Resoconto integrale del dibattito dell'aula

Oggetto del Consiglio n. 3997 del 5 dicembre 1992 - Resoconto

OGGETTO N. 3997/IX Esame del disegno di legge: "Norme per l'elezione del Consiglio regionale della Valle d'Aosta".

Presidente Preliminarmente chiedo se tutti i consiglieri hanno la documentazione.

Do lettura dell'articolo 1:

Titolo I Disposizioni generali

Articolo 1 (Norme generali)

1. Il Consiglio regionale della Valle d'Aosta è eletto a suffragio universale, con voto diretto ed eguale, libero e segreto, attribuito a liste di candidati concorrenti.

2. Ogni elettore dispone di un voto di lista e ha facoltà di attribuire preferenze, nei limiti e nei modi stabiliti dalla presente legge.

3. L'assegnazione dei seggi fra le liste concorrenti avviene secondo il sistema determinato dall'art. 50.

4. Il territorio della Regione Valle d'Aosta costituisce una unica circoscrizione elettorale.

Presidente Ha chiesto di parlare la Consigliere Cristina Monami, ne ha facoltà.

Monami (PCI-PDS) Poiché a questo articolo 1 sono giunti ben 5 emendamenti, chiediamo se non sia possibile, per il nostro gruppo ma anche per altri gruppi, sospendere un secondo i lavori, perché intendiamo consultarci fra di noi e con probabilità anche con gli altri gruppi.

Quindi chiedo una sospensione di dieci minuti.

Presidente La sospensione è sempre stata accettata dal Consiglio, quindi il Consiglio è sospeso.

Si dà atto che i lavori sono sospesi dalle ore 11,21 fino alle ore 12,26.

Presidente Riprendono i lavori. Prima di passare alla discussione dell'articolato, propongo, come eravamo rimasti d'accordo ieri, di votare in blocco gli emendamenti proposti dalla I Commissione per un adeguamento tecnico-legislativo, quindi di implementazione della legge, sui vari articoli.

Pongo in votazione, in blocco, gli emendamenti tecnici proposti dalla I Commissione consiliare:

Esito della votazione

Presenti: 34

Votanti: 33

Favorevoli: 33

Astenuti: 1 (Gremmo)

Il Consiglio approva

Presidente All'articolo 1 sono stati presentati emendamenti dal consigliere Martin e altri, dal PDS, dall'Union Valdôtaine e dalla Democrazia Cristiana.

Darei la parola ai colleghi che hanno presentato emendamenti, se credono opportuno intervenire, altrimenti passiamo alla votazione.

Ha chiesto di parlare il Consigliere Gremmo, ne ha facoltà.

Gremmo (UAP) Mantengo tutti gli emendamenti presentati, li spiego brevemente. Il Presidente ha detto di illustrarli tutti, no? Ah, chiedo scusa.

Presidente Ha chiesto di parlare il Consigliere Martin, ne ha facoltà.

Martin (ADP) Signor Presidente, l'ora è abbastanza tarda e quindi vedrò di non far perdere molto tempo al Consiglio prima della pausa pomeridiana. D'altronde, l'emendamento che insieme ad altri colleghi ho presentato all'articolo 1, mi sembra di averlo illustrato a sufficienza nella discussione generale di ieri.

All'articolo 1 proponiamo il sistema maggioritario; con l'articolo 1 quindi al primo comma si dice che il Consiglio regionale è eletto a suffragio universale con voto diretto, uguale, libero e segreto, attribuito a liste di candidati concorrenti.

Al secondo comma precisiamo come viene instaurato il sistema maggioritario, proponiamo che alla lista o alla coalizione vincente vengano attribuiti 21 seggi, quindi il 60 per cento dei seggi presenti in Consiglio, e che alla seconda coalizione, che ha ottenuto il maggior numero di voti, vengano attribuiti i restanti 14 seggi corrispondenti al 40 per cento dei voti.

Diciamo al comma 3 che il territorio della Regione Valle d'Aosta costituisce una unica circoscrizione elettorale.

Mi pare molto chiaro il senso di questo emendamento: con il sistema maggioritario pensiamo che si metta il cittadino nelle condizioni di poter scegliere prima delle votazioni le liste e le coalizioni che si presentano, di poter scegliere tranquillamente una maggioranza ed una opposizione e questo, come ho già detto ieri, per una maggiore stabilità di governo, per un principio democratico di alternanza al potere, per privilegiare le persone e i programmi rispetto alle formule politiche.

E' chiaro che, se passa questo emendamento, vengono a cadere tutti i discorsi sulle preferenze, non ci sono più una, due o tre preferenze, che mi pare sia il numero di preferenze sul quale maggiormente si incentra il dibattito, ma in questo caso le preferenze sono 21, che corrispondono ai 21 seggi assegnati. Le preferenze in questo caso possono essere date fuori da ogni lista che si vota, anche fra le liste concorrenti.

Presidente Ha chiesto di parlare il Consigliere Rusci, ne ha facoltà.

Rusci (PRI) Ho sottoscritto questa serie di emendamenti, assieme ai colleghi Martin, Lavoyer, Maquignaz e Bich.

Sono degli emendamenti conseguenziali alla visione che abbiamo sulla legge elettorale e contengono quegli elementi che sono per noi di importante novità e che ci permettono di dire che, se votati, il Consiglio regionale non avrà perso una occasione.

E' vero, Consigliere Rollandin, ho seguito con grande interesse e con partecipazione il suo intervento e do una serie di sottolineature estremamente positive a quello che lei ha detto; è corretto dire che l'Union Valdôtaine, che è comunque il movimento di tutela delle minoranze, non poteva su questa legge elettorale fare delle scelte che andassero nella direzione di togliere le minoranze nel Consiglio. E' logico, è assolutamente conseguenziale con la impostazione del movimento.

Sappiamo che il dibattito all'interno dell'Union Valdôtaine - non perché ci siano all'interno dell'Union delle gole profonde, ma perché le cose discusse alla luce del sole sono poi di appartenenza di tutti i gruppi consiliari - è stato difficile su questa legge elettorale. Non dimentichiamo che il comité central ha deciso a maggioranza per una manciata di voti e non nel plenum dei suoi presenti, ma sottolineiamo positivamente che in Consiglio regionale sia uscita anche questa posizione dell'Union Valdôtaine.

Se è vero che il Consigliere Rollandin dice che abbiamo perduto una occasione, allora mi consentano quei consiglieri che sono intervenuti a sostegno dell'articolato presentato, frutto di una sintesi (e poi andremo a vedere di che tipo di sintesi), di dire che non sono soltanto i piccoli quelli che si sentono già con un piede fuori dal Consiglio a considerare negativamente la proposta presentata. Io sottoscrivo ed utilizzo tutte, come dette, le argomentazioni fatte dal Consigliere Rollandin.

Sa, Consigliere Louvin, dire che qui c'è qualcuno che sostiene le posizioni del tutto o del niente, va dimostrato, perché se il tutto è la vostra posizione e il niente la mia, qui ho dei fieri dubbi. Il vostro tutto è talmente poco che ancora l'abbiamo visto nella riunione del gruppo: su due di quei tre argomenti che voi considerate basilari e sostanziali, e cioè le preferenze, la raccolta delle firme, c'è un dissenso generale, non c'è accordo, e voglio vedere come va a finire questo discorso, voglio capire come andrà a finire. E allora che mi debba sentir dare da chi forse crede di poter distribuire patenti ed indulgenza, la patente di zanzare che fa rumore su questo problema perché ha paura di non essere più in Consiglio, ebbene scusatemi, credo che questo non sia giusto e si dimostri da solo.

Ho dimostrato in commissione e in sede consiliare, con i miei comportamenti, che ho tenuto un atteggiamento corretto nei confronti di questa legge, un atteggiamento di divenire, responsabile, per cercare di arrivare a dare ad una legge seria i 24 voti. Ora, voi siete convinti di avere i 24 voti su questa legge, lo vedremo al momento dei voti.

Il Consigliere Milanesio dice che è inutile presentare emendamenti che siano stravolgenti ad un testo di legge che faticosamente ha avuto l'adesione non di alcuni Gruppi, di alcuni consiglieri (poi vedremo se di tutti i consiglieri di tutti i Gruppi). Eh no, Consigliere Milanesio: ci rimanga almeno il gusto di vedere la valutazione del Consiglio sulle nostre proposte. Sappiamo che c'è la possibilità che questo passi, lo abbiamo sentito e lo abbiamo verificato, ma abbiamo qualche dubbio a questo punto che passi anche il vostro articolato di legge.

Il voto segreto: additeremo - è stato detto - al pubblico ludibrio chi proporrà il voto segreto; anche su questo argomento, il voto segreto non è che possa avere a seconda di chi lo utilizza una valenza positiva o una valenza negativa; è un metodo, è un mezzuccio si potrà dire, che tuttavia è insito nel regolamento. Non so se farò nel corso delle votazioni successive sui singoli articoli delle richieste di voto segreto; è certo che vedo delle grandi incertezze nei vari Gruppi e nei vari consiglieri regionali, e se il voto segreto ad un certo punto potesse servire a palesare alcune contraddizioni che ci sono, signori, perché non utilizzarlo?

Credo che la posta in gioco oggi in Consiglio sia una posta in gioco importante; la legge elettorale richiede 24 voti per essere approvata e non credo che si possa dire: facciamo un tentativo, diamoci una regola molto a ridosso della campagna elettorale, poi la prossima legislatura potrà anche prevedere dei cambiamenti alla legge elettorale. Tutti ci rendiamo conto che mettere insieme 24 voti per votare una legge è una impresa titanica. E allora, se non c'è la convinzione di andare verso il meglio che si potesse produrre, per dare un segnale certo all'esterno che qui dentro c'è la volontà di cambiare, è meglio che le coscienze illuminate di questo Consiglio si ripieghino su se stesse e valutino seriamente se con questa legge noi rendiamo alla Valle d'Aosta il miglior servizio.

Se servirà la votazione segreta per questo ripiegamento, se mi renderò conto nel corso della discussione e delle successioni votazioni che può servire, state tranquilli che utilizzeremo anche questa.

Si dà atto che dalle ore 12,40 alle ore 12,45 la Presidenza è assunta dal Vicepresidente Trione.

Presidente Ha chiesto di parlare il Presidente Bich, ne ha facoltà.

Bich (GM) Ha parlato benissimo il collega Rusci, ha parlato bene il Consigliere Martin, sono emendamenti che io ho sottoscritto, sono emendamenti centrati su un cambiamento del sistema elettorale beninteso. Non si venga a fare l'accusa ridicola che le piccole forze sono egoiste e tendono alla conservazione, perché con un sistema elettorale così preconizzato come negli emendamenti, le piccole forze rinunciano addirittura al massimo, alla presentazione del loro simbolo, alla presentazione del loro programma, rinunciano alla definizione stessa della loro organizzazione. E quindi non mi sembra che l'accusa di egoismo possa essere valida. D'altronde il riferimento a questo sistema elettorale, di tipo politico, è un riferimento che ha anche le sue proiezioni nazionali. Stiamo seguendo la via che altri più togati rappresentanti a livello nazionale, sia nell'ambito della Bicamerale sia nell'ambito del Parlamento nazionale, portano avanti; non siamo assolutamente da soli. E' possibile che non esista in questo consesso, nei vari Gruppi politici, neppure un rappresentante di quella istanza di Segni, a cui facevo riferimento ieri nel mio interventi, o di Martelli? Quindi coerenza c'è nella presentazione di questa istanza, di questa proposta politica.

Non mi è piaciuto il discorso del Consigliere Louvin, ma questo non deve suonare a disdoro del Consigliere Louvin, che è sempre così preciso e azzimato nei suo interventi; ma lo strumento del voto segreto, così esorcizzato oggi, così malmenato, non è stato forse utilmente adoperato in altre circostanze, altrettanto importanti? Non è stato usato alla carbonara qualche mese fa, qualche anno fa?

Allora lo strumento del voto segreto era valido, era nobile, e in questo momento se lo si usa per la legge elettorale, là dove fra l'altro c'è un richiamo non tanto al patriottismo di partito, ma c'è un richiamo ad un garantismo all'interno delle proprie opinioni, ad una obiezione di coscienza, perché qui non tocca nessuno, non tocca i poteri, non tocca assolutamente gli equilibri di potere, in questo momento non è valido? Ma che razza di garantismo è questo tuo, Louvin?

Se le minoranze vengono tutelate così e c'è l'appello grandioso a livello planetario di tutela, di cautela delle minoranze, e poi quando qualche zanzarina va dicendo in giro che è possibile adoperare il voto segreto, si alzano in piedi i maggiori calibri di questa legge, che sarà certamente ricordata come un momento di basso tono in quanto il riferimento al nuovo è nullo, allora lascio decidere a chi vuole la tutela della minoranza. E bene ha fatto a sostenere lo spirito di Dé Coubertin chi è intervenuto un paio d'ore fa; ma certo che quello spirito vale anche qua, è vero che l'importante è partecipare, ma qui ad alcuni viene inficiata anche questa possibilità, o almeno si tenta di inficiarla. Vedremo dopo, quando di queste cose riparleremo.

Annuncio il voto a favore di questi emendamenti.

Presidente Ha chiesto di parlare il Consigliere Maquignaz, ne ha facoltà.

Maquignaz (GM) Brevemente, anzitutto per rilevare la serietà del PDS in questa ultima fase del dibattito e per ribadire quanto hanno già detto i miei colleghi. Questo emendamento a mio avviso è il più qualificante, perché segna la linea di demarcazione tra due impostazioni completamente diverse, cioè il sistema proporzionale e il sistema maggioritario.

Si tratta non solo di due impostazioni diverse, ma si tratta di due filosofie diverse e contrapposte: la prima, che mira a garantire spazi proporzionali di potere e che esprime anche la volontà di potenza di chi non rispetta le piccole minoranze politiche; la seconda, quella che proponiamo, che esprime una visione della politica dinamica e movimentista, fondata su coalizioni che devono essere predeterminate e che producono sempre forti tensioni ideali, rivalutando finalmente il ruolo dell'uomo a scapito di quello del partito.

Abbiamo abbandonato una filosofia, che finalmente avrebbe potuto dare alla Valle d'Aosta la possibilità di creare un forte polo autonomistico con obiettivi precisi, a difesa dell'intera comunità valdostana. Abbiamo perso questa occasione, ne prendiamo atto. Evidentemente cercheremo di ostacolare questa proposta di legge, che non tiene conto delle considerazioni che abbiamo fatto.

Presidente Ha chiesto di parlare il Consigliere Gremmo, ne ha facoltà.

Gremmo (UAP) Dall'estrema destra della sala i grilli parlanti hanno fatto il loro richiamo ai martelli: nella fiaba di Pinocchio effettivamente al grillo parlante un martello è arrivato.

Nel discorso del Presidente Bich c'è stato un richiamo a due personaggi della vita politica: Segni e l'on. Martelli. Dimentica il Presidente Bich che non è una coppia ma è una tripletta, perché il terzo è l'ex Sen. Bozzi, uno cioè che ha una concezione dei rapporti politici di tipo totalitario, esattamente come di tipo totalitario in qualche maniera è la concezione del sistema che propone Segni.

Vedo ogni tanto in televisione apparire l'immagine di un personaggio anche simpatico, con cui sono andato a pranzo uno o due volte, un tipo dinamico, quello del circolo che il nome che evoca un cartello stradale, si chiama La Svolta... ha cambiato nome?... che dà lezione a tutti e spiega che i democristiani sono tutti stupidi (e solo lui è intelligente) perché non hanno capito che il sistema giusto è questo maggioritario. Non so quali le contraddizioni all'interno della DC che portano a queste sgomitate nel tentativo di conquistare un attimo di spazio, però so che il sistema maggioritario, contrariamente a quello che pensa il Consigliere Maquignaz - e mi dispiace che lo pensi perché so che lui fa i discorsi con grande onestà e senza arrière-pensées, a differenza di altri che hanno parlato prima di lui - non è vero che favorisce le autonomie.

Il sistema maggioritario ingessa completamente la possibilità del cambiamento e del nuovo per la semplice ragione che forze non omologabili, come potrebbe essere la tua o la mia, che non vogliono essere intruppate in una logica di partito, se accettano il maggioritario sono obbligate a "gregariarsi" con posizioni di umiliante subalternità all'interno di coalizioni, dove vincono i soliti, i forti, quelli di sempre. Ne puoi fare un'altra e stai fuori, è proprio lì... sì, ne fai un'altra e stai fuori.

Non a caso, se andiamo a vedere chi propone questo (sono state fatte delle proiezioni su scala nazionale e, fatte le debite proporzioni, valgono anche qua), su scala nazionale entrerebbero in Parlamento tre partiti: nel meridione entra la DC, nel centro Italia il PDS e nel nord la Lega. Ecco perché alcuni hanno ipotizzato questo discorso del maggioritario: perché cancella completamente tutti gli altri e dà a chi non ha il 51 per cento dei voti su scala nazionale l'intera rappresentanza, lascia soltanto delle briciole.

In Inghilterra con il sistema maggioritario il partito laburista, colleghi del PDS, che è il primo partito come numero di voti, ha un minor numero di seggi dei conservatori, è minoranza, è all'opposizione, è fuori; ma l'interesse di forze autonomiste, lo ripeto, è quello di avere le mani libere. Capisco forze come il PDS, che sono obbligate a mettersi a traino di qualcun altro e pensano comunque di superare la propria crisi, perché dicono: tanto poi vince la coalizione.

Capisco Bich, è comprensibile; il trasformismo politico riesce a riciclare se stesso, mettendosi a rimorchio di chi vince in posizione parassitaria, e riesce a trasformare la propria incapacità totale di fare politica e impossibilità di sopravvivenza non in virtù dei propri meriti, ma per la capacità di salire sempre sul carretto di quello che tira più forte. E allora capisco che il trasformismo possa amare la coalizione, perché, come il paguro Bernardo che salta sopra e parassitariamente si fa trainare, il trasformismo politico ha questa dimensione.

Ma questo non può riguardare Maquignaz, non può riguardare me, non può riguardare gli autonomisti, riguarda il trasformismo politico. E qui rivendico la democraticità del sistema proporzionale, e quindi la mia dichiarazione di voto è contraria a questa proposta fatta dal Consigliere Martin e dagli altri colleghi; certo con il sistema proporzionale c'è il rischio della frammentazione, ma è molto meglio la cosiddetta frammentazione, cioè il pluralismo, che non il fatto di sapere già prima che non ci sarà dibattito, che non ci sarà discussione.

Mi ricordo i primi interventi che faceva il Consigliere Mafrica cinque anni fa, quando era alla opposizione, mi ricordo che c'era stato anche lo sciopero della parola dei consiglieri, perché dicevano che la grande coalizione non permetteva loro neanche più di discutere; mi pare di ricordare ancora che una delle ragioni del cosiddetto ribaltone, Martin e Rusci in prima fila giustamente, era stata quella di rivendicare la necessità del circuito di idee che in quella situazione non c'era.

Continuo a pensare che era stato utile quel tipo di impostazione della Giunta Bondaz, ma è stato utile per tutti, anche per chi è stato all'opposizione, perché? Perché non c'era la maggioranza preconfezionata e già fossilizzata, ma c'è stato un periodo che ha aperto quella dimensione nuova della politica, di cui non ci accorgiamo; se n'è accorto solo Lanivi nei ragionamenti che faceva prima, che nella sua dichiarazione di voto mi erano parsi i più centrati dal punto di vista politico. Ha detto che ci sono delle dimensioni del sentire nella società civile, che si devono ribaltare qua dentro e non riescono a ribaltarsi.

Il sistema maggioritario, e peggio ancora il sistema maggioritario come lo propone il PDS con addirittura i premi di maggioranza, che ricorda la legge-truffa, perché il premio di maggioranza con qualunque alibi non è rappresentativo della volontà popolare. Ripeto, continuo a pensare che il fatto che Caveri sia andato deputato senza avere il 51 per cento dei voti, è una truffa. E questo qui dice di rappresentare la Valle d'Aosta? Rappresenta il 49 e qualcosa per cento della Valle d'Aosta.

Voterò contro e questo lo dico perché, al di là di quello che sarà l'atteggiamento sui singoli articoli, dopo aver sentito certi ricatti politici che ha fatto qualcuno, non so se sui singoli articoli sarò signore, io non lo sono mai, sono cafone dice qualcuno. Non so se accetterò di giocare tranquillo, perché i ricatti politici fatti con l'intento apparentemente democratico, in realtà il più conservatore e il più totalitario possibile, perché a conti fatti se passassero certi ricatti politici qua dentro entrano quattro partiti, perché lì si vuole arrivare, assorbendo gli ADP e Rusci, quelli che non hanno afferrato la pericolosità di certe cose, dicevo, se ci fosse la tendenza a mantenere certi ricatti politici, non so se veramente non sia ragionevole quello che echeggiava Rusci.

Se i discorsi sono fatti e i lavori precedenti vengono rispettati va bene, ma se si comincia a pensare che tutto il lavoro preparatorio non è più servito a niente, propongo di dire onestamente che non siamo capaci di arrivare a chiudere e di demandare ad altri più bravi ed intelligenti, mentre noi torniamo a rigiocare con le vecchie regole, che se non altro non permettevano delle palesi ingiustizie e delle palesi alterazioni di quelli che sono gli equilibri faticosamente raggiunti.

Presidente Ha chiesto di parlare il Consigliere Riccarand, ne ha facoltà.

Riccarand (VA) Vorrei fare una dichiarazione rispetto a tutto l'articolo 1 e a tutti gli emendamenti che sono stati presentati, per non dover intervenire più volte.

Non credo che questo articolo 1 rappresenti il passaggio fondamentale di questa legge. I punti fondamentali della legge sono l'articolo 6, dove sono delineate le modalità di presentazione della lista, l'articolo 34, che riguarda il nodo delle preferenze, e l'articolo 50, sul meccanismo di calcolo dei seggi. Questo articolo 1 va bene nel testo proposto dalla commissione; non condivido gli emendamenti che sono stati presentati e spiego il perché.

Abbiamo detto più volte che crediamo che un maggioritario secco sia sbagliato, non voglio ripetere tutte le argomentazioni, ma è necessario un sistema misto per trovare un punto di equilibrio, piuttosto che un sistema maggioritario secco, che sarebbe fortemente penalizzante rispetto alla rappresentatività di questo Consiglio, che è un organismo legislativo rispetto all'insieme della comunità.

La questione dei voti di preferenza credo che verrà affrontata nell'ambito dell'articolo 34, che è uno dei nodi, e preannunciamo fin d'ora che siamo per la preferenza unica e la sosterremo fino in fondo.

Sulla questione dell'emendamento del PDS, è un emendamento che va nella filosofia della nostra proposta, ma il PDS non è mai uscito dall'ambiguità del turno o del doppio turno. Voler calare questo emendamento in un turno solo, determinerebbe delle storture irrimediabili, faccio solo un esempio: qui verrebbe proposto di calcolare l'assegnazione dei seggi sulla base di 25 seggi da assegnare con uno sbarramento al quorum pieno. Questo vuol dire alzare la soglia di ingresso notevolmente, intorno al 4-5 per cento tanto per intendersi, cosa che sarebbe fortemente penalizzante, per cui credo che tecnicamente non potrebbe funzionare.

Per quanto riguarda l'emendamento sul collegio Walser dell'Union Valdôtaine, il nostro giudizio è negativo. Riteniamo sbagliato andare a suddividere il territorio valdostano in diversi collegi ed andare a creare i consiglieri di zona o i consiglieri che rappresentano determinate realtà, quando abbiamo un territorio che è piccolo, fondamentalmente omogeneo e che ha bisogno di forze politiche che abbiano una visione complessiva e che rappresentino un punto di vista possibilmente generale di governo complessivo della nostra Regione. Quindi non condividiamo questo emendamento.

Condividiamo invece la proposta della DC di un articolo aggiuntivo rispetto alla questione della incompatibilità, noi voteremo l'emendamento, anche se devo dire che lo riteniamo riduttivo non essendo accompagnato dal discorso della ineleggibilità degli assessori, che è a nostro avviso un problema essenziale. Però è un problema che non può essere affrontato nell'ambito della legge elettorale, perché la Regione non ha competenza in materia, quindi si tratterà di un problema da riprendere con una proposta di legge statale di iniziativa regionale.

Presidente Ha chiesto di parlare la Consigliere Cristina Monami, ne ha facoltà.

Monami (PCI-PDS) Rispetto a questo emendamento presentato dai colleghi Martin, Rusci ed altri abbiamo qualcosa da dire. Riteniamo che anche qui ci sia stato uno sforzo per uscire dall'impasse in cui ci si trova, anche se mi rammarico ancora una volta perché è la prima volta che vediamo una proposta come questa scritta, non si è avuta in commissione, non si è mai affrontato in commissione questo argomento come argomento di dibattito, se non annunciato ma mai espletato.

Questo non ha consentito, ed io parlo per me chiaramente con tutti i limiti che questo significa, al nostro Gruppo di confrontarci su questo e nemmeno di confrontarci sul nostro Partito. Anche perché, se è vero che molti paesi democratici si avvalgono del sistema maggioritario, quindi la democrazia esiste in quei paesi, nonostante le contraddizioni che sono state evidenziate (è vero che i laburisti hanno più voti ma in realtà hanno meno seggi di rappresentanza), però è anche vero che questi paesi che si avvalgono di questo sistema sono paesi democratici, certamente non dittatoriali, hanno un buon grado di libertà e di democraticità.

Quindi sicuramente questa proposta è interessante e potrebbe anche essere il punto di arrivo. In effetti, la proposta che avevamo avanzato noi giustamente dice Riccarand che male si inserisce in questa attuale, ed è vero, ha ragione, questa legge che viene dalla I Commissione non è fatta per accogliere gli emendamenti che noi un po' caparbiamente ripresentiamo, però la nostra proposta nonostante tutto è una proposta chiara, si rifà ad un sistema proporzionale corretto di cui parlerò più tardi.

Mi rammarico di non aver potuto approfondire il problema, mi sembra che in questo momento storico per me e per noi sia difficile pensare di confluire in un grande gruppo; ci sembrerebbe quasi di autoscioglierci e di sbiadirci, se non si passa attraverso una fase intermedia che era quella proposta dal Consigliere Riccarand o quella proposta dal PDS. Per cui non ci sentiamo di dare un voto favorevole a questa legge, pur ritenendo che possa diventare per il futuro anche questa una base di discussione. Annuncio su questo punto la nostra astensione.

Presidente Ha chiesto di parlare il Consigliere Viérin, ne ha facoltà.

Viérin (UV) Le Groupe de l'Union Valdôtaine s'abstiendra sur l'amendement présenté par M. Martin et autres.

Presidente Ha chiesto di parlare il Consigliere Bondaz, ne ha facoltà.

Bondaz (DC) Ha ragione il Consigliere Maquignaz, quando parla di due filosofie; in effetti sono due filosofie che sono diametralmente opposte e anche sulla base di quanto è stato deciso dal nostro partito. Ci asterremo su questa proposta di emendamento.

Presidente Ha chiesto di parlare il Presidente della Giunta, ne ha facoltà.

Lanivi (GM) Per annunciare, coerentemente alla dichiarazione che ho fatto prima, un voto favorevole, al di là della proposta, come segno di una posizione, almeno una traccia di sviluppo per il futuro.

Presidente Pongo in votazione l'emendamento presentato dai consiglieri Maquignaz, Martin, Lavoyer, Bich e Rusci, che recita:

L'articolo 1 viene così sostituito:

Emendamento 1) Il Consiglio regionale della Valle d'Aosta è eletto a suffragio universale, con voto diretto ed eguale libero e segreto, attribuito a liste di candidati concorrenti.

2) L'assegnazione dei seggi fra le liste concorrenti avviene secondo il sistema maggioritario. Alla lista che ha ottenuto il maggior numero di voti validi vengono assegnati 21 seggi. Alla seconda lista che ha ottenuto il maggior numero di voti validi sono attribuiti i restanti 14 seggi.

3) Il territorio della Regione Valle d'Aosta costituisce un'unica circoscrizione elettorale.

Esito della votazione

Presenti: 34

Votanti: 7

Favorevoli: 7

Contrari: 1

Astenuti: 27 (Agnesod, Aloisi, Bajocco, Beneforti, Bondaz, Chenuil, Chiofalo, Cout, Faval, Lanièce, Limonet, Louvin, Mafrica, Marcoz, Milanesio, Monami, Mostacchi, Pascale, Perrin, Riccarand, Ricco, Rollandin, Stévenin, Trione, Vallet, Viérin e Voyat)

Il Consiglio non approva

Presidente La seduta viene sospesa, ci ritroveremo alle ore 16.

La seduta è tolta.