Resoconto integrale del dibattito dell'aula

Oggetto del Consiglio n. 3825 del 21 ottobre 1992 - Resoconto

OGGETTO N. 3825/IX Costituzione di parte civile della Regione nel procedimento penale presso il Tribunale di Aosta fissato per l'udienza dell'11 novembre 1992. (Reiezione di mozione)

Presidente Do lettura della mozione presentata dai consiglieri Riccarand, Ricco e Milanesio, iscritta al punto 47 dell'ordine del giorno.

Mozione L'11 novembre 1992 si svolgerà, presso il Tribunale di Aosta, il processo nei confronti di Giuliano Follioley, Vittorio Garda e Augusto Rollandin. Follioley, Garda e Rollandin sono accusati di turbativa d'asta in relazione all'appalto per la bonifica della discarica di Quart, a Rollandin è contestato inoltre l'abuso d'ufficio.

La Regione Valle d'Aosta compare nel procedimento come parte lesa in quanto, osserva il Pubblico Ministero, la condotta degli imputati avrebbe provocato "un danno all'Amministrazione regionale della Valle d'Aosta, in quanto lesiva del prestigio, dell'oculatezza e della credibilità dell'Amministrazione regionale".

Sussistendo un potenziale danno per l'Amministrazione regionale appare doveroso che la Regione provveda a tutelare i propri interessi costituendosi come parte civile nel procedimento giudiziario, come del resto è prassi consolidata delle Giunte regionali che si sono fino ad oggi succedute.

Tutto ciò premesso,

il Consiglio regionale della Valle d'Aosta

impegna

la Giunta regionale ad assumere i provvedimenti necessari per la costituzione della Regione come parte civile nel procedimento penale citato in premessa.

Presidente Il Consigliere Riccarand ha chiesto di poter illustrare la mozione; ne ha facoltà.

Riccarand (VA) Dapprima con una interpellanza che aveva dato un risultato interlocutorio e poi con questa mozione che è stata firmata congiuntamente anche dai Gruppi della DC e del PSI, il nostro Gruppo ha chiesto che la Giunta regionale e la Regione Valle d'Aosta si costituiscano formalmente come parte civile nel procedimento penale a carico di Follioley, Garda e del Consigliere Rollandin.

Il motivo di questa richiesta è molto semplice e chiaro. Noi eravamo ormai alla vigilia del processo, ma la Giunta regionale non aveva ancora preso una decisione che ci sembrava inevitabile e soprattutto doverosa.

Il procedimento penale di cui stiamo parlando è infatti una cosa estremamente seria e delicata. Ai tre imputati è contestato il reato di turbativa d'asta, relativamente all'appalto fatto dalla Regione nel giugno del 1988 per la bonifica della discarica di Quart.

All'ex Presidente della Giunta regionale è inoltre contestato anche il reato di abuso d'ufficio, cioè di aver utilizzato la propria carica per portare a buon esito l'aggiudicazione di un appalto, le cui modalità di affidamento - secondo i giudici - sono state truccate nel corso della gara.

Pertanto, qui non ci troviamo di fronte ad un avviso di garanzia, come è già stato ricordato questa mattina, ma ad un rinvio a giudizio che ha un significato molto preciso, perché due giudici hanno svolto un'inchiesta su un determinato episodio e si sono espressi in un modo molto preciso: il giudice che ha svolto le indagini (pubblico ministero) ha formulato un'accusa, poi un altro giudice, quello per le indagini preliminari, ha esaminato la richiesta del pubblico ministero e, sentite le parti in causa, ha ritenuto che ci fossero gli elementi per procedere con un normale rinvio a giudizio.

Ecco quindi che non ci troviamo di fronte ad un'indagine generica, come quella rappresentata da un avviso di garanzia, ma ci troviamo di fronte ad un rinvio a giudizio sulla base di convinzioni di responsabilità o di elementi individuati da due giudici.

Nel procedimento la Regione appare come parte offesa, cioè come parte danneggiata dal comportamento delle persone rinviate a giudizio, perché, come è detto molto chiaramente nell'ordinanza di rinvio a giudizio, quel comportamento avrebbe provocato un grave danno al prestigio, all'oculatezza, alla credibilità ed all'imparzialità dell'Amministrazione regionale.

Di tutto ciò gli uffici giudiziari del Tribunale di Aosta hanno informato la Regione con atti ufficiali parecchi mesi fa. Ciò nonostante - si era ormai a ridosso della data del processo, fissata fin dal mese di marzo - la Giunta non aveva ancora provveduto a costituirsi come parte civile a tutela degli interessi complessivi danneggiati dell'Amministrazione regionale.

La mancata costituzione da parte della Regione sarebbe stata un atto irresponsabile non solo da parte della Giunta, che evidentemente ha delle responsabilità e dei compiti, ma sarebbe stata un atto irresponsabile anche da parte di tutto il Consiglio, che ha il compito di controllare e vigilare su quello che fa o non fa l'esecutivo. Questo è un compito del Consiglio, quindi era doveroso da parte nostra intervenire in una situazione in cui era evidente la difficoltà della Giunta nell'assumere una decisione.

Adesso la Giunta regionale, come ci è stato comunicato dal Presidente, ha deciso di provvedere alla costituzione di parte civile. Noi riteniamo che questa scelta sia positiva ed opportuna, per cui diciamo che sotto questo aspetto formale le cose si stanno aggiustando.

Come ho già detto sia pur rapidamente nel mio precedente intervento, non siamo però d'accordo sul comportamento e sulle scelte della Giunta regionale e della maggioranza relativamente agli atti conseguenti, cioè alle coerenze che ci devono essere tra la costituzione di parte civile, quindi l'azione di tutela degli interessi della regione, ed i conseguenti comportamenti che ne devono derivare.

Se la Regione è parte danneggiata e lesa dai comportamenti di Follioley, di Garda e del Consigliere Rollandin, nello stesso tempo non può mantenere nei confronti di queste persone un atteggiamento come quello tenuto in questi mesi.

Ho già detto prima che è completamente contraddittorio che da una parte ci sia una lite di fatto tra l'Amministrazione regionale e l'impresa Follioley e che nello stesso tempo l'impresa Follioley venga indicata come impresa di fiducia - sottolineo "impresa di fiducia" - della Regione nell'affidamento a trattativa privata di opere ingenti, come quelle del secondo lotto dell'autostrada, che ammontano ad una sessantina di miliardi. Qui c'è una coerenza incomprensibile.

Altrettanto netta è l'incoerenza fra la posizione, il danno potenziale della Regione, la costituzione di parte civile e la presenza in Giunta di un assessore che invece è ritenuto potenzialmente responsabile di un danno all'Amministrazione stessa. Anche qui c'è una palese contraddizione, che mi sembra dimostrare un'incoerenza di comportamento da parte della Giunta regionale.

Non solo, ma esistono delle leggi precise sull'incompatibilità e sull'ineleggibilità alla carica di Consigliere. Sappiamo infatti che una lite pendente fra una persona e l'Amministrazione regionale è motivo di ineleggibilità, per cui non può continuare a ricoprire una carica nella pubblica amministrazione la persona che ha una lite pendente con quella amministrazione.

Ora, qui non solo noi abbiamo una persona che ricopre una carica, ma addirittura una persona che ricopre una carica nell'esecutivo, cioè nella Giunta regionale, organo che deve sostanzialmente assumere tutte le decisioni e le iniziative più importanti.

La realtà è che un rinvio a giudizio per questo tipo di reato contro la pubblica amministrazione non è compatibile in nessun modo, e non da oggi, con la carica di assessore. Noi riteniamo che l'errore più grave sia stato commesso a giugno, quando la situazione era già chiara, perché tutti gli elementi che noi abbiamo oggi a disposizione erano già presenti nel momento in cui si costituì la Giunta del Presidente Lanivi.

Allora si volle ad ogni costo inserire in Giunta l'Assessore Rollandin e mi pare che adesso non si voglia rimediare a quell'errore, ma si voglia mantenere una situazione insostenibile ed incomprensibile.

Queste cose noi le avevamo dette lo scorso mese di giugno, anzi vorrei anche ricordare che proprio la richiesta del Gruppo Verde Alternativo di non prevedere la presenza in Giunta di Rollandin, almeno fino a quando non si fosse chiarita positivamente la sua vicenda giudiziaria, è stata il motivo principale per cui è stata decisa la nostra esclusione dalla Giunta Lanivi e dall'attuale maggioranza regionale.

La conseguenza è però che adesso, proprio per non aver voluto seguire fin dall'inizio una linea coerente e rigorosa, questa Giunta regionale e questa maggioranza si trovano in un mare di guai e di contraddizioni, da cui, a mio avviso, non usciranno certo con l'artificio dell'autosospensione, sul quale tutti ci stiamo interrogando per capire di che si tratti. E' una cosa che non sta in piedi, anche se c'è chi si sforza evidentemente di darle una veste o una certa patina.

Sicuramente, a sentire il servizio fatto ieri dal TG3 della Rai, sembrava un gran bel gesto, un dignitoso mettersi da parte per non intralciare il corso della giustizia, una sorta di encomiabile rinuncia ad un posto di potere in nome del supremo principio dell'imparzialità. Questo è stato sostanzialmente il messaggio propinato a migliaia di ascoltatori e telespettatori valdostani dai servizi giornalistici della Rai.

Questo messaggio è completamente falso e modifica radicalmente la realtà della situazione, perché l'autosospensione è di fatto un inganno, è una cosa che non ha alcun significato giuridico e mira soltanto a mantenere e conservare un assessorato, senza trarre le logiche e dovute conseguenze dall'atto di costituzione di parte civile da parte dell'Amministrazione regionale.

Noi riteniamo che purtroppo questa maggioranza regionale abbia commesso un grave errore proprio nella fase della sua costi-tuzione, proprio nei suoi passi iniziali, perché è partita col piede sbagliato su una questione, come questa, che oggi è più che mai all'attenzione di tutta l'opinione pubblica, perché investe in modo preciso la grande questione morale, che oggi è evidente a tutti.

Su questo terreno e su questi temi non si può giocare a fare della confusione o a tentare di ingannare, cercando di non essere rigorosi e trasparenti.

Su questo terreno la maggioranza che si è costituita a giugno ha cercato di barare con le scelte che ha fatto. Le conseguenze le vediamo oggi e le vedremo man mano che andremo avanti.

Io credo che non servano assolutamente i proclami ed i documenti dei vari partiti sulla questione morale, se poi a tali documenti, che parlano genericamente di tante cose, non seguono scelte concrete, che dimostrino una linearità di comportamento.

Oggi, evidentemente, la questione che stiamo discutendo in questo Consiglio ha una rilevanza centrale rispetto alla questione morale.

Non possiamo dimostrare di essere incerti ed ambigui su questo argomento, perché ciò significherebbe che non vogliamo affrontare un modo diverso di fare politica che rispetti la correttezza dei comportamenti.

L'autosospensione è un pasticcio, che a mio avviso si ritorcerà anche contro questa maggioranza e questa Giunta; purtroppo si ritorcerà anche complessivamente contro il Consiglio regionale, perché, rispetto all'esterno, questa operazione da saltimbanchi farà sì che l'opinione pubblica darà ancora una volta un giudizio negativo sull'istituzione e dirà: "Lì dentro non si capisce più cosa è chiaro e cosa è scuro, tutto è grigio. Non si capisce più come stanno esattamente le cose.

Tutti i concetti sono confusi, non c'è mai certezza di diritto, non c'è mai una posizione chiara...". Agli occhi dell'opinione pubblica scenderemo tutti quanti di un ulteriore gradino nella credibilità già scarsa di cui godiamo. Ecco, io credo che questo sia un fatto negativo.

La mozione, che è stata presentata dal nostro Gruppo insieme ai Gruppi della DC e del PSI, rimane valida nonostante l'impegno politico della Giunta e noi crediamo che essa debba essere votata, perché rappresenta l'impegno di tutto il Consiglio in questa direzione e la conferma di orientamenti già emersi all'interno della Giunta regionale ed anche perché - non nascondiamocelo - la Giunta ieri o l'altro ieri ha deciso di assumere un impegno politico di un certo tipo proprio perché era stata depositata una mozione su cui il Consiglio si sarebbe dovuto esprimere.

Pertanto, noi chiediamo che la mozione sia votata, ma sappiamo anche che, una volta votata la mozione ed una volta avviata la costituzione di parte civile da parte della Regione, rimarrà aperto tutto l'altro capitolo dell'autosospensione, che è un comportamento che non sta in piedi e che noi riteniamo debba essere rivisto al più presto, perché è insostenibile da parte di chi l'ha proposto.

Presidente Ci sono altri presentatori della mozione che intendono illustrarla?

Ha chiesto la parola il Consigliere Milanesio; ne ha facoltà.

Milanesio (PSI) Vorrei aggiungere alcune considerazioni a quelle già svolte molto egregiamente dal Consigliere Riccarand ed intendo fare riferimento ad nuova categoria del pensiero, cioè alla nuova categoria giuridica dell'autosospensione, che si vorrebbe introdurre nell'ordinamento regionale o, meglio, nella costituzione materiale della nostra Regione.

Io affermo - poi cercherò di dimostrarlo - che questa dichiarazione non ha alcun valore giuridico e non ha alcun effetto pratico, quindi è una presa in giro.

Perché non ha nessun valore giuridico? Perché di una carica o si è investiti o non si è investiti. Per meglio intenderci: come si comporterebbe il Presidente della Giunta e come si comporterebbe l'assessore autosospesosi nei confronti di una qualunque pratica amministrativa? Chi relazionerebbe in Giunta? Chi firmerebbe la corrispondenza, gli atti ufficiali dell'Assessorato?

Se non intervengono le dimissioni, il Presidente della Giunta potrebbe rischiare di essere accusato di usurpazione di ufficio o di potere, perché non può esercitare i poteri di un assessore eletto dal Consiglio regionale su sua indicazione e che è in carica perché non ne sono intervenute le dimissioni.

D'altro canto, l'Assessore autosospesosi - ma questa autosospen-sione non ha alcun rilievo giuridico - continua ad essere Assessore, quindi potrebbe incorrere in una omissione d'atti d'ufficio, perché se è assessore, se è stato eletto dal Consiglio e se non si è mai dimesso, tant'è che il Consiglio non ha mai preso atto delle sue dimissioni, egli continua ad essere assessore a tutti gli effetti.

Noi stiamo introducendo una categoria particolare, che mi permetterei di definire "dello zombi politico", del "non assessore" o del "non vivente".

Tutto questo è semplicemente aberrante. Può andar bene in un film o in un romanzo dai colori variopinti, ma nella patria del diritto non trova alcuna collocazione in nessuna legge o regola-mento, così come non trova alcuna collocazione in alcuna costituzione o procedura seguita fino ad oggi dagli organi elettivi a qualunque latitudine, dal Basutoland al popolo delle omre dell'Alaska. In effetti, noi faremmo un'opera di forte contenuto autonomistico, perché inventeremmo una nuova categoria del pensiero giuridico.

Io credo che il Consiglio vorrà risparmiarci questa figuraccia. Noi siamo qui per dire quello che pensiamo e quindi chiedo al Presidente della Giunta che mi illumini su come intenderebbe gestire questa situazione che vede un assessore nella pienezza dei suoi poteri, perché è stato eletto e non si è ancora dimesso. Come si fa a fingere che egli non esista? Non è possibile. Non è possibile praticamente e non è possibile giuridicamente. Allora che cos'è? Torno a ripetere che è un ibrido, uno zombi politico.

Io credo che questa mattina ci sia un certo imbarazzo in Consiglio nel discutere di queste cose. In effetti c'è un certo imbarazzo, ce l'ho anch'io, perché non vorrei che queste prese di posizione venissero scambiate per lotta spietata alla persona, perché la politica è fatta anche di lotte spietate. Io credo alle lotte politiche, ma non credo alle lotte spietate, così come non credo alle lotte contro le persone. Eppure è proprio questo che ora simboleggia la presente situazione per l'istituzione. Che cos'è la democrazia, in primo luogo, se non il rispetto formale e sostanziale delle regole del gioco? In primo luogo è questo, poi può essere tante altre cose, ma se non c'è neanche questo, voi capite che allora vince la legge del più forte e si torna al diritto tribale.

Ecco, io ho l'impressione che stiamo vivendo una vicenda tribale che nulla ha a che fare con il diritto pubblico e con tutte le teorie che sono state elaborate sul diritto pubblico da 2500 anni a questa parte. Questo mi preoccupa moltissimo, intanto perché ritengo che il Consigliere Rollandin sia una persona intelligente, con doti non comuni, e quindi non credo che meriti di fare la figura dello zombi politico.

Questo lo dico soprattutto per lui, perché in questa Regione ne abbiamo già viste di tutti i colori, perché ci sono state cadute e risurrezioni politiche. Non credo che in questo caso sia successo qualcosa di assolutamente irrimediabile, però rispettiamo le regole del gioco. Rispettiamole perché sono fondamentali ed importanti. Ma se questo non avviene, che sospetto può avere il cittadino, ognuno di noi qui oggi?

Scusatemi, ma la vicenda denota una concezione proprietaria degli incarichi di governo. Gli incarichi di governo li dà il Consiglio, la maggioranza del Consiglio ed è al Consiglio che devono essere rimessi, oppure non li si rimettono per niente, ma non ci si può autosospendere, perché si tratta di una figura assolutamente inesistente, a meno che uno abbia la presunzione di considerarsi re, cioè in poche parole il popolo, per cui decide da sé quello che deve fare e si autosospende. Questo vale per il Consiglio regionale.

In questi mesi e soprattutto in quest'ultimo periodo abbiamo sentito e sentiamo molte polemiche, che sovente possiamo leggere anche sul giornale dell'Union Valdôtaine contro la partitocrazia, contro la degenerazione tutta italiana o italiota della partitocrazia, contro i bizantinismi della partitocrazia... In effetti, se le cose stanno come stanno, è perché ci sono stati troppi bizantinismi, c'è stata troppa partitocrazia, c'è stata una degenerazione del costume. Ma voi credete che questo tipo di comportamento sia lineare?

Caro Presidente Lanivi, tu sei cristiano ed evangelico. Ebbene, se non vado errato, il Vangelo dice: "Il vostro linguaggio sia sì per sì e no per no". Io sono anche convinto che il percorso più breve tra due punti sia una linea retta, ma oggi si va teorizzando un percorso a zig-zag.

Io credo - l'ho già detto prima, ma insisto - che noi siamo di fronte a due soluzioni possibili.

Una è quella di dire: "La Giunta, per le ragioni che motiverà, decide di non costituirsi parte civile". E' una decisione che noi contrasteremmo, forse anche duramente, con vari interventi in Consiglio, ma alla fine ne prenderemmo atto e tutto finirebbe lì. Certo, magari poi andremmo a spiegare alla stampa e all'opinione pubblica perché noi ritenevamo che si dovesse fare il contrario, ma questa sarebbe la democrazia, noi non ci indigneremmo per un comportamento di questo tipo della Giunta regionale.

Ma quando la Giunta regionale ci viene a dire: "Abbiamo deciso di costituirci parte civile", ma poi non fa seguire gli atti conseguenti, voi capite bene che siamo costretti ad indignarci, perché vuol dire che qui non c'è la linearità, la sobrietà e la correttezza, ma non c'è neanche il buonsenso.

Non siamo qui per condurre una battaglia politica perché crediamo che se il Consigliere Rollandin fa l'assessore la Giunta duri e se non fa l'assessore la Giunta cada. Noi abbiamo l'impressione che non sia questo il problema, però non possiamo sottacere la nostra responsabilità di consiglieri nel rispettare le regole del gioco e nel farle rispettare all'intero Consiglio ed alla Giunta regionale.

Abbiamo già detto che, per quello che ci riguarda, non ci stupiremmo se l'Assessore Rollandin si dimettesse e se il Presidente della Giunta decidesse di assumere l'interim dell'Assessorato, perché è una decisione che ricade nella sfera di competenza della maggioranza. Certamente potrebbe essere discussa in Consiglio, ma non scandalizzerebbe nessuno, perché rientra nella sfera di discrezionalità del governo. Noi rispet-teremmo una scelta di questo tipo.

Però non si mettano in imbarazzo i consiglieri, né quelli di maggioranza né quelli di opposizione, sostenendo tesi in cui nessuno crede, cosa che vedo dai volti imbarazzati. Non voglio muovere attacchi a nessuno, non voglio dire che ci sono delle facce di "palta", anzi me ne guardo bene, ma è forse giusto porre il Consiglio in questa impasse?

Non lo so, ma secondo me non è giusto, non è utile e non è neanche intelligente, perché alla fine del tunnel, a cui ha fatto cenno il Consigliere Riccarand, ci sono due possibili soluzioni. Una è quella del proscioglimento, dell'assoluzione, che noi - sia ben chiaro - gli auguriamo. L'altra è quella della condanna ed allora il tunnel si prolungherebbe, perché non sarebbe una condanna definitiva.

Ma che cosa può spostare nell'opinione dei giudici il fatto che oggi Rollandin sia o non sia assessore? Secondo me, niente, anzi forse il discorso dell'autosospensione gli può nuocere, perché i giudici, che di diritto se ne intendono, sanno benissimo che è una burla.

Non ho molto altro da dire. Vorrei solo fare riferimento al buonsenso del Consiglio, al senso di responsabilità di tutti ed anche all'intelligenza, alle capacità ed alle doti non comuni dell'Assessore Rollandin, che io gli riconosco. Ribadisco che non siamo qui per muovere guerra a nessuno, ma per condurre una battaglia politica in cui crediamo e che avremmo condotto lo stesso anche se al posto dell'Assessore Rollandin ci fosse un altro, perché non riteniamo corretto questo modo di procedere, anzi lo riteniamo un po' irridente sia verso la gente, quindi verso l'opinione pubblica, sia verso questo Consiglio.

Presidente Ha chiesto la parola il Consigliere Ricco; ne ha facoltà.

Ricco (DC) Aggiungo solo poche riflessioni all'illustrazione della mozione fatta dai colleghi.

Abbiamo presentato la mozione per sollecitare la Giunta regionale ad adottare il provvedimento di costituzione di parte civile presso il Tribunale di Aosta nel processo che entro breve tempo verrà celebrato contro l'Assessore all'agricoltura, accusato di turbativa d'asta e di abuso in atti d'ufficio.

E' vero che la costituzione di parte civile, da parte della Giunta regionale, non è un atto obbligatorio, ma discrezionale. Personalmente penso però che la Giunta regionale avrebbe dovuto sentire il dovere di costituirsi parte civile per tutelare gli interessi della Regione, probabilmente compromessi dall'operato dell'ex Presidente della Giunta regionale.

Inoltre, poiché non siamo di fronte ad un avviso di garanzia, ma ad un rinvio a giudizio, la Regione non può far finta di niente, ma deve agire nei confronti di chi è stato colpito dal rinvio a giudizio. In casi analoghi, sono state prese le misure che noi oggi auspichiamo.

Come dicevo questa mattina, viviamo in tempi in cui noi, uomini politici, siamo nel mirino della pubblica opinione e pertanto dobbiamo essere sempre coerenti con noi stessi e con quello che abbiamo detto in passato. Parlando di tempi passati, voglio ricordare il limpido esempio dell'Assessore al turismo Borbey, il quale, raggiunto da un man-dato di comparizione, si dimise dall'incarico di assessore, pur sa-pendo di non aver commesso alcun reato ed infatti fu poi assolto.

Analogo comportamento chiedo all'Assessore Rollandin, fiducioso nella giustizia e nella sua non colpevolezza.

Presidente Nel dichiarare aperta la discussione generale sulla mozione, ricordo che i tempi degli interventi sono quelli previsti dal Regolamento.

Ha chiesto la parola il Consigliere Bondaz; ne ha facoltà.

Bondaz (DC) Io mi aspettavo che qualcuno della maggioranza aprisse bocca, perché questo silenzio, a mio giudizio, è colposo - non voglio dire doloso - perché il dialogo ed il confronto in Consiglio regionale devono partire da ipotesi di valutazione diverse.

Questo silenzio mi preoccupa e come Consigliere regionale e come cittadino, perché dimostra che in questo Consiglio si ha paura a parlare di certi argomenti oppure si è preoccupati di dover dire cose non sentite e non condivise.

Per abito mentale sono abituato a pensare che quando uno è imputato non è colpevole, perché il diritto penale italiano dà una chiara valutazione del concetto: "in dubio pro reo" (nel dubbio, a favore dell'imputato), grazie al quale l'imputato non è condannato né assolto, ma è considerato in una specie di limbo.

Fatte queste doverose premesse, aggiungo ancora che sono rimasto particolarmente mortificato ed anche preoccupato per il servizio trasmesso ieri alle 14,00 dal TG3. Non era mai successo in Valle d'Aosta e forse neanche in altri posti d'Italia.

Capisco che si è sempre amici dei potenti e che si deve avere un certo riguardo per le istituzioni, ma non avevo mai visto condurre un telegiornale come quello di ieri, permettendo a qualcuno di autogestirsi un telegiornale pubblico. "Autogestione" è una parola che ho sentito riferire molto spesso a tante cose. Comunque io sono rimasto mortificato come cittadino e come Consigliere regionale e sicuramente il nostro Gruppo muoverà gli opportuni passi per evitare che cose di questo genere si abbiano più a ripetere nei confronti di chiunque.

Molti consiglieri intervenuti prima di me si sono chiesti in modo pertinente che cos'è l'autosospensione. Io potrei dire che l'autoso-spensione è nata da tempo, anzi potrei addirittura proporre l'au-torigetto, visto che qui si crea diritto amministrativo tutti i momenti.

Come l'Assessore Rollandin, o chi per lui, si autosospende, così il Consigliere Bondaz può dire: "Io autorigetto l'Assessore attualmente in carica". Credo però che ciò sarebbe sciocco, perché non avrebbe alcuna rilevanza giuridica, non dico dal punto di vista penale, ma da quello amministrativo.

A mio giudizio, proprio per una certa coerenza con i princìpi sempre caparbiamente sostenuti dal Presidente della Giunta ed anche se spesso non ci siamo trovati sulla stessa posizione, sarebbe stato preferibile seguire il princìpio della trasparenza di questa Amministrazione, che abbiamo sentito ripetere a iosa.

Signor Presidente, dov'è qui la trasparenza? Sarei stato molto più contento se la Giunta e l'Assessore Rollandin avessero detto: "Poiché l'Assessore Rollandin ritiene di essere innocente in merito a quanto è chiamato a rispondere davanti ai giudici, la Giunta decide di tutelarlo in tutti i modi, non costituendosi parte civile". Sarebbe stata una decisione politica contestabile e criticabile, ma almeno sicuramente trasparente.

Ma non si può venirci a dire oggi che la Giunta si è riunita ed ha individuato la possibilità o la volontà di costituirsi parte civile, cosa che però, stando alle parole del Presidente, non è ancora avvenuta, perché verrebbe fatta in un secondo momento, e si aggiunge poi che l'Assessore Rollandin ha ritenuto di autosospendersi.

Dopo aver sentito quanto è stato detto alla televisione, noi avremmo gradito che l'Assessore Rollandin si sedesse tra i consiglieri, invece lo vediamo ancora assiso nei banchi della Giunta, perché egli ha detto, coerentemente con quello che è stato annunciato alla televisione e con quello che è stato scritto sui giornali, egli ha detto che si sarebbe autosospeso qualche giorno prima del processo.

Di questo io prendo atto. E' una sua valutazione che però io non condivido, perché non esiste l'istituto dell'autosospensione. Tuttavia io rispetto sempre le opinioni degli altri.

Ma signor Presidente, se per caso il processo dovesse rinviato, cosa abbastanza probabile specie nelle prime fasi del dibattimento, che cosa farà a quel punto la Giunta? Si costituirà lo stesso parte civile? L'Assessore si autosospenderà ugualmente oppure dirà: "Io ho detto che mi sarei sospeso solo qualche giorno prima del processo, ma siccome il processo è stato rinviato io non mi sospendo più"? Queste sono domande oggettive e non hanno nulla di capzioso, ma nascono dalla conoscenza delle lunghe procedure della magistratura.

Il mio capogruppo ha detto che la costituzione di parte civile non è un atto obbligatorio. E' verissimo. Qui però non ci troviamo di fronte ad un atto giuridico, ma ad un atto politico, cioè la Giunta prende in esame una situazione che si è venuta a creare e decide o quantomeno deciderà di costituirsi parte civile.

Per il momento infatti si tratta solo di un'informazione al Consiglio, perché il Presidente della Giunta ha precisato che si deve ancora individuare l'avvocato..., per cui la delibera di costituzione di parte civile non è ancora stata fatta.

Noi prendiamo atto di questo giudizio politico, tuttavia dobbiamo altresì prendere atto che la Giunta ha deciso in via preventiva di costituirsi parte civile, mentre in Giunta è ancora presente un assessore contro il quale la stessa Giunta si costituirà parte civile.

Allora io mi chiedo se gli atti che la Giunta adotterà saranno legittimi. L'Assessore Rollandin non parteciperà mai alle riunioni di Giunta? La cosa è possibile e fattibile, ma allora tanto vale che dia le dimissioni, così la Giunta può nominare un nuovo assessore oppure il Presidente può assumere l'interim in attesa dell'assoluzione dell'Assessore Rollandin e tutto finirebbe lì, anche perché non ho motivi personali per pensare con "goduria" che egli sia condannato. La cosa non mi interessa, perché non è un fatto personale, ma politico. Comunque bisogna essere chiari.

Dov'è la trasparenza, signor Presidente? Non è che può continuare a venirci a dire: "Noi siamo trasparenti" se poi in realtà non fate nulla di trasparente. Non è trasparenza dire: "L'Assessore si autosospende... Ci costituiremo parte civile, anche se non so né come né quando". Lei ha detto queste parole ed il Consiglio ne è venuto a conoscenza.

Ecco, io ho portato alcuni elementi di discussione amministrativa e politica. Non c'è nulla di personale, perché non avrebbe alcun senso fare disquisizioni di carattere personale, ma, Signor Presidente, ci aspettavamo che, dopo l'illustrazione dei tre relatori, lei o chi per lei facesse al Consiglio una valutazione chiara della quale si sarebbe anche potuto prendere atto, anche perché non siamo qui per fare il processo alle intenzioni.

Questo silenzio, però, a mio giudizio è colposo, perché è il silenzio di chi non sa che dire, è il silenzio di chi non vuole parlare perché altrimenti direbbe forse cose pressoché identiche a quelle che sto dicendo io.

Dov'è andato a finire il discorso del PDS, che nei manifesti esposti in tutte le piazze dice: "Il nuovo sistema di credibilità del PDS vuole che tutti quelli che sono nei consigli di amministrazione delle varie società si devono dimettere..."?

Ma signori del PDS, visto che siete entrati a far parte di una Giunta nella quale avete più fiducia ed in cui, a quanto pare, c'è più trasparenza o vitalità, se volete dare maggior concretezza e credibilità alle vostre idee, che sono giuste e magari anche condivisibili, per essere conseguenti ai vostri deliberati dovreste pretendere per prima cosa le dimissioni di chi siede in Giunta e rappresenta il Governo della Regione, non fosse altro perché voi le chiedete addirittura per i membri di consigli di amministrazione. Ecco da dove nascono le contraddizioni e l'assenza di trasparenza da parte di tutti.

Detto questo, voglio concludere, anche perché non ritengo opportuno dilungarmi troppo su problemi di questo genere, anche se importanti.

Il Consigliere Ricco ha ricordato alcuni esempi di dimissioni, ma ve ne sono stati anche altri ed io ricordo quelle rassegnate a suo tempo, e per le stesse ragioni, dall'allora Assessore Pollicini.

Signori miei, cerchiamo di dare una certa linearità ai lavori istituzionali della nostra Regione e del nostro Consiglio, perché ognuno di noi è libero di fare quello che vuole, ma non è certamente libero di distruggere la Valle d'Aosta e le sue istituzioni

Presidente Ha chiesto la parola il Consigliere Aloisi; ne ha facoltà.

Aloisi (PSI) E' molto preoccupante il silenzio delle forze politiche di maggioranza su questa mozione e su questo argomento. E' preoccupante perché, nonostante tutti i nostri interventi, non riusciamo a conoscere il giudizio e soprattutto il parere politico delle forze che compongono questa maggioranza di governo.

Io mi chiedo dov'è finito Guido Grimod, il segretario dell'Union Valdôtaine, che dall'alto del suo scranno inveiva contro la partitocrazia romana e contro i partiti romani sulla degenerazione partitica e sulla questione morale. Adesso non lo sentiamo più, non dice più nulla, perché il movimento di maggioranza relativa in Valle d'Aosta è sistematicamente coinvolto in questioni scandalistiche ed in processi giudiziari. E allora? Che forse la Valle d'Aosta è esente da questa drammatica realtà che sta coinvolgendo tutta la nazione? Credo invece che a questo punto siamo forse peggiori degli altri.

Dov'è il PDS, che, come ha detto prima il Consigliere Bondaz, ha voluto portare avanti un discorso diverso ed incentrare il cambio di maggioranza sulla necessità di una maggiore trasparenza? Dov'è il PDS di fronte a questo problema politico di enorme rilevanza che riguarda soprattutto la questione morale, che in questo momento deve essere messa al di sopra di tutto?

Dov'è il PDS, che non parla e non ha il coraggio di parlare? Se avesse il coraggio di dire qualcosa, se fosse coerente con le proprie posizioni politiche e soprattutto se fosse coerente con le dichiarazioni del suo segretario politico e dei suoi maggiori esponenti politici, in questo momento si dovrebbe solo dissociare da questa maggioranza.

Questo però non è avvenuto. Il dibattito non è ancora terminato ed io mi auguro che ci sia almeno qualche intervento, perché siamo molto curiosi di sapere e conoscere il loro parere, così come siamo curiosi di conoscere anche parere di altre forze politiche che compongono questa maggioranza.

Sia ben chiaro che noi non abbiamo nulla contro il collega ed Assessore Rollandin, perché questo dibattito è prettamente politico. Noi non lo vogliamo condannare prima che il Tribunale abbia emesso il suo giudizio, però la questione morale viene prima di tutto e ci insegna che ci vuole soprattutto trasparenza, come voi del resto ci dite sempre, ma non mettete in pratica.

Ricordo brevemente alcune piccole realtà della nostra Regione, perché è da anni che viviamo tra gli scandali: prima lo scandalo del Casinò, poi quello dell'Anas, che ha coinvolto Giuliano Follioley, il maggiore imprenditore locale con un giro di affari di circa duecento miliardi all'anno, che è coinvolto in quest'ultimo scandalo insieme all'Assessore Rollandin ed infatti dovranno comparire in Tribunale, come ha già ricordato il collega Riccarand, con delle accuse pesanti, perché siamo in presenza di un rinvio a giudizio.

Signor Presidente, mi rivolgo a lei, perché ha iniziato il suo mandato di Presidente della Giunta manifestando una volontà di trasparenza e di moralità, cui noi crediamo e che non mettiamo in discussione. Però questo atteggiamento di fronte alle accuse di turbativa d'asta e d'interesse privato dimostra esattamente il contrario.

Noi vorremmo poter dire che le sue intenzioni di allora sono le stesse che pone in essere soprattutto nei confronti della popolazione, perché - ripeto - non serve predicare bene, ma razzolare male.

Tuttavia, al di là dell'aspetto morale, che deve essere posto al di sopra di tutto, vedo che qui si fanno orecchie da mercante, perché non si vuole intendere che oggi ci troviamo di fronte ad una grave situazione di incompatibilità dal momento che un assessore continua a rimanere al suo posto mentre la Giunta di cui fa parte, che ci auguriamo accetti la mozione presentata dai Gruppi della DC, del PSI e dei Verdi Alternativi, si costituisce parte civile contro di lui. Caro Presidente, tutto ciò è ridicolo, non e non si verifica da nessuna altra parte. Ci vuole almeno il pudore di dire: "Caro Assessore, mettiti da parte e dacci la possibilità di chiarire tutta la vicenda".

Se poi da questa vicenda l'Assessore Rollandin uscirà sollevato, tranquillo ed assolto, come noi gli auguriamo, saremo noi i primi a riconoscergli il suo giusto diritto di riottenere l'incarico di assessore. Fino ad allora, però, deve mettersi da parte, perché è inconcepibile la situazione anomala che vede un assessore far parte di una Giunta regionale che si costituisce parte civile contro di lui per avere arrecato danno alla pubblica amministrazione.

Ma stiamo diventando matti? Ci rendiamo conto della gravità di questa situazione e del fatto che diventiamo ridicoli agli occhi di tutta la pubblica opinione?

Io vorrei delle risposte dal PDS e dalle altre forze politiche, ma soprattutto dall'Union Valdôtaine, che parla sempre di Stato partitocratico, di degenerazione romana... E che cos'è questa, se non degenerazione valdostana?

Vediamo ora il senso dell'autosospensione. I colleghi che mi hanno preceduto hanno già ricordato che l'autosospensione è una presa in giro nei confronti del Consiglio e della pubblica opinione, perché non significa niente. Coerenza e moralità avrebbero voluto che l'Assessore Rollandin rimettesse il suo mandato in attesa dei chiarimenti della magistratura. Invece egli si è autosospeso e continua a rimanere al suo posto e a fare l'Assessore.

Tra i prossimi argomenti all'ordine del giorno ci sono anche mozioni e interpellanze cui dovrà rispondere l'Assessore all'agricoltura. Come si concilia tutto ciò, visto che adesso discutiamo di moralità e di moralizzazione della vita politica e poi dovremo ascoltare le risposte di un assessore che è coinvolto in vicende giudiziarie? C'è troppa incongruenza. Tutto ciò è assurdo.

Costituzione di parte civile. Io mi auguro che oltre alla volontà manifestata dal Presidente della Giunta, ci sia effettivamente questa costituzione di parte civile, anche perché in altre occasioni, sotto la Presidenza dell'attuale Assessore Rollandin, l'Amministrazione regionale non ha avuto dubbi nel costituirsi parte civile contro i controllori regionali, i quali, benché fosse risaputo da tutti che erano innocenti, hanno dovuto patire anche la galera per la viltà dei partiti politici e di alcuni loro esponenti.

Tutti noi sapevamo che erano innocenti, ma l'Amministrazione non ha avuto dubbi nel costituirsi parte civile contro di loro.

Adesso, invece, si tentenna, si dice e non si dice, si aspetta l'undici per vedere se ci sarà o meno un rinvio. E' questa la moralizzazione?

Oggi bisogna avere oggi il coraggio di dire: "Vogliamo trasparenza, vogliamo chiarezza...". Bisogna che l'Amministrazione regionale ed il Consiglio regionale accettino l'invito dell'opposizione a costituirsi parte civile, per dare una risposta chiara e precisa alla pubblica opinione, per dimostrare che noi, anche se marci come tutto il resto dell'Italia, abbiamo almeno il coraggio di fare chiarezza.

Noi non viviamo in un'isola felice, perché abbiamo un passato di scandali che fa inorridire e non so cosa potrà succedere il giorno in cui un altro Di Pietro arriverà qui in Valle d'Aosta. Ecco perché questo mio breve intervento è rivolto innanzitutto alla questione morale, ma tende anche a sensibilizzare le forze di maggioranza su questi problemi, su queste incongruenze e su queste situazioni anomale che non stanno né in cielo, né in terra.

Sono curioso di sentire cosa ha da dire l'Assessore Mafrica su questo problema, visto che egli era Assessore anche nella Giunta precedente che aveva accusato di immobilismo, di scarsa trasparenza e chiarezza. Dov'è adesso la trasparenza di questa Giunta? Abbia almeno il coraggio di far sentire la sua voce di membro della maggioranza e della Giunta, per imporre certe scelte di moralizzazione, altrimenti che ci sta a fare in Giunta?

Ci sta solo per occupare una sedia assessorile? Se così è, crolla tutto quanto è stato detto ed ancora viene detto dai segretari del suo partito e dal suo partito.

Dovete avere il coraggio morale di dissociarvi o di fare delle scelte precise per condizionare questa maggioranza e questa Giunta e costringerle a compiere scelte chiare. Solo allora sarete credibili, ma non lo sarete di certo fino a quando rimarrete muti, immobili ed insensibili ai continui richiami dell'opposizione.

Il mio intervento vuole solo evidenziare la questione morale. Poiché ho fiducia nel Presidente della Giunta, per il suo passato e per la sua sensibilità, per i suoi impegni e soprattutto per quelli presi nei confronti del Consiglio e della pubblica opinione, credo in quello che ha detto, ma questa è l'occasione di dimostrare effettivamente la volontà di andare avanti nel cambiamento, nella moralizzazione e nella trasparenza.

Se questo non avverrà, allora, signor Presidente e colleghi della Giunta, anche di voi si potrà dire, come di tutti gli altri, che parlate a vanvera, perché predicate bene, ma razzolate male.

Presidente Ha chiesto la parola il Consigliere Beneforti; ne ha facoltà.

Beneforti (DC) Chiedo che la Giunta e la maggioranza diano almeno una prima risposta agli interventi sin qui fatti. Del resto si fa sempre così quando si discutono mozioni, così che poi possiamo nuovamente intervenire in sede di replica.

Presidente Nessuno chiede la parola?... Io sto pungolando, ma non posso fare di più... Posso dichiarare chiusa la discussione generale?

Il Consigliere Milanesio ha chiesto la parola per il suo secondo intervento; ne ha facoltà.

Milanesio (PSI) Rinuncio. Parlerò in sede di dichiarazione di voto.

Presidente Se nessuno chiede la parola, dichiaro chiusa la discussione generale.

Ha chiesto la parola il Presidente della Giunta, Lanivi; ne ha facoltà.

Lanivi (GM) Comincerò tentando di giustificare l'andamento un po' strano di questa discussione.

La verità è che, con l'inversione dell'ordine dell'ordine del giorno, le dichiarazioni fatte dal sottoscritto in sede di comunicazioni si sono praticamente sovrapposte ed hanno anticipatamente risposto alle dichiarazioni ed alle domande emerse in sede di discussione sulla mozione.

Comunque, non intendo entrare nel merito e neppure esprimere giudizi su gran parte delle considerazioni fatte, perché si tratta di valutazioni politiche o di giudizi su una nostra scelta che era già stata illustrata in sede di comunicazioni.

Se si vuol sapere se la Giunta regionale si costituirà o meno parte civile nel processo dell'11 novembre, che coinvolge l'Assessore Rollandin, devo dire che la risposta a questa domanda è già stata data, perché la decisione politica è già stata assunta. Questo dato non può essere messo in discussione: la scelta politica c'è già stata presa. In merito ad alcune osservazioni, devo anche precisare che tale scelta politica non è riferita ad alcun interesse particolare.

Qualcuno ha ricordato che non si tratta di una scelta obbligata, ma discrezionale. Ebbene, noi l'abbiamo intesa come possibilità per la Giunta di effettuare una valutazione che andasse oltre il discorso politico circoscritto alle sole forze politiche presenti in Consiglio per investire un interesse più generale.

Questa scelta politica è stata commisurata e riferita al momento attuale e quindi si è ritenuto politicamente opportuno che in questo momento la Giunta utilizzasse la sua discrezionalità per costituirsi parte civile nel processo di cui ho detto.

Questa scelta è già stata effettuata e si tradurrà in modo coerente negli atti successivi. Tanto per intenderci, ciò avverrà prima che si celebri il processo.

Per essere ancora più chiari, il Consiglio regionale è a conoscenza che l'atto è già stato assunto dalla Giunta regionale. Pertanto, non si può parlare di una chiacchierata intorno ad un tavolo, ma si deve parlare di un atto della Giunta regionale.

In merito si possono fare tutte le considerazioni possibili, ma occorre rispettare il nostro ruolo e non invadere o non prevedere esiti che la magistratura è chiamata ad esprimere nella sua piena autonomia. Quindi, non possiamo, né in un senso né nell'altro, formulare ipotesi che, se anche fatte, non intaccano minimamente l'autonoma decisione della magistratura.

In merito credo di dover fare una considerazione personale di grande preoccupazione, anche se si tratta di una preoccupazione che va ben oltre la mia persona, perché è sentita da molti.

Viviamo sicuramente in un momento tormentato della vita della nostra piccola Regione, non solo per queste vicende, ma anche perché, per fatti che superano la nostra dimensione regionale e coinvolgono in un modo inconsueto, non rapportabile a nessuno di quelli che hanno caratterizzato la storia del secondo dopoguerra, realtà ben più grandi della nostra, in essa si sono concentrati in brevissimo tempo molti problemi, alcuni dei quali discendono dall'esperienza di questa stessa terra, ma altri, specie quelli più grandi, sono la diretta conseguenza di situazioni e trasformazioni più ampie delle nostre.

Questa considerazione deve essere tenuta costantemente presente nelle scelte che si fanno in ogni settore. Ecco quindi che si profilano momenti molto difficili e preoccupanti. Nell'assumere certe responsabilità ho cercato di tenere presenti tutti questi problemi, ma ve ne sono anche altri di tipo economico e di equilibrio sociale.

In proposito voglio fare un riferimento specifico. Più volte è stato tirato in ballo il nome di Follioley e si è alluso in modo forse subdolo a possibili collusioni o tentativi di favorire certe aziende o persone.

Tengo qui a precisare - e sono pronto ad assumermene la più completa responsabilità - che io ho sempre cercato di operare nella maniera più trasparente, rendendo pubblico il mio comportamento.

Non sta a me giudicare se sia stato giusto o sbagliato, ma in chi vi parla c'è stata e c'è la preoccupazione di guardare non solo a questi problemi, ma anche alle conseguenze, a ciò che si può profilare in un settore importante della vita economica del paese e nei suoi risvolti occupazionali e non credo che questa preoccupazione sia solo mia.

Ovviamente questa considerazione non vuole essere una giustificazione per le scelte che ho fatto, ma vuole solo far presente la complessità dei problemi in un momento così difficile della vita della nostra Regione.

Forse sto procedendo in un modo un po' disordinato, ma voglio ribadire la linea di comportamento tenuta di fronte ad una certa situazione, che sappiamo profilarsi con grande difficoltà, e la chiarezza della decisione assunta. Il governo regionale e la maggioranza regionale hanno deciso di costituirsi parte civile in questo processo. Questo è il primo punto.

Veniamo ora al secondo punto, che riguarda l'interessato e la scelta che egli intende operare di fronte a questa situazione.

Non voglio entrare nel merito di quella trasmissione televisiva, che ha infastidito qualcuno ma che io non ho visto.

L'autosospensione io la interpreto come la decisione di un responsabile di Giunta che, in attesa di un processo che si svolgerà tra poche settimane, sceglie di farsi da parte. E' chiaro che andranno fatte delle verifiche di tipo tecnico, però il senso politico di questa posizione è che si tratti della scelta di una persona che, in attesa del processo, si fa da parte.

Il Consigliere Bondaz ha posto degli interrogativi: "Se il processo venisse rinviato? Se io processo desse certi risultati o altri?". Al momento opportuno faremo le nostre valutazioni.

Al momento a me pare che ambedue le scelte di tipo politico, discutibili come ogni scelta, siano chiare. Non è vero che non sono chiare. Certamente sono discutibili ed opinabili, ma sono chiare. Siamo in presenza di una costituzione di parte civile e di un assessore che si fa da parte dal momento in cui la Regione si costituisce parte civile nel processo.

Presidente Il Consigliere Milanesio ha chiesto la parola per dichiarazione di voto; ne ha facoltà.

Milanesio (PSI) Prima avevo rinunciato ad intervenire, perché volevo ascoltare le spiegazioni, le determinazioni o le indicazioni del Presidente della Giunta. Mi sarei aspettato anche altri interventi ed altre prese di posizione, ma ho capito che da un po' di tempo a questa parte, specie su certi argomenti, questo è diventato un Consiglio di lingue mozzate. Non è che questo ci faccia sperare bene sull'avvenire della nostra democrazia e sul confronto tra le varie forze politiche.

Lo sottolineiamo come un fatto estremamente preoccupante, perché mi sembra strano che su questo argomento nessuno, tranne i consiglieri dell'opposizione, abbia qualcosa da dire. Mi sembra strano che la replica del Presidente della Giunta possa accontentare tutti ed infatti non ci accontenta proprio per niente. Oggi il Presidente Lanivi è riuscito persino a superare se stesso.

Noi vediamo un Presidente della Giunta sempre molto ecumenico e disponibile ad ascoltare tutti, ma sempre molto impedito nel fare delle scelte, nell'assumere delle decisioni e nel rispondere con il linguaggio evangelico ("Il sì sia sì ed il no sia no"). Qui c'è sempre un "vedremo", qui c'è sempre un rinvio. Mi sembra che il Presidente Lanivi stia concorrendo per il posto di ruolo, che dovremmo istituire nella nostra Regione, di imbalsamatore del nulla. Credo che abbia tutti i titoli per concorrere, senza neppure la preoccupazione di dover sostenere un esame.

Purtroppo in questa seduta abbiamo capito che oltre ad esserci l'autosospensione di Rollandin dalla carica di assessore, c'è anche di fatto un'autosospensione del Presidente della Giunta dall'incarico di Presidente della Giunta. C'è anche un'autosospensione del Consiglio dal diritto-dovere di prendere la parola sugli argomenti spinosi. Mi sembra che stiamo diventando un popolo di zombi. Grazie.

Presidente Il Consigliere Ricco ha chiesto la parola per dichiarazioni di voto; ne ha facoltà.

Ricco (DC) E' inutile dire che voteremo a favore della mozione, non solo per tutto quello che abbiamo detto e per quello che non è stato detto, ma anche per ricordare ai cittadini e alla pubblica opinione la seguente massima di S. Agostino: "Anche quelli che esercitano il comando non fanno in realtà che prestare un servizio a coloro che sembrano comandare. Essi, infatti, non comandano per cupidigia di dominio, ma per dovere di fare del bene agli uomini non per orgoglio di primeggiare, ma per amore di provvedere".

Presidente Il Consigliere Riccarand ha chiesto la parola per dichiarazioni di voto; ne ha facoltà.

Riccarand (VA) In realtà l'intervento del Presidente della Giunta non ha aggiunto nulla a quello che già sapevamo e a ciò che era stato detto in sede di comunicazioni all'inizio della seduta. Credo che le domande sui vari aspetti della vicenda non abbiano avuto una risposta sostanziale, per cui lo stato di confusione rimane quantomai notevole.

In pratica noi abbiamo solo una dichiarazione d'intenti, una dichiarazione politica di costituirci, come Regione, parte civile nel procedimento penale, che non sappiamo quando scatterà. L'autosospensione è una cosa che non sta in piedi e comunque non si capisce quando scatterà, per quanto tempo e con quali modalità. Siamo quindi nella più totale confusione.

Noi non siamo affatto soddisfatti delle risposte del Presidente della Giunta e ci spiace che non si sia voluta imboccare una strada lineare per risolvere questo problema molto delicato. L'unica cosa positiva è che quantomeno l'iniziativa della mozione ha costretto l'Amministrazione a mettere un punto fermo e a precisare che ci sarà la costituzione di parte civile. Per tutto il resto, invece, staremo a vedere.

Io credo che la maggioranza e la Giunta non possono credere che tutto finisca qui: questo sarà un terreno di confronto su cui man mano che andremo avanti vi troverete sempre più in difficoltà e quindi rimpiangerete di aver commesso l'errore di giugno e l'errore che state ripetendo oggi non assumendo in merito una posizione lineare.

Presidente Il Consigliere Beneforti ha chiesto la parola per dichiarazioni di voto; ne ha facoltà.

Beneforti (DC) Faccio una dichiarazione di voto, ma premetto subito che le considerazioni sono rivolte alla Giunta nel suo insieme. Ritengo infatti che in questo momento possa essere messa da parte la questione della persona interessata al problema, perché il problema concerne il tra il Consiglio e la Giunta nel suo insieme.

Ho qui con me gli appunti di quando fu eletta questa Giunta ed anche quelli di una successiva adunanza del Consiglio, in cui il Presidente Lanivi fece alcune dichiarazioni politiche.

Egli diceva: "Siamo in un momento particolare e difficile, ci vogliono lun-gimiranza, senso di responsabilità, buonsenso, onestà ed umiltà".

Se andate a rileggere la trascrizione della registrazione del discorso del Presidente Lanivi, vi troverete sicuramente queste affermazioni. Oggi, invece, il Presidente della Giunta dimentica quello che ha detto allora in questa sede e cammina in tutt'altra direzione.

Anche se è già stato ricordato da altri colleghi, ricordo che qualcuno fu convinto a rassegnare le dimissioni nella vicenda del Casinò e allora c'era soltanto una comunicazione giudiziaria. Si trattava di Pollicini, Borbey, Chabod ed altri, che abbandonarono l'Assessorato soltanto per aver ricevuto una comunicazione giudiziaria e seppero di essere stati assolti dopo sette anni, perché tanto durò il processo.

Qui, di fronte ad un rinvio a giudizio, la Giunta non solo non prende una posizione decisiva, ma rinvia il discorso dicendo: "Noi ci impegniamo a deliberare la costituzione di parte civile"...

Lo so anch'io che per costituirsi parte civile basta che l'avvocato si presenti un minuto prima che inizi il processo e dica: "Io mi costituisco parte civile", perché dopo non lo si può più fare. Così facendo resta la più ampia libertà di manovra, fino all'inizio del processo.

Signori, ma non sarebbe stato forse più dignitoso per tutti che la Giunta si fosse presentata oggi in Consiglio dichiarando di aver già deliberato la costituzione di parte civile? Così si sarebbe data una risposta più chiara e trasparente all'esterno.

Oggi i giornali nazionali parlano del caso Valle d'Aosta. Dovunque andiamo o partecipiamo a convegni, incontri e riunioni, ci viene ricordato che, a causa dei numerosi scandali, siamo ormai diventati la peggiore Regione d'Italia.

Quando c'era lo scandalo Anas non dovevamo più girare, perché tutti ce lo ricordavano. Quando c'era quello del Casinò, nessuno voleva più venire a fare congressi a Saint-Vincent...

Se vogliamo dare una evidente dimostrazione di trasparenza, dobbiamo assumere immediatamente certe decisioni.

Stando al modo in cui è condotta questa vicenda, si ammettono due princìpi: affermiamo che la Giunta regionale si costituirà par-te civile soltanto un minuto prima dell'inizio del processo e poi in-stauriamo anche l'istituto dell'autosospensione, così ognuno si po-trà autosospendere ma resterà al proprio posto. Io credo, invece, che nelle decisioni di oggi si dovrebbero ravvisare almeno una cer-ta continuità e una certa linearità con le dichiarazioni e gli atti precedenti.

Mi rendo conto che la Giunta si trova forse nell'impossibilità di predisporre con sollecitudine la deliberazione di costituzione di parte civile, come in realtà forse avrebbe voluto, impedendo l'autosospensione.

Ma se il Presidente della Giunta è nelle condizioni di non poter decidere e se crede ancora in quello che ha detto a suo tempo e negli atti che sono già stati assunti in precedenza, doveva avere il coraggio di dimettersi. Poiché non l'ha fatto, noi voteremo la mozione che abbiamo presentato.

Presidente Il Consigliere Bajocco ha chiesto la parola per dichiarazioni di voto; ne ha facoltà.

Bajocco (PCI-PDS) Non volevo intervenire, perché è difficile parlare di un collega ed amico, ma avrei preferito che l'Assessore Rollandin avesse rassegnato le dimissioni. Questo non è stato possibile ed il problema riguarda lui.

Noi però vogliamo mettere in evidenza che tre mesi fa, quando si è insediata questa maggioranza, il problema era pressoché analogo. In quei giorni il Gruppo del PDS ha discusso a fondo di questo problema. Il loro indirizzo era quello cui ho fatto cenno, ma sappiamo bene che quando si entra in una maggioranza si debbono ingoiare anche dei bocconi amari. Mi auguro che con il prossimo Consiglio regionale del 1993 le cose cambino anche in questo senso.

Se i documenti che il PDS ha elaborato in questo periodo sulla moralizzazione fossero stati predisposti dieci anni fa, forse la politica sarebbe cambiata e non ci sarebbe stato bisogno di un "Di Pietro" o di tante altre cose, perché il problema della moralizzazione è di fondamentale importanza.

Forse si è avviato tardi il partito in cui io milito, ma si sono avviate in ritardo anche tante altre forze politico che oggi sollevano questo problema. Comunque l'ultimo documento elaborato dalla Direzione del PDS ha dei punti importanti. Dice che la legge sulle nomine deve essere rifatta, mi auguro che ci si riesca.

Io sono fra coloro che, di qualunque maggioranza facciano parte, credono nel rispetto di quanto è scritto in un documento. Quando certe cose non vengono rispettate, si possono fare scelte diverse e si può passare anche all'opposizione. Nulla ce lo impedisce, del resto noi siamo stati abituati a rimanere all'opposizione per tanti anni. Oggi siamo in maggioranza e cerchiamo di starci, anzi vogliamo rimanerci perché intendiamo cambiare almeno qualcosa, visto che non possiamo certamente cambiare tutto.

Io capisco il giusto ruolo dell'opposizione. Quando c'eravamo noi lo svolgevamo in un certo modo, ma è bene che lo svolgano altrettanto bene anche quelli che ci sono oggi.

Io avrei preferito che la decisione della Giunta di costituirsi parte civile fosse stata assunta uno o due mesi fa e non oggi. La mozione dell'opposizione mi trova abbastanza d'accordo, perché ha sollecitato la Giunta a costituirsi parte civile. Questo mi fa piacere.

Avrei provato ancor più piacere se l'Assessore Rollandin si fosse dimesso da Assessore, invece si è autosospeso. Gli auguro di uscire assolto dal processo.

Se il processo dovesse prolungarsi, anch'io ritengo logico, come ha già detto il Presidente della Giunta, che il problema sia nuovamente posto in discussione. Grazie.

Presidente Il Consigliere Aloisi ha chiesto la parola per dichiarazioni di voto; ne ha facoltà.

Aloisi (PSI) Io sono rimasto molto deluso dall'intervento del Presidente della Giunta. Poiché gli avevo accordato una certa fiducia, ero convinto che oggi potesse mettere in atto le sue dichiarazioni di tempo addietro.

Ciò non è avvenuto, ma quello che mi ha maggiormente disgustato è l'inquietante abdicazione alle proprie responsabilità. Non è accettabile, caro Presidente, non è concepibile che lei faccia delle affermazioni di questo genere: "Autosospendersi è una scelta dell'interessato".

Sono la maggioranza e la Giunta a dover imporre politicamente le dimissioni, qualora la sensibilità dell'Assessore non fosse manifestamente esplicita. Non si può dire: "Va bene, egli ha scelto di autosospendersi e noi ne prendiamo atto".

Ma signor Presidente, colleghi della Giunta, è possibile tutto questo? Voi avete abdicato alle vostre responsabilità. Se l'interes-sato per motivi personali non arriva a capire che mette in grosse difficoltà un'alleanza politica, il Consiglio regionale e la pubblica opinione, siete voi che dovete assumervi le vostre responsabilità.

Io ho ascoltato con attenzione l'intervento del collega Bajocco, che per un certo senso io ammiro, perché è stato l'unico ad intervenire fra tutte queste "facce di bronzo".

Scusatemi il termine che non vuole essere volgare, ma è la con-statazione di una realtà, perché, oltre al Presidente della Giunta, nessuno, nemmeno un rappresentante dell'Union Valdôtaine, ha avuto il coraggio di intervenire su questo argomento.

Il collega Bajocco ha fatto delle considerazioni di cui noi prendiamo atto, ma forse, collega Bajocco, sarebbe stato meglio non parlare, perché nel momento in cui tu dichiari in quest'aula: "Avrei preferito che l'amico Rollandin avesse rassegnato le dimissioni, ma così non è stato", poi aggiungi che quando si è parte di una maggioranza "si devono inghiottire anche dei bocconi amari", quando dichiari, cosa che noi condividiamo, che "la questione della moralizzazione è l'aspetto principale di qualsiasi alleanza o maggioranza", ebbene, di fronte a queste dichiarazioni, delle quale ti do atto, devi essere conseguente, cioè ti devi dissociare da questa maggioranza o perlomeno da questa Giunta che non ha il coraggio di guardare in faccia la realtà.

Riconosciamo, quindi, il coraggio del collega Bajocco nel dire queste cose, però dobbiamo anche dire che ciò non è sufficiente, perché bisognerebbe anche avere il coraggio di dissociarsi.

L'aspetto più inquietante che emerge dall'intervento del Pre-sidente della Giunta è che questa maggioranza e questa Giunta hanno abdicato alla volontà dell'Assessore Rollandin, perché è stato lasciato decidere a lui di autosospendersi o comunque di assumere qualsiasi altra decisione in merito al problema.

Invece la decisione politica doveva scaturire da questa maggioranza e da questa Giunta, che per il bene del Consiglio e di tutta la collettività regionale dovevano essere capaci di imporre certe scelte, proprio per rispettare quei princìpi di trasparenza e moralizzazione che vengono continuamente enunciati.

Quindi, signor Presidente, non possiamo accettare queste risposte, perché sono una presa in giro nei confronti del Consiglio e di coloro che ci ascoltano. Non possiamo accettare che lei abdichi e si attenga alle decisioni prese dal diretto interessato, cioè l'Assessore Rollandin.

Detto questo, mi ritengo completamente insoddisfatto del suo intervento e delle sue dichiarazioni, anche se lei ha riconosciuto - e noi conveniamo - che viviamo in una situazione difficile e delicata, dove il problema occupazionale è grave.

Ma signor Presidente, è da cinque mesi che voi sedete lì ed in questi cinque mesi i problemi di allora non sono stati sicuramente risolti, anzi sono stati quasi imbalsamati e oggi ce li portiamo dietro e forse lo stesso faremo domani, a dimostrazione che questa Giunta è incapace a risolvere i problemi.

Il nostro giudizio, quindi, è negativo sotto tutti gli aspetti: perché i problemi non vengono risolti e soprattutto perché c'è la volontà manifesta del Presidente della Giunta e della maggioranza di abdicare - questo è grave - alle loro responsabilità di fronte alle decisioni dell'interessato, mentre in questo momento è importante che voi, come maggioranza, imponiate certe scelte per il bene comune. Questo è l'aspetto più inquietante.

Siccome è stato citato il caso di Giuliano Follioley, anch'io convengo, come ha detto il Presidente, che purtroppo quell'azienda occupa centinaia di persone e quindi ci troveremmo in una situazione occupazionale molto difficile, però è altrettanto vero che su tutti i giornali d'Italia la nostra Amministrazione regionale è stata segnalata per aver indicato come società di fiducia un'impresa il cui maggiore azionista e principale responsabile è coinvolto in scandali.

Non possiamo continuare a riconoscere che Follioley è coinvolto nello scandalo dell'Anas ed in quello dell'autostrada, se poi, come Amministrazione regionale, incarichiamo proprio lui di eseguire un altro appalto autostradale. E' una questione che va affrontata ed esaminata con serietà.

E' vero che c'è il problema occupazionale, però è altrettanto vero che abbiamo anche altri imprenditori capaci e validi. Se non c'è Follioley non crolla il mondo, perché ci sono tanti altri imprenditori onesti e capaci, che potrebbero svolgere quel lavoro.

Questo aspetto ci rende ridicoli di fronte a tutta l'Italia. Ma come?

Quello è sotto inchiesta e sotto processo e noi definiamo quella impresa come società di fiducia dell'Amministrazione regionale! Ma ci rendiamo conto del vicolo cieco in cui ci stiamo inoltrando?

Caro Presidente, mi spiace dover confessare che avevo avuto un po' di fiducia, ma ora sono deluso sotto tutti gli aspetti, ma soprattutto per aver abdicato alle sue responsabilità di fronte ad un problema così importante e grave, che avrebbe dovuto affrontare dando risposte chiare e precise, per tranquillizzare il Consiglio regionale e la pubblica opinione.

Presidente Ha chiesto la parola il Presidente della Giunta, Lanivi; ne ha facoltà.

Lanivi (GM) Ho chiesto la parola solo per dichiarazione di voto.

Pensavo di poter chiedere il ritiro della mozione, cosa che mi sarebbe sembrata logica a seguito della volontà politica espressa dalla Giunta in proposito, ma ho l'impressione che tale richiesta sarebbe inutile, quindi non la faccio neppure.

Dichiaro che la maggioranza si asterrà dal votare la mozione, perché la ritiene superata dal momento che la Giunta regionale ha già espresso la volontà di costituirsi parte civile in questo processo.

Faccio un'ulteriore considerazione. Alcuni consiglieri continuano a ricorrere ad aggettivazioni di altri consiglieri per esprimere proprie opinioni.

Credo che ciò non sia utile a nessuno. Non è vero che la Giunta non si è assunta delle responsabilità, perché essa se le è assunte in maniera chiara.

Si può dissentire dagli altri. Questo rientra nella norma, non solo, ma in un regime di democrazia è anche necessario. Però, se evitassimo di ricorrere ad aggettivi pesanti per esprimere giudizi su altri colleghi, faremmo ancora meglio, perché saremmo costretti a fon-dare le nostre posizioni sulla forza degli argomenti e non sul-l'insulto. Faccio ora un'ultimissima considerazione di tipo evangelico.

Qualcuno ha ricordato: "Il vostro sì sia sì ed il vostro no sia no", ma il Vangelo dice anche: "Siate candidi come colombe e prudenti come i serpenti". Credo che in questo momento la prudenza sia un'arma molto importante, soprattutto per difenderci da chi sa usare molto bene le parole.

Però la nostra realtà valdostana, essendo piccola, ha una grandissima ed enorme forza: ognuno di noi, a prescindere dalle considerazioni che fa, è conosciuto personalmente.

Questo significa che qui ci possono essere dei moralisti improvvisati, che però non lo possono essere fuori del palazzo, così come ci possono essere persone che non hanno la forza, né la capacità di dire grandi cose, però la gente le conosce e le riconosce per quello che sono.

Lanivi è conosciuto per quello che è. Tutti sanno che per natura non è un grande condottiero, che è più portato a non farsi vedere più che a farsi vedere...

Questo giudizio, ovviamente, non lo dico io ed è anche una denuncia dei miei limiti...

Con questo voglio dire che di ognuno di noi la gente ha una certa immagine.

Forse nelle grandi realtà attraverso i media è possibile dare di sé un'immagine diversa. Per fortuna invece in Valle d'Aosta ci sono solo 105.000 abitanti e così ci possiamo conoscere tutti. Pertanto le vittorie con le parole non servono a nulla, proprio perché tutti ci conoscono.

Noi saremo giudicati su queste scelte. Il popolo emetterà le sue decisioni, che nella nostra piccola realtà saranno dettate soprattutto dalla sua possibilità di conoscere direttamente il valore, la qualità, la moralità e la personalità di ognuno di noi.

Presidente Il Consigliere Aloisi ha chiesto la parola per mozione d'ordine; ne ha facoltà.

Aloisi (PSI) Ho chiesto la parola per rimettere nella giusta dimensione la dichiarazione del Presidente in merito...

Presidente No, no...

Aloisi (PSI) Ha detto che la mozione...

Presidente Collega, lei non è un privilegiato, che può intervenire due volte in sede di dichiarazione di voto.

Lei ha già parlato una volta per illustrare ciò che la mozione esprime succintamente e la mozione d'ordine rappresenta è una richiesta precisa al Consiglio, dopodiché basta.

Lei non può parlare due volte e gli altri una volta sola, a meno che non sia figlio della gallina bianca... allora della gallina nera...

(... ilarità dell'assemblea ...)

... Per chiudere bene, le do la parola per fatto personale.

Aloisi (PSI) La ringrazio, signor Presidente. Prima ho fatto una dichiarazione, che probabilmente è stata ritenuta offensiva da qualcuno. Non era mia intenzione offendere nessuno...

(... interruzione del Presidente Lanivi ...)

...Presidente, la dizione "faccia di bronzo" vuol significare che la faccia è immobile e non esprime nulla. Ecco, la mia intenzione non era offensiva...

Presidente Venga al fatto personale.

Aloisi (PSI) Io intendo evidenziare che in un dibattito così importante, con l'eccezione del collega Bajocco, non ha preso la parola alcun collega della Giunta o della maggioranza.

Voglio anche precisare che non è vero, come ha detto il Presidente, che la mozione è superata perché egli aveva manifestato l'intenzione di costituirsi parte civile, ma la mozione invita testualmente la Giunta "ad assumere i provvedimenti necessari per la costituzione della Regione come parte civile".

Una cosa è l'espressione di una volontà d'intenti, altra cosa è invece l'accettazione e l'assunzione dei provvedimenti conseguenti. Quindi non è vero quello che lei ha detto.

Presidente Questo non è un fatto personale.

Si dà atto che l'Assessore all'agricoltura, forestazione e risorse naturali, Rollandin, non prende parte alla votazione dell'oggetto.

Presidente Se nessuno chiede la parola, pongo in votazione la mozione in oggetto, presentata dai consiglieri Riccarand, Ricco e Milanesio, della quale abbiamo già dato lettura.

Esito della votazione:

Presenti: 30

Votanti: 11

Favorevoli: 11

Astenuti: 19 (Agnesod, Bajocco, Bich, Chenuil, Cout, Faval, Lanivi, Lavoyer, Mafrica, Maquignaz, Marcoz, Martin, Mostacchi, Perrin, Rusci, Stévenin, Vallet, Viérin e Voyat)

Il Consiglio non approva