Oggetto del Consiglio n. 430 del 16 dicembre 1975 - Verbale

OGGETTO N. 430/75 - Problemi concernenti il funzionamento del Comitato regionale per il servizio radio-televisivo. (Interpellanza del Consigliere Dolchi)

Interpellanza

Il sottoscritto Consigliere regionale richiede che sia inserita fra gli argomenti all'ordine del giorno della prossima seduta consiliare la seguente

Interpellanza

Venuto a conoscenza che in una serie di riunioni del Comitato regionale per il Servizio Radio-Televisivo di cui alla legge 14.4.1975 n. 103 si prevede un regolamento con caratteristiche diverse dallo spirito e dalla lettera della legge istitutiva che fa in ogni sua articolazione chiaramente riferimento alla collegialità degli organi preposti alla consulenza in materia;

Considerato assurdo che tale Commissione si trasformi in "pseudo-associazione" con Presidenti, esecutivi ed "assemblee";

Interpella

Il Presidente per sapere se non intende intervenire affinché sia rispettata la legge in modo che tutti i componenti della Commissione abbiano gli stessi diritti e doveri in posizione di parità al fine anche di evitare che solo la Valle d'Aosta si metta in posizione anormale che certamente non potrà sfuggire agli organi nazionali.

Aosta, 18 novembre 1975

F.to: Giulio Dolchi

Chabod (D.C.) - Si passa al punto 4 dell'ordine del giorno.

Dolchi (P.C.I.) - L'interpellanza presentata in data 18 novembre ha - perlomeno immodestamente ritengo - un certo valore perché affronta il problema dei servizi di informazione e degli strumenti relativi su cui tanto si è discusso e che ha portato alla legge della riforma radiotelevisiva: la famosa legge 14 aprile 1975 n. 103. In conseguenza di questa legge, ai sensi dell'articolo 5, abbiamo nominato in data 1° ottobre il Comitato Regionale, che il 7 novembre si è insediato, lo ha insediato la Vice Presidente Signora Chanoux. Il 17 novembre si è riunito per la prima volta e, su proposta di alcuni suoi membri, ha esaminato una bozza di regolamento presentata da alcuni componenti che ha dato luogo ad accesi contrasti e che ha determinato l'interpellanza che io non vi leggo e che avrete certamente sotto gli occhi. A distanza di un mese mi sembra che l'interpellanza sia tuttora valida e ne esporrò brevemente le ragioni.

Quella prima bozza di regolamento considerava il Comitato eletto dal Consiglio regionale come una sorta di associazione, direi come un mini Consiglio - come un mini Parlamento sarebbe troppo - ma una mini Associazione perché prevedeva tutta una serie di strutture interne che erano certamente in contrasto con la legge. Questo ha provocato accesi dibattiti e successivamente, in data 19 novembre per la precisione, il Comitato si è riunito nuovamente e, a seguito di un acceso dibattito e discussione, è giunto alla eliminazione delle più evidenti storture che questa prima bozza di regolamento prevedeva, direi alcune assurdità, e arrivava con una decisione a maggioranza a orientarsi su un regolamento che sarebbe attualmente in vigore, ma che, secondo me, non è ancora un regolamento che rispecchia lo spirito della legge.

Infatti la legge prevede chiaramente che quest'organismo sia un organo collegiale, composto da nove membri, e per la garanzia della rappresentanza di ogni Forza politica, io non le chiamerei come già ho detto in quella occasione maggioranza e minoranza... ma con una votazione a voto limitato assicurare la presenza di tutte le Forze politiche rappresentate nel Consiglio. Ma perché questo? Proprio perché questo Comitato ha una funzione collegiale e lo dice chiaramente l'articolo 5: "di consulenza della Regione", di consulenza, quindi mi sembra che non ci siano dubbi del Consiglio regionale di cui è emanazione. Questo invece non è, perché anche su questo nuovo regolamento - e su questo l'interpellanza aveva l'intenzione di attirare l'attenzione del Presidente della Giunta - si parla di un Presidente che ha anche funzioni rappresentative, si parla di una Segreteria, cioè si dà una sua struttura interna che è in contrasto, secondo noi, con lo spirito e la lettera della legge.

A riprova di quanto dico c'è il comunicato dell'Ufficio Stampa della Presidenza della Giunta in data 26 novembre, che dice chiaramente che si è riunita la Segreteria del Comitato Regionale per la R.A.I.. Questo quindi vuol dire che questo Comitato Regionale per la R.A.I. ha una sua struttura interna composta da un Esecutivo, cosa che lo spirito e la lettera della legge, lo ripeto, esclude proprio perché affida ai nove e non ai tre designati dai nove il compito di fare quelle cose che io vi dico. Dallo stesso comunicato apprendiamo che questo Esecutivo, cioè questa Segreteria, questi tre, sostituendosi ai nove, cioè al Comitato stesso, ha preso determinate decisioni, determinate iniziative, ha deciso di richiedere un incontro con il Presidente della Giunta e del Consiglio regionale per un esame della situazione e ha espresso la necessità che si completino al più presto i lavori per la ricezione della televisione svizzera-romanda, cose che possiamo ampiamente condividere, ma che non autorizziamo, perlomeno non crediamo che sia abilitato un Comitato ristretto ad assumere a nome degli altri nove.

Le cose che affermo sono avvalorate da un colloquio che, in occasione della discesa a Roma del 20 novembre per il noto incontro con il Ministro Bisaglia per l'E.G.A.M., ho avuto con un Consigliere di Amministrazione della R.A.I., che ha manifestato la preoccupazione che i Consigli regionali non controllassero sufficientemente queste loro emanazioni e che ciascun Comitato Regionale prendesse varie iniziative che mettono in difficoltà la Commissione parlamentare di vigilanza di cui, invece, dovrebbero seguire le impostazioni, non dico le indicazioni, ma il modo di lavorare, cioè i Comitati Regionali non possono darsi strutture, né lavorare in modo difforme dalla collegialità e, quindi, l'impostazione generale della Commissione parlamentare di vigilanza.

Inoltre questo Consigliere di Amministrazione - fra l'altro, non faccio misteri, è l'Onorevole D'Amico che abita a Torino - mi accennava che - questo lo dico al Consiglio, ma mi permetterò di dirlo anche al Presidente del Comitato Regionale, il Professor Secco - è a disposizione, nella sua qualità di Consigliere di Amministrazione della R.A.I.-T.V., per venire ad Aosta a partecipare a una riunione del Comitato Regionale per dare questi chiarimenti.

Il fatto quindi che ci sia un Esecutivo nel Comitato, secondo noi, altera il concetto base della collegialità del Comitato Regionale. Riteniamo che tutte le nove persone, sia di maggioranza o di minoranza - ma io non le chiamerei tali proprio perché la legge stessa non le ha chiamate così quando ha stabilito il sistema di votazione per la nomina del Comitato Regionale -, debbano avere quindi la possibilità di concorrere in modo simultaneo e in posizione di eguaglianza alla formazione degli atti, che sono - e lo ripeto - quelli di consulenza del Consiglio regionale in materia radiotelevisiva, oltre che di formulare indicazioni sui programmi radiotelevisivi destinati alla diffusione regionale.

Non è che si debba copiare, ma si può anche vedere l'esperienza di altre Regioni: in alcune Regioni, proprio nell'applicazione dello spirito della legge, si sono stabilite alcune norme di regolamentazione interna, il che è anche logico per sapere chi lo convoca, quanto tempo ci vuole perché questo Comitato si convochi, chi deve predisporre l'ordine del giorno, eccetera, però occorre che queste regolamentazioni non vadano oltre e che la figura del Presidente sia quella non di rappresentatività del Comitato, ma di Coordinatore e di Presidente del Comitato stesso.

Inoltre in alcune Regioni vicine, come il Piemonte, e in altre lontane, come la Campania, non esiste, come nel regolamento che io contesto, un Segretario, un Vice-Presidente e poi un Segretario, cioè queste altre due persone che compongono questa cosiddetta "Segreteria" di cui ci ha dato notizia il comunicato stampa della Presidenza della Giunta, ma addirittura il Segretario è un funzionario distaccato a volte dalla Presidenza della Giunta, a volte, nel caso del Piemonte, dalla Presidenza del Consiglio, il quale funge da verbalizzante, proprio per il significato di collegialità che deve avere questo Comitato. Sono nove proprio per assolvere a tale funzione, sennò avrebbero potuto essere 25, allora sì che, proprio per una ragione di funzionalità, avrebbero dovuto crearsi un Esecutivo. Mi sembra che il legislatore nel fissare in nove questo numero abbia proprio voluto caratterizzare la necessità della simultaneità e della collegialità delle decisioni, quindi il fatto che questi nove non possano delegare ad altri, cioè ad un Esecutivo, determinati compiti e determinate mansioni, non è una cosa grave, può diventarlo se non poniamo rimedio - e questo era lo scopo dell'interpellanza - a queste storture e non ci adeguiamo allo spirito della riforma dell'informazione che vuole vedere partecipi alle proposte - e in questo caso alla funzione di consulenza che il Comitato ha nei confronti del Consiglio regionale - e se vediamo in questi organi un'espressione di volontà e di rinnovamento che ha originato la stessa legge.

Questo era il significato dell'interpellanza: era un invito al Presidente della Giunta, oltre che al Consiglio, perché in fondo questo è un organo di consulenza del Consiglio e quindi siamo anche noi tenuti a vedere come funziona, cioè se è in grado di darci quella consulenza che ci aspettiamo, affinché vengano eventualmente eliminate queste carenze e queste storture e il Comitato possa lavorare come tutti noi ci aspettiamo. Grazie.

Si dà atto che alle ore 11,52 assume la Presidenza il Vice Presidente Maria Celeste Perruchon.

Andrione (U.V.) - Io ringrazio della spiegazione il Capo Gruppo Comunista, perché devo confessare che l'interpellanza mi coglie piuttosto impreparato in materia. Ho avuto un incontro l'11 di dicembre, presenti sette su nove dei membri di questo Comitato, e mi è stata consegnata una bozza di quel regolamento che - no, era il 12 chiedo scusa - vista l'occupazione che ho avuto il sabato e il lunedì, non ho ancora né letto, né studiato, ma non mi è sembrato che fossero presenti in seno al Comitato delle polemiche, delle discussioni, cui, invece, ha fatto cenno, con documentazione evidentemente molto fornita, il Capo Gruppo Comunista.

Io vedrò, non questa settimana perché non ci riesco ma la settimana prossima, di riconvocare il Comitato. Sarei grato al Capo Gruppo Comunista se nel frattempo mi precisasse - magari diamo un colpo di telefono all'Onorevole D'Amico - esattamente quali sono i punti che ritiene che debbano essere discussi con il Comitato a nome del Consiglio. Penso di poter prendere questo impegno se il Consigliere Dolchi è d'accordo.

Dolchi (P.C.I.) - No, è solo per dire che sono d'accordo con il Presidente della Giunta. La documentazione che ho a mie mani farò in modo che, opportunamente riordinata, perché sono parecchi fogli, possa pervenire al Presidente della Giunta stesso. Nello stesso tempo mi dichiaro disponibile per vedere se l'Onorevole D'Amico può venire a fare questa riunione, che ha soprattutto il vantaggio di illustrare le possibilità del Comitato, che come modello di ispirazione deve avere quello del funzionamento a livello nazionale della Commissione...

Ramera (D.C.) - L'Onorevole D'Amico cosa c'entra? Come Consigliere di Amministrazione sì, ma esula dai compiti di una Commissione regionale, che è tutta un'altra legislazione, il Consiglio di Amministrazione della R.A.I.-T.V. ha altri compiti, ma ad un dato momento non andiamo...

Dolchi (P.C.I.) - Io non insisto, se ci sono dei membri della Commissione parlamentare, perché io ho fatto il viaggio con lui e ne abbiamo parlato a lungo. Siccome è a Torino, beh, io posso venire a dare notizie delle esperienze che sono positive e negative delle 20 Regioni italiane. Non siamo solo noi a trovarci in difficoltà, ci sono 20 Regioni italiane e 20 Consigli regionali che si trovano ad avere delle difficoltà nell'avviare il lavoro dei Comitati regionali. Se lo si ritiene, io lo faccio, sennò il Comitato stesso potrà chiedere lumi e porre quesiti alla Commissione parlamentare di vigilanza o a qualcuno che possa darli.

Perruchon M. Celeste (U.V.P.) - Allora questo punto è stato dibattuto.