Oggetto del Consiglio n. 3214 del 17 marzo 1992 - Resoconto
OGGETTO N. 3214/IX Iniziative per la costruzione degli uffici finanziari dello Stato dell'area "Ferrando" in Corso Battaglione Aosta. (Reiezione di mozione)
PresidenteDo lettura della mozione presentata dal Consigliere Bich, allegata al punto 44 dell'ordine del giorno dell'adunanza del 13 marzo 1992.
Mozione Vista la deliberazione del Consiglio regionale con la quale si stanziavano i fondi per l'acquisizione da parte del Comune di Aosta delle aree "Ferrando" site in detto comune;
vista la presa di posizione espressa dall'Amministrazione comunale in diversi organi di informazione in merito all'utilizzo dell'area di C.so Battaglione Aosta, indicando la destinazione a verde attrezzato dell'intera area;
rilevato che parte cospicua di detta area era stata invece destinata alla costruzione degli uffici finanziari con delibera del Consiglio Comunale di Aosta assunta a larghissima maggioranza e in accordo con la Regione e l'Intendenza di Finanza della Valle, nonché degli organi centrali dei Ministeri interessati;
considerato che detta risoluzione era ed è unanimemente valutata dai responsabili degli uffici finanziari presenti nella regione come urgente, irreversibile,indilazionabile per la precarietà dello stato attuale di detti uffici finanziari, e per la conseguente scarsa funzionalità dei servizi diradati nel tessuto urbano in edifici spesso fatiscenti e/o insalubri,o inadatti, o addirittura inagibili a norma di legge;
ribadita la necessità di confermare le scelte fatte, per dare miglior efficienza a servizi essenziali della pubblica amministrazione, e miglior conforto agli stessi dipendenti dell'amministrazione finanziaria che attualmente operano in condizioni disagiate;
il Consiglio regionale
impegna
la Giunta regionale a:
1) riproporre il piano di fattibilità all'Amministrazione comunale di Aosta per la costruzione degli uffici sull'area "Ferrando" in C.so Battaglione;
2) di riprendere i contatti con il Ministero per il finanziamento dell'opera e la riproposizione dell'iter procedurale a suo tempo intrapreso.
Presidente Ha chiesto di illustrare la mozione il Consigliere Bich, ne ha facoltà.
Bich (Ind)Ho presentato all'attenzione del Consiglio regionale questa mozione dopo che era comparso sul quotidiano La Stampa, un articolo e poi un'altro successivamente su questo argomento: l'utilizzo dell'area Ferrando.
Questa area, di cui noi abbiamo partecipato all'acquisto, è stata destinata dal Comune di Aosta, nella persona, mi pare, dell'assessore dell'ambiente, a verde attrezzato. Il mio rilievo viene presentato non tanto perché la destinazione dell'area sia di competenza del Consiglio regionale, ma perché, avendo partecipato all'acquisto ed essendo soggetto attuatore di un eventuale intervento in quella zona, penso che il Consiglio sia interessato. Quell'area era destinata alla costruzione degli uffici finanziari.
L'argomento è conosciuto molto bene dal collega Ricco, che in quei tempi fu promotore a livello comunale, poi regionale, di una istanza, perché ci fosse un'adeguamento degli uffici, attraverso la costruzione di stabili adeguati e funzionali, giacché l'attuale sistemazione è assolutamente indecorosa e non confacente al servizio molto complesso e delicato offerto dagli uffici finanziari.
Anche il collega Chiofalo ne è a conoscenza, giacché insieme conducemmo una campagna, perché questi stabili, questi servizi fossero migliorati.
Coloro che accedono agli uffici finanziari per motivi fiscali o per altro, si renderanno conto come la situazione attuale in Aosta e in Valle non possa essere ulteriormente dilazionata. Le condizioni degli uffici sono di assoluto disagio con insussistenza delle attrezzature, il palazzo dell'Intendenza di Finanza e quello adiacente delle Imposte dirette non sono, mi pare, a norma, come prescrivono le regole attuali.
Quindi si tratta di rispolverare un progetto, neanche tanto vecchio, di fattibilità per la costruzione dei nuovi uffici finanziari in Aosta, e se ne gioverebbe l'utenza e soprattutto gli impiegati, che si trovano in condizioni di inabitabilità. Mi pare sarebbe il caso di rivedere e riconsiderare il disagio degli impiegati che debbono operare in uffici obsoleti.
Esisteva allora un piano di fattibilità, approvato da tutti, dal Consiglio comunale di Aosta all'unanimità o a larghissima maggioranza, c'era il favore della Regione, dal 1985 al 1988. Ricordo anche che fu interessato il ministero, il direttore generale del Servizio patrimonio e demanio del Ministero delle Finanze aveva dato il suo placet per la costruzione di questi edifici, con la partecipazione non elevata dell'Amministrazione regionale ad in-tegrazione della spesa che si prevedeva fosse attorno ai 60, 70 miliardi.
Mi pare di riscontrare due posizioni in contrasto: una dell'Assessore dell'ambiente del Comune d'Aosta, il quale sostiene che quell'area va destinata a area verde, ancorché acquistata anche con i soldi della Regione, e la seconda, quella di dare una sistemazione ai dipendenti degli uffici finanziari, ristrutturare, fornire uffici confacenti e soprattutto rendere piú efficiente un servizio.
Vorrei sapere se non si ritiene equo di impegnare la Giunta a riproporre il piano di fattibilità, che a suo tempo era stato accettato da tutti, e di riprendere i contatti con il Ministero che aveva già stanziato i fondi (15 miliardi per i primi interventi per la costruzione degli uffici finanziari).
Non si pone piú il problema ostativo dell'area, la quale c'è ed è adeguata. Vorrei sapere cosa ne pensano le altre forze politiche.
Si dà atto che, dalle ore 11,55 alle ore 12,04 presiede il Vicepresidente Stévenin.
Presidente Ha chiesto la parola il consigliere Ricco, ne ha facoltà.
Ricco (DC) Il collega Bich ha sollevato un problema che definirei atavico, ma sempre importante. Ero giovanissimo, impiegato di prima nomina, negli anni cinquanta, e già si sentiva la necessità di costruire un nuovo palazzo degli uffici statali, che potesse raggruppare l'Intendenza di Finanza, l'Ufficio del Registro, l'Ufficio delle imposte, l'Ufficio ipoteche, l'Ufficio IVA, gli ispettorati, l'Ufficio tecnico erariale, e gli uffici del Tesoro.
La maggior parte di questi uffici, come sappiamo sono ubicati in appartamenti privati, sottraendo alla disponibilità abitativa dei cittadini diversi appartamenti. Sin dagli anni settanta, come ha ricordato Bich, quando sedevo nei banchi del Consiglio comunale di Aosta, mi sono battuto per risolvere questo problema importante per la popolazione valdostana e anche per la circolazione e il traffico cittadino. Si arrivò a far cambiare destinazione all'area "Ferrando" e si avviarono i progetti per la costruzione del palazzo di uffici statali.
Mi corre l'obbligo morale di ricordare che il Consigliere Rollandin, allora Presidente della Giunta, aveva affrontato con positiva volontà, il problema, aveva previsto la costruzione del palazzo in discussione a carico della Regione, aveva inviato a tutti i dirigenti statali una lettera per chiedere l'assenso e la disponibilità a stipulare i contratti d'affitto a costruzione ultimata. Diversi uffici non si degnarono di rispondere al collega Rollandin, e tra questi l'Ufficio tecnico erariale e l'Ufficio imposte dirette.
Il Ministero delle Finanze non si mosse per autorizzare l'impegno a stipulare i contratti di affitto perché riteneva più utile ed economico costruirlo direttamente. Voi tutti conoscete la lentezza macroscopica dello Stato in queste cose. Dopo aver fatto questo breve excursus, non ritengo fattibile oggi la costruzione di questo palazzo nell'area "Ferrando" sia perché non possiamo obbligare il Comune di Aosta a imporre la nostra volontà, sia per non intasare in modo osceno quella zona già appesantita dall'esistenza della Questura, di scuole e via di seguito.
Il problema ritengo esista e allora riterrei più opportuno reperire una nuova area più periferica, in grado di ospitare anche un grande parcheggio sia per gli utenti sia per i dipendenti. Per esempio, ci sono aree nella zona Tzamberlet o in vicinanza del cimitero oppure ci sono altre costruzioni in Aosta che potrebbero essere ristrutturate, anche in relazione a tutti questi problemi aziendali che nascono.Non voglio precisare oltre...
Quindi il problema è importante, e sono, a titolo personale e della maggioranza, d'accordo sul secondo punto, quello di riprendere i contatti con il Ministero per il finanziamento, anche per non chiudere la mia vita politica senza essere riuscito nemmeno a vedere la prima pietra che molto volentieri avrei dato in testa al ministro.
Se il collega Bich modifica il primo punto, sarei disposto a votare la mozione.
Presidente Ha chiesto la parola il Consigliere Bajocco, ne ha facoltà.
Bajocco (PCI-PDS) Il problema dell'area "Ferrando" è un problema che è stato discusso in questi trent'anni. Chi era in Comune se lo ricorda, ed è anche stato affrontato in questo Consiglio regionale. Io ero convinto che dopo la delibera, che il Consiglio regionale ha approvato il 18 dicembre 1991, non discutessimo più in Consiglio regionale del problema dell'area "Ferrando".
L'area "Ferrando", tutti ricordano, era una area abbandonata a sè stessa in una zona molto bella in Corso Battaglione Aosta. In quegli anni vi era un'altra obbrobriosità, la polveriera, che l'Amministrazione comunale si era adoperata a rimuovere ed essa sorgeva nella zona in cui oggi si è costruita la Questura.
Ricordo di una delegazione che allora si recò dal sindaco Bich quando si ottenne il benestare per togliere la polveriera e far nascere una area nuova. Il sindaco Bich allora aveva dato garanzia che l'area "Ferrando" doveva essere destinata a verde per quel quartiere che mancava di un polmone verde e di un centro d'incontro per gli anziani. L'Amministrazione comunale aveva anche ricevuto una petizione da parte di circa 2000 cittadini, i quali chiedevano che quell'area venisse mantenuta area verde e non destinata alla costruzione di uffici finanziari.
Ad Aosta, nella cintura di Aosta si possono ancora individuare delle aree sulle quali costruire gli uffici finanziari. Se lo Stato vuole edificare degli uffici perché non siano tutti decentrati come avviene ora, lo faccia, ma l'area "Ferrando", a mio modesto avviso, deve rimanere un'area verde.
L'area in questione non è più dell'Amministrazione regionale ma dell'Amministrazione comunale. Noi abbiamo votato una delibera il 18 dicembre 1991 che indica che, in base ai numeri mappali, catastali, è da destinare a zona verde attrezzata, ad uso pubblico con annesso parcheggio l'area di Corso Battaglione Aosta; a parcheggio pubblico l'area di via Chambery; a zona verde e orti l'area di via Tourneuve angolo via Monte Solarolo.
In base alla legge n. 27 noi abbiamo dato un contributo all'Amministrazione comunale per acquistare quell'area. L'autonomia del Comune deve essere rispettata. In quella zona vi è una grande necessità di creare una area verde e mi auguro che l'Amministrazione comunale veda di lavorare in questa direzione, pertanto non posso essere d'accordo con questa mozione.
Presidente Ha chiesto di parlare il Consigliere Riccarand, ne ha facoltà.
Riccarand (VA) Già in passato all'interno del Consiglio comunale avevamo criticato le proposte di chi voleva costruire gli uffici finanziari sull'area "Ferrando", nel senso che abbiamo sempre considerato che quell'area doveva avere una destinazione prevalentemente verde. Ancora adesso ci sembra che questa debba rimanere la linea della pubblica amministrazione. Ha ricordato prima il Consigliere Bajocco che, su questo problema, due anni fa era stata presentata una petizione popolare con la quale migliaia di cittadini dell'area di via Chambéry e di Corso Battaglione Aosta hanno ribadito la loro richiesta di avere un'area verde: lo chiamavano "parco cittadino".
Noi riteniamo quindi sia sbagliato oggi riproporre la costruzione degli uffici finanziari sull'area "Ferrando". Sicuramente il problema esiste, come hanno ricordato i consiglieri Bich e Ricco, però noi pensiamo possano essere reperite altre strutture, altre aree per questo tipo di uffici che si vogliono realizzare. La nostra posizione è di destinare ad area verde quest'area acquisita dal Comune con i finanziamenti regionali. Il nostro giudizio su questa mozione è negativo ed il voto sarà contrario.
Presidente Ha chiesto la parola il Consigliere Rollandin, ne ha facoltà.
Rollandin (UV) A propos de cette motion, le collègue Ricco a déjà repris en partie les thèmes soulignés par le Conseiller Bich au moment où on avait discuté la délibération concernant la zone "Ferrando", dans une autre assemblée. Il y a là, en effet, un problème qui se pose: celui des bureaux financiers. Cette construction est une exigence, elle s'imposera.
Je voudrais même rappeler un autre aspect: l'Administration régionale a acheté un immeuble qui a loué comme bureaux financiers du moment que une certaine partie des employés avaient eu la sommation de déménager et par conséquent l'Administration avait dû acheter la partie de l'immeuble qui est tout prêt de Gatti, justement là où il y a les bureaux financiers.
Je voudrais en même temps rappeler que le terrain de la zone "Ferrando", d'après la délibération a comme destination un parking et non pas une zone verte. Il y a des zones concernées par cette délibération qui doivent être vertes, mais la zone "Ferrando" est liée à un parking, qui peut être très bien compatible avec la construction d'un palais pour les bureaux financiers, je crois que les deux choses sont strictement liées.
C'est dans ce sens que je crois on pourrait même sauvegarder une partie de la délibération que Ricco e Bajocco ont rappelé tout en prévoyant la construction d'un nouveau palais pour les bureaux financiers. Les deux choses ne sont pas incompatibles. Il suffit de revoir dans son ensemble la motion, de solliciter le Ministère, afin qu'il puisse finalement donner l'argent nécessaire et solliciter la Commune, et je partage l'idée que ce soit la Commune à donner son avis face à une zone qui est liée à un plan d'aménagement. S'il y a un peu de bon sens, on peut trouver un accord avec la Commune et une solution.
Compte tenu qu'il y a une urgence d'avoir ces bureaux et justement pour donner satisfaction à Ricco qui voudrait mettre cette première pierre et du moment que il est très difficile de trouver d'autres zones pour construire des bureaux financiers, n'oublions pas qu'il y a le problème du logement.
J'estime qu'on peut très bien accepter cette motion qui sim-plement veut reproposer un projet en sauvegardant la délibération qu'on a adopté dans ce Conseil Par conséquence on est favorable à étudier cette solution en respectant ce qu'on à voté dans cette assemblée. On pourrait très bien faire au rez-de-chaussée un parking et même dans le sous-sol et par la suite construire le palais selon les exigences des bureaux financiers. Merci.
Presidente Ha chiesto la parola il Consigliere Bich, ne ha facoltà.
Bich (Ind)Questo è il mio secondo intervento. Mi rincresce sia stato gettato un secchio di acqua fresca sui ferventi voti del collega Ricco, voti del 1980-81. Ricco, quando si parlava di uffici finanziari sollevava un clamore non indifferente in Consiglio comunale, poi suc-cessivamente anche in Consiglio regionale: era diventato l'uomo degli uffici finanziari. Sulla scorta del suo autorevole impegno avevamo votato un piano di fattibilità in Comune, con il quale si prevedeva la costruzione di 25 mila metri cubi di uffici finanziari, tenendo conto delle compatibilità e del fabbisogno. Fabbisogno che successivamente concordato con la presidenza della Giunta di allora, Rollandin, fu ulteriormente messo a punto con l'agglomerazione anche di uffici provinciali, regionali del Tesoro.
Era un progetto completo. Il piano di fattibilità prevedeva anche - lo dico per la buona pace del collega Bajocco, che è rimasto ancora un fideista al quale la sua sezione Elter aveva chiesto di chiedere l'area verde in Corso Battaglione ed egli aveva portato per questo 2000 firme - la destinazione a verde di 4000 metri quadrati ed ottenne il favore anche del suo partito in Consiglio comunale, proprio perché era una mediazione, teneva conto della necessità degli uffici finanziari dello stato, teneva conto delle necessità del quartiere, il quartiere dette anche un suo voto favorevole.
Sembrava tutto andasse bene: il Consiglio comunale approvò ed è rimasto il piano di fattibilità del Consiglio comunale. Quel che mi meraviglia sono le dichiarazioni dell'assessore comunale all'ambiente che senza l'appoggio di nessuna delibera del Consiglio comunale ha detto che quell'area è destinata a verde attrezzato, bocciando dici anni di storia. Non si vuole entrare in contraddittorio, si è padroni di cambiare idea, il fatto di adeguarsi ad altre realtà è un atto più che legittimo,però non si venga a prendere in giro.
La presa in giro è nel chiedere di far cadere il punto uno, che era il riproporre il piano di fattibilità e nell'accettare il punto due. Sappiamo bene che i finanziamenti vengono erogati dallo Stato solo sulla base di un progetto, di un piano di fattibilità, altrimenti il finanziamento cade, esso non viene dato a vuoto. I 15 miliardi furono ottenuti proprio perché c'era un piano di fattibilità approvato dal Comune.
Non solo, ma l'Amministrazione regionale aveva già dato la sua disponibilità ad integrarlo, a tal proposito esiste un ampio carteggio, per far sì che il finanziamento fosse compiuto e si potesse procedere.
Il problema ostativo era unicamente quello, non di poco conto, del terreno; adesso è stato superato, non capisco perché dinanzi ad una posizione precisa dell'Amministrazione Comunale, che non è stata smentita, ad una posizione precisa dell'Amministrazione regionale, che neanche questa è entrata in contraddizione, non si voglia far niente.
La prima pietra, mi dispiace, sono sicuro che il collega Ricco sarà estremamente longevo, sarà un Matusalemme, non la vedrà, con il suo criterio, neanche tra 700 anni. Perché se non c'è la localizzazione, non c'è l'identificazione del terreno dove si vuole costruire queste strutture, la prima pietra non la si vedrà mai.
A meno che non sia una prima pietra "spirituale", a questo punto la possiamo adorare come un elemento di possibile favore, speranza per il futuro di risoluzione definitiva di questi nuovi uffici finanziari. Diversamente è un modo neanche tanto brillante di prendere in giro i dipendenti degli uffici finanziari, perché i nuovi uffici, con le nuove macchine, con i computer, tutta la cibernetica e l'informatica non li avranno mai.
Quindi io per quanto concerne la mozione resto su questa posizione. Debbo dare atto, per la verità, al Consigliere Riccarand, perché il suo gruppo anche allora fu contrario, si espresse in modo conforme a quanto ha ribadito adesso il Consigliere Riccarand.
Quando si cercava di individuare un piano per la rilocalizzazione degli uffici pubblici sempre in modo convergente, Amministrazione regionale ed Amministrazione Comunale avevano dato un placet per la localizzazione sull'area "Ferrando" degli stessi. Se questo non dovesse avvenire, attendiamo una voce dall'alto.
Una voce dall'alto che ci dica dove possano essere localizzati questi uffici finanziari, dal momento che è un problema ormai indifferibile. Basta entrare in uno di questi uffici per capire come sia malagevole il lavoro, addirittura contro il regolamento sanitario, a mio avviso, perché non vedo come si possa lavorare in questi uffici. Resta una situazione non solo di precarietà ma anche di illegalità.
Non posso esentarmi dall'obbligo di mantenere il testo della mozione cosí come l'ho presentato.
Presidente Ha chiesto la parola il Consigliere Chiofalo, ne ha facoltà.
Chiofalo (DC) Brevemente, vorrei fare anch'io alcune considerazioni. Le hanno fatte prima di me, molto bene, i colleghi che mi hanno preceduto. Effettivamente, questa vicenda parte da molto lontano, dal 1980-83. Ricordo allora Assessore all'Urbanistica del Comune di Aosta il signor Ferina e Presidente della Giunta regionale Andrione. Noi approvammo al Comune di Aosta un piano di fattibilità, dove si prevedeva l'insediamento e la costruzione dell'edificio finanziario nell'area "Ferrando", composta da 11.700 metri quadri di terreno e l'edificio doveva occuparne 4500.
Io ricordo che allora approvammo questo piano di fattibilità, anche con il consenso del consiglio circoscrizionale del quartiere Cogne. Poi questa idea è stata abbandonata per i motivi che tutti conosciamo. Si è andati avanti, si è arrivati a quando Assessore era il sottoscritto e Presidente della Giunta Rollandin.
Al Comune di Aosta furono inviate lettere per l'insediamento in quell'area della caserma dei Carabinieri, che urbanisticamente sarebbe stato un disastro e che ci sarebbe stato rimproverato per tutta la vita dai nostri figli e nipoti, sia per cause urbanistiche che per cause logistiche.
Infatti nella zona esiste già la sede della Polizia e se noi avessimo permesso anche l'insediamento della caserma dei Carabinieri avrebbe significato chiudere tutta l'area, perché non solo i Carabinieri necessitavano della Caserma, ma anche della piazza d'armi e poi la caserma andava recintata e quindi immaginate cosa poteva essere...
Però ci siamo mossi, con soddisfazione debbo dire, io e l'allora sin-daco Bich e siamo riusciti con la collaborazione del Presidente della Giunta, con l'intendente di finanza a fare spostare la realizzazione della caserma dei Carabinieri facendo un piano autometrico in via Clavalité, dove ci sono gli ex magazzini generali.
Il discorso di adesso, non saprei come collocarlo, perché con gli insediamenti che ci sono stati adesso in via Chambéry siamo di fronte ad una grande intensità abitativa. Quando saranno ultimate le cooperative delle Forze Armate e le ultime che sono state deliberate dal Comune ci sarà un ulteriore aumento della densità abitativa. Ritengo quindi che ci debba essere una riflessione per non fare ulteriori insediamenti in quella zona.
Pregherei il collega Bich di fare una raccomandazione al Comune di Aosta in modo che si localizzi al più presto un'area dove si possano realizzare finalmente gli edifici finanziari, perché ce n'è un estremo bisogno.Io vorrei invitare il collega Bich a formalizzare la mozione in questo senso.
Presidente Ha chiesto la parola il Consigliere Ricco, ne ha facoltà.
Ricco (DC) Collega Bich, io non ho affatto cambiato l'idea circa la necessità estrema della costruzione di questo palazzo, ma mi sono reso conto della volontà dormiente, passiva dello Stato, che nonostante la fattiva opera della Giunta Rollandin di allora, non ha fatto niente per voler risolvere l'annoso problema.
Gli impiegati finanziari sono stati presi in giro dal ministero delle Finanze e non da noi. Quindi rinnoverei l'invito al collega Bich di modificare il punto uno togliendo "sull'area Ferrando in Corso Battaglione Aosta". In caso contrario sarò costretto a votare contro, tanto per non prenderci in giro.
Presidente Ha chiesto di parlare il Consigliere Bich, ne ha facoltà.
Bich (Ind)Indubbiamente il problema è quello di trovare un accordo con l'Amministrazione comunale,anche se quest'ultima aveva già de-liberato ed il deliberato è ancora valido. La delibera del Consiglio comunale non è stata ritirata. Allora proprio per non sovrastare in questa decisione il Consiglio comunale, se vogliamo valutare un eventuale testo sostitutivo io sono pronto all'incontro; vediamo se in cinque minuti di sospensione è possibile arrivare ad un accordo.
Quel che però mi sembra stranissimo è sopprimere il punto primo. Chiedere soldi allo Stato, senza progetti, piani di fattibilità, progetti di massima, localizzazioni è ridicolo, non porta a niente. Poi mi consenta il Consigliere Ricco, senza polemica, non è il Ministero, in questo caso, perché proprio il Ministero aveva stanziato 15 miliardi sulla scorta di quel piano di fattibilità, che ha votato anche Lei, Egregio collega. Cosa mancava? Mancava il terreno, perché per la sua acquisizione le stime erano diverse: l'Ufficio patrimonio del Comune proponeva 80.000, il proprietario l'offriva a 120.000.
L'ingranaggio si inceppò per questa motivazione, non certo per il Ministero, tant'è che io parlai con il Direttore generale del demanio il quale dette disposizioni, sulla scorta dei progetti presentati (esisteva una convenzione con il proprietario per la disponibilità del terreno) per andare avanti. Poi questo non si compí perché l'acquisizione del terreno era impossibile, è era possibile una forma sostitutiva, vale a dire di far costruire a privati questi edifici e poi darli in locazione allo Stato, perché su questo non c'era garanzia da parte della Direzione generale del demanio. Viceversa, seguendo la via canonica, acquisendo l'area, presentando un piano di fattibilità, come si era fatto ci siamo trovati di fronte a vie lunghissime, che ancora lo sono.
Ecco il mito di Sisifo: che non ci rotoli di nuovo tutto addosso. Torniamo al punto zero. Se non esprimiamo una volontà politica ben precisa, vanificheremo quello che è stato fatto in anni di trattative con il Ministero, con l'Amministrazione regionale sul piano generale della dislocazione degli uffici, e anche con il Comune. Ecco perché sono contrario a sopprimere il punto uno. Poi se si vuole invitare l'Amministrazione comunale a trovare un'altra soluzione si dica quale. C'è già una indicazione da parte dell'Amministrazione regionale ed è ancora quella delibera del 1980, rivista nel 1984.
Presidente C'è la richiesta di una breve sospensione.
Si dà atto che i lavori del Consiglio sono sospesi dalle ore 12,35 alle ore 12,40.
Presidente Pongo in votazione la mozione in oggetto.
Esito della votazione:
Presenti: 32
Votanti: 32
Favorevoli: 13
Contrari: 19
Il Consiglio non approva.
I lavori sono terminati e riprenderanno alle ore 16 del pomeiggio.
La seduta è tolta.
