Resoconto integrale del dibattito dell'aula

Oggetto del Consiglio n. 2993 del 9 gennaio 1992 - Resoconto

OGGETTO N. 2993/IX Esame delle istanze delle società interessate alla gestione della Casa da gioco - Delega alla Giunta per la trattativa privata. (Discussione generale)

Istanze La Giunta regionale

Vista la precedente deliberazione consiliare n. 2265/IX in data 7 giugno 1991 con la quale si approvava l'avviso pubblico, da inserire su almeno due quotidiani a diffusione nazionale ed internazionale, per invitare tutte le Società interessate alla concessione per la gestione della Casa da Gioco di Saint Vincent con invito ai soggetti interessati a far pervenire entro le ore 18,00 del 15 luglio 1991 "la documentazione idonea ad attestare il possesso dei requisiti" necessari ai fini della preselezione così stabiliti:

- Tipo di società: Società per azioni con capitale sociale interamente versato di almeno 10 miliardi con disponibilità, in caso di concessione, a trasferire la propria sede legale e fiscale in Valle d'Aosta e a modificare l'atto costitutivo attribuendo alla Regione la nomina di un amministratore e di un sindaco (articolo 2459 C.C.);

- Esperienza di gestione: i candidati devono poter dimostrare il successo della gestione per almeno un periodo di cinque anni di una Casa da Gioco italiana o estera. In alternativa a questo requisito i candidati dovranno dimostrare la titolarità di gestione di attività imprenditoriali o finanziarie di livello economico ed organizzativo non inferiore all'appalto in questione. Tutti i candidati dovranno produrre analiticamente dati completi sulla composizione del capitale sociale e sulla trasparenza e affidabilità dell'azionariato, allegando infine elementi conoscitivi sulle capacità dei quadri dirigenziali in ordine alle attività intraprese;

- Garanzia sugli introiti: dovranno essere prodotte garanzie patrimoniali o equipollenti in misura non inferiore al 30 per cento dell'ammontare annuo degli introiti spettanti annualmente alla Regione, presuntivamente indicati in lire 140 miliardi;

- Accettazione strategia: a) accettazione di un piano investimenti per almeno 70 miliardi per attività di gioco e turistiche legate allo sviluppo della Casa da Gioco;

b) disponibilità di infrastrutture accessorie alla Casa da Gioco o di capitali sufficienti a rilevarle o costruirle;

Accertato che, in applicazione alla deliberazione del Consiglio regionale sopracitata, è stato pubblicato su diversi quotidiani (Repubblica del 15 giugno 1991 - Corriere della Sera del 15 giugno 1991 - Il Sole 24 Ore del 14 giugno 1991 - Le Monde del 22 giugno 1991 - Frankfurter del 23 giugno 1991 - The Wall Street Journal del 22 giugno 1991) il pubblico avviso nel seguente testo:

"Rinnovo della concessione del Casino' de La Vallée - Saint Vincent

La Regione Autonoma Valle d'Aosta comunica che il 7 febbraio 1992 scadrà la Concessione per la gestione del Casinò de la Vallée, sito nel Comune di Saint-Vincent.

In ragione della assoluta peculiarità dell'oggetto della Concessione, la Regione Autonoma Valle d'Aosta ritiene che le società interessate a partecipare al futuro procedimento di assegnazione della Concessione dovranno essere in possesso dei seguenti requisiti generali:

- Società per azioni con capitale sociale di almeno lire 10 miliardi

- Trasparenza e affidabilità dell'azionariato

- Esperienza di successo di gestione di case da Gioco Italiane o estere per almeno cinque anni o, in alternativa, titolarità di gestione di attività imprenditoriali o finanziarie di livello economico non inferiore a lire 100 miliardi

- Comprovate capacità manageriali

- Patrimonio o garanzie equipollenti di almeno lire 40 miliardi a garanzia del livello di introiti attuale

- Disponibilità finanziarie per circa lire 70 miliardi per investimenti di sviluppo

- Disponibilità di infrastrutture accessorie alla Casa da gioco o di capitali sufficienti a rilevarle o costruirle.

Ogni ulteriore determinazione relativa ai requisiti soggettivi ed oggettivi dei partecipanti sarà disposta con i successivi provvedimenti previsti dalla legge.

La risposta al presente comunicato, che non costituisce né bando, né lettera di invito, né atto equipollente, non vincola in alcun modo l'Amministrazione Regionale e lascia impregiudicata ogni sua successiva determinazione.

Tutte le Società interessate sono invitate a produrre la documentazione idonea ad attestare il possesso dei requisiti di cui sopra.

Tale documentazione dovrà pervenire entro le ore 18.00 del 15 luglio 1991 e dovrà essere indirizzata a:

Segreteria della Presidenza della Giunta - Regione Autonoma Valle d'Aosta - P.zza Albert Deffeyes, 1 - 11100 AOSTA -

Atteso che alla data di scadenza del termine per la presentazione delle istanze, fissata per le ore 18,00 del 15 luglio 1991, sono pervenute alla Presidenza della Giunta regionale le istanze delle seguenti Società.

- SITAV S.P.a;

- SVIT S.p.A.

- WORLD LEISURE MNGT LTD

- IN.PRO.VAL S.p.A. - Iniziative promozionali Valle d'Aosta

- GIMA S.p.A.

- FINOPER S.p.A.

Ricordato che la Giunta regionale con provvedimento n° 2988 in data 22 marzo 1991 ha affidato alla Società BAIN CUNEO ED ASSOCIATI l'incarico di prestare consulenza nel processo di rinnovo della convenzione per la gestione della Casa da Gioco di Saint-Vincent;

Atteso che la società sopracitata, per incarico della Giunta regionale, ha valutato la rispondenza tra i criteri enunciati dall'Amministrazione regionale nell'annuncio e la documentazione fornita dalle sei Società che hanno presentato istanza, utilizzando i seguenti principi:

- Sono stati presi in considerazione unicamente i criteri formali enunciati nell'annuncio.

- Sono state ritenute valide solo le proposte che presentavano valore dei parametri non inferiori a quelli indicati.

- L'attestazione dei requisiti è stata valutata solo sulla base della documentazione ricevuta.

- E' stata analizzata la sola documentazione pervenuta entro le ore 18,00 del 15 luglio 1991 come previsto nell'annuncio.

Considerato altresì che la Presidenza della Giunta regionale, attraverso i propri uffici competenti e con l'ausilio dei propri consulenti esperti in materie giuridiche ha proceduto ad esaminare le istanze di ammissione, con la relativa documentazione allegata;

Dato atto che in base ai criteri della BAIN CUNEO ED ASSOCIATI ed alle analisi sopracitate sono emerse,in sintesi, le seguenti valutazioni tecnico-giuridiche riferire alle singole Società che hanno segnalato il loro interesse alla gestione della Casa da Gioco di Saint-Vincent:

WORLD LEISURE MNGT LTD

- Non ha sottoposto alcuna documentazione atta a desumere il possesso dei requisiti richiesti, soprattutto per quanto riguarda il capitale sociale e le capacità professionali;

- Il solo requisito di esperienza nella gestione di case da gioco è stato illustrato da una brochure del proprio Casinò delle Isole Camores;

SVIT S.p.A.

- Ha sottoposto una documentazione insufficiente da cui non è stato possibile desumere la disponibilità di capitale a garanzia del livello degli introiti, nonché per investimenti di sviluppo e la disponibilità attuale di capitali sufficienti a rilevare le infrastrutture relative alla casa da gioco;

- Il mandato conferito all'organo amministrativo di aumentare il capitale a lire dieci miliardi entro il 6 febbraio 1992 esclude di poter ritenere che attualmente la Società abbia il requisito del capitale sociale di lire dieci miliardi. Infatti non è certo che l'aumento venga deliberato e, anche in tal caso, che i Soci lo sottoscrivano per intero;

- Non ha esperienza di successo di gestione di attività imprenditoriale in quanto tale esperienza deve riferirsi alla Società aspirante alla concessione e non ai soci;

- Nella specie tale esperienza va riferita alla Soc. SVIT che non può possederla in quanto appena costruita.

IN.PRO.VAL S.p.A.

- Ha sottoposto una documentazione insufficiente da cui non è possibile desumere la disponibilità attuale di garanzie, disponibilità finanziarie e capitali sufficienti a rilevare le infrastrutture;

- L'istanza non produce documentazione sufficiente a dimostrare che la Società possiede un capitale di almeno lire 10 miliardi in quanto la mera deliberazione dell'aumento di capitale non ha alcun valore se non accompagnate dalla sottoscrizione da parte dei Soci;

- Non ha esperienza di successo di gestione di attività imprenditoriale in quanto tale esperienza deve riferirsi chiaramente alla Società aspirante alla Concessione e non ai Soci;

- Nella specie tale esperienza va riferita alla Soc. IN.PRO.VAL. che non può possederla in quanto appena costituita.

FINOPER S.p.A.

- Non ha sottoposto alcuna documentazione da cui sia possibile d-sumere la titolarità di attività imprenditoriale superiore a 100 miliardi, la disponibilità di garanzie, disponibilità finanziarie e capitali sufficienti limitandosi ad una dichiarazione di disponibilità di detti requisiti;

- Ha un capitale sociale di 9,9 miliardi contro un capitale sociale richiesto di 10 miliardi;

- Non ha sottoposto alcuna documentazione atta a provare le proprie capacità manageriali o circa le attuali disponibilità manageriali del team di manager che eventualmente gestirebbe la casa da gioco.

GIMA S.pA.

- Ha sottoposto una documentazione parziale limitata ad un bilancio ufficiale di GIMA S.p.A. e ad un consolidato informale delle partecipazioni del gruppo;

- Dalla documentazione è possibile dedurre:

. un capitale di 15 miliardi di lire corrispondente ai requisiti richiesti

. trasparenza dell'azionariato nominalmente riconducibile all'Ing. G. Borsano

. è probabilmente possibile ipotizzare dal consolidato informale la ottenibilità di garanzie fino a 40 miliardi.

- La documentazione sottoposta non è in grado di provare con ragionevole certezza:

. la disponibilità finanziaria del gruppo di circa lire 70 miliardi di investimenti di sviluppo, nonché le disponibilità manageriali proprie o quelle del team che eventualmente gestirebbe la casa da gioco.

SITAV S.p.A.

- La completa documentazione sottoposta consente di valutare con ragionevole certezza l'esistenza dei requisiti richiesti dall'annuncio;

- L'affidabilità dell'azionariato di controllo è dimostrata dalla soddisfacente relazione instaurata con la Regione. La minoranza dell'azionariato, peraltro ben nota alla Regione, ha avuto problemi di affidabilità. Si ritiene che ciò non potrà avere influenza sulla gestione futura del casinò a causa della posizione di minoranza e a causa della "sterilizzazione" delle note mediante sequestro giudiziario.

Atteso che le Società interessate erano tenute ad inviare all'Amministrazione documenti probanti, come prescritto formalmente dall'avviso pubblico, e non semplici dichiarazioni, che non possono dare alcuna garanzia. La Regione infatti ha necessità di individuare fin dall'inizio i soggetti capaci ed interessati, al fine di decidere il procedimento da seguire per la scelta del concessionario, tenuto conto della difficoltà di individuare i punti qualificanti su cui impostare un eventuale confronto e tenuto conto della difficoltà di garantire un determinato risultato di gestione;

Accertato pertanto che solo la SITAV S.p.A. ha prodotto compiutamente la documentazione idonea ad attestare il possesso dei requisiti richiesti dall'avviso pubblico e ritenuto, di conseguenza, necessario procedere ad una trattativa privata singola con tale Società, fermo restando il conseguimento degli obiettivi di miglioramento della convenzione in corso indicati dal Consiglio regionale stesso nella citata deliberazione n° 2265/IX;

Ritenuto infine di dover ribadire gli obiettivi qualificanti della strategia che la Regione intende perseguire con il rinnovo della gestione della Casa da Gioco, come già indicato nelle premesse della citata deliberazione consiliare n° 2265/IX, in data 7 giugno 1991, propone che il Consiglio regionale

deliberi

1) di prendere atto che solo la Società SITAV S.p.A. ha prodotto la documentazione idonea ad attestare il possesso dei requisiti previsti dall'avviso pubblico;

2) di delegare conseguentemente la Giunta regionale ad avviare la trattativa privata singola con la Società Sitav S.p.A. per il rinnovo della concessione, tenuto conto che nella fase di negoziazione si dovrà cercare di raggiungere gli obiettivi indicati nella deliberazione del Consiglio regionale n° 2265/IX in data 7 giugno 1991 con le seguenti precisazioni:

- Trasparenza e affidabilità dell'azionariato, con diritto di controllo da parte della Regione dei requisiti di onorabilità e professionalità di Amministratori, Sindaci e Direttori Generali, secondo parametri analoghi a quelli pretesi, in funzione di trasparenza e antiriciclaggio, dalle Banche centrali europee nei confronti di tutti gli Istituti di credito della CEE, con controllo del potere di voto degli azionisti (D.P.R. 27 giugno 1985, n. 350, articoli 5, 6 e 7);

- Ampliamento della Casa da Gioco, che preveda la realizzazione, con onere a carico della concessionaria e impegno a trasferire in proprietà alla concedente, una struttura con non più di 6000 mq. di superficie destinata al gioco, richiedendo nel contempo il recupero nella vecchia struttura del salone delle feste per circa 1200 mq.;

- Rottura dell'"accerchiamento" con clausola che consenta alla Regione, al termine della convenzione, di acquisire tutti i beni ritenuti dall'Amministrazione regionale funzionali all'attività della Casa da gioco. La valutazione patrimoniale di tali beni sarà fatta non oltre il penultimo antecedente anno la scadenza della convenzione con perizia redatta da una terna di esperti nominati l'uno dalla Regione, l'altro dalla Società ed il terzo dal Presidente del Tribunale di Aosta.

- Revisione dell'articolo 13 (oneri per il personale) con diminuzione dell'impatto di tale disposizione sulle finanze regionali fermo restando però la garanzia del mantenimento, anzi dell'incremento, degli attuali livelli occupazionali;

- Investimenti per strutture funzionali e per attività promozionali da richiedersi alla concessionaria per opere connesse da richiedersi alla concessionaria per opere connesse direttamente o indirettamente alla Casa da gioco:

1) Parcheggi coperti per almeno 2500 posti macchina

2) Nuove strutture alberghiere

3) Attività ricreative di vario genere

- Durata della convenzione da confermarsi in non più di anni nove, con possibilità di una proroga sino ad massimo di anni 3 per la realizzazione delle opere relative all'attuazione della strategia di sviluppo.

3) di rinviare a successivo provvedimento, in caso di esito positivo della trattativa privata, l'approvazione del contratto di concessione alla Società SITAV S.p.A. della gestione della Casa da gioco di Saint-Vincent.

Presidente Ha chiesto la parola il Presidente della Giunta Bondaz; può parlare.

Bondaz (DC)A seguito dell'approvazione da parte del Consiglio, della delibera n. 2265 in data 7 giugno 1991 relativa al pubblico avviso di invito alle Società interessate alla Concessione per la cessione del Casinò, la Giunta ha provveduto a disporne la pubblicazione su diversi quotidiani italiani ed esteri come: Repubblica, Corriere della Sera, Il sole 24 ore, Le Monde, Frankfurter, The Wall Street Journal.

Sono noti a tutti i requisiti richiesti alle Società, che le condizioni e modalità richieste per la partecipazione al procedimento di assegnazione della concessione. Entro il termine del 15 luglio sono pervenute alla Presidenza della Giunta Regionale le istanze delle seguenti Società:

- SITAV

- SVIT

- WORLD LEISURE MNGT LTD

- IN.PRO.VAL.S.p.A. - Iniziative promozionali Valle d'Aosta

- GIMA S.p.A.

- FINOPER S.p.A.

Le istanze delle Società sono state attentamente esaminate sia dalla Società BAIN CUNEO e associati che in questo procedimento assiste la Regione che dagli uffici competenti e dai nostri Consulenti esperti in materia giuridica. Le analisi di tipo tecnico giuridico effettuate hanno tenuto conto solo dei principi esposti nella relazione e cioè:

1) Presa in considerazione solo i criteri formali enunciati nell'annuncio

2) Ritenere valide solo le proposte con parametri non inferiori a quelli richiesti

3) Il possesso dei requisiti è stato valutato solo sulla base della documentazione ricevuta entro la data del 15 luglio 991, come previsto dall'annuncio.

I risultati delle analisi diffusamente esposti nella relazione hanno portato a considerare che la documentazione prodotta da cinque delle sei Imprese aspiranti non è stata ritenuta sufficiente. Infatti le società interessate erano tenute ad inviare all'Amministrazione documenti probanti come prescritto formalmente dall'avviso pubblico e non semplici dichiarazioni che non possono dare alcuna garanzia.

La Regione ha infatti la necessità di individuare fin dall'inizio i soggetti capaci ed interessati al fine di decidere il procedimento da seguire per la scelta del concessionario. Tenuto conto della difficoltà di individuare i punti qualificanti su cui impostare l'eventuale confronto e tenuto conto della difficoltà di garantire un determinato risultato di gestione.

Risulta pertanto che solo la Sitav ha prodotto compiutamente la documentazione idonea ad attestare il possesso dei requisiti richiesti dall'avviso pubblico, pertanto si è reso necessario sottoporre all'approvazione del Consiglio la proposta di procedere all'assegnazione della concessione mediante una trattativa privata singola.

Al tempo stesso però la Giunta Regionale, nel predisporre la presente proposta di deliberazione del Consiglio Regionale, ha ritenuto opportuno e doveroso individuare in modo preciso, oltre gli obiettivi di miglioramento della Convenzione già individuati nel Consiglio Regionale nella citata delibera del mese di giugno, anche altri punti che sono considerati qualificanti nella strategia che la Regione intende perseguire per il rinnovo della gestione della Casa da gioco.

Il primo e più qualificante punto è quello di prevedere la possibilità per la Regione di avere il controllo dell'azionariato della Società ed in particolare dei requisiti di onorabilità e professionalità degli azionisti, amministratori, sindaci e dirigenti secondo parametri analoghi a quelli pretesi in funzione di trasparenza e antiriciclaggio dalle norme CEE sugli Istituti di Credito.

Un secondo punto qualificante è quello per la rottura dell'accerchiamento della Casa da gioco con clausola che consenta alla Regione di acquisire entro il termine della Convenzione tutte quelle strutture che la Regione stessa riterrà funzionali per le attività del Casinò. Sono poi previsti altri punti che hanno un considerevole impatto economico quali la revisione dell'articolo 13: Oneri per il personale ed un considerevole piano per investimento in muri e infrastrutture tendenti a migliorare ulteriormente il già considerevole impianto di ristrutture legate al Casinò con nuovi parcheggi, nuovi alberghi ed impianti per attività ricreative di vario genere.

Quanto all'impianto di ampliamento della Casa da gioco, ampliamento oltremodo urgente e necessario dato che l'attuale struttura è ormai ad un punto tale di saturazione che si sta perdendo una parte della clientela, la Giunta aveva proposto come era stato suggerito dalla Consulente BAIN CUNEO la realizzazione di una nuova struttura con una soluzione intermedia fra la soluzione attuale e l'ipotesi avanzata da Sitav, di un nuovo Casinò tecnologico di oltre 10 mila metri quadrati destinati al gioco.

La commissione consiliare ha invece proposto un'ipotesi di utilizzazione più razionale delle strutture con restauro e recupero degli edifici già esistenti. Su questa ipotesi della commissione che in linea di principio condividiamo e crediamo di poter approvare, la Giunta però esprime qualche riserva in quanto è ancora da verificare la fattibilità tecnica e la rispondenza funzionale, tenendo conto anche della volontà della Giunta di recuperare in qualche modo uno spazio per ricostituire il salone delle feste che nei tempi passati costituiva il punto di riferimento delle attività mondane collegate alla Casa da gioco.

Le altre proposte avanzate dalla Commissione per il controllo di tutti gli introiti lordi, comprese le mance e per la nomina di un Amministratore e di un Sindaco in rappresentanza della Regione, trovano consenziente la Giunta Regionale che peraltro ha già nel proporre al Consiglio l'approvazione del pubblico avviso, aveva posto fra i vari obbiettivi appunto quello di richiedere alla Società la disponibilità per vedere nel proprio atto costitutivo la nomina da parte della Regione di almeno un amministratore e di un Sindaco. Con i correttivi proposti dalla Commissione, si può dire che l'atto proposto dalla Giunta, costituisce un considerevole passo avanti rispetto al passato.

In quanto alla trattativa di affidamento della gestione della casa da gioco, viene finalmente ad essere una procedura trasparente, basata su una ipotesi di partecipazione aperta anche a concorrenti diversi dalla concessionaria. Inoltre anche se in questo frangente la forma di aggiudicazione rimane quella della trattativa privata singola, occorre tenere presente il fatto che con i qualificanti punti della strategia posti come condizione essenziale per il rinnovo, si pongono chiari presupposti per rendere possibile per il prossimo rinnovo l'esperimento di una pubblica gara nella forma della decisione privata o di quella dell'appalto concorso.

Con l'approvazione della proposta è altresì necessario che, data la ormai prossima scadenza della Convenzione in atto, scadenza che è fissata per il prossimo 7 febbraio sia per la gestione dei giochi tradizionali sia per quelli dei giochi americani, il cui termine è già fissato per il 31 dicembre 91 era stato prorogato dal Consiglio Regionale a tutto il 7 febbraio al fine di uniformare le scadenze delle due Convenzioni nella previsione di esperire un'unica gara per il rinnovo.

E' evidente che il lasso di tempo di un mese che ci separa dalla scadenza della Convenzione non è assolutamente sufficiente perché la Giunta possa esperire tutti gli adempimenti e sottoporre all'approvazione del Consiglio la nuova bozza di Convenzione e si possa addivenire alla stipulazione del contratto. Si ritiene pertanto necessario di proporre una congrua proroga della durata dell'attuale Convenzione, al solo scopo di avere il tempo necessario al perfezionamento con la necessaria cautela e con l'attenzione che la delicata questione richiede, di tutti gli atti indispensabili per l'aggiudicazione della futura gestione. Pertanto propongo al Consiglio il seguente emendamento alla proposta iscritta al punto 21 dell'ordine del giorno dell'adunanza in corso, dopo il punto 3 della parte dispositiva della deliberazione è aggiunto il seguente nuovo punto:

4) di prorogare al solo scopo di consentire il corretto completamento della trattativa e di tutti gli adempimenti necessari per l'approvazione del nuovo contratto di concessione fino alla data del 31 luglio 1992 ha la concessione la società Sitav S.p.A. dei giochi tradizionali alle stesse condizioni contrattuali previste dalle seguenti convenzioni:

n. 5099 in data 16 giugno 78

n. 5405 in data 7 agosto 79

n. 7612 in data 15 maggio 86

b) la gestione dei giochi americani affidati alla Sitav S.p.A. e per essa di comune accordo, alla SISER S.p.A. alle stesse condizioni contrattuali previste dalla convenzione n. 7882 in data 12 dicembre 1986.

Presidente Ha chiesto la parola il Consigliere Riccarand, può parlare.

Riccarand (VA) Io credo che stiamo discutendo in Consiglio questo importante passaggio per la nuova convenzione per la gestione della Casa da gioco in un modo sicuramente non positivo e questa mia considerazione è stata appena confermata dalle dichiarazioni del Presidente della Giunta che ha chiesto cinque mesi di proroga ad una Convenzione che, voglio ricordarlo, è durata 14 anni, perché è in vigore dal 1977.

L'atto fondamentale con cui il Consiglio Regionale ha approvato la Convenzione attualmente in vigore è del dicembre del 1977. Abbiamo una Convenzione che era già scaduta, quella della Siser; era già scaduta alla fine di Dicembre dell'anno scorso, siamo già in regime di proroga e viene nuovamente proposto un ulteriore spostamento di cinque mesi.

Già questo fatto è indicativo di una gestione fallimentare da parte della Giunta Regionale per quanto riguarda la vicenda relativa al rinnovo della concessione.

Questa proroga non solo non era necessaria se le cose fossero state fatte per tempo e tempestivamente come, fra l'altro, era stato chiesto in Consiglio dai banchi della minoranza, in particolare dal nostro gruppo, proponendo anche un preciso scadenziario e se si avesse avuto la volontà di affrontare correttamente tutta questa vicenda.

Io voglio ricordare che il nostro gruppo ha presentato il 27 dicembre 1990, quindi più di un anno fa, in Consiglio, una mozione con cui chiedeva di partire rapidamente, con tutte le procedure connesse al rinnovo della Convenzione e in particolare impegnava con tale mozione la Giunta a predisporre entro trenta giorni e quindi per la fine di gennaio 1990, a portare all'esame della competente Commissione consiliare successivamente alla votazione del Consiglio, un pubblico avviso per una selezione delle Società da mettere alla gara per l'affidamento della gestione della Casa da gioco di St. Vincent. Questa mozione non venne ,allora, approvata dal Consiglio perché si disse che bisognava approfondire ed acquisire consulenze e si affidarono incarichi alla BAIN CUNEO eccetera.. per un gara di selezione, con il risultato che poi questo avviso venne fatto, ma venne fatto con un ritardo di mesi.

Venne deciso soltanto nel mese di giugno, con tutta una serie di ritardi che si ripercossero sull'iter, mentre se si fosse partiti tempestivamente, sicuramente non sarebbe oggi necessaria la richiesta di una proroga. Non solo, ma voglio anche ricordare che quando venne deciso dal Consiglio l'avviso pubblico e venne fissata una scadenza molto stretta, il 15 luglio per la presentazione delle domande, si disse che era necessario affinché fossero rispettati i tempi per non dover arrivare ad una proroga e si aggiunse che avendo concesso poco tempo per la presentazione delle domande, avremmo poi dovuto sbrigarci per esaminarle e decidere.

Le domande vennero presentate entro il 15 luglio e poi tutta la documentazione venne sequestrata dalla Giunta che non rese pubbliche e non informò le Commissioni del Consiglio delle documentazioni presentate per diversi mesi, fino a quando non venne presentata una interpellanza in Consiglio, interpellanza che abbiamo presentato il 7 novembre 1991 e solo dopo quella da-ta, la Giunta trasmise finalmente la documentazione delle doman-de pervenute alla competente Commissione con unitamente una bozza di deliberazione che è quella che discutiamo oggi, con cui in sostanza si proponeva la trattativa privata con la sola Sitav.

Evidentemente, avendo accumulato ritardi sia nella fase precedente all'avviso pubblico, sia nella fase successiva di esame delle domande, inevitabilmente oggi ci si trova nella situazione di non poter rispettare il termine del 7 febbraio del 1992 che ormai è fra meno di un mese, termine per il quale ormai scadono sia la Convenzione Sitav sia la Convenzione Siser. Questo ritardo, però, e di conseguenza la necessità di una proroga, è una responsabilità politica che dimostra l'incapacità operativa di questa Amministrazione e di questa Giunta Regionale e una non volontà di affrontare correttamente questo passaggio molto importante.

Ma al di là della questione del tempo e quindi di questa proroga di cinque mesi che ha già un voto negativo, pesantemente negativo per il modo in cui è stata gestita la vicenda, io credo che arriviamo molto male anche rispetto ai contenuti con cui si imposta questo rinnovo della Convenzione.

Voglio ricordare che il 17 maggio 1946 è la data della prima concessione alla Sitav sulla gestione della Casa da gioco di St. Vincent. Prima concessione che venne data alla Sitav e già allora, nella prima Convenzione si disse che si faceva quella concessione "in deroga alla normale procedura di bando d'appalto" per questione di urgenza.

Quella deroga eccezionale e determinata per motivi di urgenza, è rimasta in vigore per ormai 46 anni: sono 46 anni che le convenzioni con la Sitav si fanno con la trattativa privata in deroga alle normali procedure per gli appalti. Sicuramente questo non ha nessuna giustificazione.

Sono cambiate tante maggioranze, sono cambiate tante Giunte, tante Amministrazioni, ma il metodo è rimasto lo stesso; quello di fare delle trattative private con la Sitav. Questo indica in modo eloquente, a mio avviso, una subordinazione da parte della Giunta Regionale nei confronti di interessi che sono esterni al Consiglio Regionale, una incapacità di affrontare correttamente questa vicenda molto importante.

In realtà che si volesse andare ad una trattativa privata con la sola Società era evidente ormai da molti mesi, direi che era evidente fin dall'inizio del 1991 proprio dal modo lento e confuso con cui si è avviato tutto l'iter del rinnovo di una Convenzione molto importante, molto complessa. La stessa impostazione venne data all'avviso pubblico.

Noi avevamo suggerito di farlo in modo da permettere un 'ampia partecipazione, in modo da poter avere la partecipazione di varie società e poter fare una trattativa e un confronto su varie possibilità che si offrivano alla Regione. Venne fatta invece la scelta di un'avviso pubblico molto restrittivo, sfacciatamente impostato in modo da favorire di fatto le condizioni già in partenza favorevoli in cui si trovava la Sitav.

La conseguenza fu che poi le domande che vennero presentate evidentemente furono poche, soltanto sei società si presentarono, anche perché evidentemente le clausole e i requisiti che erano stati richiesti erano molto pesanti e difficilmente superabili.

Ciò nonostante bisogna dire che delle sei domande, ce ne furono tre che in base alla documentazione, vista anche in Commissione - ci fu sostanzialmente un accordo da parte dei funzionari Regionali che esaminarono la documentazione e la Società di consulenza e parere legale eccetera..-, nel sottolineare che erano prive sostanzialmente dei requisiti, non davano sufficienti requisiti per una gestione effettiva della Casa da gioco, mentre ce ne furono altre tre che, quanto meno sul piano sostanziale, sembravano avere tutti i requisiti e comunque non presentavano una situazione che escludesse a priori la loro possibilità di gestire la Casa da gioco.

Qui credo che si è verificato il fatto più grave che oggi dobbiamo discutere e su cui dobbiamo pronunciarci. Di fronte a sei società che si sono presentate, di cui tre considerate da tutti prive dei requisiti e tre invece sostanzialmente con i requisiti, ma di queste tre, si diceva che una aveva presentato maggiore documentazione.

Questa era la Sitav, le altre due sembravano avere i requisiti, ma avevano presentato una documentazione insufficiente e la Giunta ha deciso di trattare soltanto con la Sitav. Soltanto la Sitav avrebbe avuto i requisiti ed io credo che qui si sia fatta un'operazione assolutamente ingiustificata.

La proposta della trattativa privata con la Sitav non è assolutamente giustificata, se lo scopo dell'avviso pubblico era quello di trovare più società che potessero avere un rapporto interlocutorio con l'amministrazione Regionale era interesse e dovere della stessa verificare fino in fondo se queste società, che avevano presentato la documentazione, avessero o meno i requisiti.

Se c'era una carenza di documentazione da parte di alcune società, bisognava verificarlo chiedendo ulteriore documentazione. Questo invece è stato fatto nel caso della Sitav e non è stato fatto nel caso delle altre due società che almeno sulla carta e sul piano sostanziale sembrava avessero le carte in regola. C'è stata quindi una procedura diversificata alla Sitav, si è chiesta ulteriore documentazione, si sono chiesti ulteriori dati mancanti al 15 luglio.

Nel caso invece delle altre due società e faccio esattamente i nomi, la GIMA e la FINOPER che sul piano sostanziale sembravano avere i requisiti, a loro non è stato richiesto nulla, mentre nel caso della Sitav si è deciso di sentire il Presidente della Società in Commissione, lo ha sentito più volte anche il Presidente della Giunta e questo risulta da una serie di verbali. Questa fase non è stata seguita per le altre società.

Io credo che questo non sia assolutamente corretto; sicuramente l'avviso pubblico era un avviso che non vincolava l'amministrazione e quindi l'amministrazione poteva benissimo dire che nessuna società aveva i requisiti, però siccome è nostro interesse verificare se chi ha presentato domanda avesse veramente i titoli per andare poi ad una trattativa plurima o a una licitazione - quello che si sarebbe deciso di fare - allora se esisteva solo una questione formale di documentazione non sostanziale, bisognava ulteriormente verificare.

Del resto di fronte alla Commissione, quando ne abbiamo parlato con il dr. Pessina, anche lui ha detto che bisognava verificare se esisteva una documentazione da approfondire. Occorreva fare un lavoro di istruttoria. Ripeto lo si è fatto soltanto per una società...

Fuori microfono - (...queste fandonie che stai dicendo...)

Non sto dicendo... Signor Presidente, non è ammissibile che il Presidente della Giunta insulti...

Fuori microfono - (...deve dimostrarlo...)

Ma cosa devo dimostrare?

Presidente Signor Presidente, io chiederei di lasciar parlare Riccarand.

Riccarand (VA) Se la Commissione si è riunita diversa volte ed ha richiesto una serie di documentazione che io ho qui e se vuole gliele esibisco. Abbiamo chiesto i verbali...

(...Interruzione...)

Il Presidente della Giunta si è incontrato con gli amministratori la Sitav, con il Presidente della Sitav e con altri amministratori nel periodo che va dalla presentazione delle domande alla discussione dell'esame in Commissione. Questo non lo dico io, ma risulta dai verbali della stessa Assemblea dei Soci Sitav.

Il Presidente della Giunta si legga il verbale dell'Assembla dei soci Sitav del 7 dicembre. C'è scritto un giro di rapporti tra il Presidente stesso e Piantini, tra il Presidente stesso e l'Avv. Cerri ed ancora con altri amministratori e c'è una lotta interna, furibonda, documentata a verbale fra i vari amministratori della Sitav che dicono: ma il Presidente della Giunta ci ha detto questo..., - o altri dicono: a me ha detto altro. Non sono affermazioni che invento io, ma è un verbale sottoscritto e fatto dall'Assemblea del Soci Sitav che è stato tra l'altro messo a disposizione della Commissione.

Fuori microfono - (...ma riguardo a che cosa...)

Riguarda il punto fondamentale del modo per cui noi andiamo a fare la trattativa privata. Noi abbiamo chiesto come uno dei requisiti di queste società, l'affidabilità e la trasparenza.

Uno dei lavori che ha fatto la Commissione sulla Sitav è proprio sul problema dell'affidabilità e della trasparenza; gli stessi incontri che hanno avuto il Presidente della Giunta e gli amministratori Sitav riguardavano il tema dell'affidabilità e della trasparenza e quindi è materia strettamente connessa con la decisione che noi prendiamo oggi, perché noi oggi andiamo a dire che la Sitav è una società che ha tutti requisiti di affidabilità e trasparenza, e lo diciamo anche se secondo me sbagliando - sulla base di un lavoro istruttorio fatto, mentre andiamo ad escludere altre società per cui diciamo che non esistono questi requisiti.

Io chiedo quindi perché non è stata usata la stessa procedura anche nei confronti delle altre società. Comunque ritornerò dopo su questa questione dell'affidabilità e trasparenza e su quanto abbiamo saputo in Commissione perché evidentemente è un aspetto rilevante di questa discussione. Non accetto però che il Presidente della Giunta venga a dirmi che sto dicendo delle fandonie quando si tratta semplicemente di atti ufficiali che la Commissione ha fatto e di cui esistono prove documentali.

Ritengo però che il fatto di andare ad una trattativa privata oltre che essere una scorrettezza, lo ribadisco dal punto di vista procedurale, perché noi dovevamo mettere tutte le società sullo stesso piano, è anche un errore clamoroso da parte dell'Amministrazione Regionale, perché era tutto nostro interesse ed è tutto nostro interesse, non andare alla trattativa con una sola società, ma andare ad una trattativa con diverse società per riuscire a spuntare delle condizioni migliori. Se noi ci mettiamo già oggi nelle condizioni di fare una trattativa privata con una sola società è chiaro che siamo in una condizione di debolezza.

Se invece noi avessimo la possibilità di trattare non con una sola società, ma con altre, è chiaro che ci porremmo in una posizione di forza, mentre ora noi ci consegniamo in posizione di debolezza nei confronti della Sitav. Facciamo delle proroghe per cui rafforziamo la sua posizione, creiamo una condizione per cui la Sitav avrà sempre più il coltello della parte del manico e questo è un errore clamoroso tanto più se si volesse - ma secondo me non c'è questa intenzione - veramente fare una convenzione innovativa, se si volesse veramente cambiare la situazione rispetto ad una situazione passata di cui più volte ne abbiamo tutti denunciato la non funzionalità e se volessimo quindi spuntare dei risultati positivi.

Io credo che, fatte queste considerazioni, si possa entrare nel problema dei requisiti che la Sitav avrebbe rispetto a quelli richiesti dall'avviso pubblico e rispetto ad alcuni punti che abbiamo cercato di approfondire in Commissione e su cui il quadro non è assolutamente rassicurante.

Allora era stato richiesto, nell'avviso pubblico, che le Società che si candidavano per gestire una casa da gioco dovessero avere una assoluta trasparenza nell'azionariato. Io devo dire che è stato molto difficile perché le commissioni sottoscritte hanno dovuto fare diverse richieste prima di poter avere un quadro preciso dell'azionariato Sitav, un'azionariato che si presenta molto spezzettato, molto frammentato, litigioso, con delle cause fra i gruppi che compongo la società, ma che comunque non presenta assolutamente il requisito della trasparenza perché l'azionariato Sitav è composto da Società, S.r.l., S.p.A. ed azionariato singolo.

All'interno delle Società che compongono l'azionariato in alcuni casi sappiamo chi sono poi gli azionisti della VALSER, della SVIT, della RIVELLA, c'è però anche una finanziaria l'UNIFIDE di cui non sappiamo esattamente chi sono gli azionisti e questo non lo dico soltanto io, basta leggersi anche qui i verbali che abbiamo chiesto, delle riunioni, delle Assemblee dei soci Sitav, verbali del 28 settembre e verbale del 7 dicembre, dell'assemblea ordinaria della Sitav, per rendersi conto che all'interno degli gli azionisti Sitav, c'è una lite furibonda proprio legata alla questione dell'UNIFIDE per cui gli azionisti della SVIT, in tutte le Assemblee sistematicamente all'inizio di ogni Assemblea, chiedono e fanno mettere a verbale la richiesta di escludere dalla possibilità di esprimere il voto l'UNIFIDE perché dicono sia una Società finanziaria che in quanto tale non può avere pacchetti di azioni ed è in contrasto con la legge il fatto che ci sia questa finanziaria e quindi non ha diritto di voto in sede di assemblea ordinaria e tutte le Assemblee si aprono con questa contestazione.

Abbiamo quindi un'azionariato che al suo interno non si fida, non sa esattamente come è composto, non sa quali sono i rapporti di potere e chiede in sede di assemblee che siano invalidate delle azioni ed io mi chiedo se questa è la trasparenza richiesta all'azionariato e posto come requisito fondamentale. A mio avviso questa trasparenza non esiste.

Inoltre si chiedeva l'affidabilità dell'azionariato; allora noi qui abbiamo una società che credo che, di tutte le società che si sono presentate, sia la società che presenta l'azionariato meno affidabile. Del resto anche la Società di consulenza, la BAIN CUNEO, nei pallini che ha distribuito rispetto alle varie Società dice: pallino bianco Società in regola, pallino nero Società non in regola. Rispetto all'affidabilità della Sitav ha messo un pallino metà bianco e metà nero, ciò a dimostrare che neppure lei è convinta malgrado avesse presentato diverse relazioni pro-Sitav.

L'affidabilità non esiste, in quanto io voglio far presente che il controllo sulla Sitav non è ben chiaro a chi esattamente compete. Questo è emerso in Commissione, non sono cose che dico solo io, tutti i consiglieri che hanno partecipato all'interno della Commissione hanno potuto prenderne atto.

Allora noi abbiamo una Società che ha circa il 48 per cento delle azioni che sono sotto sequestro per procedimenti penali o procedimenti civili. Sono sotto sequestro tutte le azioni della VALSER che rappresenta il 21,21 dell'azionariato Sitav e sono sotto sequestro per la nota inchiesta che risale al 1983 e che evidentemente non è ancora risolta. Le azioni della VALSER sono di proprietà di Masi, Chamonal e di Giovannini ed attualmente gestite dai Giudici ed è un Ragioniere, il Rag. Savarino nominato dai Giudici di Torino, che vota in Assemblea e rappresenta gli interessi della Valser ed ha sottratto il controllo della Valser ai legittimi azionisti. Poi ci sono le azioni SVIT che rappresentano il 22 per cento della Sitav.

Le azioni SVIT che sono nella loro maggioranza sotto sequestro presso il Tribunale di Milano, di Monza, non ho capito bene sotto quale, ma che sono sotto sequestro per una vicenda, una lite interna agli azionisti SVIT per quanto riguarda proprio il controllo della SVIT S.p.A. Da quello che abbiamo appreso in Commissione la SVIT è sostanzialmente controllata da uomini che fanno capo alla VALSER perché un rappresentante dell'interesse SVIT, in assemblea ordinaria dei soci Sitav, svoltasi nei mesi scorsi, era un certo Avv. Gelmi, che il Presidente della Sitav Piantini, in Commissione, ci ha detto essere il rappresentante degli interessi del gruppo VALSER ed in particolare di Chamonal. Noi abbiamo quindi una situazione in cui abbiamo il 22 per cento delle azioni Sitav che sono controllate dallo stesso gruppo che ha le azioni VALSER.

Infine abbiamo il 5,5 per cento delle azioni ZORLA PAPINI che sono anche queste sotto sequestro per procedimenti civili nell'ambito delle liti fra azionisti sul controllo SVIT. Fate voi quindi il calcolo: 21 per cento VALSER, 22 per cento SVIT, 5,5 per cento Zolli Papini, noi arriviamo quasi al 50 per cento, siamo al 48 e passa per cento dell'azionariato Sitav.

Azioni sotto sequestro che comunque potrebbero essere riconducibili allo stesso gruppo che è il gruppo VALSER ed in particolare è stato detto, gruppo che fa capo a Chamonal. Se a questo aggiungiamo che abbiamo il 2,8 per cento delle azioni di Giovanni Cotta che sono in mano a chi non si sa bene, ma che è stato detto dal Presidente Piantini che sono in vendita e non si capisce chi sia assicurato il controllo di queste azioni, capite bene che in questa situazione il 2,8 per cento di Giovanni Cotta è decisivo per determinare la maggioranza dell'azionariato Sitav, quindi dipende da chi si assicurerà il controllo di queste azioni determinare lo spostamento dell'ago bilancia da una parte o dall'altra del controllo Sitav.

Questo lo si nota in modo evidente nel verbale dell'Assemblea Sitav, tant'è vero che nell'assemblea del 28 settembre 91, quindi parliamo di assemblee badate bene, svoltasi dopo il 15 luglio, dopo che erano già state presentate le domande e precisamente nelle assemblee del 28 settembre e 26 ottobre 91 si è verificato una sorta di colpo di mano per cui il gruppo che fa capo all'azionariato SVIT e azionariato probabilmente VALSER ha difatti preso in mano il consiglio di amministrazione nominando due sue membri, l'Avv. Gelmi e Giovanni Cotta, nel consiglio di amministrazione, creando quindi un nuovo tipo di controllo all'interno della Società che poi è stato di fatto annullato attraverso una successiva assemblea svoltasi il 7 dicembre, quindi recentemente.

Per cui sembra di capire che l'azionariato che fa parte della RIVELLA, abbia sostanzialmente neutralizzato Giovanni Cotta e lo abbia costretto a presentare le dimissioni ed in questo modo siano riusciti a riprendere il controllo della Società con una votazione e si dice che comunque il 70 per cento della Società abbia votato in un certo modo eccetera..

Ma attenzione! In questo 70 per cento dei soci che ha votato in un certo modo il 7 dicembre, sono compresi il 21,21 per cento del Rag. Savarino che rappresentava la Valser, ma il Rag. Savarino votava in rappresentanza dei Giudici e se noi ci trovassimo nelle condizioni per cui le azioni VALSER fossero restituite ai legittimi proprietari, saremmo difronte ad una Società che sicuramente non passerebbe dal controllo di un gruppo ad un altro perché la situazione attuale è del tutto provvisoria.

Esiste quindi una situazione di non trasparenza e di non affidabilità nei confronti della Sitav. Il fatto che il Presidente della Società sia venuto in Commissione a dirci, o meglio, a confermarci che c'è stato un tentativo di scalata da parte di un gruppo riconducibile a Chamonal, tentativo comunque ricacciato indietro e che la situazione è saldamente sotto controllo di un gruppo affidabile della Società, che le altre azioni sono state neutralizzate e sterilizzate; tutto questo secondo me è scarsamente convincente.

Io voglio anche far presente che questo azionariato Valser ed in particolare Chamonal, sappiamo avesse degli interessi nei Casinò francesi, interessi che sono stati motivo di chiusura di tutte le case da gioco francesi da parte delle Autorità di Polizia francese su cui era comunque presente, direttamente o indirettamente Franco Chamonal, per tutta una serie di motivi, evidentemente di sicurezza, che io non conosco esattamente, ma che devono essere molto gravi se hanno determinato la chiusura di Chamonix e di altre Case da gioco e che vietano in qualsiasi modo a Chamonal di avere degli interessi nelle Case da gioco francesi mentre noi ci apprestiamo a fare una trattativa privata con una società in cui questa realtà è così presente e così prossima.

Questo è quanto è emerso in Commissione per quanto riguarda la trasparenza e l'affidabilità che quindi a mio avviso, per quanto riguarda la Sitav, non esiste, ma anzi direi che probabilmente è una delle Società meno a posto dal punto di vista dei requisiti richiesti dall'avviso pubblico.

L'avviso pubblico poi chiedeva una disponibilità finanziaria notevole che doveva essere documentata per queste Società; per cui ad alcune è stato detto di non poterle ammettere perché non documentate in modo premiante la loro disponibilità finanziaria di decina di miliardi per fare degli investimenti a St. Vincent, eccetera...

In questo caso invece è stato detto che la Sitav ha presentato la documentazione ed è tutto quanto in regola, però la documentazione presentata il 15 luglio era quanto meno reticente perché non diceva niente su una questione molto importante, che poi è emersa in commissione ed è stata rilevata da molti commissari e del fatto che da quanto ho capito, la Sitav è interessata al contenzioso tributario per questione fiscale della cifra ragguar-devole di 180 miliardi di lire, per cui la disponibilità della liquidità vantata dalla Sitav è molto teorica perché esiste una debolezza reale legata a questo contenzioso tributario, di cui probabilmente altri consiglieri parleranno in modo più approfondito e dettagliato che comunque è notevole e supera la liquidità.

E' emerso che sono sotto sequestro cautelativo una serie di proprietà immobiliari della Sitav e delle società collegate per diverse decine di miliardi e quindi tutto questo evidentemente non risultava dalla documentazione del 15 luglio. Questo è emerso dopo nei lavori della Commissione, ma da qui ad affermare che esiste una certezza, una sicurezza della disponibilità finanziaria della Sitav, mentre le altre società non avrebbero queste disponibilità, secondo me è molto discutibile.

L'avviso pubblico poi chiedeva che fosse provata la capacità di gestione delle Società che concorrevano, rispetto a gestire una Casa da gioco o comunque strutture delle dimensioni della Casa da gioco di St. Vincent. Sono molto discutibili i criteri che si possono usare, però dire che l'attuale gruppo dirigente della Sitav ha una capacità di gestione valida della Casa da gioco, a mio avviso è un'affermazione che difficilmente trova una conferma nell'analisi anche dai risultati gestionali di questa Società.

Basta guardare i risultati del 1991, fare un confronto tra St. Vincent e gli altri Casinò italiani, per vedere sicuramente che c'è stata una gestione non felice, non brillante, perché quello che era l'elemento di forza tradizionale della casa da gioco, che erano i giochi francesi, i giochi tradizionali che dovrebbero essere anche quelli maggiormente curati perché sono quelli che danno anche un risvolto occupazionale di un certo tipo, hanno avuto una netta riduzione in assoluto nel corso del 1991.

Quindi mentre presso altre Casa da gioco questo non si è verifi-cato e complessivamente i risultati comunque gestionali nel corso del 1991 non sono stati certo positivi, e anche qui ci sarebbero tan-te cose da dire ed io non voglio soffermarmi più di tanto, ma anche questa capacità di gestione è molto discutibile ed è contestata tra l'altro in modo molto fermo da parte delle Organizzazioni sindacali dei lavoratori della Casa da gioco che in tutte le audizioni che abbiamo fatto ed in tutto quello che abbiamo sentito, hanno lamentato pesantemente una confusa e fallimentare gestione della Casa da gioco e un'incertezza su chi sono i vertici della Società, nella gestione delle Sale, nella politica promozionale.

Esistono quindi dati oggettivi, esistono valutazioni soggettive da parte dei lavoratori delle Organizzazioni sindacali di chi lavora all'interno della Casa da gioco. Ora, in questa situazione, dire a mio avviso, come si vuole fare con la proposta di deliberazione al Consiglio, che in questa situazione la cosa migliore è fare una trattativa privata con la Sitav, secondo me è un errore gravissimo, è una scorrettezza procedurale ed è un errore politico gravissimo da parte dell'Amministrazione Regionale.

Vorrei fare alcune brevi considerazioni di alcuni parametri rispet-to ai contenuti, al di là della questione della trattativa privata, che secondo la Giunta dovrebbero essere alla base di questa nuova Convenzione, che vengono posti nella bozza di deliberazione. Qui io credo che si scontrino due posizioni molto diverse, da una parte abbiamo il piano Sitav, fatto proprio sostanzialmente dalla consulenza BAIN CUNEO e dalla Giunta Regionale.

Questo piano Sitav, che si basa su un notevole ampliamento della Casa da gioco, su un notevole potenziamento dei giochi americani, sulla trasformazione del casinò di St.Vincent sempre più sul modello di Las Vegas, cioè un Casinò di massa, in cui affluiscono giocatori che si attaccano alle macchinette e producono soldi per la Casa da gioco e per la Regione.

Questa è una visione, a nostro avviso, profondamente sbagliata, che non ha nessun raccordo con una politica di sviluppo qualitativo che la nostra Regione dovrebbe perseguire e che fra l'altro non fa i conti neanche con l'evoluzione legislativa rispetto alla normativa sulla Casa da gioco. Sappiamo che è in fase avanzata, all'esame del Parlamento, un testo relativo all'apertura di Case da gioco in tutte le Regioni italiane che sicuramente non verrà approvato in questa legislatura, ma che ritornerà all'ordine del giorno all'inizio della prossima legislatura.

Esiste un cambiamento di normativa a livello di unificazione di Europa per cui questo progetto, questo piano Sitav, di ampliamento, per la creazione di un nuovo Casinò tecnologico eccetera.. è molto discutibile, anche se sostanzialmente è fatto proprio in modo larvato, dalla Giunta. E' una posizione fortemente contrastata da tutte le Organizzazioni sindacali.

Noi abbiamo sentite tutte le sigle sindacali, confederali e autonome ed anche i Sindacati autonomi e ci è stato detto di no all'ampliamento della Casa da gioco, un maggiore controllo da parte della Regione, una Società unica di gestione e non due, regolamentazione delle assunzioni e rottura dell'accerchiamento. Tutte queste cose che sono ben lontane dall'impostazione data dalla Giunta regionale nella proposta presentata in Commissione e all'esame del Consiglio.

Su questo io devo dire che in Commissione si è però verificato un fatto significativo, a mio avviso, ed è il fatto che l'impostazione data dalla Giunta non è stata avallata dalla Commissione e dalla stessa maggioranza, tant'è vero che oggi nell'atto che noi discutiamo, abbiamo un testo redatto dalla Giunta, ed un testo della Commissione che tra l'altro credo sia il testo su cui noi faremo la discussione e la votazione come avviene di consueto in Consiglio e su cui io mi riservo eventualmente di presentare degli emendamenti.

Voglio comunque essere rassicurato che la discussione e la votazione avvenga sul testo proposto dalla Commissione, che è già notevolmente diverso dalla proposta della Giunta. E' conforme alla proposta della Giunta per quanto riguarda la trattativa privata e quindi su questo non condivido assolutamente l'impostazione emersa dalla Commissione e l'ho detto prima ed ho cercato di spiegarne le motivazioni.

Invece sul piano dei contenuti da porre alla base della nuova Convenzione, c'è una diversificazione che a mio avviso è emersa in Commissione e che è da verificare all'interno del Consiglio, perché in sostanza dalla Commissione è avvenuto un no all'ampliamento inteso come costruzione di nuovi edifici, è venuta una richiesta non formalizzata, ma espressa in modo chiaro in Commissione di andare verso una Società unica di gestione, è venuta una richiesta di riformulare in modo completamente diverso il punto relativo alla rottura dell'accerchiamento in modo da non mettere soltanto delle affermazioni generiche, ma delle affermazioni vincolanti, è pervenuta una richiesta di un controllo sulle mance, di una presenza diretta di rappresentanti della Regione in Consiglio di Amministrazione nel collegio sindacale, in modo da poter controllare dall'interno l'operato della Società che gestirà la Casa da gioco.

Questi emendamenti a mio avviso esprimono un miglioramento notevole rispetto al testo presentato dalla Giunta anche se la mia sensazione, lo devo dire molto chiaramente, è che ci sia da parte della maggioranza Regionale, o di una parte della maggioranza Regionale che sta gestendo questa operazione, il tentativo semplicemente di portare a casa questa fase di trattativa privata e poi tutto il resto si vedrà nell'ambito della trattativa che dovrà essere aperta con la Sitav; quindi non so che premianza poi avranno i paletti che si metteranno oggi nella Convenzione.

Concludendo, a nostra posizione è di contrarietà e di opposizione alla trattativa privata con la Sitav che consideriamo sbagliata co-me impostazione, scorretta rispetto alle finalità dell'avviso pub-blico e tale da indebolire fortemente il ruolo della Regione.

Riteniamo che i paletti posti alla base della nuova Convenzione indicati nella proposta della Giunta erano totalmente inaccettabili mentre sono migliorativi quelli proposti dalla Commissione, ma su cui noi abbiamo intenzione di intervenire presentando ulteriori proposte di emendamento per delle precisazioni e delle chiarificazioni in modo da renderle più pregnanti.

Presidente Volevo ricordare che il testo in discussione è il testo approvato dalla IV Commissione.

Ha chiesto la parola il Consigliere Maquignaz, può parlare.

Maquignaz (AI) Io non ho molto da aggiungere a quanto ho avuto modo di dire, seppur brevemente, in Commissione e a quanto ho avuto modo di dire in occasione della delibera del 7 giugno 1991 con la quale si approvava l'avviso pubblico, ed anche quello che ebbi a dire sei mesi fa, cioè in occasione della discussione di quella delibera.

Si è puntualmente verificato quanto purtroppo ebbi modo di dire già allora. Dissi che ci saremmo potuti trovare difronte a tre ipotesi possibili: - una pluralità di imprese concorrenti - due sole - oppure ci potrà essere solo la Sitav.

E' stato ricordato che nel caso delle prime due ipotesi si sarebbe proceduto con una trattativa privata o con un appalto a concorso, se invece avremmo avuto come interlocutore soltanto la Sitav si sarebbe deciso in base alle circostanze. Si è sostenuto, dissi allora, che con questa procedura si volevano cercare delle alternative credibili alla società che gestisce attualmente la Casa da gioco, ma io credo che non sia così e credo anzi che questa delibera sia un artifizio perché essa altro non è che una operazione di facciata, destinata a far cadere ogni tipo di concorrenza già nella fase preliminare della trattativa. Continuavo dicendo di ritenere errata sul piano amministrativo e politico la procedura votata dalla Giunta per addivenire al rinnovo della concessione per la gestione della Casa da gioco.

A mio parere sostenevo che prima di ogni altra cosa la Regione doveva adoperarsi con tutte le forze ed iniziative possibili e disponibili, per acquisire subito tutte le infrastrutture accessorie alla Casa da gioco. Senza la proprietà di tali infrastrutture, la Regione verrebbe a trovarsi in una situazione di grave debolezza e non sarebbe assolutamente in grado di perseguire i suoi obiettivi istituzionali. Concludevo allora, considerando l'acquisizione delle proprietà e di tutte le infrastrutture necessarie collaterali al funzionamento della Casa da gioco, un atto pregiudiziale a qualsiasi trattativa o selezione di società concorrenti.

Dopo sei mesi si è verificato puntualmente ciò che avevo previsto e ciò che era stato detto non soltanto da me credo - ma mi consenta il Consigliere Milanesio - anche più volte ribadito da lui stesso in Commissione. Se ho ben capito il suo pensiero, ha più volte ribadito l'inutilità del pubblico avviso a causa dell'accerchiamento che è tale da scoraggiare dei concorrenti che abbiano una certa serietà.

E' vero che alcune società si sono presentate cercando appunto di dare la documentazione idonea ad attestare il possesso dei requisiti necessari al fine della preselezione, però come è stato ricordato questa mattina, mi è parso di capire che la partecipazione di alcune società è stata più che altro un fatto formale, e peraltro è forse anche vera l'ipotesi che se la Regione avesse voluto, al fine di mantenere in corsa più società, avrebbe potuto richiedere della documentazione integrativa. Sta di fatto che questa documentazione integrativa è stata richiesta per la Sitav, mentre invece non è stata richiesta per le altre società concorrenti; cioè la Regione in questo caso non ha voluto ulteriormente approfondire con le altre società, il discorso.

Si è perso, a mio avviso, tantissimo tempo con il risultato che ora la Regione si trova nei confronti della Sitav in una situazione di debolezza e si può affermare che tutta la fase intermedia del pubblico avviso altro non è servito che a ritardare il rinnovo della concessione della Casa da gioco.

Ormai i tempi sono scaduti, la concessione scade il 7 di febbraio, i regolamenti non sono stati rispettati, la legge non è stata rispettata e ci troviamo costretti, nostro malgrado, a dover fare un ulteriore proroga della concessione di sei mesi, cosicché la Sitav non soltanto è rimasta l'unica concorrente, ma già prima della scadenza della Convenzione questa può già usufruire di una proroga di diversi mesi. Dico per ora, perché io sono convinto che ce ne sarà un'altra.

Voglio vedere come finirà la questione dell'ampliamento della Casa da gioco perché su questa questione sono emerse due tesi chiare e contrapposte. La prima tesi della Giunta Regionale che vede nella costruzione di una nuova struttura, l'ampliamento della Casa da gioco e nella posizione espressa soprattutto dalla IV Commissione e dal suo Presidente che vede invece nell'ampliamento la possibilità di utilizzare le strutture esistenti e cioè il Billia, l'Hotel du Parc, i garages e le infrastrutture che già in questo momento sono presenti a St.Vincent.

Per quanto riguarda l'ampliamento, io ho già avuto modo più volte, quando in Consiglio c'erano situazione di maggior tensione a causa di note vicende, di ribadire la nostra posizione sull'ampliamento. Noi guardiamo con diffidenza a questa possibilità perché crediamo si debba puntare su una Casa da gioco che debba mirare non tanto alla quantità, ma bensì a valorizzare la qualità, una Casa da gioco di élite e di prestigio, quindi siamo favorevoli ad una dimensione che sia affidabile e controllabile e soprattutto il più possibile non contrastante con quelle che sono le esigenze, sociali, umane e morali della nostra Comunità.

Desidero ancora fare alcune considerazioni su quelli che sono i rapporti tra la Regione, la Casa da gioco, il Comune di St. Vincent e la Comunità montana. Giustamente nella delibera proposta dalla IV Commissione si dice che si deve tener conto delle esigenze e dei programmi delle Amministrazioni Comunali interessate. Vorrei un attimo soffermare la mia attenzione su questo argomento perché mi sembra importante e pregnante non soltanto perché abito in quella zona, ma perché la Casa da gioco si trova in quella Comunità, si trova a St. Vincent e quindi in qualche modo bisognerà fare i conti con questa mega-struttura, che ha delle influenze non soltanto sul piano sociale, ma sul piano morale ed economico.

La comunità di St.Vincent e la Comunità montana del Marmore devono fare i conti con quanto già detto; ecco perché secondo me, nella delibera, non basta dire che si deve tenere conto delle Amministrazioni interessate, secondo me occorre concordare con le Amministrazioni locali gli interventi che debbono essere realizzati in quella zona, che sono interventi massicci perché riguardano la costruzione di parcheggi, di nuove strutture alberghiere, per cui io ritengo che questo sia molto importante.

Per concludere io credo che la rottura dell'accerchiamento proposta, giustamente nel testo predisposto dalla Commissione, è una buona volontà però rimane comunque una buona volontà della Commissione e del suo Presidente. Lo ripeto ancora una volta, l'accerchiamento doveva avvenire prima del rinnovo della concessione, ora rimane ben poco da fare se non quello di accettare le richieste della Sitav che ormai si trova come unica e sola concorrente nella possibilità di dettare le sue condizioni.

Presidente Ha chiesto la parola il Vicepresidente Bich, può parlare.

Bich (Ind)Il mio intervento colleghi Consiglieri si limiterà in questa prima fase agli aspetti puramente amministrativi della delibera messa in discussione al punto 21 dell'ordine del giorno e recepirà alcune carenze anzi, addirittura alcuni rilievi che di fatto rimettono in discussione il testo della delibera stessa.

Stiamo discutendo un punto molto importante per la vita economi-ca e amministrativa della nostra Regione, stiamo discutendo di un appalto o meglio una concessione pluri-miliardaria, che riguarda due mila miliardi e più forse, così si è stimato, per i prossimi 9-10 anni e quindi questa delibera ha un indubbio valore, che avrebbe meritato una presenza di qualche faretto acceso in più.

Molto spesso la censura è anche quella di spegnere le luci e di ta-gliare i fili del telefono. Questa è una delibera come tante altre che sostengono una tesi e quindi si può ragguagliare, si può porre e si può paragonare ad un teorema, è dunque il teorema della BAIN-CUNEO, non è il teorema di Euclide. Dico che non è il teorema di Euclide perché il teorema di Euclide in geometria analitica è stato dimostrato ha un'efficacia logica, mentre il teorema della BAIN-CUNEO è un impianto, un artifizio che sta in piedi sul profilo puramente verbale, ma poi non è dimostrato, anzi contiene dei falsi plateali precisi che inficiano, che fanno cadere la validità del Teorema stesso e quindi la validità della delibera.

Quanto viene stabilito al punto 1 di questa delibera e cioè di prendere atto che solo la Società Sitav S.p.A. ha prodotto la documentazione idonea ad attestare il possesso dei requisiti previsti dall'avviso pubblico, è falso, non è vero, ed è giusto che il Consiglio, la Giunta, il Presidente della Giunta che è Ufficiale di Governo, oltre che essere Presidente della Giunta, ne prenda atto. Le condizioni dei requisiti previsti dall'avviso pubblico, vengono meno in quelli enunciati nell'avviso pubblico, di pre-selezione, dalla trasparenza, ed affidabilità dell'azionariato, è un discorso che in parte è già stato fatto dal collega Riccarand, e che io condivido nella quasi totalità.

E' un discorso che va approfondito nell'iter procedurale che si è seguito, passando alle ipotesi, ai dati che sono stati assunti dalla BAIN-CUNEO e associati dove dice che l'azionariato giudicato trasparente è stato quello riconducibile a persone fisiche, e allora colleghi consiglieri, rispettabile Giunta andiamo a vedere il quadro dell'azionariato della Sitav S.p.A. e vediamo che questo è formato al suo interno di alcune partecipanti che sono finanziarie il cui nome è stato riecheggiato in questi tempi. SVIT S.p.A., VALSER S.r.l., Grand'Ufficiale RIVELLA S.r.l., UNIFIDE S.p.A., il cui contenuto ci è oscuro e dai verbali delle Assemblee dei soci della Società Sitav emerge in pieno questa oscurità, questa incapacità, questa impossibilità a rapportare l'azionariato a persone fisiche.

Viene quindi meno un punto centrale del criterio specifico utilizzato dalla BAIN CUNEO per determinare i requisiti delle Società e mi riferisco in modo particolare alle quattro partecipanti. La BAIN-CUNEO ed il Presidente della Sitav Piantini, quando sono intervenuti alla seduta della Commissione, hanno detto che l'azionariato - è stato scritto anche sui giornali - delle partecipanti SVIT S.p.A. è formato al suo interno dalle seguenti persone fisiche: Petetti Vittoria Bianca 45,5 per cento delle azioni SVIT; Melchionni 7,6; Melchionni 7,6; Santamato 1,1; Santamato M.1,1; Santamato F. 1,1; Santamato B.11,3; Zorli E Papini Camilla 14,3; Albonico 6,1: Viganò 4,3. Questo documento è falso e sbagliato.

E' falso perché all'interno della SVIT S.p.A. questo quadro azionario è completamente mutato, è mutato non negli ultimi giorni che precedono l'assunzione di questa deliberazione del Consiglio Regionale, ma è mutato ancor prima addirittura che fosse bandito l'avviso di pre-selezione. Questo è già un punto ed è un tassello importante che non ci dà assolutamente la trasparenza dell'azionariato.

Quanto è stato detto si può dire in base a documentazione esistente nelle Cancellerie dei Tribunali dove abbiamo effettuato ricerche, allo scopo di avere una precisa situazione dell'azionariato Sitav. Inoltre per quanto riguarda SVIT S.p.A., Zorli Papini Camilla il 14,3 delle azioni all'interno di questa società, risulta siano state comprate con promessa di vendita successivamente non perfezionata, con versamento di una caparra confirmatoria di mezzo miliardo, è stata comprata dal Dott. Cotta di Torino per conto della San Babila S.r.l. corrente in Sondrio, Via Aldo Moro, con suo amministratore Dott. Locatelli e che risulta essere dal libro soci - (invito il Presidente della Giunta di verificare questo fatto, fatto pregnante, importante, incontrovertibile) - e che deve essere il socio di controllo della SVIT, e quindi chi comanda la SVIT è la San Babila, non è vero che è Petetti, che tra l'altro è morta; questo è un altro atto incontrovertibile,.. Melchionni.. non ci sono più.

La SVIT, che rappresenta il 22,063 dell'azionariato, non è controllata da queste persone. Il suo azionariato non è rapportabile a persone fisiche, ma ad un'altra finanziaria, alla San Babila S.r.l. di Sondrio, Via Moro 40, di cui è amministratore il Dott. Locatelli. Telefoni al Dott. Locatelli per ragguagli e per sapere esattamente cosa rappresenta e farci capire chi c'è dentro queste scatole cinesi, chi c'è dentro la San Babila, chi comanda il Sindacato di controllo e del socio di controllo della San Babila, come si ragguaglia e come si rapporta alle persone fisiche come chiedeva la BAIN-CUNEO.

Non sappiamo chi comanda la SVIT e pertanto chi ha il controllo su una parte determinante dell'azionariato della Società Sitav non lo conosciamo ed è quindi falsa l' affermazione della BAIN-CUNEO e quanto è stato affermato dallo stesso Ing. Piantini.

E' stato in malafede o è uno sprovveduto quando, venendo in Commissione, afferma queste cose. L'azionariato della SVIT è cambiato, Presidente, si faccia dare l'elenco del libro soci e vedrà in modo chiaro e incontrovertibile che quanto dico io è vero e risulta d'altronde anche dal ricorso per sequestro giudiziario intentato dall'avv. Francesco Gelmi di Caporiacco di Milano domiciliatario della San Babila S.r.l.

Quindi Gelmi è legato alla San Babila, colui che compare e scom-pare dai verbali delle Assemblee straordinarie e ordinarie della Sitav, ha comprato le azioni della Signora Camilla Papini e del fi-glio, che non sono solo azioni all'interno della SVIT, ma sono anche azioni all'interno individuale, all'interno della Società Sitav e, da come risulta dal verbale dell'Assemblea straordinarie della Sitav del 7 dicembre 1991, poi rinviata al 21 dicembre 1991, quin-di solo dieci giorni fa, nelle caselle riguardanti Camilla Tristano Zorzi Papini, non c'è niente perché queste azioni sono sequestrate dal Giudice che ha ammesso il ricorso dell'Avvocato Gelmi della San Babila S.r.l. ed ha dato quindi facoltà al Conservatore delle azioni stesse, di poterle trattenere dai proprietari proprio perché sono state vendute con promessa di vendita del 25 settembre 91.. Teniamo conto di questa data perché è l'apice di una scalata alla Società Sitav così come risulta....

Mi dispiace che lei faccia lo spiritoso Presidente, ma noi stiamo discutendo di cose importanti, io sto cercando di dare il mio apporto, facendo il mio dovere cercando di documentarmi al meglio possibile per evitare che l'amministrazione Regionale sia soccombente in un contenzioso di cui non si possa vedere una definizione e comunque togliere la stessa Amministrazione Regionale nella condizione di debolezza di una trattativa privata, guidata in questo modo.

Questa è una trattativa privata pilotata giustamente come diceva il Consigliere Maquignaz un momento fa con una procedura che è tutta invalidante, da verificare in tutti i suoi presupposti perché carente, contraddittoria, deviante...

Dicevo comunque, riprendendo il discorso, che il 5,51 per cento delle azioni della Signora Camilla Zorzi Papini e lo 0,01 per cento del figlio sono anche queste sotto sequestro, perché sono state acquistate e chi le ha acquistate ha chiesto che sia perfezionato l'atto di vendita e qui risulta dagli atti in sede giudiziaria; ebbene costituisce una fetta importante che aggiunta al 21,21 per cento della VALSER, al 22,06 per cento della SVIT, forma il 48,7924 delle azioni SITAV di cui conosciamo solo la parte di detentori e quindi il riferimento alle persone fisiche è solo limitato ai soci della VALSER, non già a quelli della SVIT.

A questo 48,7924 per cento delle azioni Sitav, dico i millesimali perché è importante, si devono aggiungere poi anche le azioni detenute dalla Signora Ortensia Ormosino che sono lo 0,35...per cento che sommate al 48,7924 fanno il 49,4923 delle azioni Sitav.

Questo non è un fatto ininfluente, perché non permette alla Sitav, al cosìddetto sindacato di controllo, attualmente amministrante la Società stessa, di poter deliberare in prima convocazione da cui l'articolo 13 dello Statuto sociale prevede la proprietà del 51 per cento dell'azionariato.

Quindi la Sitav con questo tipo di azionariato non può deliberare nell'assemblea ordinaria e straordinaria in prima convocazione. Non è un fatto da poco, ma fa venire meno uno dei requisiti centrali del bando.

Questi fatti sono incontrovertibili, se vuole la documentazione posso dargliela anche se avrebbe già dovuto essere in suo possesso per l'esigenza dei suoi uffici.

Ecco quindi che vengono meno le condizioni di trasparenza e affidabilità, a meno che non si consideri affidabile anche il capitale sgradito come è detto dalla BAIN-CUNEO appartenente ad altre finanziarie.

Allora lo si dica chiaramente, ma lei Presidente ha detto esattamente il contrario ed è stato recepito sia dall'Assemblea degli azionisti Sitav sia anche da tutta la documentazione di cui siamo in possesso, lei dice che quell'azionariato è sgradito, non lo vuole, ma quell'azionariato ha in mano il 49,4923 per cento delle azioni Sitav, che lei voglia o che lei non voglia.

Io credo, senza voler creare del nervosismo, che tutti quanti vogliamo il bene dell'Amministrazione e giungere a capo di un risultato positivo di questa vicenda; nessuno vuole sacrificare la Società Sitav sull'altare di un inimicizia pre-concetta o di un atto di ripulsa pre-concetta, ma la Sitav, come alcune società, non ha i requisiti.

La delibera è assolutamente carente dei suoi presupposti e allora non è lecito, è profondamente illegale oltre che illegittimo, conferire alla Sitav questo stato di privilegio nella trattativa unica e singola. La verifica di questi dati ci fa approdare alla necessità di andare ad una trattativa privata plurima, ad una verifica quindi bilanciata con altre proposte, pur sapendo a priori che la Sitav è in "pole position".

La Sitav ha un quadro intermedio di tecnici, di persone di prima qualità; io ci sono stato venti anni e conosco benissimo come è oliata quella Società, come funziona quell'apparato. Abbiamo dei croupiers che sono ottimi, ci sono invidiati dai Casinò di tutto il mondo, quindi non abbiamo niente da temere, però mettiamo l'Amministrazione nelle condizioni di poter operare con vantaggio, non diamo questo vantaggio ad altri come hanno ben sottolineato nel loro intervento il Consigliere Riccarand e il Consigliere Maquignaz.

Era questo che volevo dire e non voglio aggiungere altro. Emerge questo aspetto oscuro, inquietante e negativo dell'azionariato Sitav perché una società all'interno di essa e ne faccio il nome, la SVIT, sta acquisendo altre quote di capitale e questo è dimostrato.

Si parla di sterilizzazione dell'azionariato non gradito, si tirano fuori le misure contro il riciclaggio, allora parrebbe dai verbali, in maniera sicura e sancita sottoscritto dal notaio, che la Regione ha chiesto che siano immesse nello Statuto all'articolo 6 a statuto societario le misure contro il riciclaggio, assorbendo così la direttiva europea. Non si può però prendere in giro la gente, non si può andare oltre la riserva di legge perché dove parla di provvedimenti legislativi in materia creditizia, in applicazione della legge 5 marzo 1985 n. 74, che recepisce l'attuazione della direttiva della CEE del 12 dicembre 1977, prevede dei soggetti che non sono rapportabili a quelli definiti dai fini sociali dello statuto della Sitav.

Quello di far inserire questa normativa è una "bicca" perché...la normativa non può scavalcare i requisiti soggettivi dei soci, ad esempio il requisito dell'onorabilità non può essere scavalcato da imposizioni dovute allo Statuto societario, ma semplicemente alla legge.

Allora le condizioni di onorabilità, nella fattispecie dei soci e degli esponenti di una società, sono recepite dal testo del decreto legge 3 maggio 1991 n. 743 relativo a provvedimenti urgenti per limitare l'uso del contante e dei titoli al portatore nelle transazioni e prevenire l'utilizzo del sistema finanziario allo scopo di riciclaggio. All'articolo 8 si specifica bene qual'è il dettato: onorabilità dei soci e degli esponenti.

Ai partecipanti al capitale di società, di cui al presente capo, si applicano le disposizioni dell'articolo 7 del Decreto del Presidente della Repubblica 27 giugno 1985 n. 350 quello a cui fa riferimento l'articolo 6 dello Statuto societario della Sitav. Ma attenzione a questi soci di società, perché il presente capo, che andremo poi a leggere, chiarisce chi sono i soggetti che sono sottoposti a questo controllo.

Sono i soggetti del capo secondo: "Elenco degli intermediari operanti nel settore finanziario", e non c'è assolutamente nessuna figura ragguagliabile alle finalità sociali della Sitav. Quindi la legge può avere vigore solo entro queste figure specifiche. Non solo, ma quando si recepisce il dettato della legge 27 giugno 1985 n. 350 all'articolo 7: "Coloro che trovandosi in una delle situazioni indicate nel precedente articolo 5 n. 2 e 3 e lettera A e B", qui addirittura si è aggiunto che sono i requisiti tra l'altro degli amministratori non dei soci. Si è aggiunta anche la lettera C: cioè vengono ridotte al due per cento la facoltà di voto delle azioni di chi è stato sottoposto alla reclusione per un tempo non inferiore ad un anno per un delitto verso la pubblica Amministrazione o contro la fede pubblica o contro un patrimonio... cioè si è voluto coinvolgere giustamente quell'azionariato non gradito, ma questa è una forzatura.

Qui ai soci della società si chiedono dei requisiti di onorabilità pubblica che sono di gran lunga maggiori di quelli degli amministratori, tant'è vero che basta andare a prendere il verbale dell'Assemblea straordinaria della Sitav del 21 dicembre, cosa che nessuno ancora ha, ma che sarebbe opportuno che i consiglieri si facessero dare, dove emerge l'immediata richiesta di impugnativa da parte del dr. Procchio, l'amministratore unico della SVIT. Ma allora queste norme di riciclaggio che valore hanno? Valgono o non valgono?

Non vale la sua parola Presidente, non vale quella del Dr. Procchio, per carità, ma non possiamo poi rilevare la validità della parola di un Tribunale perché questo verrà molto tardi, e magari il Tribunale sentenzierà che non sono valide come è molto probabile, e allora noi con queste norme di riciclaggio e queste norme di trasparenze le possiamo appendere ad un chiodo, perché non hanno nessun valore, nessun significato. Vengono stracciate.

Quindi tutte queste cautele, per cautelare questo benedetto 50 e qualcosa per cento sul controllo della Sitav, sfuma come nebbia al sole, ma non sfuma solo per questo colleghi consiglieri, rispettabile Giunta, carissimo Presidente, sfuma perché tra i soci della Sitav vi sono soci individuali che già hanno dimostrato nei mesi scorsi di non essere fedeli a questo patto sindacale, di controllo, che tra l'altro il Presidente Piantini ci aveva promesso di portarci qui trascritto.

L'aveva detto in Commissione è vero Chenuil? Aveva dichiarato di portarci la confluenza di UNIFIDE il grande ufficiale Rivella, dov'è l'atto di confluenza? Non ci è stato invece nessun documento per cui il sindacato di controllo è un sindacato che ha il 50 e qualche cosa per cento, ma dentro il quale c'è il Dott. Giovanni Cotta, Maria Rosa Cotta Sandretto, Adriana Chabod, Vittoria Bersanti Cotta e via discorrendo, azionisti che solo nel mese di settembre hanno cambiato tutto il quadro di riserva della Sitav, tutto il Consiglio di Amministrazione, l'hanno stravolto come un guanto. E allora questo è affidabile? Ma siamo sicuri oggi noi a chi diamo in mano, con questa delibera, "hic et nunc"......a chi diamo in mano la concessione del Casinò.

Lei è in grado di dirmi Presidente ha chi diamo in mano il casinò? Lei non può essere in grado. Quindi viene meno una condizione essenziale e centrale del bando pre-selezione, per cui anche la Sitav non ha le condizioni ed i requisiti per poter essere ammessa a una trattativa privata singola. Non si tiri fuori la storia del capitale VALSER, perché il capitale Valser si sa benissimo che è ancora sotto sequestro, ma lo sarà ancora per poco, perché le condizioni - questo lo dicono tutti - che impedivano l'utilizzo di questo capitale stanno venendo meno, perché anche lì i requisiti soggettivi ci sono e potranno votare. Né vale l'azione di responsabilità intentata dall'UNIFIDE, dalla società di controllo degli amministratori che controllano la Sitav, contro la VALSER, non vale perché anche qui il Codice Civile prevede cinque anni per la prescrizione dall'azione di responsabilità, anni che sono abbondantemente superati scavalcati, definiti, chiusi.

(...Interruzione...)

...lei mi sembra seccato perché io dico delle cose che le sono sgradite, io so benissimo che il teorema non è solo BAIN-CUNEO, ma è anche BAIN-CUNEO e poi le aggiungo anche altri nominativi...

Fuori microfono - (...non sono affatto seccato...)

...Se lei si denota scocciato perché io sto facendo presente delle condizioni di questo tipo.

Fuori microfono - (...le ho detto di no... - le ho detto di no...)

... Allora significa che questo esperimento è semplicemente un esperimento fantasma, è semplicemente un tentativo di attribuire alla Società Sitav,.... la concessione del Casinò, tutto lì. Se lei si denota seccato, per queste cose....

Fuori microfono: - (..non sono seccato - non sono affatto seccato...)

...Ma lei è seccatissimo, è seccatissimo, io le chiedo scusa, per cari-tà di Dio, Presidente io le chiedo scusa, se ho fatto queste cose, io ritiro tutto, ritiro tutto, certamente se l'interpretazione del Codice Civile è quella che dà lei con la vittoria che lei ha sulle cause che ha intentato in passato, stia tranquillo che l'interpretazione del Codice Civile è soggettiva ed inutile, anzi possiamo abolire il Codice Civile, perché lei non ha vinto una causa in questo caso; e con questo, visto che ha irritato anche me, non aggiungo niente di più, sostengo che stiamo facendo un atto illegale.

Presidente Ha chiesto la parola il Consigliere Voyat, può parlare.

Voyat (UV) Signor Presidente per mozione d'ordine. Alla luce delle gravi dichiarazioni fatte dal Consigliere Bich, in cui si dice che la SVIT avrebbe il 49,49 per cento e quindi invaliderebbe alcuni punti dello Statuto della Società SITAV e non sapendo ancora chiaramente a chi appartengano alcune azioni di Giovanni Cotta ed altri, che porterebbe la SVIT ad avere il 51 per cento della Società Sitav, chiediamo un rinvio affinché si possa avere la possibilità di verificare a fondo a chi appartengono le azioni SVIT e come è suddiviso l'azionariato SVIT e SITAV.

Quanto richiesto allo scopo di fare la chiarezza più completa e non potendolo decidere oggi, non vogliamo andare contro uno dei punti più fondamentali che è quello della chiarezza e della trasparenza sulla società a cui diamo la gestione della Casa da gioco di St.Vincent.

Presidente Chiederei solo al Consigliere Voyat di specificare meglio a quando chiede il rinvio, dopodiché sulla sua proposta interverranno uno favorevole, uno contrario e si voterà.

Voyat (UV) Quando chi aveva il dovere di darci la documentazione chiara e precisa ce la farà pervenire e naturalmente il Consiglio Regionale e le Commissioni di competenza abbiano la possibilità di verificarne il contenuto. Prima di venire in Consiglio, evidentemente, si dovrà tenere una discussione in Commissione.

PresidenteQuindi chiede un rinvio in Commissione con l'eventuale documentazione necessaria. Possono parlare un Consigliere a favore e uno contro.

Ha chiesto la parola il Consigliere Milanesio, può parlare.

Milanesio (PSI) Ma io starei per dire: "Vostro Onore," rivolgendomi, perché mi è sembrato di essere in un aula giudiziaria dove c'erano delle requisitorie serrate su questioni che per la verità sono state già esaminate abbastanza a fondo dalla IV Commissione e non mi sembra che al di là delle cifre e dell'animosità con cui qualcuno ha ritenuto di illustrare questo argomento, che è certamente un argomento di una certa importanza, ma che non credo nemmeno sia l'argomento più importante che ci troviamo a dover affrontare di questi tempi, sul quale già grava un ritardo tra l'altro neanche tanto simpatico.

Io credo che non è che siano emersi fatti od elementi diversi da quelli che erano già emersi in Commissione, perché abbiamo oggi sentito probabilmente le argomentazioni che qualche concorrente adotterà per impugnare qualsiasi decisione che prenderà il Consiglio Regionale. Abbiamo avuto un anticipo delle tesi difensive probabilmente di qualche concorrente, però i fatti e le cifre che sono state illustrate sono già in qualche misura note in tutta la loro consistenza alla Commissione, perché queste cose sono già emerse nell'esame che abbiamo compiuto in Commissione e oggi siamo qui, non già per decidere di dare una concessione alla Società Sitav, ma per invitare la Giunta ad iniziare una trattativa privata con la Società Sitav e al termine della quale fare tutte le verifiche che bisognerà fare - e che certamente io ritengo che si debbano fare - perché noi non possediamo questa profondità di scandaglio che ad altri invece è consentita.

La Giunta riferirà nei tempi che abbiamo visto e che non sono brevissimi dato che sappiamo ci saranno sei mesi di tempo perché il Consiglio possa affrontare questo argomento; riferirà, ma io non credo che sia né utile né opportuno oggi rinviare questa deliberazione, perché iniziare una trattativa privata non significa concluderla, invece vuol dire poter pretendere quegli elementi di chiarezza che fino ad oggi è stato difficile avere in tutta la loro ampiezza.

Quindi io credo che non ci troviamo difronte ad un fatto nuovo, ma difronte ad una specie di "coup de théatre" già concordato, dove uno tira delle conclusioni che sembrano clamorose ed un altro prontamente chiede il rinvio.

Tutto questo fa parte di un copione più o meno abile, ma che non preoccupa minimamente né questa maggioranza né la Giunta perché qui non si tratta di decidere oggi di dare in concessione la gestione della Casa da gioco alla Sitav.

Si tratta solo, a seguito di un avviso esperito, di prender atto che altre Società non presentano i requisiti ed iniziare una trattativa con la Sitav, che si può concludere positivamente o negativamente. Io credo quindi che la proposta vada respinta.

Presidente Il Consigliere Milanesio era contrario al rinvio. Interviene a favore il Consigliere Bich, può parlare.

Bich (Ind) Io non ho grandi potestà di scandaglio delle aule giudiziarie, soprattutto le conosco poco da una certa parte, lui invece le conosce meglio sia da una parte che dall'altra. Per adesso io le conosco poco; l'illustre interlocutore le conosce per altri indirizzi che non sono propriamente gli uffici giudiziari a cui io mi sono rivolto per avere questa documentazione.

L'unica cosa che posso dire è che il rinvio vuole ripristinare la legalità sulle condizioni la "parton dicio" nell'espletamento della trattativa privata che in questo caso, - (parton dicio) - nel senso che viene meno la condizione di reiezione della domanda delle richieste fatte dalle altre società nei confronti dell'Amministrazione.

Dal momento che nei criteri specifici, utilizzati dalla produzione e delle offerte, è emerso chiaramente che l'azionariato non è riconducibile alle persone fisiche e questa era la condizione centrale per poter ammettere, con tutti i requisiti e con tutti i carismi, la Società Sitav alla trattiva privata, se questa condizione di oscurità del quadro azionario della Società Sitav risulta mantenuta, non possono esserci le condizioni ed i requisiti per la partecipazione alla trattativa privata. Non stiamo facendo poco, perché noi oggi decidiamo di espellere altre cinque società dalla trattiva con la Regione ed in particolare 2-3 società che erano molto vicine, ad avere i requisiti.

Qui i requisiti sono carenti per grossi buchi neri come quelli dell'universo. Ecco perché io credo sia prudente e giusto, soprattutto verso le sofferenze che ha causato nel passato all'interno delle nostre istituzioni e della nostra stessa Regione il rapporto con la casa da gioco, poter evitare al di sopra di qualsiasi ragionevole dubbio delle condizioni che possono privilegiare una società nei confronti dell'altra, cosa che invece è emersa molto bene dall'intervento di chi mi ha preceduto. E' stato un ottimo avvocato, è stato bravissimo, è stato il Perry Mason della Sitav. Quindi io sono per rinviare giustamente finché non abbiamo la documentazione precisa.

Presidente Si procede a votazione. Chi è favorevole al rinvio vota sì, chi è contrario vota no. Potete votare.

Esito della votazione

Presenti: 34

Votanti: 34

Astenuti: 1 (Il segretario Gremmo)

Maggioranza: 18

Favorevoli: 15

Contrari: 18

Il Consiglio non approva il rinvio.

Presidente Ha chiesto la parola il Consigliere Maquignaz, per mozione d'ordine, può parlare.

Maquignaz (AI)Poiché il rinvio non è stato accettato, io chiedo almeno che venga sospeso il Consiglio per qualche minuto per poter approfondire quello che il Consigliere Bich ha dichiarato. Non possiamo dimenticare che quello che il Consigliere Bich ha dichiarato è abbastanza grave perché pone dei dubbi sulla trasparenza dell'azionariato.

Io credo non si possa sottovalutare quanto è stato detto e dare la possibilità quindi ai Consiglieri come me di verificare - per una mezz'ora - se quanto è stato detto corrisponde o meno alla realtà. Se non vogliamo rinviare la deliberazione, almeno io chiedo una sospensione del Consiglio fino al pomeriggio o almeno sospenderlo dopodiché possiamo procedere, altrimenti....Il comportamento della maggioranza è abbastanza grave.

Il Consigliere Bich ha fatto delle dichiarazioni che sono gravissi-me, io chiedo quindi che vengono verificate in Commissione...! E non si deve dire che non si rinvia... sospendiamo almeno per verifi-care se quanto ha detto Bich è vero o non è vero...!. Qui andiamo avanti a colpi... prima si diceva che la maggioranza precedente usava prepotenza ed usava la forza dei numeri, ma oggi che cosa sta usando l'attuale?

Sta usando la forza dei numeri molto peggio di prima!.. su una questione delicatissima, che è il Casinò, che ha creato situazioni disastrose nella nostra Regione nel passato e qui si rifiuta un rinvio perché il Consigliere Milanesio ha deciso che il rinvio non va fatto, ma almeno la sospensione io chiedo, almeno questo, Signor Presidente me lo conceda...

Presidente C'è una richiesta di sospensione, prima di dare la parola al Consigliere Riccarand, chiedo se il Consiglio è d'accordo.

Se tutti sono d'accordo sospendiamo per mezz'ora e ci rivediamo alle 11,55.

Si dà atto che il Consiglio viene sospeso dalle ore 11,26 alle ore 11,58

Presidente Riprende la discussione sull'oggetto n. 21. Ha chiesto la parola il Consigliere Maquignaz, può parlare.

Maquignaz (AI)Noi ci siamo ritrovati tra le forze della maggioranza, abbiamo interpellato il Presidente della IV Commissione e abbiamo concordato con lui la possibilità di convocare congiuntamente la IV Commissione insieme ai capigruppo perché abbiamo verificato che alcune dichiarazioni fatte dal Consigliere Bich rispondono a realtà, nel senso che non è possibile, almeno per una parte dell'azionariato, giungere alla sua identificazione.

Aspettiamo quindi una risposta da parte della maggioranza in relazione alla succitata convocazione.

Presidente Ringrazio il Consigliere Maquignaz che ha fatto una proposta, mi sembra, quella di riunire la IV Commissione con i capigruppo per valutare la situazione. Io chiedo se ci sono altre proposte, altrimenti decidiamo su questa.

Chiede la parola il Presidente della Commissione Chenuil, può parlare.

Chenuil (PCI-PDS) Io ho fatto questa proposta alla maggioranza, e le forze di maggioranza non hanno accettato di riunire i capigruppo e la Commissione su questi nuovi sviluppi della situazione e quindi procediamo nei lavori.

Presidente Mi sembra di aver capito che questa proposta non può essere accettata a meno che non si chieda di metterla in votazione. Il Consiglio è supremo organo deliberante su questa questione.

Ha chiesto la parola il Consigliere Viérin.

Viérin (UV) Je veux formaliser la requête d'une réunion de la conférence des chefs de groupe élargie aux membres de la quatrième commission, pour discuter des déclarations formulées au sein de cette assemblée et ainsi avoir un minimum de débat et de confrontation à cet égard.

Presidente On peut mettre alors en discussion la proposition du conseiller Viérin et il y a le Président de la Junte qui demande la parole.

Bondaz (DC)Io sono d'accordo.

Presidente Se tutto il Consiglio è d'accordo sospendiamo.

Prego comunque i capigruppo e la IV Commissione di trovarsi un momento nell'attigua saletta e ci ritroviamo tutti alle ore 16.

La seduta è tolta.