Oggetto del Consiglio n. 3648 del 17 luglio 1992 - Resoconto
OGGETTO N. 3648/IX Discussione delle leggi relative al finanziamento di spesa e all'assestamento di bilancio per il 1992.
Presidente Ha chiesto la parola il Consigliere Riccarand, ne ha facoltà.
Riccarand (VA) Io vorrei porre una questione pregiudiziale rispetto all'emendamento che è stato presentato dall'Assessore al Bilancio e Finanze Lavoyer, sul disegno di legge finanziaria/bis - Disegno di legge 431 - sia in sede di Commissione sia in Consiglio. La presentazione di questo emendamento rappresenta un'innovazione nel modo di usare lo strumento della finanziaria, quanto meno nella nostra Regione, perché per la prima volta si introduce una norma nella finanziaria che non determina una disponibilità di spesa, ma va a incidere direttamente sull'entità di contributi che si erogano sulla percentuale dei contributi stessi e sul meccanismo di erogazioni.
Questa operazione che, probabilmente, può anche essere prevista dalla legge, nelle nostre finanziarie non è mai stata fatta. È chiaro che nel momento in cui viene prevista, questo implica un allargamento del significato del provvedimento e richiederebbe un esame di merito non solo da parte della II Commissione, ma anche un esame da parte delle altre Commissioni che sono competenti in materia.
Mi spiego meglio. Questo emendamento intende modificare due precedenti leggi regionali che disciplinano i contributi della Regione alla Società Autoporto. Leggi precedenti che hanno avuto un iter normale, sono state in precedenza assegnate a due Commissione con un iter complesso e, tutto questo viene ora vanificato con un emendamento presentato alla legge finanziaria, senza che ci sia stata la possibilità di un approfondimento e senza che la Commissione competente in merito, abbia potuto esaminarlo. Si tratta quindi di una presentazione che produce un colpo di mano fatto all'ultimo momento con un inserimento molto infelice nel resto dell'articolato e che crea una situazione abbastanza assurda in un disegno di legge che nell'articolo 3 ha tutta la copertura finanziaria, eccetto che per l'emendamento, il quale ha invece una copertura finanziaria al suo interno.
Questo è il primo motivo per cui io chiedo che questo emendamento venga stralciato dalla discussione.
Il secondo elemento è questo: qui si prevede praticamente di raddoppiare il contributo che la Regione dà alla società Autoporto passando dall'uno percento previsto dalla legge ( n. 32 del 1990). Però la legge medesima prevede all'articolo 1 comma 5, che entro il 31 dicembre di ciascun anno, la Giunta regionale approvi il programma di interventi di promozione e di assistenza da attuare nell'anno successivo.
Significa che il programma di interventi di promozione e di assistenza, che sono in corso nel 1992, vengono effettuati sulla base di un programma che è stato approvato nel dicembre del 1991 dalla Giunta regionale, sulla base di una previsione di spesa che era l'1 percento delle entrate dell'Iva. Noi qui interveniamo con un raddoppio della disponibilità su un programma che è stato approvato a suo tempo e che non può essere modificato.
Non c'è nessun provvedimento in cui si prevede di andare a ritoccare i contributi a meno di seguire un iter completamente diverso da parte della legge finanziaria.
Infine c'è un ultimo elemento, anche se non determinante, che credo debba essere valutato dal Consiglio: dobbiamo discutere sulla Finanziaria bis e sull'assestamento di bilancio oppure sulla legge di finanziamento alla società Autoporto?
Vorrei ricordare che la legge che si vuole modificare è in sostanza quella del 23 maggio 1990 n. 32 che raddoppiò il contributo dello 0,50. E per fare quella legge fu necessario un iter così complesso che andò avanti alcuni mesi prima di approdare a un risultato.
Il disegno di legge, che poi è diventato la 32 del 1990, venne presentato il 3 novembre 1989 e fu assegnato alla I e alla III Commissione e le riunioni andarono avanti fino al mese di aprile.
E adesso si vuole fare un intervento maggiore per raddoppiare il contributo con un semplice emendamento. Ripeto, si tratta di un colpo di mano né corretto, né legittimo e che non ha seguito il normale iter. Quindi chiedo uno stralcio di questo emendamento.
Presidente Ai sensi dell'articolo 61 del Regolamento interno, si ammette la questione pregiudiziale e sono ammessi due oratori.
Ha chiesto la parola l'Assessore al Bilancio e alle Finanze Lavoyer.
Lavoyer (ADP)Le perplessità sollevate dal Consigliere Riccarand, sono già state sollevate in sede di discussione all'interno della Commissione consiliare. In quella sede al di là dei pareri che avevamo acquisito all'interno delle strutture, ci siamo premurati di chiedere un parere legale in merito a questo provvedimento.
Abbiamo acquisito il parere dell'Avv. Romanelli che ora espongo al Consiglio regionale:
"In particolare il suddetto emendamento al disegno di legge di finanziamento di spesa nei diversi settori regionali di intervento, si prevede al comma 1° che il contributo previsto al comma 1 dell'articolo 1 della legge regionale 23 maggio 1990 n. 32 è elevato per l'anno 1992 al 2 percento. Al comma 2 si prevede che il limite previsto al punto d) del comma 4 della legge stessa è elevato al 75 percento. Al comma 3 è indicata la copertura del finanziamento dell'onere conseguente alla previsione di cui al comma 1°. Viene precisato che è sorto un dubbio e cioè che l'adozione di detto emendamento nell'ambito di legge finanziaria, e collegato alla legge di assestamento del bilancio, possa risultare in contrasto con le previsioni dell'articolo 19 della legge regionale 27 dicembre 1989 n. 90 che nell'ambito della disciplina della contabilità regionale regola la legge finanziaria. In particolare l'articolo 19 prevede che la Giunta possa presentare al Consiglio regionale, contemporaneamente al disegno di legge e approvazione del bilancio annuale di previsione o di assestamento del medesimo, un disegno di legge finanziaria con il quale possono operarsi modifiche ed integrazioni a disposizioni legislative aventi riflessi sul bilancio."
In relazione al dubbio di cui sopra, osservo preliminarmente che comunque si tratterebbe di previsione adottata con legge regionale, così come con legge regionale sono stati adottati gli interventi finanziari a favore del traffico commerciale diretto all'Autoporto di Pollein di cui alla legge 28 novembre 1985 n. 73 e alla successiva legge 23 maggio 90 n. 32.
Non vi è quindi nessun problema di spettanza alla competenza legislativa in materia di Consiglio regionale, e non sorge nessun problema di limite costituzionale all'esercizio di potestà legislativa del Consiglio regionale. In ogni caso non mi sembra che possa temersi un contrasto tra l'adozione dell'emendamento in questione e le previsioni del menzionato articolo 19 della legge regionale n. 90 del 1989; anzi mi sembra che le previsioni, di detto articolo 19, evitano il sorgere di dubbi in ordine della legittimità dell'emendamento in parola. L'articolo 19 infatti, consente espressamente alla Giunta di presentare, e ovviamente al Consiglio regionale di deliberare, un disegno di legge finanziaria con cui si possano apportare modifiche ed integrazioni a disposizioni legislative aventi riflessi sul bilancio.
Nel caso specifico ritengo che si abbia proprio una delle modifiche a disposizioni legislative aventi riflessi sul bilancio. Si tratta infatti di modifica a precedenti disposizioni legislative, più esattamente a quelle di cui alla legge 23 maggio '90 n. 32 che a sua volta aveva arrecato modificazioni alla legge 28 novembre 1985 n. 73.
Tra l'altro, il contributo a favore dell'Autoporto di Pollein, già previsto dall'articolo 1 lettera b) della legge n. 7385, e regolato dall'articolo 4 della stessa legge, era stato già elevato dall'articolo 1 comma 1° della legge 32 del 1990 e viene ora ulteriormente elevato al 2 percento per il 1992 con elevazione altresì al 75 percento del limite di cui al comma d) del comma 4.
Si tratta quindi indubbiamente di una delle modifiche a disposizione legislativa cui fa riferimento l'articolo 19 della legge n. 90 del 1989; non è dubbio altresì che essa rientri tra le modifiche aventi riflessi sul bilancio riguardando l'elevazione del contributo che comporta un maggiore esborso per la Regione e relative conseguenze.
Per le considerazioni di cui sopra ritengo che il dubbio, come sopra prospettato, possa essere senz'altro superato e che quindi sia pienamente legittimo l'operato della Giunta nel presentare l'emendamento suddetto. Così come pure appare incontestabile il potere del Consiglio regionale di adottare le proposte modifiche alle disposizioni legislative in parola.
Tra l'altro volevo sottolineare al Consigliere Riccarand che la modificazione della legge del 1975 è già avvenuta nel maggio del 1990, non all'inizio dell'anno, ma nel corso dell'anno. Tra l'altro tale modifica riguarda solo l'esercizio finanziario 1992, quindi è questa la motivazione per cui viene adottato l'emendamento in fase di assestamento del bilancio 1992.
Presidente Chi si esprime a favore della questione pregiudiziale richiesta dal Consigliere Riccarand?
PresidenteHa chiesto la parola il Consigliere Pascale, ne ha facoltà.
Pascale (PSI)A favore della questione pregiudiziale perché mi sembrano fondati i rilievi mossi dal Consigliere Riccarand; sia nella parte giuridica che nel merito.
Io non so se è possibile, ai sensi dell'articolo 19 letto dall'Assessore, modificare una disposizione legislativa nella parte finanziaria. Non mi pare però sia possibile modificare nel merito una disposizione legislativa quale quella contenuta nella legge 32. In questa legge al comma 5°, infatti è scritto che entro il 31 dicembre di ciascun anno la Giunta regionale, sentite le competenti commissioni consiliari, approva il programma di interventi di promozione e di assistenza. Questo è fondamentale. La legge 73 del 1985 è stata modificata con un altra legge che ha raddoppiato la contribuzione, ma sulla base di un programma di motivazioni reali che sono stati addotte.
Io sono anche stupito dal fatto che sia il relatore sia l'Assessore, nelle loro introduzioni, non abbiano detto nulla sulle motivazioni che portano oggi a raddoppiare tale contributo dall'1 al 2 percento.
Qual'è il progetto che è stato presentato dalla società Autoporto e che ci porta oggi a dover raddoppiare questa aliquota? Tale progetto avrebbe dovuto esser discusso in commissione, quanto meno ai sensi della disposizione legislativa sulla quale mi pare ci sia una violazione.
Siamo quindi a favore della pregiudiziale proposta da Riccarand.
Presidente Pongo in votazione la questione pregiudiziale posta dal Consigliere Riccarand.
Esito della votazione:
Presenti: 31
Votanti: 31
Favorevoli: 10
Contrari: 21
Il Consiglio respinge la questione pregiudiziale proposta dal Consigliere Riccarand.
Presidente Si riapre la discussione generale, ha chiesto la parola il Consigliere Beneforti, ne ha facoltà.
Beneforti (DC) Mi dispiace che succedano questi inconvenienti perché di solito il Consiglio regionale concedeva sempre ulteriore spazio, mentre oggi c'è la premura di discutere e chiudere in fretta la discussione generale!
Io volevo porre l'attenzione su alcuni aspetti di questo assestamento di bilancio. Con una interpellanza presentata nell'aprile di quest'anno mi si richiedeva, come Assessore alla Sanità, qual era l'ammontare della quota del fondo sanitario nazionale attribuito all'Unità Sanitaria Locale per l'anno 1992, e qual era stata la riduzione in rapporto al 1991; mi si chiedeva inoltre come e quando si intendeva agire per far fronte alle necessità finanziarie della Valle d'Aosta per evitare che l'assistenza medica nei confronti della popolazione venisse messa in discussione.
Risposi che la quota del fondo sanitario prevista ed assegnata anche se non deliberata dal CIPE, era sui 94 miliardi e si disse anche che c'era il famoso 28 percento, a carico della Regione collegata al riparto fiscale.
Fu anche detto che le eventuali coperture di disavanzo che ci fossero state o ulteriori interventi a favore della Sanità, si sarebbero fatti in occasione dell'assestamento di bilancio da verifiche a livello nazionale.
I tempi della verifica a livello nazionale erano il mese di maggio per definire la sanatoria del 1991 - quella di luglio del 1992 per definire la copertura dello stesso anno.
Sono slittati i tempi a seguito delle vicende nazionali, ci sono state le varie elezioni, tuttavia in preparazione del nuovo governo Amato, c'è stato un incontro a Roma degli Assessori alla Sanità per mettere a punto una proposta da presentare al nuovo governo proprio sulla questione economica e finanziaria dell'U.S.L. Di questo incontro ne ha dato notizia la Stampa e la Televisione, ma a me non risulta che a questo incontro sia stata presente la Regione Valle d'Aosta.
Nel programma di questa nuova maggioranza, il cui testo è stato letto e distribuito in quest'aula, il Presidente Lanivi affermava che sarebbe stata effettuata una verifica anche del bilancio dell'U.S.L., sia per il reperimento delle risorse finanziarie necessarie sia per la nazionalizzazione della spesa sanitaria nella nostra Regione.
Io non so se la verifica del Presidente della Giunta sia stata fatta ed a quali conclusioni si è giunti.
Siccome nel riassetto del bilancio per il 1992 non è stato previsto alcun miglioramento del capitolo di spesa relativo alla Sanità, io domando quali interventi si intendono realizzare per evitare che l'Assistenza sanitaria nei confronti della popolazione sia messa in discussione. E' con l'assestamento di bilancio che si poteva modificare quanto necessario.
Non so quale altra soluzione ci può essere anche se, come è successo nel 1990, il Comitato di gestione - su indicazioni a livello nazionale previste da alcuni Decreti - ci chiese un'apertura di cassa per far fronte alle esigenze. Fu eseguita un'apertura di cassa sui 35-38 miliardi all'U.S.L. che oggi ci costa 5 miliardi di interessi passivi, riportati anche nel bilancio del 1992.
Io comunque ho notato dal bilancio che più che alla salute della popolazione si è pensato alla salute agricola, non voglio dire delle vacche, ma quasi. Per i problemi del risanamento sanitario del bestiame, ritengo sia doveroso dare all'agricoltura il giusto riconoscimento, ma credo che da quest'assestamento l'Assessore all'agricoltura ha fatto la parte del leone: l'importo relativo si aggira intorno al 50 percento degli importi in aumento.
(...Interruzioni fuori microfono...)
Caro assessore all'agricoltura, non si cerchi di accreditare che era sballato il bilancio di previsione elaborato dall'Assessore alle finanze che è lo stesso di ieri, e tanto meno si cerchi di insinuare e di far ricadere certe responsabilità sul collega Lanièce perché questo sarebbe ingiusto e anche squallido.
Con questo assestamento devo affermare che si penalizzano gli investimenti favorendo soltanto l'incremento dell'assistenzialismo.
Io capisco che è un momento particolare; trovandoci ad un anno dalle elezioni si può quindi dire che si tratta di un assestamento elettoralistico.
Ho visto che non hanno avuto molta considerazione i capitoli relativi all'investimento e dallo sviluppo economico. Al settore industria non è stato dato il riconoscimento che merita, nonostante la grave crisi occupazionale che questo settore sta attraversando. Addirittura il capitolo 46940 è stato diminuito di 8 miliardi ed era quello che prevedeva l'acquisto e la costruzione di beni patrimoniali nel settore industria. Si dirà che non si faceva in tempo a spenderli entro la fine dell'anno.
Anche il capitolo concernente gli investimenti a favore dell'industria termale è stato azzerato, da 4 miliardi previsti, senza nemmeno sentire i comuni interessati.
Non si è sentito il Comune di Saint-Vincent dove esisteva un progetto di ristrutturazione a cui la Giunta comunale aveva già espresso parere favorevole; anche il comune di Pré-St. Didier era interessato ed erano già stati presi provvedimenti per la ricostruzione delle Terme.
Ho voluto fare alcuni rilievi a questo bilancio di assestamento e nel riconfermare che penalizza gli investimenti e favorisce l'assistenzialismo, dichiaro il voto contrario del gruppo della Democrazia Cristiana.
PresidenteHa chiesto la parola il Consigliere Pascale, ne ha facoltà.
Pascale (PSI) Prima di entrare nella discussione dell'assestamento del bilancio, volevo richiamare l'attenzione della Giunta sull'emendamento presentato alla legge finanziaria. L'avevo già chiesto in modo indiretto nel mio primo intervento, adesso voglio essere più esplicito.
Chiedo al relatore, all'Assessore alle Finanze e al Presidente della Giunta perché questo contributo è stato raddoppiato e qual è il programma che l'Autoporto ha presentato a tale sostegno e che giustifichi questo considerevole aumento.
Presidente Ha chiesto la parola l'Assessore al Bilancio e Finanze Lavoyer, ne ha facoltà.
Lavoyer (ADP)Iniziando dalle osservazioni fatte dal Consigliere Beneforti, forse c'è stata confusione tra l'assestamento di bilancio e la variazione di bilancio, perché il fondo sanitario nazionale e i mancati finanziamenti per la Sanità saranno eventualmente compensati nella variazione di bilancio.
Questo è l'assestamento di bilancio che in sostanza ridistribuisce l'avanzo di amministrazione dell'anno 1991 del conto consuntivo che abbiamo approvato questa mattina, e in minore misura porta all'interno dei singoli assessorati una ridistribuzione diversa tra i vari capitoli di spesa.
Teniamo conto che, complessivamente, questo assestamento di bilancio legato al consuntivo, incide per il 2 percento sul bilancio di previsione; dopo 6 mesi mi pare che un correttivo del 2 percento sia più che legittimo. Teniamo anche conto che l'assestamento di bilancio ha privilegiato quei capitoli che si prevede vengano materialmente utilizzati entro il mese di settembre-ottobre quando andremo ad effettuare la variazione vera e propria del bilancio.
Per quanto attiene al discorso delle Terme, per le quali era previsto un finanziamento di 4 miliardi nei fondi globali, come ben sa l'ex Assessore alla Sanità, i fondi globali devono essere utilizzati entro i primi sei mesi dell'anno mediante prelievo legato ad un disegno di legge.
Perché se noi andiamo a prelevare questi fondi con un disegno di legge, certamente non riusciremmo a spendere questo denaro entro la fine dell'anno 1992. Quindi progetti pronti e definitivi per fare un prelievo di questi fondi globali per quanto attiene al discorso delle Terme, non esistevano e non ci pareva corretto dal punto di vista della gestione del bilancio, mantenere 4 miliardi che sarebbero poi andati a residui per l'anno 1992.
Per quanto riguarda il quesito di carattere politico, sollevato dal Consigliere Pascale, lascio al Presidente della Giunta rispondere.
Presidente Ha chiesto la parola il Presidente della Giunta Lanivi, ne ha facoltà.
Lanivi (GM) Questo tipo di intervento è limitato nel tempo e si riferisce a metà anno del 1992 e si inserisce in una strategia di cui sono stati definiti i contorni e le linee di generale indirizzo che si possono così riassumere:
- situazione generale: siamo alla vigilia dell'attuazione del Mercato Europeo le cui conseguenze si verificheranno dal 1° gennaio 1993, per cui l'Amministrazione regionale deve individuare misure ed interventi per far si che la nostra comunità possa, in maniera dignitosa, inserirsi in una nuova situazione, tenuto conto dei vantaggi e dei limiti che possiede.
Uno dei dati importanti di riferimento della realtà valdostana, è quello del posizionamento geografico del suo territorio riferito alla nuova dimensione europea.
Questo non dal 1° gennaio 1993: questo è un ruolo, una caratteristica del territorio della Valle che da sempre ha avuto ed ha caratterizzato la storia della popolazione valdostana.
In questo senso, quella che noi oggi chiamiamo "realtà Autoporto", che nella sua esperienza passata ha svolto funzioni positive per l'intera comunità valdostana, nella situazione ante-costituzione con il rafforzamento dell'unità politica ed economica europea, deve oggi subire una fase di riconversione, cioè passare da un luogo prevalentemente destinato ad azioni di sdoganamento, ad un luogo di servizio rispetto a correnti di traffico che nella nostra Regione continueranno ad esserci.
Questo è il riferimento ampio e preciso della politica che questo Governo intende portare avanti.
Seconda considerazione: la gestione di quell'area non è ristretta semplicemente all'area autoportuale, ma in un'area che contiene importanti infrastrutture destinate al commercio e agli scambi. Mi riferisco ad un'area che è interessata al tracciato autostradale, dalla superficie aeroportuale a quella autoportuale che è anche un'area interessata da progetti di tracciati ferroviari con valenza internazionale, verso la Francia e la Svizzera. Quindi, è un'area strategica rispetto al futuro non solo commerciale, ma che interesserà il futuro economico di questa Regione.
Il provvedimento è limitato nel tempo, (cioè al 1992), e contiene in sé alcuni elementi che sono stati definiti e ratificati politicamente da una deliberazione di Giunta che si riferisce ai rapporti SDS, cioè a quella convenzione Regione-SDS sulla quale la CEE ha mosso dei rilievi e che in questo momento è in fase di stallo.
Le decisioni assunte sono state quelle di ridefinire quella convenzione per tenere presente gli orientamenti comunitari e nello stesso tempo tenere conto delle esigenze della Valle d'Aosta rimuovendo quegli ostacoli che ad un certo punto hanno arrestato lo sdoganamento delle macchine Mercedes.
Ma in questo caso l'intervento si riferisce ad un'azione di sostegno agli sdoganamenti dell'autoporto in senso generale.
Per il caso Mercedes, si diceva anche di instaurare nuovi rapporti di collaborazione che si sono dimostrati formalmente con una lettera che la Mercedes stessa ha inviato alla Regione.
Questo tipo di intervento ha due obiettivi: uno limitato e preciso nel tempo per rimuovere quegli ostacoli che avrebbero impedito lo sdoganamento e quindi anche i ritorni finanziari alla Regione; secondo consentire operazioni di ristrutturazione e di riconversione dell'apparato autoportuale di Aosta nel senso su indicato cioè sede di servizi per il trasporto e per lo scambio, superando - perché i fatti ci obbligano a fare questo - l'attuale configurazione autoportuale.
Sarebbe poco credibile se oggi io esprimessi progetti precisi, mentre posso solo dire che sono state stabilite linee ed orientamenti politici. Questo è il senso dell'intervento che oggi proponiamo al Consiglio regionale.
Ultima parte. Vi è un problema legato anche all'occupazione nel senso che anche per il volume occupazionale, che in questo settore sicuramente è destinato ad assorbire mano d'opera espulsa da altri settori, si tratterà di compiere azioni di conversione ed aggiornamento, di utilizzazione di competenze che oggi ci sono e che non possono essere sviliti in una occupazione che non utilizzi appieno le loro esperienze già maturate.
Fondamentalmente i problemi sono: riconversione complessiva di un'area intesa come momento importante per il sostegno dell'economia valdostana nei prossimi venti anni; ruolo della Regione non secondario e non assente rispetto a queste vicende di cui la Regione deve doverosamente prendere un'iniziativa ben precisa; il discorso occupazione e di utilizzazione delle energie umane presenti in quest'area; utilizzare questo tema per inserirlo in quello più ampio verso il rapporto con le autorità europee e cioè verso la riconversione complessiva dell'economia regionale rispetto al nuovo panorama europeo.
Una Regione che da un certo assetto socio-economico si attrezza per assumere quei cambiamenti istituzionali, politici ed economici che stanno avvenendo in campo europeo.
Non è un progetto di retroguardia o semplicemente attestato a cogliere i frutti delle operazioni di sdoganamento, ma l'utilizzazione di risorse (prevalentemente il posizionamento geografico) non inteso come semplice percezione di rendite da posizione, ma come occasione di servizi da offrire al traffico e alle attività commerciali e di trasporto che in quest'area troverà un punto di qualificazione.
Presidente Ha chiesto la parola il Consigliere Bondaz, ne ha facoltà.
Bondaz (DC)Io prendo atto che il Presidente della Giunta negli interventi ripete spesso: "io sono qui per fare gli interessi della Valle d'Aosta" e "siamo da poco tempo per fare dei progetti precisi". Questa affermazione è l'unica che mi sento di condividere.
Credo che tutte le Giunte hanno sempre cercato di fare gli interessi della Valle d'Aosta.
Riferendomi all'aumento dell'1 percento che il Presidente ha ampiamente illustrato, devo prendere atto che giustamente mancano i progetti per una questione di tempo però non è mancato il progetto di decidere l'aumento in questione, senza particolari giustificazioni se non quelle di una visione della situazione autoportuale.
A mio giudizio sono state fatte alcune diversificazioni e ci sono state delle difficoltà di esposizione perché io non potrei condividere il fatto di elargire i soldi per quella fase di riconversione che se anche dovrà esserci, è una riconversione che viene data a una società la cui gestione appartiene ad un gruppo privato, il quale, probabilmente, provvederà alla riconversione con i soldi della Regione; affinché si instaurino nuovi servizi.
Come sicuramente la Giunta saprà che la data del 1 gennaio 1993 sarà procastinata al 31 dicembre 1996 per difficoltà di ordine europeo sul problema dell'Iva, perché esistono differenziazioni tra i singoli Stati.
Non riesco poi a capire che cosa s'intende per provvedimento limitato nel tempo. Se è limitato nel tempo cadono tutte le possibilità di riconversione, anche quella che interessa l'autoporto. Si è poi parlato in modo un po' strano della SDS e della Mercedes. Questo però non vuol dire che l'esito della trattativa sia negativo per cui non condivido quanto riportato nella deliberazione ritenendo che sia stato fatto tutto in maniera frettolosa.
Mi sembra inoltre che al di là del fatto che sotto il profilo economico si siano persi dei soldi, non credo che da questa vicenda la Valle d'Aosta abbia avuto un'immagine negativa a livello nazionale o europeo, ma anzi direi, che l'azione dell'autoporto con gli incassi dei primi sei mesi dell'anno, ha avuto un introito di circa 75-80 miliardi e un incremento di persone che sono venute a sdoganare in Valle d'Aosta anche per il fatto che la nostra Regione stava definendo un rapporto con la Mercedes. Rapporto del quale che non si sa più nulla ma che io mi auguro non venga perso perché, quanto meno, il corso di formazione professionale è sicuramente positivo ed importante.
Sulla serietà di questa società non possiamo avere dei dubbi perché credo sia stata l'unica società venuta in Valle d'Aosta che prima ha dato, versando l'Iva di importazione e poi ha inoltrato richieste.
Vorrei inoltre sapere se, al di là di questa deliberazione sulla ridefinizione della convenzione stipulata, la Regione ha deciso o meno di difendersi da un attacco che secondo me è stato un attacco lesivo all'autonomia speciale della nostra Regione, da parte di organi tecnici e non di organi politici della CEE.
Ritornando sulla questione dell'aumento dell'1 percento, avremmo gradito che almeno la società dell'autoporto avesse presentato un progetto con obiettivi ben precisi e validi. Questo per coerenza sul discorso della trasparenza che sovente viene citata in questo Consiglio. Non vorrei che questo aumento sia stato fatto in accordo con l'autoporto solo ed esclusivamente, o in gran parte, per pagare la Giusta Ambrosetti, perché se così fosse evidentemente sarebbe un fatto riduttivo, ma non un accordo, perché se anche la Giusta Ambrosetti è un grossa società di trasporti che da 30 anni sta svolgendo i trasporti per conto della Mercedes, è anche vero che se la Mercedes non avrà garanzie su alcune valutazioni come il corso di formazione professionale verso cui aveva particolare interesse, non è detto che si affidi ancora alla Giusta Ambrosetti. Tutti gli accordi quindi tra l'autoporto e quest'ultima ditta verrebbero vanificati ed avremmo un aumento dell'1 percento alla società autoporto senza indicazioni precise sulla utilizzazione.
Questi sono dubbi che senz'altro il Presidente ci chiarirà.
Presidente Ha chiesto la parola il Consigliere Pascale, ne ha facoltà.
Pascale (PSI) Ringrazio personalmente il Presidente della Giunta per aver risposto alle mie domande anche se le conoscevo, ma volevo che venissero dette in Consiglio.
Ne prendo atto con soddisfazione perché ha indicato finalmente in modo chiaro quali sono gli orientamenti della Giunta e della maggioranza in ordine al problema della SDS e della riconversione dell'autoporto. Avremo modo di approfondirle se discuteremo la mozione presentata dal gruppo socialista però ho capito che c'è stata un'inversione di tendenza, pur con tutti i dubbi elencati dal Consigliere Bondaz, nei confronti di questo problema.
Quando il gruppo socialista ha lanciato l'allarme Mercedes, il Presidente della Giunta si è meravigliato di questa nostra posizione diversa da quando noi eravamo in Giunta, ma proprio perché ritenevamo, come maggioranza, di aver individuato nell'insediamento della SDS e relativamente della Mercedes, la prospettiva a lungo termine per riconvertire questa struttura e salvare i livelli di occupazione. Ho cominciato a preoccuparmi quando è cambiata la maggioranza, sia perché all'interno della stessa c'erano forze politiche che avevano chiesto ufficialmente la revoca di questa convenzione, sia perché le prime dichiarazioni rilasciate dal Presidente della Giunta lasciavano intravedere che si voleva chiudere questo rapporto.
Oggi invece, alla luce della deliberazione, ma soprattutto di quello che ha detto il Presidente stesso, mi pare che gli indirizzi siano diversi e quindi anche l'emendamento a favore dell'autoporto diventa uno strumento temporaneo che si pone come obbiettivo non tanto la riconversione futura, ma stabilire rapporti a quelli insediamenti a cui noi tenevamo.
Quindi voglio ringraziare della riposta e mi dichiaro soddisfatto per quanto riguarda l'emendamento.
Rimane un giudizio critico da parte nostra relativo all'assestamento di bilancio, perché anche se è vero come ha detto l'Assessore Lavoyer, qui si trattava di utilizzare subito alcuni fondi globali perché non c'era più la possibilità di fare disegni di legge per il prelievo, ma noto anche nella filosofia di questo assestamento di bilancio, la volontà di mettere da parte quelli che erano i grandi progetti. Progetti relativi in modo particolare all'industria e al turismo nei quali bisogna investire oggi per cercare di avere dei risultati in futuro. Sono stati tolti i finanziamenti per le infrastrutture di Cervinia, delle Terme di Saint-Vincent sulle quali si potevano già intravedere interventi concreti, sul campo da golf dove esistevano già contatti per l'acquisto dei terreni, gli 8 miliardi dal cap. 46940 di acquisto beni patrimoniali per interventi nel settore industriale che erano stati accantonati proprio in previsione di interventi da effettuare a favore della Cogne.
Mi sembra di capire che si tende in linea di massima, a gestire le cose fattibili subito, e credo che non sia strano anche perché va nell'ottica di quanto dichiarato nel documento programmatico che il Presidente della Giunta aveva a suo tempo letto e di cui leggo un paragrafo che è sintomatico:
"Assumere impegni programmatici chiari e realizzabili nel breve arco di tempo a disposizione, orientati a risolvere con efficacia le emergenze più gravi nei settori vitali della realtà regionale".
Questa Giunta si era posta un obiettivo politico che era quello di decantare la fase dei rapporti tra le forze politiche, obiettivo lodevole, ma si era posta anche degli obiettivi di carattere programmatico molto limitati cercando di fare cose realizzabili subito, però, accantona in un certo senso i grandi progetti già avviati e che avrebbero potuto essere realizzati in questa fine legislatura. Quest'assestamento di bilancio fotografa l'impegno programmatico assunto che noi non condividiamo perché limitato e riduttivo; ecco perché restando negativo sulla formazione della Giunta, rimane negativo anche il giudizio sull'assestamento del bilancio. La domanda politica che noi ci poniamo è se veramente in questo momento alla Valle d'Aosta serviva una maggioranza con obiettivi riduttivi e limitati e non invece un'ampia prospettiva.
Presidente Ha chiesto la parola il Consigliere Riccarand, ne ha facoltà.
Riccarand (VA) La discussione su questi due disegni di legge è molto difficile e dispersiva perché per responsabilità della Giunta e direi anche del Presidente del Consiglio, si sono accavallati due argomenti che non hanno attinenza tra di loro. Da una parte la finanziaria bis e l'assestamento di bilancio che sono collegati, e dall'altra parte un disegno di legge inserito, con un colpo di mano, all'interno di questa problematica.
Per quanto riguarda l'emendamento autoporto, sappiamo tutti che l'inizio di questa storia è rappresentato da una legge del 1985, la n. 73, che prevedeva all'articolo 2 la partecipazione azionaria della Regione alla società autoporto del 33 percento, per un costo alla Regione di 5 mila e 250 milioni. La società autoporto doveva presentare ed attivare un piano di investimento per un importo almeno pari all'aumento di capitali, cioè quella partecipazione azionaria che venne attivata nel 1985 con il fatto che bisognava riconvertire l'autoporto e quindi c'era bisogno di apporto di denaro della Regione per concludere l'operazione. Sarebbe interessante se adesso la Giunta andasse a chiedere che fine hanno fatto questi soldi e che ne è stato del piano di investimento. Nella legge del 1985 c'era l'articolo 4 che prevedeva un contributo dello 0,50 percento del gettito complessivo dell'Iva riscossa a Pollein a favore dell'autoporto. Da notare che fin dall'inizio la società autoporto ha sempre chiesto la percentuale non sui 9 decimi riscossi dalla Regione, ma sui 10 decimi percepiti all'autoporto; in più allo 0,50 c'era uno 0,10 percento che è rimasto, con il passare del tempo e delle normative di contributi, anche per far fronte a spese di manutenzione ordinaria; quindi l'autoporto ci chiedeva i soldi per la manutenzione ordinaria, un contributo a fondo perduto che in gran parte non veniva giustificato in nessun modo, e in più una partecipazione azionaria di 5.250 milioni di lire.
Successivamente nel 1990, questo disegno di legge venne modificato con la legge 3290 ed ebbe un iter di 5 mesi, tante erano le resistenze all'interno del Consiglio, non solo nella minoranza, ma anche nella stessa maggioranza.
La legge del 1990 portò il contributo dallo 0,5 all'1 percento e questo significò un raddoppio del contributo regionale alla società autoporto, economicamente di circa 2 miliardi all'anno. Allora venne introdotto il principio che almeno il 50 percento di questi 2 miliardi doveva essere giustificato dalla società autoporto nell'aver svolto attività di assistenza e di promozione. Adesso, terza tappa, si propone di aumentare dall'1 al 2 percento per il 1992 cosa che significa che nel 1992 la società autoporto avrà dalla Regione un contributo che si aggirerà tra i 12-14 miliardi.
Inoltre si modifica il punto d) della legge del 1990 che era quello in cui si doveva giustificare di aver svolto almeno il 50 percento in attività di assistenza e promozione. Questa percentuale si aumenta al 75 percento. Tutto questo significa che gran parte dei soldi che noi daremo alla società Autoporto dovrà essere spesa per attività di promozione, e cioè soldi dati a società varie. La Giusta Ambrosetti nel 1991 ha avuto 450 milioni per sdoganare le Mercedes mentre ora ne avrà una cifra superiore altrimenti potrebbe decidere di sdoganare da un'altra parte. Il 75 percento della cifra quindi che si darà all'Autoporto si spenderà in operazioni di questo tipo che non hanno niente a che vedere con gli investimenti.
Con la differenza di quota la società Autoporto avrà un vantaggio che non sarà tenuta a dimostrare come lo utilizzerà, ad eccezione di 250 milioni che dovrebbe già in base alla legge del 1990 utilizzare per investimenti strutturali.
Fino ad ora né la partecipazione azionaria dei 5 miliardi del 1985 né i 250 milioni introdotti di investimento nel 1990, sono mai stati utilizzati per quel fine. Quando nel 1989 si chiese un piano di investimento, ci risposero che il piano non c'era e continua a non esserci, ma la partecipazione azionaria era vincolata a questo piano e quando si chiese la documentazione, si poté vedere dal bilancio della società che aveva titoli e buoni di stato per 5 miliardi e 283 milioni; il finanziamento quindi era finito in titoli di stato anziché in investimenti. Questo vale anche adesso perché i 250 milioni previsti dalla legge del 1990 non sono stati utilizzati per investimenti. Non ha senso quindi credere che questo provvedimento serva per favorire una riconversione, ma si danno soldi da una parte alla Giusta Ambrosetti e dall'altra si elargisce un beneficio alla società autoporto, in attesa che venga in qualche modo liquidata. Tra l'altro alcuni mesi fa pareva che la società autoporto fosse già posta in vendita. C'era un diritto di prelazione da parte della SDS e quindi la società autoporto stava passando di proprietà, di titolarità senza che nessun impegno assunto in questi anni fosse stato rispettato.
Questo emendamento quindi si inserisce in un quadro che, a mio avviso, è del tutto inaccettabile e scorretto nella forma in cui è stato presentato.
Inoltre, il fatto del tutto contraddittorio, si basa anche su dichiarazioni che vengono rilasciate in Consiglio quando si dice che la nostra Regione è attraversata da un traffico troppo intenso di TIR e che occorrerebbe ridurre e poi invece elargiamo 14 miliardi alla società autoporto perché incentivi il traffico.
Noi diamo quindi il nostro giudizio negativo e non accettabile.
La manovra di assestamento del bilancio, da quanto mi è parso di capire, è una manovra di circa 64 miliardi, di cui 34 sono di utilizzo dell'avanzo di amministrazione, più altri 30 che derivano da riduzioni su vari capitoli di bilancio e sui fondi globali. Mi pare ci siano circa 10 miliardi di riduzione su altri capitoli e una ventina sui fondi globali.
La manovra sui fondi globali, la riduzione di 21.200.000.000 sui fondi globali è una manovra che come già diceva il Consigliere Pascale, è molto discutibile perché è una manovra che taglia molti di quei punti qualificanti e che le maggioranze mettono nei fondi globali perché sono i progetti che si vogliono portare avanti.
Sul progetto casa ci sono 800 milioni mentre c'era 1 miliardo nel fondo globale; vengono tolti 800 milioni. Negli interventi del settore dell'energia vengono tagliati 1.300 milioni; rilancio zone termali viene tagliato tutto; la casa dello studente viene anch'essa tagliata. C'è un'utilizzazione di questi 64 miliardi per una manovra di assestamento che in base all'analisi della tabella 2 risulta che sono così ripartiti:
Presidenza della Giunta 7.500.000.000 in più
Finanze 2.500.000.000 in più
Agricoltura 28.800.000.000 in più
Industria 3.300.000.000 in più
Lavori Pubblici 1.800.000.000 in più
Pubblica Istruzione 3.600.000.000 in più
Sanità 2.000.000.000 in più
Turismo 9.000.000.000 in più
Ambiente 5.000.000.000 in più
Però se a queste cifre togliamo le detrazioni sui fondi globali dei vari assessorati, viene fuori un quadro da cui emerge un dato molto significativo e cioè esiste un solo Assessorato che ha un aumento elevato di fondi, quello all'Agricoltura, che ha un aumento netto superiore ai 26 miliardi, mentre c'è un Assessorato penalizzato che è quello dell'Industria che ha 9.400.000.000 in meno.
Per cui, con i dati attuali abbiamo un Assessorato all'Agricoltura che con una disponibilità di 159 miliardi ed un Assessorato all'Industria, Commercio ed Artigianato che scende da 40 a 31 miliardi.
Procedendo di questo passo noi a fine anno avremo con le variazioni di bilancio, un Assessorato all'Agricoltura che andrà a circa 200 miliardi e un Assessorato all'Industria con 50.
Questo sta indicare uno squilibrio eccessivo tra i vari settori e quindi questa impostazione ci lascia perplessi. E' una manovra di assestamento che indica un modo di procedere molto carente di progettualità. Questo è il primo provvedimento politico, consistente e significativo della nuova Giunta; e secondo me sarebbe stato giusto dargli un diverso tipo di impronta.
Mi riservo di intervenire nel corso dell'esame dei singoli articoli, su alcuni aspetti più specifici.
Si dà atto che dalle ore 17,34, presiede il Vicepresidente Stévenin.
Presidente Ha chiesto la parola l'Assessore al Bilancio e Finanze Lavoyer, ne ha facoltà.
Lavoyer (ADP) Per quanto attiene all'osservazione fatta dal Consigliere Pascale sul discorso dei grandi progetti che verrebbero abbandonati dalla maggioranza, vorrei sottolineare che i due progetti previsti, da lui evidenziati: gli interventi nel Comune di Valtournenche e gli interventi relativi alla realizzazione di un campo di Golf, previsti nei fondi globali, non sono stati completamente eliminati, ma ridotti. Per il comune di Valtournenche rimane ancora un impegno di 1 miliardo su due, per il campo di 500 milioni su 1 miliardo.
Il Consigliere sa che se questi fondi non vengono prelevati entro i primi mesi con un disegno di legge, non possono essere utilizzati nel corso dell'anno.
Abbiamo lasciato quindi delle cifre che secondo noi possono essere anche consistenti soprattutto se facciamo riferimento ai problemi relativi alla viabilità di Valtournenche che sono ancora in fase di progettazione, e quindi mi pare che con 1 miliardo si possa risolvere questo tipo di impegno. Mi pare quindi che la scelta della Giunta sia quella di guardare in modo realistico le capacità di spesa nel corso dell'anno 1992.
Per quanto riguarda il discorso dell'industria, la riduzione dei fondi previsti per l'acquisto di aree è motivato, nel senso che attualmente sono depositati, con la legge 20 dicembre 1985 n. 88, presso la Finaosta, ancora 45 miliardi finalizzati all'acquisizione di aree attrezzate.
Era una legge che prevedeva la costituzione di un fondo presso la Finaosta per finanziare interventi di sviluppo nelle attività produttive in Valle d'Aosta con particolare riferimento all'acquisizione di aree attrezzate.
In riferimento alle aree Cogne non pensavamo di poter mantenere questa cifra e poterla utilizzare correttamente entro la fine dell'anno, se nel caso si rendesse necessaria l'utilizzazione di una somma in questa direzione, abbiamo ancora, oggi, 45 miliardi disponibili presso la Finaosta.
Per le osservazioni del Consigliere Riccarand, vorrei sottolineare il comma 6 dell'articolo 1 della precedente legge che prevedeva i finanziamenti all'autoporto. Il comma 6 diceva: "gli incentivi finanziari di cui alla presente legge sono soggetti, a decorrere dall'esercizio 1993, alla conferma annuale con le modalità di cui all'articolo 19 della legge regionale, che approva il bilancio o il suo assestamento". Noi siamo quindi in linea sotto questo punto di vista, al limite anticipato di 6 mesi l'intervento.
Gli incentivi non sono finalizzati soltanto a far passare il maggior numero di Tir, ma sono sempre stati finalizzati a far si che i Tir che già transitano nella nostra Regione, sdoganino nell'autoporto di Pollein. Il Consigliere Riccarand sa che l'attuale percentuale di sdoganamento si aggira più o meno al 25 percento del transito globale dei Tir.
Per quanto concerne il problema dei fondi globali, vorrei confutare le affermazioni del Consigliere Riccarand, con delle cifre. Tra leggi regionali approvate e disegni di legge in corso, sono stati utilizzati 179 miliardi dei fondi globali, su 218 miliardi complessivi, pari all'82,22 percento dei fondi globali stessi.
Con l'assestamento di bilancio detraiamo circa 20 miliardi, pari al 9 percento circa della cifra comprensiva. A noi sembra che l'utilizzazione dei fondi globali, strettamente legati al programma delle maggioranze che predispongono il bilancio di previsione, siano stati ampiamente rispettati.
In riferimento all'assestamento di bilancio che doveva, secondo Riccarand, seguire le linee della nuova Giunta, voglio ricordare che l'importo di questo assestamento è pari al 3 percento circa del bilancio complessivo; e non penso che con queste cifre si possano fare investimenti che cambino strategie o linee politiche diverse. Ritengo più corretto, come è sempre stato fatto, dopo sei mesi, di rivedere e ritoccare, se è il caso. Dopo sei mesi un ritocco del 3 percento su un bilancio di 1550 miliardi credo che possa essere accettato.
Si dà atto che, dalle ore 17,48, presiede il Presidente Bich.
