Resoconto integrale del dibattito dell'aula

Oggetto del Consiglio n. 2994 del 9 gennaio 1992 - Resoconto

OGGETTO N. 2994/IX Esame delle istanze delle società interessate alla gestione della Casa da gioco - Delega alla giunta per la trattativa privata. (Discussione generale e esame emendamenti)

Cout (Presidente) Continuiamo con la trattazione dell'ordine del giorno sull'oggetto n. 21. Ricordo ai signori Consiglieri che c'è stata la riunione della IV Commissione e dei Capigruppo e, poiché non si è raggiunta unanimità d'intenti, per non ripetere tutta la discussione in Consiglio, riassumerei in questo modo le due proposte che erano scaturite dalla riunione della IV Commissione e dei Capigruppo.

C'è una proposta della minoranza, che richiede: 1°) un'integrazione della documentazione a disposizione dei Consiglieri, che contenga il libro dei soci in relazione all'azionariato nominativo alle quote possedute, alla data odierna, delle società che concorrono a formare la Sitav; 2°) il patto dei sindacati e 3°) il resoconto dell'intervento dell'Ing. Piantini, Presidente della Sitav e registrato nel corso della riunione della IV Commissione in data 9 dicembre 1991.

Sempre secondo la minoranza, l'acquisizione di questi documenti è pregiudiziale alla prosecuzione del dibattito e quindi alla votazione dell'oggetto.

Esiste invece una proposta della maggioranza, che concorda con le richieste della minoranza, ma non sulla pregiudiziale posta, in quanto questa verifica sull'affidabilità dell'azionariato Sitav si può esperire nella fase successiva all'approvazione dell'atto amministrativo in discussione, come del resto è previsto dalle precisazioni elencate al punto 2 del deliberato stesso. A questo punto, chiedo al Consiglio che cosa vuol fare, se vuole procedere subito alla votazione o se qualche Consigliere chiede di intervenire.

Presidente Ha chiesto la parola il Consigliere Voyat, può parlare.

Voyat (UV) Faccio una precisazione Sig. Presidente del Consiglio. La questione della chiarezza e l'identificabilità delle persone all'interno della Società, sono la condizione fondamentale perché si accetti di trattare. Se non c'è questa trasparenza all'interno della società, la richiesta della Sitav non può essere accettata.

Presidente Io ho cercato di riassumere, non ho riferito dettagliatamente tutto ciò che è scaturito dalla Commissione, ma quando abbiamo il libro dei soci in relazione all'azionariato e diciamo che l'acquisizione di questi documenti è pregiudiziale alla prosecuzione del dibattito, mi sembra di aver interpretato almeno lo spirito. Se c'è qualcosa da aggiungere, inviterei i Consiglieri della maggioranza e della minoranza di farlo presente in un pro-memoria, perché io non posso dire tutto ciò che è stato discusso in Commissione. Qualcuno può intervenire per dirci come il Consiglio intende procedere con i lavori. Grazie.

Ha chiesto la parola il Consigliere Louvin, può parlare.

Louvin (UV) Grazie Presidente. Credo che la sua richiesta di chiarire i termini della questione sia più che legittima e l'opposizione le deve una risposta. Penso sia il momento di esaminare serenamente la situazione, con occhio disincantato, ma soprattutto tenendo presente i gravi rilievi che sono stati fatti questa mattina. Siamo ad un punto nodale e difronte a degli interrogativi sollevati dal Consigliere Bich che hanno messo davanti agli occhi di questo Consiglio numerose questioni, delle quali non eravamo a conoscenza. Questioni relative a spostamenti di quote, al valzer delle stesse che ci sarebbe all'interno della società Sitav in questo momento.

E' stata evocata anche in conferenza capigruppo la questione dell'esistenza di presunti patti di sindacato scaduti o rinnovati, ma di cui comunque si ignora la reale consistenza e, cosa che a me pare non meno grave ed inquietante, si è fatto riferimento ad un verbale dell'assemblea dei soci della società Sitav, nella quale sarebbero state poste delle limitazioni alla cessione di azioni, sulle quali si scatenerà all'interno della Società un grave contenzioso giudiziario. Questi sono fatti che non possono essere ignorati da questo Consiglio. E non parlo come avvocato.

Questa mattina c'è stato uno scambio di accuse ed il titolo più infamante che è stato lanciato è stato quello di essere avvocato, avvocato della Sitav, neo-avvocato. Alcuni consiglieri hanno evidentemente interpretato l'esercizio di questa nobile professione come qualcosa di non positivo. Vorrei parlare come semplice Consigliere e molto buon senso e, chiedere semplicemente che si veda chiaro. Non siamo delle bestie al macello e vorremmo sapere esattamente che cosa stiamo votando, tenendo presente che ci sono delle responsabilità da parte nostra, responsabilità molto rilevanti a cui non possiamo sottrarci. Non credo sia legittimo né da parte dell'opposizione, né da parte della maggioranza bendarsi gli occhi in questo momento e, sotto la spinta di una presunta fretta, cercare di chiudere il cerchio. Pare che sia invece il momento di acquisire tutta la documentazione necessaria, soprattutto dopo ciò che è stato detto questa mattina.

Vorrei dire chiaramente che, o il Consigliere Vicepresidente Bich mente, il che è anche possibile, ma credo che la sua onorabilità sarebbe gravemente in questione, oppure forse ignorando determinate situazioni, forse per altre ragioni, qualcuno non ha dato una versione corretta dei fatti quando si è presentato di fronte alla IV Commissione.

Non possiamo non tenere conto della rilevanza di questi fatti e, senza evocare fantasmi, chiediamo che ci sia da parte di questo Consiglio la massima serenità e la massima sicurezza nell'adottare le decisioni che sono di sua competenza. Da parte nostra siamo comunque coscienti che quest'atto, se fosse votato oggi com'è proposto, ci chiuderebbe le porte dietro. Lasciamo perdere il contenzioso che si potrebbe aprire in sede amministrativa - probabilmente è uno strascico necessario in questo genere di vicende, ma chiudiamo delle porte, senza essere sicuri di farlo in piena legittimità e soprattutto prendiamo una strada rispetto alla quale non abbiamo possibilità di ritorno.

Non possiamo in questa contingenza firmare una cambiale in bianco né alla maggioranza né tanto meno alla Giunta, per cui chiediamo che ci sia questo necessario e doveroso approfondimento e rivolgiamo un invito speciale al Presidente del Consiglio, affinché renda sensibili tutte le forze politiche a questa esigenza di chiarezza nell'assumere le decisioni che ci spettano.

Presidente Chiederei comunque che qualcuno eventualmente formalizzi la richiesta di rinvio che c'è stata in Commissione perché questo è nelle possibilità di tutti. Penso che avere evidenziato in Consiglio ciò che è emerso nella IV Commissione, possa essere già una sensibilizzazione a tenere presente le varie posizioni che ci sono in Consiglio. Ogni Consigliere quindi può decidere di intervenire o comunque comportarsi nel migliore dei modi.

Ha chiesto la parola il Consigliere Riccarand, può parlare.

Riccarand (VA) Credo che siamo ancora fermi alla discussione di un punto nodale di questa deliberazione, cioè il 1° punto della parte deliberativa e anche le premesse con cui la Giunta propone di andare alla trattativa privata con la Sitav per la concessione della Casa da gioco. I gruppi di minoranza hanno cercato, stamattina in aula e nelle riunioni di Commissione e dei Capigruppo, di mettere in evidenza come ci siano, all'interno di questa deliberazione, delle affermazioni che non sono conformi alla realtà. Si afferma che, di fronte alla sei società che hanno presentato la domanda per partecipare ad un 'eventuale trattativa per l'aggiudicazione di questa Convenzione, soltanto la Sitav ha prodotto compiutamente la documentazione idonea ad attestare il possesso dei requisiti richiesti dall'avviso pubblico. Si decide quindi di conseguenza di trattare privatamente con la stessa. Credo che sia emerso con molta evidenza che, quanto affermato nella premessa della deliberazione, non corrisponde a realtà, perché non è possibile affermare che la Sitav ha prodotto compiutamente la documentazione idonea ad attestare il possesso dei requisiti, quando tra i requisiti richiesti dall'avviso pubblico c'erano la trasparenza e l'affidabilità dell'azionariato. Nessuno di questi due requisiti è in possesso della Sitav, la quale non ha prodotto la documentazione che dimostrasse quanto richiesto e che avrebbe dovuto essere in teoria - stando al parametro usato per le altre società - già depositata il 15 luglio.

Non solo in tale data non è stata depositata la predetta documentazione, ma neppure nel lavoro successivo istruttorio - eseguito soltanto per la Sitav e non per le altre Società - è stato possibile dimostrare tale trasparenza. Tant'è vero che persino i gruppi di maggioranza dicono che questa verifica verrà fatta in seguito. Questo significa ammettere che non esiste una situazione chiara.

Questa mattina il Consigliere Bich ha citato una società che controlla il pacchetto azionario di maggioranza, la SVIT, di cui non era mai stato fatto il nome in Commissione e la cui denominazione non compare mai su nessuno degli atti forniti dalla Sitav. E' evidente quindi che noi non sappiamo esattamente qual'è la composizione azionaria che controlla esattamente la Sitav, quali sono i rapporti di forza, chi sono tutti gli azionisti. Questo non esisteva il 15 luglio e non esiste neanche oggi. Quindi com'è possibile affermare che noi trattiamo con la Sitav, che ha i requisiti, mentre le altre società non li hanno.

Sicuramente questa è un'affermazione falsa, contenuta nella deliberazione, per cui la proposta che fa la minoranza è di riesaminare questo problema dell'azionariato in Commissione, alla luce degli elementi che sono stati sollevati oggi in Consiglio e che dimostrano in modo documentato, che nessuno è in grado di smentire, che non abbiamo un quadro chiaro dell'azionariato e che solo successivamente si potrà prendere una decisione di cui ognuno si potrà assumere la responsabilità.

Affermare adesso che la Sitav ha prodotto tutta la documentazione idonea mentre altre non lo hanno fatto, è sicuramente in contrasto, per cui io credo che da parte di tutti i gruppi della minoranza - anche se con posizioni molto diversificate - ci sia una comune preoccupazione di voler fare chiarezza su questo punto.

Ciò non è "cavillare" e per perdere tempo, perché, se ci sono ritardi, sono da attribuire alla maggioranza ed in particolare alla Giunta Regionale che ha tenuto la documentazione ferma dal 15 luglio fino alla metà di novembre prima di trasmetterla alla Commissione e non dandole la possibilità di avere tempestivamente tutta una serie di documenti che erano stati richiesti. Questo ritardo non è responsabilità della minoranza, alla quale invece spetta la responsabilità di occuparsi di questa situazione.

Non stiamo discutendo su aspetti ininfluenti, perché, da ciò che abbiamo appreso in Commissione, da ciò che risulta da Atti ufficiali, da verbali di assemblee, verbali di ricorsi e di cause depositate presso il Tribunale e la Pretura di Aosta, da verbali di cause presso il Tribunale di Monza, risulta una situazione molto preoccupante: il quadro cioè di una scalata ancora in atto all'interno della Società Sitav da parte di persone che hanno gravi responsabilità per reati commessi e che hanno subito gravi condanne penali ancora in discussione, rispetto al controllo della Società Sitav.

Ci sono inoltre persone che in altri Paesi (non so quale sia la loro posizione in Italia) non possono aver a che fare con Case da gioco. Noi rischiamo di affidare la gestione di una Casa da gioco come quella di Saint-Vincent, la più grande d'Europa, a persone o gruppi non affidabili, anzi che possono avere delle connessioni con ambienti in cui si commettono dei reati.

Questa è la preoccupazione che sta alla base di una domanda di totale e completa chiarezza. Se i requisiti di trasparenza e di affidabilità non ci sono, non lo possiamo apoditticamente affermare in una deliberazione. Dopodiché c'è tutto un altro capitolo da aprire, cioè le condizioni della Convenzione. La minoranza chiede di avere, in tempi brevi, i libri dei soci di tutte le società partecipanti e un'effettiva chiarezza sulla composizione azionaria della Sitav.

Presidente Ha chiesto la parola il Consigliere Louvin, può parlare.

Louvin (UV) La richiesta di rinvio in Commissione è formalizzata.

Presidente Questa mattina avevamo già votato una richiesta del genere, per cui se non ci sono proposte diverse, procediamo.

Ha chiesto la parola il Consigliere Milanesio, può parlare.

Milanesio (PSI) E' una mozione d'ordine. Penso che si possa fare di tutto, meno che chiedere un altro rinvio su un rinvio che era già stato respinto dal Consiglio. Prima si era chiesto un rinvio "sine die" dell'argomento, adesso lo si chiede per portarlo in Commissione.

Chiedo che il Presidente metta senza indugio a votazione, per l'ultima volta spero, le richieste di rinvio, dopodiché ognuno si assumerà le proprie responsabilità.

Presidente Ha chiesto la parola il Consigliere Bich, può parlare.

Bich (Ind)In verità non stanno così le cose: questa mattina, quando ci siamo riuniti per la conferenza dei Capigruppo, allargata ai membri dell IV Commissione e all'Ufficio di Presidenza, sono emerse due mozioni: una di acquisire gli atti relativi alla trasparenza e all'affidabilità in relazione all'azionariato, subito, per procedere poi alla votazione della deliberazione al punto 21 e l'altra proposta in un'altra mozione della maggioranza, che richiedeva di proseguire nella discussione del punto 21, acquisendo dopo gli elementi.

Le cose sono diverse, ma comunque manifestano la volontà da parte dell'Assemblea di acquisire questi dati, mentre questa mattina non c'era questa posizione.

Dalla conferenza dei Capigruppo è emersa invece la volontà generale di tutti i trentacinque Consiglieri di acquisire nuova dati così come è stato chiesto dal sottoscritto e da altri Consiglieri nei loro interventi. Ne è testimonianza la dichiarazione fatta dal Presidente del Consiglio, a cui io do atto di aver espresso con estrema chiarezza le posizioni che sono emerse nella conferenza summenzionata.

Il denominatore comune alle due posizioni era quello: avere atti aggiuntivi per poter deliberare. Volevo precisare appunto questo prima che si arrivasse alla votazione.

Presidente Io penso quindi che sia il Consiglio, organo massimo, deliberante in questo caso. Poiché dalla riunione che c'è stata è emerso che ci sono due posizioni: chi richiede che questi elementi possano essere esperiti prima e chi dice che possano esserlo dopo. E' un fatto nuovo che è emerso dalla IV Commissione, per cui chiedo di votare o meno sul rinvio di quanto detto. Un consigliere favorevole può illustrare la proposta di rinvio e allo stesso modo un consigliere contrario.

Ha chiesto la parola il Consigliere Aloisi, può parlare.

Aloisi (PSI) Naturalmente parlerò contro la richiesta di rinvio alla Commissione. Innanzi tutto sono alquanto perplesso sull'atteggiamento che hanno in quest'aula alcuni Consiglieri Regionali dell'opposizione, che hanno ampiamente illustrato questa mattina delle legittime richieste di chiarimenti che noi condividiamo. Chiedo però a tutti di leggere attentamente il deliberato oggetto di votazione in quest'aula, che dice e dimostra esattamente le perplessità che sono le stesse per la maggioranza e per la minoranza.

Nel deliberato, dove si dice di prendere atto che la Società Sitav ha prodotto la documentazione idonea - e questo non lo dice la maggioranza o la Giunta Regionale, ma gli esperti che sono stati delegati per analizzare in fondo questa problematica e si delega conseguentemente la Giunta Regionale ad avviare la trattativa privata singola con la Sitav, per il rinnovo della concessione, tenuto conto che nella fase di negoziazione si dovrà cercare di raggiungere gli obiettivi indicati nella deliberazione del Consiglio Regionale n. 2265/9 in data 7 giugno 91, con le seguenti precisazioni: trasparenza e affidabilità dell'azionariato con diritto di controllo da parte della Regione dei requisiti di onorabilità e professionalità analoghi a quelli pretesi, in funzione di trasparenza e antiri-ciclaggio.

Queste richieste da parte dell'opposizione sono le stesse indicazioni che dà la Giunta Regionale o che darà il Consiglio Regionale alla Giunta, perché nella trattativa privata con la Sitav si sviluppi tutta questa problematica e si metta in risalto questa situazione di trasparenza e di affidabilità di questo azionariato della Sitav.

Quindi la richiesta che ha fatto stamattina il collega Bich è la stessa che è iscritta nella delibera, che, se verrà votata, dovrà portare avanti la Giunta Regionale, nella trattativa con la Società Sitav, per chiarire tutta la problematica. Non è una delibera dove si delega alla Società la Convenzione o si approva la Convenzione con la Società, si delega la Giunta a trattare e a verificare tutta questa negoziazione con la Sitav, per evidenziare tutti gli aspetti che stamattina sono stati messi in risalto in quest'aula. Quindi io non vedo proprio perché ci debba essere questo continuo scontro tra le parti, se non per un motivo diverso da quello che l'oggetto del dibattito.

...Io sto dicendo le cose che sono scritte qui perché quello che hai detto questa mattina... quello che ha detto Bich questa mattina, sono le stesse preoccupazioni che abbiamo tutti noi.

Deleghiamo la Giunta a verificare le stesse preoccupazioni e vedere oggettivamente il tipo di azionariato esistente, dopodiché si analizzerà il tutto e si deciderà se la concessione può essere data alla Sitav.

Quindi si delega la Giunta per una trattativa di verifica ed è per questo che io sono perplesso su questo tipo di contrasto tra maggioranza e opposizione. Non vorrei che lo scontro fosse politico e non su una delibera su cui siamo tutti d'accordo.

Presidente Può intervenire un Consigliere a favore del rinvio. Ha chiesto la parola il Consigliere Bich, può parlare.

Bich (Ind)Intervengo a favore del rinvio, per fare l'interesse dell'Amministrazione, per evitare che si deliberi sul punto 1, che ha parole pesanti come pietre ed è un punto di non ritorno.

Si dice di prendere atto che solo la Società Sitav S.p.A. ha prodotto la documentazione idonea ad attestare il possesso dei requisiti previsti dall'avviso pubblico. Il fatto stesso che trentacinque Consiglieri su trentacinque abbiano riconosciuto che i requisiti della trasparenza dell'azionariato e dell'affidabilità fossero da mettere in discussione e non fossero dimostrati, tanto che si chiedono ulteriori elementi probatori per poter dichiarare che questi requisiti sussistano, ciò significa che a tutt'oggi la Società Sitav non ne è in possesso.

A me dispiace sentire l'intervento del Consigliere Aloisi, sono un po' romantico e a volte vado a rileggere il mito di Giano bi-fronte Aloisi. Altre volte ha tenuto un atteggiamento ben più censorio, mentre oggi vediamo l'altra fronte del tempio di Giano, una presa di posizione non chiara. Io sostengo che deliberando oggi, mettiamo l'Amministrazione in un vicolo cieco, in una posizione di non ritorno, perché, se domani sarà verificato ciò che oggi è stato ampiamente sciorinato sull'azionariato Sitav, non sarà più possibile tornare indietro e creeremmo delle condizioni di impugnativa pesanti come pietre, già evocate in una riunione della IV Commissione da un Consulente della Giunta e dell'amministrazione stessa, il che non ha garantito assolutamente che si possa essere immuni da un procedimento di impugnativa e di sospensiva dell'atto amministrativo.

Che cosa costa alla Giunta chiedere agli amministratori della S. BABILA, della SVIT, della UNIFIDE e di quanti altri sono dentro alla Società Sitav, qual'è la composizione dell'azionariato e l'elenco dei soci. Se hanno interesse alla chiarezza e al mantenimento di buoni rapporti con l'Amministrazione Regionale, tutto può essere immediato.

C'è anche poi un altro aspetto che non è stato abbastanza sottolineato stamattina, per cui mi pare necessario un ripensamento, una sospensiva della procedura amministrativa: nelle note diramate dal capogabinetto e dai funzionari dell'ufficio legale dell'Amministrazione, sussistono condizioni di presenza dei requisiti formali di almeno altre due società che hanno fatto richiesta per la gestione del Casinò. Mi riferisco al documento presentato dal capo gabinetto della Presidenza della Giunta Dr. Pasquino unitamente ai dirigenti Vagneur e Moussanet e al Dr. Pessina Marziano.

In una disamina, fatta salva la possibilità di analisi più approfondite per quanto attiene l'implicazione di tipo economico e patrimoniale, di cui non abbiamo parlato per niente, abbiamo visto che non è stato fatto nessun rilievo circa l'ammissibilità. Si passa poi alla Società IMPROVAL con una serie di rilievi, poi alla Società SVIT con altri rilievi, per arrivare alla GIMA e alla FINOPER; per quanto riguarda i requisiti di queste due è detto formalmente: "dovrebbero essere accettabili, salvo verificare la capacità gestionale". Ammettono quindi che possa essere effettuata questa verifica, che è acquisibile. La nostra posizione è molto chiara: non vogliamo chiudere la porta di una possibile trattativa plurima, tra l'altro prevista anche dalla BAIN-CUNEO e dal Consulente della Giunta che ha preparato questi atti, per cui siamo favorevoli al rinvio di un tempo limitato all'acquisizione dei dati richiesti.

Presidente Ha chiesto la parola il Consigliere Aloisi per fatto personale, può parlare.

Aloisi (PSI) Voglio chiarire un punto al collega Bich, che probabilmente ha la memoria molto corta e che nella scorsa legislatura non era presente e quindi non ha potuto seguire le battaglie fatte dal sottoscritto in merito a tutta la vicenda del Casinò. Il sottoscritto, e questo chiarimento va fatto anche per la Stampa in modo che si sappia nella sua giusta dimensione, ha condotto una battaglia di principio, a favore e difesa dei controllori Regionali e del commissario regionale, quindi non sono mai intervenuto a favore o contro la Società Sitav o altre Società.

La mia battaglia è stata unicamente nell'interesse di quei poveri personaggi, che sono stati ingiustamente colpiti e che hanno duramente pagato per delle viltà e colpe del potere politico o altre cose. Questa è stata la mia battaglia collega Bich.

(Fuori microfono:... chiedo scusa...)

Non voglio essere frainteso, non è nel mio costume. Ieri ho fatto una battaglia di principio e di moralità e oggi ne faccio una di cui sono convinto perché oltre tutto le stesse considerazioni che hai fatto tu e che hanno fatto altri sono le stesse che fanno la Giunta e la stessa maggioranza.

Presidente Si vota sulla proposta di rinvio. Chi è favorevole vota sì, chi non è favorevole al rinvio, vota no.

Esito della votazione

Presenti: 34

Votanti: 34

Maggioranza richiesta: 18

Favorevoli: 16

Contrari: 18.

Il Consiglio non approva il rinvio.

Il Presidente della Giunta aveva annunciato di voler presentare un emendamento. Se ce ne sono altri, chiederei che vengano presentati immediatamente alla Presidenza del Consiglio..

E' stato presentato un emendamento da parte del Consigliere Riccarand.. Se ci sono altri emendamenti. Se qualche Consigliere vuole prendere la parola. Ha chiesto la parola il Presidente della Giunta, può parlare.

Bondaz (DC) Presento un emendamento, riservandomi di fare replica alla fine della discussione generale.

Al punto 2 del deliberato, al 1° comma, prima delle parole "trasparenza e affidabilità" sono inserite le seguenti parole "in via preliminare effettuare ulteriori controlli sulla trasparenza e affidabilità dell'atto in modo da permettere"...

(...Interruzione... )

C'è poco da ridere Viérin...

Presidente Ha chiesto la parola il Consigliere Rollandin, può parlare.

Rollandin (UV) Il est plutôt difficile d'intervenir à ce moment et sur un thème si délicat. D'autres ont déjà examiné avec attention ce qui s'est passé et je crois qu'en effet on risque aujourd'hui de faire un débat qui malheureusement est inutile, car je crois que la présentation de cette majorité, face au Casinò, avait déjà fait l'objet d'un débat le 7 juin et la commençait un parcours sur trois étapes que malheureusement était déjà tracé. Il est difficile de saisir ce qui est en train de se passer aujourd'hui, sans avoir suivi tout ce qu'il y a eu pendant ces six mois.

La première étape, du 7 juin, est la présentation d'un dossier qui voulait viser à une certaine participation, donnant la possibilité de saisir s'il y avait d'autres concurrents. A ce moment on avait déjà fait un choix important: certaines forces finalement avaient accepté le fait accompli, qu'il fallait quand même faire gérer la maison de jeu par une société privée. Jusqu'à ce jour, cela n'était pas clair et pour certaines forces a signifié une révolution, compte tenu des projets de loi qui avaient été présentés pour prévoir une gestion publique du Casinò.

A ce moment nous nous sommes félicités, mais entre-temps il y a eu la présentation d'un devis, que personne n'a rappelé, d'une série de travaux qu'il fallait faire immédiatement pour démarrer avec un autre jeu: le pocker. Là je voudrais rappeler une autre étape; quelqu'un avait dit qu'il fallait le donner à la Sitav, car le contrat était convenable pour l'Administration Régionale, mais les documents que la Sitav a présentés, disent exactement le contraire, c'est à dire che les deux jeux sont au moins à pair: "I contratti di concessione relativi ai giochi tradizionali e ai giochi americani sono formulati in modo differente; il primo è un contratto articolato e complesso, i cui proventi sono ripartiti nella misura del 71,50 in favore della Regione e del 28,50 a favore della Sitav.

Nel corpo dello stesso contratto però esistono ulteriori clausole, che generano rilevanti effetti economici. Si pensi, per esempio, al calendario delle manifestazioni, con l'obbligo da parte dell'Amministrazione Regionale di rimborsare alla Sitav il 50 per cento delle spese sostenute con, fino a un massimo del 10 per cento, della quota regionale dei versamenti di spettanza. I termini di percentuale equivalgono ad un ristorno del 7 per cento. Poi c'è l'articolo 13 equivalente a un 4 punti, per cui i due contratti si equivalgono".

Là on avait, au contraire, soutenu qu'il fallait faire le choix qui était le plus convenable. En même temps on avait demandé d'approuver avec urgence un financement des travaux, qui étaient nécessaires pour les jeux mêmes et je me demande si ces travaux ont été faits. Après le 7 juin, il y a un autre passage intéressant: c'est le recours que la Sitav a fait contre la délibération même du Conseil. Je ne sais pas si tous les conseillers l'ont lu; il est adressé au Tribunale Amministrativo Regionale et il présente des choses étonnantes, qui nous font mieux comprendre ce qui est en train de se passer.

On dit que la société qui devait faire l'examen préalable "prospettava a questo fine l'inopportunità dello svolgimento di una trattativa privata con gara ufficiosa tra più candidati da selezionare sulla base di una precisa griglia di parametri oggettivi, ma l'esplicito riferimento alla posizione della Sitav, valido candidato per il rinnovo, e l'affermazione che è essenziale però che la trattativa sia aperta e chiusa in pochi mesi, dato che tempi più lunghi avrebbero inevitabili riflessi negativi sulla gestione e sullo sviluppo degli introiti, valgono evidentemente a segnalare i limiti di tale gara ufficiosa, semplice procedura parallela di confronto ed elemento di comparazione valutativa di una soluzione che viene implicitamente già accettata".

Il y a d'autres passages intéressants que l'on pourra relire avec attention. On nous dit que c'est un chemin qu'il fallait faire pour arriver à la deuxième étape d'aujourd'hui, que quelqu'un veut nous faire apparaître intermédiaire, mais qui au contraire est finale. C'est inutile de dire qu'il y aura encore la possibilité de vérifier et de faire: ce seront des détails. On n'a pas voulu tenir en considération les sociétés qui représentaient la concurrence, on n'a pas voulu exploiter les différents aspects que les commissions avaient soulignés. Avec cette solution, au lieu d'aider la Sitav, on l'a endommagée.

J'aurais aimé aujourd'hui connaître un peu dans les détails des différents pourparlers des représentans qui ont eu des rencontres avec le Président Piantini. J'aimerais en connaître l'argument: c'était le systhème d'aboutir à un certain résultat, des différentes perspectives pour l'avenir? On visait à soutenir l'Afrique du Nord? On prévoit des aspects particuliers sur le futur de cette entreprise? Il y a des modifications de la part des possesseurs des actions? Personne dans ce Conseil n'était contraire à une solutione en particulier, mais aujourd'hui on arrive à avoir l'effet contraire. Si les conseillers étaient libres de choisir, ils ne seraient pas à même de faire un choix. C'est là l'aspect le plus grave et l'insistance de renvoyer est liée au fait de pouvoir choisir, en sachant de quelle façon on pourra par la suite arriver à un accord.

Au contraire celui-ci est un débat inutile, car c'est la conclusion d'un accord qui a déjà été fait et qu'aujourd'hui nous sommes en train de ratifier, dans l'attente de perfectionner le restant. Dans six mois, que ferons-nous? Discuter des pourcentages? Sans doute, mais ce sont des détails. Le fait important est d'avoir choisi la Sitav. On pouvait l'argumenter d'une autre façon, mais on a voulu faire apparaître, comme quelque chose de formidable, l'avoir ouvert les portes en ne sachant plus comment les fermer. Les collègues ont déjà démontrer que l'on pouvait ouvrir les portes à d'autres tranquillement et avec un systhème qui était selon les volontés du Conseil même. Aujourd'hui on nous indique une voie que tout le monde avait déjà connue; s'il y avait des arguments valables pour nous dire que l'on part tout de suite dans cette direction, au moins on aurait sur quoi décider. On nous dit qu'il faut arriver là pour une série de raisons qui n'existent pas. Nous n'avons pas attendu les effets du Tribunal administratif et je me demande si l'on a déjà exploité ce thème. Quelle est la pensée de la majorité envers ce recours? Je n'en connaîs pas les termes!

En même temps, face aux requêtes faites le 7 juin, on n'a pas eu la possibilité de faire les travaux qui allaient dans la direction de prévoir un contract assez différent avec un des partners. Aujourd'hui se pose déjà la nécessité de prolonger de cinq mois. La Bain-Cuneo avait donné des temps pour arriver à un certain résultat, même en ayant la possibilité d'exploiter deux ou trois candidats. Dans ces conditions il y a une difficulté de la part des conseillers de comprendre ce que l'on va voter et pourquoi on va voter dans une direction, en donnant feu vert pour une solution que l'on ne comprend pas. En prévoyant de faire ce passage plutôt difficile pour favoriser la transparence, on obtient l'effet exactement contraire.

La raison pour laquelle on a exclu certains concurrents ne peut pas être comprise et on ne peut pas saisir les avantages qu'une négociation avec la Sitav peut avoir. Voilà le désarroi de la condition d'aujourd'hui! On n'a plus la possibilité réelle et concrète de faire un choix responsable. C'est un aspect négatif, même par rapport à la centralité du Conseil; ici on n'a jamais décidé. On a donné des indications qui ont été bafouées à chaque instant. On disait une chose et on en faisait une autre.

Plusieurs conseillers ont été étonnés d'apprendre que depuis des mois la Sitav savait déjà tout ce qui se passait; pour connaître quelque chose, il fallait demander non pas aux organes du Conseils, mais ailleurs. Ce n'est pas correct! Je ne veux pas sous-estimer la difficulté de faire un pas de ce genre, mais c'était beaucoup mieux de dire tranquillement dès le début, qu'il y avait la volonté de renouveler le contrat avec la Sitav et c'était fini.

Au contraire, on a fait les démarches les plus différentes, en donnant des centaines de millions à la Bain-Cuneo, qui a fait un effort pour dire et ne pas dire et aujourd'hui nous sommes à la deuxième étape. Celle finale sera dans quelques mois et on nous présentera un beau dossier qui ne changera pas la situation d'aujourd'hui. Est-ce que quelqu'un a l'idée que la Sitav pourra être repoussée? Pas un conseiller est à même de dire non. On sait très bien qu'on ne fera pas par la suite une série d'examens; à quel but? C'est déjà décidé! Disons-le clairement: on prend acte qu'aujourd'hui on a tranché finalement. Dans quelques mois, nous serons là pour entendre dire que l'on a fait le possible, que l'on a examiné, mais le résultat sera celui que nous connaissions déjà le 7 juin ou peut-être même à l'avance.

Au lieu d'intervenir sur un systhème, pour mieux placer un des membres de ce contract, on arrive à dire qu'il faut encore faire des examens ou voir des documents, mais on ne changera plus rien. Pourquoi déplacer les termes, si la réalité est celle que nous connaissons? On est étonné d'entendre certains raisonnements aujourd'hui et de devoir prendre une position qui ne peut être favorable à un discours de ce genre.

Presidente Ha chiesto la parola il Consigliere Milanesio, può parlare.

Milanesio (PSI) Grazie Sig. Presidente. Credo che con l'intervento del consigliere Rollandin, si è aperta una discussione sul merito e sulla sostanza, quindi penso che sia opportuno a questo punto dire ciò che si pensa su questa vicenda, che non è poi così intricata e così drammatica come certi interventi hanno lasciato trasparire. E' una questione normale, che ogni 10-12 anni finisce sul tavolo del Consiglio Regionale.

Tutte le volte che c'è stato un rinnovo o per lo meno da un certo periodo in avanti, sono avvenuti processi e vertenze giudiziarie. Mi permetto di parlare di processi, anche se qualcuno ogni tanto mi dice che io non potrei parlare di vicende giudiziarie. Respingo questo tipo di intimidazione perché ritengo di poter parlare sensatamente e ragionevolmente di queste cose. Voglio semplicemente dire che questa volta forse c'è stata la preoccupazione di scegliere una strada che non potesse dare adito a dubbi di sorta circa gli sviluppi di questa vicenda. Non voglio delegittimare né criticare le decisioni assunte da altre Amministrazioni in altri contesti ed in altre situazioni, perché ognuno ha scelto la strada ed il metodo che riteneva più opportuno, per cercare di dare una gestione alla Casa da gioco di Saint- Vincent.

E' comunque noto a tutti che sono ormai circa 40 anni che la Casa da gioco di Saint-Vincent viene gestita dalla stessa Società. Vi sono state vicissitudini varie, sono cambiati gli amministratori, vi sono state delle vicende traumatiche che hanno revocato e comunque di fatto hanno scacciato gli amministratori da quelle società. Però la società esiste e non è fatta solo da amministratori, ma di conoscenze, di tecnologie, di maestranze e il Casinò, nel complesso, è andato avanti direi bene.

Penso che i consiglieri regionali possano esprimere un giudizio soddisfacente sulla gestione che ha fatto sì che questo fosse il primo Casinò d'Europa. Ci sono luci ed ombre e la Regione non deve essere uno spettatore passivo, ma il detentore della licenza della gestione e quindi interessato alle sue politiche di sviluppo. Ciò non è mai successo, perché su questa vicenda si è giocato piuttosto a fare della bassa politica e lotte politiche piuttosto che a portare avanti proposte concrete di carattere produttivo ed evolutivo. Ci trovavamo di fronte all'ennesimo rinnovo e non è un mistero che le opinioni erano diverse all'interno della maggioranza.

C'era chi propendeva, - come io ho sempre sostenuto anche nella passata maggioranza e con il passato Presidente della Giunta come ho sostenuto con l'attuale, - che la soluzione più logica e più razionale era quella della trattativa privata con la Sitav, ritenendo che avesse nel complesso i requisiti e le capacità e che nella formulazione del contratto si potevano e si dovevano introdurre quelle modifiche, atte a rendere un contratto migliore e più intelligente per la nostra realtà.

Altre forze politiche non condividono questa mia opinione tuttavia si sono poste in termini intelligenti e problematici di fronte alla questione. C'era la necessità non di conciliare l'inconciliabile, ma di vedere se la Sitav poteva essere l'unico interlocutore. Si decise di arrivare a quell'avviso, ad una forma di pubblicità che richiedeva la partecipazione di altri soggetti possibili. Così, dopo 40 anni, ci si è posti in modo diverso di fronte a questo problema.

Non si è seguita la via collaudata della trattativa privata, senza la discussione preliminare, ma si è cercata la possibilità di individuare interlocutori diversi. C'è stata una delibera del Consiglio Regionale che ha creato una griglia, si è dato mandato alla Giunta di procedere a questa selezione, poi gli esperti indicati dalla Giunta hanno esaminato le offerte che sono arrivate, le hanno selezionate e sono giunti ad un parere unanime, su cui oggi si sta cavillando furiosamente, dicendo: "Secondo noi - secondo il setaccio predisposto dal Consiglio - la sola Società che pare avere i requisiti richiesti è la Sitav".

Questo è stato detto dai consulenti, accettato dalla Giunta, proposto dalla Commissione con una deliberazione, modificato in qualche modo dalla Commissione e, oggi, è alla luce della discussione consiliare. E' un procedimento chiarissimo, su cui non mi pare che si possano fare delle polemiche scandalistiche.

Vorrei essere molto chiaro... potete risparmiarvi la battuta sul fatto che... Milanesio sia sponsorizzato dalla Sitav..., non ho nei confronti della Sitav nessuna coda di paglia, non ho mai fatto mistero sul fatto che la Sitav aveva ed ha una condizione di effettivo dominio in senso catastale e contrattuale.

Se un certo numero di Consiglieri avesse visto la vicenda non con polemici para-occhi di natura politica, ma l'avesse vista con il buon senso e avesse capito che c'è una vischiosità nelle situazioni, che non si può cancellare con un atto amministrativo o con un ordine del giorno o con una polemica in Consiglio o con la "vendetta - Casinò n. 3", avrebbe capito che questa posizione è oggettivamente dominante. Se si vuole arrivare ragionevolmente a far sì che questa situazione non esista più in futuro, tenuto conto che la gestione nel complesso è stata produttiva e sulla quale non ci sono mai state grosse lamentele, se non degli infortuni di carattere giudiziario; credo che ci sia la possibilità in termini propositivi e concreti di fare questo passaggio. Se vogliamo togliere la posizione dominante della Sitav, dobbiamo fare un contratto che elimini quelle posizioni che vengono definite dell'accerchiamento e restituire così alla Regione, che è titolare della licenza, la possibilità in un tempo successivo di disporne liberamente. Oggi noi di questo bene non ne possiamo di fatto disporre liberamente.

L'avviso pubblico non è stato un'ipocrisia, ma una verifica. Dal tipo di offerte che sono arrivate, abbiamo capito che l'interesse non era così forte, era un interesse superficiale e non ha suscitato quell'interesse come ci si augurava, verso gruppi o Società di una certa importanza, di una certa dimensione, di un certo peso e di una certa capacità operativa. Non voglio discutere né la credibilità né l'operatività né la capacità delle Società che hanno fatto le offerte, ma mi soffermo sulle valutazioni fatte dagli analisti da noi scelti. Devo dire che sono un po' deluso, perché mi aspettavo che altre Società potessero presentare domanda. Il Consiglio non può buttare sempre tutto in politica con la "p" minuscola, che non dà contributi positivi, ma sparge letame. Vi siete chiesti perché la gestione della casa da gioco di Saint- Vincent non fa così gola? Le cifre parlano chiaro.

Se avete letto la relazione della BAIN-CUNEO, avrete capito che la conduzione della casa da gioco consente utili che, a prima vista, sembrano elevatissimi, ma non lo sono a fronte del tipo di investimento che un subentrante dovrebbe fare. Al subentrante non basta una carta bollata, perché appena in possesso della concessione deve "far sloggiare" delle persone da una loro legittima proprietà, perché così sono il Billia e una serie di attrezzature, servizi, terreni; che sono sorti in questi 40 anni, senza che nessuno se ne lamentasse, senza che nessuno impedisse che questo accerchiamento avvenisse, per cui questo contratto non può che essere figlio delle situazioni precedenti.

Non si può imputare a questa Giunta di non aver cercato di uscire dalla situazione con un colpo di fantasia. Io ne avrei fatto a meno di questo colpo di fantasia, però ho accettato questo tipo di proposta perché sono indifferente al tipo di soluzione che ne può venire fuori, purché sia però una soluzione di tranquillità per l'Amministrazione regionale e consenta un contratto uguale o migliore del precedente. Questo avviso non è stato un gesto ipocrita, ma la prova del nove che non c'è interesse a investire centinaia di miliardi in un'operazione di questo tipo. Io ritengo che la Sitav sia quella che ha maggiori interessi e maggiori possibilità perché ha già fatto questi investimenti. Dovrà farne solo di aggiuntivi che le richiederà la Regione; si era parlato di 140 miliardi di lire e poi si sono portati a 70, anche se io ero contrario a ridurre questo tipo di discorso.

Chiunque dovesse subentrare deve sapere che, oltre ai 70 miliardi di lire, ne dovrà sborsare 200-250 che è quello che vale la Società Sitav. Mi dovreste spiegare come fanno a tornare i conti su una concessione novennale o dodicennale, a fronte di un esborso di 320-330 miliardi di lire, che dà una redditività netta, per il momento, di circa dieci miliardi all'anno quando va bene, tenendo conto anche di una internazionalizzazione del gioco e dell'apertura di nuove Case.

Vengo sovente considerato un semplicista, ma ho sempre fatto questo tipo di valutazione e l'ho sempre comunicata a coloro con cui discutevo di questo problema. Ne ho parlato con diversi Consiglieri regionali, con diversi Presidenti della Giunta e non ho mai nascosto la mia opinione; per cui oggi mi trovo qui a votare a favore di una proposta della Giunta che conferma la validità delle mie ipotesi. Quindi è con un atto di narcisimo - che potrei anche risparmiarmi - che ho voluto dire quali sono sempre state le mie opinioni. Sono coerente con me stesso, con le mie visioni e con le opinioni che ho sempre avuto. Voto quindi senza nessuna preoccupazione e senza nessun malinteso, a favore di una delibera che ritengo giusta, corretta e documentata.

Vedremo poi quali saranno le posizioni della Sitav, chi sono gli azionisti e come si sono verificate le "scalate". Qualcuno cerca di demonizzare degli azionisti, ma l'unico che ha avuto il coraggio di fare dei nomi è stato Riccarand.

C'è imbarazzo a parlare degli azionisti della Sitav e soprattutto di quelli "neri", cioè quelli che hanno avuto delle condanne e che sono stati allontanati ed attualmente privati del diritto di voto e su cui c'è stato un procedimento di sequestro da parte delle autorità giudiziarie e della stessa Società Sitav.

Vorrei chiedere ai Consiglieri e così capire se questi sono considerati "neri" da tutte le forze presenti in questo Consiglio e se c'è l'attitudine di pensare che esistano discorsi da tenere in Consiglio, altri in Commissione, altri nelle Loggie eccetera...

Questo per capire l'atteggiamento e la valutazione di tutte le forze politiche nei confronti di questi azionisti, perché se c'è un demonio in alcuni azionisti, quelli che fanno capo alla VALSER, secondo Riccarand, bisogna che il Consiglio ne dia una valutazione. Quando parliamo di affidabilità, vogliamo capire che cosa intende il Consiglio, in riferimento a certi soci, visto che alcuni sono ritenuti affidabili e altri no: facciamone l'identikit.

La maggioranza non ha avuto problemi nell'affermare che alcuni soci non erano affidabili; la chiarezza non va fatta sotto forma di pettegolezzo o (scusate l'espressione) di sputtanamento o di svillaneggiamento, ma con una pacata presa di posizione e di una dichiarazione, altrimenti le difficoltà a cui andrà incontro la Giunta saranno maggiori quando dovrà vedere se questi soci hanno dato la scalata e se sono proprio questi i demoni da con-trastare. Non ho fatto polemica, ma mi sono limitato a portare un contributo a questa discussione a titolo personale, dicendo aper-tamente la mia opinione e come si è giunti a questa conclusione che mi sembra corretta e realistica. Può darsi che questa decisione verrà impugnata perché quando ci sono degli interessi legittimi è chiaro che chi crede di essere leso adirà a vie amministrative.

Questa mattina ho sentito sostenere nella riunione dei Capigruppo che se ci si comportava in un certo modo si facevano gli interessi della Sitav e se ci si comportava in un altro modo si andava contro la Sitav. Io non ho paura di fare o di non fare gli interessi della Sitav, ma vorrei che si facessero quelli della Regione. Non demonizzo la Sitav, le do atto di aver gestito bene nel complesso la Casa da gioco e non credo che questa discussione debba farci accapigliare. E' stata scelta una strada e credo che la Giunta e la maggioranza, per coerenza e per correttezza debbano portare avanti questa scelta.

Al tunnel della trattativa si può uscirne con un contratto o senza, ma non credo che si possa tornare indietro, almeno per la maggioranza. Non criminalizziamo chi ha espresso delle opinioni e le ha dette in un certo modo e non le ha mai nascoste facendone mistero, perché io certe intimidazioni o certi messaggi che mi giungono da strane vie non le accetto e li respingo nel modo più assoluto. Non faccio riferimento al Consigliere Rollandin che è intervenuto dicendo quello che pensa come sempre e portando un contributo a questa discussione.

Presidente Ha chiesto la parola il Consigliere Viérin, può parlare.

Viérin (UV) La présentation du dernier amendement de la part du Président du Gouvernement m'a fait sourire. Je l'admets. J'avoue ne pas avoir su garder un aplomb britannique. Mais, je crois que la situation qui s'est créée et surtout le déroulement du débat, nous fournissent suffisamment de justifications pour sourire. En effet, et la dernière intervention du conseiller Milanesio me fournit des éléments supplémentaires, je crois, que nous pouvons affirmer qu'il s'agit d'une grande opération de mystification-vérification et qu'il y a dichotomie toujours plus évidente entre ce que l'on affirme et ce que en réalité l'on fait. Je voudrais faire quelques exemples pour justifier ces affirmations. Tout d'abord, l'avis public, une méthode, une procédure, présentée comme la meilleure pour arriver à une pluralité de candidatures. Nous en voyons aujourd'hui le résultat. Une procédure, une méthode qui, par ailleurs, vient d'être démolie par monsieur Milanesio.

Il est suffisant de reprendre ces argumentations et, à la rigueur, définir cette procédure comme un coup de fantaisie, de génie. Le président du gouvernement, pourrait la définir un coup d'aile d'une colombe volant vers le soleil. Il l'a déjà fait pour le budget. Il peut le faire également pour cette décision, qui se révèle insuffisante, avec une volonté explicite d'éliminer les autres candidatures pour avoir uniquement la Sitav comme partenaire. C'est un choix, mais il faut en assumer l'entière responsabilité, comme quelqu'un l'a déjà fait, et non pas se cacher derrière un avis public, qui par ailleurs n'était pas tel.

Après la publication de cet avis public et la présentation des différents dossiers, il y a eu exclusion de tous les autres candidats, vu que seulement la Sitav remplissait les conditions requises. Justifier cette décision sur la base d'un jugement technique, à savoir que, les experts ont conclu que Sitav uniquement remplissait les conditions, représente une fausseté! Là encore, on ne veut prendre ses responsabilités. Ce n'est pas en effet un jugement technique, il s'agit d'un choix politique. L'expert, le consultant de l'Administration Régionale nous l'a confirmé en occasion d'une audition de la quatrième commission. Il suffit d'écouter l'enregistrement de cette séance pour démontrer qu'il y avait d'autres possibilités.

L'expert a déclaré qu'il y avait des éléments pour justifier l'acceptation et des éléments pour justifier le refus. Il nous a dit que trois sociétés certainement ne remplissaient les conditions, mais que, par contre, les trois autres les remplissaient. Il y avait donc la possibilité d'analyser la situation de ces trois sociétés et non pas, comme la majorité a décidé, permettre exclusivement à une société, la Sitav, d'intégrer ou de présenter de la documentation afin de mieux éclaircir certains aspects qui avaient pas été définis à l'échéance fixée par l'avis public.

Il s'agit de problèmes importants, ayant une implication sur la responsabilité administrative et une conséquence directe sur les événements successifs liés au renouvellement de la convention avec la maison de jeu de Saint Vincent.

Mais il y a plus. Il y a des faussetés évidentes. Une confrontation, un débat sur ces thèmes, aurait permis un approfondissement de la part de tous les conseillers, en évitant de recourir à des illé-galités ou à des illégitimités. La transparence et la fiabilité des actionnaires, une des conditions fondamentales justifiant le choix d'aujourd'hui, la composition de l'actionnariat SFIT, la non cor-respondance entre les documents présentés et la réalité actuelle, demander à toute l'assemblée de vérifier aujourd'hui le bien fondé de ces déclarations, constituent des exemples évidents. On a af-firmé ou pensé que l'on voulait simplement pour perdre du temps parce que on était contraire au choix politique de la majorité.

Je pense que nos intentions n'allaient pas dans cette direction, mais qu'elles voulaient mettre tous les conseillers dans les conditions les meilleures pour exprimer, sur la base de données complètes, un jugement sur la proposition présentée. Mais, à la présentation du dernier amendement je n'ai pu m'empêcher de sourire, parce que, à mon avis, il démontre, par la majorité même, le bien fondé des propositions que nous avions formulées. En effet, comment interpréter autrement ce changement d'aptitude: "prima delle parole trasparenza e affidabilità". Comment interpréter différemment cet amendement!

A mon sens, tout d'abord il y a admission de la part du Président du gouvernement que l'examen effectué jusqu'à aujourd'hui n'a pas été suffisant. Si l'on demande expressément des approfondissements ultérieurs, cela signifie que jusqu'à présent l'examen n'a pas été suffisant et donc que l'une des conditions essentielles établies dans l'avis public et sur la base delaquelle la commission technique d'abord et le gouvernement ensuite a effectué son choix, n'existe pas. Mais, si cette condition essentielle n'existe pas, la requête d'un renvoi, que nous avions présentée est justifiée.

La non acceptation de ce renvoi représente un fait grave, qui ouvre les portes aux contencieux d'ordre juridique et administratif que l'on voulait éviter au départ. Elle fait aussi planer le doute sur cette assemblée quant à la volonté de la majorité et du gouvernement de favoriser la Sitav en remettant en discussion toute la procédure prévue avec l'avis public.

Comme conclusion, je crois que procéder dans cette direction signifie aller contre les intérêts de l'Administration Régionale. C'est un choix qui représente aujourd'hui, s'il est approuvé par le Conseil, un point de non retour. On ne peut affirmer qu'aujourd'hui le feu vert est donné à une opération qui pourra, à la rigueur, se conclure d'une façon différente. Si je peux utiliser à mon tour l'image du tunnel, aujourd'hui nous entrons dans un tunnel. Il est vrai, il y a une issue pour ce tunnel, mais il n'y en a pas deux, il n'y a pas de possibilités de retour. On entre dans ce tunnel et on en sort avec la Sitav, uniquement avec une gestion Sitav pour les prochaines années.

A cet égard je pense que le pouvoir contractuel de l'Administration Régionale en est beaucoup amoindri. Nous aurons la possibilité de le vérifier quand nous discuterons, successivement, la convention.

Presidente Ha chiesto la parola il Consigliere Faval, può parlare.

Faval (UV) La conduzione della vicenda relativa al rinnovo della concessione della Casa da gioco di Saint Vincent mi sembra emblematica nel metodo politico e amministrativo adottato e inaugurato da questa maggioranza. Da una parte si fanno delle dichiarazioni roboanti circa la necessità di assicurare la centralità del Consiglio, la trasparenza degli atti politici ed amministrativi e poi si fa esattamente il contrario. Questo l'avevamo già constatato in altre occasioni, ma una delle più eclatanti è stata senz'altro quella relativa alla legge sulle nomine e oggi ci troviamo di fronte ad un altro episodio di questa vicenda.

Qualcuno ha dipinto a tinte fosche la situazione di fronte alla quale ci troviamo, per quanto riguarda il rinnovo della Convenzione sulla concessione della Casa da gioco, mentre noi riteniamo che nell'interesse dell'Amministrazione Regionale e quindi della comunità valdostana tutta intera, bisognerebbe essere meno partigiani e un po' più obiettivi. Qualcuno ha fatto appello, chiedendo ai consiglieri regionali di usare il buon senso.

Un grande pensatore ha detto che il buon senso è senz'altro la cosa più diffusa nel mondo, ma pare la meno usata. In questo caso direi che, non solo manca il buon senso in chi richiede agli altri di utilizzarla, ma addirittura non esiste un minimo di coerenza, perché, tra le altre affermazioni che abbiamo udito in quest'aula e nei locali nei quali ci siamo riuniti per affrontare questa discussione, è emerso che la Giunta ha scelto di affidarsi a dei consulenti perché non in possesso della "scienza" per valutare correttamente l'insieme delle domande pervenute.

Vi leggo il documento a firma Marziano Pessina con il quale si afferma che: "E' opportuno investire il Consiglio Regionale della competenza di esaminare le singole domande presentate dagli aspiranti, onde accertare il possesso dei requisiti e formare la lista degli ammessi e quella degli esclusi, con motivata decisione". Ritornando al documento del quale stiamo discutendo oggi: "Esame delle istanze delle società interessate alla gestione della Casa da gioco", la Giunta propone al Consiglio Regionale di deliberare che "solo la Società Sitav" eccetera...

Ora noi, anche in relazione a quanto affermato dal consulente che ha scelto la Giunta Regionale e non l'opposizione, abbiamo ritenuto in aula di dover richiedere alcuni elementi di conoscenza per agire così com'è indicato qui, vale a dire "accertare il possesso dei requisiti e formare la lista degli ammessi e quella degli esclusi". La Giunta invece ci dice che c'è una sola società che ha i requisiti e tutte le altre sono escluse. Vorrei sapere, e mi rivolgo a tutti i consiglieri della maggioranza che sono in buona fede, se sono convinti di ciò che qualche suonatore di flauto cerca di fargli fare. Hanno effettivamente riflettuto su ciò che oggi il Consiglio Regionale e soprattutto la maggioranza stanno facendo?

La responsabilità fondamentale mi pare, è quella di essere in assoluta contraddizione con ciò che da una parte è stato loro indicato dai Consulenti alla maggioranza stessa e dall'altra con le affermazioni che la Giunta e di conseguenza la maggioranza, a suo tempo, aveva fatto, quando aveva indicato un certo tipo di strada da seguire. Non è solo una contraddizione in termini politici, ma c'è una sostanza nei confronti della quale credo si debba procedere con un minimo di prudenza. Ma c'è di più: il Dr. Pessina dice inoltre che il bando dev'essere interpretato: "nel senso rigoroso di conferire carattere necessario ed indefettibile all'idonea documentazione di tutti i requisiti richiesti all'epoca, non essendo possibile costringere l'Amministrazione ad una laboriosa istruzione probatoria al riguardo, in sostituzione di una carente ed insufficiente documentazione".

Se quanto il Consulente giuridico della Giunta Regionale afferma è vero, mi pare sia del tutto palese come l'ultimo emendamento presentato dal Presidente della Giunta sia in contrasto con questa affermazione. Se si dice che l'idonea documentazione è "indefettibile", vuol dire che questo requisito è posseduto. E' allora in palese contraddizione con l'emendamento del Presidente della Giunta il quale dice "in via preliminare, effettuare ulteriori controllo su trasparenza e affidabilità". Signori, mi rivolgo a tutti coloro che fanno parte della maggioranza e che sono in buona fede: "riflettete su ciò che ci è stato indicato dai Consulenti prescelti e su ciò che in questo momento state facendo".

Presidente La parola al Presidente della Giunta Bondaz, può parlare.

Bondaz (DC) Chiedo scusa ai Consiglieri intervenuti per primi, ma cercherò di dare delle risposte partendo dagli ultimi interventi anche se penso che quanto dirò non riuscirà a fare breccia sulle posizioni ormai cristallizzate nell'interno del Consiglio regionale.

Ci si è, a mio giudizio, lavati molto la bocca, parlando di metodo politico da parte di alcuni consiglieri, quasi a voler indicare che l'attuale Giunta regionale e la maggioranza, intendano procedere con metodi politici non cristallini.

Devo ricordare ai signori consiglieri che, quando si è presentata al Consiglio la deliberazione con cui è stato votato l'avviso pubblico, già in quella sede i gruppi di opposizione, astenendosi, hanno presentato una serie di valutazioni negative su questo tipo di procedura, perché probabilmente erano adusi a venire in Consiglio a portare una decisione preconfezionata nelle aule del secondo piano, per la sua approvazione. Si è cercato di creare e di dare qualcosa di nuovo nella vita politica e amministrativa della Regione, indicando la strada, certamente difficile, foriera di difficoltà, ma sicuramente si è data un'indicazione di pulizia nei confronti dell'opinione pubblica.

Rivendico quindi a chiare lettere e senza nessun tentennamento, che la proposta che si è fatta nel giugno dello scorso anno, avrebbe potuto essere foriera di grosse valutazioni differenziate, se non fosse successo qualcosa che non era immaginabile in quel momento. Cioè che, soltanto 5 o 6 ditte presentassero delle proposte, alcune delle quali, a detta di tutti, sono assolutamente prive di fondamento, mentre su alcune c'è una certa discussione. Sicuramente il tentativo che ha fatto l'Amministrazione, di pubblicizzare in senso europeo la Concessione della Casa da gioco, che a buon titolo è stata dichiarata come il primo Casinò d'Europa, va a vanto della società che la gestisce e non certamente dell'Amministrazione Regionale.

Ci siamo trovati di fronte ad alcune società che, per un motivo o per l'altro, mancavano di determinati requisiti. Avevamo chiesto, per esempio, che ci fossero società che avessero almeno dieci miliardi di lire di capitale; se ne togliamo una, tutte le altre ci hanno presentato un Consiglio di Amministrazione che avrebbe demandato successivamente all'assemblea di portare il capitale della società a dieci miliardi.

Dal punto di vista giuridico, ciò è inefficiente, perché gli azionisti potrebbero essere assolutamente contrari ad approvare un aumento di capitale di questo genere. Per cui l'avviso pubblico doveva avere a nostro giudizio, in contrasto con le posizioni personali di Milanesio, il senso di permettere all'Amministrazione di scegliere tra società capaci, forti economicamente e soprattutto con un manegement interessante. Ciò non è avvenuto, checché ne possano dire i Consiglieri di maggioranza o di opposizione. Non si può accettare ciò che dice la BAIN-CUNEO per una parte e non per l'altra, o si accetta tutto o niente.

Vorrei infine ricordare e dire con assoluta serietà e serenità che non è vero, a nostro giudizio, che l'Amministrazione Regionale si trovi in una posizione di debolezza nei confronti della Sitav, perché sarebbe stato vero se avessimo presentato una proposta di deliberazione nella quale si dicesse "tout court" di trattare con la Sitav, mentre vi abbiamo inserito dei punti che riteniamo estremamente qualificanti e forti. Contesto quindi le affermazioni dei consiglieri, secondo i quali l'accordo sarebbe già stato fatto. Sfido tutti a confermare con oggettività una cosa di questo genere, perché è falsa. La presidenza della Giunta non sa assolutamente quale potrà essere la risposta della Sitav su alcuni punti estremamente qualificanti, come l'accerchiamento, la revisione dell'articolo 13 ed altri punti che sono inseriti nella deliberazione.

Mi riferisco ai sorrisi del consigliere Viérin, che non mi può to-gliere la possibilità di ridere, perché quando mi si dice che è una contraddizione "in terminis" la richiesta che abbiamo fatto, io rispondo che qui c'è della totale malafede, proprio perché nell'accettazione di alcune ipotesi, che sono state avanzate dal consigliere Bich nel suo intervento di questa mattina e che devono avere l'assoluta certezza di essere false, perché ha ragione Milanesio quando afferma che si parla tanto di azionariato, di trasparenza, ma non si parla mai di affidabilità, salvo alcuni consiglieri. Non c'è solo la trasparenza, c'è anche l'affidabilità e riprendo le parole di Bich questa mattina quando afferma di essere stato vent'anni in questa società e che può dire che il manegement della società è buono, salvo poi fare contrarie valutazioni per quanto riguarda l'azionariato. Signori consiglieri, è la seconda volta che mi trovo ad affrontare una vicenda di questo genere...

Nel 1976-77 quando si discusse il contratto, l'allora Presidente della Giunta aveva fatto nominare una commissione consiliare presieduta dall'amico scomparso Ramera o prima dal consigliere Milanesio. Questa commissione ha lavorato e non abbiamo mai avuto il piacere di vedervi il Presidente della Giunta, perché se ne rimaneva rintanato nel suo ufficio del secondo piano e tirava i fili come si tirano le marionette. Forse aveva ragione lui ed ho torto io a cercare di creare un'immagine nuova nei rapporti col Casinò...

D'altra parte, dicevo, la Giunta Regionale e la maggioranza hanno l'obbligo di fare della scelte, di portare in Consiglio regionale delle decisioni da prendere. Il discorso sulla centralità del Consiglio è stato approfondito, specialmente nella IV Commissione, che ha fatto reiterati rinvii, per avere nuova documentazione, forse non completa come quella che stamattina ci ha presentato il Consigliere Bich, il quale è sicuramente documentato in modo "avvocatesco". Ma è proprio per le sue considerazioni che abbiamo voluto inserire l'emendamento, perché riteniamo che, se vere fossero, è in via preliminare che la Giunta, la quale dovrà trattare questa Convenzione, stabilirà se sono vere o false. Se avessimo accettato il discorso di un rinvio alla commissione, non avremmo saputo dove arrivava, a quale mese e non a quale giorno. Diciamoci le cose in faccia: l'Amministrazione Regionale si sarebbe trovata in una situazione di ancora maggiore debolezza.

Si è parlato di scorrettezze, di posizione contro l'Ammini-strazione Regionale. In Consiglio si può dire tutto ciò che si ritiene opportuno però è altrettanto giusto che queste cose vadano quanto meno smentite. L'opposizione ha finito il suo compito quando dice che noi abbiamo fatto male. Ma il governo non può fare errori, o meglio, cerca di non fare degli errori anche se in ciò che fa può incontrare difficoltà e non definire in modo perfetto atti amministrativi. Qui si è sempre parlato fin dall'inizio come se discutessimo una conclusione.

Io credo che il dibattito tenuto oggi, è probabile che se noi dovessimo arrivare ad una definizione con la Società Sitav - sempre se avremo il mandato da parte del Consiglio e che comunque riconfermo qui con tutta serenità d'animo che noi tratteremo con la Società Sitav, ma che se non saranno accettate le condizioni che noi abbiamo inserito nella delibera, noi non faremo la Convenzione e non la presenteremo neppure in Consiglio.

(...Interruzioni...)

Potremo non concluderla, perché ci sono cose che non siamo disposti a tralasciare. Il Consigliere Riccarand è aduso, è abituato a far aleggiare certi termini su questo Consiglio, come l'ombra della Procura della Repubblica o qualcosa del genere ed io dico che "chi mal fa mal pensa" e mi scuserà perché le responsabilità politiche a cui lui ha fatto riferimento noi ce le assumiamo, come lui si assumerà le sue. I discorsi e le insinuazioni verso altre responsabilità di vario genere mi sembrano sconvenienti e scorrette, soprattutto per un Consigliere Regionale nell'esercizio delle sue funzioni.

Il Consigliere Regionale dev'essere assolutamente libero di dire ciò che ritiene opportuno nel bene e nel male. Proprio per questo lo Statuto della nostra Regione ha concesso l'immunità ai Consiglieri regionali. Caro Riccarand, io non sono abituato a venire in Consiglio e sentirmi dire che ho avuto degli "incontri" con i dirigenti Sitav. Certamente che li ho avuti, perché, come Presidente di Giunta ho dei precisi obblighi e delle necessità di rapporti fino a quando non viene a scadere una certa Convenzione, per cui, una volta al mese o ogni due mesi, ho dei colloqui con tale Società: è un fatto di ordinaria amministrazione.. Se poi con questo si vuole intendere che in questi incontri sia stata indicata o stabilita una serie di ipotesi di proposte, questa è un'illazione priva di fondamento, per quanto mi riguarda.

Nella delibera abbiamo proposto che intendiamo rispettare le cose che sono state decise dal Consiglio nel bando, perché, se così non fosse, non eserciteremmo il potere esecutivo nei modi e nei termini regolari e democratici della questione. Mi scusi, Consigliere Riccarand, ma lei dice che ci troviamo in cattive acque verso la Sitav (di cui non sono sicuramente un amico dal momento che gli amministratori della Società che hanno fatto la scalata, ma non certamente aiutati da noi, hanno avuto il buon gusto e li ringrazio, di dichiarare ai giudici nel procedimento di Torino, che io ero considerato un loro nemico), perché il 1991 è stato per la Sitav un anno negativo. Ma questo non si può attribuire ad una mancanza di capacità gestionale da parte della Società Sitav.

Io caro Riccarand, ho sempre apprezzato il suo modo di far politica, ma qui mi sembra che veramente si raggiunga il ridicolo perché una società va valutata per quello che ha fatto, anche se può succedere che in un anno particolare ci siano state delle difficoltà per cui ci può essere stata una riduzione di introiti, ma non si può certo valutare le capacità di una Società solo su un fatto ipotetico che il 1991 sia stato negativo. Nel caso di vendita di una Società, i commercialisti e gli avvocati verificano i bilanci degli ultimi 3 o 5 anni prima di avere una valutazione completa, ma mai un unico e solo singolo bilancio, perché questo sarebbe assurdo e privo di significato economico, finanziario e gestionale.

Signori consiglieri io devo ricordare che ci troviamo per approvare o non approvare una proposta di delibera per una delega alla Giunta, che stabilisce il fatto che cinque società non hanno le ca-ratteristiche, ma nessuno ha sprecato una parola per dirmi quale altra società avrebbe avuto le caratteristiche per partecipare a questo concorso. Si è demolita l'ipotesi di trattativa unica con la Sitav, ma nessuno si è permesso di dire che la FINOPER o la GIMA, per esempio, sarebbero state delle buone società.

(...Interruzione...)

Non è il teatro dell'assurdo... perché qui si discute su una delibera della Giunta che stabilisce e che chiede la delega per la trattativa con la Sitav. Se il Consigliere Bich aveva e riteneva che ci fossero delle altre società interessate...

(...Interruzione...)

Presidente Consigliere Bich, se vuole lasciare terminare il Presidente della Giunta...

Bondaz (DC)A nostro giudizio la FINOPER non aveva il requisito del capitale sociale e si era anche scritto in delibera.

(...Interruzioni...)

Presidente Io chiederei ai Consiglieri di lasciare terminare il Presidente della Giunta, eventualmente potranno sempre dire qualcosa nella dichiarazione di voto.

Bondaz (DC) Io stesso ho chiesto alla BAIN-CUNEO come mai avesse avuto delle perplessità e la risposta c'è stata e anche se non mi è piaciuta, la riporto ugualmente. Mi è stato risposto così: "Vede Presidente, noi che siamo abituati a trattare con grandi società e siamo abituati a fare verifiche e bilanci, a noi è stato molto semplice schiacciare un bottone e constatare che questa FINOPER aveva un fatturato di 500 o 600 miliardi, anche se non ha dei requisiti totali, non ci siamo sentiti in grado di dire che una società con un fatturato di 500 miliardi non potesse essere idonea a gestire una casa da gioco". Questa risposta, ripeto, non mi è piaciuta.

(...Interruzioni...)

Non diciamo le cose travisando le parole perché questo può fare comodo o per una tesi o per l'altra... Va a schiaccarlo tu... così vedi che cosa viene fuori.

Per quanto riguarda l'azionariato così in discussione, credo che sia stato sottovalutato ciò che abbiamo cercato di fare capire sia in Commissione che in Consiglio, ma invano. Io credo che al di là di quello che è stato detto e che dovrà essere anche dimostrato - il fare inserire (sempre dopo una valutazione sulla gestione che ri-uardano la trasparenza e l'affidabilità e l'antiriciclaggio) una clausola di questo genere nella Convenzione, vuol dire che questa sarà la Convenzione e se mancherà questo tipo di valutazione noi non ne accetteremo il discorso. Questo perché noi dobbiamo essere garantiti sulle votazioni. Inserire un membro nel Consiglio di am-ministrazione può essere una cosa buona perché può vedere all'in-terno alcune cose, ma questo non è sufficiente a bloccare eventuali ipotesi di iniziativa di altri consiglieri dell'amministrazione.

Dobbiamo quindi inserire delle clausole nella Convenzione, che ci permettano veramente di poter controllare una trasparenza anche per il futuro. Non per oggi, ma per il futuro perché durante il tempo che passerà tra oggi ed il momento della convenzione, è probabile che l'azionariato (dato che è un fatto di contrattazione e mobilità) può cambiare. Ciò che conterà non è ciò che si è deciso oggi, ma ciò che ci sarà il giorno prima dell'approvazione, dell'eventuale convenzione. L'azione può essere venduta, ceduta, messa in pegno eccetera...

Si è detto che l'azionista sarebbe debole perché non esiste un sindacato di blocco e a quanto ci risulta nell'ultimo Consiglio di amministrazione, c'è stata una votazione che ha superato di gran lunga il 71 per cento.

(...Interruzione...)

Scusatemi sigg. Consiglieri,ma nelle Assemblee tutti hanno diritto di voto e quindi o si vota o non si vota e quindi tutti hanno diritto di accettare o di non accettare certe proposte. Ora noi nello statuto della Società Sitav, abbiamo la clausola di gradimento, per cui questo è un dato positivo dato che non credo ci siano possibilità di modificare l'assetto o quanto meno il gradimento da parte del Consiglio di Amministrazione (questo è scritto nello statuto della Società).

Devo ricordare al consigliere Bich che il 51 per cento si riferisce unicamente alle assemblee straordinarie, non a quelle ordinarie. Può darsi che questa delibera sia incompleta e imperfetta, ma cre-do che, se il Consiglio regionale l'approverà, sicuramente il nuovo contratto sarà migliorativo per quanto riguarda l'Am-ministrazione perché ci sono delle clausole dalle quali non si potrà recedere...

Non so se la Sitav sarà d'accordo, ma l'Amministrazione regionale avrà finalmente una maggiore tranquillità. D'altra parte se ci sono difficoltà con le azioni VALSER ripeto, non è sicuramente questa Giunta che ha aiutato direttamente o indirettamente gli azionisti perché facessero parte della Sitav.

Oggi ci troviamo a gestire una situazione che non è dipesa da noi e questo bisogna dirlo per onestà e per oggettività. Non mi dilungo perché la cosa più difficile è far sentire ai sordi, per cui spero che il Consiglio Regionale approvi questa deliberazione di delega alla Giunta, che può essere l'inizio di una nuova era nei rapporti Regione-Casinò.

Presidente La discussione è chiusa, si procede alla votazione del punto n. 21. Ci sono 3 emendamenti: 2 presentati dal Presidente della Giunta e 1 dal Consigliere Riccarand. Proporrei di votare secondo l'ordine di presentazione degli emendamenti rispetto al deliberato. Il primo emendamento da votare è quello presentato dal Presidente della Giunta per ultimo e cioè al punto 2, al II° Capoverso, prima delle parole "trasparenza e affidabilità", bisogna aggiungere: "in via preliminare effettuare ulteriori controlli sulla...." e così di seguito.

Ha chiesto la parola il Consigliere Riccarand, può parlare.

Riccarand (VA) Questo emendamento come ha già detto il consigliere Viérin, rappresenta la conferma evidente della contraddittorietà di questa deliberazione, perché da una parte abbiamo una premessa in cui si dice che erano stati chiesti determinati requisiti, tra cui l'affidabilità e la trasparenza ed abbiamo accertato che solo la Sitav ha prodotto compiutamente la documentazione idonea ad attestare il possesso dei requisiti e poi dopo, nella parte deliberativa come primo punto, affermiamo che è necessario un approfondimento. Questa è una contraddizione evidentissima che percorre tutta la deliberazione.

I punti della parte deliberativa, in realtà, riguardano degli obiettivi da perseguire nel corso della definizione della convenzione, ma i criteri della trasparenza e dell'affidabilità dovrebbero essere acquisiti in partenza, per iniziare la trattativa che nella premessa si danno per acquisiti.

Quello che c'era nella parte deliberativa al punto 2, sulla trasparenza ed affidabilità, riguardava il problema del controllo successivo sull'evoluzione della Società, non il dato di partenza che è scontato. Questo è il segno più evidente della debolezza e della contrarietà di questa deliberazione. Sull'emendamento mi astengo perché è contraddittorio rispetto alla deliberazione.

Presidente Chiede la parola il Consigliere Bich per dichiarazione di voto.

Bich (Ind)In geometria questo emendamento penso si chiami dimo-strazione per assurdo. Come diceva Riccarand mancano i cen-trali del bando e cioè l'affidabilità e la trasparenza dell'azio-nariato. Quindi voto contro.

Presidente La votazione è aperta.

Esito della votazione:

Presenti: 34

Votanti: 34

Astenuti: 4

Rifacciamo la votazione perché qualcosa non ha funzionato nel Computer. Ci segnala che hanno votato tutti mentre invece i presenti sono 35 e ne risultano 34. Il computer dava una completa votazione mentre non può essere. Io propongo di rifare la votazione.

Ha chiesto la parola il Consigliere Voyat, per mozione d'ordine, può parlare.

Voyat (UV) Grazie. Non vorrei che ogni volta si cambino i termini delle questioni perché questo era già successo una volta con il suo predecessore e lo stesso aveva detto che se un consigliere è presente e non infila la scheda, non partecipa alla votazione.

Le interpretazioni sono allora di convenienza! Io sostengo che le votazioni non vanno mai rifatte.

Presidente Io mi fido dei tecnici addetti al computer i quali mi dicono che la scheda era inserita e che il computer non l'ha presa. Chiedo di procedere alla votazione.

Ha chiesto la parola il Consigliere Lanièce, può parlare.

Lanièce (DC) Siccome io ho detto che non mi stavano prendendo il voto ed avevo così espresso la mia volontà a votare, chiedo che non mi venga impedito il voto. Se il computer non funziona non è democratico impedire ad un consigliere di votare!

Presidente Io do ancora la parola al Consigliere Gremmo però direi di non continuare con una discussione di questo genere che è...

Gremmo (UAP) Volevo fare un'osservazione perché rimanga a verbale.Ha torto il Consigliere Voyat quando dice che non si seguono le norme. Il Presidente ha relazionato correttamente.

Le macchine non sbagliano. Infatti il computer non ha registrato il voto di Lanièce perché avvenuto dopo la chiusura della votazione, altrimenti l'avrebbe preso. Siccome il voto è avvenuto dopo, noi dobbiamo prenderne atto, altrimenti commettiamo un'irregolarità. Pur rammaricandocene, il Consigliere Lanièce ha votato dopo. Questa è la lettura storica di quello che è avvenuto, tutto il resto è grave.

Presidente Continuo a ripetere che non ha votato dopo. La macchina non ha accettato la scheda. Qui esiste lo stampato. Direi di votare nuovamente sull'emendamento proposto dal Presidente della Giunta.

La discussione sul funzionamento delle macchine si può fare in altra sede. Ora votiamo.

(Registrazione non comprensibile. Interviene il Consigliere Voyat, per mozione d'ordine, l'Assessore all'Agricoltura Forestazione e Risorse Naturali Lanièce ed i Consiglieri Gremmo e Maquignaz).

Maquignaz (AI) Non ho votato semplicemente per il fatto che Gremmo ha posto una questione di interpretazione; per quanto mi riguarda posso considerare buono il voto di Lanièce. La cosa va chiarita.

Presidente Signori consiglieri, se la questione sta in questi termini, visto che alcuni non intendono votare bloccando l'elaborazione dei dati, chiedo che venga sospeso il Consiglio e si riunisca la Commissione per il regolamento in modo che successivamente si possa procedere.

I consiglieri componenti la Commissione per il regolamento sono pregati di riunirsi in modo che il tecnico spieghi a tutti come ha funzionato la macchina e dopo procederemo.

Si dà atto che il Consiglio è sospeso dalle ore 18,57 alle ore 19,20

Presidente Chiedo ai consiglieri di prendere posto per votare in modo ordinato. Nella riunione della Commissione per il regolamento, dopo una discussione sul fatto che era stato appurato che il Consigliere voleva votare ma, per un disagio tecnico il voto non è stato accettato, si è valutato di procedere nel seguente modo, se il Consiglio è d'accordo.

Annulliamo la votazione avvenuta e rifacciamola verificando in seguito, in un'apposita riunione della Commissione stessa, la casistica di situazioni analoghe. Sarà poi la Commissione che farà proposte al Consiglio sul comportamento da seguire. Ora chiedo di votare sull'annullamento della votazione che era stata già eseguita. Chi è d'accordo per l'annullamento vota sì, chi non lo è, vota no. I Consiglieri possono votare.

Esito della votazione:

Presenti: 35

Votanti: 35

Astenuti: 3 (Gremmo, Bich e Mostacchi)

Favorevoli: 32

Il Consiglio approva.

Questa votazione annulla la precedente. Ora procediamo alla votazione dell'emendamento proposto dal Presidente della Giunta al punto 2 del deliberato e di cui il Presidente ne ha già dato lettura.

Presenti: 35

Votanti: 35

Astenuti: 4 (Maquignaz, Lanivi, Gremmo e Riccarand)

Maggioranza: 18

Favorevoli: 18

Contrari: 13

Il Consiglio approva.

Si vota sull'emendamento proposto dal Consigliere Riccarand. Ci sono diversi punti, per cui chiedo a Riccarand se si può votare in blocco o singolarmente. Allora votiamo singolarmente su ogni punto. Do lettura del primo punto:

Emendamento Nel punto relativo all'ampliamento togliere la parola "essenzialmente".

Ha chiesto la parola il Consigliere Riccarand, può parlare.

Riccarand (VA) Spiego questo emendamento, che non è ininfluente, anche se si tratta solo di togliere l'espressione "essenzialmente". Mi riferisco al testo della Commissione che dice: "Ampliamento dell'area destinata ai giochi utilizzando essenzialmente in modo più razionale le strutture esistenti, ad esempio l'Hôtel Billia, Hôtel du Parc, garages coperti, eccetera".

Questa formulazione, a mio avviso va bene, se togliamo "essenzialmente". Su questo discorso dell'ampliamento si sono scontrate due tesi che non erano solo una contrapposizione tra minoranza e maggioranza, ma che passavano anche all'interno della maggioranza, fra chi sosteneva che bisognava andare ad un ampliamento che prevedeva la costruzione di nuove strutture e chi sosteneva invece che bisognava ampliare eventualmente, ma sulle strutture esistenti, che poi è stata la tesi della Commissione.

All'ultimo momento è stato inserito questo "essenzialmente", che vanifica il deliberato della Commissione, perché, se diciamo "utilizzando in modo più razionale le strutture esistenti" diciamo una cosa precisa, mentre con l'"essenzialmente" lasciamo porte spalancate ad un discorso di ampliamento "tout court", cioè di realizzazione di nuove strutture.

Se ci muoviamo sulle strutture esistenti, come tra l'altro hanno chiesto i lavoratori della Casa da gioco, le forze sindacali, eccetera.., credo che la formulazione abbia un senso. Se lasciamo "essenzialmente", scegliamo l'indeterminatezza che lascia aperta qualsiasi prospettiva, per cui propongo di toglierlo.

Presidente Ha chiesto la parola il Presidente della Giunta Bondaz, può parlare.

Bondaz (DC) A nome della maggioranza, dichiaro che voteremo contro.

Presidente Dichiaro aperta la votazione sul primo emendamento del Consigliere Riccarand:

Presenti: 34

Votanti: 34

Maggioranza: 18

Favorevoli: 16

Contrari: 18

Il Consiglio non approva.

Il secondo emendamento del Consigliere Riccarand:

Emendamento Sostituire il punto relativo alla rottura dell'accerchiamento, con il seguente:

"rottura dell'accerchiamento", con clausola che preveda il passaggio alla regione entro il termine della convenzione, di tutti i beni ritenuti dall'amministrazione regionale funzionali all'attivita' della Casa da gioco.

Sarà allegato, come parte integrante della convenzione, un prospetto con i beni che devono essere trasferiti alla regione, con la stima concordata sul valore di tali beni, e con il programma graduale delle acquisizioni e dei relativi versamenti a carico della regione".

Il Consigliere Riccarand, intende illustrare l'emendamento, può parlare.

Riccarand (VA) Credo che questo sia un punto molto importante. Qui si enfatizza molto la strategia della rottura dell'accerchiamento, dimenticando con un po' di superficialità che in passato si sono messe clausole di questo tipo - in particolare nella Convenzione del 1977, che poi è la base del contratto in scadenza - che era previsto che la Sitav cedesse gratuitamente alla Regione 25.000 mq. di terreni di sua proprietà a Saint Vincent. Successivamente questi 25.000 diventarono 12.000 e poi zero.

Allora, o noi riusciamo nella Convenzione a mettere clausole molto precise o, se rimandiamo questa rottura dell'accerchiamento, alla fine della Convenzione, sulla base di una perizia da fare fra 10 an-ni e poi sull'eventuale acquisto da parte della Regione, vuol dire che non se ne farà niente. La formulazione che propongo è invece molto più precisa.

Si chiede che alla Convenzione, che verrà fatta tra Regione e la Società contraente, sia allegato come parte integrante della Convenzione stessa, un prospetto dei beni e proprietà che la Regione ritiene opportuno acquisire per rompere questo accerchiamento, la stima già concordata sul valore di questi beni e quindi il programma graduale delle acquisizioni e dei relativi esborsi a carico della Regione. Così al momento in cui facciamo la Convenzione, abbiamo la certezza di quali beni vengono acquisiti dalla Regione, entro quali tempi e con quali costi.

Presidente Chiede la parola il Presidente della Giunta Bondaz, può parlare.

Bondaz (DC) La maggioranza voterà contro questo, per non ripetere a tutti gli emendamenti del Consigliere Riccarand.

Presidente Chiede la parola il Consigliere Bich, può parlare.

Bich (Ind)Questo emendamento, presentato dal Consigliere Riccarand, mi sembra più che ragionevole, perché dà garanzia all'Am-ministrazione Regionale di poter seguire un programma di acquisizione di immobili e di strutture.

Questa sindrome dell'emendamento è una storia vecchissima, che parte forse dall'inizio dell'attività della Casa da gioco e di cui si è parlato moltissimo. Una prima ipotesi di rottura dell'accerchia-mento era già stata fatta nel rinnovo contrattuale del 1965 e si erano stabiliti anche dei valori, si erano dati dei parametri, si era parlato di ampliamento della Casa da gioco e di acquisizione di una serie di strutture. Ebbene, noi tutti sappiamo che al termine di quella Convenzione non è stato rotto nessun accerchiamento, tant'è vero che oggi siamo nuovamente qui a discutere di questo problema; non solo, ma si sono trovati i modi, le giustificazioni, gli arbitrati e quanto era necessario, per superare quel tipo di Con-venzione, senza che la Sitav venisse coinvolta nella Convenzione che aveva sottoscritto.

Chi doveva eseguire questo atto di rottura dell'accerchiamento allora, è oggi un autorevole consigliere di questa maggioranza, che poco fa si è eretto a persona imparziale e ad osservatore esterno dei mega-movimenti dell'Amministrazione nel circolo virtuoso, per il rinnovo della concessione del Casinò. Si sta ripetendo, come se fosse una macchina elettronica con relativo programma, esatta-mente quel che è successo dal 1965 in avanti, in quel decennio lì. La storia si ripete pari pari, aritmeticamente, schematicamente. Allora qui si chiedono garanzie migliori.

Il discorso che fa il consigliere Riccarand è ragionevole ed equilibrato: sapere prima quanto, quando e in che modo, con tempi e scadenze precise; è dignitoso per l'Amministrazione pubblica. Viceversa, l'indeterminatezza di questo fatto vuol dire tutto e niente: "alla scadenza della convenzione" è lontano, rimandiamo il tutto.

Ecco perché mi sembra che la proposta fatta da Riccarand sia accettabile e dia la certezza all'Amministrazione di uscire da una condizione di sub-alternanza, di disagio e di vincolo per l'Amministrazione stessa. Non è sufficiente, mi consenta Presidente, la semplice dichiarazione che la maggioranza vota contro, solo perché è un emendamento di Riccarand.

Rollandin (UV) Vue que la majorité va repousser cet amendement; je pose une question, qui pouvait être posée au moment de discuter la délibération dans son ensemble: quelle est l'indication de la majorité par rapport à ce thème: transfèrement des propriétés?

Presidente Chiede la parola il Consigliere Riccarand, può parlare.

Riccarand (VA) Credo che questo sia un punto molto importante su cui l'atteggiamento di chiusura della maggioranza è estremamente preoccupante. Il testo proposto dalla maggioranza, in sostanza, ci dice che tra undici anni verrà fatta una valutazione, con la perizia redatta da una terna di esperti, uno della Regione, uno della Società ed il terzo nominato dal Presidente del Tribunale della Regione; essa valuterà il valore di, non siamo esattamente quali beni, e la Regione potrà eventualmente acquisirli.

Chiamare questo rottura dell'accerchiamento vuol dire prendersi in giro, perché non c'entra niente con la rottura dell'accerchiamento, in quanto non sappiamo assolutamente fra undici anni quale valore avranno questi terreni e se la Regione potrà acquisirli.

Con questo sistema arriveremo alla fine della convenzione senza avere acquisito niente. Invece la formulazione che proponevo mi pareva andare nel senso che, fin dal momento in cui si approvava la Convenzione, si aveva una scaletta precisa per raggiungere determinati risultati.

Presidente Ha chiesto la parola il Consigliere Bich, per mozione d'ordine, può parlare.

Bich (Ind)Il testo della commissione prevedeva tre anni ed era diverso da questo. Avevamo detto "rottura dell'accerchiamento con clausola che consenta alla Regione entro tre anni dalla stipula della convenzione di acquisire tutti i beni ritenuti." Non ha senso "entro il termine".

Possono essere dati dopo la convenzione? Succede nuovamente esattamente ciò che è capitato dal 1965 al 1977. Come si può rompere l'accerchiamento dopo la convenzione! Mi sembra demenziale questo fatto! Chiedo che sia prodotto il verbale della commissione; dica il Presidente se non è cosi...entro il termine della Convenzione non ha senso.

Presidente Chiede la parola il Presidente della Commissione, Chenuil, può parlare.

Chenuil (PCI-PDS) Ho ancora qui gli emendamenti, scritti a mano, che poi sono stati riportati sul testo dalla Commissione. Il testo originale della Giunta era "al termine"; noi l'abbiamo modificato, mettendo "entro il termine" e in ogni caso abbiamo modificato solo questo in commissione. E' chiaro, Bich? Vuol dire che può partire fra un anno, fra due, mentre "al termine" significa che bisogna aspettare tra dieci anni.

Presidente Il testo pervenuto dalla commissione è uguale a quello prodotto al Consiglio, quindi direi che possiamo continuare con la votazione dell'emendamento di Riccarand.

Chiede la parola il Consigliere Lanivi, può parlare.

Lanivi (AI) Solo per esprimere voto favorevole all'emendamento, perché affronta il nodo centrale e cruciale nel rapporto tra Regione e gestore della Casa da gioco.

Presidente Chiede la parola il Consigliere Rollandin, può parlare.

Rollandin (UV) L'indication que j'ai posée ne veut pas être une provocation, mais une aide pour résoudre un autre problème. Quelqu'un avait rappelé que dans cette même délibération on parle de maintenir des rapports avec les communautés locales intéressées, mais je crois que l'unique possibilité d'intervention de la part des Communes, est de savoir les adresses qui peuvent être menées comme stratégie sur les terrains concernés, par exemple, ou au niveau des interventions.

Mais, si l'on n'a pas la possibilité de savoir au préalable dans quelle période au moins seront achevées ces opérations, où et comment peut-on intervenir? "Entro il termine", mais s'il n'y a pas la volonté de le faire, cela signifie que personne ne le fera.

L'indication principale que je crois importante c'était de mettre un terme, tout en sachant que par la suite il pourra être dépasser. C'est la base pour faire clarté sur un rapport que tout le monde veut d'un certain niveau.

Conseillers, si quelqu'un allait chercher une autre société pour gérer le Casinò, qu'est-ce qui se passerait? Réponse: ce serait presque impossible, compte tenu que tous les terrains, toutes les propriétés sont d'une autre société. On discutera de ce thème après l'échéance de la convention, mais il est impossible de prévoir d'autres solutions!

Presidente Chiede la parola il Consigliere Milanesio, può parlare.

Milanesio (PSI) Credo che le modifiche che la commissione ha fatto sono state meditate e hanno un senso. Si dice "entro il termine" e non "al termine", e questo si spiega; poi si è messo un altro paletto dicendo che la perizia sarà fatta non oltre il penultimo antecedente anno alla scadenza della convenzione. Qui ci si garantisce la possibilità di acquisire da parte della Regione, con atto unilaterale, una volta fatto l'accordo, pagando, certo... pagando... secondo una perizia. Perché si è mantenuta questa discrezionalità? Non già per fare i furbi!

Intanto non sappiamo ancora esattamente quali sono i beni che devono essere realizzati, perché non ne conosciamo la configurazione finale. Bisognerà che nel contratto si prevedano queste cose. Se, per esempio, noi compriamo dall'eventuale Società, subito o domani mattina, questa società non ha rischiato niente!

Se invece noi compriamo alla fine della concessione e di conseguenza la paghiamo alla fine, è chiaro che è stato il concessionario che ha sborsato inizialmente i soldi ed ha investito; se invece noi compriamo subito è come se finanziassimo il concessionario. E' un'imbecillità sul piano finanziario, non politico, perché sul piano politico non si può sostenere tutto.

Si dice sempre che tante Giunte e tanti Consigli comunali non hanno fatto applicare la convenzione della Sitav, ma io credo che Giunte e Consigli che si succederanno a questo avranno tutto il tempo per farlo applicare.

Presidente Chiede la parola il Consigliere Voyat, può parlare.

Voyat (UV) Qui si ripete la discussione che si era già fatta in commissione e pertanto io dichiaro il mio voto favorevole all'emendamento, in quanto già a quel momento avevamo detto che, se la convenzione riporta quanto previsto da questo deliberato, evince fortemente la non volontà di arrivare all'acquisizione, perché una valutazione fatta oggi è molto diversa da una che si farà tra otto anni.

Se l'amministrazione dovrà pagare in un anno, potrebbe avere delle difficoltà a sborsare questa somma tutta d'un colpo. In commissione si diceva che, nel limite di un tempo massimo, si doveva fare una valutazione con un programma di acquisizione da parte della Regione, con l'esborso annuale in diversi anni. Se si vuole veramente arrivare ad acquistare queste proprietà, dev'essere fatto in questo modo, nel giro di "tot anni"; si deve fare la valutazione con un programma di acquisto di "tot lire". Se la valutazione viene fatta fra otto anni, è chiaro che se oggi il prezzo può essere considerato di 150-200 miliardi, tra otto anni sarà ben più alto e noi non sappiamo se a quel momento la Regione avrà la possibilità di sborsare tutta la somma in un anno solo.

Qui viene a cadere ciò che diceva il consigliere Milanesio e senza ripetere ciò che è stato detto in Commissione in quel famoso scontro, che coloro che erano presenti si ricordano, se si vuole l'interesse dalla Regione la valutazione bisogna farla entro 2-3 mesi e le proprietà vengano pagate nel giro di 3-4 anni alla Sitav.

Presidente Chiedo ai Consiglieri che prima di fare le dichiarazioni di voto, ci pensino due volte, perché poi non si può più intervenire, se non per fatto personale o per mozione d'ordine. Questo per non creare confusione.

Ha chiesto la parola il Consigliere Bich, può parlare.

Bich (Ind)Lei ha ragione su questa interpretazione del regolamento, ma la mia richiesta di parola per dichiarazione di voto era intempestiva e quindi mi atterrò più scrupolosamente alle consuetudini del regolamento stesso, però la possibilità del doppio intervento c'è sempre stata. Vorrei solo far presente quanto il criterio enunciato un momento fa, - per cui sarebbe conveniente per l'Am-ministrazione acquisire questi beni immobili il più avanti possibile - mi sembra esattamente l'opposto; è come se noi avessimo un'area e su di essa chiedessimo a qualcuno di investire per settanta miliardi e poi acquisirla dopo che i settanta miliardi di lire sono stati investiti. Questo è nettamente sconveniente per l'Am-ministrazione, mi pare, anche se non sono un esperto in materie immobiliari.

Fra 9-10 anni, facciamo l'espertiva su un capitale che la Sitav ha investito e che alla Regione costerà anche col plusvalore ed il ricarico. Questo è fuori da qualsiasi logica economica e finanziaria. Se vogliamo fare l'interesse dell'Amministrazione, stimiamo ed acquistiamo subito in modo che si investa sul nostro. Un'operazione intelligente mi pare debba essere questa.

In commissione siamo stati tacciati di imbecillità, però secondo me, l'emendamento di Riccarand è un passo avanti, ma è poco perché dovremmo metterlo in termini. Il concessionario, a quel punto, interverrà sui beni dell'amministrazione pubblica, anche se ne ha facoltà d'uso, anche se ha il comodato. Così si fa un intervento razionale!

Presidente Chiede la parola il Presidente della Giunta Bondaz, può parlare.

Bondaz (DC) Torno a ripetere ciò che ho detto più volte: ci troviamo di fronte ad una delega per trattare. E' evidente che la delega se viene votata, dev'essere la più ampia possibile, per permettere all'Amministrazione di trattare con la controparte avendo tutte le possibilità di giocare le proprie carte.

Quando si scrive - tra l'altro questo è un emendamento della commissione e non una proposta della Giunta - "entro il termine della convenzione" non vuole dire fra nove, sette o dodici anni. Credo che questo potrà essere fatto tranquillamente nei tempi che l'amministrazione riterrà più opportuni. Tengo a precisare soltanto che per quanto riguarda la rottura dell'accerchiamento, è una delle clausole prioritarie nella convenzione che si dovrà andare a fare con la società, se ci sarà la delega.

Non vorrei che qui si trasferissero i termini della discussione, per cui la rottura dell'accerchiamento ci sarà soltanto se questo avviene fra tre anni e non fra otto-nove. In questo momento, al di là delle valutazioni di ordine politico, siamo nell'impossibilità di sapere quali sono gli investimenti (sappiamo l'ammontare circa) e quali sono le murature che devono essere poste alla base di questo investimento. Per cui io credo sia giusto che l'amministrazione sia in grado di poter trattare con ampiezza la convenzione; probabilmente ci saranno punti sui quali saremo durissimi e altri in cui sarà più dura la Sitav.

Non possiamo andare lì e fare delle imposizioni; non sarebbe una trattativa, che richiede la possibilità di scambiare vedute e posizioni anche diversificate. Per quel che riguarda gli investimenti, sono state previste le varie ipotesi di lavoro, che credo possano trovare il consenso del Consiglio: i parcheggi, le strutture alberghiere e altro. Sarà compito dell'amministrazione, qualunque essa sia, far sì che queste basi vengano rispettate. Ricordo che, nel contratto del 1977 o già prima, si era parlato della funivia dello Zerbion, e mai nessuna amministrazione ha voluto o è stata in grado di far sì che questa proposta di lavoro fosse resa efficiente. Non si può fare un processo alle intenzioni, pensando che questa Amministrazione non vorrà o non potrà far rispettare le clausole.

Presidente Se non si sono altri interventi possiamo passare alla votazione sul secondo emendamento proposto dal Consigliere Riccarand.

Esito della votazione:

Presenti: 35

Votanti: 35

Maggioranza: 18

Favorevoli: 17

Contrari: 18

Il Consiglio non approva.

L'emendamento non viene accettato. Ci sono ancora tre emendamenti e l'emendamento del Presidente della Giunta.

Sono le ore 20, io chiedo ai consiglieri se vogliamo finire gli emendamenti stasera per poi riprendere domani... Continuiamo ancora per un paio di emendamenti e poi vediamo il da farsi..., continuiamo con il terzo emendamento..., si era concordato di votare almeno gli emendamenti per quello vi chiedo cosa fare... se vogliamo rispettare l'orario, terminiamo a questo punto e riprendiamo domani alle ore 9,15.