Oggetto del Consiglio n. 365 del 28 novembre 1975 - Verbale
OGGETTO N. 365/75 - Disegno di legge regionale concernente: "Sottoscrizione di nuovo capitale azionario della S.p.A. "Centrale Laitière d'Aoste".
La S.p.A. "Centrale Laitière d'Aoste", sulle risultanze dei bilanci 1974 e 1975, ha comunicato all'Amministrazione Regionale la necessità di addivenire alla sottoscrizione di nuovo capitale azionario per un importo di Lire 440.000.000, di cui Lire 418.000.000 pari al 95% del capitale a carico dell'Amministrazione Regionale e Lire 22.000.000 pari al 5% del capitale stesso a carico del Comune di Aosta.
La Società provvederà, con apposito atto notarile, alla riduzione del proprio capitale sociale a Lire zero, per assorbimento parziale delle perdite degli esercizi 1974 e precedenti, e al conseguente annullamento delle azioni attualmente in circolazione. Provvederà pure, con lo stesso atto, alla reintegrazione del capitale sociale, mediante emissione di 88.000 azioni del valore nominale di Lire 5.000 cadauna da offrire agli azionisti.
L'Amministrazione Regionale, in relazione alle attuali disponibilità di bilancio ed alla possibilità di garantire le coperture dei costi di gestione della Centrale del Latte mediante l'adeguamento del prezzo al minuto del latte stesso e dei prodotti derivanti dalla lavorazione delle eccedenze sottoscriverà azioni sino ad un massimo di Lire 200.000.000, mentre il Comune di Aosta aderirà al nuovo aumento con la sottoscrizione di azioni sino ad un massimo di Lire 11.000.000.
La Giunta Regionale propone al Consiglio di aderire in parte alla richiesta della S.p.A. "Centrale Laitière d'Aoste" e di autorizzare la sottoscrizione di nuovo capitale azionario della Società stessa per un importo non superiore a Lire 200.000.000.
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Disegno di legge n. 149
REGIONE AUTONOMA VALLE D'AOSTA
Legge regionale......................... n....... : SOTTOSCRIZIONE DI NUOVO CAPITALE AZIONARIO DELLA S.p.A. "CENTRALE LAITIERE D'AOSTE".
Il Consiglio Regionale ha approvato;
Il Presidente della Giunta Regionale
PROMULGA
la seguente legge:
Art. 1
È autorizzata la sottoscrizione di nuovo capitale azionario della S.p.A. "Centrale Laitière d'Aoste", con sede in Aosta, per un ammontare di spesa di Lire duecentomilioni a reintegrazione del capitale sociale.
Art. 2
L'onere di Lire duecentomilioni derivante dall'applicazione della presente legge graverà sul capitolo 248, che viene istituito nella Parte SPESA del bilancio di previsione della Regione per l'anno 1975, previo prelievo di pari somma dal capitolo 271 della parte SPESA del bilancio stesso.
Art. 3
L'Assessore regionale alle Finanze provvederà alla liquidazione della spesa di cui al precedente articolo ai sensi dello Statuto della Società ed in conformità con i provvedimenti adottati dai competenti organi deliberanti della Società stessa.
Art. 4
Al bilancio di previsione della Regione per l'anno 1975 sono apportate le seguenti variazioni:
PARTE SPESA
Variazioni in aumento:
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Capitolo 248 - |
"Spese per la sottoscrizione di titoli azionari della S.p.A. "Centrale Laitière d'Aoste" |
£. |
200.000.000 |
Variazioni in diminuzione:
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Capitolo 271 - |
"Fondo speciale per oneri derivanti da provvedimenti legislativi in corso di perfezionamento (Spese in conto capitale - Allegato F)
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£. |
200.000.000 |
Art. 5
La presente legge è dichiarata urgente ai sensi del terzo comma dell'articolo 31 dello Statuto speciale ed entrerà in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nel Bollettino Ufficiale della Regione.
È fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla osservare come legge della Regione Valle d'Aosta.
Chabod (D.C.) - Si passa al punto n. 37 dell'ordine del giorno: il disegno di legge n. 149. La parola all'Assessore all'Agricoltura.
Marcoz (U.V.P.) - Come scritto nella relazione, la Centrale di Aosta ha comunicato alla Regione il bilancio 1974-1975, che è in passivo. Noi, come Regione, avevamo già previsto nel bilancio 1975 all'allegato F la cifra di 200 milioni che ritenevamo sufficiente per coprire il deficit della Centrale, invece, purtroppo, si è visto che il deficit è stato superiore alle previsioni, quindi c'è uno scoperto di lire 240 milioni che vedremo, come soluzione, di ricoprirlo o con una fideiussione, o con un mutuo agevolato.
A questo riguardo vorrei dire ancora due parole: 3-4 mesi fa era stata nominata una Commissione, non diciamo di inchiesta, ma di accertamento, Commissione che ha finito i suoi lavori e che la settimana prossima porterà i risultati alla Commissione Agricoltura, che verrà convocata, e alla Giunta regionale. Ritengo quindi che il problema per la Centrale del Latte verrà di nuovo riesaminato in questo Consiglio per vedere quale sarà la destinazione della stessa.
Chabod (D.C.) - C'è qualcuno che prende la parola? La parola al Consigliere Borbey.
Borbey (D.C.) - Intervengo su quello che stamattina ha detto il Consigliere Monami, il quale forse giustamente ha asserito che l'Amministrazione regionale deve dare il buon esempio. A volte vengono nominate delle Commissioni di inchiesta, queste Commissioni, secondo il mio punto di vista, dovrebbero avere precedenza su qualunque altra cosa, perché se è una Commissione di inchiesta, essa dovrebbe procedere celermente per poter portare al più presto i dati al Consiglio affinché l'Assemblea stessa possa un domani sapere come procedere verso determinati organismi che sono sotto inchiesta.
Per quanto concerne la Centrale del Latte, io sono uno dei componenti della Commissione di inchiesta, che è stata riunita una volta. Avevamo in quella determinata occasione stabilito che il tecnico doveva portare i dati all'incirca verso il mese di luglio e la Commissione non è stata più riunita. Io quindi, come Consigliere, protesto in questo momento sulla conduzione di questa Commissione di inchiesta e chiedo appunto all'Assessore i motivi di questo ritardo, perché la cosa era drammatica in primavera, lo è ancora adesso... io ritengo che al di sopra di qualunque altro problema deve esserci questo.
Chabod (D.C.) - Io, Consigliere Borbey, penso che non fosse una Commissione di inchiesta, ma una Commissione nominata dalla Giunta, ad ogni modo risponderanno poi gli Assessori. Prima do la parola al Consigliere Parisi.
Parisi (M.S.I.-D.N.) - Solo per dire che in proposito avevo chiesto all'Assessore la documentazione. L'Assessore ha detto che vi è una Commissione, rimango in attesa dei risultati che darà tale organismo per ritornare sull'argomento. Grazie.
Chabod (D.C.) - Qualcun altro che vuole la parola? C'è qualcuno che risponde?
Dolchi (P.C.I.) - È stata formalizzata una richiesta di rinvio?
Chabod (D.C.) - No. La parola all'Assessore Fosson alle Finanze.
Fosson (U.V.) -À Monsieur Borbey, qui s'est plaint de la lenteur de cette Commission qui est en train de voir la question de la Centrale Laitière, je voudrais dire que cette Commission a été chargée de voir au fond la situation. Il me semble que l'Assesseur Marcoz a dit que la semaine prochaine on devrait avoir les résultats de cette Commission, dont le travail est assez long. D'autre part, il est bien qu'ils n'ont pas été directement des Administrateurs à voir la question, parce qu'ils sont purement des questions techniques: il y avait à revoir un peu toute une comptabilité, il y a à voir au fond plusieurs questions. Je pense qu'il faut donner le temps nécessaire pour avoir les idées claires sur ce qui concerne la Centrale Laitière. Je prierais alors le Conseiller Borbey d'avoir un peu de patience parce que ce n'est pas un travail facile, qu'on pouvait faire dans peu de jours.
Pour ce qui concerne qui a été chargé de voir les questions à fond, il y a aussi des professionistes qui ont leur travail, qui ne pouvaient pas dédier complètement leur temps à cette question, mais je pense qu'on aura au moins une vision claire du fonctionnement de la Centrale Laitière.
Chabod (D.C.) - C'è qualcun altro che vuole intervenire? La parola al Consigliere Borbey.
Borbey (D.C.) - Ringrazio l'Assessore Fosson e l'Assessore all'Agricoltura, che già precedentemente aveva anticipato che la Commissione di inchiesta si riunirà al più presto.
È un dato di fatto che le Commissioni di inchiesta... non chiamiamole di inchiesta, queste varie Commissioni speciali che vengono nominate per controlli, o per portare al Consiglio determinati dati, vengono nominate non voglio dire in periodi caldi, ma in momenti particolari, quando un qualcosa si rende drammatico, qual era la situazione della Centrale del Latte in quel momento, ma la situazione è drammatica ancora tuttora. Allora tutto il Consiglio in definitiva, unanimemente, era sensibilizzato su questo problema.
Una cosa che mi preoccupa come Consigliere è questa: pur dando atto della difficoltà del problema, io invito la Giunta, l'Assessore e il Presidente della Commissione ad accelerare i tempi, altrimenti queste Commissioni non faranno mai niente e non serviranno a niente, perché le cose con l'andar dei mesi si raffreddano e le cose ci sfuggono: questa è la realtà, non inerente a questo problema, ma inerente a tutti i problemi e parlo della piscina di Pré St. Didier... In una famosa riunione della Commissione sembrava che in quel momento tutto dovesse essere portato alla Procura, dopo due mesi, era tutto acquietato e noi, come Amministrazione regionale e come Commissioni, rischiamo di fare questa fine e rischiamo sempre di perdere la credibilità di fronte all'opinione pubblica. Grazie.
Chabod (D.C.) - Non so se il Presidente o prima vuol lasciare parlare...
Andrione (U.V.) - Io vorrei rispondere al Consigliere Borbey dicendogli che, purtroppo, in questo caso non è che la questione si raffreddi, anzi. Semplicemente in una seduta recente del Consiglio regionale all'unanimità avevamo deciso di fare una verifica sulla Centrale del Latte perché, sempre per nostra decisione comune, vi è un punto di partenza che falsa qualsiasi calcolo economico di gestione di una Centrale: il prezzo del latte pagato alla stalla. Dato che noi coscientemente e volontariamente... d'altra parte, vogliamo continuare su questa politica, perché è bene dircelo subito: paghiamo un prezzo alla stalla del latte che non è economico e, in relazione a quello che il latte viene pagato o veniva pagato al dettaglio, si sono verificate una serie di perdite della Centrale. Qual è stato l'impegno che tutti i Gruppi della Giunta regionale avevano concordato? Quello di non prendere una posizione definitiva prima di avere stabilito esattamente se le perdite registrate erano dovute soltanto a questo fatto, o se vi erano delle possibilità di migliorare la gestione, in maniera di diminuire anche queste perdite.
Ora, la Commissione che è stata nominata per poter fare quel dato tipo di studio - Commissione che in realtà rappresenta il Consiglio, ma ha il compito di aiutare la Giunta nello stendere un certo tipo di stato di fatto -, per poter lavorare, deve avere i documenti contabili elaborati in una certa maniera. L'elaborazione di questi documenti contabili è stata molto più lunga del previsto e questo per il fatto storico che i conferitori della Centrale del Latte... perché, diciamoci la verità: anche se poi Pino Albaney fa, giustamente, la richiesta che venga aumentato il prezzo alla stalla, vi è stato un momento in cui quel prezzo pagato era appetibile, per cui i conferitori sono aumentati numericamente al di là di una certa cifra. Fare una serie di controlli di questo genere, stabilire qual è l'incidenza dei prezzi di trasporto, stabilire qual è contemporaneamente il prezzo remunerativo del latte, quando invece di essere impiegato come latte alimentare è impiegato per fare fontina, o cose di questo genere, oppure viene venduto fuori è quanto poi la Commissione richiedeva. Si tratta di una serie di analisi che ha chiesto più tempo di quanto non avessimo previsto, però nel frattempo il deficit della Centrale continuava ad aumentare. La Giunta regionale durante i mesi estivi, affinché il debito non evolvesse per conto suo senza che non vi fosse nessun provvedimento, ha deciso di portare il prezzo del latte al consumo da 200 a 250 lire, per cui nei mesi che vanno da luglio, quando è stato deciso questo aumento, ad oggi le perdite sono enormemente diminuite. È stato possibile stabilire un giro bancario con l'Istituto bancario S. Paolo che ha permesso una gestione, entro certi limiti, economica.
Rimane però tutta la discussione che è stata accennata dall'Assessore e cioè che questo trasferimento già previsto nell'allegato F - ed è qui che viene fuori l'importanza della documentazione fornita alla Commissione e alla Giunta - non copre che una parte del deficit. L'altra parte del deficit (200 milioni di lire circa), salvo precisazioni numeriche che io in questo momento non sono in grado di dare, dovrà essere coperta dalle finanze regionali o attraverso una fidejussione, o attraverso un mutuo garantito dalla Regione, o addirittura con il pagamento puro e semplice di questa perdita, così come abbiamo fatto in altri casi.
Si può per esempio ipotizzare - è una soluzione estrema che se fosse possibile... parlo al condizionale in quanto non abbiamo i dati specifici in materia, cioè in questo momento ci sono i dati, ma non li abbiamo ancora esaminati collegialmente - un azzeramento del capitale, cosa che la Centrale del Latte... come il Geometra Borbey sa benissimo, si è già verificata, cosa che dovrebbe ...(voce)... un momento, io vorrei semplicemente finire il discorso, perché mi sembra che la domanda posta dal Consigliere Borbey sia una domanda seria che merita una risposta altrettanto precisa e seria. L'esame contabile - che, ripeto quello che ha detto l'Assessore Fosson, non deve essere condotto in prima persona dai politici, infatti è stato condotto da un tecnico del ramo - verrà consegnato alla Commissione e alla Giunta, che insieme proporranno al Consiglio i tipi di misura per uscire da questa crisi.
Uno dei principi per i quali noi ci battiamo è che, relativamente a questo tipo di servizio che è stato istituito con un compito preciso: quello di fornire del latte alimentare igienico, non con altri compiti e che è un servizio sociale, si può sostenere una gestione in pareggio economico. Questo vuol dire che se noi stabiliamo responsabilmente un certo prezzo alla stalla, dobbiamo a valle stabilire certi costi, perché da questo tipo di logica non si scappa, sennò vuol dire che ancora una volta facciamo il discorso del prezzo politico del latte e in una maniera o nell'altra accolliamo alla Regione le spese relative, il che vuol dire sottrarre dal bilancio regionale soldi per investimento. Questo sia detto molto chiaramente, poi naturalmente la discussione sarà fatta in questo Consiglio in tutta la sua ampiezza. Il Consigliere Borbey protestava per il ritardo, il ritardo è dovuto a quei motivi tecnici che vi ho detto. Purtroppo non si è raffreddata la questione, anzi credo che, quando faremo la discussione, il Geometra Borbey avrà modo di arrabbiarsi e di scaldarsi particolarmente, come penso altri membri di questo Consiglio.
Chabod (D.C.) - C'è qualcun altro che chiede la parola? La parola al Consigliere Manganoni.
Manganoni (P.C.I.) - Io facevo parte di questa Commissione di accertamento ed effettivamente è stato delegato a non Amministratore... come dice il Presidente... Questa Commissione però non è più stata convocata, io mi auguro che venga presto convocata, questo per prima cosa, comunque la questione della Centrale del Latte è una questione che va definita. Noi adesso abbiamo 440 milioni da sanare, ne saniamo 200 e ne rimangono 240. Ora, per questi 240 - dice il Presidente - si tratta di vedere se fare il mutuo, l'azzeramento di capitali; comunque, dobbiamo sanare la situazione, ma non è, secondo me, sufficiente: "saniamo questo", bisogna che vediamo il poi.
Io vorrei porre diverse questioni sul poi, innanzitutto si sta già parlando - e io dico quello che si sente in giro - che ci sarebbero degli impegni da parte di alcuni Amministratori di rivedere il prezzo del latte alla stalla. Ora, tale prezzo - diceva il Presidente - era appetibile prima, e difatti tutti volevano conferire alla Centrale del Latte, e ci sono stati gli altri - per fare un esempio, il caseificio di Villeneuve - che non potevano conferire, i quali naturalmente hanno sollevato le loro legittime e giuste proteste... Oggi con le 159 lire... forse questo prezzo non è più appetibile, perché il latte trasformato in fontina oggi può rendere all'incirca dalle 180 alle 190 lire dove ci sono le latterie efficienti.
Io mi auguro che queste siano solamente delle voci, che non ci sia stato nessun impegno, perché questo problema dovrà innanzitutto essere esaminato dalla Commissione e poi dal Consiglio. La mia tesi è questa: saniamo - io non specifico il modo, lo vedremo poi -questo deficit, perché tanto poi si pagano gli interessi e chi paga è sempre la Regione, questo per prima cosa; attrezziamo questa Centrale: vediamo le attrezzature necessarie, quelle superate e poi stabiliamo dei prezzi del latte alla stalla ragionevoli. I prezzi non dovrebbero raggiungere le cifre sulle quali qualcuno pare si sia già impegnato presso i produttori, perché se ci teniamo su quelle cifre, il latte dovremmo venderlo a 400 lire, primo, e creeremmo di nuovo le proteste da parte dei non conferenti e ci sarebbe di nuovo la corsa dato che tutti vorrebbero conferire, mandando in malora delle latterie, perché la metà conferisce e la metà no. Facciamo le cose presto e facciamo in modo che, una volta sanati i deficit, attrezzata questa Centrale, essa cammini con le proprie gambe, ma, per fare questo, bisogna che il problema venga al più presto portato in Consiglio.
Il Presidente ha detto: "lo porteremo in Consiglio, la discussione verrà fatta in Consiglio", però bisogna vedere quando, perché più presto lo facciamo più presto definiamo il problema, più ritardiamo più aumentano gli interessi passivi della Centrale, che poi dovremo sempre pagare noi.
Andrione (U.V.) - Ripeto che la situazione, dal punto di vista dell'aumento del deficit, è stata bloccata con l'aumento che abbiamo fatto.
Dato che c'è di mezzo l'Istituto bancario S. Paolo, che è quello che ha sempre anticipato, può continuare ad anticipare perché, essendo maggiore l'incasso e costando 250 lire al litro, il volano delle operazioni finanziarie relative alla Centrale del Latte è diventato maggiore in quanto il prezzo del latte è aumentato di un quinto. Di conseguenza, quel tuo timore che noi avevamo valutato non esiste in questo momento, esiste invece un discorso di investimenti e di deficit di capitale. Faccio un esempio: non voglio anticipare la discussione che faremo, ma se noi dovessimo acquistare un terzo di macchinario per la Centrale del Latte per valorizzare dei superi, i costi del latte, se questo tipo di materiale costasse lire "X" milioni e vi fosse per la Centrale l'obbligo dell'ammortamento, sarebbero di un certo tipo; se invece, come abbiamo finora, fosse gratis et amore Dei come Regione, essi potrebbero essere di un altro tipo. Si tratta di una considerazione che faccio, ma è una questione che dovrò fare venire sul tavolo e di cui dovremo discutere in Consiglio.
D'altra parte, la discussione allora era con il Consigliere Monami. Mi permetto di ripetere adesso che, per quanto riguarda la quantità di quintali di latte che lavoriamo come Centrale del Latte, non è attraverso la produzione di qualche quintale di panna o di qualche quintale di yogurt che si può trovare la soluzione per certi problemi economici. È su un certo tipo di parametri posti che però - e io chiederei a Pino Albaney di prendere la parola in materia - sono in relazione alla remunerazione del latte usato per altre lavorazioni, perché? Non è che gli Amministratori regionali che si sono succeduti siano stati degli sprovveduti, questo succede per il fatto che la Centrale del Latte è stata creata in un regime legale che prevedeva la zona bianca, quindi l'obbligo del conferimento e determinava certe tipologie a livello geografico relativamente all'apporto del latte alla Centrale. Essendo saltato quel tipo di parametro, è evidente che, per esempio, io agricoltore che non ho voglia di lavorare il latte posso trovare estremamente vantaggioso di venderlo alla Centrale del Latte anche se lo vendo a un costo che è di 10 lire inferiore a quello che ricaverei se lo lavorassi, perché tengo conto anche del mio lavoro. Queste riflessioni, per la miseria, bisogna farle in base a delle cifre e a dei calcoli matematici e non a delle impressioni, e non vi possono essere evidentemente delle promesse di nessun tipo fatte a nessuna categoria: questo tanto per intenderci.
Chabod (D.C.) - La parola all'Assessore alle Finanze Fosson.
Fosson (U.V.) - Io avevo chiesto la parola non per fare una discussione tecnica sulla Centrale - discussione che dovremo fare, e in quel momento ci sarà da discutere lungamente - ma esclusivamente per dire i motivi alla base del fatto che si sono portati questi 200 milioni e alla base di questo provvedimento.
Praticamente, com'è capitato già negli anni scorsi, qui ci troviamo dinnanzi a una perdita di 400 milioni, noi avevamo in bilancio 200 milioni per l'aumento di capitale della Centrale. Consigliere Manganoni, Signori, con questi 200 milioni il capitale è stato azzerato, perché le perdite sono largamente superiori al capitale, che era di 100 milioni. Il capitale della Centrale quindi è stato azzerato e noi sottoscriviamo questi 200 milioni che avevamo in bilancio.
Dinanzi alla richiesta dei 400 milioni - lo ha già detto il Presidente - noi manteniamo fermo l'aumento del capitale della Centrale del Latte da 100 a 200 milioni dopo l'azzeramento, e non di più: non a 440 milioni, che sarebbe la cifra che coprirebbe il deficit esistente al momento in cui il Consiglio di amministrazione ha deciso di azzerare il capitale. Per quanto riguarda questa differenza di 240 milioni - io adesso non entro nei particolari perché il Presidente ha lasciato aperte diverse soluzioni -, dopo che verrà fatta una discussione tecnica approfondita sulla conduzione della Centrale del Latte, vedremo come fare per sanare la situazione della Centrale. Preciso quindi che il provvedimento di oggi prevede solo la sottoscrizione di capitale della Centrale del Latte per 200 milioni: quelli che avevamo in bilancio, e non entro in altri particolari, perché avremo tutto il tempo di parlarne.
Chabod (D.C.) - La parola al Consigliere Dujany.
Dujany (D.P.) - Non voglio protrarre la discussione su un problema che merita molto più tempo e mi pare che non ci siano elementi in questo momento.
Vorrei sapere chi ha nominato la Commissione, quando è stata nominata, chi sono i suoi membri e quali sono i suoi compiti.
Marcoz (U.V.P.) - È stata nominata dalla Giunta circa quattro mesi fa, adesso la data precisa non me la ricordo... poi il Gruppo D.P. ha reclamato e, se non vado errato, si è inserito dentro in questa Commissione il Consigliere Lustrissy e gli altri membri erano i membri della Commissione Agricoltura che c'era prima. Il tecnico era già previsto dalla Giunta ...(voce)... la data adesso mi sfugge, ma credo sia quattro mesi fa.
Dujany (D.P.) - Occorre fornire questi elementi: data di nomina, organo che l'ha nominato, i componenti, le funzioni e i compiti.
Dolchi (P.C.I.) - Il Gruppo Comunista voterà a favore di questa legge in considerazione del fatto che sono previsti già in bilancio questi 200 milioni, tenendo presente quanto è stato detto, cioè che è il primo passo di un discorso ampio, abbastanza complesso e complicato che dovrà essere comunque fatto abbastanza rapidamente.
Bordon (D.C.) - Noi voteremo a favore di questo provvedimento perché non ne possiamo fare a meno, come voteremo a favore dell'altro provvedimento che darà i 240 milioni che oggi non ci sono. Naturalmente ci chiediamo anche noi - non per volere mettere alla gogna qualcheduno, o deferire il tutto alla Procura della Repubblica - perché è venuto fuori questo deficit, perché se è basato soltanto sul fatto che si comperava il latte a 160 lire alla stalla e lo si vendeva a 200 lire, applicando alla vendita un prezzo politico, è facile provarlo e lo vedremo subito; se invece non sono queste le colpe, avremo il piacere almeno di saperle.
Chabod (D.C.) - C'è qualcun altro che chiede la parola per dichiarazione di voto? Se il Consiglio permette, vorrei solo fare un invito all'Assessore di non prendere del latte dove ci sono dei caseifici e delle latterie turnarie, e, in modo particolare, che il latte venga solo preso per latte alimentare e non per i superi, perché sennò andremo sempre peggio.
Allora mettiamo in votazione articolo per articolo.
Articolo 1. Chi vota a favore è pregato di alzare la mano. Chi è contrario? Astenuti?
Esito della votazione:
Presenti, votanti e favorevoli: 30
Il Consiglio approva all'unanimità.
Articolo 2. Lo metto in votazione.
Esito della votazione:
Presenti, votanti e favorevoli: 31
Il Consiglio approva all'unanimità.
Articolo 3. Lo metto in votazione.
Esito della votazione:
Presenti, votanti e favorevoli: 32
Il Consiglio approva all'unanimità.
Articolo 4. Stesso risultato.
Articolo 5. Stesso risultato.
Passiamo alla votazione, a scrutinio segreto, della legge.
VOTAZIONE A SCRUTINIO SEGRETO
Esito della votazione
Presenti e votanti: 32
Maggioranza: 17
Favorevoli: 28
Contrari: 4
Il Consiglio approva il soprariportato disegno di legge n. 149.
