Oggetto del Consiglio n. 426 del 16 dicembre 1975 - Verbale

OGGETTO N. 426/75 - Costruzione di un edificio per le Scuole Medie inferiori nella zona di Villeneuve-St. Pierre. (Mozione)

Mozione

Sul piano dei lavori pubblici degli anni passati, rilevanti cifre venivano stanziate per la costruzione delle Scuole medie inferiori nella zona di Villeneuve-Saint Pierre.

Non ci risulta che a tutt'oggi gli edifici per ospitare dette Scuole siano in costruzione.

Considerata la necessità e l'urgenza di evitare agli studenti di detti Comuni e di quelli viciniori il disagio di doversi recare ad Aosta, particolarmente nel periodo invernale, nonché l'opportunità di iniziare il tanto auspicato decentramento, il Consiglio regionale

delibera

di:

1) invitare la Giunta ad illustrare al Consiglio le ragioni di tanto ritardo;

2) impegnare la Giunta ad iniziare sollecitamente i lavori di costruzione di dette Scuole.

F.to: Manganoni - Chincheré

Chabod (D.C.) - La parola al Consigliere Manganoni.

Manganoni (P.C.I.) - Io non sono andato a vedere i bilanci, ma penso che se prendiamo quelli di sei o sette anni fa, o se prendiamo i verbali di sei o sette anni fa, già si parlava - e sui bilanci c'erano gli impegni finanziari - della costruzione di questa famosa Scuola, di questo edificio per ospitare la Scuola Media inferiore nella zona di Villeneuve-St. Pierre, che avrebbe dovuto servire per la comunità, cioè per i Comuni viciniori: St. Pierre, Arvier, eccetera. Senonché è da quattro, cinque, sei anni che il problema va avanti e non si conclude niente. È vero che i Sindaci litigano fra di loro, però qual è il dovere dell'Amministrazione regionale? Se i Sindaci litigano fra di loro e non concordano la località dove dovrà essere costruita, cioè Villeneuve o St. Pierre, io penso che sia dovere dell'Amministrazione regionale di intervenire, in questo caso con un po' di energia, dicendo: "va bene, se voi non concordate, beh sceglie l'Amministrazione una zona".

Io quindi vorrei sapere la fine che hanno fatto queste centinaia di milioni stanziati in bilancio in tutti gli anni scorsi, cioè se sono stati impegnati dalla Giunta e sono andati ad aggiungersi ai residui passivi, o sennò se erano solo portati in bilancio e non impegnati. Allora noi portiamo centinaia di milioni ai residui passivi a svalutarsi, naturalmente, mentre i bambini di quelle zone devono continuare a venire ad Aosta, e qui non voglio fare oggi il discorso sul decentramento di cui si parla tanto, però, di fatto, si continua ad obbligare la gente a confluire ad Aosta.

Nella mozione si dice chiaramente: "delibera di invitare la Giunta ad illustrare al Consiglio le ragioni di tanto ritardo; impegnare la Giunta ad iniziare sollecitamente i lavori di costruzione di dette Scuole". Questo è ciò che spetta alla Giunta.

Chabod (D.C.) - La parola all'Assessore alla Pubblica Istruzione, Viglino.

Viglino M. Ida (R.V.) - È una questione che infatti si trascina da troppo tempo e farò una breve cronistoria, come richiesto nella mozione, sull'argomento.

Alla fine del 1969 i Comuni di St. Pierre, St. Nicolas, Rhêmes Notre Dame, Rhêmes St. Georges aderirono alla costituzione del Consorzio di St. Pierre per la costruzione e l'istituzione della Scuola Media comprensoriale. Valsavaranche e Valgrisanche condizionano la propria adesione alla costruzione del Convitto, Avise e Villeneuve preferiscono soprassedere, Arvier non aderisce, Introd fa riferimento ad una deliberazione del 1967 con la quale aderiva alla scelta dell'area per l'eventuale costruzione della Scuola Media in territorio di Villeneuve e ribadisce tale scelta. Le deliberazioni di adesione non sono approvate dalla Giunta regionale perché manca l'assenso di buona parte dei Comuni interessati, o comunque facenti parte del comprensorio. Agli inizi del 1972 riprende la serie delle deliberazioni relative alla costituzione del Consorzio per la Scuola Media comprensoriale, ma questa volta con sede in Villeneuve; aderiscono i Comuni di Villeneuve, Rhêmes St. Georges, Introd, Avise, Arvier, Valgrisanche, Rhêmes Notre Dame; non aderiscono i Comuni di St. Pierre, St. Nicolas, Valsavaranche. Il Consorzio è costituito con decreto del Presidente della Giunta Regionale n. 566 in data 1° dicembre 1972. Tale costituzione è coattiva per i Comuni di Valsavarenche, St. Pierre e St. Nicolas. I Comuni di St. Nicolas e St. Pierre non hanno poi provveduto alla nomina dei propri rappresentanti in seno al Consorzio, anzi hanno adottato deliberazioni di opposizione al Consorzio stesso chiedendo di esserne esclusi, adducendo come causa principale l'infelice scelta per la costruzione della Scuola: località Champagne di Villeneuve. Tale località era già stata indicata dal Comune di Villeneuve nel 1971 quando, con deliberazione n. 71 del 22 dicembre 1971, ha trattato dell'acquisto dei terreni per la costruzione della Scuola con annesso Convitto.

Nello stesso tempo, con deliberazione n. 129 del 21 gennaio 1972, il Comune di St. Pierre trattava di scelta e impegno di acquisto di un'area tra il Borgo e il Castello La Tour da destinare allo stesso scopo. Era stata inoltre presa in considerazione un'altra area in località La Crête sui confini tra Villeneuve e St. Pierre; sull'idoneità dell'area di Champagne si era già espressa positivamente la Commissione tecnico-sanitaria, come risulta dal verbale in data 1° agosto 1972. Dallo stesso verbale risulta dichiarata idonea anche l'area di La Crête, sempre quella sul confine tra Villeneuve e St. Pierre, eppure è pure citata l'area del Castello La Tour. La Commissione riferisce di non aver provveduto a sopralluogo perché la scelta risulta fatta unilateralmente solo dal Comune di St. Pierre.

Costituito il Consorzio, risulta però incompleta l'Assemblea, in quanto, malgrado i solleciti, i Comuni di St. Pierre e St. Nicolas non hanno ancora nominato i propri rappresentanti.

Con decreto del Presidente della Giunta regionale n. 336, in data 23 settembre 1974, è nominato un Commissario che, in surrogazione dei Consigli comunali inadempienti, provveda alla nomina dei rappresentanti di cui sopra. Il Commissario ha provveduto in merito in data 16 ottobre 1974. Il Consorzio ha provveduto alla nomina del proprio Presidente e del Vice Presidente in data 28 gennaio 1975 e le due cariche debbono essere rinnovate in seguito a rinnovo delle Amministrazioni comunali. In data 2 aprile 1975 il Consorzio ha trattato dell'acquisto dell'area, quella di Champagne in Villeneuve e, in data 29 aprile 1975, dell'affidamento della progettazione all'Architetto Coquillard di Aosta. Entrambe le deliberazioni sono state rinviate per il riesame, in quanto la spesa non è coperta con finanziamenti appropriati. Lo stanziamento previsto dal piano lavori della Regione infatti contempla soltanto l'esecuzione dei lavori. In data 6 agosto 1975 il Sindaco di Villeneuve comunica che sarà interessata al finanziamento dell'acquisto dell'area e della progettazione della costruzione la Comunità Montana n. 2. Fin dal 1971 compare nel piano lavori della Regione il finanziamento parziale per l'opera di cui si tratta. Le somme non sono state mai impegnate proprio perché i lavori non possono iniziare per indisponibilità dell'area. Anche quest'anno il finanziamento è previsto in lire 100 milioni per il primo lotto di lavori. È stato suggerito al Presidente del Consorzio di procedere per l'acquisto dell'area in applicazione della legge 22 ottobre 1971, n. 865, con l'integrazione regionale prevista dalla legge regionale 11 novembre 1974, n. 44.

Recentemente, naturalmente sempre su nostro sollecito, il Comune di Villeneuve ha deliberato l'acquisizione dell'area chiedendo l'applicazione della procedura di esproprio prevista dalla legge 865 con l'integrazione della 44 regionale. La deliberazione è stata approvata dalla Giunta regionale; il decreto relativo del Presidente della Giunta Regionale potrà essere emesso tra breve: manca soltanto il tipo di frazionamento riguardante l'area per la quale è in corso la pratica di divisione fra i proprietari.

L'area a disposizione è di circa 7000 metri quadri, in seguito sarà presa in considerazione la possibilità di ampliarla. L'area è nel Comune di Villeneuve, la zona Champagne: tutto questo ritardo e tutta questa difficoltà di accordo fra i Comuni interessati dipende proprio dalla scelta dell'area che alcuni Comuni, St. Pierre e St. Nicolas in particolare, giudicano non del tutto adatta perché la ritengono un'area un po' troppo all'ombra e invece propongono l'area sul Comune di St. Pierre verso La Tour. Io ho parlato sia col Sindaco di Villeneuve che col Sindaco di St. Pierre e il Sindaco di St. Pierre sostiene che sarebbe stata meglio l'area dalla parte di La Crête perché questo avrebbe potuto facilitare diverse questioni. Comunque, io penso che ormai la questione è superata e tra poco ci sarà la possibilità di poter iniziare i lavori, che, infatti, hanno subito un ritardo eccessivo.

Io ritengo che invece il Consorzio cosiddetto "della Coumba Freida", da questo punto di vista, sia stato molto più ragionevole, perché penso che non tarderà la costruzione della Scuola Media in questa Comunità Montana e questo è dovuto proprio all'accordo che c'è stato fra tutti i Comuni interessati alla possibilità di reperire e comprare subito l'area, e quindi immediatamente si potrà procedere alla costruzione della Scuola.

Non è che la Giunta si è disinteressata dell'argomento perché fin dai primi tempi, cioè fin dal gennaio 1975, personalmente ho seguito l'argomento e ho cercato di mettere un po' pace fra questi Comuni che continuavano a bisticciare.

Chabod (D.C.) - Volevo dire al Consigliere Manganoni che l'area è proprio appena passata la segheria, quel pianoro dove ci sono tutti quei meli. Chi chiede la parola? Il Consigliere Manganoni.

Manganoni (P.C.I.) - Qui i problemi sono diversi, volevo affrontarne prima uno: la scelta dell'area. Ora si è parlato di Champagne in Comune di Villeneuve, di La Crête in Comune di Villeneuve e Comune di St. Pierre. Se io facessi dello spirito di campanile, direi che va molto bene a Champagne perché è vicino a Introd, il mio Paese, ma io penso che lo spirito di campanile in questi casi non ci deve entrare. Non so se i Consiglieri conoscano la zona, a Champagne per alcuni mesi d'inverno il sole lo si vede dalla parte di St. Nicolas e noi vogliamo andare a costruire una Scuola lì? In una zona fredda, dove tutto l'inverno c'è la brina? Quando abbiamo di fronte sia La Crête di Villeneuve, zona soleggiata tutto l'inverno, o anche i terreni prospettati da St. Pierre, che sono vicini al Castello, che tutto l'inverno sono soleggiati?

L'Assessore ha detto che la Commissione per la scelta dell'area si è pronunciata sia in favore di Champagne che in favore di La Crête, beh, io non vorrei mancare di riguardo verso i membri di questa Commissione, ma io mi chiedo con quale criterio abbiano messo sullo stesso livello le due zone. Sarebbe come se voi prendeste - e qui non vorrei offendere nessuno, Borbey non avertela a male - la zona di Charvensod, dove il sole lo vedono per un paio di mesi dall'altra parte o la zona di Arpuilles, zona soleggiata, ecco, per chi non conosce la zona l'esempio calza. Io mi stupisco che questa Commissione - e io qui vorrei anche riferirmi all'Assessore - abbia commesso questo che per me è un errore madornale, ma che ciò sia stato avallato dall'Amministrazione regionale, e particolarmente dall'Assessore, questo mi stupisce ancor di più, perché dice l'Assessore: "anche i Sindaci sostengono - alcuni Sindaci, una parte di Sindaci, con lo spirito di campanile è logico - Champagne", ma a Scuola non ci vanno i Sindaci, ci vanno i bambini e, quando i bambini devono uscire per quei cinque minuti di... come la chiamano? di ricreazione, se sono in una zona soleggiata, possono anche andare fuori e fare quattro salti davanti alla Scuola al sole, ma di là i quattro salti li fanno sul ghiaccio per molti mesi invernali, o pattinaggio, mettendo i pattini.

Allora la prima questione che sollevo è questa e questo problema sulla scelta d'area era già stato discusso in Consiglio quando era Assessore Rollandoz, quindi si tratta di tre o quattro anni fa, e Rollandoz, con tutto che era mio concittadino di Introd, ha convenuto che effettivamente quella non era un'area adatta per il sole che non si vede nei mesi invernali, e ora ci si viene a dire che la Scuola si fa a Champagne.

Insomma, ci sono state delle proteste, mi pare in questo Consiglio, perché si costruiscono le carceri a Brissogne, questi poveri carcerati staranno dei mesi senza vedere il sole! Bisogna fare le carceri in una zona soleggiata, no? Beh, i bambini delle Scuole sono peggio dei carcerati? Ah per quelli no! Per quelli va bene costruire la Scuola dove il sole non lo si vede, quando si può costruire di fronte dove per tutto l'inverno, per diverse ore al giorno, anche nel mese di dicembre o di gennaio c'è il sole! Io non so con quale buon senso... io queste cose non riesco a capirle.

Mi scusi l'Assessore, il quale, forse, ha già ricevuto questo in eredità, stando all'elencazione di tutte queste pratiche! Per me però questa è una scelta d'area che non va assolutamente, non si possono assolutamente costruire le Scuole a Champagne. È vero, ripeto, per il mio Comune sarebbe molto comodo, perché è proprio vicino a Introd, però lasciamo perdere, pensiamo ai bambini che devono frequentare queste Scuole! Una Scuola non la si può trasportare come una roulotte, se noi la costruiamo lì, la Scuola rimarrà lì e i bambini continueranno a guardare il sole dall'altra parte. Io pertanto inviterei l'Assessore interessato e la Giunta a fare una scappata sul posto adesso, perché adesso vedete la differenza, se andate al mese di luglio, non vedete niente, ma adesso vedete la differenza delle due ubicazioni della Scuola. Questa è la prima cosa.

Seconda cosa: questa è una considerazione che forse esula un po', comunque, l'Assessore ha parlato di quella Comunità che mi pare sarebbe la seconda... ebbene, se sette Sindaci hanno litigato per sei anni e non si sono accordati, adesso che sono 12 io mi auguro che concordino in 12... Anche se questa è una Comunità molto infelice per la ragione... diceva il Presidente che Cogne non c'entra assolutamente niente con le altre due vallate laterali, perché Cogne non gravita su Villeneuve e su St. Pierre, ma gravita su Aymavilles e su Aosta. A parte queste considerazioni sulle Comunità, che dovrebbero finalmente funzionare, oltre ad impegnare la Giunta com'è scritto nella mozione per la costruzione dell'edificio, io invito la Giunta, e in modo particolare l'Assessore, a recarsi sul posto e a rendersi conto di questa situazione infelicissima, quando noi abbiamo la possibilità... anzi se lì c'è la rivalità fra St. Pierre e Villeneuve... si potrebbe dire: "già se la costruiamo a l'Adret, andiamo a finire sul Comune di St. Pierre", non è vero, perché a l'Adret c'è il villaggio di La Crête, che è sempre in Comune di Villeneuve e che ci permette di rispettare ancora il criterio del campanile! La questione comunque è questa: facciamo una Scuola in una zona soleggiata.

Chabod (D.C.) - La parola al Consigliere Clusaz.

Clusaz (U.V.) - Mi scusi ma le cose non stanno proprio come ha accennato il Consigliere Manganoni. Primo: secondo me, la scelta è competenza del Consorzio e non della Regione, sempre a condizione che sia approvata da quella famosa Commissione che ha dato parere favorevole.

Seconda cosa: mi insegnava il Consigliere Pollicini una volta che, a dispetto dei santi, non si va in Paradiso. Faccio presente che su dieci Sindaci a quel tempo otto erano favorevoli per la scelta di Champagne e due di St. Pierre; in seguito, quando il Presidente Dujany mi ha nominato Commissario per il Comune di St. Pierre e St. Nicolas, essendo parte interessata, quando si è votato nuovamente per la scelta dell'area, noi, come Comune di Arvier, ci siamo astenuti, mentre gli altri sette Comuni hanno deciso per Villeneuve.

Ora o sosteniamo che quei sette Sindaci e i loro rappresentanti non sono all'altezza di giudicare, altrimenti se sette hanno deciso per Champagne, non vedo il perché non si debba tenerne conto, anche perché parliamo sempre di decentramento e poi, quando c'è una scelta, che, tra l'altro, è di competenza del Consorzio, la Regione vuole metterci il naso!

Si era scelto anche Champagne per un altro motivo: perché c'è una Comunità dove Aymavilles e Cogne non centrano per niente nel Consorzio, lo scopo è anche di fare una Scuola al centro più o meno di quel Consorzio. Facendola a St. Pierre, c'era chi sosteneva che la facevamo alla estremità del Consorzio; altri sostenevano un'altra questione, ma se vogliamo dare un po' di incremento ad altri Comuni più piccoli perché dobbiamo sempre dare al Capoluogo? E cioè St. Pierre era considerato un po' il capoluogo di quei dieci Comuni, ecco, tutto lì. Il Consorzio comunque ha deciso: sette Comuni, con l'astensione di Arvier... non so se la Regione può ritornare indietro.

Chabod (D.C.) - La parola al Consigliere Lanivi.

Lanivi (D.P.) - Volevo solo fare alcune considerazioni che precisano la situazione e affrontare, in aggiunta a quanto è stato detto fino ad adesso, alcuni problemi più generali.

Nell'ultima riunione che ho avuto, quando avevo la responsabilità dell'Assessorato della Pubblica Istruzione, ricordo di aver detto ai Sindaci che, se aspettavano il 1975, potevano festeggiare il quindicesimo anno di discussioni su questo problema. In effetti, il 1975 - si ricorderà l'allora Sindaco di Arvier, Clusaz - è passato e con una certa amarezza dobbiamo dire che ci sono voluti 15 anni, degli interventi pesanti dell'Amministrazione regionale affinché la cosa si mettesse su certi binari.

La vicenda a questo punto ha una svolta quando, registrata l'impossibilità di trovare un accordo su un problema sostanzialmente secondario: l'area, con decreto del Presidente della Giunta si è costituito un Consorzio coatto. A questo punto le cose cambiano, cioè, nominato questo Consorzio, vi è l'organo che deve decidere. In un primo tempo, e lo ha ripetuto l'Assessore alla Pubblica Istruzione, due Comuni - ed ecco perché direi questo Consorzio coatto non ha potuto funzionare - hanno trovato da ridire sul meccanismo della rappresentanza e in pratica si sono rifiutati di nominare i loro rappresentanti, per cui, fase n. 2, c'è stata la nomina del Commissario nella persona del Sindaco di Arvier, Clusaz, in quanto Presidente della Comunità n. 2, che ha adempiuto ai suoi obblighi e quindi, direi, questo Consorzio in questo momento può funzionare e decidere.

Ora, il problema della localizzazione di questa Scuola Media una volta che abbiamo seguito questa strada, e, secondo me, è la strada giusta... soprattutto nel momento in cui funziona la Comunità Montana, la decisione non può più essere di questo Consiglio regionale, ma deve essere del Consorzio; noi, proprio per il discorso dell'autonomia che dobbiamo riconoscere alle Comunità Montane, non possiamo andare a discutere in merito alla scelta dell'area.

Secondo me, il punto più qualificante non è tanto la scelta dell'area, due aree che distano qualche centinaia di metri l'una dall'altra. Può avere ragione il Consigliere Manganoni sostenendo che un'area ha qualche ora di sole in più in certi mesi dell'anno; è altrettanto vero che l'area di Champagne è inserita in uno spazio meno difficile, più libero, mentre l'altra zona è già più abitata, è vicina alla circonvallazione, eccetera. Io non entrerei neppure in questa discussione tenuto conto soprattutto che se sotto il profilo tecnico avessimo assegnato o consegnato ad un gruppo di tecnici preparati, incaricati di scegliere un centro, un baricentro in funzione dei percorsi dei bambini, molto probabilmente né l'una, né l'altra area sarebbero andate bene, ma forse ci saremmo orientati su un'altra area ancora. Dico però che una volta che la Regione ha scelto la via di rendere coatto questo Consorzio per la costruzione della Scuola Media, è questo Consorzio che deve decidere e noi dobbiamo prendere atto di questo.

Quello che abbiamo avuto in alcuni incontri, quando ancora avevo la responsabilità della programmazione, era questo dato urgente: da anni la popolazione scolastica di una delle zone direi meno favorite rispetto ad altre subisce i disagi non solo di venire ad Aosta, ma direi, dal punto di vista culturale, questi ragazzi sono inseriti in una Scuola Media il cui contesto è completamente diverso da quello delle zone dalle quali provengono: voglio dire che dei bambini che hanno finito la quinta elementare e hanno vissuto in un ambiente tradizionale patoisant vengono inseriti in Scuole in cui l'ambiente è totalmente e completamente diverso. Questo quindi è il problema n. 1.

Secondo tipo di problema: non si tratta soltanto di costruire un edificio scolastico, dobbiamo tenere conto che nella Comunità n. 2 la costruzione di questa Scuola Media ha il significato di inserire una struttura di servizi in un'area sotto questo profilo decisamente sfavorita rispetto a tutte le altre Comunità Montane e se quest'area, se la Comunità n. 2, non viene arricchita di servizi, tra i quali quello della Scuola, e di una fonte di occupazione, fatalmente quest'area, la Comunità n. 2, tende per sua natura a gravitare su Aosta. Se ci sono tutti i Comuni che trovano il loro piede nella fascia di Fondo Valle che va da Arvier a St. Pierre e se quest'area non viene adeguatamente rinforzata e di servizi, e di occasioni di lavoro, quest'area, fatalmente, tende a gravitare su Aosta. Già si notano, per esempio, alcuni fatti quali la funzione di "dormitorio" di St. Pierre rispetto alla città di Aosta e il fenomeno che in questo momento sta avvenendo di utilizzare la stessa area di St. Nicolas come area ricreativa e di tempo libero della popolazione di Aosta anche in sostituzione o in alternativa al giardino di Aosta, attualmente utilizzato dall'Alpila, che era Pila.

Io non so con quali criteri l'Amministrazione regionale, la Giunta regionale ha affidato questo incarico: non si tratta soltanto di costruire la Scuola Media, si tratta, accanto alla Scuola Media, di inserire alcune strutture di tipo culturale e sportivo capaci di offrire in quella zona dei servizi, di cui, altrimenti, quella popolazione deve fruire ad Aosta oppure rimane senza, essendo in questo momento una tra le zone più sacrificate della Valle. Questo è un primo punto.

Dal punto di vista scolastico - e colgo l'occasione di questo argomento per dirlo -, deve esistere - non voglio usare termini ampollosi tipo programmi o cose di questo genere -un minimo di volontà circa la localizzazione delle Scuole Medie, sennò corriamo il rischio di avere delle Scuole Medie in zone di cui non ci sarebbe bisogno, mentre zone in cui questa carenza è forte ne rimarrebbero prive. Secondo me, quindi è molto importante che l'Amministrazione regionale non sprechi dei denari, ma li utilizzi bene per fornire dei servizi laddove mancano per coprire degli squilibri nei servizi dati alla nostra popolazione, rinforzando questa struttura, non considerandola come semplice struttura scolastica ma con un'offerta di servizi, tra cui, per esempio, centri culturali e biblioteche da inserire in quella zona.

Terzo ed ultimo punto - che è importante, anche perché dobbiamo valutare e considerare le esperienze del passato -: i criteri di progettazione. Cosa succede? Secondo me, il meccanismo in atto o che era in atto era insufficiente. In che senso? In genere esiste una Commissione che deve fornire un certo giudizio sul piano tecnico del fabbricato, che è formata mi pare dall'Ingegner Capo dei Lavori Pubblici, dal Sovraintendente regionale agli Studi, dal Medico Regionale e dall'Ingegnere del Genio Civile; in genere questa Commissione opera dopo che un progettista ha steso un suo progetto. Ci siamo trovati - e questa è stata l'esperienza che direi - forse senza sufficienti motivazioni tecniche, si tratta di un giudizio generale... in genere i Consiglieri poi condannano ad opere avvenute... Il superamento di questa situazione di disagio non è possibile se non si rovesciano i criteri stessi di progettazione. Attualmente il sistema di progettazione è così strutturato: è la Giunta che da l'incarico ad un progettista, successivamente la Commissione verifica, ritorna e ottiene le approvazioni. Questo direi anche sul piano economico ha delle conseguenze negative sul piano regionale perché in genere, sotto il profilo della tipologia del fabbricato, non sempre il progettista accoglie in pieno le nuove linee pedagogico-didattiche, cioè molte volte gli spazi sono considerati in termini tradizionali invece di tenere conto delle nuove esigenze educative che sono venute ad emergere. Non solo, molte volte i fabbricati sono progettati senza tenere conto degli abitanti che ne fruiscono, cioè dei bambini dai 10 ai 13 anni e quindi molte volte strutture troppo complesse, troppo difficili e, per certi aspetti, pericolose per "l'abitabilità" di questi ragazzi. Ci sono spese molte volte per certi materiali usati che poi vengono a gravare sul bilancio regionale; la scelta di certi materiali o di certi altri può comportare direi delle spese in fase gestionale.

Una raccomandazione che l'Amministrazione dovrebbe usare come prassi - e questa non è una critica spietata a questa Giunta - è piuttosto il considerare un certo tipo di esperienza che è venuta a maturare. Nel momento stesso in cui si affida la progettazione, il progettista o ha delle indicazioni che sono emanazioni di una Commissione in cui siano presenti dei responsabili della Scuola, ma anche alcune persone che conoscano dal punto di vista delle spese gestionali il funzionamento della Scuola, oppure a monte ci devono essere degli indirizzi e delle scelte della Giunta regionale che diano un quadro e dei confini per la progettazione al tecnico incaricato... oppure che si designi per la progettazione un architetto che deve stendere un disegno, il migliore possibile, ma affiancato da tecnici della Scuola, cioè persone che impediscano che il fabbricato, il progetto eseguito dimostri al momento della sua inaugurazione una struttura superata, perché questa è la cosa più importante, ben più che lo spostamento di 200, o 300, o 400 metri di area, se vogliamo che un edificio rimanga valido anche dopo 10 anni dalla sua entrata in funzione. Ecco queste erano le cose che volevo dire.

Chabod (D.C.) - La parola al Consigliere Chincheré.

Chincheré (P.C.I.) - La situazione che si è verificata a proposito della Scuola Media di Villeneuve è emblematica di una situazione scolastica in generale e di edilizia scolastica in particolare che ci troviamo ad affrontare come Consiglio regionale e che mi auguro che, al di là della vicenda specifica, riesca a darci la spinta per un discorso più generale che ci sta molto a cuore, perché una domanda viene spontanea ed è questa: l'attuale struttura scolastica della nostra Regione è compatibile con un discorso di riforma della Scuola regionale in Valle d'Aosta, o fino a che punto lo è? Ovviamente non è sufficiente sostenere che Aosta è il centro privilegiato, dimenticandoci poi molte volte di ricordare quanto Aosta paga questa realtà di centro privilegiato e di accentramento di tutti i servizi regionali, se non facciamo un discorso più generale.

È vero che oggi la mancata costruzione della Scuola di Villeneuve costa alla popolazione della Seconda Comunità Montana, con l'esclusione di Aymavilles e di Cogne che gravitano storicamente su Aosta, però riguarda anche Aosta direttamente, perché sappiamo che la popolazione scolastica aostana tende ad infoltirsi e corriamo il rischio di non avere strutture scolastiche sufficienti per soddisfare i loro bisogni.

D'altro canto, abbiamo un conflitto di potestà tra i Comuni e la Regione, perché ovviamente è molto difficile per il Consiglio regionale e per qualunque Giunta andare decisamente contro la volontà dei Comuni, cosa che oltretutto non ci troverebbe consenzienti, altrimenti tutto il discorso sull'autonomia comunale verrebbe a cadere, però non possiamo nemmeno pensare di vedere la Regione con le mani legati di fronte a situazioni di questo genere.

Qual è secondo noi il modo per uscire da questa situazione? È una raccomandazione che va al di là del problema specifico di Villeneuve: quella di cominciare finalmente un discorso di programmazione e di edilizia scolastica, perché ovviamente se è vero che programmazione non vuol dire avere nei cassetti tutto e di tutto e dopodiché partire, ma significa individuare dei problemi concreti e in una visione regionale affrontarli e risolverli, è chiaro che si può partire già concretamente in fretta su un discorso di programmazione di edilizia scolastica, perché non dimentichiamoci che un piano di questo genere contiene già dei criteri che ovviamente andiamo a discutere con gli interessati. Se nei criteri, ad esempio, noi mettiamo che le Scuole devono assolvere a certe caratteristiche peculiari, ovviamente nessuno poi potrà costruire delle Scuole che non rispettano questi criteri.

Ci sembra che sia questa la strada per risolvere questi problemi ed è quello che chiamavo un piano di edilizia scolastica, proprio perché consente ai Comuni di sviluppare fino in fondo la loro autonomia e consente contemporaneamente al Consiglio regionale di dare delle indicazioni generali e non trovarci poi con le mani legate, con tutte le conseguenze negative che abbiamo di fronte, perché tra tempi tecnici per la costruzione della Scuola e i tempi tecnico-amministrativi per deliberare sull'argomento abbiamo visto che sono passati molti anni e i problemi tendono ad aggravarsi.

Al di là di un impegno formale che mi sembra ci sia stato da parte dell'Assessore per risolvere specificatamente questo problema, vorremmo anche un impegno per un discorso di programmazione edilizia e scolastica ed è ovvio che su un discorso di questo genere il nostro gruppo è disposto ad affrontare la discussione molto in fretta e a portare il suo contributo.

Chabod (D.C.) - La parola al Presidente della Giunta.

Andrione (U.V.) - Io non ripeterò quanto hanno detto i Consiglieri Clusaz e Lanivi, perché la realtà è quella che è stata illustrata e vorrei dire che un certo tipo di pianificazione, perlomeno a livello di queste Scuole, esiste e vi è in questa materia una delega, perché dovrebbe essere una competenza puramente comunale, che fino adesso è stata esercitata dalla Regione così... e vi è una delega a questo tipo di Consorzi che abbiamo individuato nelle Comunità di Montagna. Evidentemente sono esclusi da questi Consorzi quei Comuni che già fruiscono di una Scuola Media in proprio. Non è stato possibile perché anche noi - non è una questione di Comuni - avremmo preferito - e ho avuto una battaglia personale che ho perso - che l'area scelta fosse a l'Adret, ma non è una questione di localizzazione comunale: è una questione di non attraversare la Strada Statale n. 26. Sia da una parte che dall'altra, con tipica ostinazione, ci si è sempre rifiutati di ammettere il principio che la Scuola potesse sorgere dall'altra parte della strada nazionale n. 26, per cui il sopralluogo, a cui accennava Manganoni, in data 1° agosto 1972 non ha messo le due aree sullo stesso piano, ha semplicemente indicato che, rispetto a certi criteri, a certi parametri, la Commissione che ha citato Lanivi... le aree in questione erano idonee, punto e basta e, malgrado le nostre preferenze, laddove vi è competenza del Consorzio, è stata scelta la zona di Champagne.

È evidente che il Consigliere Lanivi ha ragione e in questo senso prendiamo l'impegno che attorno a questa Scuola devono sorgere altre strutture che permettano a quella Comunità, o perlomeno a quella parte della Comunità, di vivere perché non credo sia necessario essere profeta per dire che prima o poi per risolvere questo problema dovremo fare anche una Scuola Media a St. Pierre, probabilmente a cavallo tra St. Pierre e Sarre, visto un certo tipo di sviluppo che si sta avendo nella cintura di Aosta e verso questi Paesi limitrofi, come del resto ha già spiegato il Consigliere Lanivi.

Sta di fatto che non è più competenza regionale ritornare su questa decisione perché era competenza del Consorzio; non solo, ma il Consorzio aveva già provveduto, come di sua competenza, in data 29 aprile 1975, alla nomina dell'Architetto per la progettazione. Proprio in relazione alle stesse considerazioni che ha svolto il Consigliere Lanivi, abbiamo pregato il Consorzio di riesaminare la delibera - vi è un motivo tecnico perché è la solita storia dei finanziamenti e cose di quel genere -, è nostra intenzione di chiedere alla Comunità Montana n. 2, che vorrebbe caricarsi, in quanto Comunità Montana, del costo della progettazione, che perlomeno la progettazione sia fatta di intesa con la Regione. Questo in relazione al tipo di struttura per eventuali altri interventi regionali, per le considerazioni che ha detto Lanivi e direi anche in funzione dei costi di gestione della Scuola: ecco perché le esperienze che abbiamo avuto in questi ultimi anni devono poterci insegnare qualche cosa.

Concordiamo quindi su questi punti, il problema del sole, così fortemente sottolineato dal Consigliere Manganoni... insomma rendiamoci conto che Villeneuve la Scuola elementare l'ha sempre avuta all'ombra!

Manganoni (P.C.I.) - ... capoluogo.

Andrione (U.V.) - Capoluogo, lo capisco, ma qui c'è una decisione di una maggioranza di Sindaci che gravitano su quella zona e che vogliono avere la Scuola Media in quel punto. Ripeto: con ogni probabilità fra non tanti anni bisognerà pensare a dotare di strutture analoghe anche l'Adret di quella zona, in particolare il Comune di St. Pierre che si sta sviluppando molto rapidamente, ma non è nostro compito andare a cassare - a parte il fatto che non ne avremmo il diritto - una decisione di quel genere perché è stata presa in maniera legittima con le dovute maggioranze.

Accettiamo quindi le raccomandazioni di Lanivi, io penso sia un impegno comune del Consiglio - avremo probabilmente modo di discuterne il 19 - quello di creare delle strutture di centri sociali e biblioteche che possano dare un certo apporto culturale alle differenti zone e degli impianti sportivi; tra l'altro, in quella zona è prevista specificatamente la costruzione di un campo sportivo; quindi dovrebbe esserci anche una certa possibilità di ricreazione anche se il sole non sarà sempre presente.

Fatte queste considerazioni, io credo che noi, come Giunta, possiamo accettare la mozione perché se ricordo bene il deliberato...

Manganoni (P.C.I.) - C'è scritto: "di impegnare la Giunta a iniziare sollecitamente i lavori..."

Andrione (U.V.) - Non appena avrò firmato il decreto di esproprio - e lo farò il più presto possibile - e avremo concordato... credo che la Comunità Montana n. 2 accetterà questa nostra proposta di vedere il progetto di intesa con l'Amministrazione regionale; non appena avremo concordato il progetto, inizieremo i lavori, quindi la mozione può essere accettata.

Chabod (D.C.) - Allora Consigliere Manganoni, due parole?

Manganoni (P.C.I.) - No, sarò brevissimo, è necessario fare alcune precisazioni che potrebbero anche essere una dichiarazione di voto.

Io capisco che 8 Sindaci su 10 abbiano votato a favore, perché? I Sindaci di quei Comuni che gravitano su quella zona... ma, secondo me, non si deve guardare dove si gravita, se è l'Adret o l'Envers, bisogna pensare ai bambini che andranno a Scuola. Abbiamo i due Comuni di Rhêmes, Introd, Valsavaranche che naturalmente gravitano di là e allora naturalmente... e qui scusa Clusaz, siccome anche il Commissario faceva parte di quei Comuni, di Arvier, che gravitano di là... insomma, va beh, chiuso, lasciamo perdere.

Quando noi premettiamo che la distanza in linea d'aria fra la zona di la Crête, di St. Pierre e la zona di Champagne, è di un chilometro, quindi non è che la distanza sia enorme in linea d'aria, forse siamo sul chilometro, beh, facciamo uno e mezzo... scusi Lanivi, l'area se è un problema secondario... beh, a seconda del punto di vista da cui lo si guarda, perché in questa situazione, quando si tratta di avere il sole tutto l'inverno e di non averlo, non è tanto secondario! Il fatto di attraversare la Statale non è tutto esatto, perché noi avremo due Comuni di Rhêmes, Valsavaranche e Introd che non attraversano la Strada Statale ma avremo St. Nicolas e St. Pierre che dovranno attraversarla e Arvier e Valgrisanche devono percorrerla ugualmente sia venendo a La Crête, sia venendo a Champagne, quindi il fatto della Statale ...(voce)...

Manganoni (P.C.I.) - ... eh, ma fa un giro del diavolo, poi d'inverno passa di sopra! Perché di sopra è ancora la zona dove di sole non ne vede e allora d'inverno quella strada non è molto transitabile.

Qui comunque ci sarebbe un lungo discorso da fare alla Viglino, non glielo faccio, però le faccio solamente presente questo: sulla necessità di inserire altre strutture sono tutti d'accordo, ma tante strutture non è detto che debbano confinare con la Scuola e poi le prime strutture che bisognerebbe creare in quella zona sapete quali sono? Quelle industriali, quelle sono le prime strutture, perché St. Pierre diventa un dormitorio di Aosta.

La responsabilità di questo è dell'Amministrazione regionale, non dico dell'attuale Giunta, ma di tutte le Giunte che si sono succedute, perché che cos'è successo? Che le industrie le hanno concentrate laggiù al Campo di aviazione, qui ad Aosta, se le decentravano e alcune di queste industrie le destinavano in quella zona - St. Pierre e Villeneuve -, non ci sarebbe il pendolarismo che c'è oggi e St. Pierre non sarebbe un dormitorio come Villeneuve. Questo quindi è un problema che noi continuiamo a citare: infrastrutture, eccetera, però qualche volta dovremmo anche farci un po' l'autocritica, perché questo è colpa di tutti, io non escludo nessuno, non mi escludo neanch'io, dell'Amministrazione regionale per le scelte errate che ha fatto quando si è trattato dell'installazione delle nuove industrie.

Finisco con la progettazione. Qui faccio una raccomandazione perché vorrei che i Consiglieri regionali andassero a visitare la Scuola Media di Courmayeur: un obbrobrio. Io guardo la Giunta, ma ho detto prima che io non incolpavo nessuno di quello che è passato, perché hanno tutti le loro responsabilità e in fatto di infrastrutture industriali io ho preso anche la mia responsabilità, perché assieme si è deciso di installare le industrie laggiù. Sulla progettazione non facciamo altri errori tipo quello di Courmayeur, tipo la piscina coperta di Pré St. Didier, tipo quell'altro fortino che si trova lì a St. Christophe e tipo la Scuola Magistrale. Sono d'accordo con il Presidente quando dice: "enormi sprechi di spazio e di gasolio", perché, oltre al costo, oltre a deturpare il paesaggio, poi c'è la conduzione, la gestione, e allora poi i Comuni o la Regione che pagano.

Concludo dicendo questo: anche se la competenza, come ha detto il Presidente, della scelta d'area non è della Giunta, ma è del Consorzio, io esprimo il mio completo dissenso sulla localizzazione, sulla scelta d'area, anche per evitare che si verifichi ciò che ha detto il Consigliere Lanivi che poi in Consiglio ci si lamenti ad opere eseguite. Ecco allora io lo dico prima di eseguire l'opera, in modo che dopo non ci si lamenti; chi conosce la zona lo sa e chi non conosce la zona io l'ho informato, vada a vederla, in modo da evitare le lamentele dopo, e se la mozione viene accettata...

Chabod (D.C.) - Allora se nessuno prende più la parola, mettiamo ai voti... Consigliere Dujany, due parole, abbiamo già tirato tanto alla lunga.

Pollicini (D.P.) - Ma che modo di fare il Presidente è questo? Stabilisce il numero delle parole adesso?

Chabod (D.C.) - No, è che abbiamo tante cose ancora da portare avanti.

Pollicini (D.P.) - Beh, o mettiamo i camerieri in cucina...

Dujany (D.P.) - Vorrei fare due osservazioni. Credo che la democrazia e l'autonomia degli organi periferici abbia sempre dei costi: o si sceglie questo mezzo di crescita con i rischi che ci sono e col rischio che chi la vede diversamente esca perdente, oppure si sceglie la strada dell'imposizione delle soluzioni che uno ritiene più valide viste dal potere che sta più in alto.

Il problema di Villeneuve, St. Pierre, eccetera, credo sia un vecchio problema, io non ci ritorno più e sono felice che abbia trovato una soluzione attraverso la Comunità Montana. Non entro nel merito del problema, dico che è una soluzione trovata all'interno della Comunità Montana attraverso uomini che rappresentano quella popolazione e rispondono ad essa delle loro scelte. È chiaro che l'Amministrazione regionale può dar loro tutti i consigli e tutti gli indirizzi che ritiene più validi, ma la decisione gli compete, sono loro che rispondono dinanzi alla gente e saranno loro che eventualmente pagheranno davanti alla gente, perché è solo attraverso la responsabilizzazione, credo, che si può far crescere e fare degli uomini.

Io ricordo per il progetto di Courmayeur di aver voluto bocciare il progetto perché lo prevedevamo già eccessivamente costoso, ho avuto contro tutto il Consiglio comunale di Courmayeur, il quale è venuto alla Regione e ha detto: "vogliamo questo progetto"...

Manganoni (P.C.I.) - ... e adesso il Sindaco dice: "ah, cosa abbiamo fatto!".

Dujany (D.P.) - ... non è vero però che sia stata richiamata l'attenzione del Consiglio comunale circa l'esagerazione di questa progettazione, però ad un certo momento questi sono gli scotti che si pagano per rispettare le autonomie.

Fatte queste due brevi osservazioni, vorrei pregare la Giunta di vedere il problema dell'istituzione e della distribuzione delle Scuole Medie inferiori e superiori in un modo un po' globale, perché ho paura di tutta questa serie di iniziative settoriali, epidermiche, provocate da nervosismo o da determinate spinte che vengono da tutte le parti, senza avere un quadro globale. Ultimamente, per esempio, è stata istituita la Scuola Media nella Valle del Gran S. Bernardo, c'è questa di Villeneuve, poi ce n'è un'altra a Challand e poi c'è una specie di Scuola Media Superiore-Biennio a Pont St. Martin, cioè ci troviamo con una serie di iniziative che stanno coprendo varie zone, che sorgono così, di volta in volta, senza avere una visione di insieme, panoramica. Credo che questo sia estremamente pericoloso in questo momento, perché si stanno coprendo buchi in cui c'è una logica, e parlo dei buchi di Villeneuve, che è un vecchio problema, mi pare, che rientra in una logica diciamo di necessità di avere quel tipo di istituzione, c'è quello della Valle del Gran S. Bernardo e credo sia altrettanto valido, ci sono altre iniziative che possono essere pericolose perché possono essere oggetto solo di una spinta più o meno valida e che tiene conto di un problema più generale.

La preghiera quindi è questa: credo che non possiamo più decidere costruzioni di istituzioni scolastiche di livello medio inferiore e superiore se non le collochiamo in una visione programmatica di insieme, in rapporto alla quantità della popolazione demografica e in rapporto, soprattutto, anche allo sviluppo che vogliamo dare a certe zone perché la Scuola è un servizio, come tanti altri servizi, che serve anche a ridare un po' di ossigeno sul piano occupazionale e sul piano morale a determinate popolazioni. Direi quindi questo studio, perché ci saranno altre richieste... nel momento in cui voi avrete autorizzato la Scuola Media di Challand, tutte le altre zone che si renderanno conto che anche loro hanno la stessa dimensione demografica, che anche loro hanno le stesse distanze, che anche loro hanno gli stessi problemi, fatalmente vi chiederanno queste stesse decisioni, e quindi qui si slitterà in una spesa dispersiva da cui poi sarà terribilmente difficile per qualunque Amministrazione ritornare indietro.

Vorrei chiedere cortesemente se fosse possibile non decidere alcuna nuova istituzione se non nel quadro di una programmazione più globale e non credo sia uno sforzo paurosamente difficile, perché è un settore abbastanza limitato che può essere fatto anche con una certa celerità.

Chabod (D.C.) - C'è qualcun altro che prende la parola? Allora possiamo mettere ai voti la mozione? Chi è favorevole è pregato di alzare la mano. Chi è contrario? Astenuti?

Esito della votazione:

Presenti, votanti e favorevoli: 28

Il Consiglio approva all'unanimità la soprariportata mozione.