Oggetto del Consiglio n. 427 del 16 dicembre 1975 - Verbale

OGGETTO N. 427/75 - Problemi riguardanti l'applicazione delle nuove norme in materia di impianti di riscaldamento. (Interpellanza dei Consiglieri Chabod, Mappelli e Pedrini)

Interpellanza

Considerato che oltre il 70% degli immobili destinati ad uso pubblico e privato non sembrano possedere oggi i requisiti richiesti dalla legislazione vigente in materia di impianti di riscaldamento, in quanto costruiti in epoca anteriore all'entrata in vigore della predetta legislazione;

Considerato che i relativi problemi potrebbero trovare una soluzione positiva mediante l'obbligo di dotare le "centrali termiche" e gli immobili serviti di un adeguato numero di estintori da utilizzare in caso di necessità;

i sottoscritti Consiglieri regionali

Interpellano

il Presidente della Giunta per conoscere quali provvedimenti la Giunta intende assumere per mantenere agli albergatori, ai gestori di complessi residenziali e ai privati - proprietari di immobili già da tempo costruiti e dotati di impianti di riscaldamento efficienti, oggi non più in regola con le norme vigenti in materia di impianti di riscaldamento - la possibilità di continuare la loro attività economica o di conservare il diritto di abitabilità negli immobili stessi.

Aosta, lì 6 novembre 1975

F.to: Chabod Guido - A. Mappelli - Ennio Pedrini

Chabod (D.C.) - La parola al Consigliere Pedrini.

Pedrini (P.L.I.) - Grazie Signor Presidente. Come il Presidente della Giunta saprà, qualche tempo fa il Questore ha diramato una circolare a tutti gli immobili, in modo particolare quelli alberghieri, in cui chiede il rispetto di legge per quanto riguarda l'antincendio, l'antiacqua, l'antigas, l'antitutto, insomma, una circolare che comprende tutto.

Abbiamo avuto in Valle numerosissime riunioni da parte degli operatori economici, i quali, evidentemente preoccupati dalle visite e dei vigili del fuoco, e dei tecnici, si sono visti nelle condizioni addirittura di chiudere la loro attività e questo dovuto al fatto che si richiedono praticamente delle cose impossibili per certi nostri immobili. Noi abbiamo a Courmayeur e nelle Valli laterali delle strutture che, evidentemente, sono state fatte anni e anni fa, dove il legno è quello che maggiormente viene messo in evidenza, dove abbiamo delle cose stupende di artigianato valdostano fatte dai nostri valdostani e, evidentemente, questa legge, questa impostazione data al problema viene praticamente a nuocere, nel senso che questi immobili sarebbero destinati alla chiusura definitiva.

Non parliamo poi di quello che ci richiede per il gas e per i vari piani: addirittura delle porte - e io ho voluto andarmi ad informare - che costano dal milione al milione e mezzo l'una, ma dove può andare un nostro piccolo imprenditore al giorno d'oggi? Sì, perché le vogliono di un determinato spessore, quindi, per fare un lavoro ben fatto, bisognerebbe avere dei cristalli che costano dalle 800.000-900.000 al 1.200.000-1.300.000, va bene? Ho chiesto io i preventivi, quindi ne sono al corrente e l'ho chiesto perché interpellato da un sacco di gente preoccupatissima perché evidentemente non si possono, oggi come oggi, spendere 10-15 milioni per riattare un qualcosa che praticamente non lo si può nemmeno fare nell'ambiente in cui è stato creato: questa la realtà di fatto!

Ora, io so che da parte del Questore vi è stata già una certa, diciamo, comprensione di questi problemi, però sarebbe opportuno, secondo il nostro pensiero - qua parlo anche a nome dell'amico Presidente, dell'amico Segretario -, di vedere se il Presidente della Giunta non ritiene di fare un passo verso gli organi competenti al fine di cercare di attutire, di trovare delle soluzioni diverse, intermedie che possano rispondere lo stesso ad una certa sicurezza e una garanzia senza distruggere quello che in realtà non si può nemmeno distruggere perché si distruggerebbe solo chiudendo: questa è la verità dei fatti!

Faccio proprio quindi la preghiera al Presidente se vuole interessarsi e se ai tre che hanno fatto questa interpellanza dopo il suo interessamento può inviare un modestissimo biglietto con le sue conclusioni. Grazie.

Andrione (U.V.) - In seguito ad un incendio doloso, che poi si è rivelato doloso, avvenuto in un albergo della Valle di Susa, dove alcuni turisti francesi hanno trovato la morte, è stata emanata una legge nazionale draconiana sulla prevenzione degli incendi negli alberghi. Immediatamente ho avuto tre riunioni con differenti albergatori e mi sono interessato del problema. È un argomento che bisogna trattare in pantofole, cioè con molta prudenza e con molto buon senso. Per fortuna, sia da parte del Comandante dei vigili del fuoco, sia da parte del Questore abbiamo trovato la più ampia collaborazione, nel senso di interpretare la legge che ad un certo momento parla di alberghi con più di 100 camere, per cui soltanto per tali alberghi tutte le gravissime prescrizioni alle quali è praticamente impossibile allo stato dei fatti... a cui accennava il Consigliere Pedrini... dovrebbero dico - perché poi siamo in uno strano Paese, ma questo è un altro discorso - essere rispettate. Al di sotto di questo limite, che in pratica salva la stragrande maggioranza degli alberghi cui lei accennava - laddove in base al buon senso si troverà che ci sono gli estintori... insomma che non ci sia però neanche imprudenza da quest'altra parte, e questo deve essere chiaro, e che vi siano dei sistemi considerati dai vigili del fuoco sufficienti di prevenzione -, ebbene non vi sarà in pratica fiscalità nell'applicazione della legge. Questo è quanto con tre riunioni con gli albergatori e due riunioni con i responsabili di far rispettare questa legge abbiamo per adesso ottenuto.

Dato che non è un problema solo nostro, perché in Alto Adige ha suscitato lo stesso tipo di preoccupazioni, e dato che sono forse più numerosi nel Trentino e anche nel Friuli, ci sono alberghi addirittura tutti in legno, io penso che probabilmente ci sarà un'attenuazione, dovrebbe esserci. Ci sono già delle proposte: un'attenuazione della legge nazionale, specificando certi tipi di parametri che possano essere più facilmente applicabili a livello che ci interessa.

Io poi dovrò dare in più una nota scritta specifica e lo farò senz'altro.

Chabod (D.C.) - La parola al Consigliere Pedrini.

Pedrini (P.L.I.) - Vorrei chiudere allora ringraziando per quello che ha detto il Presidente della Giunta e dandogli conferma. Io stamattina sono stato dal Questore proprio per questo problema: effettivamente le cose stanno nel senso descritto dal Presidente della Giunta, probabilmente, se mi avesse detto delle cose diverse, l'avrei preso in castagna e gli avrei detto che non era vero. Gli do atto di questo e speriamo che le cose possano andare avanti veramente come il Presidente ha detto, senza bisogno di biglietti, perché se ce ne sarà bisogno, saremo già in una posizione avanzata e quindi faremo un'altra mozione in merito.