Resoconto integrale del dibattito dell'aula

Oggetto del Consiglio n. 2995 del 10 gennaio 1992 - Resoconto

OGGETTO N. 2995/IX Esame delle istanze delle società interessate alla gestione della Casa da gioco - Delega alla Giunta per la trattativa privata.

Cout (Presidente) Era in discussione il punto n. 21 sull'esame delle istanze delle società interessate alla gestione della Casa da gioco ed avevamo votato il secondo emendamento presentato dal Consigliere Riccarand. A questo proposito vorrei solo ricordare che il 17 dicembre in commissione erano stati presentati, per ciò che riguarda la scadenza del passaggio alla Regione, due emendamenti.

C'era un emendamento della maggioranza, in cui si parlava di rottura del così detto "accerchiamento" con clausola che consenta alla Regione, entro il termine della convenzione, di acquisire tutti i beni, e c'era un altro emendamento, presentato da Riccarand, di cui do lettura:

Emendamento Sostituire il punto relativo alla rottura dell'accerchiamento, con il seguente:

"Rottura dell'"accerchiamento" con clausola che preveda il passaggio alla Regione entro il termine della convenzione di tutti i beni ritenuti dall'Amministrazione regionale funzionali all'attività della Casa da gioco. Sarà allegato, come parte integrante della convenzione, un prospetto con i beni che devono essere trasferiti alla Regione, con la stima concordata sul valore di tali beni, e con il programma graduale delle acquisizioni e dei relativi versamenti a carico della Regione".

Direi che la discussione sul termine di tre anni o un termine diverso non dovrebbe sussistere, in quanto non è mai stato presentato, almeno agli atti, un emendamento di tale genere - questo solo per un chiarimento.

Possiamo quindi proseguire con la trattazione dell'emendamento n. 3 di Riccarand in cui il Consigliere chiede di sostituire il paragrafo 10 del punto 2 del deliberato in cui si dice: "Durata della convenzione da confermarsi in non più di nove anni". Il Consigliere Riccarand chiede di sostituire con: "Durata della convenzione di non più di anni sei".

La discussione sull'emendamento presentato è aperta.

Il Consigliere Riccarand chiede di poter illustrare il suo emendamento; ne ha facoltà.

Riccarand (VA) Volevo spiegare per quale motivo è inopportuna una convenzione di dodici anni. Dodici anni è un tempo estremamente lungo; significa che sostanzialmente chi mette in atto questa convenzione sicuramente non potrà controllare poi gli esiti della convenzione stessa; significa rimandare forse fra tre o quattro legislature la scadenza della convenzione; significa prevedere una convenzione lunghissima in un periodo in cui sono prevedibili dei cambiamenti molto rapidi e molto profondi, in particolare è già stato accennato alla nuova normativa che è in discussione al Parlamento italiano per modificare il regime dei giochi in Italia, quindi con una probabile cessazione del monopolio del Casinò di Saint-Vincent.

Si realizzerà una unificazione del mercato unico europeo, quindi con un diverso regime per quanto riguarda i giochi a livello internazionale, una diversa mobilità dei cittadini eccetera; quindi ci sono dei grandi cambiamenti in tempi molto rapidi, per cui anche la funzione, il ruolo e la collocazione del Casinò di Saint-Vincent si troveranno modificati in modo molto preciso.

Prevedere una convenzione così lunga significa evidentemente, anche qui, fare semplicemente gli interessi della società di gestio-ne ma non sicuramente gli interessi della Regione. Questo discor-so diventa a mio avviso ancor più pregnante visto che la maggio-ranza e la Giunta regionale vogliono andare ad una trattativa privata con la Sitav e visto anche l'esito dell'avviso pubblico.

E' stato sottolineato che sostanzialmente poche società hanno fatto domanda, anche perché sicuramente le condizioni erano pesanti, ed era difficile mettersi in concorrenza con la Sitav nei confronti dell'attuale situazione, considerata la forza che ha la Sitav stessa controllando tutte le aree circostanti alla Casa da gioco e avendo una situazione oggettivamente vantaggiosa.

Io credo che se si vuol fare un'operazione corretta, bisognerebbe fare una convenzione breve o relativamente breve, ponendosi alcuni precisi obiettivi, tipo quello della rottura dell'accerchiamento, in modo da creare delle condizioni per cui alla prossima convenzione ci sia effettivamente una parità di partecipazione da parte di varie società. Questo però richiede evidentemente dei tempi brevi, una specie di convenzione transitoria che permetta di riequilibrare le situazioni, permetta alla Regione di ritornare al centro della possibilità di scelta e non vincolata eccessivamente allo strapotere della società che attualmente gestisce la Casa di gioco ed ha tutte le proprietà intorno alla stessa Casa da gioco.

Da qui io credo nella necessità di non ripetere questa impostazione nefasta del passato di convenzioni che durano dodici anni e che poi attraverso una serie di proroghe diventano tredici, quattordici. E' un tempo eterno, soprattutto in una società come la nostra, che si muove così rapidamente, per cui io credo che sia opportuno prevedere una convenzione breve, non più di sei anni, in modo che siano individuati degli obiettivi precisi da raggiungere, sia possibile realizzarli nell'arco della prossima legislatura e sia possibile controllarne i risultati.

Presidente Ha chiesto la parola il Consigliere Milanesio, ne ha facoltà.

Milanesio (PSI) Il Presidente della Giunta ha già annunciato ieri che la maggioranza avrebbe votato contro gli emendamenti, non già perché sono presentati dal Consigliere Riccarand, ma perché non riusciamo a cogliere il senso di alcuni di essi. Questo è uno di quegli emendamenti di cui non riusciamo a capacitarci, cioè qualunque rinnovo della Casa da gioco ha avuto una durata minima novennale, che poi ha visto dei prolungamenti in qualche modo dettati dalla necessità di eseguire delle opere, di compiere degli adempimenti contrattuali.

La durata della convenzione era ed è in funzione di poter applicare una strategia di sviluppo che è implicita anche nella possibile convenzione che in questo caso la Regione vuole portare avanti. Per intenderci, è assolutamente necessario che nei confronti della Casa da gioco si adotti una precisa strategia di sviluppo, cioè noi possiamo lamentarci oggi del fatto che possibili investimenti - che avrebbero dovuto, a nostro avviso, essere fatti in questi anni e che non sono stati fatti perché la Regione non si è attivata in quel senso - la società se n'é guardata bene dal farli, anche perché era in fine di convenzione; comunque hanno a nostro avviso penalizzato la potenzialità della Casa da gioco e la possibilità che la Casa da gioco aveva ed ha di produrre ulteriore reddito per la nostra Regione e ulteriore occasione di occupazione per i Valdostani.

Voler pensare adesso ad un accorciamento dei periodi di convenzione portandolo a sei anni, è un espediente a mio avviso che va nel senso di non voler fare una convenzione nell'interesse regionale, perché, di fronte ad un periodo breve di concessione, non si può chiedere a nessuno di fare degli investimenti.

Ora, a me sembra di dover sottolineare come certi emendamenti non sono dettati dalla volontà di modificare in senso costruttivo le proposte che l'Amministrazione regionale sta facendo, ma sono invece protesi a voler demolire una proposta che ha una logica, una logica che è sempre stata accettata e una logica che trova riscontro in quella commerciale imprenditoriale. Quindi noi non pensiamo che questa proposta possa essere accolta, proprio perché è viziata da quanto ho esposto.

Si tratta di un tentativo che verrà portato avanti ancora questa mattina, di cercare di scardinare una logica che è quella di una concessione con impegni da parte del concessionario a realizzare e a proiettare la propria attività in un arco ragionevole di tempo. Lo stesso affitto di aziende parte per periodi che non sono inferiori a nove anni, quindi mi sembra assolutamente improponibile l'emendamento del Consigliere Riccarand.

Presidente Ha chiesto la parola il Consigliere Rollandin; ne ha facoltà.

Rollandin (UV) Oui, à propos de la période qui doit être prévue pour ce contrat, je voudrais souligner un aspect de cette délibération liée à l'amendement de Riccarand. Dans la partie "propositiva" qui a été déposée, il y a au moins deux aspects contradictoires; on dit: "ampliamento dell'area destinata ai giochi...utilizzando...et cetera Le opere di restauro e recupero delle suddette strutture sono da realizzarsi con onere a carico della concessionaria...". Et là je crois que l'on pourra revenir aux arguments discutés hier. "E con impegno a trasferirle in proprietà dell'Amministrazione regionale entro quattro anni dalla data di rinnovo". Quattro anni!

Mais attention! Après: "Durata della convenzione da confer-marsi in non più di nove anni con... ", et c'est là le drôle "...possibilità di una proroga fino a un massimo di tre anni, per la realizzazione delle opere relative all'attuazione della strategia di sviluppo". Les mêmes qu'on a dit qu'il faudrait soient achevées dans la période de quatre ans, au moment de la signature.

(...Interruzione...)

Des deux, l'une.

Je voudrais savoir quel est l'argument pour...

Je crois que ce sera intéressant: ou les oeuvres seront achevées et elles passeront de propriété, ou autrement la convention est de douze ans et non pas de neuf.

On peut déjà le dire aujourd'hui! Et c'est là la différence! Je crois qu'au moins il faut être sérieux et dire que si l'on veut faire une convention de neuf ans, il y a des règles qu'on peut même accepter, mais on ne peut pas dire qu'il s'agit de neuf ans. C'est une convention de douze ans! Autrement, il faut enlever la période que j'ai lue des quatre ans , qui est la période relative aux travaux et au passage à l'Administration régionale.

Presidente Ha chiesto la parola il Consigliere Riccarand, ne ha facoltà.

Riccarand (VA) Ero interessato a sentire la risposta del Presidente della Giunta, anche perché la contraddizione dal Consigliere Rollandin è più che evidente ed ha del resto una spiegazione.

Questa parte deliberativa è il frutto, evidentemente, di una mediazione all'interno della maggioranza che però lascia aperte tutte le porte e in particolare salva completamente la strategia Sitav, che è poi la strategia del Segretario del PSI. La strategia Sitav la conosciamo da tempo ed è quella di dire: "Controlliamo noi la Casa da gioco; facciamo un grande ampliamento di questa Casa da gioco; dodici anni di convenzione..." e avanti di questo passo, come è sempre stato in passato.

Non cambia niente, semplicemente un Casinò più grande, con più slots machines, più affluenza di giocatori, eccetera, che è una posizione che vede l'opposizione profonda di una ampia parte della popolazione valdostana, di categorie professionali, di associazioni. Tutte le organizzazioni sindacali si sono pronunciate contro questa strategia che voi ponete a base di questa deliberazione.

Ho letto con attenzione il documento delle ACLI, che dice esattamente il contrario di quello che c'è scritto, e dice anche che bisogna fare una convenzione in tempi più brevi e quindi c'è una strategia ben precisa dietro al discorso dei dodici anni.

Lo capisco il discorso di Milanesio, ma è il discorso della Sitav e non c'è niente da stupirsi. E' il discorso che la Sitav sta da anni portando avanti e che un po' per volta riesce a far passare attraverso, evidentemente, certi rappresentanti di interesse Sitav che siedono in Consiglio.

La strategia che sta alla base degli emendamenti che io ho presentato, è una strategia precisa e coerente: non esiste questa incoerenza. Il Consiglio sa benissimo quanto sia difficile, oggi, partecipare a una vera e propria gara in cui tutte le società possano porsi in condizione uguali di partenza, perché esiste una situazione di strapotere e di monopolio della Sitav. Occorre rompere questa situazione con quello che chiamiamo "rottura dell'accerchiamento".

Occorre che le decisioni ritornino in mano alla Regione ed è quanto mai opportuno prevedere una convenzione breve e transitoria che permetta di riequilibrare questa situazione, quindi una convenzione che non ha al suo centro come interesse la Sitav e la strategia dell'ampliamento, come è contenuto in questa deliberazione, ma che ha al suo centro il riequilibrio dei rapporti tra Regione e Sitav, attraverso la rottura dell'accerchiamento e attraverso un maggior controllo da parte della Regione sulla situazione.

E in questa strategia è fondamentale un periodo più breve di convenzione. Dodici anni significa che la Sitav farà tutto quello che vorrà, come ha sempre fatto, e che anche quelle piccole clausole che si metteranno qui o nella convenzione verranno nei prossimi anni spazzate via, perché cambieranno intere generazioni di consiglieri regionali e di amministratori e la società invece rimarrà sempre con la sua logica, che è quella del profitto e non quella che interessa a noi.

Quindi esiste una precisa coerenza, una precisa strategia, che sta alla base di questi emendamenti e che li collega. E' chiaro che esiste una strategia diversa, esiste una strategia rappresentata dal Segretario del PSI che tutto sommato ha poi un consenso, a me pare non convinto, ma che alla fine riesce a raccogliere i diciotto voti sufficienti per andare avanti. Questo deve evidentemente essere chiaro in questo Consiglio.

Presidente Ha chiesto la parola il Consigliere Milanesio per fatto personale.

Milanesio (PSI) Spiego in che cosa consiste il fatto personale.

Il Consigliere Riccarand mi attribuisce di avere la stessa strategia Sitav. Io vorrei precisare per l'ennesima volta che noi siamo portatori di una strategia che non è quella della Sitav, se poi per alcune parti può coincidere: primo, non me ne vergogno; secondo, non lo ritengo un motivo di demerito; terzo, vorrei che il Consigliere Riccarand ci spiegasse di quale strategia è portatore, perché se ho ben capito lui è sempre stato portatore, insieme ad ambienti moralisti, della chiusura della Casa da gioco di Saint Vincent, che sta perseguendo anche oggi in un modo direi abbastanza subdolo ma tenace, proponendo emendamenti che tendono a scardinare, non già la strategia del PSI, ma della maggioranza, che non è quella del PSI, perché è mediata fra forze politiche diverse, che hanno raggiunto un accordo di un certo tipo.

Quindi vorrei che Riccarand, sotto questo profilo, la smettesse una volta per tutte e la smettesse di fare il sicofante, in questo Consiglio, per conto terzi.

Presidente Se nessuno chiede la parola, possiamo procedere a votazione. La Presidenza vuol fare presente il procedimento che intende seguire in votazione, affinché possano essere evitati gli errori tipo quello di ieri.

Io dichiarerò aperta la votazione e i Consiglieri potranno votare. Prima di dichiarare chiusa la votazione chiederò se tutti i Consiglieri hanno votato, in modo che se qualcuno stesse ancora armeggiando con il proprio pulsante, possa alzare la mano per farlo presente.

Conclusa la votazione, il tecnico stesso addetto alla macchina attenderà un breve periodo di tempo prima di chiudere la votazione affinché la macchina abbia il tempo di accettare tutte le votazioni. In altra sede la Commissione definirà meglio come procedere, quindi i Consiglieri possono votare. La votazione è aperta.

Si vota sull'emendamento n. 3 del Consigliere Riccarand.

Proclamo l'esito della votazione:

Presenti: 34

Votanti: 19

Astenuti: 15 (Andrione, Agnesod, Bich, Faval, Lanivi, Louvin, Maquignaz, Marcoz, Mostacchi, Perrin, Rollandin, Stévenin, Vallet, Viérin e Voyat)

Favorevoli: 1

Contrari: 18

Il Consiglio non approva

Presidente Ha chiesto la parola il Consigliere Maquignaz, ne ha facoltà.

Maquignaz (AI) Volevo chiedere gentilmente se poteva citare quando intervengono Lanivi e Maquignaz del Gruppo Autonomisti Indipendenti.

Presidente La ringrazio, farò senz'altro in questo modo.

Si procede alla discussione dell'emendamento n. 4 presentato dal Consigliere Riccarand, di cui do lettura:

Emendamento Aggiungere, al termine del punto 2 della parte deliberativa, il seguente punto:

Regolamentazione delle assunzioni presso la Casa da gioco: nessuna nuova assunzione, diretta o tramite trasferimento da altre società collegate, potrà essere fatta dalla società che gestisce la Casa da gioco finché il regolamento per le assunzioni non sarà stato concordato fra le parti ed approvato dalla società e dal Consiglio regionale.

PresidenteLa discussione è aperta sul penultimo degli emendamenti del Consigliere Riccarand.

Ha chiesto la parola il Consigliere Riccarand.

Riccarand (VA) Questo emendamento propone di inserire, fra gli obiettivi che de-vono essere definiti nel rinnovo della convenzione, una rego-lamentazione delle assunzioni presso la Casa da gioco. In realtà sappiamo che in tutte le convenzioni è sempre stato previsto un capitolo che regola le assunzioni, anche quelle temporanee; però di fatto questa regolamentazione non è mai avvenuta.

Sono state preparate anche delle bozze di regolamento votate dal Consiglio ma mai attuate. Allora le strade sono soltanto due: o nel momento in cui si fa la convenzione si allega direttamente alla nuova convenzione il regolamento delle assunzioni - questa è una strada che io non ho proposto, anche perché pensavo che rimanesse valido il discorso della convenzione da rifare al mese di febbraio, e quindi mi sembrava ci fossero tempi troppo stretti.

La proposta che ho fatto è comunque quella di prevedere questa regolamentazione da farsi in tempi brevissimi. e come clausola che garantisca questa situazione, prevedere che non possano più essere fatte assunzioni a partire dalla convenzione, fino a quando non viene approvato e attuato il regolamento. Questo perché se noi non prevediamo qualcosa di vincolante, sappiamo già sin d'ora che fra dodici anni la regolamentazione non sarà stata fatta. Questo non perché non la voglia la Sitav o la società che gestirà la Casa da gioco, ma perché soprattutto non la vuole il potere politico.

Questo lo sappiamo da tempo ed è perché al potere politico interessa avere la possibilità di far assumere alla Sitav i raccomandati dei partiti, che sono in genere i partiti di maggioranza e che hanno più potere. In questo momento sembra che vada per la maggiore il partito del garofano, in altri momenti sono andati per la maggiore altri partiti, comunque la prassi è quella della lottizzazione, delle assunzioni clientelari, delle assunzioni raccomandate: è una situazione scandalosa e vergognosa che si protrae da tantissimo tempo. Io mi sorprendo quindi che la Giunta sia venuta in Consiglio proponendo una serie di clausole per la nuova convenzione senza dire nulla rispetto alla questione della regolamentazione delle assunzioni.

Quando questo problema è stato sollevato in commissione, è stato sollevato anche dalle organizzazioni sindacali, e viene riproposto continuamente dall'opinione pubblica che è scandalizzata dal mo-do in cui ci si comporta per le assunzioni presso la Casa da gioco.

Io mi sono anche sorpreso che il Gruppo del PDS, che in passato ha sempre dedicato attenzione e dai banchi della minoranza ha sottolineato la necessità di moralizzare questa situazione, non abbia proposto niente rispetto all'attuale problema.

Questo è un ulteriore motivo per cui propongo questo emendamento. Credo inoltre fondamentale che sia risolto in tempi brevi, perché non è più accettabile che parta una nuova convenzione che permetta di continuare nell'attuale vergognoso sistema di assunzione.

Presidente Ha chiesto la parola il Consigliere Maquignaz, ne ha facoltà.

Maquignaz (AI) Intervengo per dire semplicemente che noi condividiamo perfettamente e pienamente l'emendamento presentato dal Consigliere Riccarand per quanto riguarda la regolamentazione delle assunzioni presso la Casa da gioco. Credo sia giunto il momento di porre fine ad uno spettacolo indecoroso che ha suscitato la riprovazione dell'opinione pubblica e della comunità valdostana.

Ormai sappiamo tutti che la raccomandazione per il Casinò è diventata quasi un mito per una parte della popolazione valdostana e questo è un fatto estremamente negativo. Certamente, come ha ricordato il Consigliere Milanesio, non si tratta di essere moralisti o di voler portare avanti una morale "bacchettona", però credo che ci voglia un minimo di dignità anche nelle assunzioni e quindi ribadisco la necessità di regolamentare le stesse in maniera improcrastinabile.

Presidente Ha chiesto la parola il Consigliere Bich di Autonomia Socialista, ne ha facoltà.

Bich (Ind) Prego non aggiungere le sigle o le denominazioni dei partiti politici.

Presidente Mi hanno appena chiesto di aggiungerle. Saprò adeguarmi alla volontà di ognuno.

Bich (Ind) Per quanto riguarda il punto della regolamentazione sulle assunzioni presso la Casa da gioco, mi sembra che questo sia un emendamento di buon senso; ben sapendo anche ciò che è successo nel passato.

Io ricordo che, quando ero Presidente del Consiglio, ho avuto modo più volte di sollecitare presso la commissione specifica, alla com-missione paritetica Sitav - Regione, la definizione del regolamento, però si vedeva che in quella commissione i lavori erano bloccati perché nessuno li voleva portare avanti seriamente.

Questo fa pensare ad un altro aspetto che è emerso ieri nel dibat-tito, cioè quello di non aver mai fatto rilevare nulla alla Sitav. Un rilievo che si poteva e si può fare è che la Sitav non ha equa distanza e non ha imparzialità verso le forze politiche presenti in Consiglio regionale. Cioè, verso alcune forze ha dei trattamenti di favore nella specifica materia delle assunzioni, mentre verso altre è estremamente avara e di una grettezza assoluta.

Queste mie dichiarazioni non sono solo personali ma di dominio pubblico. Io ho fatto comunque delle interrogazioni per capire meglio, anche se è ben inteso che tutti noi amministratori, in questo strano rapporto che ci trova in un microcrosmo come il nostro, siamo prima o poi delegati a segnalare a grosse aziende elargitrici di lavoro.

Segnalazioni ne abbiamo fatte tutti, ma l'efficacia di queste segnalazioni è molto variegata, è molto proteiforme. Ci sono coloro che segnalano e in un attimo le vedono concretizzate. Non sono quindi più segnalazioni ma c'è un rapporto di causa-effetto, un rapporto di stretto legame fra chi le esegue e chi le propone.

Sono successe cose strane su questo argomento, perché spesso questi sistemi sono stati usati come clava nella dialettica politica. La nostra piccola formazione, che ha avuto il successo di essere un momento fa nominata dal Presidente del Consiglio e che si chiama "Autonomia Socialista", si è vista sparire sotto gli occhi un vicepresidente proprio per una questione del genere. Questo perché questa persona senza lavoro per tanto tempo, all'improvviso si è trovata a beneficiare di un posto alla Sitav. Chi l'ha mandata? Chi lo sa! So che la lettera di dimissione ed anche di monito, perché veniva riportato il preciso monito di non essere più nominato; era una lettera con gli stessi caratteri tipografici delle lettere del PSI...

Ecco che allora sulle questioni delle assunzioni ci sarebbe senz'altro qualcosa da dire. Inoltre vorrei aggiungere su quanto dice Riccarand (...niuria lex...) - qui ci sono consiglieri segretari che una volta all'anno festeggiano gli "assunti Sitav", la chiamano "nas", nucleo aziendale, un club ristrettissimo di amici intimi dove a volte si può essere invitati, a questo agape, a seconda delle simpatie. Questa è veramente un'indecenza; non c'è equidistanza da parte della società Sitav nei confronti dell'Amministrazione regionale.

Si è sempre parlato di imparzialità dell'amministrazione pubblica, però a imparzialità dell'amministrazione pubblica dovrebbe corrispondere imparzialità Sitav. Saltano così tutte le simmetrie; mi sembra quindi indispensabile che nella trattativa per l'assegnazione del Casinò di St. Vincent sia aggiunta questa clausola, ma non come veniva messa prima, ma che sia recepita bilateralmente e subito per evitare un proliferare di feste e di club, che comunque hanno la loro notevole efficacia elettorale.

Io voterò a favore di questo emendamento, perché mi sembra sia il minimo degli atti dovuti, a nome di Autonomia Socialista, anche per aver preso la clava sulla testa.

Presidente Ha chiesto la parola il Consigliere Riccarand; ne ha facoltà.

Riccarand (VA)Io credo che questa sia una questione molto importante: non è una questione finanziaria ma una questione di carattere morale. E' una questione di trasparenza, di equità, di dignità e di decenza. Quanto ha detto il Consigliere Bich si sa per sentito dire; io personalmente non sapevo della festa degli "assunti socialisti alla Sitav". E' una nota di colore che non mi sorprende e che si intona con il personaggio che attualmente è il Segretario del PSI e con tutta una serie di "andazzo" che abbiamo visto.

Abbiamo visto inoltre una serie di esponenti che hanno dato più o meno una mano al comitato olimpico e che in seguito hanno fatto carriera al Casinò e sono poi stati assunti. Fanno i portaborse del Segretario del PSI e assunti Sitav e così via: siamo a un livello indegno. Io su questo non credo che la maggioranza dei singoli gruppi possano cavarsela con il silenzio o dicendo: "Votiamo contro". Dovranno spiegare il motivo per cui votano contro e che cosa intendono fare su questo punto. Io chiedo ai gruppi della maggioranza di esprimersi, chiedo anche al Gruppo dell'Union Valdôtaine che esprima il proprio parere su questo emendamento, perché su questa questione tutti siamo chiamati ad assumerci degli impegni, altrimenti la situazione vergognosa, che è descritta e che conosciamo, continuerà.

Presidente Ha chiesto la parola il Consigliere Milanesio; ne ha facoltà.

Milanesio (PSI) Non per fatto personale questa volta. Vorrei solo brevemente, agli "immemori" e agli "ilari", che nello statuto del Partito socialista esistono i nuclei aziendali e quindi quelli che ritengono di essere legati da una comune fede politica e che hanno un comune luogo di lavoro costituiscono nuclei aziendali.

Questi nuclei aziendali eleggono i loro segretari e fanno politica, per quanto possibile. Più di una volta all'anno questo nucleo aziendale si riunisce e una volta all'anno fa un pranzo al quale di solito vengono invitati il segretario e gli amministratori regionali del partito. Basta un piccolo ristorante per poter fare questo.

Se altre forze politiche avessero nel loro statuto un nucleo aziendale e tenessero una riunione - non Riccarand perché gli basterebbe probabilmente l'ufficio dei gruppi consiliari dove lavora - ma se altre forze politiche decidessero di formare un nucleo aziendale, credo che non basterebbe il "salone Gran Paradiso" del Casinò di St. Vincent.

Quanto espresso è per chiarezza. Se poi qualcuno vuol fare dello "humour", dovrebbe ricordarsi, altrimenti glielo ricorderemo in modo clamoroso e pubblico con documentazione, che alcune persone assunte alla Sitav erano state raccomandate da un certo Presidente del Consiglio.

Per quello che mi riguarda, in riferimento ad alcune questioni, sono assolutamente estraneo, ma mi riservo di dimostrare quanto sia fortemente mendace chi viene qui a fare delle osservazioni.

Presidente Ha chiesto la parola il Vicepresidente BICH per fatto personale, ne ha facoltà.

Bich (Ind) Per le dichiarazioni appena rilasciate... e poi non faremo più "fatti personali" perché diventerebbe una polemica stracca.

A parte il fatto che i nuclei aziendali sono una cosa seria e questi non sono nuclei aziendali ma sono club privati, i nuclei aziendali sono aperti ai dirigenti di partito mentre questo club non è aperto. Ho in mano la prova di quanto dico, per fatto personale. Io non sono stato invitato a queste feste, né all'agape, né alle altre riunioni, pur essendo dirigente, tra l'altro, di quel Partito. Mi riferisco solo a quel Partito, poi ogni altro partito si faccia la propria critica interna.

Per quanto riguarda le segnalazioni, come ho già detto, tutti ne abbiamo fatte ma è l'efficacia che conta. Si possono fare tantissime segnalazioni ad aziende che hanno otto-novecento posti di lavoro con vari tourn over, soprattutto quando queste segnalazioni sono state pretese per iscritto. Trovo strano che ci sia una così stretta connessione fra le parole che dice adesso il Capogruppo del Partito socialista e chi ha ricevuto queste segnalazioni, che è il Presidente della Sitav, il quale ha preteso che queste segnalazioni, relative a cassintegrati Cogne, a disoccupati, successive alla cassa integrazione, venissero fatte per iscritto.

Io posso portare le segnalazioni,... quello che non so è il motivo per cui questi fatti siano di precisa conoscenza del predetto. Questo giustifica ancora di più la stretta connessione.

Andiamo a vedere i nomi, andiamo a vedere i fatti e gli ante-fatti, le situazioni attuali e poi si capisce bene chi aveva e chi ha il potere, chi ha le chiavi di quelle porte. Proprio perché siamo in un microcrosmo e ci conosciamo tutti e quindi tutti parlano, tutti affermano, tutti sottolineano, andiamo a vedere come sono successe le cose e chi ha avuto efficacia in queste occasioni ed allora verrà fuori un bel panorama.

La precisazione ed il fatto personale del collega è l'unico vero e reale atto di umorismo nero che abbiamo sentito oggi in Consiglio.

Presidente Ha chiesto la parola il Consigliere Aloisi; ne ha facoltà.

Aloisi (PSI) Io devo essere sincero dicendo che sono alquanto disgustato, in questo Consiglio, dall'atteggiamento di alcuni colleghi consiglieri. Lo sono per il modo con cui viene fatta politica qui dentro. Io ricordo nel passato che quando su quei banchi della maggioranza risiedevano altre forze politiche che detenevano il potere effettivo, quindi anche tutte le accuse che sono state mosse adesso sulla questione della gestione-assunzione in vari enti, tra cui il Casinò di St. Vincent, allora erano altre forze politiche a gestirle, e qualche consigliere che oggi si erge a moralista non ha mai avuto l'accortezza o il pudore di alzarsi e criticare, facendo le stesse accuse che vengono fatte oggi alle forze politiche di allora.

Oggi, per un fatto prettamente politico che non ha niente a che vedere con quello che è poi l'oggetto reale della questione, soltanto per strumentalizzazione, si ergono a paladini della moralizzazione e della moralità.

Questo è vergognoso e lo è ancora di più quando un personaggio che ha militato per tanti anni in un partito politico, e mi riferisco chiaramente al collega Bich, sistematicamente in ogni Consiglio debba esserci sempre un continuo attrito con il suo ex partito o il suo ex segretario. Io ritengo che il collega Bich sia sufficientemente intelligente da capire che è ora di smetterla con questi attacchi di carattere personale.

Noi qui stiamo facendo politica e dobbiamo fare politica seria, non dobbiamo continuamente porre il divario o l'attrito politico sulle questioni di carattere personale. Questo è umiliante non soltanto per chi propone o si comporta in questo modo ma soprattutto per l'intero Consiglio. Sono due o tre giorni dall'inizio del Consiglio che sistematicamente notiamo questi colpi bassi, queste frecciate. Scopriamo che le accuse mosse al Segretario del PSI, di essere colui che fa assumere al Casinò certi personaggi, sono infondate e scopriamo poi che questi erano stati raccomandati dal collega Bich, e allora cerchiamo di smetterla ed invito questo Consiglio a fare politica seria, finendo con queste bassezze che sminuiscono il valore di questo Consiglio.

Presidente La parola al Vicepresidente Stévenin, ne ha facoltà.

Stévenin (UV) Io credo che innanzi tutto bisogna felicitarsi con il collega Aloisi perché finalmente in questi due giorni ha ripreso la parola e l'iniziativa. E' vero che è in difesa della nuova "casa" di cui oggi fa parte, però ce ne felicitiamo. Prendo la parola per dire che noi esprimiamo il nostro parere favorevole all'emendamento proposto dal Consigliere Riccarand, aggiungendo, tra l'altro, che anche in commissione, quella famigerata commissione che non ha poi più potuto operare, perché in un certo Consiglio non è stato possibile eleggere i sostituti degli assessori dimissionari, anche allora avevamo chiesto di sospendere le assunzioni al Casinò in attesa di definire il regolamento.

In quella data avevamo chiesto l'elenco di tutti gli assunti, che però non è mai stata esaudita, nel senso che la società non ce l'ha mai mandato, così come ha posto un diniego rispetto alla richiesta di bloccare le assunzioni. Inoltre ci erano pervenute segnalazioni che ultimamente venivano fatte delle assunzioni anche da fuori Valle, senza neppure la residenza in Valle, cosa che denunciamo anche oggi in questa sala di Consiglio regionale.

In verità problemi ce ne erano stati e non pochi relativamente soprattutto ad un aspetto, vale a dire tra un settore e l'altro che venivano definiti "passaggi interaziendali", all'interno delle stesse società che fanno parte della Sitav, proprio perché c'erano delle remore da parte degli stessi sindacati interni, ed è stato uno dei problemi che ha bloccato la trattativa, cioè l'accordo con le organizzazioni sindacali interne, ai fini di permettere il passaggio interaziendale.

La verità è che sul problema principale, quello relativo alle assunzioni dirette, tutti sappiamo che su questo non c'è stata la possibilità di fare breccia, proprio perché sappiamo che viene utilizzato un metodo molto discutibile, che è quello relativo alle assunzioni come contasoldi, per cui viene definito questo un tipo di lavoro ad alta garanzia, sicurezza, che viene richiesta al dipendente da parte della società, e pertanto questo è uno strumento attraverso il quale si entra e poi si viene collocati a seconda della volontà della direzione nei vari comparti della società Sitav.

Queste erano le ragioni per cui già in passato noi avevamo cercato di fare presente una situazione strana all'interno del Casinò di Saint Vincent e per cui riteniamo che oggi sarebbe logico che tutto il Consiglio si esprimesse per fare un attimo di verifica, per bloccare la situazione, per poi poter iniziare di nuovo ad assumere all'interno di questa società. Queste sono le ragioni che ci portano a votare l'emendamento proposto da Riccarand.

Presidente Ha chiesto la parola il Consigliere Lanivi, ne ha facoltà.

Lanivi (AI)Io vorrei solo fare alcune annotazioni per portare questo dibattito sull'emendamento proposto dal Consigliere Riccarand nel suo alveo più vero, e cioè non si tratta di un intervento di tipo moralistico, ma investe piuttosto il rapporto tra pubblico e privato. Se non si ha in mente questo si rischia di non capire appieno il significato di questo tipo di operazione. Si tratta di stabilire e di accettare delle regole di un paese moderno e civile che vedano il "privato" con le sue libertà e le sue responsabilità e il "pubblico" con la sua libertà e la sua responsabilità.

Se lasciamo ombre e spazi di manovra per cui possa crescere una commistione "pubblico" e "privato" senza regole, l'unica conseguenza che ne deriva è di questo tipo: una classe politica che non decide e non è in grado di svolgere le sue funzioni perché ha bisogno e ottiene del consenso dal "privato" in modo anomalo, rinuncia al governo per gestire dei posti di potere o di sottogoverno o di assunzioni, e un "privato" che agisce in maniera anomala, perché sa che il suo rischio imprenditoriale in qualche maniera viene ridotto, perché può chiedere partite o pagamenti di cambiali a forze politiche che ritengono di poggiare il loro consenso più che su progetti e programmi su consenso raggiunto in maniera anomalo.

Questo è un problema generale di tutto il paese che non investe solo i politici o la classe politica, ma anche il singolo cittadino, perché finché accetta o patteggia il proprio posto di lavoro con una posizione politica, credo che nessun regolamento potrà modificare un'atteggiamento che porta però il paese a stili mafiosi, anche se non in maniera violenta o con degli atteggiamenti esternati, però il sistema è di tipo mafioso.

C'è una classe politica che non governa e un mondo imprenditoriale deresponsabilizzato. Io attribuisco e voglio sottolineare che questo è il fondo del problema; non tanto quello di stabilire o pensare di stabilire delle strane forme di percentualizzazioni od altro: il fatto è di costume. Sappiamo che però se una classe politica rinuncia almeno a dare dei segnali, non può pretendere che l'insieme della società poi non reagisca in modo violento o crescano dei fenomeni molto negativi per la crescita di un paese civile che aspira ad entrare nell'Europa della civiltà.

Presidente Ha chiesto la parola il Presidente della Giunta, ne ha facoltà.

Bondaz (DC) Io già ieri avevo detto che avremmo votato contro l'emendamento del Consigliere Riccarand. Questo però non vuol dire assolutamente che la Giunta, nel corso delle trattative, non terrà conto di queste osservazioni che sono avvenute in Consiglio.

Presidente Se c'è ancora qualche Consigliere intende prendere la parola, altrimenti passiamo a votazione sull'emendamento n. 4 presentato dal Consigliere Riccarand.

Esito della votazione:

Presenti: 35

Votanti: 35

Favorevoli: 17

Contrari: 18

Il Consiglio non approva

PresidentePassiamo alla discussione sull'emendamento n. 5 presentato dal Consigliere Riccarand, di cui do lettura:

Emendamento Aggiungere, al termine del punto 2, della parte deliberativa, il seguente punto:

Tutte le attività di gioco dovranno essere gestite direttamente da un'unica società.

Presidente Ha chiesto la parola il Consigliere Riccarand per illustrare l'emendamento.

Riccarand (VA) Questo emendamento affronta un altro punto molto delicato di cui non ho trovato nessun accenno nella bozza di deliberazione proposta dalla Giunta al Consiglio. Questa questione invece è stata più volte sollevata da commissioni, dalle organizzazioni sindacali, e riguarda il fatto che attualmente l'attività all'interno della Casa da gioco è gestita da due società diverse. L'origine della presenza di due società sappiamo che è riconducibile al contratto fatto nel 1981-82 fra Regione e Saiset per l'introduzione dei giochi americani. Tuttavia, oggi la situazione è completamente modificata rispetto alla situazione che si presentò nel 1981, quando venne introdotta la Saiset.

Ricordiamo tutti che la Saiset venne presentata come una società nuova che, non solo non aveva niente a che fare con la Sitav, ma che anzi era in concorrenza con la stessa; per cui da una parte c'era la Sitav che doveva gestire i giochi francesi tradizionali e dall'altra la Saiset per i giochi americani e le slot machines ecetera. In conseguenza di questa impostazione che poi si è rivelata infondata, perché si è scoperto che in realtà gli azionisti Saiset erano azionisti Sitav, c'era una commistione. Si è poi scoperto che la Saiset era sostanzialmente una emanazione degli allora amministratori della Sitav.

Quindi la Regione è stata raggirata perché sicuramente in Consiglio è stata presentata una realtà diversa da quella che era, e questo fra l'altro è stato poi oggetto dell'inchiesta del 1983: gli arresti e tutte le vicende successive. Fra l'altro in quell'occasione vennero previste delle percentuali notevolmente differenti rispetto agli introiti spettanti alla Regione, cioè fra gli introiti dei giochi tradizionali e gli introiti dei giochi americani.

Una differenza notevole, che poi si è rivelata in sostanza priva di giustificazioni con un danno notevole per l'Amministrazione Regionale; una sorta di truffa nei confronti della Regione, che è andata avanti per anni e che fra l'altro ha indotto la Corte dei Conti ad avviare dei procedimenti anche di responsabilità nei confronti di amministratori della Regione, procedimenti ancora pendenti, proprio perché si è creata una situazione di ingiusto favore nei confronti di una società rispetto all'altra e comunque con danno per la pubblica amministrazione. Successivamente queste percentuali così divaricate sono state due volte ritoccate e riviste, dopo l'avvio dell'inchiesta della magistratura, dal Consiglio ed è stata ridotta la forbice, comunque questa forbice è rimasta ed ingiustificata.

La convenzione con la Saiset è stata revocata dal Consiglio con provvedimento che non ha precedenti nella storia delle vicende di questo Consiglio e la gestione dei giochi americani è stata affidata ad una nuova società, la Sisat, che è una società cento per cento Sitav (almeno sembra da quanto ci è stato detto).

E' chiaro che tutti i motivi per cui inizialmente era stata giustificata questa presenza di due società, ora non esiste più. Sarebbe veramente grave rifare una convenzione in cui noi abbiamo società diverse che gestiscono un'unica attività, con magari un solo obiettivo che potrebbe rimanere in piedi e di carattere antisindacale, e cioè di impedire o di ostacolare, non so in che modo, comunque di rendere più difficile una sorta di aggregazione di lavoratori che comunque sanno benissimo di fare parte della stessa società, che si chiami con un nome o con l'altro.

Quindi io credo che sia necessario fare un'operazione di chiarezza, di precisione, di superamento di una situazione che oltre a non essere chiara non è neppure positiva, e quindi andare verso un'unica società che gestisce quanto meno la parte dei giochi; poi già ci sono società separate per quanto riguarda l'aspetto della gestione degli alberghi, del centro congressi, ma, per quanto riguarda quanto meno la gestione dei giochi, è chiaro che bisogna ci sia un'unica società. Credo che anche questo sia un punto estremamente importante; mi sembra inopportuno che non sia fatto un richiamo a questo aspetto già in questa delibera che dà la delega alla Giunta, ma emanando alcuni indirizzi, e credo che questo sia un indirizzo fondamentale che il Consiglio deve esprimere nei confronti della Giunta perché svolga una trattativa che porti risultati positivi.

Presidente Ha chiesto la parola il Consigliere Chenuil; ne ha facoltà.

Chenuil (PCI-PDS) Questo emendamento era già stato presentato nell'ultima riu-nione della quarta Commissione e dopo ampia discussione in seno alla maggioranza si è deciso di sentire ancora una volta a tale proposito le forze sindacali e quindi di prendere in considerazione questo emendamento nella stesura del contratto stesso.

Presidente Se nessuno intende prendere ancora la parola, possiamo procedere a votazione sull'ultimo emendamento presentato dal Consigliere Riccarand, esattamente il n. 5.

Esito della votazione:

Presenti: 35

Votanti: 21

Astenuti: 14 (Andrione, Agnesod, Faval, Louvin, Maquignaz, Marcoz, Mostacchi, Perrin, Rollandin, Stévenin, Vallet, Viérin, Voyat e Gremmo)

Favorevoli: 3

Contrari: 18

Il Consiglio non approva

Presidente Do lettura del primo emendamento proposto dal Presidente della Giunta.

Emendamento Dopo il punto 3) della parte dispositiva della deliberazione è aggiunto il seguente nuovo punto:

4) di prorogare, al solo scopo di consentire il corretto espletamento della trattativa e di tutti gli adempimenti necessari per l'approvazione del nuovo contratto di concessione, fino alla data del 31luglio 1992:

a) la concessione alla società Sitav S.p.A. dei giochi tradizionali alle stesse condizioni contrattuali previste dalle seguenti convenzioni:

Rep. n° 5099 in data 16 febbraio 1978

Rep. n° 5405 in data 7 agosto 1979

Rep. n° 7612 in data 15 maggio 1986

b) la gestione dei giochi americani affidati alla Sitav S.p.A. e per essa, di comune accordo, alla SISER S.p.A. alle stesse condizioni contrattuali previste dalla convenzione Rep. n° 7882 in data 12 dicembre 1986.

Presidente Il Presidente della Giunta illustra l'emendamento.

Bondaz (DC) Credo ci sia poco da illustrare perché l'emendamento mi sembra sufficientemente chiaro. Qualcuno ieri, parlando di questa proroga, ha parlato di mancanza di correttezza, di fallimento,... tutte parole di questo genere.

Ora io credo nella responsabilità politica e che ogni consigliere, nella sua veste, può pensare, dire e proporre. Faccio solo una osservazione e mi chiedo quale irresponsabilità politica ci sia da parte dei consiglieri regionali se non si passasse ad una proroga di questa convenzione, perché significherebbe lasciare la gestione della Casa da gioco in una situazione assolutamente inaccettabile da un punto di vista giuridico e della gestione con, naturalmente, danni non indifferenti nei confronti della stessa Regione.

A questo emendamento io avrei voluto aggiungerne un altro che non ho presentato, ma che dico in aula perché non ritenevo corretto presentarlo, non avendo avuto la possibilità di un'accettazione da parte della società concessionaria. In relazione al contratto che eventualmente andremo a fare nel futuro, i suoi effetti avrebbero avuto valenza dall'8 febbraio 1992.

Questo perché mi sembra sia giusto e comunque noi chiederemo venga inserito nella eventuale convenzione. Ripeto di non avere inserito l'emendamento perché non avrebbe avuto valenza di nessun senso, non avendo avuto, a monte, l'accettazione da parte della Sitav, in quanto impossibilitata a convocare il consiglio di amministrazione "ad oras",per cui non mi sono sentito in grado di presentare questo emendamento che sarebbe stato di "Seulement du blanc manger". Io chiedo pertanto che il Consiglio, per quanto lo riterrà, di approvare questo emendamento che va solo ed esclusivamente nell'interesse dell'Amministrazione regionale.

PresidenteHa chiesto la parola il Consigliere Riccarand; ne ha facoltà.

Riccarand (VA) Questo emendamento è la conferma della gestione fallimentare da parte della Giunta regionale, della maggioranza, in merito al rinnovo della convenzione. La scadenza del 7 febbraio è nota alla Giunta da alcuni mesi, ed è nota da anni; era compito di una Giunta responsabile assumere tutti gli atteggiamenti e tutte le iniziative perché si potesse arrivare nei tempi dovuti al rinnovo della convenzione.

Questa Giunta, invece, si è sempre mossa in ritardo e sempre dopo sollecitazioni precise da parte della minoranza - ci sono tutti gli atti del Consiglio a dimostrarlo - ed ha tenuto la documentazione ferma per dei mesi prima di sottoporla agli organi competenti per l'esame. Quindi, se oggi arriviamo con notevole ritardo - tant'è vero che si propone una proroga di quasi sei mesi, non di trenta giorni - questa è una precisa responsabilità che indica una incapacità da parte di questa Giunta di organizzarsi per far continuare i lavori, prevedere di giungere tempestivamente alle scadenze programmate da anni.

Questa è una convenzione che risale, nella sua struttura fondamentale, al 1977; sono quattordici anni, e dopo quattordici anni non siamo capaci a giungere tre, quattro o cinque mesi prima del rinnovo per decidere cosa vogliamo fare, ma dobbiamo aspettare l'ultimo giorno e poi decidere per una proroga di sei mesi, su una situazione, quella della Sisar, che è già di proroga, essendo già scaduta alla fine del 1991.

Il mio voto è quindi contrario a questo emendamento, contrario al metodo inaccettabile che ha seguito la Giunta nella procedura per il rinnovo di questa convenzione.

Presidente Ha chiesto la parola il Consigliere Rollandin; ne ha facoltà.

Rollandin (UV) Je crois que l'analyse qui a été faite pour justifier cet amendement ne peut pas être partagée. Il suffirait à ce propos de reprendre le document qui avait été présenté même par la Bain Cuneo, là où on avait présenté des temps pour arriver à un certain résultat.

Autrement là aussi il y a une aptitude un peu contradictoire: d'un côté on nous a assuré qu'on ira améliorer les conditions - ce sont les paroles que j'ai entendues - mais en même temps on vient de nous dire que la société qui gagnera - et très probablement ce sera la Sitav - n'a pas accepté de prévoir une formule qui puisse... peut-être j'ai mal compris!

J'avais compris che la Sitav n'avait pas accepté de mettre une formule qui pouvait récupérer les avantages que le nouveau contrat pourrait donner.

Tout de même je crois que si le nouveau contrat devait améliorer les recettes ou le pourcentage des recettes pour l'Administration, c'est évident qu'il y aurait un endommagement pour l'Administration régionale. C'est évident! Alors les mois qui passent depuis février jusqu'au moment où l'on arrivera à cette convention, nous font perdre de l'argent. En termes de pourcentage, c'est évident!

Je crois que des raisonnements analogues ont déjà été faits; quelqu'un doit me dire la raison pour laquelle on est arrivé à un résultat de ce genre, sachant clairement qu'il fallait présenter au Conseil des motions, des interpellations - comme Riccarand a rappelé - qui l'engageait a présenter en temps utile les documents pour ne pas déplacer les termes de la convention.

Le problème se pose même d'un point de vue économique, qui appuie sur la responsabilité de qui arrive à cette condition. Je demande donc de savoir si l'on a la possibilité de répondre à ces questions. Je crois qu'en tenant compte des effets de cet amendement, on votera contre cette proposition.

Presidente Ha chiesto la parola il Presidente della Giunta, ne ha facoltà.

Bondaz (DC) E' probabile che su questo argomento non ci capiamo nel modo più assoluto: o mi spiego male o qualcuno fa finta di non capire. Io non ho mai detto che la Sitav ha dichiarato di non essere d'accordo a mettere una clausola di questo genere; ho detto soltanto che la Sitav non aveva la possibilità "ad oras" di convocare il Consiglio di amministrazione per dare un'accettazione a questa proposta. Ed è ben diversa dall'interpretazione che ha dato il Consigliere Rollandin.

Comunque, il Consiglio stia tranquillo che questa Giunta, per questo motivo, non finirà davanti alla Corte dei Conti, perché questa clausola verrà inserita, volente o nolente, da parte della società Sitav, che, tra l'altro, sia pure con lettere ma non con la decisione che mi sembrava più logica essere quella del consiglio di amministrazione, ha dato la sua accettazione verbale a questa clausola.

Evitiamo quindi di travisare ciò che si dice. Io credo che se questo emendamento non verrà approvato, i consiglieri regionali avranno una responsabilità politica.

(...Interruzione...)

Bondaz (DC) ...Io sono stato zitto e ti prego di stare zitto, Riccarand. Non ti ho mai interrotto anche se le cose che hai detto non mi piacciono. Ti prego, per correttezza, di fare altrettanto.

Credo, inoltre, assolutamente - che vi piaccia o no - che questo atteggiamento è deresponsabilizzante nei confronti dell'Ammini-strazione regionale, e questo è veramente una responsabilità politica che si assumono i gruppi consiliari nel votare contro questo emendamento.

Presidente La parola al Consigliere Rollandin; ne ha facoltà.

Rollandin (UV) Je repousse de la façon la plus ferme l'aptitude que quelqu'un veut montrer dans ce Conseil. Les responsabilités peuvent et doivent être prises par chacun et le retard on ne peut l'attribuer aux forces de minorité. Si l'on doit déplacer la convention de cinq ou six mois, ce n'est pas à cause des forces de minorité.

Pour d'autres raisons, jusqu'à présent on n'a pas pris en considération la "Curoconto". Je n'ajoute rien, car je le ferai au moment dû. On ne peut pas, à ce moment, ne pas souligner que l'aptitude de renvoyer est de la majorité.

Presidente A questo punto direi di non chiedere ulteriormente la parola. Vi chiedo veramente di fare attenzione allo svolgersi del dibattito. La votazione è aperta.

Esito della votazione:

Presenti: 34

Votanti: 33

Astenuti: 1 (Gremmo)

Favorevoli: 18

Contrari: 15

Il Consiglio approva.

L'emendamento proposto dal Presidente della Giunta è accettato.

Abbiamo esaurito la discussione sugli emendamenti. Prima di passare alla votazione sul deliberato al punto n. 21, c'è ancora spazio per eventuali dichiarazioni di voto. La parola al Consigliere Maquignaz.

Maquignaz (AI) Inizio con la mia dichiarazione di voto essendo molto breve. La maggioranza è riuscita a fare un po' quello che ha voluto, non ascoltando nel modo più assoluto e per nulla quelle che sono state le osservazioni e le istanze delle forze politiche che compongono l'opposizione. Bisogna dire che il dibattito consiliare ha visto vincente, nell'ambito delle forze politiche che compongono la maggioranza, le tesi del Consigliere Milanesio e ha visto i suoi commenti, le tesi, e ha nessuno è spiaciuta la tesi del Presidente della Giunta, Avv. Gianni Bondaz.

Prendiamo atto quindi che la maggioranza non è stata capace e non ha voluto, oltre a quanto già detto, comunicare tra l'altro la li-sta nominale degli azionisti riferita alla data odierna, né ha voluto comunicare l'eventuale patto di sindacato esistente all'interno del-la Sitav; non ha voluto quindi procedere prima della votazione all'acquisizione di quei documenti necessari a garantire tra-sparenza e affidabilità dell'azionariato. La maggioranza è riuscita quindi, attraverso una melina durata lunghi mesi e attraverso il rifiuto di rompere l'accerchiamento a priori prima dell'inizio della trattativa, ad eliminare tutti i concorrenti della Sitav.

D'altra parte che si sia perso tempo non l'ho dichiarato soltanto io, ma lo ha ammesso lo stesso Consigliere Milanesio, il quale tra l'altro ha detto: "Io faccio a meno di questo tipo di fantasie", che sarebbero le fantasie del Presidente della Giunta, il quale ha ritenuto di fare questo avviso pubblico.

Lo ha ritenuto in buona fede, pensando che magari avrebbe ottenuto dei risultati, però lui non sapeva che ormai tutto il gioco era stato programmato ed orchestrato per arrivare alla proroga della convenzione, e la responsabilità della proroga dei sei mesi cade esclusivamente sulle forze politiche che compongono la maggioranza. Noi dell'opposizione su questo argomento non ci assumiamo, riprendendo il discorso del Consigliere Milanesio, nessuna responsabilità.

Detto questo, a me stupisce un'altra cosa, dopo quanto dichiarato dal Consigliere Milanesio, che abbiamo perso del tempo. In effetti, se abbiamo perso del tempo, "la responsabilità non è mia" - dice Milanesio - ma delle forze politiche della maggioranza che non hanno capito nulla praticamente, perché tanto la Sitav, dice lui, è in una botte di ferro.

Ha addirittura la proprietà catastale dei terreni e delle infrastrutture che sono intorno alla Sitav, per cui la Casa da gioco non è più appetibile per nessuna società, quindi il discorso che abbiamo fatto è prettamente inutile.

Mi stupisce però una cosa: che i rappresentanti delle altre forze politiche in questo dibattito consiliare abbiano detto ben poco. Non voglio provocare nessuno, però pensavo che un consigliere come Bajocco, che sta ancora preparando l'intervento per la dichiarazione di voto, glorioso erede del Partito comunista, ora PDS, facesse sentire la sua battagliera voce; pensavo che il Presidente della quarta Commissione, che, bisogna darne atto, ha fatto il possibile per correggere gli errori contenuti nella delibera proposta dalla maggioranza, avesse anche lui fatto sentire la sua opinione che io ben conosco.

Pensavo anche che il Gruppo emocristiano non abbandonasse il Presidente della Giunta, solo a difendere le sue tesi (anche se lui è robusto). Ho visto però che ha fatto dei ragionamenti in buona fede; pensavo che meritasse, forse, sul piano umano, una maggiore considerazione.

Per quanto riguarda gli ADP, per carità, io credo che non vi sia nulla da dire perché li conosco molto bene...In Consiglio è importante non dire nulla... è importante saper parlare nelle riunioni comunali dove ognuno può contare le fiabe che vuole.

Detto questo, come Autonomisti Indipendenti evidentemente noi voteremo contro questa delibera, per il metodo con cui è stata presentata, perché questo metodo ha creato della confusione e del disorientamento. Siamo contrari anche per un motivo di sostanza, perché tutto questo gran discutere durato sei mesi non ha portato altro che ad una proroga della convenzione ed alla eliminazione degli altri concorrenti, quindi "les jeux sont faits et rien ne va plus".

Presidente Il Consigliere Segretario Gremmo, ne ha facoltà.

Gremmo (UAP) Io volevo motivare con tutta brevità le ragioni per cui in parte mi sono astenuto e non ho partecipato e perché poi alla fine mi asterrò su questa questione. Non nascondo il mio grande imbarazzo di fronte alla sapienza tecnico-giuridica manifestata da molti consiglieri. Per la verità è stato anche simpatico vedere uscire da una specie di "letargo vicepresidenziale" il collega Bich, accalorato finalmente, quasi avesse una particolare attenzione rispetto a queste cose. Ho notato inoltre che, non so se la parte sarda o la parte valdostana o la parte socialista del suo essere, ha fatto sì che fosse particolarmente competente in materia.

Io non ho questa competenza, non l'ho mai avuta, ma voglio astenermi, anche se, premetto, non ho niente sulle scelte di questa maggioranza, che sicuramente sono pregevoli, interessanti, importanti, di sicuro ampio e lungo respiro, però io tutte le volte che si parla di questa questione del Casinò, francamente ne voglio uscire per un disgusto generale che ho per le bische. Voi lo consi-dererete un discorso moralista e sbagliato perché ci sono miliardi che entrano nelle casse regionali; sicuramente questo è vero.

Leggevo l'altro giorno un articolo su "Le Peuple Valdôtain", firmato da un ex missino diventato unionista, che sotto il titolo di "Gremmo mente, Gremmo è un bugiardo", nell'articolo continuava che nel 1983 l'Union Valdôtaine ruppe con Gremmo. Io effettivamente ho dovuto ammettere che nel 1983 avevo rotto con l'U.V. e l'U.V. aveva rotto con me, perché c'era questa questione del Casinò che era saltata fuori, e io allora sostenevo, e non ho motivo di non sostenerlo adesso, che la via dell'autonomia non passa per i tavoli verdi.

E' una opinione di fondo, è come se uno, perché si trova in una maggioranza di governo in modo transitorio, ad un certo punto dovesse dire che a Roma ci sono i colli fatali e che da Roma propaganda la civiltà. Siccome io ho sempre pensato che da Roma propagandano al massimo gli scandali e la partitocrazia e le imposizioni, sono convinto che i modelli sono modelli; tra l'altro ho un'opinione che voglio manifestare ad alta voce e che non è una critica ai colleghi che sono intervenuti e che con vivacità hanno contestato le scelte che ha fatto l'attuale Presidente io sono convinto, senza fare polemica, che se su quei banchi ci fosse stata un'altra forza politica, capitava la stessa cosa e avrebbero fatto esattamente le stesse cose.

Io non me la sento quindi di entrare nel merito, ma mi auguro che vada tutto bene e che non ci siano problemi; però la strada della Valle d'Aosta secondo me dovrebbe passare per l'allontanamento della bisca: questa è una mia opinione che può essere o meno condivisa. E' pur vero che dà lavoro e utili, però io ho sempre pensato che l'idea di una determinazione che dovesse portare ad essere coinvolti da questi milanesi o torinesi che vengono qui a buttare soldi in un vizio, francamente non va a genio. E' un discorso impopolare e mi rendo conto anche che non è un discorso politico. Faccio torto alla vostra intelligenza dal momento che voi siete tutti intelligenti ed io non lo sono, però francamente su queste cose preferisco il più possibile rimanere fuori.

Leggevo ieri sera quel vecchio libro con prefazione di Mafrica sulla questione del Casinò e le opinioni politiche espresse dall'allora Partito Comunista: mi piacevano, erano opinioni di lungo respiro; non le ho colte in questo dibattito ma mi rendo conto che le esigenze immediate impongono altre visioni rispetto alle esigenze di lungo respiro. Siccome io però, con tutta onestà, non ho più nessuna ambizione, avendole perse per strada, mi è rimasta una sola cosa che penso di dire. C'è una fetta di Valle d'Aosta, magari piccola, che forse non raggiungerà il quorum, quando vi metterete d'accordo e farete lo sbarramento elettorale per impedirmi di ritornare qua. Comunque non ha importanza: quella fetta di Valle d'Aosta la pensa come me e cioè che l'autonomia può essere una cosa diversa dai discorsi che io francamente non riesco neanche a capire e che ho appena sentito.

Presidente Ha chiesto la parola il Consigliere Rollandin, ne ha facoltà.

Rollandin (UV) La confusion du débat sur la proposition que la majorité a posée pour le renouveau de la convention sur les jeux est telle qu'il n'y aurait plus grand chose à dire, mais permettez-moi de mettre l'accent sur deux aspects de cette négotiation: le système de gestion de la négotiation et la régularité.

On s'est présenté à cette négotiation avec une aptitude qui drôlement répète l'histoire. Pour faire des rappels, je crois qu'on est allé à la négotiation entre Administration régionale et possible Maison de jeux, qui doit être gérée par une société, dans une aptitude qui est très faible, malheureusement l'aptitude des esclaves. Les possibles "colonisateurs" ont changé: ce ne sont plus les Romains, mais les Milanais; pourtant l'aptitude qui a été maintenue dans cette période ne fait pas honneur à l'autonomie spéciale ni à celle qui devait être une position de force, compte tenu que c'est l'Administration régionale qui va donner une concession pendant neuf ans, qui deviendront douze.

Une série d'observations ont déjà été faites sur les temps qui n'ont pas été respectés et sur le système qui théoriquement veut enlever une série d'atouts à la Sitav. Tout le monde sait que la société qui sort d'une gestion est la plus forte. Ce qui est plutôt grave c'est que quelqu'un veut faire apparaître cette négotiation comme un referendum pour voir qui est à faveur et qui est contre la Sitav. Quelqu'un a dit que personne a fait des appréciations sur la Sitav; je crois que ce n'était pas le cas aujourd'hui de faire ce discours.

Qui a fait le chanteur de la Sitav l'a endommagée, car au moment où l'on veut faire apparaître qu'on est en train de jouer un match, on a modifié les règles. C'est là le grave de ce qui s'est passé aujourd'hui dans ce Conseil: ce n'est pas le fait qu'à la fin ce soit la Sitav à gagner, mais que les règles n'ont pas été respectées. Pour se référer au foot-ball encore une fois, c'est qu'on a employé "la tecnica del fuori gioco" avec un juge qui n'était pas à même de gérer le match. En effet, on a commencé à jouer et on n'a plus la possibilité d'avoir de concurrence. De cette façon, on a pénalisé même la Sitav, car si l'on donnait la possibilité à d'autres de participer et à la fin avec mérites la Sitav gagnait, on aurait donné cours au principe olympique"l'importante è partecipare": ici "l'importante è vincere". Mais on le fait déjà avant la bataille.

Je regrette de devoir dire que ce n'est pas régulier! Il y avait la possibilité de suivre des règles et, parmi celles-ci, la transparence, mais cette règle n'a pas été respectée. Par contre, on a mis hors jeu d'autres sociétés, qui n'étaient pas si nombreuses, mais au moins deux pouvaient participer et à la fin aurait gagné celui qui avait les atouts les meilleurs. Ici on a déjà décidé qui doit gagner et on fait tous les efforts pour mettre en paix la conscience de quelqu'un.

Il faut reconnaître que M. Milanesio a été sans doute efficace dans son intervention. Il a dit: "J'avais et j'ai certaines idées; quelqu'un avait des doutes. On a eu un colpo di fantasia, privata, avec la Sitav. On a pensé de donner l'idée que quelqu'un d'autres participe".

Je ne veux pas rappeler la question des "nomine", où tout le monde avait participé, mais on savait déjà les résultats. Ici on a dit: "Partecipate"; mais on imaginait la trattativa privata avec la Sitav. Dans cette logique on pouvait même avoir des résultats meilleurs, drôlement et par paradoxe. Aujourd'hui j'inviterais les collègues à réfléchir sur les possibilités que l'Administration a encore par rapport à ce qui se passera d'ici à la fin de juillet. Je me demande quel est le système de négociation qui se posera entre l'Administration régionale et la Sitav. Quelles sont les possibilités de dépasser la Sitav?

Si au contraire, en suivant une autre logique, il y avait une commission qui allait tout de suite voir quelle est l'intention de la Sitav, et si les réponses ne sont pas satisfaisantes, alors on aurait un atout en plus. De cette façon, aujourd'hui nous avons tout décidé sans rien décider. C'est là la raison de notre aptitude négative par rapport à cette proposition. Je ne veux pas entrer dans les détails, pour ne pas être trop long. Le regret c'est de voir que quelqu'un veut transformer Saint Vincent in San Babila. Le problème est délicat.

Quelqu'un a dit qu'il fallait faire attention aux communes et aux communautés de montagne, mais ici quel est le poids, quelle est la force de la commune? C'est inutile de l'écrire: elle n'aura pas voix en chapitre. Voilà les raisons pour lesquelles on juge d'une façon négative le système qui a été adopté et on est contraire à cette délibération.

Presidente Ha chiesto la parola il Consigliere Bajocco, ne ha facoltà.

Bajocco (PCI-PDS) Io non sono intervenuto nella discussione generale perché secondo me non si tratta di essere pro o contro questa società, ma dobbiamo augurarci che quest'amministrazione sappia fare una convenzione nell'interesse della Regione. Quando questo problema si è iniziato a discuterlo, il nostro Gruppo, facente parte di questa maggioranza, aveva detto di fare un diverso taglio; eravamo contrari alla trattativa privata e volevamo incaricare delle società che ci dessero delle soluzioni.

Da lì è partito l'incarico alla società "Bain Cuneo" dove la stessa ha dato delle risposte. Immediatamente, come Partito Democratico della Sinistra, abbiamo messo in piedi una commissione dove si è esaminato, studiato e ascoltato le osservazioni e letto la documentazione con gli incontri avuti con la "Bain Cuneo". Hanno stilato dei documenti che vanno in questa direzione e il Presidente della commissione, facendone parte, li ha quindi portati avanti.

A mio avviso si dà un'immagine molto diversa dell'ultima convenzione. Io penso che su questo problema sia stato detto molto, ci sono state molte commissioni. In relazione al ritardo, io credo che se, quando il presidente della commissione richiedeva certa documentazione, si fosse provveduto subito e non a spiccioli, forse questo ritardo nel provvedimento non ci sarebbe stato. A parte comunque questo, noi siamo d'accordo sull'indirizzo di questa delibera perché è orientato verso gli stessi indirizzi che il nostro Partito ha portato avanti.

Qui si dice che anche questa società ha qualche trasparenza, ed è vero, perché, guardando certa documentazione, notiamo che c'è una parte del 50 per cento rispetto alle altre società che avevano presentato domanda, notiamo che sull'affidabilità c'è il palloncino, che è una parte bianca e una parte nera. Ma vedo anche che le altre società che vi hanno partecipato hanno diversi rotondini neri in varie parti. Forse sarà il meno peggio, ma mi auguro che la Giunta sappia portare avanti una trattativa con la Sitav, seria, coraggiosa, per l'interesse della nostra regione.

Sull'emendamento di Riccarand al punto 4 noi abbiamo votato contro e lo abbiamo fatto per questa ragione: noi avevamo presentato un emendamento che era analogo a questo, poi abbiamo sentito il Presidente della Giunta e si è ritenuto di non presentarlo perché ci ha dato una garanzia - come è stato appunto detto in questo Consiglio - e che sarà tenuto conto di quell'aspetto.

Sul problema della trasparenza sulle assunzioni, noi siamo pienamente d'accordo: vogliamo evitare tutte quelle assunzioni che si sono verificate sino ad ora e nel passato. Dobbiamo, se vogliamo fare una convenzione nuova, in un modo diverso, dare un'indirizzo diverso anche in questa maniera. E' per questa ragione che noi voteremo a favore.

Presidente Ha chiesto la parola il Consigliere Ricco, ne ha facoltà.

Ricco (DC) Ringrazio tutti gli intervenuti che, a mio modesto avviso, hanno portato un notevole contributo alla discussione su questa delibera. Sono state espresse delle valide riserve e preoccupazioni che possono essere condivise. Noi comunque voteremo la delibera in quanto da un'attenta lettura emerge che la Giunta regionale viene autorizzata ad avviare, cioè ad iniziare, la trattativa privata, singola, con la Sitav, rispettando però le condizioni descritte nella delibera stessa, che termina affermando di rinviare a successivo provvedimento, in caso di esito positivo, della trattativa privata, l'approvazione del contratto di concessione alla Sitav della gestione della Casa da gioco. Si chiede la proroga di sei mesi per poter meglio definire la convenzione Sitav, nell'interesse esclusivo della Regione e siamo convinti anche che il tutto si potrà concludere anche in tempi più brevi.

Presidente Ha chiesto la parola il Consigliere Riccarand, ne ha facoltà.

Riccarand (VA) Quando un segretario di partito. per mesi e anni, sollecita a una società che gestisce un'importante azienda, dei favori e ne trova corrispondenza, quale atteggiamento potrà assumere nel momento in cui deve decidere se rinnovare o meno lo stesso rapporto? Sicuramente assumerà un atteggiamento che eviden-temente contraccambierà gli stessi favori ricevuti in passato e questa sarà l'impostazione di fondo. Questo è il motivo per cui la Sitav ha sempre continuato a gestire la Casa da gioco ed ha sempre avuto i rinnovi per ogni trattativa privata ed è un metodo che conosciamo da tempo, è il metodo che dopo quarantacinque anni viene ancora ribadito in questa occasione.

C'è stato un breve diversivo di facciata, ma soltanto di facciata, un avviso pubblico che è servito solo a mascherare l'operazione, ma su cui non c'era nessuna intenzione di agire concretamente, perché altrimenti oggi saremmo sicuramente qui a decidere una trattativa plurima con almeno tre società con i requisiti per poter partecipare ad una trattiva di questo genere, e invece siamo nuovamente piombati nella tradizionale trattativa privata.

Trattativa privata con una sola società che oltre tutto, in base al minimo di indagine che è stato possibile fare con estrema difficoltà in commissione e nonostante le reticenze e le resistenze della Giunta, si è scoperto che è una società che non è trasparente, di cui non conosciamo esattamente la composizione azionaria, che non è affidabile per composizione azionaria e che ha un azionariato "nero", così come è stato definito, che controlla quasi la metà del capitale sociale e che in un futuro potrebbe anzi avere il controllo della maggioranza del capitale sociale.

Si corre il rischio concreto di consegnare una realtà importante come la Casa da gioco di St. Vincent, che è la più grande a livello europeo e che quindi suscita una serie di appetiti molto precisi, ad una associazione di persone con interessi molti affini con ambienti della malavita. Questa è la realtà su cui noi ci stiamo incamminando e su cui mi sembra non ci sia stato un atteggiamento sufficientemente responsabile da parte della maggioranza di questo Consiglio.

Giudizio quindi espressamente negativo da parte nostra su questa scelta della trattativa privata ingiustificata. Grave giudizio negativo anche sulle clausole che vengono poste alla base della trattativa privata per la quale si delega la Giunta, la quale non viene affiancata da nessuna commissione; inoltre non viene assolutamente detto in che misura la Giunta poi si accorderà con le Commissioni consiliari e con il Consiglio.

Le clausole che ven-gono poste sono secondo noi estremamente deboli, gli obiettivi che vengono indicati sono inadeguati rispetto alla rottura dell'accerchiamento; c'è soltanto del fumo ma nulla di concreto.

Sul regolamento delle assunzioni non si dice niente di concreto e di positivo, non si ha il coraggio di chiedere che si giunga ad una società unica di gestione, non ci sembra che ci siano delle volontà di cambiamento sostanziali rispetto alla situazione attuale.

Ciò che rimane chiaro, ed è l'elemento che percorre comunque ancora questa deliberazione, è il permanere della strategia Sitav, della strategia così detta dell'ampliamento, dello sviluppo, dell'espansione per fare del Casinò di Saint Vincent una realtà ancora più grande, ancora più sovradimensionata rispetto alla nostra regione, andando così ad accentuare tutta una serie di fenomeni negativi che già abbiamo visto ben presenti.

Infine abbiamo questo emendamento, questa ulteriore decisione di sei mesi di proroga, che costituisce un ulteriore regalo alla Sitav e che bene indica qual'è l'atteggiamento irresponsabile da parte della Giunta regionale.

Quindi il nostro voto è un voto contrario, non per motivi di schieramento, ma perché siamo convinti che sicuramente questo passaggio lo facciamo in modo sbagliato e in modo negativo rispetto agli interessi della regione, rispetto agli interessi dell'amministrazione pubblica.

Presidente Ha chiesto la parola ill Consigliere Voyat, ne ha facoltà.

Voyat (UV) Solo per ribadire ciò che avevamo già detto nel mese di giugno. In effetti nel resoconto degli interventi fatti il 7 giugno 1991, nella seduta antimeridiana, noi dicevamo che con quella specie di appalto proposto dalla Giunta regionale e la maggioranza attuale, ci sarebbe stata una sola società in grado di partecipare, questo grazie anche evidentemente ad alcuni emendamenti presentati a quel momento dalla Giunta regionale, dove c'era la riduzione di circa 150 miliardi di investimenti ridotti a 70, altrimenti già allora si diceva che nemmeno la Sitav avrebbe potuto partecipare.

C'era stato poi un emendamento sollecitato da parte dell'opposizione in cui si diceva che non si doveva chiedere che fosse trasparente solo il 51 per cento dell'azionariato ma doveva essere chiaro e trasparente il 100 per cento. Ora i dubbi che noi avevamo a giugno si sono rinforzati, perché dove la società Sitav era debole si è cercato di forzare per fare entrare nelle trattive la stessa società Sitav, e dove altre società - forse andandole ad analizzare ed ascoltandole come si sono ascoltate anche altre - avrebbero potuto produrre della documentazione e quindi senz'altro essere accettate per una trattativa.

Questo non si è fatto, si è usato invece un altro metodo essendo più rigidi. Come appunto dicevo, già allora noi avevamo dei sospetti che oggi si sono rinforzati; anzi abbiamo la certezza che si voleva giungere solo alla Sitav.

Tenendo conto che già allora noi avevamo detto che non era solo grave giungere alla Sitav, ma il fatto grave era per noi, consiglieri regionali della Valle d'Aosta, il "toupé" che aveva questa mag-gioranza di mettere in piedi tutto un gioco piuttosto macchinoso, che gettava del fumo per far credere che si facevano le cose chiare quando invece si facevano sporche, ma molto sporche.

Molto meglio sarebbe stato, e lo dicevamo già allora e come lo diceva ieri il Consigliere Milanesio, che si fosse detto fin dall'inizio che le trattative sarebbero state fatte con la società ... tale dei tali... per questa motivazione, anziché cercare marchingegni che avrebbero dovuto fare chiarezza nelle scelte dei partners con cui trattare. Si sono invece create difficoltà ad alcune società e si cercava spudoratamente di agevolarne altre.

Questo a me dispiace, anche perché si vuole sostenere di fare il bene della Valle d'Aosta quando poi in realtà non è così, anzi i benefici vanno ad altre persone che io però ancora non sono riuscito ad identificare, anche se alcune accuse sono già state fatte in Consiglio regionale.

Vorrei inoltre tranquillizzare il Consigliere Milanesio: quando cerca di accusare altre forze politiche che hanno fatto pressione o meno sulla società Sitav, diciamo solo che molti consiglieri qui dentro sono nelle stesse condizioni di Bich.

Se sono state fatte delle lettere, erano sistematicamente disattese; altri invece non hanno bisogno nemmeno di fare lettere e sono stati presi molto più in considerazione.

Inoltre, quanto proposto in commissione nei vari emendamenti della maggioranza che chiedevano la sospensione, uscendo ed entrando, variando l'emendamento come voleva la Giunta regionale, tutto questo ci dà la certezza di quanto noi dicevamo al mese di giugno e avremo la possibilità, prima del mese di luglio, di ridiscutere in Consiglio regionale, quando sarà sottoposto dalla Giunta la bozza della convenzione, di ribadire che secondo la logica noi non possiamo votare a favore di questo provvedimento.

Presidente Ha chiesto la parola il Consigliere Bich, ne ha facoltà.

Bich (Ind) Una breve dichiarazione di voto, visto che c'è una specie di patriottismo di gruppo, per cui giustamente ogni gruppo deve prendere la propria posizione.

Alla conclusione di questa cronaca di una concessione annunciata, si potrebbe dire - molti hanno detto che alcuni consiglieri molto pacifici hanno attivato la loro dialettica e la loro effervescenza per questo argomento - che in effetti ho fatto la mia parte, ho cercato almeno di farla così come la feci alcuni mesi fa per un altro argomento importante, ma risolto in modo altrettanto ambiguo come quello dei giochi olimpici, così come feci la mia parte l'estate scorsa, allorché sul punto sempre centrale e qualificante dei comportamenti dei gruppi politici - mi riferisco alla legge sulle nomine - mi scaldai il sangue.

Questo perché, come dichiarazione acquisita, come principio, avendo udito le dichiarazioni programmatiche dell'attuale maggioranza rese nel luglio 1990, io a quelle dichiarazioni avevo creduto, così come molti altri. Si era fatto in senso critico e autocritico una dichiarazione di intenti e di volontà e di voler rivedere i metodi con cui si faceva politica, e si voleva ristabilire in qualche modo un rapporto diverso fra le forze politiche.

Sopratutto io ricordo che quelle dichiarazioni recepivano due principi, uno dei quali era quello della separazione rigida dell'amministrazione pubblica, la differenziazione dell'amministrazione pubblica dagli affari privati, e questo era il punto centrale, era il nocciolo politico, di valenza politica, morale, etica, generale, degli intenti programmatici dell'attuale maggioranza.

Il secondo punto era il metodo della partecipazione e della non delimitazione della maggioranza. Cioè le maggioranze, se poi recepiscono, colgono degli spunti che provengono dalla minoranza che possono essere migliorativi e che possono trovare e definire una linea nel modo migliore; ebbene, questo sarebbe stato fatto, tant'è che questa maggioranza si definì come una maggioranza aperta.

Ebbene, tutto questo, agli appuntamenti storici, non è avvenuto, come non è avvenuto per le olimpiadi, di cui ancora oggi aspettiamo il rendiconto finale, la definizione e tutto l'affaire delle olimpiadi. E' avvenuto malamente per le nomine e siamo scivolati tutti quanti istituzionalmente; l'istituzione è scivolata - sentite le voci all'esterno del così detto "palazzo". Siamo scivolati malamente perdendo la credibilità o quanto meno abbiamo ulteriormente perso credibilità.

Oggi c'è la questione della trattativa privata con la società Sitav. Mi sembra di aver detto tutto su questo; non ho nessuna iattanza nei confronti della società Sitav. Considero la società capace di dar lavoro, capace di gestire un casinò, più che legittimata a continuare questo tipo di gestione.

Abbiamo detto chiaramente quali erano gli aspetti oscuri di questa vicenda, quali erano le carenze di questa delibera, ho detto anche chiaramente quale era il mio pensiero sulle posizioni da adottare, che erano quelle della trattativa privata plurima, del confronto tra le offerte.

Avrete senz'altro creduto di rafforzare al massimo la posizione dell'Amministrazione, e invece abbiamo osservato anche qui una chiusura a riccio della maggioranza, alle proposte, ai suggerimenti anche in "petit comité", quando siamo andati di là: "...recepiamo almeno alcuni punti ... almeno sui problemi più inquietanti, quelli legati alla trasparenza, affidabilità". Di questi abbiamo anche detto, peraltro:"...andiamoci piano... cerchiamo di approfondirli... prendiamoci qualche giorno...

A questo si è opposto sempre un muro di cemento armato, si è riaffermata una specie di legge gravitazionale, la legge di Newton, dove scopri i pianeti invisibili, perché vedi come si muovono i pianeti visibili... Puntando il cannocchiale vedi il motivo e noti le grosse carenze di questa delibera e sono quelle grosso modo che hanno detto Riccarand e gli altri colleghi.

Io forse sono andato oltre le righe nella polemica, ma queste sono cose che in un certo senso mi disgustano e mi fanno arrabbiare, perché sono i segni premonitori di un doppio modo di essere, di una apparenza ufficiale e di un altro modo di agire, che è quello individuale. La mia è una vecchia rabbia verso una certa educazione clericale negli anni "45, nel primo dopoguerra, quando sotto sotto appariva la morale del "fatelo ma non ditelo".

Io respingo questa attitudine che credevo fosse superata dai principi generali enunciati a suo tempo dalla maggioranza; devo invece riscontrare che non è così, quindi continueremo la nostra battaglia, che mi è già costata abbastanza cara, perché queste polemiche mi hanno creato l'espulsione da un partito verso il quale ho sempre nutrito e nutro affetto, se lo vogliamo dire. Ma io non accetto questa contrapposizione di comportamento e sono pronto alla polemica anche acre, come è avvenuto in questi giorni, purché almeno alle dichiarazioni possano seguirsi dei comportamenti coerenti, perché qui alcuni mancano di coerenza.

Tutto questo fa sì che il mio voto su questa deliberazione, che è importante, centrale, fondamentale - non è vero che non sia importante - e che coinvolge la vita della regione, almeno in un settore economicamente molto rilevante (si parla di duemila miliardi o più; questo verso il duemila) sarà contrario. Penso di averlo motivato; penso di non essermi espresso con venature di rabbia, ma di averlo detto con serietà e con coerenza e senza iattanza e senza "malevolenza".

Presidente Ha chiesto la parola il Consigliere Milanesio, ne ha facoltà.

Milanesio (PSI) C'è stata una discussione dalla quale penso si possano trarre degli ammaestramenti e degli insegnamenti. Non tanto ritengo sull'argomento specifico, vale a dire sul rinnovo o meno e sul man-dato alla Giunta ad iniziare le trattative sul rinnovo eventuale della Casa da gioco della società Sitav, ma ci siamo invece accorti che è cominciata la più lunga campagna elettorale che la nostra regione dovrà affrontare. E' cominciata sostanzialmente, uf-ficialmente, in questo Consiglio, è cominciata dopo le dimissioni di Dolchi e Fosson e si risente l'aura di campagna elettorale. Si ri-sente, perché i temi, anche se importanti ma non importantissimi, anche se difficili da comprendere ma non così difficilissimi, vengono visti sotto una lente deformante, per cui si viene qui in questo Consiglio e si cerca in qualche modo di scaricare le preoccupazioni, le tensioni, le ambizioni e le frustrazioni.

Quale argomento è migliore se non quello della Casa da gioco? Qual è l'argomento deputato da quarant'anni a questa parte a finire per essere il ricettacolo di tutti i veleni che la classe politica ha saputo, da sola o con l'aiuto di altri, a propinare e a propinarsi? Credo che il tipo di discussione che c'è stata in questo Consiglio, fatte alcune eccezioni, sia ben chiaro, ma sia stato, sia nei silenzi sia nelle parole, così fragoroso e così denunciatore di una inquietudine.

Certo sarà in atto uno scontro politico, uno scontro politico che si annuncia già molto duro e senza esclusione di colpi, e lo abbiamo già visto dal tipo di comportamenti e di atteggiamenti avuti in questi giorni sull'argomento in questione, che è un rivelatore, che è una cartina di tornasole, perché qui si parla del Casinò, ma non perché poi ci interessi così tanto, per lo meno non interessa così tanto a molti consiglieri. Se ne parla in un certo modo perché l'occhio è alla campagna elettorale, l'occhio è allo scontro.

Ma lo sapevamo già in qualche modo, e non sia questa una di-chiarazione di cinismo, ma è semplicemente una consta-tazione che coloro che hanno un po' di esperienza politica e che si sono tro-vati ad affrontare più di una campagna elettorale sanno o rie-scono a presagire. Quindi i veleni che sono stati sparsi e quelli che verranno ancora sparsi, sono sì legati al Casinò, perché si presta bene, ma in realtà sono in tutt'altra direzione e con altri scopi.

Per venire alla dichiarazione di voto, io voglio ricordare ai signori consiglieri, ma lo voglio ricordare agli amici della stampa che sono sempre attenti ai lavori di questo Consiglio e che forse non hanno però tenuto conto di un aspetto, direi importante, innovativo rispetto al passato e che, piacesse o non piacesse al Consigliere Milanesio, questa volta si è fatto un avviso pubblico per cercare di selezionare dei candidati diversi da quello che è sempre stato lì e che ha certamente una posizione di forza.

Questo è il fatto importante, il fatto nuovo di questa vicenda, poi qualcuno ha cercato di giocare sulle mie parole, sulle mie affermazioni, su quello che io penso, su quello che ho pensato e che continuo a pensare; non lo nascondo e non ne ho fatto mai mistero e, ripeto, hanno cercato di giocare dicendo: "Ma Milanesio ha fatto un discorso, in fondo, privo di ipocrisia - questo a differenza di molti altri che invece fanno dell'ipocrisia un abito politico. Io ho detto quello che pensavo, ma l'ho detto sempre, ora poi non è vero che la maggioranza ha aderito alla proposta del Consigliere Milanesio: la maggioranza ha elaborato - col mio consenso - una proposta diversa che è stata quella della selezione.

Questo è un fatto nuovo perché in passato non era mai accaduto, ma io non voglio dire che questo era negativo, ma io difendo questa scelta che è stata fatta anche se non l'ho condivisa completamente; la difendo e la vedo come la prova del nove del fatto che non ci fossero veri interessi, veri interlocutori, diversi da quelli che poi la selezione ha in qualche modo esaminato e per cui con il parere, con il conforto unanime dei consulenti della Regione, la Giunta ha proposto uno schema di deliberazione, la commissione lo ha arricchito e lo ha modificato.

Ma qui voglio essere molto chiaro: la Commissione, per effetto dei membri della maggioranza - perché io, se devo dare atto al Con-sigliere Chenuil, che è stato un presidente attento e che ha portato all'interno della commissione ed all'interno della maggioranza dei temi che sono più cari al suo partito e verso i quali su molti abbiamo convenuto e su altri no (mi pare che questo sia normale) - non ritengo di dover dire che l'atteggiamento dei commissari della minoranza sia stato un atteggiamento costruttivo.

Potreste aggiungere che non siate tenuti ad avere un atteggiamento costruttivo, ma non lo si deve poi contrabbandare nelle dichiarazioni di voto o in altre circostanze come un atteggiamento costruttivo. Chi è all'opposizione ha il diritto di fare quello che crede - ci mancherebbe, noi non censuriamo mini-mamente i comportamenti - ma diciamo solo che certe sirene non ci incantano. Lo sapevamo che sareste venuti qui a fare il discorso: Ma chi ha il cerino in mano? Ce l'ha il Presidente della Giunta, ce l'ha la Giunta. I ritardi che ci sono stati non sono stati visti come un momento di approfondimento: sono stati visti come una responsabilità della Giunta e della maggioranza.

Questo era un altro copione che, permettetemi di dire, conoscevo già tant'è che mi ero anche permesso di fare qualche battuta nei confronti sia del Presidente Chenuil sia di altri membri della commissione quando li invitavo ad accelerare i lavori.

Però ogni situazione ha la sua storia e la storia è che oggi siamo qui chiamati finalmente a decidere su questa questione; ma attenzione, io vorrei essere molto chiaro su questo: che non si tenti, come già si è tentato e come si tenterà in qualche modo, di giocare a fare i furbi su questa questione, perché qui stiamo giocando a carte scoperte, abbiamo detto e diciamo quello che pensiamo e non abbiamo nessuna coda di paglia su questo argomento. Quindi noi pretendiamo semplicemente la lealtà e la consequenzialità da parte degli altri interlocutori politici, perché non veniamo in Consiglio regionale a raccontare delle frottole, veniamo ad esprimere le nostre opinioni e non siamo disposti a farci criminalizzare con sorrisini più o meno ebeti, che possono pervenire da diversi banchi, circa la supposta convivenza con questo o con quell'ambiente economico o imprenditoriale. Tanto per essere chiari. Così come non veniamo a leggere il libro del passato; però vi ripeto, prendiamoci le nostre responsabilità e prendiamole chiaramente su questo argomento.

Ora la maggioranza aveva il diritto-dovere di portare avanti questa proposta e di difenderla, e lo ha fatto con coerenza anche se nessuno di noi probabilmente si individua completamente e totalmente in quel tipo di proposta; ma, se qui ciascuno di noi, quando vota una cosa, dovesse individuarsi totalmente e completamente nelle cose che vota, ho l'impressione che ci sarebbero trentacinque voti diversi.

Il fatto di giocare sulle sensibilità, sulle suscettibilità, è un discorso che ha fatto il suo tempo. Amico Maquignaz, quando tu muovi dei rimproveri al PDS, e non faccio il difensore di ufficio, perché l'ha fatto egregiamente Bajocco, dicendo che il PDS prima diceva alcune cose e poi altre, devi considerare che è cambiata la posizione del PDS: oggi è un partito che ha responsabilità di governo e deve governare nell'ambito di queste situazioni, non di situazioni che uno avrebbe voluto avere o avrebbe pensato di trovare.

C'è la necessità di farsi carico della governabilità di questo sistema, e qui ho l'impressione che la maggioranza oggi su questo argomento sia d'accordo su una sola cosa, sul dire di no. Abbiamo visto poi che ci sono delle interpretazioni diverse sui contenuti da dare alla possibile convenzione.

Abbiamo visto con piacere che non c'è stato un ammasso di cervelli sulle posizioni così moralistico-pauperistiche di Riccarand, cioè quelle posizioni per cui la Casa da gioco è male e tutto sommato bisognerebbe chiuderla. Tutto sommato bisogna mortificare chi la può gestire, in modo che potrebbero andarla a gestire soltanto più dei frati trappisti, e poi immaginate che Casinò potrebbe venire fuori.

Mi è sembrato comunque di cogliere, malgrado questo scontro che c'è, malgrado questa volontà di misurarsi che c'è, atteggiamenti più riflessivi di altre forze che hanno avuto responsabilità di governo e che non possono dimenticarsi oggi di essersi comportati, ieri, appena ieri, in un modo completamente diverso da quello che chiedono adesso alla maggioranza. Mi è sembrato quindi di vedere un certo senso di responsabilità di cui mi compiaccio. Non siamo qui per fare delle polemiche, siamo qui solo per dire che su questo argomento io annuncio il voto favorevole del Partito Socialista Italiano. Voto abbastanza convinto, anche se la mia convinzione iniziale era un'altra.

Presidente Pongo in votazione l'oggetto in discussione e iscritto al punto 22 dell'ordine del giorno, nel testo di cui do lettura, comprensivo degli emendamenti approvati:

Deliberazione Il Consiglio

Vista la precedente deliberazione consiliare n. 2265/IX in data 7 giugno 1991 con la quale si approvava l'avviso pubblico, da inserire su almeno due quotidiani a diffusione nazionale ed internazionale, per invitare tutte le società interessate alla concessione per la gestione della Casa da gioco di Saint Vincent con invito ai soggetti interessati a far pervenire entro le ore 18,00 del 15 luglio 1991 "la documentazione idonea ad attestare il possesso dei requisiti" necessari ai fini della preselezione così stabiliti:

Tipo di società:

società per azioni con capitale sociale interamente versato di almeno 10 miliardi con disponibilità, in caso di concessione, a trasferire la propria sede legale e fiscale in Valle d'Aosta e a modificare l'atto costitutivo attribuendo alla Regione la nomina di un amministratore e di un sindaco (art. 2459 C.C.).

Esperienza di gestione:

i candidati devono poter dimostrare il successo della gestione per almeno un periodo di cinque anni di una Casa da gioco italiana o estera. In alternativa a questo requisito i candidati dovranno dimostrare la titolarità di gestione di attività imprenditoriali o finanziarie di livello economico ed organizzativo non inferiore all'appalto in questione. Tutti i candidati dovranno produrre analiticamente dati completi sulla composizione del capitale sociale e sulla trasparenza e affidabilità dell'azionariato, allegando infine elementi conoscitivi sulle capacità dei quadri dirigenziali in ordine alle attività intraprese;

Garanzia sugli introiti:

dovranno essere prodotte garanzie patrimoniali o equipollenti in misura non inferiore al 30% dell'ammontare annuo degli introiti spettanti annualmente alla Regione, presuntivamente indicati in lire 140 miliardi;

Accettazione strategia:

a) accettazione di un piano investimenti per almeno 70 miliardi per attività di gioco e turistiche legate allo sviluppo della Casa da gioco;

b) disponibilità di infrastrutture accessorie alla Casa da gioco o di capitali sufficienti a rilevarle o costruirle;

Accertato che, in applicazione della deliberazione del Consiglio regionale sopracitata, è stato pubblicato su diversi quotidiani (Repubblica del 15.6.1991 - Corriere della Sera del 15.6.1991 - Il Sole 24 Ore del 14.6.1991 - Le Monde del 22.6.1991 - Frankfurter del 23.6.1991 - The Wall Street Journal del 22.6.1991) il pubblico avviso nel seguente testo:

"Rinnovo della concessione

del Casino' de la Vallée- Saint Vincent

La Regione Autonoma Valle d'Aosta comunica che il 7 febbraio 1992 scadrà la Concessione per la gestione del Casinò de la Vallée, sito nel Comune di Saint Vincent.

In ragione della assoluta peculiarità dell'oggetto della Concessione, la Regione Autonoma Valle d'Aosta ritiene che le società interessate a partecipare al futuro procedimento di assegnazione della Concessione dovranno essere in possesso dei seguenti requisiti generali:

- Società per azioni con capitale sociale di almeno lire 10 miliardi

- Trasparenza e affidabilità dell'azionariato

- Esperienza di successo di gestione di Case da gioco italiane o estere per almeno cinque anni o, in alternativa, titolarità di gestione di attività imprenditoriale o finanziarie di livello economico non inferiore a lire 100 miliardi

- Comprovate capacità manageriali

- Patrimonio o garanzie equipollenti di almeno lire 40 miliardi a garanzia del livello di introiti attuale

- Disponibilità finanziarie per circa lire 70 miliardi per investimenti di sviluppo

- Disponibilità di infrastrutture accessorie alla Casa da gioco o di capitali sufficienti a rilevarle o costruirle.

Ogni ulteriore determinazione relativa ai requisiti soggettivi ed oggettivi dei partecipanti sarà disposta con successivi provvedimenti previsti dalla legge.

La risposta al presente comunicato, che non costituisce né bando, né lettera di invito, né atto equipollente, non vincola in alcun modo l'Amministrazione regionale e lascia impregiudicata ogni sua successiva determinazione.

Tutte le società interessate sono invitate a produrre la documentazione idonea ad attestare il possesso dei requisiti di cui sopra.

Tale documentazione dovrà pervenire entro le ore 18.00 del 15 luglio 1991 e dovrà essere indirizzata a:

Segreteria della Presidenza della Giunta

Regione Autonoma Valle d'Aosta

P.zza Albert Deffeyes, 1

11100 Aosta".

Atteso che alla data di scadenza del termine per la presentazione delle istanze, fissata per le ore 18.00 del 15 luglio 1991, sono pervenute alla Presidenza della Giunta regionale le istanze delle seguenti società:

- SITAV S.p.A;

- SVIT S.p.A.

- WORLD LEISURE MNGT LTD

- IN.PRO.VAL. S.p.A. - Iniziative promozionali Valle d'Aosta

- GIMA S.p.A

- FINOPER S.p.A.

Ricordato che la Giunta regionale con provvedimento n. 2988 in data 22 marzo 1991 ha affidato alla Società "Bain Cuneo ed Associati" l'incarico di prestare consulenza nel processo di rinnovo della convenzione per la gestione della Casa da gioco di Saint Vincent;

Atteso che la società sopracitata, per incarico della Giunta regionale, ha valutato la rispondenza tra i criteri enunciati dall'Amministrazione regionale nell'annuncio e la documentazione, fornita dalle sei società che hanno presentato istanza, utilizzando i seguenti principi:

- Sono stati presi in considerazione unicamente i criteri formali enunciati nell'annuncio;

- Sono state ritenute valide solo le proposte che presentano valore dei parametri non inferiori a quelli indicati;

- L'attestazione dei requisiti è stata valutata solo sulla base della documentazione ricevuta;

- E' stata analizzata la sola documentazione pervenuta entro le ore 18,00 del 15 luglio 1991 come previsto nell'annuncio.

Considerato altresì che la Presidenza della Giunta regionale, attraverso i propri uffici competenti e con l'ausilio dei propri consulenti esperti in materie giuridiche ha proceduto ad esaminare le istanze di ammissione, con la relativa documentazione allegata;

Dato atto che in base ai criteri della Bain Cuneo ed Associati ed alle analisi sopracitate sono emerse, in sintesi, le seguenti valutazioni tecnico-giuridiche riferite alle singole società che hanno segnalato il loro interesse alla gestione della Casa da gioco di Saint Vincent:

WORLD LEISURE MNGT LTD

- Non ha sottoposto alcuna documentazione atta a desumere il possesso dei requisiti richiesti, soprattutto per quanto riguarda il capitale sociale e le capacità professionali;

- Il solo requisito di esperienza nella gestione di case da gioco è stato illustrato da una brochure del proprio Casinò delle Isole Comores;

SVIT S.p.A.

- Ha sottoposto una documentazione insufficiente da cui non è stato possibile desumere la disponibilità di capitale a garanzia del livello degli introiti, nonché per investimenti di sviluppo e la disponibilità attuale di capitali sufficienti a rilevare le infrastrutture relative alla Casa da gioco;

- Il mandato conferito all'organo amministrativo di aumentare il capitale a lire 10 miliardi entro il 6 febbraio 1992 esclude di poter ritenere che attualmente la società abbia il requisito del capitale sociale di lire 10 miliardi. Infatti non è certo che l'aumento venga deliberato e, anche in tal caso, che i soci lo sottoscrivano per intero;

- Non ha esperienza di successo di gestione di attività imprenditoriale in quanto tale esperienza deve riferirsi alla società aspirante alla concessione e non ai soci;

- Nella specie tale esperienza va riferita alla Soc. SVIT che non può possederla in quanto appena costituita.

IN.PRO.VAL S.p.A.

- Ha sottoposto una documentazione insufficiente da cui non è possibile desumere la disponibilità attuale di garanzie, disponibilità finanziarie e capitali sufficienti a rilevare le infrastrutture;

- L'istanza non produce documentazione sufficiente a dimostrare che la società possiede un capitale di almeno lire 10 miliardi in quanto la mera deliberazione dell'aumento di capitale non ha alcun valore se non accompagnata dalla sottoscrizione da parte dei Soci;

- Non ha esperienza di successo di gestione di attività imprenditoriale in quanto tale esperienza deve riferirsi chiaramente alla società aspirante alla Concessione e non ai Soci;

- Nella specie tale esperienza va riferita alla Soc. IN.PRO.VAL. che non può possederla in quanto appena costituita.

FINOPER S.p.A.

- Non ha sottoposto alcuna documentazione da cui sia possibile desumere la titolarità di attività imprenditoriale superiore a 100 miliardi, la disponibilità di garanzie, disponibilità finanziarie e capitali sufficienti limitandosi ad una dichiarazione di disponibilità di detti requisiti;

- Ha un capitale sociale di 9,9 miliardi contro un capitale sociale richiesto di 10 miliardi

- Non ha sottoposto alcuna documentazione atta a provare le proprie capacità manageriali o circa le attuali disponibilità manageriali del team di manager che eventualmente gestirebbe la casa da gioco.

GIMA S.p.A.

- Ha sottoposto una documentazione parziale limitata ad un bilancio ufficiale di GIMA S.p.A. e ad un consolidato informale delle partecipazioni del gruppo;

- Dalla documentazione è possibile dedurre:

. un capitale di 15 miliardi di lire corrispondente ai requisiti richiesti

. trasparenza dell'azionariato nominalmente riconducibile all'Ing. G. Borsano

. è probabilmente possibile ipotizzare dal consolidato informale la ottenibilità di garanzie fino a 40 miliardi.

- La documentazione sottoposta non è in grado di provare con ragionevole certezza:

. la disponibilità finanziaria del gruppo di circa lire 70 miliardi di investimenti di sviluppo, nonché le disponibilità di capitali sufficienti a rilevare le infrastrutture e le capacità manageriali proprie o quello del team che eventualmente gestirebbe la casa da gioco.

SITAV S.p.A.

- La completa documentazione sottoposta consente di valutare con ragionevole certezza l'esistenza dei requisiti richiesti dall'annuncio;

- L'affidabilità dell'azionariato di controllo è dimostrata dalla soddisfacente relazione instaurata con la Regione. La minoranza dell'azionariato, peraltro ben nota alla Regione, ha avuto problemi di affidabilità. Si ritiene che ciò non potrà avere influenza sulla gestione futura del Casinò a causa della posizione di minoranza e a causa della "sterilizzazione" delle quote mediante sequestro giudiziario.

Atteso che le società interessate erano tenute ad inviare all'Amministrazione documenti probanti, come prescritto formalmente dall'avviso pubblico, e non semplici dichiarazioni, che non possono dare alcuna garanzia. La Regione infatti ha necessità di individuare fin dall'inizio i soggetti capaci ed interessati, al fine di decidere il procedimento di seguire per la scelta del concessionario, tenuto conto della difficoltà da individuare i punti qualificanti su cui impostare un eventuale confronto e tenuto conto della difficoltà di individuare i punti qualificanti su cui impostare un eventuale confronto e tenuto conto della difficoltà di garantire un determinato risultato di gestione;

Accertato pertanto che solo la SITAV S.p.A. ha prodotto compiutamente la documentazione idonea ad attestare il possesso dei requisiti richiesti dall'avviso pubblico e ritenuto, di conseguenza, necessario procedere ad una trattativa privata singola con tale società, fermo restando il conseguimento degli obiettivi di miglioramento della convenzione in corso indicati dal Consiglio regionale stesso nella citata deliberazione n. 2265/IX;

Ritenuto infine di dover ribadire gli obiettivi qualificanti della strategia che la Regione intende perseguire con il rinnovo della gestione della Casa da gioco; come già indicato nelle premesse della citata deliberazione consiliare n. 2265/IX, in data 7 giugno 1991,

- Visto il parere della IV Commissione consiliare permanente;

- Nel nuovo testo predisposto dalla IV Commissione consiliare permanente;

delibera

1) di prendere atto che solo la società SITAV S.p.A. ha prodotto la documentazione idonea ad attestare il possesso dei requisiti previsti dall'avviso pubblico;

2) di delegare conseguentemente la Giunta regionale ad avviare la trattativa privata singola con la società SITAV S.p.A. per il rinnovo della concessione, tenuto conto che nella fase di negoziazione si dovrà cercare di raggiungere gli obiettivi indicati nella deliberazione del Consiglio regionale n. 2265/IX in data 7 giugno 1991 con le seguenti precisazioni:

- In via preliminare effettuare ulteriori controlli sulla trasparenza e affidabilità dell'azionariato, con diritto di controllo da parte della Regione dei requisiti di onorabilità e professionalità di Amministratori, Sindaci e Direttori Generali, e secondo parametri analoghi a quelli pretesi, in funzione di trasparenza e antiriciclaggio, dalle Banche centrali europee nei confronti di tutti gli Istituti di credito della CEE, con controllo del potere di voto degli azionisti (D.P.R. 27 giugno 1985, n. 350, artt. 5, 6 e 7;)

- Controllo da parte dell'Amministrazione regionale su tutti gli introiti lordi comprese le mance;

- Nomina di un rappresentante dell'Amministrazione regionale nel Consiglio di amministrazione della società con voto consultivo;

- Nomina di un rappresentante dell'Amministrazione regionale nel Collegio Sindacale della società.

- Ampliamento dell'area destinata ai giochi, utilizzando essenzialmente in modo più razionale le strutture esistenti, ad esempio: Hôtel Billia, Hôtel Du Parc, garages coperti ecc.. Le opere di restauro e recupero delle suddette strutture sono da realizzarsi con onere a carico della concessionaria e con impegno di trasferirle in proprietà alla Amministrazione regionale entro quattro anni dalla data del rinnovo della concessione;

- Rottura dell'"accerchiamento" con clausola che consenta alla Regione, entro il termine della convenzione, di acquisire tutti i beni ritenuti dall'Amministrazione regionale funzionali all'attività della Casa da gioco. In ogni caso la valutazione patrimoniale di tali beni sarà fatta non oltre il penultimo antecedente anno la scadenza della convenzione con perizia redatta da una terna di esperti nominati l'uno dalla Regione, l'altro dalla società ed il terzo dal Presidente del Tribunale di Aosta.

- Revisione dell'art. 13 (Oneri per il personale) con diminuzione dell'impatto di tale disposizione sulle finanze regionali, nell'ottica del suo superamento nel corso della convenzione, fermo restando però la garanzia del mantenimento, anzi dell'incremento, degli attuali livelli occupazionali;

- Investimenti per strutture funzionali e per attività promozionali da richiedersi alla concessionaria per opere connesse direttamente o indirettamente alla Casa da gioco, tenuto conto delle esigenze e dei programmi delle amministrazioni comunali interessate:

1) Parcheggi coperti per almeno 2500 posti macchina

2) Nuove strutture alberghiere

3) Attività ricreative di vario genere

- Durata della convenzione da confermarsi in non più di anni nove, con possibilità di una proroga sino ad un massimo di anni 3 per la rea-lizzazione delle opere relative all'attuazione della strategia di sviluppo;

3) di rinviare a successivo provvedimento, in caso di esito positivo della trattativa privata, l'approvazione del contratto di concessione alla società SITAV S.p.A. della gestione della Casa da gioco di Saint Vincent;

4) di prorogare, al solo scopo di consentire il corretto espletamento della trattativa e di tutti gli adempimenti necessari per l'approvazione del nuovo contratto di concessione, fino alla data del 31 luglio 1992:

a) la concessione alla società SITAV S.p.A. dei giochi tradizionali alle stesse condizioni contrattuali previste dalle seguenti convenzioni:

Rep. n. 5099 in data 16.02.1978

Rep. n. 5405 in data 07.08.1979

Rep. n. 7612 in data 15.05.1986

b) la gestione dei giochi americani affidati alla SITAV S.p.A. e per essa, di comune accordo, alla SISER S.p.A. alle stesse condizioni contrattuali previste dalla convenzione Rep. n. 7882 in data 12 dicembre 1986.

Esito della votazione:

Presenti: 35

Votanti: 34

Astenuti: 1 (Gremmo)

Favorevoli: 18

Contrari: 16

Il Consiglio approva.