Oggetto del Consiglio n. 3819 del 12 ottobre 1992 - Resoconto
OGGETTO N. 3819/IX Autorizzazione al Presidente della Giunta regionale ad operare per la risoluzione concordata della convenzione Regione autonoma Valle d'Aosta - SDS S.p.A. del 4 marzo 1992, rep. 1050.
Presidente In relazione al dibattito avvenuto (oggetto n. 3816/IX), invito il Consiglio a continuare la discussione congiunta sulla proposta indicata in oggetto e iscritta al punto 1 dell'ordine del giorno dell'adunanza e sulla mozione "Modifica della convenzione Regione-SDS", iscritta al punto n. 2 dell'ordine del giorno dell'adunanza.
Ha chiesto di parlare il Consigliere Pascale, ne ha facoltà.
Pascale (PSI) Io non sapevo di questo accordo che avete raggiunto questa mattina e avrei degli emendamenti da presentare al provvedimento n. 1.
Presidente Come prevede il Regolamento, dopo la chiusura della discussione generale non possono essere presentati altri emendamenti.
Pascale (PSI) Si, ma la chiusura della discussione generale non la possono decidere i capigruppo, la decide il Consiglio, semmai. Quando abbiamo terminato l'altra sera, la discussione non era stata chiusa e io avevo un emendamento da presentare già allora, e senza aprire la discussione generale; vorrei presentare adesso un emendamento al punto primo dell'ordine del giorno.
Presidente Nella precedente seduta ricordo però, tra l'altro in modo abbastanza polemico, invocando l'articolo 62 del Regolamento interno, che era stata richiesta la chiusura della discussione generale, si votò, la discussione generale ebbe così termine e quindi si rinviarono i lavori all'adunanza successiva.
Pascale (PSI) Però tecnicamente, mi permetta Presidente, non era un rinvio ma un nuovo Consiglio.
Presidente Se non ci sono opposizioni, accettiamo l'emendamento. Ha chiesto di parlare il Consigliere Pascale, ne ha facoltà.
Pascale (PSI) Vorrei presentare un emendamento al punto 1 del deliberato. Quindi faccio riferimento all'oggetto e non all'emendamento presentato dal Presidente della Giunta; non so se poi questo voglia intendersi come subemendamento. Al punto 1) del deliberato, dopo le parole "risoluzione consensuale", chiederei di aggiungere: "senza oneri per l'Amministrazione regionale".
Un emendamento che mi sembra quanto mai opportuno, alla luce poi di quello che abbiamo appreso dagli organi di informazione. Perché la verità è che il Consiglio regionale ha fatto una discussione nell'ultima adunanza, basandosi su un'affermazione del Presidente della Giunta, riportata nella delibera, e cioè che c'era una disponibilità, per le vie brevi, della società SDS. Invece il giorno dopo abbiamo saputo che la società non è d'accordo, anzi smentisce di aver mai parlato di risoluzione, ma di avere invece sempre parlato di revisione.
Per cui, più che di risoluzione consensuale credo si tratti di un'autorizzazione che va sì verso una risoluzione, però che comporterà certamente degli oneri per l'Amministrazione regionale. E' questo ciò che noi vorremmo capire.
Il Presidente della Giunta ci aveva fatto un discorso per cui sembrava che il tutto dovesse essere fatto con il consenso delle parti e quindi senza oneri per l'Amministrazione regionale. Credo che su questo, almeno il Consiglio debba essere garantito. Quindi presenterei questa aggiunta al primo punto del deliberato e rivedrei il secondo punto, perché l'emendamento presentato dal Presidente della Giunta non mi soddisfa molto; pertanto proporrei: aggiungere il seguente punto 2 al deliberato: "di impegnare la Giunta regionale a ricercare con la SDS, o altre società aventi titolo, forme e modalità di collaborazione con la Regione Valle d'Aosta, per la realizzazione degli obiettivi produttivi ed occupazionali della Convenzione, di cui al punto 1), nel rispetto delle normative comunitarie, ed a riferire entro sessanta giorni al Consiglio regionale in merito a tale progetto".
Perché questo emendamento? Chiedo solo un minuto per spiegarlo. Come dicevo l'altra volta, a noi non interessa che questo sia fatto con la SDS o con altre società. Ci interessava difendere gli obiettivi che erano evidenziati in quella convenzione. Riteniamo che sia tuttora nell'interesse della Valle d'Aosta raggiungere quegli obiettivi.
Quindi, se è possibile raggiungerli, o con la stessa società attraverso un'altra convenzione o con altre, mi sembra opportuno che la Giunta predisponga un progetto entro sessanta giorni e almeno riferisca al Consiglio regionale. Non dico che debba portare il progetto definitivo, ma riferisca sulla possibilità di questo progetto. Questo è l'emendamento che volevo presentare.
Presidente Do lettura dell'ordine del giorno presentato dal Consigliere Milanesio:
Ordine del giorno Il Consiglio regionale
Preso atto delle dichiarazioni del Presidente della Giunta in ordine alla convenzione Regione-SDS
Invita il Governo regionale
a ritirare la risoluzione dallo stesso presentata al fine di ottenere da SDS una esplicita rinuncia in forma scritta alla convenzione a suo tempo stipulata.
Conseguito tale risultato il Governo regionale potrà utilmente investire il Consiglio regionale per le ulteriori determinazioni sulle vicende.
Presidente Ha chiesto di illustrare l'ordine del giorno il Consigliere Milanesio, ne ha facoltà.
Milanesio (PSI) L'ordine del giorno era sostanzialmente improntato al buon senso. Noi abbiamo avuto una lunghissima e anche un pochino alterata discussione l'altro giorno, su una questione, che poi, a leggere quanto è stato dichiarato dal rappresentante della SDS, il giorno dopo su "La Stampa", poteva essere probabilmente evitata.
Questo ordine del giorno mirava sostanzialmente a far sì che, quando il Consiglio avesse dovuto occuparsi di questo problema, lo avrebbe potuto fare "a bocce ferme", come si suol dire.
Quindi l'ordine del giorno si illustra da solo.
Presidente Dichiaro aperta la discussione generale sull'ordine del giorno. Ha chiesto di parlare il Presidente della Giunta regionale Lanivi, ne ha facoltà.
Lanivi (GM) Chiedo che su questo ordine del giorno la maggioranza o il Consiglio si pronuncino in termini di astensione per i seguenti motivi: credo che la via indicata dal documento che è stato presentato a questo Consiglio sia improntata a prudenza e a un certo buon senso. Si chiede che il Presidente della Giunta sia autorizzato a trattare per la risoluzione consensuale della convenzione: credo che in questo momento sia utile lasciare in questi termini le condizioni, senza fare delle considerazioni che potrebbero mettere in difficoltà l'Amministrazione regionale stessa.
Quelle precisazioni anche su "La Stampa", il giorno successivo la dichiarazione, o l'ampio dibattito avvenuto in questo Consiglio, possono essere interpretate in molti modi. Quello che ho detto e ho fatto scrivere sul documento corrisponde al vero, sennò non l'avrei fatto scrivere. Vi era stata una dichiarazione di massima e in quei termini era stato indicato. L'Amministrazione regionale e il sottoscritto agiranno in questo senso, però subordinare la mozione così rigidamente potrebbe causare delle difficoltà nella trattativa.
Chiederei quindi, e questa dichiarazione vale anche per gli emendamenti proposti dal Consigliere Liborio Pascale, di informare costantemente la Commissione o le Commissioni sull'andamento delle trattative. E' nell'interesse dell'Amministrazione regionale e anche nell'interesse di una lettura corretta e trasparente di tutta la vicenda. Credo che non mi possa essere imputato alcunché a questo riguardo.
Sono state anche indicate le modalità con le quali vogliamo procedere, modalità che sono sostenute anche dai pareri dei legali, per i quali, prima di arrivare alla revoca, deve esserci questo passaggio. Non mi preoccupa affatto il dibattito avvenuto in questo Consiglio, nel senso che lo ritengo utile perché anche la Giunta e il suo Presidente abbiano tutti gli elementi e avvertano anche gli umori di questo Consiglio.
La seconda fase consisterà, dopo questa autorizzazione, nella ricerca di una risoluzione consensuale senza oneri, però dichiararlo in questo momento non lo ritengo opportuno. Quindi il mandato al Presidente della Giunta, con l'emendamento concordato fra molte forze politiche presenti in Consiglio regionale, credo sia sufficiente a garantire un corretto prosieguo di questa iniziativa.
Quindi, per concludere, proporrei l'astensione sull'ordine del giorno e sugli emendamenti proposti dal Consigliere Liborio Pascale, e la richiesta che il testo con l'emendamento proposto dalla maggioranza venga approvato da questo Consiglio.
Presidente Ha chiesto di parlare il Consigliere Chiofalo, ne ha facoltà.
Chiofalo (DC) Ringrazio per l'opportunità, perché la situazione che si è venuta a creare l'altra sera e il fatto che poi la seduta sia finita con il rinvio della convocazione del Consiglio per oggi, mi dà la possibilità di rispondere al Presidente della Giunta, il quale si era rivolto a me, come se io avessi detto qualcosa di male nei suoi confronti.
Signor Presidente della Giunta, non volevo assolutamente mettere in dubbio la sua personalità ed il suo operato, ma volevo dire solo quanto poi è messo bene su "La Stampa" del giorno dopo, venerdì. E lo dice qui chiaramente l'articolo di venerdì fatto da un giornalista di cui io ho tanta stima, il quale evidenzia quanto io avevo messo in dubbio, ripeto, non per lei, Presidente. La stampa dice che l'Amministratore delegato della SDS, Agostino Tocci, smentisce tutto quello che si è affermato in questa sede.
Con questo mio discorso voglio arrivare all'ordine del giorno, presentato dal Consigliere Milanesio, il quale richiede che venga ritirata la risoluzione. Voglio citare questi avvenimenti, di cui bisogna tenere conto, perché qui "La Stampa" parla chiaro, dicendo che niente è finito tra i rapporti tra la Regione e la SDS. L'unico organo che vuole chiudere i rapporti con la SDS è la Regione, la Giunta, questo detto per bocca del Presidente della Giunta.
Quindi a questo proposito, passando all'ordine del giorno che ha presentato il Consigliere Milanesio, noi diciamo che la risoluzione deve essere ritirata, perché ancora ci sono le possibilità di continuare a trattare con la SDS. Visto il punto in cui si trovano le trattative, già con un protocollo di intesa firmato, credo che si abbrevino anche i tempi, arrivando ad operare all'Autoporto con questa società e dando una risposta, non dico immediata ma più ravvicinata, ai lavoratori che attendono ormai da tempo.
Questo era quanto volevo dire; adesso voglio anche sentire cosa pensano i miei colleghi, perché non abbiamo avuto, tra le altre cose, neanche il tempo di organizzarci. Mi riserverò ancora di intervenire, dopo aver risentito i capigruppo.
Presidente Ha chiesto di parlare il Consigliere Aloisi, ne ha facoltà.
Aloisi (PSI) Volevo brevemente intervenire su questo argomento, perché dopo il termine del Consiglio di giovedì sera, abbiamo avuto l'occasione, nella giornata di venerdì, di leggere, sulla pagina della Valle del quotidiano "La Stampa", delle dichiarazioni che debbono farci riflettere e che dimostrano in modo esplicito le affermazioni non veritiere, fatte in quest'aula dal Presidente della Giunta.
Il signor Agostino Tocci, Amministratore delegato della SDS dice esattamente, leggo testualmente, proprio per dimostrare che le dichiarazioni del Presidente del Consiglio in quest'aula non sono veritiere: "Sono stupefatto, per noi non è finito niente. Continuiamo ad essere disponibili, a mandare avanti il progetto, tanto che uomini della società sono in Germania a lavorare sul piano". Tocci ha detto ancora: "In Valle siamo venuti per lavorare, non per scherzare. Con questo non vogliamo fare la guerra alla Regione, siamo stati finora zitti e buoni, anche se se ne sentivano di tutti i colori. Ci sono stati ritardi che hanno fatto perdere alle parti tempo e denaro, ma possiamo ancora metterci intorno a un tavolo e riesaminare il problema, che è poi quanto ci era stato fatto capire dalla Regione. Si è sempre parlato di revisione, mai di risoluzione".
E allora a questo punto mi domando, come mai signor Presidente lei in quest'aula ci ha dichiarato che la controparte è ora d'accordo per la revoca, quando il giorno dopo la controparte dichiara esattamente il contrario? Questo tipo di atteggiamento dimostra a mio avviso che si tratta di una questione prettamente politica. La volontà di questa maggioranza e di questa Giunta è quella di arrivare comunque ad una revoca, proprio perché non "digerisce" che questa operazione sia stata iniziata e portata avanti dalla vecchia Giunta e quindi non vuole assolutamente sentirne parlare, per motivi prettamente di schieramento che non vanno sicuramente nell'interesse della comunità valdostana.
Nel momento in cui vi sono delle dichiarazioni precise da parte della controparte, che dichiara di essere disposta a qualsiasi soluzione, per rivedere e quindi andare incontro a quelle che sono le richieste della CEE, mi pare che da parte nostra ci debba essere altrettanta volontà per sederci attorno a un tavolo, eliminando tutte le incongruenze che potrebbero andare contro le direttive della Comunità economica europea, e trovare una soluzione per continuare in questa collaborazione, la quale comunque è una collaborazione che mira a dare occupazione ed a sanare la grave crisi occupazionale che dal 1° gennaio ci sarà all'Autoporto di Pollein.
Questo è l'aspetto per il quale condivido la richiesta del collega Milanesio, di ritirare il provvedimento che non ritengo chiaro, poiché le dichiarazioni del Presidente della Giunta in quest'aula non sono vere, sono offuscate e a volte sono anche direi false, perché smentite poi il giorno successivo dal diretto interessato e dal rappresentante della SDS. Ne approfitto anche per evidenziare e ricordare al Presidente del Consiglio il suo atteggiamento fazioso e di parte avuto nel precedente Consiglio, nella giornata di giovedì. Ritengo che l'atteggiamento del Presidente del Consiglio in quest'aula debba essere al di sopra delle parti e non di parte.
Egli deve cercare di far rispettare il Regolamento, ma soprattutto deve fare rispettare la democrazia, visto che tutti si riempiono la bocca con questo termine. Democrazia vuole anche dire lasciar parlare l'opposizione, lasciar dire quello che si pensa democraticamente in un consenso democratico.
Questo è il concetto di democrazia e lei, signor Presidente, si ricordi che è stato "eletto" Presidente del Consiglio e suo compito è quello di essere al di sopra delle fazioni, al di sopra degli schieramenti, al di sopra delle parti.
Tenga quindi bene a mente questo suo compito che è importante, proprio per rispettare quei concetti di democrazia di cui lei sovente si riempie la bocca ma poi nei fatti, nella realtà, fa tutt'altra cosa. La pregherei quindi che non succeda più quello che è successo giovedì scorso, la ringrazio.
Presidente Durante la Conferenza dei capigruppo, abbiamo chiarito le varie posizioni. Mi dà molto fastidio essere accusato con termini di questo tipo per quanto è successo l'altro giorno. Mi sembra che in quell'ambito si sia chiarito tutto e questo suo intervento, mi consenta Consigliere, è intempestivo. Se l'altro giorno avesse partecipato alla riunione, probabilmente non l'avrebbe fatto. Non aggiungo altro.
Ha chiesto di parlare il Consigliere Aloisi per fatto personale, ne ha facoltà.
Aloisi (PSI) Non posso accettare che questo mio intervento sia intempestivo, perché innanzitutto non faccio parte dei capigruppo, quindi non potevo sapere quello che è stato detto nella riunione dei capigruppo.
Quello che ho detto lo dimostro col fatto che io personalmente mi sono recato presso di lei, nella giornata di giovedì, per chiedere al Presidente del Consiglio se veniva posto in discussione l'ordine del giorno presentato dal collega Milanesio.
Il Presidente del Consiglio mi ha risposto che non era stato presentato alcun ordine del giorno, per cui gli ho detto: "Guardi che è stato presentato, e ce l'ha qui davanti il foglio, la presentazione dell'ordine del giorno da parte del collega Milanesio". Lei, sistematicamente, mi ha risposto che non poteva essere messo in discussione, perché non era stato presentato, quando invece il Regolamento parla chiaro: nel momento in cui viene presentato l'ordine del giorno va posto in discussione.
Quindi questo suo atteggiamento, che è chiaro, nel senso che è un fatto concreto e non una boutade campata in aria, dimostra la sua faziosità, perché proprio in quell'occasione lei aveva davanti l'ordine del giorno del collega Milanesio e avrebbe dovuto metterlo in discussione. Invece che cosa ha fatto? Mi ha risposto che non era stato presentato alcun ordine del giorno. Dopodiché, il collega Milanesio è dovuto venire da lei a prendere le copie dell'ordine del giorno e distribuirle personalmente ai colleghi del Consiglio.
Mi pare che questo sia un atteggiamento che sicuramente non si deve più ripetere e che dimostra la faziosità del Presidente del Consiglio in questa occasione.
Presidente Ha chiesto di parlare il Consigliere Beneforti, ne ha facoltà.
Beneforti (DC) Grazie Presidente. Mi auguro di poter parlare e dire quello che penso, che non tutte le volte si arrivi qua e si chiudano le discussioni o ci si limiti sempre ai cinque o dieci minuti.
Credo che un fatto di questo genere meriti un certo spazio. Già ho sentito i colleghi che si sono riferiti alle dichiarazioni che ha fatto - e non posso metterle in dubbio, perché è riportato e finora nessuno l'ha smentito - il signor Agostino Tocci, Amministratore delegato della SDS, il quale dice: "Sono stupefatto per non aver definito niente... continuiamo a essere disponibili e a mandare avanti...".
Ricordo che nella discussione della settimana scorsa, quando abbiamo affrontato questo argomento, chiesi al Presidente della Giunta di rinviare questo problema in Commissione, proprio per poter approfondire le posizioni delle parti, perché non rimanessero dei dubbi sulle motivazioni, anche se portavano questa nuova maggioranza in Regione a voler delegittimare quanto era stato fatto dalla precedente Giunta. La proposta fu bocciata dalla maggioranza del Consiglio, perché si intendeva andare avanti sulla linea che era stata predisposta.
Credo che da oggi le dichiarazioni del signor Tocci dimostrino ampiamente che è necessario conoscere la verità fino in fondo ed eliminare ogni dubbio che debba sussistere all'interno di questo Consiglio o all'esterno, nella collettività valdostana.
E' importante conoscere e sapere quale deve essere effettivamente il ruolo, sia della Mercedes che della SDS, nella nostra regione. Voler cancellare con un colpo di spugna quanto è stato fatto, non lo ritengo un atteggiamento responsabile nei confronti della collettività valdostana; tanto più non è responsabile nei confronti degli oltre cento dipendenti che lavorano nell'ambiente delle spedizioni e che certamente resteranno disoccupati.
Il Presidente Lanivi, l'altro giorno, nel rispondere, aveva addotto una serie di motivazioni, per le quali bisognava azzerare questa convenzione con la SDS. Lo stesso giorno noi abbiamo contestato queste motivazioni e oggi riconfermiamo che quelle motivazioni, per le quali ci veniva richiesto l'azzeramento, non sono valide. Tanto più sono meno valide oggi, quando da parte del signor Tocci si dichiara di voler agire in una certa maniera. Per cui ritengo che l'ordine del giorno, indicante il ritiro della proposta, debba essere accolto.
Se non deve essere accolto perché è stato proposto dall'opposizione, se non si può più fare una proposta perché è stata chiusa la discussione generale di rinvio in Commissione, deve essere la Giunta ad assumersi un atto di responsabilità e deve vedere di approfondire fino in fondo questo problema, senza limiti per nessuno e cercando di evitare qualsiasi dubbio. Se non si assume questo atteggiamento, il Gruppo della Democrazia Cristiana voterà contro tutti gli emendamenti e contro la proposta presentata dal Presidente della Giunta.
Presidente Se nessun Consigliere chiede di intervenire, dichiaro chiusa la discussione. Pongo in votazione l'ordine del giorno presentato dal Consigliere Milanesio:
Esito della votazione
Presenti: 30
Votanti: 9
Favorevoli: 9
Astenuti: 21 (Agnesod, Andrione, Bajocco, Bich, Cout, Faval, Lanivi, Louvin, Mafrica, Maquignaz, Marcoz, Martin, Monami, Mostacchi, Perrin, Riccarand, Rusci, Stévenin, Vallet, Viérin e Voyat)
Il Consiglio respinge l'ordine del giorno
Presidente Passiamo ora alla discussione degli emendamenti presentati dal Presidente della Giunta regionale Lanivi e dal Consigliere Pascale, relativi alla proposta in esame. Ha chiesto di parlare il Consigliere Pascale, ne ha facoltà.
Pascale (PSI) Volevo intervenire in riferimento ai miei emendamenti.
Presidente Gli emendamenti vengono discussi in ordine di presentazione.
Pascale (PSI) Ma la discussione è unica.
Presidente Se ritenete si può fare la discussione congiunta. C'è una proposta formale per la discussione congiunta? Se non c'è una richiesta formale, la discussione degli emendamenti avviene disgiunta.
Ha chiesto di parlare il Consigliere Martin, ne ha facoltà.
Martin (ADP) Presento una richiesta formale di discussione congiunta degli emendamenti, perché sono esattamente identici.
Presidente Pongo in votazione la richiesta del Consigliere Martin.
Esito della votazione:
Presenti: 29
Votanti: 26
Favorevoli: 19
Contrari: 7
Astenuti: 3 (Aloisi, Maquignaz e Pascale)
Il Consiglio approva la discussione congiunta degli emendamenti del Presidente della Giunta regionale Lanivi e del Consigliere Pascale, relativi alla proposta in esame.
Presidente Ha chiesto di parlare il Consigliere Pascale, ne ha facoltà.
Pascale (PSI) Sulla vicenda della SDS si dice che in passato ci siano state contraddizioni e poca trasparenza: può anche darsi. Mi pare comunque certo che nella discussione che c'è oggi in Consiglio regionale e che c'è stata venerdì, ci siano delle evidenti contraddizioni e sia evidente una poca trasparenza di tutta la vicenda.
Le contraddizioni derivano dal fatto che la Giunta regionale parla di disponibilità delle parti e quindi di risoluzione consensuale, mentre questo viene smentito dalla controparte. Il Presidente della Giunta ha appena affermato che si tende ad arrivare ad una risoluzione consensuale senza oneri per l'Amministrazione regionale, ma non voterà l'emendamento che lo prevede; vuole una specie di delega in bianco che noi non siamo disponibili a dare, proprio perché la vicenda è poco chiara.
Il secondo punto del deliberato sull'emendamento presentato dal Presidente della Giunta non l'ho capito perché è poco chiaro. Non si capisce chi sono queste società aventi titolo, non si capisce qual è questo progetto organico di valorizzazione economica ed occupazionale che si vuole raggiungere e che potrebbe riguardare, così come è scritto, tutta la Valle d'Aosta.
L'emendamento da me presentato mirava a mantenere il raggiungimento degli stessi obiettivi produttivi ed occupazionali, che ci si proponeva di raggiungere attraverso la convenzione con la SDS e magari anche con altre società, perché poi qui nel "sottobosco" ci sono tanti lati oscuri, magari conosciuti da qualche addetto ai lavori, ma non conosciuti dal Consiglio regionale.
Mi pare che, ancora una volta, il Consiglio regionale nella sua totalità sia chiamato ad esprimersi su dati che non sono poi del tutto veritieri.
Quindi, almeno in questo caso, credo che non si possa poi parlare tanto di quella trasparenza che continuamente viene affermata dal Presidente della Giunta ed alla quale dice di voler improntare la sua azione amministrativa.
Noi voteremo contro gli emendamenti presentati dal Presidente della Giunta e a favore del nostro.
Presidente Ha chiesto di parlare il Consigliere Aloisi, ne ha facoltà.
Aloisi (PSI) Questa è una vicenda molto ingarbugliata, signor Presidente della Giunta. E' una vicenda probabilmente poco chiara, perché ci sono troppe incongruenze e falsità, anche nelle dichiarazioni che lei aveva fatto in passato. E le falsità, per esempio, sono presenti anche in questo parere legale, che era già stato citato dal collega Pascale la volta scorsa, dove dice che per la Regione è indispensabile il definitivo comportamento da seguire e cioè in qualche modo difendere la convenzione modificata oppure rinunciare.
In pratica il parere legale diceva che su questa convenzione si potevano seguire due strade: o rinunciare o cercare di modificare. Lei invece è venuto in Consiglio a dirci che i pareri legali erano tutti per revocare.
Ci sono tante incongruenze che dimostrano la mancanza di idee da parte di questa Giunta per arrivare ad una soluzione del problema, perché nel momento in cui si viene a dire: "Noi ci asteniamo sugli emendamenti proposti dal collega Pascale", quando dice esattamente le stesse cose che propone la Giunta e che ha dichiarato prima il Presidente della Giunta, che condivide l'accettazione della risoluzione consensuale senza oneri per l'Amministrazione regionale, perché non lo accetta e non lo mette per iscritto? Perché bisogna dare questa delega in bianco, quando in realtà dimostra che a parole la accetta e poi nei fatti non ne vuole sapere e dichiara l'astensione dei gruppi di maggioranza?
Queste sono quelle situazioni anomale, che dimostrano che non possiamo assolutamente avere fiducia nella volontà di questa maggioranza e di questa Giunta a portare avanti le soluzioni dei problemi. Quando si dice di chiarire meglio quali sono i programmi organici o i progetti organici per salvare e sanare l'occupazione all'Autoporto di Pollein e quindi di essere più precisi e più chiari, il Presidente della Giunta non risponde. Dice: vedremo, faremo, cercheremo di fare.
Alla gente che ha già ricevuto le lettere di licenziamento il 1° gennaio che cosa andremo a dire? Loro in quel momento si troveranno su una strada. Possiamo dirgli che continueremo a vedere ed a ricercare, per trovare un progetto, cosicché rimane sempre un progetto astratto, per sanare e salvare la situazione occupazionale?
Ecco quindi quello che emerge da questa delibera, dalla proposta di questa maggioranza. Non emerge nulla, emerge una situazione dove non si prendono impegni precisi, non si danno risposte precise, soprattutto per salvare l'aspetto occupazionale.
Dimostra una mancanza di volontà da parte di questa Giunta e di questa maggioranza di confrontarsi anche con le forze di opposizione, perché le proposte presentate dal collega Pascale sono proposte accettate verbalmente dal Presidente della Giunta, il quale però dichiara la sua astensione sugli emendamenti che sono stati proposti.
E' una contraddizione, un controsenso. Se si accettano e si condividono, bisogna avere il coraggio di dirlo e quindi di prenderne atto. A cosa serve dire: accettiamo, ha ragione, condividiamo queste scelte, però ci asteniamo.
Ecco questo dimostra la mancanza di fiducia e quindi noi dichiariamo il voto contrario e sicuramente non daremo una delega in bianco, come ha già detto il collega Pascale, e saremo molto attenti, perché le dichiarazioni del Presidente della Giunta, perlomeno nel prossimo futuro, siano seguite per valutare la volontà reale di risolvere i problemi o soltanto di creare "aria fritta", come lo dimostrano i fatti da quattro mesi a questa parte, dove i problemi rimangono sul tappeto e dove non si porta a soluzione nulla, dimostrando l'incapacità della Giunta a perseguire la soluzione di questi gravi problemi.
Presidente Ha chiesto di parlare il Consigliere Bondaz, ne ha facoltà.
Bondaz (DC) Signor Presidente, sto ancora cercando di valutare perché questi emendamenti proposti sarebbero più o meno gli stessi e per cui si poteva fare una discussione unica. Ma tant'è, il Consiglio ha deliberato e quindi non ho motivi per ulteriori polemiche.
Quello che peraltro mi lascia abbastanza perplesso è il deliberato, quindi l'emendamento presentato dal Presidente della Giunta, che, a meno di errori da parte mia, credo non sia neanche scritto in italiano. Perché vorrei sapere che cosa significa in italiano: "2) di impegnare la Giunta regionale a ricercare con società aventi titolo, forme e modalità di collaborazione con la Regione autonoma Valle d'Aosta per la realizzazione di un progetto organico di valorizzazione economica e occupazionale nel rispetto del trattato CEE e della normativa nazionale vigente".
Ha senso, si capisce che cosa vuol dire, ma il senso letterale è evidentemente sbagliato, perché quanto meno c'è un "per" di troppo; quindi chi ha scritto questo secondo capoverso della deliberazione, evidentemente stava pensando in una lingua diversa dalla lingua italiana.
A parte questo, come già ha detto il collega che mi ha preceduto, Beneforti, noi non potremo votare questo deliberato - lo abbiamo già detto nella scorsa riunione - perché significa dare una delega in bianco alla Giunta, cosa che noi non ci sentiamo di dare.
Se ci fossero state delle valutazioni diverse, delle proposte diverse da parte della Giunta, probabilmente non avremmo avuto nessun motivo e nessuna remora a votare anche la revoca della convenzione con la SDS, ma avendo degli elementi a sostegno di questa proposta.
Ecco perché era nata la richiesta, avanzata dal nostro Gruppo, di un rinvio alla Commissione. Non era un fatto di ostruzionismo, come qualcuno poteva pensare, ma solo di maggiore informazione nei confronti del Consiglio.
La maggioranza non ha ritenuto di accogliere questa richiesta, per cui ci troviamo a deliberare su un'autorizzazione alla Giunta regionale, che non sappiamo dove vada a finire.
Non vorrei che, improvvisamente o non improvvisamente, il Consiglio regionale dovesse trovarsi a deliberare su una società, magari formata dall'Autoporto, dalla SDS e da una fantomatica società svizzera. Se così fosse, evidentemente ci troveremmo di fronte ad un ingarbugliamento da parte della Giunta nei confronti del Consiglio.
Non condivido molte cose che fa o dice il Consigliere Andrione, però una cosa la devo condividere, perché ha detto delle cose sagge. Questa delibera è un "non senso", signor Presidente, perché lei, unitamente alla Giunta, ha l'autorità di farlo autonomamente, senza l'approvazione da parte del Consiglio. Poteva portare in sede di Consiglio una proposta di revoca da parte della Giunta, che era più che lecita e più che normale, sulla quale si poteva discutere, ma mai chiedere preventivamente un'autorizzazione da parte del Consiglio.
Mi sembra che si voglia esagerare in quel concetto di centralità del Consiglio, che ha senso nella misura in cui si tengono ben distinte e separate le competenze dell'esecutivo e le competenze deliberative del Consiglio regionale.
Così facendo, mi scusi, si chiede una delega in bianco, perché noi per esempio non sappiamo quali sono queste società a cui lei vuol fare riferimento per una collaborazione diversa dalla SDS.
Non sappiamo se questa revoca sarà fatta in termini gratuiti o in termini di carattere oneroso. Quindi ci mancano parecchi elementi che evidentemente non ci permettono di ratificare, o quanto meno di votare a favore di una proposta di questo genere.
L'unica cosa che capiamo, e la capiamo con grande margine di validità, è che si intende, da parte di questa maggioranza, delegittimare tutto quanto è stato fatto dalla Giunta precedente.
Se non altro per un motivo di carattere umano, più che di carattere politico, mi sento in dovere di sollecitare i collaboratori della mia Giunta, a rivedere e quanto meno a non votare una proposta di questo genere, perché significherebbe che tutto quanto è stato fatto - non voglio usare un temine duro - in malafede, cosa che non accetto nel modo più totale e nel modo più assoluto.
Dopodiché, se la Giunta regionale ci proporrà una proposta più valida, più interessante, che però abbia il substrato di quella che è la convenzione fatta a suo tempo, studiata e rivista dai funzionari regionali, e quindi non dai politici in modo particolare, allora valuteremo questo lavoro portato avanti dalla Giunta.
Mi sembra che qui si voglia distruggere senza costruire ed allora questa proposta, mi consenta, signor Presidente, noi non possiamo seguirla. E non è per questioni di parte, perché noi siamo in minoranza e voi siete in maggioranza, no assolutamente, non è nel nostro abito mentale fare discorsi di questo genere. Noi non lo accettiamo perché ci sono delle motivazioni di carattere amministrativo che ci impediscono di votare una proposta di questo genere, perché lei non ci ha dato le risposte a cui noi teniamo.
Anche lei, se fosse stato da questa parte, evidentemente non avrebbe dato una delega in bianco a chiunque fosse seduto sulla sedia del Presidente della Giunta.
Pertanto noi, come è già stato annunciato, voteremo contro l'emendamento presentato dal Presidente della Giunta, così come non voteremo gli emendamenti presentati dal Consigliere Pascale, perché riteniamo che, venendo approvato l'emendamento al posto numero uno, gli emendamenti al numero due e tre evidentemente non verranno neanche messi in votazione da parte del Presidente della Giunta.
Presidente Passiamo alla votazione degli emendamenti in oggetto. Do lettura dell'emendamento alla parte deliberativa presentato dal Presidente della Giunta regionale Lanivi:
Emendamento La parte dispositiva è così sostituita:
"Delibera
1) di autorizzare il Presidente della Giunta regionale a svolgere trattative per la risoluzione consensuale della convenzione Regione Autonoma Valle d'Aosta - Società di Servizi SDS S.p.a. del 4 marzo 1992 Rep. 1050, nonché a predisporre gli atti necessari affinché il Consiglio regionale possa deliberare al riguardo;
2) di impegnare la Giunta regionale a ricercare, con società aventi titolo, forme e modalità di collaborazione con la Regione autonoma Valle d'Aosta per la realizzazione di un progetto organico di valorizzazione economica e occupazionale nel rispetto del trattato CEE e della normativa nazionale vigente".
Presidente Pongo in votazione l'emendamento alla parte deliberativa presentato dal Presidente della Giunta Lanivi:
Esito della votazione
Presenti: 30
Votanti: 30
Favorevoli: 21
Contrari: 9
Il Consiglio approva
Presidente Do lettura degli emendamenti alla parte deliberativa presentati dal Consigliere Pascale:
Emendamenti 1) Al punto 1) del deliberato, dopo le parole: "risoluzione consensuale", aggiungere: "senza oneri per l'Amministrazione regionale";
2) Aggiungere il seguente punto 2 al deliberato: "di impegnare la Giunta regionale a ricercare con la SDS o altre società aventi titolo, forme e modalità di collaborazione con la Regione Valle d'Aosta, per la realizzazione degli obiettivi produttivi ed occupazionali della Convenzione di cui al punto 1), nel rispetto delle normative comunitarie, ed a riferire entro sessanta giorni al Consiglio regionale in merito a tale progetto.
Presidente Pongo in votazione l'emendamento al punto 1) della parte deliberativa presentato dal Consigliere Pascale:
Esito della votazione
Presenti: 29
Votanti: 11
Favorevoli: 4
Contrari: 7
Astenuti: 18 (Agnesod, Bajocco, Bich, Chenuil, Cout, Faval, Lanivi, Louvin, Mafrica, Martin, Monami, Mostacchi, Perrin, Rusci, Stévenin, Trione, Vallet e Viérin)
Il Consiglio respinge
Presidente Pongo in votazione l'emendamento al punto 2) della parte deliberativa presentato dal Consigliere Pascale:
Esito della votazione
Presenti: 30
Votanti: 10
Favorevoli: 4
Contrari: 6
Astenuti: 20 (Agnesod, Andrione, Bajocco, Bich, Chenuil, Cout, Faval, Lanivi, Louvin, Mafrica, Marcoz, Martin, Monami, Mostacchi, Perrin, Riccarand, Rusci, Stévenin, Vallet e Viérin)
Il Consiglio respinge
Presidente Pongo in votazione la proposta nel suo complesso.
Ha chiesto di parlare il Consigliere Aloisi, per la dichiarazione di voto, ne ha facoltà.
Aloisi (PSI) Naturalmente noi voteremo contro. Volevo soltanto rivolgermi a quei colleghi consiglieri e assessori, per sapere da loro con quale faccia votano adesso questo provvedimento, quando pochi mesi fa avevano votato esattamente il contrario. Come fanno oggi a votare una revoca, quando pochi mesi fa avevano votato la convenzione. Mi rivolgo a quei colleghi che sono seduti sui banchi della Giunta e ad altri colleghi che sono all'interno di questo Consiglio.
Almeno si abbia il coraggio di avere un po' di coerenza: non si può votare a favore tre mesi fa e votare contro oggi perché c'è la volontà manifesta di questa maggioranza di offuscare quello che è stato fatto nel passato.
Non è così che si fa politica, la politica si fa in modo diverso: la politica si fa lavorando insieme per risolvere i problemi.
Volevo solo evidenziare questo aspetto negativo da parte di quei colleghi consiglieri che oggi hanno la doppia faccia e non so con quale coraggio voteranno questa risoluzione.
Presidente Ha chiesto la parola il Consigliere Ricco, per la dichiarazione di voto, ne ha facoltà.
Ricco (DC) Noi voteremo contro, per tutte le considerazioni che abbiamo già fatto e per quanto dirò ora.
Di fronte alla crisi finanziaria, che colpirà la nostra regione a partire dal 1993, crisi o tragedia finanziaria che andrà ad incastonarsi nella grave crisi che sta colpendo l'Italia, questa Giunta altro non sa fare che richiedere al Consiglio l'autorizzazione a svolgere trattative per la risoluzione della convenzione Regione autonoma-SDS.
Tutti sapete che l'introduzione del nuovo regime comunitario dell'IVA e l'abolizione delle barriere doganali tra i Paesi CEE porterà alle casse dello Stato un ammanco di oltre 12.000 miliardi. E' vero che questo ammanco sarà solo in parte di cassa e non di percezione o di diritto, in quanto potranno rientrare l'anno successivo oppure non figureranno tra i rimborsi dovuti l'anno dopo. E così, ai tanti problemi che abbiamo si aggiunge quello di come far fronte a una simile riduzione di risorse per l'erario, per il prossimo anno.
Con il passaggio dal pagamento immediato in dogana al versamento mediante liquidazione periodica, si avrà uno slittamento all'anno '94 di oltre 3.000 miliardi di IVA, inoltre altri 2.000 miliardi non verranno più pagati prima e poi chiesti al rimborso.
Le conseguenze più allarmanti dipendono dal probabile aumento delle frodi, a causa della eliminazione, prevista dalle direttive comunitarie, dell'obbligo della bolla di accompagnamento per le merci dirette in altri Paesi CEE. L'esistenza di una maggiore quantità di beni commerciati "in nero" avrà poi un'ulteriore ricaduta in termini di minor imponibile IRPEF, che interessa sempre noi, IRPEG e altro.
Come potete dedurre, questi problemi avranno immediati riflessi negativi sulla Valle d'Aosta, sia come entrata IVA, che costituisce oltre il 50 percento del gettito del riparto fiscale, che di altre imposte.
Non mi si venga a dire che si stanno studiando sistemi in grado di far pagare in Valle le imposte, che andranno invece pagate in Piemonte o in Lombardia. Chi lo afferma dice bugie oppure spera di poter sognare ad occhi aperti.
La convenzione con la SDS, stipulata dalla precedente Giunta, avrebbe permesso di attenuare, almeno in parte, questa crisi finanziaria e la crisi occupazionale, che andrà sempre più aggravandosi anche in Valle d'Aosta.
Il nostro riparto fiscale, che tutti ci invidiavano e che ha permesso alla Valle d'Aosta di raggiungere un certo benessere sociale, è in grave pericolo a causa dell'abbattimento delle frontiere.
Diversi consiglieri, me compreso, hanno sempre chiesto a chi siede sui banchi della Giunta, di studiare piani alternativi, nuove proposte da presentare al Governo centrale. Con grande rammarico, devo constatare che si è solo pensato a spendere la voluminosa massa di denaro a disposizione e non si è mai voluto affrontare nessun progetto di studio, né per mantenere quel che ci spetta e nemmeno progetti nuovi, esaminando tutte le entrate erariali che si verificano in Valle.
Sapete benissimo che non tutte le imposte e non tutte le tasse sono comprese nella legge di riparto fiscale; si trattava quindi di esaminare analiticamente tutte le voci del bilancio erariale, per cercare di farle includere nel riparto, in tempo e luogo opportuni.
Ecco perché la vecchia maggioranza aveva tentato di procrastinare nel tempo la nostra futura crisi finanziaria, approntando la convenzione che avrebbe portato linfa nuova alla nostra Valle, e questo sarebbe avvenuto se non ci fossero stati nemici interni della Valle, oltre a feroci nemici esterni.
Presidente Ha chiesto la parola il Consigliere Bajocco, per la dichiarazione di voto, ne ha facoltà.
Bajocco (PCI-PDS) Non volevo intervenire, ma lo farò dopo l'intervento del Consi-gliere Aloisi, che ha detto: "Voglio vedere come si comportano quelli che hanno votato prima e oggi votano in modo diverso".
Voglio solo dire che non ho mai avuto una doppia faccia. Da quando faccio politica ho sempre detto le cose come stanno.
Il problema della convenzione SDS-Mercedes. Due anni fa, quando i giornali avevano sbandierato che l'allora Presidente della Giunta Bondaz affermava che la nuova convenzione con la SDS ci avrebbe portato cinquecento posti di lavoro, penso che tutti eravamo entusiasti: con la grande crisi occupazionale che vi era e che c'è tuttora nella nostra regione, ben venga una struttura nuova per creare posti di lavoro. Per questo motivo, quando abbiamo votato in Consiglio la convenzione, l'abbiamo votata quasi tutti.
Il problema è che questa convenzione non è andata avanti; questo è il discorso che noi oggi siamo qui a rivedere, a concordare per rivedere questa posizione.
Sono mesi che questa convenzione è bloccata dalla CEE; ci hanno bloccato questo aspetto, cosa dobbiamo fare? Dobbiamo continuare tenendo in piedi qualcosa che non ci aiuta ad andare avanti?
A mio avviso, dobbiamo cercare di rivedere cosa si può fare; ecco per quale ragione concordo con quel deliberato che abbiamo votato. Concordo, perché ho fiducia nel Presidente della Giunta e perché, anche se certe parole non sono state dette, sono convinto che ad esse seguiranno i fatti.
Il problema dell'occupazione. Mi auguro che si arrivi a dei progetti chiari, perché il problema dell'occupazione dei cento e più dipendenti dell'Autoporto, è un problema che interessa non solo l'opposizione ma anche il mio Partito, interessa la maggioranza. A noi come Partito credo che nessuno possa rimproverare di essere stati contro il problema occupazionale. Ci siamo battuti negli anni difficili, ci battiamo oggi, ci batteremo domani, perché il lavoro è un diritto di ogni cittadino. E' per questo che ho concordato nel votare quella risoluzione e il problema di doppia faccia è bene che cerchiamo di evitarlo.
Presidente Ha chiesto la parola il Consigliere Martin, per la dichiarazione di voto, ne ha facoltà.
Martin (ADP) Il mio non vuole essere un intervento di giustificazione, ma un intervento di precisazione.
Per la verità, pensavo che già nel mio intervento di venerdì si fos-se capito quale era il nostro atteggiamento e perché avevamo pre-visto di dare un parere favorevole a questo deliberato. Proba-bilmente le mie parole non sono state capite o sono state travisate volutamente, per cui è bene precisare il mio pensiero. Noi abbiamo dato un parere favorevole alla convenzione con la SDS, alcuni mesi or sono, perché eravamo convinti che poteva essere un modo per superare i problemi dell'area aeroportuale e un affare veramente vantaggioso per l'intera comunità valdostana.
Daremo il nostro voto favorevole alla risoluzione presentata quest'oggi dal Presidente della Giunta, perché siamo ancora convinti che quella sia la strada da seguire. Le due cose, anche se possono sembrare contraddittorie, in effetti non lo sono. Abbiamo detto che eravamo d'accordo allora, ma abbiamo appurato che si sono create delle difficoltà per le quali questa convenzione non ha potuto andare avanti. Difficoltà sorte in sede comunitaria, per cui pensiamo che quello che ci viene proposto quest'oggi sia un modo per superarle e per portare in porto quest'importante convenzione.
Da parte della Giunta ci è stato garantito un certo itinerario, ci è stato garantito che questo è il modo migliore, sentendo anche dei pareri legali, per risolvere finalmente questa importante convenzione. Ne prendiamo atto.
La Giunta si è assunta le sue responsabilità e, come è stato detto in questa sede, terrà costantemente informate le commissioni ed il Consiglio. Noi, su questo piano, approviamo quindi questa risoluzione seguendola da vicino, perché ci rendiamo conto che questa è l'ultima occasione per poter dare una speranza a tutti quei lavoratori dell'Autoporto che, se vedessero svanire la possibilità di questa convenzione, non potrebbero avere altra alternativa.
Quindi è con questo spirito che votiamo questa convenzione, sperando che quanto prima possa veramente concretizzarsi.
Presidente Ha chiesto la parola il Consigliere Rusci, per la dichiarazione di voto, ne ha facoltà.
Rusci (PRI) Brevemente per dichiarazione di voto.
Credo sia chiaro a tutti quello che è il panorama economico nel quale la Valle d'Aosta si deve muovere; il clima è il clima della recessione, tutti un po' più poveri, minori possibilità di investimento, quindi minori possibilità per l'occupazione.
Noi avevamo dato una valenza importante alla convenzione con Mercedes allora, la stessa valenza la confermiamo oggi. Bisogna però prendere atto pragmaticamente che si sono modificati i termini del problema e che un pesante contenzioso si è aperto in sede CEE. La Giunta ed il suo Presidente hanno valutato la risoluzione consensuale della convenzione, come lo strumento più rapido per uscire da questa impasse e noi ne prendiamo atto.
Non credo che il Presidente della Giunta Lanivi sia un irresponsabile o pecchi, peggio ancora, di ingenuità politica. Sarebbe irresponsabile se, facendo cadere definitivamente la convenzione con Mercedes, sottraesse alla Valle d'Aosta una grossa possibilità economica e occupazionale.
Sarebbe un ingenuo dal punto di vista politico se lasciasse unicamente al Presidente della Giunta precedente la gestione politica del consenso che si era creato su questa convenzione, sulle possibilità operative e sulle ricadute che la Valle d'Aosta avrebbe avuto.
Noi prendiamo atto che chi più sa, chi ha avuto in questo periodo i contatti con SDS, con Mercedes, propone la risoluzione consen-suale. Prendiamo anche atto che si è lavorato, da parte di Martin, da parte mia anche, alla presentazione di un secondo emendamento, quello dell'impegno della Giunta per cercare, con società aventi titolo, altre forme di collaborazione, affinché il progetto Mercedes-Valle d'Aosta non vada "a mare", ed è con questo spirito che votiamo a favore del documento che ci è stato presentato.
Presidente Ha chiesto la parola il Consigliere Pascale, per la dichiarazione di voto, ne ha facoltà.
Pascale (PSI) Avevo detto precedentemente che il Consiglio regionale è chiamato a votare basandosi su fatti oscuri.
Gli interventi che ho appena sentito da parte dei consiglieri, i quali prima erano in maggioranze diverse e ora sono nell'altra maggioranza, mi fanno capire che effettivamente c'è una parte del Consiglio regionale che non è al corrente di determinate cose.
Noi andiamo a votare la risoluzione di una convenzione, e quindi la chiusura di un progetto, e sento parlare di una modifica, che recuperi quelli che erano gli obiettivi della vecchia convenzione.
L'avevo già detto venerdì e l'ho ripetuto stamattina: se ci fosse stato oggi un progetto chiaro da parte della Giunta, che andasse in questa direzione anche con una società diversa dalla SDS, noi eravamo d'accordo.
Ci aspettavamo che il Presidente della Giunta venisse qui dopo tre mesi a dire: dobbiamo risolvere questa convenzione perché la normativa CEE la contrasta, ma contemporaneamente vi è un'altra proposta che raggiunge gli stessi obiettivi. Non mi pare di aver capito, dalle parole del Presidente della Giunta, queste cose.
Vedo con piacere che nell'intervento di alcuni consiglieri questo viene auspicato, non so se sulla base di dati di cui loro sono a conoscenza e noi no, e quindi loro possono fare un atto di fiducia al Presidente della Giunta, mentre noi in questo momento non lo possiamo fare, perché dobbiamo solo prendere atto che, dopo tre mesi, c'è la revoca di un progetto, ma dall'altra parte non ci viene proposto nulla.
Se ci verrà proposto in futuro certamente noi lo prenderemo in considerazione, allo stato attuale non possiamo che ribadire il voto contrario a questa risoluzione.
Presidente Ha chiesto la parola il Consigliere Riccarand, per la dichiarazione di voto, ne ha facoltà.
Riccarand (VA) Per dichiarare il voto favorevole del Gruppo Verde alternativo sulla risoluzione presentata dal Presidente della Giunta regionale, per le motivazioni che già avevo espresso in sede di discussione generale sul provvedimento.
Il nostro Gruppo aveva dato un giudizio negativo sulla convenzione Regione-SDS. Non l'abbiamo mai considerato un progetto valido e quindi riteniamo positivo che oggi si avvii una procedura per la risoluzione di questa convenzione, la quale ha solo fatto perdere del tempo alla nostra Regione, senza aprire nessuna prospettiva utile per la nostra comunità.
Presidente Ha chiesto la parola il Presidente della Giunta Lanivi, per la dichiarazione di voto, ne ha facoltà.
Lanivi (GM) Intanto, e non è tattico, voglio ringraziare indistintamente tutti gli intervenuti in questo dibattito.
Qualcuno ha detto che si tratta di un dibattito che poteva non avvenire, un atto che poteva essere assunto direttamente dal Presidente della Giunta, ma io credo che il dibattito, avvenuto giovedì pomeriggio e questa mattina, non sia stato inutile ma sia servito a mettere a fuoco, anche se non completamente, un problema che non si esaurirà certamente in questa mattinata.
E se devo ringraziare tutti i consiglieri, mi preme sottolineare il ringraziamento al Consigliere Ricco, e lo faccio doverosamente, perché ha posto un problema che deve essere sottolineato, cioè che con il 1° gennaio 1993 si avvia una nuova fase, la quale tende all'attuazione del mercato unico europeo e che avrà importanti conseguenze sulla vita finanziaria, economica e sociale della nostra regione.
Approfitto proprio di questo intervento per dire che è probabile che la convenzione - ed è sotto questo aspetto che andrebbe presa - poteva superare od era lo strumento per superare in maniera positiva la nuova situazione, che si verrà a determinare dopo il 1° gennaio 1993 in termini finanziari, sapendo che da quella data cadranno le dogane all'interno dei Paesi che fanno parte della CEE.
Potremo richiedere ed avere garanzie da tecnici esperti e qualificati, per verificare se la convenzione SDS-Regione Valle d'Aosta lo sia veramente, a prescindere dal blocco che la Comunità europea ha posto a questa convenzione. Questo è un primo punto.
Il secondo punto, forse in maniera non chiara, perché sono problemi che riguardano aspetti più propriamente tecnici, ha per oggetto la modificazione, a seguito dell'abolizione della dogana, del percepimento dell'IVA da destinazione a origine.
Il periodo dal 1° gennaio 1993 al 1° gennaio 1997, ritenuto un periodo di transizione, riguarda esclusivamente il percepimento dell'IVA a destinazione e ad origine. Non è mai stato posto in discussione il fatto cha dal 1° gennaio 1993 cadranno le dogane interne.
Il Consigliere Ricco ha fatto una osservazione di tipo pessimistico, affermando che non esisterebbe quella possibilità su cui noi non abbiamo perso tutte le speranze, e cioè che nelle modalità che lo Stato italiano ha di dare applicazione, in questo periodo di transizione, e cioè del passaggio del percepimento dell'IVA da importazione dalla destinazione, prima novità, all'origine, dopo il 1° gennaio 1997 non attui delle modalità che consentano delle operazioni all'Autoporto di Aosta, le quali rappresenterebbero un dato positivo.
Questa tesi non la sostengo solo io, è tesi anche sostenuta da alti funzionari del Ministero delle finanze e sulla quale comunque il Ministero delle finanze non ha ancora preso nessuna decisione.
Per cui è vero che questo non è un dato di certezza. E' vero però che il Ministero delle finanze su questo aspetto non ha preso ancora alcuna decisione e ci sono, oltre alla Valle d'Aosta, altre regioni, altre realtà nazionali che sono interessate affinché queste modalità possano avere, nella transizione, delle forme di applicazione, le quali tengano conto di esigenze che non sono solo quelle della Valle d'Aosta.
In questo senso c'è una nostra azione e ci auguriamo che possa arrivare a qualche conclusione, perché riguarda migliaia di lavoratori, oltre a quelli attivi nell'area autoportuale di Aosta. Questo è il primo aspetto del problema, grande, che apre alcuni interrogativi, sottolineati dal Consigliere Ricco.
Secondo aspetto: convenzione Regione-SDS. Abbiamo poco da dire, questa convenzione è bloccata. La proposta di azioni che stiamo attuando parte dal principio che nel mese di giugno la CEE ha posto dei limiti, per i quali non è opportuno e non è consigliabile che si continui con questa guerra in una condizione di blocco totale.
Quindi la risoluzione della convenzione non vuole dire abbandonare i rapporti con la SDS; ecco perché può essere considerato superfluo o rafforzativo il secondo comma, poiché uno è la convenzione attuale bloccata, altro è i rapporti con la SDS. Questo d'altra parte rappresenta un rafforzativo di quelle che già erano le premesse del documento presentato.
Ultimo punto: è chiaro che l'area autoportuale nel suo complesso - l'ho detto e lo sintetizzo in queste dichiarazioni - va rivista, riconvertita come area di servizio ad attività commerciali, di trasporto e di scambio, alla luce della nuova situazione che si è venuta a creare in Europa con l'abbattimento delle dogane.
Questo è quanto abbiamo sostenuto e abbiamo sostenuto che ciò deve avvenire all'interno di un disegno organico che valorizzi quell'area.
Per il futuro, qualcuno ha voluto parlare di lati oscuri, di falsità del Presidente e cose di questo genere: io mi sono limitato a dire le cose che mi sono state dette. E' possibile che ci siano anche cose diverse, riportate dalla stampa, le verificherò. Non ho motivi per pensare oggi a cose diverse, poiché non ho avuto né comunicazioni ufficiali né altro.
Volevo sottolineare il mio impegno, e l'ho fatto, di aggiornare costantemente le commissioni e il Consiglio sull'evoluzione di questa faccenda, in assoluta trasparenza.
Mi assumo l'impegno, mettendo in campo anche la mia persona, la mia credibilità, pronto ad andarmene se questa trasparenza non fosse verificata a livello di commissioni. Lo farò portando ogni movimento ma anche ogni atto, fatto o comunicazione che possa servire al Consiglio regionale per decidere con assoluta conoscenza dei fatti.
Credo di averlo già dimostrato e continuerò a farlo per il futuro.
Presidente Ha chiesto la parola il Consigliere Bondaz, per la dichiarazione di voto, ne ha facoltà.
Bondaz (DC) Ho sentito la pacata dichiarazione di voto del Presidente della Giunta e per certi versi me ne posso anche compiacere.
Non posso essere considerato sicuramente un tecnico particolarmente competente nella materia di diritto comunitario, però penso di poter dire con una certa validità che la SDS non serve alla Valle d'Aosta dopo il 1993, non serve se la si tiene come figura singola. Il progetto che era stato avanzato era un progetto, composto da convenzione con SDS e convenzione con Mercedes. Se non si tiene questo duplice problema, se non si ha chiara questa proposta, il fatto di revocare la convenzione con la SDS può anche essere fattibile; ma poi, nel 1993, cosa succede?
Allora qui nasce l'equivoco, signor Presidente. Forse non ci siamo voluti capire oppure non ci siamo capiti perché non ci siamo spiegati bene. La SDS, come a suo tempo è stato detto, era il braccio operativo della Mercedes ed in questo senso erano e devono essere collegate le due operazioni, perché se facciamo la SDS e non manteniamo i rapporti con la Mercedes, oppure la Mercedes non vuole mantenere i rapporti con la SDS, signor Presidente, questa operazione - glielo premetto io - è una operazione che è un nonsenso.
La SDS era nata in seconda o terza battuta con i rapporti con la Mercedes, perché le prime operazioni sono state fatte diretta-mente con la Mercedes. Poi, per problematiche comunitarie della Mercedes, si venne a creare, a immaginare, questa società, che, piaccia o non piaccia sentirlo dire, è la società che, benché non lo si potesse dire per ragioni tattiche, era collegata con la Mercedes.
Lei lo ha dimostrato che la SDS era la società che avrebbe avuto la maggioranza assoluta da parte della Mercedes. E allora questo significa che c'era una coesione di rapporti tra una società e l'altra.
Allora che cosa nasce: che se noi non riusciamo prima della fine del '92 - ed era questo il tentativo evidentemente logico, di inserire in Valle d'Aosta le sede legale della Mercedes, cosa sulla quale per la verità la Mercedes ha avuto sempre delle problematiche anche interne al Consiglio di amministrazione di Stoccarda - ad inserire una società a completa partecipazione Mercedes, che diventi la società di importazione per quanto riguarda i prodotti Mercedes, è evidente che nel '93 la SDS non serve più a nulla.
Se non riusciamo a fare questo tipo di operazione, non riusciremo neanche a ricavare, non più l'IVA di importazione perché non ci sarà più, ma comunque l'IVA che viene pagata a destinazione, perché questa società dovrebbe avere le caratteristiche di essere la società di proprietà della Mercedes che procede alle importazioni, o quanto meno all'acquisto delle merci che dalla Mercedes arrivano alla Valle d'Aosta. In quella sede allora noi possiamo recuperare l'IVA, che non sarà più di importazione.
Se non succede questo, tutta l'operazione è finita, non ha più senso, che sia SDS o "società Pinco Pallino". Ecco perché sono nati degli equivoci che si è cercato di spiegare. Certe volte non ci si vuol capire per ragioni di collocazione di posti, ma questa era l'unica vera ragione e proposta che si poteva mandare avanti. Se ciò non fosse, allora valuteremo la capacità dell'attuale maggioranza di creare queste condizioni. Perché se si creano queste condizioni, che nascono poi da due anni a questa parte, allora sì che tutta l'operazione ha un senso, i posti di lavoro e tutte queste cose. Sul fatto poi che oggi ci troviamo in difficoltà nei confronti della CEE, ricordo che ci siamo trovati decine di volte in difficoltà con lo Stato italiano e in questo Consiglio abbiamo sentito le proposte, le indicazioni, da parte di tutti i gruppi consiliari per una decisa azione di autodifesa della nostra autonomia.
Ora io credo che non è che si faccia la difesa della nostra autonomia solo ed esclusivamente nei confronti dello Stato italiano, ma anche nei confronti delle altre regioni, perché anche le altre regioni sono entità, istituti giuridici o entità giuridiche che possono avere delle differenze nei confronti della nostra regione, ma anche nei confronti della CEE.
Credo che bisogna difendere la nostra autonomia in tutti i modi e in tutti i sensi, non a senso unico. Bisogna che il Consiglio regionale, la Giunta regionale in questo caso, abbia la capacità, la voglia - perché qui ci manca la voglia politica di fare un'azione di questo genere - di autodifesa della nostra autonomia, su un problema di grossa rilevanza.
E' vero signor Presidente, l'IVA di percepimento, l'IVA in dogana: siamo a conoscenza dei rapporti che la Giunta sta portando avanti attraverso il Ministero delle finanze, e in modo particolare il Senatore Dujany. Non c'è nulla da nascondere, fa bene. Finalmente vediamo che fanno qualcosa il nostro Deputato e il nostro Senatore, al di là di votare a favore di un Governo prima e poi votargli contro, perché la marea della gente non è d'accordo. Quindi bisogna avere anche una indicazione politica nei confronti della gente, dire le cose come stanno.
Sulla proposta che la Giunta e il Senatore Dujany vogliono portare avanti nei confronti del Ministero delle finanze, mi permetto in questa aula, in questo momento, purtroppo, di avere grosse difficoltà a credere, perché le notizie che a noi pervengono sono notizie evidentemente diversificate rispetto a quelle che ci sono state riferite.
Però è giusto che la Giunta vada avanti, prosegua, combatta, tuteli la nostra autonomia come ritiene opportuno e su questa battaglia ci troverà sempre vicini; ma come lo fa nei confronti del Ministero delle finanze e dello Stato italiano, secondo noi era giusto farlo anche nei confronti della CEE.
Poi, signor Presidente, veramente non sono riuscito a capire quando lei parla e dice di non abbandono dei rapporti con la SDS. Allora, se questo è un contentino, vada, ma se viceversa è una valutazione che ritiene di fare, allora non riesco a capire perché si debba votare una deliberazione che chiede la possibilità alla Giunta di fare una revoca consensuale. Mi sembra una contraddizione che forse non riesco a capire.
Non sono certamente qui a tutelare o a fare l'avvocato di fiducia della SDS perché non credo che ne abbia bisogno. Sono qui a tutelare, per quanto mi riguarda, un rapporto, un progetto, che evidentemente aveva una sua finalità ed una sua valenza nei confronti della nostra regione, nell'interesse della nostra regione.
Se poi, invece che con SDS si dovranno tenere i rapporti, come dice nel suo emendamento, nei confronti di un'altra società, ci troveremmo, signor Presidente, nella stessa identica situazione, perché allora non sarà più la SDS che avrà difficoltà di rapporti con la CEE, ma sarà la "società Pinco Pallino" che avrà difficoltà di rapporti con la CEE, perché ormai imboccata quella strada, non credo che la CEE sia...
Viceversa, se si fosse cercato il dibattito, il dialogo, cosa che non abbiamo sentito in quest'aula, anche se può darsi che ci sia stato, nei confronti della Comunità europea, per trovare una modifica di quella convenzione, e quindi modificare quei punti che la CEE poteva avere difficoltà ad accettare, credo che i tempi potevano essere altrettanto validi.
Credo che agli atti esista ancora una mia lettera, a questo riguardo, alla Comunità europea, per chiedere indicazioni sulle modifiche che riteneva necessario fare alla Società SDS. Tale richiesta non è stata gradita da questa maggioranza, la quale ritiene di dover revocare una convenzione.
E' nel suo pieno diritto, per carità, è nel suo pieno diritto. Noi non lo condividiamo, perché non lo crediamo da un punto di vista sia di merito, sia di tutela della nostra autonomia.
Questa Giunta non tutela la nostra autonomia, perché la dobbiamo tutelare sia nei confronti dello Stato, sia nei confronti della Comunità europea, altrimenti, signor Presidente, credo che ci troviamo a fare delle lotte artate e senza avere delle conseguenze particolari.
Ecco perché, come ho detto precedentemente, non voterò questa deliberazione, che ritengo assolutamente inefficiente nei confronti della nostra regione, assolutamente lesiva di quelle che sono le nostre competenze autonomistiche che non sono tutelate da questa maggioranza.
Presidente Pongo in votazione il provvedimento definitivo di cui al punto 1 dell'ordine del giorno, il cui dispositivo è così emendato.
Il Consiglio
Delibera
1) di autorizzare il Presidente della Giunta regionale a svolgere trattative per la risoluzione consensuale della convenzione Regione Autonoma Valle d'Aosta - Società di Servizi SDS S.p.a. del 4.3.1992 Rep. 1050, nonché a predisporre gli atti necessari affinché il Consiglio regionale possa deliberare al riguardo;
2) di impegnare la Giunta regionale a ricercare con Società aventi titolo, forme e modalità di collaborazione con la Regione Autonoma Valle d'Aosta per la realizzazione di un progetto organico di valorizzazione economica e occupazionale nel rispetto del trattato CEE e della normativa nazionale vigente.
Esito della votazione
Presenti: 30
Votanti: 29
Favorevoli: 20
Contrari: 9
Astenuti: 1 (Maquignaz)
Il Consiglio approva.
