Oggetto del Consiglio n. 3784 del 7 ottobre 1992 - Resoconto
OGGETTO N. 3784/IX Intendimenti riguardo alla proposta di smantellamento dell'elettrodotto chiamato Superphenix. (Interpellanza)
Presidente Do lettura dell'interpellanza presentata dai Consiglieri Chiofalo, Ricco e Limonet:
Interpellanza A conoscenza della polemica scaturita a proposito della iniziativa della Giunta regionale volta a smantellare l'attuale elettrodotto internazionale meglio noto come Superphénix che collega la Francia all'Italia fornendo energia pari al 6 percento delle importazioni richieste dal fabbisogno nazionale;
preso atto della strana e contradditoria linea emergente nell'ambito della stessa maggioranza consiliare con punte di eccessiva anche se motivata, polemica che investono addirittura due ex-Presidenti della Giunta della stessa area unionista e con interventi chiarificatori da parte dell'Enel sulla effettiva attività dell'elettrodotto, sulla sua utilità, e sulla tipologia dei prodotto trasportato che nulla aveva ed ha a che vedere con la creazione di risorse energetiche di marca nucleare interrotta per la chiusura della centrale in suolo francese;
visto che l'iniziativa promossa dagli Assessori Rollandin e Nicco d'intesa con la Giunta viene ad interferire pesantemente con gli accordi internazionali e che, ove fosse perfezionata, dovrebbe risultare compatibile con regolari autorizzazioni ministeriali che, al momento, appaiono inesistenti;
appurato che lo stesso Enel sembra risultare all'oscuro di un'azione amministrativa demagogica ed ininfluente perché fondata su presupposti incerti già smentiti sulla stampa dall'Enel stesso;
e che non sono chiari i termini di una violenza verbale scritta inusuale dove il confronto è sempre meno serio coinvolgendo - a distanza - i protagonisti stessi dell'impiantistica e delle infrastrutture collocate sul territorio valdostano;
allo scopo di sapere qual è la reale portata - e quali le conseguenze - degli atti amministrativi caldeggiati dalla Giunta per proporre lo smantellamento;
i sottoscritti Consiglieri regionali del Gruppo della Democrazia Cristiana
interpellano
la Giunta regionale per conoscere le reali intenzioni del Governo e della maggioranza regionale in ordine al ventilato proposito ed agli atti amministrativi relativi alle proposte di smantellamento dell'Elettrodotto internazionale di cui trattasi, e se, per caso - dopo l'intervento dell'ex Presidente Andrione contrario al collega Rollandin - vi sono stati dei ripensamenti da parte della Giunta regionale dopo i propositi manifestati.
Presidente Ha chiesto di illustrare l'interpellanza il Consigliere Chiofalo, ne ha facoltà.
Chiofalo (DC) Signor Presidente della Giunta, signori Assessori, i motivi che ci hanno portato a presentare questa interpellanza si riferiscono prima di tutto al comunicato fatto dall'ufficio stampa del 4 settembre 1992, con il quale veniva richiesta dalla Giunta regionale la demolizione dell'elettrodotto Superphénix. Si dice poi nel comunicato: "La Giunta regionale, su proposta dell'Assessore all'Agricoltura, Forestazione e Risorse Naturali Augusto Rollandin, di concerto con l'Assessore all'Ambiente, ha deliberato nella riunione di questa mattina di richiedere ai Ministri dei Lavori Pubblici e dell'Ambiente la demolizione dell'elettrodotto anzidetto".
Di per sè questa iniziativa, presa da questi due Assessori, può anche sembrare una cosa giusta e naturale. Vado più avanti nel comunicato, ad esempio, nel quarto paragrafo, dove leggo una cosa che a me sembra un po' assurda: "L'insediamento dell'elettrodotto - si dice - non ha portato nessun vantaggio alla Valle d'Aosta, ma è servito unicamente a portare energie in altre Regioni italiane". E' come dire: io sto bene, non mi porta nessun beneficio questo elettrodotto, non mi interessa niente se l'amico Ricco, seduto qui vicino a me, sta morendo di fame.
Comunque, questa deliberazione assunta dalla Giunta è diventata una specie di telenovela, perché molti comunicati si sono susseguiti sugli organi di stampa, in televisione; ne voglio citare alcuni a caso. Sulla rassegna stampa del 10 c'è qualcuno che dice: "Io non c'entro, perché io non ho firmato la convenzione, non ho dato le autorizzazioni". Su un'altra rassegna stampa dell'11 settembre c'è una presa di posizione dell'allora Presidente della Giunta, Consigliere Mario Andrione, il quale dice che l'elettrodotto non si tocca e che quello che ha fatto la Giunta è una cosa errata. Un altro articolo, sempre sulla Stampa del 15 settembre, dice: "Intoccabile il Superphénix da parte dell'Enel". Certamente i motivi per dire queste cose l'Enel li avrà, perché credo che ancora l'elettrodotto trasporterà della energia, anche se la centrale francese installata nei pressi di Lione è stata chiusa. Addirittura in un articolo sulla Stampa si dice che l'elettrodotto serviva (e servirà, credo) per trasportare non solo energia elettrica dalla Francia, ma per trasportare energia elettrica dall'Italia verso la Francia in certi periodi della stagione.
Non parliamo poi di quello che penso della polemica che è venuta fuori da parte di altri Consiglieri che sedevano in questo consesso, per citarne uno, il Consigliere Gianni Torrione, e il Consigliere qui presente Elio Riccarand, che allora a buona ragione hanno preso posizione in questo Consiglio contro questo elettrodotto per ragioni di degrado ambientale.
Risultato: l'elettrodotto poi è stato costruito e quindi ora esiste. Adesso abbiamo questa presa di posizione da parte della Giunta.
Con questa interpellanza chiediamo alla Giunta di sapere quali sono le reali intenzioni del Governo regionale e della maggioranza regionale in ordine al ventilato proposito ed agli atti amministrativi relativi alle proposte di smantellamento dell'elettrodotto internazionale di cui trattasi, e se per caso, dopo l'intervento dell'ex Presidente Andrione, contrario al collega Rollandin, vi sono stati dei ripensamenti da parte della Giunta regionale dopo i propositi manifestati.
Si dà atto che, dalle ore 12,14, riassume la Presidenza il Presidente Bich.
Presidente Ha chiesto di parlare l'Assessore all'Agricoltura, Forestazione e Risorse Naturali Rollandin, ne ha facoltà.
Rollandin (UV) La première requête concernant les autorisations de la réalisation du Superphénix est de 1981, par la suite il y a eu les différentes prises de position des communes et toutes les démarches conséquentes, et on est arrivé à la réalisation et au débat qui s'était tenu même dans ce Conseil en 1983-84.
J'ai voulu reprendre ces dates pour une raison très simple; je crois que dans une série des domaines les idées et l'attention vis-à-vis de ce qui est l'environnement ont modifié. Si on va reprendre l'attention qu'il y avait par rapport aux installations industrielles agro-alimentaires en 1981 et ce qui se passe aujourd'hui, je crois qu'il y a eu un changement radical.
Cela vaut aussi pour le domaine des produits qui sont autorisés aujourd'hui par rapport à ce qui se passait une dizaine d'années; il y a eu dans ces derniers ans une série de débats concernant d'une façon spécifique le système de pollution, et parmi les pollutions il y a des pollutions qui, il y a dix ans, étaient déjà connues et dans ce Conseil on les avait même mises en relief. A cet égard il faut donner acte aux Conseillers qui déjà à ce temps avaient mis en évidence des possibles difficultés.
En même temps il y a eu, face aux problèmes des exigences de l'Enel, un débat intéressant, qui a porté à des changements d'attitude même de la part de l'Enel par rapport à ce qui se passe en Vallée d'Aoste; je parle par exemple d'une façon spécifique pour ce qui est de la possibilité de rendre certaines lignes souterraines. Il y a quatre ans, c'était une rareté un exemple de possibilité de réaliser les réseaux de l'Enel par voie souterraine. C'était tout évident qu'on utilisait les différents poteaux de soutien des fils de l'Enel; là il y avait même eu une proposition qui avait déclenché une certaine rumeur par rapport aux exigences de l'Enel, pour dire que dans certaines zones on est même disponible à intervenir du point de vue financier, afin d'enlever (voire la zone d'Arnad, de Verrès, et cetera) les vieux poteaux qui portaient les fils de l'Enel.
Je crois que la même chose, en tant que changement d'attitude envers l'environnement, c'est passé pour ce qui est des routes, pour ce qui est des moyens de transport: on a, tout en partageant certains moyens de transport, essayé d'améliorer le système, de modifier le système de construction et cetera.
Si la loi sur l'impact de l'environnement avait été appliqué à ce moment, elle aurait dit certaines choses sur la possibilité (ou non) de prévoir la réalisation de la ligne Petit-Saint-Bernard - Rondissone, qu'on appelle Superphénix.
Il faut par conséquent prendre acte que, tout en considérant des exigences de l'industrie et de l'économie, il y a eu entre-temps des modifications d'attitude, et je crois d'une façon particulière le moment où avait été demandé cette réalisation, il y avait comme aspect spécifique le transport de l'énergie, qui était à ce moment prévu par la centrale nucléaire de Creis-Malville.
Après c'est correct le raisonnement que l'Enel a présenté; elle a dit: attention, Creis-Malville n'est pas une entité à elle-même, elle est reliée à d'autres centrales, ce que nous pouvons comprendre. Mais en même temps la raison spécifique de cette intervention était pour mettre l'accent sur un thème qui a pris une importance différente. Une attention à un problème, qui, compte tenu que Creis-Malville n'est plus en production, remet en partie en discussion ce qui était un des points à la base du choix de réaliser le Superphénix.
Je ne veux pas citer qu'en même temps il y a eu des prises de position contre le nucléaire, là il y a des attitudes différentes. Par conséquent je crois que le thème est éminemment politique, c'est un dialogue différent qui doit être repris avec les Ministères, avec l'Enel; on n'a pas mis d'échéances, on a voulu soumettre à nouveau à l'attention des organes compétents un problème et, tout en reconnaissant les paternités de ceux qui avaient déjà mis en évidence certains aspects qu'on a repris dans la délibération, on veux, j'estime, au moins reprendre un dialogue différent qui va aussi dans une autre direction.
Il y aura d'ici peu la présentation d'un plan énergétique, qui dira certaines choses par rapport à la possibilité d'une certaine production qui est alternative à la production nucléaire. Et alors je crois que là le dialogue pourra permettre de remettre ensemble les différents thèmes, et si on peut envisager dans des délais moyens une reprise par rapport à la réelle utilité dans le futur de cet établissement Superphénix, en prévoyant d'enlever ces poteaux, qui ont été l'objet de toute une série d'observations de la part pas seulement des naturalistes, à présent qu'il y a eu pendant des années des observations, on a vu quels sont les effets que d'autres avaient déjà dénoncés, je crois que c'est au moins correct de le dire, de prendre acte de certains aspects et de les mettre sur le plan d'un dialogue avec les organes qui avaient pris l'initiative d'intervenir dans ce sujet.
Voilà le sens politique de cette initiative; au moment où on a dit que le Superphénix n'a pas eu d'effets positifs c'était pour dire que dans d'autres secteurs l'Enel, quand elle va décider de faire des centrales d'un certain niveau, avait prévu d'indemniser, de prendre des contacts avec les populations locales pour dire qu'en contrepartie il était prévu de faire des interventions différentes.
Ici au contraire il s'agit de considérer cet aspect en prévoyant que dans certains termes on puisse reprendre un discours constructif par rapport à ce qui est le domaine du respect de l'environnement. Voilà le sens de l'initiative, qui pourra avoir une série d'effets selon la réponse des organes qu'on ira interpeller.
Presidente Ha chiesto di parlare l'Assessore all'Ambiente, Territorio e Trasporti Nicco, ne ha facoltà.
Nicco (Ass. tec.)Solo per aggiungere alcune considerazioni su questo tema, che credo vada sfrondato dalle asprezze e polemiche che pure ha determinato e che non poteva non determinare.
Vorrei riferirmi solo a due aspetti precisi, sui quali credo il Consiglio possa convenire. Il primo è il grave impatto ambientale che questa infrastruttura ha determinato al momento della sua costruzione e che determina tuttora, un impatto così evidente a tutti che parrebbe perfino superfluo insistervi. Basta percorrere l'alta Valle per rendersene ampiamente e pienamente conto, con queste strutture di acciaio, che sono poi dei veri e propri simboli di un certo tipo di sviluppo, che svettano e si stagliano sui crinali, o che addirittura in doppia fila per un tratto incombono sulla valle centrale.
Ora, questa è la Valle d'Aosta che vogliamo proporre oppure no? Siamo tutti d'accordo che questo impatto ambientale, così forte e così negativo, c'è? E' un dato di fatto questo.
L'azione della Giunta è una azione amministrativa demagogica ed ininfluente, oppure ha qualche fondamento, qualche base? Esiste una Convenzione per la protezione delle Alpi, che non credo sia carta straccia, che è stata firmata da tutta una serie di paesi, fra i quali anche la Repubblica italiana, e che dice delle cose essenziali. Questi paesi, fra i quali l'Italia, considerando che il crescente sfruttamento del territorio da parte dell'uomo minaccia l'area alpina e le sue funzioni ecologiche, sono convinti che gli interessi economici debbano essere armonizzati con le esigenze economiche. Fra gli obblighi generali si dice: "Le parti contraenti prenderanno misure adeguate in particolare nei seguenti campi: - fra gli altri - protezione della natura e tutela del paesaggio". E ancora: "Al fine di proteggere, tutelare e, se necessario, ripristinare l'ambiente naturale e il paesaggio misure necessarie al fine di ottenere forme di produzione, distribuzione ed utilizzazione della energia che rispettino la natura e il paesaggio".
Quindi ci siamo fondati su atti che esistono e che credo abbiano una loro validità.
Ma vorrei aggiungere un'altra considerazione. In materia di infrastrutture relative all'energia, penso che la Valle d'Aosta abbia pagato ampiamente e fino in fondo il suo tributo: il bacino di Place Moulin, le condotte forzate che tagliano i versanti e la diga di Beauregard sono lì a testimoniarlo. Abbiamo dato molto da questo punto di vista al paese.
Opere tutte sicuramente essenziali al funzionamento dell'apparato industriale del paese, opere che hanno consentito e consentono lo sfruttamento di una delle nostre risorse fondamentali, le acque. Qui a me viene sempre in mente tutta una storia molto complessa della popolazione valdostana: le battaglie e le lotte secolari che sono state fatte per difendere questa nostra risorsa essenziale; scontri fra il potere locale e il potere centrale. Potremmo anche riaprire una breve parentesi sul 1945, su quello che ha significato.
Oggi, in condizioni differenti, con questa struttura è un'altra delle nostre risorse fondamentali, il territorio, che viene messa in discussione. Una striscia, piccola si dirà, ma una striscia importante del nostro territorio, di un'altra nostra importante risorsa viene messa in discussione.
Allora, siamo d'accordo su tutto ciò, vogliamo accettare come stabile, definitiva questa situazione, oppure pensiamo che sia possibile trovare gli spazi per riaprire un ragionamento con lo Stato centrale su questa particolare infrastruttura?
Credo che dobbiamo operare in questa direzione. Non sappiamo quale sarà l'esito di questa iniziativa, ma ci sembrava un dovere nostro perlomeno riproporla.
Presidente Ha chiesto di parlare il Consigliere Chiofalo, ne ha facoltà.
Chiofalo (DC) Anzitutto devo dire che ho apprezzato l'intervento dell'Assessore Rollandin, che ha fatto una disamina della questione, risalendo a quando è avvenuta la costruzione dell'elettrodotto Superphénix ad oggi. E credo che nella sua esposizione abbia fatto (se posso permettermi di dirlo) una specie di autocritica: anche se allora abbiamo rilasciato le autorizzazioni, e le tecniche di allora erano quelle - ha detto -, non si vede perché oggi che ci sono le nuove tecniche, che quindi non c'è più bisogno che i cavi passino in sopraelevazione ma possono passare anche in sotterranea, non si interviene in questo senso.
Sinceramente mi fa piacere questo discorso, anche se devo dire che non ha risposto alla parte finale della interpellanza, che era il succo del discorso. Quello appunto di sapere se la Giunta intende, dopo tutte le polemiche che si sono avute anche all'interno dell'Union Valdôtaine, andare avanti. Dall'intervento dell'Assessore Nicco mi pare di aver capito che la Giunta intende andare avanti.
Assessore Nicco, non fa una grinza il suo ragionamento, sul quale credo tutti quanti ci troviamo d'accordo, che qui bisogna cambiare strada. Sono state fatte delle cose un po' raffazzonate, quindi sbagliate, come lei elencava, e nocive anche per la qualità ambientale e della vita.
Mi dichiaro soddisfatto della risposta fornita dai due Assessori.
