Oggetto del Consiglio n. 3782 del 7 ottobre 1992 - Resoconto
OGGETTO N. 3782/IX Mancata applicazione degli accordi per il personale del servizio sanitario regionale. (Interpellanza)
Presidente Do lettura dell'interpellanza presentata dai Consiglieri Beneforti, Trione e Lanièce:
Interpellanza A conoscenza degli accordi sottoscritti in sede regionale per il personale del Servizio Sanitario, in applicazione dell'Accordo nazionale di lavoro reso esecutivo con DPR 384/1990;
a conoscenza altresì, che gli accordi non sono stati completamente applicati da parte dell'USL, con serie ripercussioni economiche nei confronti del personale e sull'efficienza dei servizi resi alla collettività;
i sottoscritti Consiglieri regionali del Gruppo della Democrazia Cristiana
interpellano
l'Assessore competente per conoscere:
- quali siano le parti delle intese che sarebbero state disapplicate, sia nei contenuti che nelle decorrenze, da parte dell'USL, nonché le motivazioni per le quali sono state disattese;
- quali iniziative intende assumere per il rispetto degli accordi nell'interesse del personale e per raggiungere gli obiettivi previsti per quanto riguarda l'assestamento organizzativo dei presidi sanitari.
Presidente Ha chiesto di illustrare l'interpellanza il Consigliere Beneforti, ne ha facoltà.
Beneforti (DC) Nei giorni 8 e 9 agosto 1991, dopo un serrato confronto e una concreta trattativa tra l'Assessorato alla Sanità e le organizzazioni sindacali mediche e non, furono sottoscritti gli accordi regionali in applicazione del contratto nazionale di lavoro degli operatori della sanità, come previsto dal DPR 28 novembre 1990 n. 384, che rappresentava il regolamento nazionale degli operatori della sanità. Tale DPR prevedeva che ci fosse una intesa a livello locale fra le organizzazioni sindacali e l'Assessorato, in modo da dare le indicazioni di applicazione dell'accordo stesso all'USL.
Detti accordi furono approvati e resi esecutivi con delibera di giunta del 23 agosto 1991. Dopo il visto della commissione di coordinamento, le deliberazioni furono pubblicate nel bollettino ufficiale della nostra Regione. Quindi gli accordi furono rimessi alla USL per la definitiva applicazione, perché contenevano proprio le indicazioni di applicazione a livello regionale del contratto nazionale dei lavoratori e degli operatori della sanità.
Certamente con questo atto l'Assessorato aveva adempiuto agli obblighi di propria competenza.
In occasione della sottoscrizione di questi accordi con le organizzazioni sindacali fu detto che in seguito, secondo l'andamento di applicazione degli accordi stessi da parte dell'USL, si doveva effettuare una verifica sull'applicazione degli accordi fra le organizzazioni sindacali mediche e non, l'USL e l'Assessorato. Infatti l'8 aprile 1992 ha avuto luogo un incontro fra l'USL, le organizzazioni sindacali mediche e non, e l'Assessorato alla sanità, allo scopo di verificare lo stato di attuazione degli accordi sottoscritti, nonché di tutti quei provvedimenti assunti dalla Giunta regionale in applicazione di leggi e provvedimenti riguardanti proprio gli operatori della sanità.
In questa verifica dalle organizzazioni sindacali furono messi in evidenza i contenuti degli accordi non rispettati (almeno a quel momento) dall'USL.
In data 24 aprile 1991 l'Assessorato inviava all'USL, nella persona dell'amministratore straordinario, e per conoscenza al Presidente della Giunta e alle organizzazioni sindacali mediche e non, una lettera con la quale si richiamava l'USL al rispetto degli accordi e delle norme vigenti.
Non sto qui ad illustrare i contenuti di questa lettera che il 24 aprile era stata mandata all'USL, perché credo che l'Assessore ne sia in possesso, essendo questa lettera agli atti degli uffici dell'Assessorato che lui ricopre.
In data 20 maggio 1992 l'ufficio dell'Assessorato preposto a questi problemi mi faceva pervenire (dato che a quel momento ero Assessore) la risposta dell'USL, a firma dell'amministratore straordinario in carica, nonché copia di una lettera indirizzata all'amministratore straordinario e rimessami per conoscenza dal responsabile del servizio personale, con degli allegati contenenti le richieste scaturite nell'incontro sindacale dell'8 aprile 92 (incontro della verifica sull'attuazione o meno degli accordi sottoscritti in sede sindacale).
Non mi soffermo sulla risposta fornita dall'USL, pervenutami dagli uffici il 20 maggio 1992, perché l'Assessore ne è in possesso. Da questa risposta, comunque, appariva evidente che da parte dell'USL non si riteneva di affrontare le tematiche principali contenute negli accordi regionali, e che da parte dell'USL si era provveduto quasi esclusivamente alla liquidazione di emolumenti economici, senza affrontare quella parte degli accordi che dovevano essere portati avanti parimente sia applicando la parte economica, sia nella parte organizzativa. Interventi organizzativi che si rendevano indispensabili e che erano stati immessi nell'accordo, affinché da parte dell'USL fossero rispettati. E guardate bene che questi aspetti organizzativi non era stato facile neanche concordarli in sede sindacale, perché le organizzazioni sindacali non ritenevano di imporre ai propri dipendenti certi impegni organizzativi che venivano imposti da questi contratti.
Successivamente a questa risposta, in un incontro con l'amministratore straordinario si faceva rilevare e si contestava il mancato rispetto di quella parte organizzativa, che era contenuta negli accordi.
In quel momento, si era ormai alla fine di maggio, non ebbi certamente il tempo di convocare le organizzazioni sindacali, perché nel frattempo avvenne il cambio dell'amministratore straordinario, nonché il cambio di maggioranza al governo della Regione; il 10 giugno, come ricorderete, fu eletta la nuova Giunta.
Per cui con la presentazione di questa interpellanza si intende conoscere quali iniziative sono state prese per obbligare l'USL al rispetto degli accordi regionali e nazionali, perché gli accordi sono stati sottoscritti e ci sono impegni che devono essere assolti a livello regionale e a livello nazionale, nonché quali iniziative l'Assessore intende assumere per il rispetto degli obiettivi previsti dagli accordi, in modo particolare - ripeto - per quanto riguarda l'assestamento organizzativo.
Dagli accordi sottoscritti appare chiaro ed evidente che agli aspetti economici erano collegate iniziative organizzative per migliorare i servizi nei confronti della utenza all'esterno e all'interno dei presidi sanitari. Infatti, anche di fronte ad una sanatoria economica resasi necessaria per chiudere il passato, era stata impostata una gestione diversa dell'USL. Volevamo una sanatoria di chiusura del passato, che era prevista anche dagli accordi, per partire poi con una gestione dell'USL diversa da quella che c'era stata nel passato, tramite una nuova organizzazione del lavoro che è prevista negli accordi, tramite piani di lavoro per ogni unità operativa e servizi che sono previsti negli accordi che abbiamo sottoscritto, tramite l'assicurazione a livello ospedaliero della presenza continuativa per dodici ore diurne dei medici, tramite la regolamentazione della guardia medica, della reperibilità, e tramite la realizzazione di determinati progetti obiettivo.
Questi aspetti che rientrano in una nuova organizzazione del lavo-ro, che rientrano in un nuovo modo di gestire da parte dell'USL, erano e sono contenuti negli accordi sindacali che avevamo sotto-scritto in applicazione degli accordi nazionali ed anche in occasione della chiusura delle situazioni economiche, che esistevano all'in-terno dell'USL quando sono arrivato all'Assessorato alla Sanità. Per cui questi aspetti riteniamo che debbano essere mantenuti e rispettati; non si può rispettare soltanto la parte economica quando conviene e non rispettare la parte organizzativa.
Mi rendo conto delle difficoltà che si possono incontrare, perché le ho incontrate anche io nel momento in cui si contrattava e si stabiliva gli accordi in applicazione della legge n. 384; ma occorre un'azione più determinata sia nei confronti dell'USL ma anche nei confronti della commissione di coordinamento.
Poi su questo discorso dei rapporti con la commissione di coordinamento dovremo tornarci sopra, perché la commissione di coordinamento non può respingere certe delibere, quando sono in armonia e in applicazione di intese e di accordi sindacali nazionali, come il DPR 384.
In questo modo si arriva ad avere delle disparità fra la Regione Valle d'Aosta e le altre Regioni esistenti nel nostro paese. Ma su questo aspetto ci torneremo; quello che voglio dire, e concludo, è che da parte dell'Assessorato si deve fare in modo che gli accordi sottoscritti non vengano disattesi e di vedere poi nei confronti anche della commissione di coordinamento come comportarci quando si tratta di applicare accordi che derivano proprio da DPR nazionali.
Presidente Ha chiesto di parlare l'Assessore alla Sanità e Assistenza Sociale Cout, ne ha facoltà.
Cout (PCI-PDS) Il Consigliere Beneforti ha illustrato con precisione quello che è stato fatto in questo periodo di tempo, e noi non possiamo che confermare una cosa. Gli accordi che erano stati sottoscritti nel 1991 prevedevano tutta una articolazione funzionale delle professionalità, e non sto a citare i passaggi di livello, tutta una serie di questioni legate anche ad una possibile attivazione di moduli organizzativi, cui faceva cenno anche il Consigliere Beneforti, che interessavano anche l'organizzazione del lavoro: doveva definire l'orario di lavoro del personale, doveva predisporre e si era individuata una predisposizione e una approvazione dei piani di lavoro, doveva definire gli istituti della pronta disponibilità, della guardia attiva e degli straordinari ed attivare l'istituto della incentivazione alla produttività per obiettivi, proprio per una migliore organizzazione del lavoro.
In effetti, bisogna dire che non si può che riscontrare un indubbio ritardo nella applicazione da parte dell'USL di queste parti dell'accordo regionale. Noi anzi aggiungeremmo di più: che in effetti non sono state applicate quasi tutte le questioni di tipo normativo ed organizzativo; possiamo infatti constatare che fino al momento attuale si era proceduto per la parte economica con il sistema degli acconti salvo verifica.
In una recente Giunta abbiamo dovuto, purtroppo, bocciare delle deliberazioni che interessavano lo straordinario dei dipendenti USL, perché le delibere non potevano essere votate non essendo a posto, perché a monte mancavano tutta una serie di cose che andavano fatte per poter determinare con esattezza lo straordinario.
E su questo sapevamo benissimo a cosa andavamo incontro, ma siamo anche convinti che non si può continuare a dare degli acconti salvo ratifica, che poi è sanatoria, se non si va ad attuare anche il resto.
Aggiungerei anche una cosa, Consigliere Beneforti: che questo non è stato fatto prima; mi risulta che molte volte si è arrivati a sanatoria, perché alcune questioni vanno risolte in quel modo perché non si può andare oltre. Il problema è che la Regione ha anche il compito di verifica, come mi sta chiedendo giustamente il Consigliere Beneforti che io faccia; ma prima è stato fatto questo? E' questo il punto. Bisogna riuscire in qualche modo a mettere le parti di fronte alle loro responsabilità; noi con la bocciatura di queste deliberazioni abbiamo voluto mettere le parti di fronte alla loro responsabilità, proprio perché si potesse con loro e con le altre parti definire esattamente quello che deve essere fatto.
Ed è quello che abbiamo fatto; non abbiamo mandato solo una lettera, abbiamo purtroppo dovuto mandare indietro delle delibere, ma nello stesso tempo ci siamo attivati e sia nel mese di agosto che successivamente abbiamo avuto degli incontri con l'USL, con le parti sindacali, e dopo una serie di incontri siamo riusciti a trovarci a tre per vedere come si poteva risolvere la questione, senza più arrivare a sanatoria, e raggiungere una ulteriore intesa per risolvere questo annoso problema. Siamo finalmente su questo riusciti a trovarci a tre ed abbiamo presentato come Assessorato una proposta, che dovrà essere valutata dalle parti, sulla quale si riuniranno dei comitati ristretti delle tre parti, cioè della parte sindacale, della parte USL e della parte Regione, sui vari punti, a partire dai passaggi di livello, retribuzioni di indennità, la questione dello straordinario, la questione della guardia attiva, la questione della pronta disponibilità e la questione delle incentivazioni della produttività per obiettivi.
Su questa nostra proposta ognuno dovrà dirci cosa si impegna a fare e ne deve rispondere ogni parte di fronte alle altre due, perché è inutile ed è pericolosissimo molte volte avere dei rapporti solo a due; se l'USL ci dice: noi vi proponiamo questa delibera perché gli straordinari vanno pagati e noi dobbiamo risponderne altrimenti i sindacati minacciano lo sciopero, è giusto che l'USL queste cose le dica anche di fronte ai sindacati, perché noi ci assumiamo le nostre responsabilità, ma non ci vogliamo assumere le responsabilità degli altri per degli accordi sottoscritti e non applicati. Questo è il discorso, non basta una lettera, ed è questo che abbiamo voluto fare. Ci siamo presi la grossa responsabilità di bocciare delle delibere, ma allo stesso tempo ci siamo attivati perché in incontri a tre la questione venga definita meglio.
La cosa sta andando avanti, si sta discutendo, ci sono state molte riunioni e speriamo di cavarne qualcosa di concreto, altrimenti è pericolosissimo continuare a tollerare il sistema dei pagamenti in acconto, che sono poi dei pagamenti a sanatoria, quando si è in assenza dell'applicazione delle parti normative ed organizzative dell'accordo. Perché, diciamolo chiaramente, questa questione provoca delle difficoltà grosse e non fornisce la certezza del diritto al personale e neanche all'amministrazione. Il discorso di fondo è questo. Quindi è nostra intenzione andare fino in fondo a questo discorso ed è nostra intenzione arrivare alla fine dell'anno alla completa applicazione degli accordi. Siamo consapevoli della grossa responsabilità che avremo, però in caso contrario vedremo cosa fare; al limite dovremo anche denunciare l'accordo se ci sono delle parti che non lo applicano.
Sulla questione della responsabilità dell'USL, è giusto che ci siano le responsabilità dell'USL, però ci sono anche altre responsabilità, al limite anche nostre, se non verifichiamo l'applicazione degli accordi, e anche responsabilità per altre questioni degli stessi primari, tanto per citare un esempio, perché almeno per quanto riguarda l'attivazione dei moduli organizzativi è successo che una grossa parte dei primari non aveva offerto la necessaria collaborazione. Addirittura una organizzazione sindacale si era opposta alla applicazione della norma, e su quello certamente non possiamo dare colpa all'USL.
Quindi, ripeto, ad ognuno le sue responsabilità, ma in questi incontri a tre e sulla proposta di attuazione del contratto, è giusto che si vada avanti in questo modo e si definisca al più presto.
Presidente Ha chiesto di parlare il Consigliere Beneforti, ne ha facoltà.
Beneforti (DC) Vorrei riprendere due aspetti fondamentali. Di sanatorie in sede sindacale ne è stata fatta (o almeno impostata) una sola ed è stata impostata nel momento in cui si rendeva necessario troncare con il passato ed aprire un discorso nuovo. Sono convinto che l'Assessore Cout è stato male informato, perché bisogna farsi dire anche il perché si è fatta quella sanatoria: quella sanatoria serviva a chiudere un passato.
E su quella sanatoria in questo Consiglio è stata presentata una interpellanza al sottoscritto, all'epoca Assessore, da un Consigliere dell'allora opposizione. In quella occasione rifeci la cronistoria del perché era necessario arrivare a quella sanatoria, per chiudere, appunto, una partita del passato, proprio per chiudere gli anni 1990 e 1991 e per ripartire in modo diverso. E quante sanatorie in sede sindacale vengono fatte per chiudere il passato; vengono fatte a livello nazionale, vengono fatte a livello regionale, e non soltanto nel settore del pubblico impiego, ma in tutti i settori...
(...Interviene l'Assessore Cout, senza microfono...)
...Ma nessuno l'ha assunta a sistema, per quello dicevo che è stato male informato, perché non è che le abbiamo assunte a sistema; le abbiamo assunte nel momento in cui abbiamo fatto gli accordi con le organizzazioni sindacali mediche e non mediche ed abbiamo detto che il passato veniva chiuso in quel modo e che da quel momento in poi si procedeva in modo diverso. E non c'era certamente la prospettiva di andare ad ulteriori sanatorie.
Assessore Cout, nessuno voleva fare ulteriori sanatorie, la realtà era un'altra: è venuto fuori che da parte dell'USL non si è voluto portare avanti il discorso che era rappresentato negli accordi, e l'Assessore mi ha dato atto dei rilievi che sono andato a fare.
E quando mi dice che gli incontri devono essere fatti a tre, se riprendo l'agenda di quando ero Assessore, posso dire anche quanti incontri a tre sono stati fatti. Provenivo proprio dal mondo sindacale, si può immaginare, Assessore, se non facevo gli incontri con le organizzazioni sindacali e l'USL!
Quindi non mi si venga a dire che gli incontri bisogna farli a tre; gli incontri si sono fatti a tre e la verifica è stata fatta a tre, è stata messa per iscritto all'USL, che è stata messa di fronte agli obblighi a cui doveva adempiere. L'USL ha risposto, e poi non ho potuto proseguire perché non ero più Assessore, quindi chiedevo all'Assessore Cout come era stata portata avanti la questione.
Pertanto non è che si chiede di fare ulteriori sanatorie, non ci sono rapporti a due; da parte dell'USL si deve portare avanti il discorso degli accordi sottoscritti.
Gli accordi sottoscritti, Assessore, non vanno avanti perché c'è chi si è accorto in ritardo cosa voleva dire realizzare una nuova organizzazione del lavoro all'interno dell'ospedale e delle unità operative, che cosa voleva dire la guardia medica dodici ore continuative, cosa voleva dire fare piani di lavoro, tutte cose per le quali c'erano impegni ben precisi da assumere nei confronti dell'utenza e della collettività, quindi verso l'esterno e non solo verso l'interno. E oggi si cerca all'interno dell'USL da parte di alcuni personaggi di buttare a mare questi accordi, proprio perché si vuole che sia applicata soltanto la parte economica e normativa e non la parte organizzativa. Noi paghiamo un prezzo economico in questi accordi, ma in corrispondenza dobbiamo ottenere - come volevo pretendere ed oggi si deve continuare a pretenderlo - anche un diverso modo di operare organizzativamente all'interno dei servizi sanitari. Non si può pensare infatti di prendere solo da una parte e non dare dall'altra, ci sono anche associazioni sindacali mediche che fanno questo discorso, però è chiaro che da parte nostra dobbiamo fare in modo che questi accordi siano applicati nello spirito, se vogliamo modificare la situazione che esiste oggi nel presidio sanitario come nei servizi sul territorio.
Prendo atto che l'Assessore ha assunto questo impegno e mi riservo casomai di intervenire nel futuro per verificare se questi accordi vengono applicati.
