Oggetto del Consiglio n. 3754 del 25 settembre 1992 - Resoconto
OGGETTO N. 3754/IX Realizzazione di un "Centro di medicina dello sport". (Reiezione di mozione)
Mozione A Conoscenza dei fatti e degli avvenimenti accaduti in questi ultimi tempi nel settore sportivo con la morte di cestisti, calciatori, hockeisti (come il caso di Courmayeur);
Viste le richieste delle società sportive che richiedono all'Ente pubblico strutture e personale sanitario, per far fronte alle visite e per dotare gli impianti sportivi dell'assistenza necessaria nello svolgimento di competizioni e gare, nei singoli settori;
Riconosciuta la validità di quanto è emerso dalla Conferenza-dibattito sul tema "Medicina e Sport" organizzata dal settimanale Sports Valdôtains il 15 maggio u.s., con particolare riferimento alla realizzazione nella nostra Regione di un "Centro di Medicina dello Sport"; con la presente mozione
il Consiglio regionale della Valle d'Aosta
Impegna
l'Assessore regionale alla Sanità e Assistenza Sociale a predisporre entro 60 gironi dalla presente un progetto di fattibilità di un "Centro di Medicina dello Sport" da presentare alla Commissione consiliare competente per un confronto fra le parti interessate e da rimettere successivamente al Consiglio regionale per la definitiva approvazione.
F.to Beneforti e Ricco.
PresidenteHa chiesto di illustrare la mozione il Consigliere Beneforti.
Beneforti (DC) Grazie Presidente. I motivi per i quali è stata presentata questa mozione risalgono ai fatti e agli avvenimenti accaduti in questi ultimi tempi nel settore sportivo. Fatti e avvenimenti che hanno portato alla morte di cestisti, di calciatori, di hockeisti, come nel nostro caso di Courmayeur.
I motivi risalgono anche alle richieste avanzate dalle società sportive valdostane che esigono dall'Ente pubblico strutture e personale sanitario. Le richiedono per poter far fronte alle visite sanitarie previste per gli atleti a tutti i livelli e per tutti gli sport, al fine di mettere in atto un'azione efficiente di prevenzione. Inoltre richiedono questo personale oltre che per fare della prevenzione, per dotare gli impianti sportivi dell'assistenza necessaria nel corso dello svolgimento di competizioni e gare che avvengono nei singoli settori.
Infine i motivi per i quali è stata presentata questa mozione risalgono e vanno ricercati anche nella validità di quanto è emerso nella conferenza-dibattito sul tema medicina e sport, organizzata dal settimanale "Sports Valdôtains" il 15 maggio u.s. A quel dibattito e confronto era presente il sottoscritto nella sua qualità allora di Assessore, erano presenti giornalisti, un gruppo di tecnici e molti medici della medicina sportiva, nonché i rappresentanti di numerose, per non dire quasi tutte, società sportive della Regione. Come incarico che avevo in quel momento, mi impegnai ad affrontare il problema, perché ero convinto, come lo sono oggi, dell'importanza che riveste anche nella nostra regione l'istituzione di un centro di medicina sportiva.
Con questa mozione s'intende impegnare la nuova Giunta e il nuovo Assessore a presentare un progetto di fattibilità entro 60 giorni. Ci auguriamo che questa richiesta venga accolta; nel mondo sportivo valdostano c'è molta attesa e noi ci auguriamo che il Consiglio abbia la sensibilità di accogliere le richieste che provengono dal mondo sportivo. Dato che questa mozione doveva essere discussa a luglio, i 60 giorni sono decorsi, mi auguro che ci siano anche delle risposte concrete da parte della nuova maggioranza e della nuova Giunta.
Presidente Ha chiesto di parlare l'Assessore della Sanità ed Assistenza Sociale, Cout.
Cout (PCI-PDS) Io concordo con alcune premesse del Consigliere Beneforti, si tratta di un problema grosso ed è un problema che va affrontato al più presto possibile.
Vorrei però solo ricordare alcune cose: queste questioni non risalgono solo ai fatti ed agli avvenimenti che sono successi purtroppo in questi ultimi periodi, e non risalgono solo alla data della conferenza-dibattito organizzata da "Sports Valdôtains", ma sono questioni che risalgono ben oltre. Vorrei ricordare al Consigliere Beneforti una legge votata nel lontano 1980, la n. 19, che dettava le norme per la promozione dell'educazione sanitaria motoria e sportiva per la tutela della salute e delle attività sportive. Ora questa legge definiva proprio i compiti dell'USL all'articolo 2 per ciò che riguarda tutta una serie di problemi ed in particolare le questioni che ricordava il Consigliere Beneforti, cioè le prestazioni di medicina sportiva da effettuarsi con la collaborazione di altri servizi, organizzazione di servizi di pronto soccorso, assistenza e controllo per le competizioni sportive, soccorso urgente e tutta una serie di questioni. Inoltre, all'articolo 10 di questa legge si prevedeva una Commissione, che è stata nominata su decreto del Presidente della Giunta regionale e che prevedeva tutta una serie di persone che avrebbero potuto essere riunite per discutere su tali questioni.
Mi risulta che da allora si sono succedute diverse maggioranze e alcuni Assessori e questa Commissione non è mai più stata riunita; questo non per voler fare appunti o scaricare responsabilità, ma per fare il punto della situazione. Inoltre c'è un precedente: nel 1982 è stata affidata appunto all'IRV tutta la questione delle visite medico-sportive che erano necessarie. A questo punto, dopo tutti questi anni in cui si è trascinata, la questione non mi sembra così semplice perché, il fatto di prevedere un Centro di medicina dello sport va fatto con tutte le dovute cautele e facendo tutte le dovute analisi, che non sono poche.
Una prima analisi è quella di verificare insieme all'USL se nell'ambito delle strutture attuali può essere previsto questo centro, perché i medici sportivi attualmente in Valle d'Aosta mi sembra che siano al massimo una decina e di questi solo il 50 percento sono dipendenti pubblici, quindi dipendenti USL. Bisogna, intanto valutare assieme all'USL come questo centro può essere organizzato e se i medici sportivi attualmente operanti in Valle sono disponibili a farsi carico di questo impegno. Va poi individuato se questo va fatto all'interno della struttura USL o se bisogna prevedere, nel caso in cui i medici non sono abbastanza e il lavoro a carico loro per altre questioni è tale per cui non permette una loro presenza in questo centro sportivo, di andare a convenzioni con altri esterni. Va inoltre fatta una verifica dei locali, va fatta una verifica e una valutazione dei costi ed eventualmente delle convenzioni che esistono attualmente e delle convenzioni che andrebbero fatte comunque, se non è sufficiente la struttura pubblica.
A questo punto bisognerebbe cominciare a fare delle ipotesi sui costi di realizzazione, 1 miliardo, 1,5 miliardi, e quindi alla luce di un'analisi dei costi che abbiamo avuto fino adesso e dei necessari miglioramenti che vi sono, bisogna verificare, con una comparazione costi-benefici, sotto tutti i punti di vista cosa ci conviene fare. Mi pare quindi a questo punto un po' prematuro già definire con un impegno preciso che dobbiamo mettere in piedi un centro di medicina dello sport.
Non so se il Consigliere Beneforti è d'accordo, io in questo momento non me la sento di dire dobbiamo per forza mettere in piedi questo centro. Ci sono tutta una serie di analisi di valutazione, di incontri che dobbiamo avere e con l'USL e con i medici e con le società sportive per vedere di studiare assieme qual è la soluzione migliore, che può essere per il momento, in previsione di tagli che ci vengono annunciati, anche soltanto una necessità di riorganizzare meglio quello che già esiste. È un impegno grosso e va dunque valutato sotto tutti i punti di vista.
Chiederei quindi al Consigliere Beneforti, se è d'accordo, di soprassedere alla discussione e alla votazione di questa mozione. Io m'impegno a vedere con una serie di incontri con l'USL, con i medici, con le società sportive, eventualmente anche di discuterne in Commissione e di portare in Consiglio più che uno studio di fattibilità già prefissato di un centro di medicina dello sport da mettere in piedi, un'analisi, una relazione eventualmente su diverse prospettive. Soprattutto sulle difficoltà che vi sono per una soluzione o per altre, sugli accordi che noi potremmo avere eventualmente con l'USL, o con i medici o con chi deve poi fare questo. Altrimenti, io lo dico sinceramente, in questo momento non penso sia il caso di prevedere un centro di medicina dello sport, perché non sappiamo a cosa andiamo incontro. Per la questione dei 60 giorni, è vero che è già passato un po' di tempo, però non è colpa nostra, ci sono state le ferie e dunque ne discutiamo in questo momento, ma è opportuno che intanto chiariamo esattamente cosa vogliamo e poi decidiamo cosa fare.
Presidente Ha chiesto di parlare il Consigliere Beneforti.
Beneforti (DC) In alcune risposte che mi vengono date dall'Assessore alla Sanità ci si richiama sempre o a leggi o a disposizioni, come se il sottoscritto non fosse a conoscenza di quello che già sussiste.
Nessuno ha ignorato che esisteva la legge del 1980 e i contenuti della legge del 1980. Io non ho voluto fare una grande illustrazione a questa mozione, ma i contenuti di questa legge sono stati approfonditi ed esaminati proprio nel convegno che ha avuto luogo fra le società sportive, i medici sportivi, i tecnici e quanti si interessano dello sport, ed è risultato che la legge del 1980 non è stata applicata perché è stata fatta una convenzione con l'IRV.
Oggi si tratta di riacquisire come ente pubblico la politica della medicina preventiva nello sport nella nostra regione perché a quell'incontro era presente anche il rappresentante dell'IRV e ha detto che in quelle situazioni non poteva garantire i servizi che gli venivano richiesti dalle società sportive. Pertanto, non è che s'ignori l'esistenza di una legge, si sa che c'è una legge, però che i compiti di questa legge sono stati affidati a un istituto privato che oggi non è certamente in condizioni di far fronte alle necessità ed alle esigenze che ci sono.
È chiaro che bisogna avere della cautela e mi rendo conto di quello che può andare a costare e degli impegni che assume un centro di medicina preventiva, però è anche vero che bisogna tener conto come ente pubblico della realtà in cui dobbiamo operare. È inutile piangere e fare il muro del pianto quando succedono dei fatti e poi dire in quel momento "si dovrebbe fare, si dovrebbe dire e si dovrebbe creare"; poi, passato il fatto, non se ne parla più. Noi come ente pubblico abbiamo il dovere di mettere in atto tutto il discorso di prevenzione, il più forte possibile, al fine di prevenire tutti i fatti che possono accadere, anche nel settore sportivo così come lo facciamo nell'attività lavorative; dobbiamo anche cercare di portare avanti un discorso di prevenzione più diverso da quello che abbiamo portato avanti fino ad oggi.
Mi avete risposto che è necessario verificare i locali, verificare i medici, vedere le convenzioni da fare ed io ribadisco che i locali non sono un problema perché si possono sempre trovare, i medici a disposizione ci sono, un gruppo di medici in Valle d'Aosta c'è ed è disposto a lavorare e collaborare per portare avanti questo discorso della medicina sportiva. Le convenzioni: se vogliamo riacquisire come ente pubblico la politica della prevenzione nella medicina sportiva, dobbiamo prima vedere di organizzarci e caso mai parlarne dopo, perché non è pensabile delegare sempre al privato, così come si vuole delegare in più occasioni anche a livello nazionale nel settore della politica sanitaria.
Quindi c'è questa possibilità, e io non ho detto nella mozione "si richiede di fare tutto presto e subito entro domani mattina", noi abbiamo detto entro 60 giorni, c'è scritto nella mozione: "si impegna l'Assessore regionale alla Sanità e Assistenza Pubblica a predisporre entro 60 giorni dalla presente un progetto di fattibilità di un centro di medicina dello sport da sottoporre alla Commissione Consiliare competente per un confronto fra le parti interessate e da rimettere successivamente al Consiglio regionale per la definitiva approvazione". Quindi c'è tutto, c'è il progetto di fattibilità che deve essere preparato dall'Assessore, il progetto passerà in Commissione dove si farà un'ampia discussione nella Commissione Consiliare preposta, dopodiché, una volta fatto il testo definitivo, passerà al Consiglio. Per cui ci sono tre passi: il primo che compete all'Assessorato, il secondo che compete alla Commissione perché se ne faccia un'ampia discussione e partecipi a questo tutto il Consiglio regionale, il terzo passo che è quello dell'approvazione definitiva del Consiglio.
Ci rendiamo dunque conto e mi rendo conto di cosa vuol dire realizzare un centro di medicina preventiva, non pretendo che si possa fare dalla sera alla mattina, però non possiamo neanche deludere coloro che questo centro di medicina certamente attendono e che oggi non siamo nella condizione di garantire alle società sportive. Non siamo in questa condizione e ritengo quindi che questo impegno debba essere assunto; per questo motivo noi manteniamo la mozione che abbiamo presentato.
Presidente Ha chiesto di parlare l'Assessore della Sanità e Assistenza Sociale, Cout.
Cout (PCI-PDS) Avevamo chiesto al Consigliere Beneforti il tempo necessario per portare tutta una serie di dati che potessero servire a valutare una proposta di istituzione di un centro di medicina dello sport. Mi pare sia la cosa più opportuna proprio per valutare una proposta che non può essere decisa prioritariamente, prima di avere tutta una serie di incontri e con l'USL e con i medici che eventualmente potrebbero essere disponibili, ma soprattutto anche per valutare i costi eventuali. Senza questi dati non si può decidere. Quello che si chiede nella mozione è di preparare un progetto di fattibilità, già a priori. Io mi impegnerò comunque ad avere tutti gli incontri necessari per poter valutare la cosa, ma in questo momento non me la sento di votare una mozione così come è stata presentata.
Presidente Pongo in votazione la mozione presentata dai consiglieri Beneforti e Ricco:
Esito della votazione
Presenti: 30
Votanti: 28
Favorevoli: 8
Contrari: 20
Astenuti: 2 (Monami e Riccarand)
Il Consiglio non approva
