. 481

Spese per la concessione di contributi di esercizio alle aziende concessionarie di autoservizi di linea per viaggiatori (leggi regionali 6 agosto 1974 n. 27 e 23 giugno 1975 n. 25)

Lire 370.000.000

Art. 7

La presente legge è dichiarata urgente a' sensi del terzo comma dell'articolo 31 dello Statuto speciale ed entrerà in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nel Bollettino Ufficiale della Regione.

È fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di far la osservare come legge della Regione Valle d'Aosta.

Caveri (U.V.) - Chi riferisce? Chi fa la relazione della Giunta?

Fosson (U.V.) - Non sapevo che era il punto 4 ter. Qui c'è un provvedimento che è un regalo fatto a tutte le Regioni, ma in modo particolare alla Regione Valle d'Aosta, direttamente dal Ministero dei Trasporti per un'integrazione di quello che è l'aumento salariale frutto di un accordo tra Ministero dei Trasporti e Organizzazioni Sindacali.

Voi sapete che noi diamo un contributo annuo alle linee automobilistiche della Valle d'Aosta: un 50% come anticipo e poi, per l'altra parte, si fa il conguaglio a fine anno. Abbiamo quindi questo contributo a cavallo di due annualità e questi provvedimenti sono andati aumentando, perché l'ultimo provvedimento che avevamo adottato ha innalzato il contributo chilometrico a 108 e a 133 lire al chilometro: 108 lire per autobus-chilometro per tutte le linee o tratti di linee svolgentesi in territorio regionale i cui capolinea siano a quota inferiore a metri 800 e a 133 lire per autobus-chilometro per le linee o tratti di linee svolgentesi in territorio regionale con almeno un capolinea situato a quota superiore a metri 800, purché posto nel territorio della Regione Valle d'Aosta, con esclusione delle linee che hanno il percorso esclusivamente corrente sulla direttrice Torino-Aosta-Courmayeur. Praticamente questa legge che noi avevamo approvato portava una variazione di spesa di 121 milioni che, aggiunta ai 500 milioni da noi già stanziati in bilancio, faceva un totale di 621 milioni. Va fatta subito una piccola precisazione: in questo contributo chilometrico erano già incluse 26 lire per il personale, cioè circa 60 mila lire cadauno per 14 mesi, perché le mensilità degli addetti ai trasporti sono 14, e questo in base ad un accordo sindacale preesistente per il pagamento di questo personale.

In data 31 luglio 1974 tra il Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale e le Organizzazioni Sindacali è stato firmato un protocollo d'intesa, che i Sindacati hanno rivendicato anche per la Valle d'Aosta e che è stato sottoscritto dal Presidente della Giunta e dalle Organizzazioni Sindacali degli autotrasportatori il 10 novembre 1975 ad Aosta. Il Ministero del Lavoro, dopo aver sottoscritto questo accordo sindacale, ha demandato alle Regioni il pagamento degli oneri relativi.

Ora, mentre per le Regioni a Statuto ordinario c'è un capitolo apposta che tratta della questione trasporti, per noi, Regione Autonoma della Valle d'Aosta, siccome le competenze dei trasporti non sono ancora state trasferite alla Regione, non vi è nessuna fonte di finanziamento da parte dello Stato per questa voce. A parte che neanche alle Regioni a Statuto ordinario l'onere di questo accordo è stato riconosciuto da parte dello Stato in fatto di versamento di somme, ma per noi non c'è neanche la possibilità, perché le competenze in materia non ci sono ancora state trasferite.

Si vive in un mondo un po' di ricatti, si è sempre messi al muro e, praticamente, i dipendenti delle autolinee della Valle d'Aosta hanno posto l'aut-aut: o voi riconoscete questo accordo e quindi lo sottoscrivete, o altrimenti noi, adesso che siamo alla vigilia delle Feste natalizie e di Capodanno - momento in cui c'è un certo afflusso turistico -, tanto per farvi un piccolo regalo, ci mettiamo in sciopero in questo periodo. E così il Presidente della Giunta è stato messo con le spalle al muro.

Ora questo agrément fattoci dal Ministero del Lavoro in questo momento ci costa la bellezza di 370 milioni e, in base allo specchietto allegato, praticamente risulta che l'importo per ogni dipendente che dobbiamo riconoscere alle autolinee è di 2.818.596 per il 1975. Siccome i dipendenti delle autolinee sono 119, il calcolo per giungere al totale di 374 milioni che vi ho detto è questo: contributo una tantum per il periodo dall'1.7.1974 al 31.12.1974 perché qui c'è stato un aumento forfettario riconosciuto di 200 mila lire più oneri contributivi nella misura del 43,94% fa 287.892 che, moltiplicato per 119, corrisponde a 34.259.000; contributo annuo 1975, quello che avete dallo specchietto allegato al disegno di legge, 2.818.596 per ogni dipendente che, moltiplicato per 119, corrisponde a 335 milioni 412 mila e rotti; contributo a copertura maggiori oneri per personale andato in quiescenza dall'1.7.1974 al 31.12.1974, a cui è necessario riconoscere questo aumento che giocava nel secondo periodo dell'anno 1974 forfettariamente di 5 milioni, importo totale: 374.672.000. Questo, come dicevo, è il regalo che ci è stato fatto. Noi, in questo momento, con questo provvedimento, proponiamo di riconoscere questo aumento in base all'accordo e tenere conto con debito conguaglio di quelle 26 lire che abbiamo già dato sul contributo chilometrico degli anni 1974-1975; i calcoli che sono stati fatti qui dei 374 milioni sono in aggiunta al contributo chilometrico. Il conguaglio bisognerà farlo al momento della presentazione dei bilanci e, in questo momento, non sono in grado di dirvi quale sarà la situazione precisa.

Ora io vorrei solo ricordare quello che ha detto anche la Regione Piemonte su questo e, tanto per non citare dei giornali che siano di destra o che cosa, si potrebbe vedere cosa diceva l'Unità su questo: "Approvati ieri dal Consiglio: trasporti. Accompagnata da un polemico ordine del giorno, è passata la legge sui contributi alle imprese di trasporto privato che impegna la Regione per oltre 4 miliardi di lire. I contributi furono decisi dall'allora Ministro del Lavoro Bertoldi per favorire la conclusione di una difficile vertenza sindacale. Nel proporre l'approvazione della legge, la Giunta ha presentato anche un documento in cui si biasimano decisioni che scavalcano l'Autonomia regionale e si auspica il superamento di situazioni di privilegio mentre si sollecitano interventi per potenziare effettivamente il trasporto pubblico".

Pertanto noi non possiamo che sottoscrivere la presa di posizione della Regione Piemonte su questo argomento. Come dicevo in precedenza, le Regioni a Statuto ordinario hanno un capitolo dove eventualmente arriveranno i fondi dello Stato, ma possono ancora sperare; mentre, per quanto ci riguarda, nel calderone dell'articolo 281 la questione dei trasporti non è contemplata. A questo punto noi dovremmo prima di tutto richiedere allo Stato, al Ministero dei Trasporti, che versi alla Regione Valle d'Aosta - magari attraverso un'altra forma - il corrispettivo di questo accordo. Se alle Regioni a Statuto ordinario verrà riconosciuto il versamento, è giusto che venga riconosciuto anche a noi, perché, fin quando non avremo il trasferimento delle competenze sulla materia dei trasporti, che la Regione Valle d'Aosta venga almeno rifusa per l'applicazione di questo accordo che è un accordo dei Sindacati con il Ministero dei Trasporti ed è praticamente un'imposizione da parte del Ministero dei Trasporti.

Detto questo, quindi, noi non abbiamo altro da dire, salvo proporre al Consiglio, se lo stesso fosse d'accordo, l'adozione di un ordine del giorno in cui, eventualmente ricalcando un po' quello che si è fatto in altre Regioni, si dica chiaramente che questo non è il sistema di procedere. Infatti, almeno quando si devono fare questi accordi, bisogna che le Regioni siano sentite affinché poi queste non debbano limitarsi a pagare per accordi fatti in separata sede senza che esse possano dire una loro parola.

Questo disegno di legge è in aggiunta a quei provvedimenti che abbiamo già preso per le autolinee. Non penso, almeno per conto mio, di entrare in discussione circa il merito del sistema che è stato adottato. Bisognerà eventualmente fare molta attenzione nel momento in cui si dovrà fare questo conguaglio. D'altra parte le Società che gestiscono le autolinee devono presentare i loro bilanci. Io ritengo che dovremmo addentrarci un po' in questi bilanci invece di esaminarli superficialmente e, prima di passare al pagamento, dovremmo avere anche maggiori ragguagli. Tutto il resto è una questione che investe il problema dei trasporti in generale, ma penso che in questo momento esuli dalla discussione, perché credo che siano stati abbastanza chiariti i motivi per cui siamo stati costretti ad adottare questo disegno di legge.

Si dà atto che dalle ore 11,43 assume la Presidenza il Vice Presidente Chabod Guido.

Chabod (D.C.) - C'è qualcuno che prende la parola? Pollicini.

Pollicini (D.P.) - Vorrei dare un giudizio sulla proposta della Giunta in un secondo tempo.

In questo momento mi permetto soltanto di fare una domanda alla Giunta ricordando che, nell'adunanza del 15 maggio del 1975, proprio in occasione della discussione di un analogo disegno di legge relativo alla concessione di contributi di esercizio alle aziende concessionarie di autoservizi di linea per viaggiatori, il Consiglio regionale, salvo un astenuto, per il resto ha approvato all'unanimità un ordine del giorno. Vi faccio grazia della parte di preambolo, però tale ordine del giorno impegnava "la Giunta a elaborare e a presentare prima della parentesi estiva un progetto di legge generale sui trasporti pubblici della Regione a mezzo del quale siano assicurati...", in cui si chiedeva: l'assicurazione relativa alla competenza normativa della Regione in materia di trasporti su impianti a fune e linee automobilistiche; l'attuazione di una politica del trasporto pubblico che persegua il coordinato sviluppo economico e sociale attraverso l'unificazione della gestione, compatibilmente con la configurazione territoriale ed il pubblico controllo sulla gestione stessa; la garanzia di partecipazione degli Enti locali e delle forze sociali alla formazione delle decisioni operative.

Ecco, siamo nuovamente di fronte a un discorso che ci preoccupa, perché l'Assessore Fosson in questo momento ci ha già anticipato la proposta di un ordine del giorno. Noi non crediamo che la gestione possa essere risolta con l'approvazione di un ordine del giorno, perché uno è stato già approvato all'unanimità, con un solo astenuto, e lì si impegnava a presentare un disegno di legge per risolvere problema dei trasporti e non si è fatto niente.

Qui il discorso è ancora più amplio, perché è un discorso legato all'indirizzo delle riforme: tutti quanti intendiamo portare avanti un certo obiettivo di realizzazione; di fatto, però, rimaniamo sempre fermi. Non faccio il discorso di Monami della collocazione a destra, dico soltanto che in questo momento noi non abbiamo la possibilità di credere a questa Giunta, non accettiamo il discorso dell'Assessore Fosson di approvare un ordine del giorno perché non crediamo al mantenimento di questi impegni e perché quelli presi vengono regolarmente disattesi. Questo è un ulteriore provvedimento-tampone per cui riteniamo che questa possa essere un'occasione per impostare un discorso reale, per misurare la volontà di questa Giunta se veramente vuol marciare verso un certo tipo di riforme. Gli impegni ci sono, ma sono stati disattesi.

Sono passati sei mesi, oggi siamo qui e ci si propone un ulteriore ordine del giorno. Noi non lo accettiamo e chiediamo che prima la Giunta ci risponda in ordine alla decisione che essa stessa aveva accettato di portare avanti.

Chabod (D.C.) - Presidente della Giunta.

Andrione (U.V.) - La Giunta aveva predisposto un progetto di legge che avrebbe dovuto essere, viste le nostre competenze, di iniziativa consiliare da presentare al Parlamento, affinché fossero devolute alla Regione competenze in materia di trasporti, in attesa della trattativa globale sulle norme di attuazione in cui è, invece, fuori discussione che i trasporti verranno devoluti come competenza alla Regione Autonoma Valle d'Aosta. Sapendo qual è la rapidità dell'iter dei progetti di legge di iniziativa dei Consigli regionali cui fa riscontro, per contro, la rapidità degli iter parlamentari dei progetti di legge di iniziativa governativa, abbiamo preferito dedicarci alla stesura del testo delle norme di attuazione. Di questo se ne è incidentalmente parlato quando il Consigliere Dolchi ha posto precise domande su quali fossero gli orientamenti della Giunta in tale materia (credo che fosse dopo la parentesi estiva nel mese di settembre, non ricordo bene, comunque avevo fatto una breve relazione al riguardo). In questo momento il testo delle norme di attuazione che noi proponiamo è praticamente concluso come lavoro di Giunta e siamo in trattative - non facili - con il Prefetto Gizzi affinché questo progetto di legge diventi disegno di legge governativo da presentarsi alle Camere; è questo il problema.

L'ordine del giorno che proponiamo non è un ordine del giorno che impegna la Giunta, alla quale Pollicini del resto fa bene in un certo senso a non credere, perché se vi credesse non sarebbe nella posizione in cui è, ma in ben altra. È un ordine del giorno che concerne non solo la Regione Valle d'Aosta, ma tutte le Regioni, perché, per citare due nomi appartenuti a Partiti leggermente differenti, Cesare Golfari e Guido Fanti su questa questione hanno preso a nome dei Presidenti di Giunta le stesse posizioni nei confronti del Governo; e Guidolin, Veneto, ha fatto la stessa dichiarazione e ha ancora calcato la mano. La posizione è quella di affermare che - messa da parte la questione spinosa delle Regioni a Statuto speciale che non sono comprese nello stramaledettissimo articolo 9 - ci deve essere, da parte del Governo, il finanziamento dei trasporti pubblici attraverso il meccanismo delle Regioni che non sono - queste le parole che tutti dicono - "controparte nei confronti dello Stato, ma che esercitano il potere dello Stato in questa specifica materia". Ecco qual è il punto della trattativa, ed è una trattativa di diritto costituzionale.

Chabod (D.C.) - Consigliere Monami.

Monami (P.C.I.) - Io non entrerò nel merito dell'articolo 9 della "281" e nelle competenze su cui, mi pare, il Presidente ha già detto qualche cosa. Mi limiterò a rimanere nel tema iniziando col dire che noi siamo d'accordo su qualsiasi ordine del giorno che ci venga proposto in quel senso: siamo pronti ad accettarlo, ad esaminarlo, a votarlo, anche per far ricadere, secondo me giustamente, o quantomeno precisare, ancora una volta, le responsabilità che ricadono sul Governo proprio per il modo con cui è venuto a decidere tali questioni.

A noi, però, sta a cuore un'altra questione, ed è quella a cui si è riferito anche il collega Pollicini, dell'ordine del giorno che noi avevamo proposto per ben due volte il 14 febbraio del 1975 e il 15 maggio del 1975: un ordine del giorno che a febbraio era stato respinto dalla maggioranza e che, invece, a maggio era stato approvato a grande maggioranza, con l'astensione, mi pare, dei compagni Socialisti. Non vorrei errare nel dire queste cose, comunque si trattava di un ordine del giorno con il quale noi chiedevamo alla Regione un intervento sul problema dei trasporti.

Nel parere espresso in Commissione Affari Generali lo abbiamo richiamato questo ordine del giorno e abbiamo anche detto che siamo oramai arrivati, per la prima ragione, a 600 milioni e, per la seconda ragione, per il protocollo di intesa, ad altri 300 e rotti milioni, quindi siamo ormai arrivati al tetto di circa un miliardo all'anno che noi concediamo a fondo perduto alle Società autotrasportatrici...

Andrione (U.V.) - ...no, direttamente ai lavoratori.

Monami (P.C.I.) - ...sì, sì, ma dico l'ordine di cifre fra l'una e l'altra, fra quella che dovrebbe essere compensata e quella che perdiamo, non siamo in quest'ordine di grandezza, ordine di grandezza che a noi ci fa dire che, se il problema fosse affrontato alla radice, potrebbe avere una conclusione diversa.

Approfitto per affermare che la nostra posizione è quella di giungere finalmente alla regionalizzazione di questi servizi. Noi ci rendiamo conto che farlo non è facile come dirlo e che la realtà geografica della Regione è complessa: sappiamo che ci sono delle frazioni distaccatissime, degli abitanti in luoghi lontani che debbono essere collegati anche a costo di perdite notevoli, noi ci rendiamo conto di tutto questo. Ci rendiamo però anche conto che quando l'Amministrazione regionale arriva a spendere cifre di questo livello, sarebbe altrettanto responsabile da parte dell'Amministrazione regionale studiare quegli accorgimenti che vadano verso la direzione di considerare il trasporto un servizio pubblico, un servizio sociale che, in quanto tale, evidentemente avrà dei costi. Noi non neghiamo che i servizi sociali abbiano dei costi a carico della collettività, però diciamo che determinati servizi sociali vanno garantiti anche se questi rappresentano un costo. Sempre nell'ambito dei servizi sociali, occorre semmai verificare come introdurre il criterio della proporzionalità, ma comunque questi problemi vanno affrontati in prima persona dall'Amministrazione regionale.

D'altra parte, in relazione all'ordine del giorno che ha ricordato il collega Pollicini e che io stesso ho ricordato, va tenuto conto del fatto che, secondo me, se interpreto bene la vita amministrativa di una Regione - vita amministrativa che non termina con la caduta da cavallo di un Presidente e la montata a cavallo di un altro Presidente - la vita amministrativa continua, gli impegni che si attribuiscono alla Giunta, che il Consiglio chiede alla Giunta, valgono sia che la Giunta sia come questa, tutta spostata a destra - solo per la configurazione di persone presenti al banco della Giunta - sia per quelle Giunte che non sono spostate a destra, perché anche a sinistra del Presidente siede qualcuno. Adesso è arrivato per esempio l'Assessore Marcoz che riequilibra questo spostamento di figure a destra: se si sposta la Signorina Viglino, come sta facendo, avremo un tentativo di riequilibrare la posizione di questa Giunta.

Allora, dicevo - e parliamo seriamente - se questi impegni valgono per la Giunta, ecco ci viene da domandarci: dal febbraio prima e dal maggio poi del 1975 perché questa Giunta non ha predisposto o tentato di predisporre quei meccanismi a cui noi ci siamo tante volte richiamati? Non solo, ma questa Giunta ci dica almeno, per un dovere di continuità, che appronterà documenti, ma siccome politicamente... ed è una scelta, io non sono qui per dire che noi siamo nel giusto rivendicando la regionalizzazione e voi sbagliate nel giudicare inopportuna la regionalizzazione. Però una Giunta corretta, nei confronti degli impegni che il Consiglio le ha attribuito, dovrebbe essere venuta qua in aula a proporci almeno una serie di documenti che vadano in una certa direzione dicendo: ciò malgrado noi non siamo d'accordo e voteremo contro questo disegno di legge o, quantomeno, dicendo: le proposte del Consiglio sono queste e noi le abbiamo elaborate, nel contempo però abbiamo avuto anche il tempo e la capacità di elaborare un altro documento che va in tutt'altra direzione, ma che riteniamo amministrativamente corretto e valido.

Allora io mi domando, e la mia domanda continuerò a farla all'amico Andrione, così come continuiamo a farla anche all'amico Dujany e continuerò a farla a chiunque sia il Presidente della Giunta che sieda su quella poltrona... chiederemo una certa coerenza nell'attività: certo, la coerenza richiede attività, richiede presenza, capacità e volontà politica di risolvere i problemi in una certa direzione, nella direzione della regionalizzazione, nella direzione di considerare i trasporti un servizio sociale, nella direzione di una maggiore partecipazione dell'Amministrazione regionale in questi settori delicati della vita regionale. Voglio ricordarvi che adesso non vi può mancare, perché dovreste avere una spinta dalla presenza in Giunta dei compagni Socialisti. Mi rivolgo caldamente ai compagni Socialisti perché essi abbiano ad esercitare quella forza, all'interno della Giunta, con tutta la capacità che in altri campi dimostrano di avere, di esercitare nei confronti della Giunta quelle pressioni che sono espressione della loro linea politica nazionale e che non è che questa, a meno che - e non credo - i compagni Socialisti seggano in Giunta per snaturare la linea politica che il loro Partito, molto chiaramente, esprime in campo nazionale e in campo regionale.

Allora, con la preghiera ai compagni Socialisti di essere più presenti su questi problemi che noi riteniamo essere di fondo, con la preghiera e l'invito alla Giunta di mantenere gli impegni che il Consiglio le ha attribuito, veniamo a discutere in quest'aula una volta per sempre, in modo definito, in modo corretto, del problema dei trasporti: quale sarà poi la conclusione la deciderà il Consiglio, ma facciamo in modo che, finalmente, anche in Valle d'Aosta, si abbiano le idee chiare di cosa la gente si aspetta da noi e di cosa noi siamo soprattutto capaci di fare nei confronti della gente.

Partendo da queste posizioni noi abbiamo espresso il nostro parere negativo a questo disegno di legge; siamo consapevoli, però, che un conto è l'esercizio più generale dei trasporti in Valle d'Aosta e un conto è il protocollo di intesa con cui vi è stato un accordo fra i dipendenti delle Società concessionarie e Sindacati. Ecco, è soltanto perché questo disegno di legge è la conclusione di un accordo sindacale, soltanto perché questo accordo non pregiudica un discorso più generale sui trasporti che noi vogliamo avvenga in aula, sulla base di documenti preparati dalla Giunta. Per questi motivi il nostro Gruppo vede il disegno di legge da un altro punto di vista e ci consiglia quantomeno non un voto negativo, ma l'astensione.

È chiaro, però, che l'astensione che da taluni può essere considerata un gesto politico benevolo, vuol dire che questa astensione richiede alla Giunta, nel più breve tempo possibile, le cose che noi vi abbiamo ora ricordato e che abbiamo stabilito con il vecchio ordine del giorno.

Siamo disponibili con la maggioranza e con la Giunta ad esaminare quell'ordine del giorno che ci verrà proposto di protesta nei confronti del Governo centrale di Roma che, ancora una volta, si è comportato in maniera anti-autonomista, anti-regionalista, imponendo le sue scelte e le sue volontà non solo a tutte le Regioni, ma soprattutto alle Regioni a Statuto speciale.

Chabod (D.C.) - Consigliere Dujany.

Dujany (D.P.) - Vorrei brevemente fare due osservazioni: una relativa all'oggetto e l'altra relativa alle dichiarazioni fatte dal Presidente della Giunta.

Mi pare che il Presidente della Giunta abbia ricordato il grosso problema in cui si inserisce episodicamente anche l'aspetto che stiamo discutendo in questo momento dei trasporti, cioè il problema del trasferimento delle competenze amministrative fra lo Stato e la Regione. Ecco, vorrei solo ricordare brevemente che il Consiglio regionale a suo tempo aveva approvato un ordine del giorno in cui si sosteneva l'opportunità della delega; mi pare di capire che questa strada sia stata abbandonata e si sia adottata la strada della legge ordinaria. Comunque non è caso in questo momento di soffermarvicisi; vorrei solo, nel futuro, chiarire un po' questo problema dalla sua partenza, anche perché se gli interlocutori romani sono costituiti dalle persone i cui nomi sono stati pronunciati dal Presidente, io ho molta paura di andare avanti su questa strada, perché è una strada che rischia di imbottigliarsi proprio per l'abilità, la capacità e la formazione mentale di quelle persone. Mi pare che i pericoli a cui andiamo incontro potrebbero essere gravi, comunque questo è un discorso en passant.

Il problema dei trasporti: quanto ha detto l'Assessore Fosson è una frana iniziata nel 1972, anno in cui, con un sistema molto sbrigativo, lo Stato ha trasferito alle Regioni tutto il problema del trasporto su gomma e ha detto alle Regioni: aggiustatevi. Delle proteste sono state fatte sin da allora in sede di Conferenza dei Presidenti delle Regioni, in sede di riunioni interregionali. Credo che la protesta continui ancora oggi e, naturalmente, lo Stato continua ad avere un suo comportamento in cui non ha fatto altro che sbolognare tale questione sulla testa delle Regioni, senza pensare che il problema dei trasporti non si riduce ad essere solo un problema di gomma, ma è collegato fra gomma, rotaia e aria e, direi, anche con le vie d'acqua. Direi quindi che la questione ha naturalmente un'ampiezza tale che non può essere ridotta al "problema gomma": la gomma ne è un aspetto che, per noi Valle d'Aosta, è estremamente importante, è predominante, perché la nostra posizione orografica diciamo che è quella che è, ma il problema va collegato con tutti gli altri aspetti, che sono, perlomeno, l'aspetto rotaia e l'aspetto aereo. Naturalmente lo Stato ha liquidato tale problema in un modo semplicistico, ha sganciato questo aspetto del servizio che era in prevalenza gestito sotto forma privatistica, lo ha sbolognato alle Regioni e ha fatto tutto questo senza preoccuparsi del trasferimento delle competenze amministrative, di fatto senza creare lo strumento formale; ha detto alle Regioni: questa è una tua competenza, paga tu. Questa è la realtà! È chiaro che tutto questo è il dramma dinanzi al quale naturalmente si sono trovate le Regioni.

Credo, però, che non possiamo nemmeno assistere ogni anno ad una richiesta continua di contributi da parte di Società private che non siamo in condizioni di controllare e che non siamo in condizioni di gestire, perché qui l'Amministrazione regionale si trova presa nella tenaglia fra Organizzazioni Sindacali e datori di lavoro. Pertanto o si esce da questo meccanismo, da questa struttura attraverso una regolamentazione e una ristrutturazione di tutto questo strumento oppure noi continueremo nella stessa strada iniziata nel 1972: quella di dare contributi a cui non potremo mai dire di no, perché avremo, da una parte, il padrone che ci dice "io devo pagare gli operai" e, dall'altra parte, lo Stato che concorda gli accordi di rinnovo contrattuale e i Sindacati locali tutti d'accordo contro la Regione che deve spillare dei soldi. Se non usciamo però da questa strettoia, noi ci troveremo continuamente a dover rispondere a queste richieste. Direi, quindi, che il problema dei trasporti va preso in esame, e celermente, altrimenti qui ci troveremo continuamente a spillare del denaro, a dare dei contributi a determinate imprese le quali, naturalmente, devono far fronte agli impegni sindacali che sono decisi poi anche sulla nostra testa, e avanti di questo passo.

Siamo quindi d'accordo sull'ordine del giorno - direi di protesta - che serve poi quel che serve, però il problema dell'impegno della regolamentazione dei trasporti è estremamente necessario. La nostra posizione, in questo momento contraria a questo disegno di legge, non ha una valutazione puramente amministrativa, ma ne ha anche una politica. Infatti riteniamo, in questo modo, di attirare l'attenzione del Consiglio e soprattutto della Giunta sulla necessità di affrontare questo problema, perché così non si può più proseguire, poiché la Regione rimane attanagliata e ogni sei mesi si troverà naturalmente dinanzi a queste pressioni, per cui non farà altro che impegnare maggiormente il suo bilancio per dei contributi ad aziende che non può controllare e che non controlla.

L'Amministrazione regionale, in cambio dei soldi che sono concessi, dovrebbe almeno ottenere un miglioramento del servizio qualitativo, almeno ottenere un qualcosa di più, per carità! Per carità! Se poi, a questo denaro, noi aggiungiamo tutti i denari che sono spesi dai vari Patronati, dall'Assessorato della Pubblica Istruzione per gite e compagnie varie e dai Comuni per determinati servizi locali, questi contributi di un miliardo naturalmente salirebbero almeno di un centinaio di milioni in più. Qui non abbiamo il conto globale, ci sono una serie di altri ruscelletti che naturalmente vengono inseriti in un modo qualche volta inconsapevole da parte nostra.

Ecco perché è necessario iniziare ad affrontare il problema sul piano globale: perché il discorso è lungo ed è estremamente difficile, e occorre iniziare un tipo di coordinamento di politica dei trasporti per poter entrare su un piano operativo attraverso un certo spazio di anni.

Chabod (D.C.) - Presidente della Giunta.

Andrione (U.V.) - Molto brevemente per rispondere dicendo che quando sarà arrivata la delega ne discuteremo con calma, prima di tutto in Commissione.

Per quanto riguarda le molte osservazioni fatte sui trasporti dal Consigliere Dujany, concordiamo pienamente. Sul fatto del coordinamento, del controllo, sul fatto che quando si è arrivati al tetto di un miliardo, in realtà non si è ancora compreso tutto quello che si spende sotto la voce "trasporti" e via dicendo, su questo concordiamo perfettamente.

Siamo anche d'accordo su alcune affermazioni fatte dal Consigliere Monami, che è dovere della Giunta, dove - Monami queste cose me le insegna - non si ottiene mai tutto quello che una determinata forza politica porta avanti, ma evidentemente si congloba e si compone secondo degli schemi politici che siano validi per tutti. Il compito della Giunta è quello di presentare proposte dove siano evidenziati anche i prevedibili costi di quella soluzione che a me lascia molte perplessità e, oserei dire, delle diffidenze, scusatemi la franchezza, quasi invincibili, perché invece dell'attanagliamento di cui parlava Dujany in cui ci troviamo in questo momento, ci troveremmo sotto la pressione delle Comunità - non nel senso tecnico - interessate che pretenderebbero, visto che è un servizio regionale, che quel servizio sia ultra efficiente. Ci dovrebbero essere tre corse giornaliere per Ollomont e avanti di questo passo; ed io vorrei sapere quale è la Giunta regionale che sarà poi capace di resistere ad un certo tipo di pressione!

È nostro dovere, quindi, presentare un piano bilanciato in cui evidentemente la Giunta, in quanto Organo di Governo, esprimerà una sua opinione. Questo piano si sta approntando, non è certamente facile perché, ripeto, vi sono aspetti dove la previsione può essere fatta soltanto in termini politici, perché non ci sono costi di una regionalizzazione. Gli esempi che vengono da quelle rarissime Regioni che l'hanno approvato sono catastrofici, perché i passivi non si contano più a unità, ma a decine di miliardi. La Sardegna è un esempio catastrofico. Insomma, occorrerà riflettere un attimo prima di procedere così a lungo su una certa strada.

La questione deve essere comunque portata avanti assieme a tutte le altre considerazioni che sono state fatte anche in ossequio, e può pesare sulla trattativa, a una effettiva competenza della Regione Autonoma della Valle d'Aosta in materia di trasporti, perché qui Dujany ha ragione quando dice che noi di fatto siamo ritenuti competenti mentre formalmente non abbiamo questa competenza e quindi, sempre secondo il mio avviso, l'ordine del giorno deve avere anche lo scopo di sottolineare la carenza legislativa specifica e costituire, quindi, un mezzo di pressione in più per regolarizzare quella posizione, appunto perché legando le differenti cose forse si cammina più spediti. Questa, comunque, ripeto, è una questione che dovremo discutere più a fondo. La differente bascula - non so come chiamarla - di tutti questi problemi deve essere vista.

Io vorrei dire che a noi fa piacere che il Gruppo Comunista sia disponibile per una discussione su questa materia e posso anche dire che in materia di trasporti la linea - anche se la situazione è estremamente differente - a cui ci ispiriamo è proprio quella delle Regioni Emilia-Romagna e Toscana, dove voi non siete certo in minoranza e dove la protesta per un certo tipo di contributo chilometrico è esattamente molto simile alla situazione in cui ci troviamo noi. Ecco, ripeto: questo è in una situazione orografica totalmente differente, perché organizzare delle corse su gomma tra Ferrara e Bologna, di 70 chilometri e con popolazioni di questo genere, e organizzare tra Aosta e Ollomont, evidentemente mi sembra che non ci sia paragone.

(voce) - ...anche a noi era sorto il dubbio.

Andrione (U.V.) - Anche a voi era sorto il dubbio? Grazie, mi fa piacere!

Quindi, dette queste cose, mi sembra però che il fatto importante da sottolineare, tenuto conto dell'orografia ed altro, è che anche lì ci sia la preoccupazione di avere questo schermo - perché ho l'abitudine di parlare molto chiaro - con la Pubblica Amministrazione che, proprio per il fatto che è decentrata, risponde puntualmente alle sollecitazioni locali. Qualche minuto fa, in materia di edilizia sovvenzionata, ci siamo fatti delle critiche giustificate a noi stessi, alla nostra burocrazia: io dico che è utile avere questo schermo, perlomeno per poter controllare in parte certe spinte che rischierebbero di dilatare un servizio sociale - e qui concordo con Monami sul concetto di "servizio" - come costo a scapito di tutti gli altri servizi sociali. Questo è il punto in cui noi ci troviamo, perché quel servizio è importantissimo, ma non dimentichiamo che accanto abbiamo tanti altri servizi sociali, con costi di gestione notevoli che sono altrettanto essenziali, e forse, in certi casi, ancora più essenziali.

Chabod (D.C.) - C'è qualcun'altro che prende la parola? Consigliere Pollicini.

Pollicini (D.P.) - Per dichiarazione di voto.

Siamo d'accordo che i problemi sono due: uno è il problema dei trasferimenti delle competenze tra lo Stato e la Regione e su questo concordiamo con l'impostazione, ma dove non siamo d'accordo è laddove noi non abbiamo avuto in questa occasione l'indirizzo politico della Giunta sul problema, cioè la Giunta non ci ha detto niente. Concordiamo sul discorso delle competenze che non sono state ancora trasferite, però qual è l'orientamento della Giunta? Che cosa intende fare la Giunta dal primo gennaio 1976, visto che siamo alla vigilia? Riproporrà il discorso nuovamente?

Andrione (U.V.) - L'accordo sindacale in questione scade il 31 dicembre del 1975.

Pollicini (D.P.) - Benissimo, attenzione però che esiste un "dopo" che non è molto lontano. Che cosa intendiamo fare?

Ecco il discorso di fondo: abbiamo bisogno di conoscere l'indirizzo di questa Giunta in relazione al problema dei trasporti, anche se non vi sono le competenze, come giustamente faceva osservare il Presidente della Giunta - non c'è dubbio però che questo è un altro problema -, ma l'indirizzo politico, l'orientamento su cosa si intende fare è un dovere che la Giunta ha e ne deve informare il Consiglio. La Giunta deve misurarsi su questo problema, e su ciò non concordiamo.

D'altra parte noi ci rendiamo perfettamente conto che è un servizio pubblico di grossa importanza, proprio per l'orografia della nostra Valle, e mi rendo anche conto che stanno scoppiando i problemi, la drammaticità dei problemi è sempre più grave. Certamente non è la difficoltà di due o tre anni fa, oggi è molto più grave: è scoppiato il problema dei trasporti, sicuramente scoppierà anche quello della casa, è scoppiato quello dell'occupazione e sta scoppiando quello dell'agricoltura. Ci rendiamo conto delle difficoltà oggettive e non siamo qui a dire che il problema è lo stesso. È scoppiato, e difatti guardate qui questo elenco, fermato ad un certo punto per brevità, c'è il problema della sanità... ma è proprio su questi temi che si misura la volontà politica, la credibilità di questa Giunta, il discorso è prettamente politico!

Noi diciamo pertanto che non diamo credibilità alla Giunta proprio perché non ci avete proposto niente sui problemi concreti; proponete continuamente, di volta in volta, soluzioni-tampone, siete risucchiati in modo passivo dai problemi man mano che scoppiano.

Noi ci rendiamo conto del problema del trasporto pubblico, delle sue implicazioni per quanto riguarda il discorso legato al personale che lavora in queste aziende, per cui noi, attraverso un'astensione, esprimiamo la nostra contrarietà al disegno di legge. Tale astensione ha però il significato di condanna, ancora una volta, a questa Giunta, all'incapacità di affrontare in proposito soluzioni politiche, e ha il significato proprio della contrarietà ad un modo di concepire i problemi che è quello di tamponarli di volta in volta.

Si dà atto che alle ore 12,32 riassume la Presidenza il Presidente Caveri Severino.

Caveri (U.V.) - Assessore Milanesio.

Milanesio (P.S.I.) - Per dichiarazione di voto. Evidentemente il Partito Socialista non può che votare a favore di questo provvedimento, pur facendo proprie molte critiche e obiezioni che sono state esternate da parte degli oratori che mi hanno preceduto.

Vogliamo sottolineare un fatto: si parla da anni di trasporto pubblico in Valle d'Aosta e da anni si parla di municipalizzazione, regionalizzazione, forme miste, ma non succede mai niente. Io ricordo che, quando ero ancora Amministratore comunale - se lo ricorda anche Pollicini -, mettemmo in bilancio allora cento milioni; fui io a proporli, ma ora non mi ricordo più se si era nel 1966 o nel 1967. Ecco, a distanza di circa otto anni, il Comune di Aosta acquistò poi successivamente degli autobus. Tale provvedimento fu criticato, osteggiato, ritenuto demagogico, perché fatto all'ultimo momento, però il Comune di Aosta acquistò degli autobus dopo un dibattito che è durato grosso modo sette anni.

Ora, con questo non voglio dire che la Giunta è ampiamente scusata e giustificata se non presenta soluzioni precise in questo momento, perché soluzioni precise, allo stato attuale, che io sappia, non ne esistono. Non esistono perché non sono state preparate da nessuna Giunta, da nessuna Amministrazione che ha preceduto l'attuale. Con questo non voglio di nuovo scaricare il "badò" [traduzione letterale dal patois: "peso, carico"] ad altre Giunte, delle quali tra l'altro io facevo anche parte, però è proprio per testimoniare la complessità di un problema che noi, ogni tanto, esorcizziamo e poi ci riempiamo la bocca di grosse parole che non sempre si attagliano alla nostra realtà.

Una cosa è certa: che il sostegno pubblico ai trasporti, in termini economici, è massiccio, grosso e caro, quindi possiamo lamentarci dell'insufficienza di questo servizio e dobbiamo pretendere che il controllo pubblico sull'efficienza e, soprattutto, sui costi, sia maggiore, più preciso e più puntuale.

Così su due piedi, però, dire quale sia la forma di gestione migliore in questo momento io personalmente non mi sento di poterlo dichiarare ed affermare. Voglio solo fare questa affermazione che sta a cuore al mio Partito: il trasporto pubblico è un servizio sociale, dobbiamo adeguare questo tipo di servizio alle necessità reali della nostra Regione che sono diverse da quelle di altre Regioni con altre densità di popolazione, con altre - diciamo così - "direttrici di percorrenza", e dobbiamo anche commisurarlo al costo che questo servizio può avere.

Il Presidente della Giunta ama pronunciare una frase che a me piace molto: dice il bilancio della nostra Regione è un numero finito, certo, e quindi tutto quello che noi sottraiamo ad altri settori per metterlo nel settore del trasporto pubblico probabilmente è un disinvestimento in altre iniziative di carattere sociale. Ha ragione Monami quando dice: distinguiamo fra spese superflue o discutibili e invece servizi sociali. Ecco che qui si deve fare allora un discorso più generale, articolato sull'investimento che la Regione complessivamente fa nel settore dei servizi sociali e considerare il trasporto come uno di questi settori.

Per me, per il mio Partito, è importante soprattutto questo: in questo settore costi all'osso, per intenderci, e finalità pubblica del settore, quindi soddisfare in qualche modo le utenze che noi riteniamo privilegiate rispetto ad altre. Se poi, a questo punto, la forma di gestione è pubblica, mezza pubblica, mezza privata o se è privata con controllo, è molto relativo il discorso: quello che conta, a mio avviso, è dare un servizio sociale che sia il più decente possibile con i costi minori possibili, perché dobbiamo porci il problema dei costi, poiché anche i soldi che spendiamo nel settore dei servizi sociali si possono spendere bene o male. Non è detto, infatti, che i soldi siano sempre spesi bene; per esempio, quando se ne spendono troppi, possiamo dire che sono anche spesi male. Questo è il problema che sta a cuore a noi Socialisti.

Noi pertanto questo disegno di legge lo votiamo, perché non si può fare diversamente, poiché ci troveremmo con gli scioperi, in questo momento tra l'altro molto delicato della vita regionale, e ci troveremmo poi a dover accettare comunque delle spinte, delle pressioni alle quali non possiamo dire di no e alle quali la Regione è stata delegata, bontà sua, dallo Stato che gli ha trasferito le incombenze. Secondo me, anziché parlare di "competenze", si dovrebbe parlare di "incombenze": lo Stato ha trasferito le incombenze senza trasferirle le competenze e soprattutto senza trasferire neanche i denari, per cui ci troviamo ad essere gli anticipatori su una promessa fatta sull'onore dell'allora Presidente del Consiglio, Rumor. La Regione, però, non ha ancora visto una sostanziale corrispondenza da parte dello Stato, almeno per le somme che sono state anticipate e che continuiamo ad anticipare.

Il nostro voto è quindi favorevole, ma con queste preoccupazioni, con questi accorgimenti e con queste indicazioni per il futuro. Speriamo che nel 1976 si riesca a varare un discorso conclusivo sui trasporti pubblici con lo Stato e, evidentemente, con il Consiglio regionale.

Caveri (U.V.) - L'Assessore Milanesio parla di "promessa", ma c'è da ricordare la frase celebre: "lunga promessa con l'attender corto". Va bene, allora possiamo considerare chiusa la discussione generale e passiamo ai voti. Ancora qualche dichiarazione di voto?

Consigliere Ramera.

Ramera (D.C.) - Dato che è un'occasione sempre per tutti per fare dei lunghi interventi e ricercare soluzioni miracolistiche sui problemi per poi naturalmente considerare tutte le difficoltà che esistono al momento in tutti settori, io direi che sarebbe molto comodo votare contro, anche per una protesta al Governo centrale che qui ha rifilato questa responsabilità di pagare senza avere nel contempo trasferito le competenze amministrative alla Regione nello specifico settore.

Pollicini ha elencato una serie di problemi, che credo assillino non solo il nostro Paese, ma anche altri, e si parla di "politica di tamponamento". È chiaro che in un momento drammatico per l'economia e per la politica nazionale nessuno può fare altro che tamponare certe falle che si sono create. Non andiamo a vedere responsabilità in questo caso, perché possono essere nostre, nostre di tutti, indirette o causate da altri. Diciamo però semplicemente una cosa: che il volersi astenere - scusate, non è che io voglia influenzare nessuno a cambiare opinione su questo - sarebbe comodo per tutti, se non altro per far sentire al Governo centrale che hanno sbagliato in questa materia, però che cosa otterremmo? Otterremmo forse, sì, di vedere che un provvedimento nazionale viene discusso e viene anche respinto dalla più piccola delle Regioni a Statuto speciale, ma nello stesso tempo non risolviamo il problema dei trasporti e dei lavoratori che hanno ottenuto in quella sede centrale un accordo contrattuale. Per cui ci troveremmo a dover sopportare i disagi, gli scioperi, che anche quelli sarebbero giustificati, perché, ad un certo momento, al lavoratore della Società "X" poco importa di sapere come è andata a finire, quello dice: "ho avuto l'accordo in campo nazionale fra Governo e Sindacati; non so perché in Valle d'Aosta non si debba ottenere, quando tutte le altre le Regioni lo hanno fatto".

Io sono quindi d'accordissimo di formulare un ordine del giorno di protesta, come sono altresì d'accordo che il problema dei trasporti venga affrontato con serietà da tutti. Vorrei però ricordare che nel 1973, o nell'inverno 1972/1973, quando facevo parte di questa Commissione di studio e siamo arrivati al 1975, la Commissione addirittura è sparita. Non si è più parlato di trasporti, se ne parla così, occasionalmente, solo quando il Consiglio è investito dell'argomento.

Ora direi: affrontiamo veramente questo problema e vedremo quali sono le soluzioni; molto probabilmente dovremo dare soluzioni miste per non rovinare del tutto il bilancio della Regione, però affrontiamolo, perché almeno così non dovremo più dire che abbiamo perso l'occasione, che avevamo l'occasione di discutere e non lo abbiamo fatto.

La Democrazia Cristiana vota quindi a favore del disegno di legge e voterà a favore anche di un documento che si potrà fare unitariamente, di protesta ferma contro il Governo centrale, proprio per aver superato le competenze e averci affibbiato un'incombenza enorme senza averci ancora trasferito le attribuzioni amministrative.

Caveri (U.V.) - Allora articolo 1... Consigliere Parisi.

Parisi (M.S.I.-D.N.) - Per dichiarazione di voto.

A mio giudizio bisogna votare a favore di questo disegno di legge, perché diversamente si viene incolpati di essere contrari ad un provvedimento che va a favore della classe lavoratrice che fruisce di questi mezzi di trasporto.

L'obiettività con cui Dujany ha affrontato il problema ci sta però a dire che cosa? Quello che vi dico io, così, in parole povere e sbrigative: voi potete fare tutte le leggi che volete, potete prendere tutti i provvedimenti che volete a favore di questo e di altri, ma badate bene, allorquando si opera bene su un determinato punto l'opposizione batte a sobillare i Sindacati, a proclamare scioperi, e via dicendo. Questa è la verità, Signor Pollicini, ed allora non si arriva mai al sodo! Voi arriverete al sodo solo quando direte apertamente: i trasporti pubblici sono gratuiti per tutti, allora lì sì che nessuno vi dirà più niente. Voglio però vedere come farete fronte a tutto questo. Quando avrete ben messo a fuoco una legge, l'opposizione ritornerà sempre alla carica fintanto che non avrà portato il tutto alla deriva.

Caveri (U.V.) - Pongo in votazione i singoli articoli del disegno di legge n. 177.

Articolo 1.

Esito della votazione:

Presenti: 29

Votanti: 18

Favorevoli: 18

Astenuti: 11 (Benzo, Chincheré, Crétier, Dolchi, Lanivi, Lustrissy, Manganoni, Maquignaz, Monami, Pollicini e Tonino)

Il Consiglio approva.

Articolo 2. Stesso risultato.

Articolo 3. Stesso risultato.

Articolo 4. Stesso risultato.

Articolo 5. Stesso risultato.

Articolo 6. Stesso risultato.

Articolo 7. Stesso risultato.

VOTAZIONE A SCRUTINIO SEGRETO

Esito della votazione:

Presenti: 29

Votanti: 18

Maggioranza: 15

Favorevoli: 17

Contrari: 1

Astenuti: 11 (Benzo, Chincheré, Crétier, Dolchi, Lanivi, Lustrissy, Manganoni, Maquignaz, Monami, Pollicini e Tonino)

Il Consiglio approva.

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Il Consiglio approva il soprariportato disegno di legge n. 177.

Caveri (U.V.) - La seduta è tolta.

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La seduta termina alle ore 12,55.