Resoconto integrale del dibattito dell'aula

Oggetto del Consiglio n. 3777 del 7 ottobre 1992 - Resoconto

OGGETTO N. 3777/IX Provvedimenti contro il rischio di cessazione dell'attività del circolo ricreativo aziendale lavoratori (CRAL). (Interrogazione)

Presidente Do lettura dell'interrogazione presentata dai Consiglieri Trione e Lanièce:

Interrogazione Appreso che la Cogne s.p.a. ha di fatto cessato gli interventi finanziari a sostegno del proprio Circolo Ricreativo Aziendale Lavoratori (CRAL) sito in corso Battaglione Aosta;

ricordato che detto "Circolo" cura da circa cinquant'anni molteplici attività culturali, ricreative e sportive collegate strettamente con la realtà aostana e del circondario;

considerato altresì che l'Amministrazione regionale con l'acquisto dell'immobile sta provvedendo al trasferimento di attività proprie o collegate presso il fabbricato di corso Battaglione,

i sottoscritti Consiglieri regionali del gruppo della Democrazia Cristiana

interrogano

la Giunta regionale per sapere:

1) se intende assumere o ha assunto provvedimenti e quali per porre rimedio al rischio di chiusura delle attività del CRAL COGNE;

2) quali attività e/o uffici propri o collegati sono stati trasferiti o intende trasferire presso l'immobile di corso Battaglione.

Presidente Ha chiesto di parlare il Presidente della Giunta, ne ha facoltà.

Lanivi (GM) Credo che i Consiglieri proponenti, penso di interpretare almeno il loro pensiero, vogliano alcune indicazioni e più che altro rivolgano una raccomandazione e una sollecitazione a tener conto di una situazione delicata e complessa che si è venuta a creare per il CRAL Cogne, a seguito di alcuni avvenimenti che credo siano da ricordare.

Il primo è il passaggio di proprietà dell'edificio dalla Cogne all'Amministrazione regionale; il secondo è la riduzione d'interesse dell'azienda rispetto al futuro di questa attività, che - come è stato sottolineato - per oltre mezzo secolo ha svolto un ruolo molto importante per i dipendenti dell'azienda stessa; il terzo riguarda la stessa conduzione del CRAL Cogne, perché in questo momento alcune persone, dipendenti della Cogne, sono lì distaccate per gestire questa attività. Quindi si tratta di una problematica molto complessa, che va dalla valutazione dell'edificio stesso all'attività in sè e agli interventi possibili dell'Amministrazione regionale e all'atteggiamento - credo invece questo prevedibile - della società Cogne di abbandonare totalmente questa attività.

L'indirizzo della Regione credo sia già stato espresso e rappresentato è quello di porre attenzione a questo problema, e alcuni interventi sono già stati fatti di minima, per garantire il funzionamento sia dell'attività, con contributi ad hoc, sia anticipando delle spese, per esempio quella di riscaldamento per la stagione passata.

Abbiamo avuto delle richieste, abbiamo preso dei contatti con il CRAL Cogne per vedere di studiare soluzioni, che potrei chiamare soluzioni ponte, che non creino traumi rispetto all'attività che lì si sta svolgendo.

Per adesso l'Amministrazione regionale non ha posto alcuna pregiudiziale, nè alcun limite, nè alcun atteggiamento, richiedendo per esempio usi di locali che attualmente sono di gestione del CRAL, che potesse compromettere questa attività, che invece a nostro parere deve continuare.

Questo per quanto riguarda il primo punto, cioè stiamo studiando insieme agli interessati quali soluzioni siano possibili per evitare dei momenti traumatici per la vita del CRAL Cogne.

Devo ancora sottolineare che l'attività del CRAL Cogne ha superato i confini delle competenze e dei ruoli delle funzioni iniziali: in origine circolo ristretto agli interessi di tipo culturale nei vari settori, rivolti quasi esclusivamente ai dipendenti della Cogne, ora questo tipo di ruolo si è notevolmente ampliato.

Vi è una prima bozza di ipotesi, che prevedeva una sorta di collaborazione tra il CRAL regionale e il CRAL Cogne; è una delle ipotesi che stiamo valutando e che vogliamo portare avanti con i circoli ricreativi interessati.

Per quanto riguarda il secondo punto, è chiaro che la utilizzazione di questo palazzo dovrà rientrare in un piano complessivo di utilizzazione dei locali e dei vani che l'Amministrazione regionale ha a disposizione nella città di Aosta in maniera prevalente, per cui le scelte fino adesso fatte credo abbiano il significato di transitorietà, in attesa che alcune costruzioni di edifici, alcune soluzioni rispetto agli uffici regionali sui servizi prendano un assetto più complessivo e quindi si possa avviare per l'ultimazione di certi fabbricati uno spostamento organico degli uffici.

Per adesso, e per rispondere puntualmente alle domande poste dagli interroganti, le presenze regionali all'interno del Palazzo sono: l'IRRSAE al IV piano; il Comitato organizzatore delle giornate olimpiche della Gioventù europea, temporaneamente collocato in quel palazzo, ed è un discorso che si dovrebbe concludere con la prossima primavera; inoltre è stata concessa temporaneamente e in maniera precaria l'autorizzazione ad utilizzare alcuni vani ad alcune associazioni che ne avevano fatto richiesta. Mi riferisco a Città Valdostana di Archeologia e Preistoria, all'Unione Sportiva Veterani Aosta, all'Associazione Radioamatori Italiani, e all'Associazione Dames de la Ville.

Per adesso, nessun locale, nessuna unità immobiliare già in uso al CRAL è stata presa in considerazione.

Presidente Ha chiesto di parlare il Consigliere Trione, ne ha facoltà.

Trione (DC) Ringrazio il Presidente della Giunta; aveva interpretato correttamente l'interrogazione in quanto domanda, ma soprattutto in quanto espressione di preoccupazioni, e anche naturalmente per mettere a tacere alcune voci che erano sorte sulla totale occupazione del palazzo del CRAL da parte dell'Amministrazione regionale. Questo avrebbe sicuramente preoccupato le diverse associazioni che là trovano sistemazione.

Credo anch'io che la soluzione debba passare attraverso una accoppiata CRAL e CRER, quindi a questo punto mettere insieme le diverse attività che, come già detto anche dal Presidente, non riguardavano più, specialmente negli ultimi tempi, solo le attività aziendali della Cogne ma tutte quelle del circondario di Aosta.

Credo che il senso della interrogazione sia stato correttamente inteso dal Presidente della Giunta; la raccomandazione ovviamente rimane quella che si abbia la massima attenzione perché queste attività abbiano a continuare a sussistere in Aosta.