Oggetto del Consiglio n. 3277 del 23 aprile 1992 - Resoconto
OGGETTO N. 3277/IX Applicazione della mozione del Consiglio regionale che richiedeva interventi concreti per ridurre il transito dei TIR. (Interpellanza)
Presidente Do lettura dell'interpellanza presentata dal Consigliere Riccarand:
Interpellanza Ricordato che, con decreto 8 gennaio 1992, n. 15, il Presidente della Giunta regionale, sulla base di una circolare del Ministero dei Lavori Pubblici, aveva previsto alcune limitazioni al traffico dei TIR, in partico-lare in tutte le domeniche, alcuni giorni di sabato ed altri giorni festivi;
ricordato altresì che, con decreto 11 febbraio 1992, n. 153, il Presidente della Giunta regionale aveva modificato il decreto 15/1992 posticipando l'inizio dei divieti di circolazione di quattro ore;
rilevato che il decreto 153/1992 ha suscitato forti e vivaci reazioni da parte dei cittadini di Aosta e di altri comuni, pesantemente penalizzati dall'intenso traffico di TIR;
constatato che, di fronte alle negative reazioni dell'opinione pubblica, il Presidente della Giunta ha provveduto a revocare il decreto 153/92;
ricordato che il Consiglio regionale ha approvato, fin dal 13 luglio 1990, una mozione che impegnava la Giunta ad assumere iniziative per ridurre il transito dei TIR attraverso la Regione;
evidenziato che, contrariamente a quanto richiesto dal Consiglio, nel corso del 1991 e dei primi mesi del 1992 il traffico dei TIR è ulteriormente aumentato;
il sottoscritto Consigliere regionale del Gruppo Verde Alternativo
interpella
il Presidente della Giunta regionale per sapere:
1) per quale motivo aveva provveduto ad emanare il decreto 153/92, poi revocato;
2) quali sono gli estremi del provvedimento di revoca del decreto 153/92 e quali contatti sono intercorsi con il Ministero dell'interno prima dell'emanazione del provvedimento di revoca;
3) come viene esercitato il controllo sui divieti di circolazione dei TIR e quante infrazioni sono state rilevate nel 1992;
4) che cosa intende fare per dare finalmente applicazione alla mozione del Consiglio regionale che richiedeva interventi concreti della Giunta per ridurre il transito dei TIR.
Presidente Ha chiesto la parola il Consigliere Riccarand, ne ha facoltà.
Riccarand (VA) Nel luglio del 1990, quando c'è stato il grande cambiamento di maggioranza, sull'onda dell'entusiasmo il Consiglio votò di ridurre il traffico dei TIR, poi sono passati due anni e i TIR hanno continuato ad aumentare. Anche adesso i dati indicano un continuo aumento del transito dei TIR.
Quindi questa interpellanza vuol sapere in che modo la Giunta regionale intende dare applicazione a questa volontà espressa dal Consiglio regionale con la mozione che risale al 13 luglio 1990, e in particolare volevamo capire quali sono state le motivazioni che hanno portato il Presidente della Giunta regionale ad assumere un decreto, l'11 febbraio 1992, n. 153, con cui invece di andare a restringere le possibilità di transito dei TIR attraverso la Valle d'Aosta, andava addirittura ad ampliare i permessi di circolazione di ben quattro ore, rispetto a divieti che erano stati stabiliti nel gennaio del 1992.
Questo decreto, n. 153 del 1992, è stato successivamente, in base a notizie di stampa, revocato dal Presidente della Giunta, dopo che c'erano state delle osservazioni critiche rispetto a questo provvedimento.
Vorremmo sapere quali sono le motivazioni che hanno portato prima ad un provvedimento di ampliamento dell'orario in cui è possibile, anche nei giorni festivi, la circolazione dei TIR, e poi invece sulla base di quale iter e quali contatti si è provveduto a revocare quel provvedimento. Soprattutto vogliamo sapere quali sono gli strumenti che la Giunta regionale intende mettere in atto per arrivare a questa auspicata riduzione del traffico dei TIR.
Ricordo che nei mesi passati, tutte le volte che sollevavo questo problema, mi veniva risposto che c'era un disegno di legge in procinto di essere presentato al Consiglio regionale, ed è passato forse un anno e mezzo da quando è stato annunciato per la prima volta quel disegno di legge, ma è sempre rimasto un disegno di legge che il Consiglio non ha mai potuto avere il piacere di vedere, esaminare e valutare. Questi sono i motivi che stanno alla base di questa interpellanza.
Presidente Ha chiesto la parola il Presidente della Giunta Bondaz, ne ha facoltà.
Bondaz (DC) Il decreto n. 153 dell'11 febbraio 1992, è stato emanato quale provvedimento di attuazione della direttiva ministeriale n. 132 in data 23 gennaio 1992.
Questa direttiva ministeriale stabiliva che l'orario di inizio del divieto di circolazione viene posticipato di ore quattro anziché di ore due, come precedentemente disposto, per i veicoli di massa complessiva autorizzata superiore a 7,5 tonnellate, provenienti dall'estero o dalla Sardegna, purché muniti di idonea documentazione attestante l'origine del viaggio.
Il provvedimento interessa solo gli automezzi commerciali provenienti dall'estero, i quali possono pertanto fruire di due ore in più di deroga ai divieti rispetto al passato. Quindi l'inizio dei divieti di circolazione rispetto al passato non è di quattro ore come si legge nella premessa dell'interpellanza, ma di due ore.
L'emanazione del provvedimento è, per l'organo prefettizio, obbligatoria e non è soggetta a valutazioni di merito in quanto necessariamente conforme alle direttive del Ministro dei lavori pubblici.
Essendo stabilita dalla legge la conformità alle direttive ministe-riali, articolo 3 del Codice della strada, i motivi del provvedimento risultano qualificati proprio dalla natura di queste direttive.
L'esistenza di un rapporto di gerarchia consente infatti al Ministro dei lavori pubblici, di impartire istruzioni, di dare ordini ai prefetti in materia di limitazione della circolazione e il prefetto è tenuto a conformarsi alle istruzioni e ad eseguirne gli ordini. Sia prima, sia dopo l'emanazione del provvedimento, si è comunque tentato in ogni modo di ottenere da parte del Ministero dei lavori pubblici, la possibilità di non applicare la direttiva nel territorio della Valle d'Aosta, già oberata di pesante traffico.
Il Ministero ha tuttavia tenuto a precisare che le due ore di proroga della deroga sono state oggetto di accordo tra il Governo e la categoria degli autotrasportatori interessati e che, trattandosi di accordo sindacale, l'applicazione di esso doveva riguardare l'intero territorio nazionale e tutti i valichi alpini.
Le categorie degli autotrasportatori erano riuscite a strappare questa deroga in cambio dell'aumento tariffario richiesto e non concesso dal Governo.
La mancata applicazione avrebbe rimesso in causa l'accordo sindacale con conseguente blocco dei trasporti e quindi, nel giro di due o tre giorni, la paralisi delle attività economiche, industriali e commerciali del paese.
Si è insistito facendo presente che quest'anno la stagione turistica invernale era incominciata tardi, che la scarsità della neve e che le intervenute precipitazioni nevose e la coincidenza di una Pasqua tardiva, avevano messo in movimento un traffico automobilistico diretto verso le stazioni sciistiche più intenso rispetto agli anni precedenti e questa attività turistica non poteva essere compromessa da ulteriori intralci nella circolazione festiva.
Fatto presente inoltre che il servizio ferroviario Aosta-Pré-Saint-Didier non sarebbe stato in funzione fino al mese di giugno per i lavori, e che pertanto ulteriori aggravi alla circolazione esistevano sulla statale 26, si è potuto arrivare al decreto n. 288 del 13 marzo 1992, con cui si revocava il precedente decreto n. 153 dell'11 febbraio 1992, in via di sospensione temporanea.
Gli estremi del provvedimento di deroga sono: decreto n. 288 in data 13 marzo 1992 emanato a seguito di quanto sopra specificato.
I contatti sono intercorsi non con il Ministero dell'interno come scritto nell' interpellanza, in quanto non competente in materia, ma con il Ministero dei lavori pubblici, con contatti anche personali tra il Servizio regionale delle comunicazioni e dei trasporti e la Direzione generale di coordinamento territoriale dei lavori pubblici, Ispettorato circolazione e traffico
I colloqui finali sono avvenuti presso il Ministero in data precisata nelle premesse del decreto stesso, cioè il 10 marzo 1992.
La possibilità di una sospensione temporanea del decreto è stata concordata solo in via eccezionale tale da non costituire precedente e comunque fatti salvi i diritti delle categorie interessate di vedere applicato, anche nei valichi valdostani, il contenuto degli accordi sindacali intervenuti con il Governo.
Il controllo sui divieti di circolazione dei TIR viene esercitato dalla Polizia stradale.
Dal 1° gennaio 1992 a venerdì 17 aprile 1992, sono state accertate solo due infrazioni ai divieti di circolazione festiva.
La Polizia stradale comunica comunque che il numero dei veicoli pesanti circolanti nelle ore di divieto, ma in possesso di regolare autorizzazione in deroga delle prefetture delle località di partenza, è consistente.
Il numero delle deroghe concesse con decreti del Presidente della Giunta regionale è stato nel 1992 di poche unità, dovute a casi di necessità e di urgenza. Non è tuttavia possibile impedire la circolazione di quegli autoveicoli pesanti che provengono da tutte le altre provincie italiane, compresi i rientri in possesso delle regolari autorizzazioni prefettizie delle località di partenza e che interessano gli interi percorsi della Valle d'Aosta compresa.
In applicazione della mozione del 13 luglio 1990 è stato, come ha ricordato l'interpellante, predisposto un disegno di legge regionale comprendente numerosi interventi concreti che peraltro, per la complessità delle conseguenze su altri Enti proprietari della strada, Stato, autostrade, trafori e autorità estere, è purtroppo in fase ancora di valutazione e di armonizzazione con le direttive comunitarie.
Si ricorda altresì che il problema della saturazione della direttrice del Monte Bianco, a seguito della deliberazione della Giunta regionale n. 4666 del 17 maggio 1991, è stato oggetto di una iniziativa della nostra regione presso la CEE ed è oggetto di una trattativa con la Direzione generale dei trasporti della Comunità europea presso la quale, il 30 gennaio scorso, è stata effettuata un'audizione ufficiale.
In tale occasione è stato disposto che una delegazione comunitaria effettuerà, direttamente in Valle d'Aosta, una valutazione dei traffici per l'adozione di interventi a breve scadenza.
Per quanto riguarda invece il trasferimento del trasporto merci dalla gomma alla Ferrovia, la stessa Direzione generale dei trasporti della Comunità europea, sempre in data 30 gennaio, ha preannunciato l'accoglimento dell'istanza della nostra regione a riconoscere il progetto del traforo ferroviario del Gran San Bernardo, con una dichiarazione di utilità europea, ai sensi dell'articolo 2 del regolamento CEE n. 3359 del 20 novembre 1990, ed è stato anche preannunciato il riconoscimento dello stesso progetto come progetto pilota di trasporto combinato, ai sensi del programma di azioni pilota della Comunità.
Si ricorda infine che il 29 e 30 aprile prossimi, si terrà in materia di vie di comunicazione tra l'Italia e la Francia, una riunione della commissione italo-francese per i problemi di frontiera presso il Ministero degli affari esteri francese a Parigi.
Nell'ordine del giorno dei lavori, il ministero degli affari esteri italiano, su nostra proposta, ha inserito anche il problema della saturazione della direttrice internazionale del Monte Bianco.
Presidente Ha chiesto la parola il Consigliere Riccarand, ne ha facoltà.
Riccarand (VA) Sarei grato al Presidente della Giunta se potesse farmi pervenire copia della sua risposta in modo che possa rileggermela con calma, perché ci sono delle cose abbastanza interessanti.
Intanto questo decreto 288, del 13 marzo 1992, ritengo che sia un fatto importante, ed è la dimostrazione di quello che abbiamo sempre sostenuto, cioè che è possibile, anzi è logico, che il Presidente della Giunta regionale, nella sua qualità di prefetto, possa provvedere ad una applicazione di normative ministeriale a seconda delle esigenze della nostra regione.
Quindi il Presidente della Giunta e il Prefetto della Valle d'Aosta non devono comportarsi come dei semplici fotocopiatori di normative ministeriali, si tratta evidentemente di applicare delle normative, dei principi che hanno una valenza generale, tenendo conto delle nostre particolari condizioni, ed è questo del resto la ragione per la quale non si provvede direttamente ad un provvedimento del Ministro, ma viene demandata ai singoli Prefetti l'applicazione di una normativa di carattere generale. Quindi io credo che, come è successo in questo caso così in altre situazioni, si debba rivendicare la competenza dell'Amministrazione regionale, del Prefetto e del Presidente, ad assumere delle decisioni che siano conformi rispetto ad esigenze gravi e particolari della nostra regione.
Sicuramente i problemi di saturazione del traffico, comunque di intensità e pericolosità del traffico lungo il percorso da Aosta al tunnel del Monte Bianco, lungo tutta la Valdigne, non si esauriranno con il passare della stagione turistica invernale e neppure con l'entrata in funzione della ferrovia Aosta-Pré-Saint-Didier, ma il problema permane e quindi, secondo noi, bisogna continuare ad insistere e andare nella direzione di un allargamento dei divieti di transito invece che verso una restrizione.
Per quanto riguarda un altro aspetto, quello dei controlli dei divieti di circolazione, il Presidente della Giunta dice che soltanto due infrazioni sono state riscontrate.
Io credo che sarebbe interessante, se fosse possibile, avere un dato sui controlli effettuati dalla Polizia stradale, cioè sapere che tipo di vigilanza viene esercitata su questi divieti di transito, sulle normative sulle distanze che devono esistere fra un camion e un altro, sugli scarichi inquinanti dei camion, cioè quale tipo di controllo viene fatto dalla Polizia stradale sul traffico di TIR attraverso la nostra regione. Questo è un altro settore su cui si può intervenire in modo significativo e incisivo per ridurre il transito dei TIR.
Per quanto riguarda poi una impostazione più generale del principio di riduzione del transito dei TIR, mi sembra che ancora una volta si fa riferimento a questo disegno di legge, e credo finiremo la legislatura ma difficilmente avremo possibilità di discutere e votare in questo Consiglio. Quindi credo che ci si debba orientare verso altri strumenti, perché è inutile continuare a ripetere che c'è un disegno di legge in gestazione, se poi questo disegno di legge non vede mai la luce.
Ci sono molti altri strumenti, noi li abbiamo più volte indicati in passato, si tratta di metterli in atto con molta più determinazione di quanto è avvenuto finora, perché altrimenti abbiamo fatto un'affermazione di principio di carattere generale 'rinunciamo al traffico dei TIR', e poi di fatto, ci siamo trovati di fronte a una realtà che è completamente l'opposto, cioè invece di ridursi il traffico, invece di mantenersi sui livelli del 1990, è ulteriormente cresciuto, con dei benefici che per la nostra regio-ne si sono comunque ulteriormente ridotti.
Se all'inizio degli anni '80 era circa il 50 per cento del transito che faceva le operazioni di sdoganamento all'autoporto, oggi siamo al 15 per cento ...
(... voci in aula ...)
... negli anni '80, quando l'autoporto funzionava come autoporto di frontiera, gran parte del traffico in entrata faceva tutte le operazioni di sdoganamento, poi con tutta una serie di normative comunitarie, questo fenomeno si è progressivamente ridotto, oggi siamo intorno al 14-15 per cento e fra alcuni mesi, probabilmente all'inizio del 1993, questa cifra sarà ulteriormente ridotta se non quasi annullata, rimarrà quel poco traffico proveniente dalla Svizzera. Credo che ci sia un punto, il 36, si tratta di un'interpellanza, che affronta questo problema, quindi entreremo ben presto in questo argomento.
Quello che io volevo sottolineare in questo contesto è che noi avremo sempre più un danno da questo flusso di traffico che provocherà pericoli, inquinamento, congestione, con benefici che sono ormai vicini allo zero. Quindi bisogna, con molta più determinazione di quanto si sia fatto in passato, muoversi nell'ottica di quello che comunque il Consiglio regionale ha già deciso, cioè un'azione concreta per ridurre in modo effettivo ed incisivo, questo traffico di TIR.
