Oggetto del Consiglio n. 3824 del 21 ottobre 1992 - Resoconto
OGGETTO N. 3824/IX Comunicazioni del Presidente della Giunta.
Presidente Ha chiesto la parola il Presidente della Giunta Lanivi; ne ha facoltà.
Lanivi (GM)Informo il Consiglio che la Giunta regionale, nel corso della sua ultima riunione del 19 ottobre, ha concordato sull'opportunità di procedere alla costituzione della Regione Valle d'Aosta quale parte civile dinanzi al Tribunale di Aosta nel procedimento penale che interessa l'Assessore Augusto Rollandin e di rinviare ad una successiva deliberazione l'approvazione formale di tale costituzione e la designazione del legale in rappresentanza e difesa della Regione.
Tale decisione era a discrezione della Giunta, come avevo già detto in precedenza, rispondendo ad un'interpellanza, quando avevo precisato che l'argomento sarebbe stato portato all'attenzione della Giunta regionale che avrebbe assunto una decisione in merito. Tale decisione è stata assunta e quindi procederemo nel senso unanimemente concordato.
A seguito di tale decisione, l'Assessore Rollandin ha manifestato la volontà di non esercitare le funzioni di assessore a partire da prima della celebrazione del processo, assumendo così quella decisione che è stata definita di "autosospensione" e ripetendo così l'atteggiamento già assunto anche recentemente da altri amministratori in altre realtà regionali.
Ciò vuol dire che l'Assessore, dopo la costituzione formale della Giunta quale parte civile dinanzi al Tribunale di Aosta, non parteciperà alle riunioni della Giunta regionale, non firmerà gli atti e non sarà presente negli uffici.
Decisioni diverse potranno essere valutate a seguito dell'anda-mento del processo e delle decisioni che saranno assunte dal Tribunale.
Presidente Ha chiesto la parola il Consigliere Milanesio; ne ha facoltà.
Milanesio (PSI) Il Presidente della Giunta ha fatto una comunicazione, certamente doverosa, al Consiglio, che però in qualche modo avevamo già appreso ieri dalla televisione regionale che ha trasmesso a reti unificate un'esternazione dell'Assessore all'agricoltura, che sembrava una specie di messaggio alla nazione, nel quale egli ha detto che in pendenza del processo si sarebbe autosospeso.
Poi abbiamo assistito ad una curiosa performance della televisione regionale, nella quale apparivano delle didascalie e poi si riprendeva il messaggio, poi tornavano le didascalie e quindi si riprendeva il messaggio.
Alla RAI si è scioperato l'altro ieri, però ieri hanno sicuramente scioperato la professionalità e l'intelligenza. Questo lo voglio dire, perché credo che lo scriveremo anche alla redazione della RAI di Aosta.
Fatta questa piccola premessa, il Consiglio non dovrebbe tanto preoccuparsi di quello che la Giunta avrebbe deciso o non deciso di fare, visto che ha deciso di non decidere, cioè di aspettare un tempo successivo per costituirsi parte civile.
Del resto, dal momento che noi abbiamo presentato una mozione in merito, provvederemo in quella sede ad illustrare la nostra posizione, anche perché si può parlare poco in sede di comunicazioni. Il Consiglio dovrebbe invece preoccuparsi di ciò che di questa vicenda sfugge a me, come Consigliere regionale, ma credo anche a tutti i cittadini ed agli operatori dell'informazione, cioè della decisione di autosospensione.
Il Presidente Lanivi porta a sostegno di questa decisione un'affermazione vaga ed io mi permetto di aggiungere "inesatta", se non falsa.
Intanto vorrei conoscere i nomi ed i cognomi di quelli che si sono autosospesi trovandosi in situazioni identiche. L'autosospensione è un eufemismo o una figura retorica che è stata introdotta in qualche modo nei partiti da un po' di tempo in qua, esattamente da quando i loro esponenti amministrativi di primo piano o comunque gli addetti ai lavori ricevono delle comunicazioni giudiziarie o sono informati di un loro rinvio a giudizio.
Nei confronti dei partiti o dei movimenti l'autosospensione ha un solo motivo: evitare che i probiviri si riuniscano per assumere un provvedimento. Pertanto, l'autosospensione vuol forse dire: "Cari signori del collegio dei probiviri, evitate di riunirvi, perché, avendo io ricevuto una comunicazione giudiziaria, mi autosospendo dall'attività di partito".
Questa figura è un po' retorica o pleonastica, perché probabilmente i probiviri avrebbero dovuto applicare lo statuto e quindi si sarebbero dovuti riunire per fare quello che invece il soggetto ha deciso di fare spontaneamente.
Ma i partiti ed i movimenti sono delle associazioni che non sono neanche riconosciute dalla legge. Non sono istituzioni, non sono enti di diritto pubblico, insomma non sono un bel niente. I partiti sono solo delle associazioni private e tutto questo ha un senso nei confronti di un'associazione privata.
Torno a ripetere, anche se è pleonastico, che ciò ha preso piede in quella nostra fervida fantasia tutta tipicamente italiana e se ne sono serviti un po' tutti e va bene così.
Ma a me risulta che nelle istituzioni ci sia stato un solo caso di autosospensione, che non si è verificato di fronte ad un rinvio a giudizio, ma ad una comunicazione giudiziaria. Devo anche dire che questo caso si è verificato il 13 luglio di quest'anno nei confronti dell'ex Presidente della Regione lombarda Bonfanti, il quale, avendo ricevuto un avviso di garanzia ha ritenuto di autosospendersi dalla carica di Presidente del Consiglio e non ha più presieduto né il Consiglio né l'ufficio di Presidenza.
Torno a ripetere che questa situazione era a fronte di un avviso di garanzia e che anche in questo Consiglio c'è qualche Consigliere che ha ricevuto degli avvisi di garanzia.
Comunque, premesso che gli avvisi di garanzia sono fatti per tutelare il garantito e quindi non comportano alcuna decisione di questo tipo, mi risulta che il Presidente Bonfanti non è più Presidente dal 19 ottobre, perché si è dimesso. Ieri, infatti, mi sono permesso di telefonare alla Segreteria generale della Regione lombarda, perché avevo sentito invocare un precedente in tal senso.
Se il precedente è quello, caro Presidente Lanivi, non lo puoi proprio citare; se invece è un altro, saremo lieti di ascoltare che ci sono dei precedenti in questa patria del diritto, che però quando si comporta in questo modo, mi sembra che si comporti di più come patria del "dritto".
Andiamo avanti. Io credo che ci siano solo due atteggiamenti possibili di fronte ad un problema come quello che la Giunta si è trovata ad affrontare o meglio si troverà ad affrontare tra un numero imprecisato di giorni: costituirsi o non costituirsi parte civile?
Poiché entrambe le posizioni hanno una legittimità politica e probabilmente anche una legittimazione nei fatti e nelle volontà, noi abbiamo chiesto con una mozione che la Giunta si costituisca parte civile nel procedimento penale.
Per quello che ci riguarda, ribadiamo che rimanere in carica non costituisce nel modo più assoluto indizio di innocenza, così come dimettersi non costituisce indizio di colpevolezza. La valutazione, sia ben chiaro, resta affidata alla sensibilità politica delle persone interessate e della Giunta.
Se però la Giunta decide di costituirsi parte civile e dal momento che il dilemma è stato risolto alla radice, io non credo che il problema abbia più due corni, perché le conseguenze giuridiche, logiche, politiche e morali della costituzione di parte civile della Giunta sono le dimissioni dell'Assessore contro cui la Giunta si è costituita parte civile.
Torno a ripetere che questo non vuol dire colpevolezza, così come rimanere in carica non vuol dire innocenza. In un Paese civile, la Giunta può benissimo decidere di non sostituire l'assessore e di aspettare il processo, dopodiché, se il processo avrà un esito favorevole all'assessore, lo stesso potrà tornare sugli scudi a fare l'assessore, così nessuno avrà niente da ridire.
Invece, dopo la scelta fatta dalla Regione, credo che la logica e la correttezza comportino una sola via. Prima ci sarebbe stata la possibilità di non costituirsi parte civile, ma noi non avremmo condiviso tale scelta, di cui la Giunta si sarebbe assunta la responsabilità politica, ma la decisione sarebbe finita lì, mentre ora non capisco cosa possa significare questa autosospensione.
Francamente, è uno di quegli eufemismi tipicamente italiani, è una vasellina del pensiero per cui lo storpio diventa portatore di handicap, il facchino portabagagli, l'assenteista demotivato, il vec-chio anziano, la prostituta lucciola e l'assessore diventa "non assessore". In definitiva, è una cosa assolutamente ridicola e risibile.
Scusatemi, ma lo dovevo dire per amore di logica.
Presidente Ha utilizzato il doppio del tempo previsto. Pregherei i colleghi consiglieri di attenersi a quanto previsto dal Regolamento.
Ha chiesto la parola il Consigliere Riccarand; ne ha facoltà.
Riccarand (VA) Sarò brevissimo, anche perché c'è un'apposita mozione sull'argomento, per cui avremo modo di discuterne più a fondo, proprio come merita, perché l'argomento ha delle grosse implicazioni.
Rispetto alla comunicazione del Presidente, io credo che la costituzione di parte civile da parte della Regione nel procedimento penale contro Follioley, Garda e l'Assessore Rollandin sia un atto giusto e doveroso e quindi credo che sia stata giusta e corretta l'intenzione della Giunta, anche se ci sono alcuni punti che non capisco e su cui credo che ritorneremo in sede di discussione.
Intanto, se ho ben capito, non c'è ancora un formale provvedimento di deliberazione, ma è stata espressa solo una dichiarazione d'intenti, a cui seguirà la deliberazione e la nomina dell'avvocato. Mi sembra, però, che i tempi siano stretti, per cui sarebbe stato opportuno che questi atti fossero già stati fatti.
In secondo luogo, mi sembra che ci sia una grave incoerenza nei comportamenti, nelle scelte e nella logica di ciò che sta facendo la Giunta regionale.
Da una parte, infatti, essa riconosce l'opportunità e la necessità di costituirsi parte civile nel procedimento penale che ho prima citato, ma nello stesso tempo si comporta in modo completamente contraddittorio.
Abbiamo già visto la vicenda di Follioley, nella quale noi ci costituiamo parte civile contro un impresario, che però nello stesso tempo viene indicato come titolare di un'impresa di fiducia dell'Amministrazione regionale per un appalto di una sessantina di miliardi. Siamo in presenza di un comportamento che denota un'inaccettabile incoerenza di posizioni.
Lo stesso dicasi per la costituzione di parte civile nei confronti di un assessore, che però continua a rimanere in carica. Anche qui c'è una contraddizione molto evidente fra la Regione, che si considera parte offesa, si costituisce contro un esponente dell'esecutivo, che però continua a rimanere tranquillamente in carica con l'artificio dell'autosospensione.
A noi sembra che l'autosospensione non stia assolutamente in piedi e che sia solamente un pasticcio giuridico.
Anch'io, come tanti altri, ho potuto seguire il servizio delle quattordici del TG3, in cui l'autosospensione è stata presentata come una scelta di estrema correttezza, come il mettersi da parte di una persona rinviata a giudizio in modo che la giustizia possa fare il suo corso senza intralci, come una scelta piena di significati positivi.
Io non credo affatto che le cose stiano così. Credo invece che tale scelta ed il modo in cui è stata presentata siano un sostanziale inganno rivolto alla popolazione ed ai cittadini, perché delle dimissioni inesistenti sono state spacciate per vere dimissioni.
Credo che la Giunta e la maggioranza regionale debbano rimedi-tare e riflettere sulla scelta fatta, che non è sicuramente adeguata e coerente con la costituzione di parte civile da parte della Giunta regionale. Noi crediamo che l'autosospensione, un istituto che non esiste e che viene inventato per cercare di tacconare una situazione, rappresenti una soluzione pasticciata che si ritorcerà contro questa Giunta e contro questa maggioranza, e si rivelerà insostenibile man mano che andremo avanti.
Ci sembra, quindi, che la correttezza nei comportamenti, sempreché voglia essere tale, debba esprimersi con scelte conseguenti, cioè con le dimissioni, perché io credo che non esista da nessuna parte ed in alcuna situazione la possibilità che una Giunta si costituisca parte civile, offesa e danneggiata in un procedimento penale contro un membro dell'esecutivo, mantenen-dolo però allo stesso tempo al suo interno.
Tra l'altro, esiste una precisa norma di legge che prevede l'ineleggibilità per l'amministratore che ha una lite pendente con l'amministrazione di cui fa parte. Qui ci troviamo addirittura in una situazione ancora più grave.
Noi non invochiamo il discorso dell'ineleggibilità, diciamo però che ci sembrano scorrette le mancate dimissioni nel momento in cui si decide la costituzione di parte civile e ci sembra veramente ridicolo il discorso dell'autosospensione, che a nostro parere è fatto solo per ingannare la gente.
Presidente Ha chiesto la parola il Consigliere Aloisi; ne ha facoltà.
Aloisi (PSI) La nostra regione è a statuto speciale, quindi autonoma, ma ho l'impressione che vogliamo approfittare dell'autonomia per essere autonomi anche negli aspetti più degradanti e negativi. Per questo io mi chiedo dove è andata a finire la questione morale.
A quei partiti e movimenti che al momento della costituzione di questa maggioranza e quindi del ribaltone bis avevano sollevato con forza la questione morale, mi vien da domandare se vogliono una Giunta trasparente, composta da gente pulita, che possa presentarsi a testa alta all'elettorato, per cambiare modo e sistema di fare politica.
Ma se questo è il modo di fare politica, se questa è la questione morale che portano avanti certe forze politiche - mi rivolgo in modo particolare al Gruppo del PDS - allora io mi domando che cosa significa moralità.
E' infatti incomprensibile ed inaccettabile che, mentre in una qualsiasi Regione italiana un esponente politico che riceva un avviso di garanzia ha il coraggio morale di rassegnare le dimissioni e di mettersi da parte in attesa di chiarimenti, perché nessuno pretende che uno sia dichiarato colpevole prima del giudizio, qui, dove non ci troviamo solo di fronte ad un avviso di garanzia, ma ad una comunicazione giudiziaria, cosa molto più grave e con la quale si dice che è già in corso un'indagine nei confronti dell'inquisito, che ci sono delle prove che dovranno essere chiara-mente verificate..., ebbene, noi facciamo finta di nulla, o meglio alcune forze politiche fanno finta di nulla, tutto procede normalmen-te, anzi si arriva all'autosospensione, termine di cui neanche i colleghi che mi hanno preceduto sono riusciti a capire il significato.
Ma ci rendiamo conto che noi siamo ormai sotto gli occhi di tutta la stampa nazionale e sotto l'interessamento di giudici? Su "Il Mondo" di ieri c'è un articolo sulla Valle d'Aosta intitolato: "Gli scandali scendono a Valle - Il caso Anas è ancora aperto. Due storie con punti oscuri e una gran paura che arrivi il giudice Di Pietro", in cui si dice che al prossimo procedimento penale ci saranno sicuramente grosse novità.
Insomma, a questo punto io mi chiedo qual è il nostro atteggiamento. Noi continuiamo a chiedere più moralizzazione, un modo diverso di fare politica, ma nella realtà dei fatti accettiamo, anzi accettate - noi non l'accettiamo, non l'abbiamo accettato prima e non l'accettiamo adesso - che in Giunta vi sia un personaggio che noi rispettiamo e non condanniamo a priori, ma che non ha la dirittura morale per continuare a fare l'assessore almeno fino a quando non sarà stato giudicato e quindi fino a quanto non sarà stata fatta chiarezza nei suoi confronti. Noi ci dobbiamo presentare alla pubblica opinione a testa alta, dobbiamo chiedere una moralizzazione, ma noi per primi dobbiamo essere moralizzatori.
Questo è l'aspetto che voglio evidenziare nei confronti di questa maggioranza e di questa Giunta: non è possibile continuare ad ingannare la pubblica opinione, chiedendo più moralizzazione e sostenendo ciò che la gente vuole e chiede - basta guardare quello che succede in tutto il territorio nazionale - se poi, nella nostra piccola autonomia e nel nostro piccolo guscio, ci comportiamo in modo completamente diverso.
Se questo vuol dire moralizzare, allora io chiedo ai rappresentanti del PDS di dire qualcosa su questo importante problema, anche perché non serve solo parlare, ma occorrono fatti concreti.
Ecco, io ritengo importante presentarci alla pubblica opinione dicendo chiaramente se intendiamo moralizzare o continuare a fingere prendendo in giro la pubblica opinione. Grazie.
Presidente Ha chiesto la parola il Consigliere Ricco; ne ha facoltà.
Ricco (DC) Sarò breve. Il Presidente della Giunta ci ha informati dell'intenzione di costituirsi parte civile nei confronti dell'Assessore all'agricoltura e della decisione dello stesso Assessore di autosospendersi.
Tralasciando il fatto che la figura dell'autosospensione non mi è molto comprensibile, voglio ricordare che in tempi non molto lontani altri assessori si sono dimessi per fatti analoghi. Poiché nei tempi in cui viviamo gli uomini politici sono nel mirino dell'opinione pubblica, penso che sarebbe stato meglio che l'Assessore all'agricoltura si fosse dimesso.
Io posso essere convinto della non colpevolezza, ma il rigore politico imporrebbe le dimissioni dell'assessore.
Non voglio ripetere quello che è avvenuto altrove, perché spesso le situazioni non sono assimilabili, ma ricordo che in Lombardia, i consiglieri Armanni, Martinelli e Simone, che si autosospesero, vennero estromessi dal gruppo.
A noi però non interessa quello che è accaduto in Lombardia, ma cerchiamo almeno di comportarci come hanno fatto altri uomini di questo Consiglio in tempi non molto lontani.
Presidente Ha chiesto la parola il Consigliere Beneforti; ne ha facoltà.
Beneforti (DC) Chiedo una sospensione di cinque minuti al termine della discussione sulle dichiarazioni del Presidente della Giunta, per consentire un incontro della minoranza.
Presidente D'accordo. Allora, se non ci sono obiezioni, la seduta è sospesa per cinque minuti.
Si dà atto che la seduta è sospesa dalle ore 10,05 alle ore 10,25.
Presidente Riprendiamo i lavori del Consiglio. Ha chiesto la parola il Consigliere Beneforti; ne ha facoltà.
Beneforti (DC) Abbiamo chiesto una sospensione dei lavori per consentire a noi dell'opposizione di fare una valutazione sulle comunicazioni del Presidente della Giunta.
Ora, siccome riteniamo che quanto ci è stato detto non possa essere sufficientemente approfondito tra le comunicazioni del Presidente della Giunta, per consentire un confronto più approfondito sulla decisione della Giunta di costituirsi parte civile e sul vero significato dell'enunciazione dell'Assessore all'agricoltura di autosospendersi quando si svolgerà la causa, chiediamo l'inversione dell'ordine del giorno in modo che sia anticipata la discussione sulla mozione iscritta al punto 47 concernente lo stesso argomento.
Presidente La mozione del Consigliere Beneforti propone d'invertire l'ordine del giorno. Come di consueto, non mi resta che dare la parola a chi la chiede, in modo che un Consigliere si esprima a favore ed un altro contro.
Ha chiesto la parola il Consigliere Milanesio; ne ha facoltà.
Milanesio (PSI) Io parlo a favore della mozione d'ordine. Credo che la proposta del Consigliere Beneforti sia sensata visto che siamo di fronte ad una dichiarazione abbastanza importante dell'Assessore Rollandin e ad un'altra altrettanto importante del Presidente della Giunta, delle quali però non si può parlare in sede di comunicazioni se non in modo sommario. A nostro avviso, l'orientamento che la Giunta regionale intende assumere esige un certo approfondimento dei significati, dei rischi e della reale portata della figura dell'autosospensione che, per quello che ci riguarda, non esiste.
Per non far perdere tempo al Consiglio, noi chiederemmo molto civilmente di anticipare la discussione della mozione per chiarirci bene le idee, perché noi riteniamo che si voglia mettere in atto una procedura inusitata, che non esiste ma che, secondo noi, potrebbe in qualche modo offendere le istituzioni.
Inoltre, visto che il problema è stato posto solo ieri "all'ordine del giorno dell'opinione pubblica" con le dichiarazioni dell'Assessore Rollandin, sarebbe stupido - consentitemi - che il Consiglio lo discutesse questa mattina, trattandosi dell'argomento più importante e di maggiore pregnanza politica della seduta.
Per questo chiediamo l'inversione dell'ordine del giorno, senza voler fare dell'ostruzionismo o "sfruculiare", perché vogliamo solo esprimere il nostro pensiero e sentire compiutamente quello della Giunta e degli interessati. Questo è il senso della richiesta d'inversione dell'ordine del giorno.
Presidente Sempre sulla mozione d'ordine ha chiesto la parola il Presidente della Giunta, Lanivi; ne ha facoltà.
Lanivi (GM) Poiché credo che la proposta dell'opposizione meriti un certo approfondimento, chiedo che la maggioranza possa avere cinque minuti di tempo per concordare una risposta.
Aggiungo solo che quando si allude ad una discussione civile non bisogna poi definire "stupide" le posizioni non conformi alle proprie...
(... interruzione ...)
Termino precisando al Consigliere Riccarand che c'è l'atto formale relativo all'orientamento della Giunta.
Detto questo, chiedo alla bontà del Consiglio di concedere alla maggioranza una sospensione di cinque minuti per consentirle di prendere posizione sulla proposta.
Presidente Se non ci sono obiezioni, la seduta è sospesa per cinque minuti.
Si dà atto che la seduta è sospesa dalle ore 10,31 alle ore 10,56.
Presidente Riprendiamo i lavori del Consiglio. Siamo alla mozione d'ordine del Consigliere Beneforti, concernente l'inversione dell'ordine del giorno con lo spostamento al primo punto all'ordine del giorno della mozione dei consiglieri Riccarand, Ricco e Milanesio, iscritta al punto 47 e concernente la costituzione di parte civile della Regione nel procedimento penale presso il Tribunale di Aosta fissato per l'udienza dell'11 novembre 1992.
Se non ci sono dichiarazioni - e mi sembra che non ce ne possano essere - possiamo senz'altro al voto della mozione.
Chi è favorevole allo spostamento al primo punto all'ordine del giorno dell'oggetto iscritto al punto 47 è pregato di votare "sì", mentre chi è contrario è pregato di votare "no".
Ha chiesto la parola il Consigliere Riccarand; ne ha facoltà.
Riccarand (VA) Siccome c'è stata una interruzione che era stata chiesta dalla maggioranza, prima di votare vorremmo sapere, ma solo a titolo informativo, che cosa è stato deciso.
Presidente Ha chiesto la parola il Presidente della Giunta, Lanivi; ne ha facoltà.
Lanivi (GM) E' stato deciso di accogliere la proposta.
Presidente Se nessuno chiede la parola, pongo in votazione la proposta di inversione dell'ordine del giorno avanzata dal Consigliere Beneforti.
Esito della votazione
Presenti, votanti e favorevoli: 30
Il Consiglio approva all'unanimità
