Oggetto del Consiglio n. 2835 del 22 novembre 1991 - Resoconto
OGGETTO N. 2835/IX Solidarietà al Presidente della Repubblica per una rifor-ma complessiva delle istituzioni (Approvazione di risolu-zione).
Presidente Do lettura della risoluzione presentata dai Consiglieri Louvin, Andrione, Mostacchi, Viérin, Rollandin, Vallet, Perrin, Voyat, Faval, Marcoz, Ricco, Rusci, Maquignaz, Lavoyer e Agnesod:
Risoluzione Le continue, estenuanti dispute fra gli organi di vertice dello Stato hanno suscitato sconcerto e crescente sfiducia
Le recenti gravissime accuse lanciate nei confronti del Presidente della Repubblica ed in particolare le minacce di impeachment sono tese ad impedirne l'azione di ripristino della legalità da tempo minacciata in seno all'organo di autogoverno della magistratura.
Tali iniziative paiono strumentalmente volte a screditare la persona del Presidente della Repubblica e ad accentuare la già gravissima situazione di crisi istituzionale in atto.
Per questi motivi
il Consiglio regionale della Valle d'Aosta
esprime
la propria solidarietà al Presidente della Repubblica ed il proprio apprezzamento per l'opera energica e incisiva da lui svolta per una riforma complessiva delle istituzioni.
Presidente Ha chiesto di illustrare la risoluzione il Consigliere Louvin, ne ha facoltà.
Louvin (UV) Les membres de cette assemblée ne sont pas sans savoir qu'une vive inquiétude existe dans ce pays au sujet de la situation institutionnelle. Certes, les rappels réitérés du Président de la République et ses déclarations ont suscité et suscitent encore des réactions différentes, qui vont de ceux qui voudraient considérer ses déclarations et ses comportements comme étant en quelque sorte une forme de "lucide follie", et ceux qui par contre croient identifier dans ses déclarations une tentative extrême d'attirer l'attention sur un problème dramatique tel que celui du changement non pas de quelques aspects de nos institutions, mais d'un véritable changement de régime.
Les rappels du Président de la République ont donc le sens surtout dans ces heures d'un ultimatum à la classe politique et d'un ultimatum également à certains organes et à certaines institutions pour que chacun fasse son devoir et remplisse son rôle dans les limites qui lui appartiennent.
Nous sommes sans doute conscients que le rôle principal du Chef de l'Etat est celui de défendre la constitution, mais nous sommes également convaincus que la loi suprême est toujours la salus rei publicae et donc que parfois pour sauver quelque chose, si quelque chose est encore à sauver, il faut changer.
C'est dans ce sens que nous tenons en ce moment et par rapport aux événements de ces derniers jours concernant le Conseil supérieur de la Magistrature, à exprimer non pas une adhésion entière, totale et sans réserve à l'attitude du Président de la République, mais à exprimer une forme de sympathie pour son action visant à une reforme globale des institutions.
Sur "La Stampa" de ce matin nous avons un article fort intéressant qui a pour titre "la fin d'un régime" et qui souligne le moment actuel comme étant un moment de transition vers une deuxième république. Pour ce qui est de ce changement nous avons déjà manifesté notre opinion, sur l'opportunité de passer à une autre république, ce n'est pas ici et dans cette circonstance l'occasion d'en parler, mais nous estimons utile que les forces favorables au changement ne soient pas mises sous silence en ce moment, mais qu'elles puissent s'exprimer avec le ton convenable, dans la mesure qui s'impose, mais qu'elles puissent toujours et toutefois s'exprimer.
C'est donc sans une volonté de polémique que nous avons présenté cette résolution, mais uniquement pour souligner en état d'âme, pour souligner une prédisposition de ce Conseil vis-à-vis des grands événements institutionnels qui s'annoncent.
Presidente E' aperta la discussione generale.
Ha chiesto di parlare il Consigliere Milanesio, ne ha facoltà.
Milanesio (PSI) Di solito ci sono in questo Consiglio ogni tanto delle risoluzioni che vengono presentate più per il gusto di creare imbarazzo nei banchi della maggioranza che per altre considerazioni.
Non mi pare che sia il caso questa volta di questa risoluzione, che è molto misurata nelle espressioni, che non esprime un consenso acritico e totale nei confronti dell'operato del Presidente della Repubblica, ma che tende in un momento estremamente delicato in cui sembra scontrarsi i due fra i massimi poteri dello Stato, vale a dire il Capo dello Stato, che ha la funzione di rappresentare l'unità nazionale ma che è anche il Capo dello Stato in questa Repubblica, e il Consiglio superiore della magistratura, che ha il compito delicatissimo ma per nulla politico che è quello di gestire non la giustizia ma l'organizzazione funzionale dei giudici, ebbene credo che in questo momento, al di là dello spirito di parte, ci deve essere qualcosa che deve far scattare in noi la molla della solidarietà nei confronti del Presidente della Repubblica.
E' per questa considerazione che ritengo che l'intervento che il Presidente della Repubblica ha fatto recentissimamente nei confronti del Consiglio superiore della magistratura tenga a difendere i diritti della magistratura giudicante e non le pretese di casta che qualche volta sono presenti in tanti organismi, che possono anche essere presenti in questi organismi.
Cossiga si è assunto un compito ingrato che è quello di testimoniare il passaggio, di testimoniarlo dolorosamente anche sulla sua persona, dalla Prima Repubblica a quella che non sappiamo ancora come sarà, ma che potremo definire la Seconda Repubblica, e che potrà uscire solo da un accordo fra le forze autenticamente popolari e rappresentative del nostro paese, e quindi che potrà e dovrà comprendere necessariamente un accordo fra le attuali forze di governo e le forze di opposizione.
Ebbene da questo accordo potrà scaturire una nuova fase costituente, una nuova repubblica perchè gli schemi, gli ordinamenti attuali a nostro avviso sono superati, e il Presidente della Repubblica si è assunto l'ingrato compito di sottolineare, con atteggiamenti che possono essere evangelici, nel senso che ha deciso di dare scandalo come altri personaggi citati nel Vangelo, e noi riteniamo che questo il Presidente della Repubblica, al di là della appartenenza nostra a partiti politici, possa e debba avere la solidarietà.
Con questo spirito e solo con questo spirito votiamo a favore della risoluzione.
Presidente Ha chiesto di parlare il Consigliere Cristina Monami, ne ha facoltà.
Monami (PCI-PDS) In merito alla dialettica, chiamiamola così, che si è aperta fra il nostro Capo dello Stato e parti della Magistratura nutro quanto meno il beneficio del dubbio.
Non dubito del fatto che la Magistratura, organo fondamentale dell'ordinamento costituzionale, debba godere della massima autonomia e non nutro dubbi sul fatto che non possa per nessun motivo e in nessun momento essere sottoposta al potere, se non addirittura al ricatto del potere politico.
Non ho dubbi sul fatto che la democrazia nel nostro paese sia garantita dalla necessaria e opportuna suddivisione dei poteri; non dubito nemmeno che sia compito del Presidente della Repubblica sorvegliare sull'equilibrio di questi poteri.
Non ho dubbi, infine, sul fatto che la costituzione italiana e i valori che essa contiene vadano ancora difesi, e sono convinta - come diceva il Consigliere Milanesio - che pur tuttavia si debba procedere alle riforme istituzionali. Esiste il parlamento, e quella è la sede nella quale le forze politiche si confronteranno e potranno arrivare alla definizione di queste riforme.
D'altra parte non ci convincono gli argomenti che il Capo dello Stato adduce, ma soprattutto non ci convincono i mezzi e i modi che ha usato per sostenere le sue argomentazioni. Ragione per cui il mio voto personale a questa risoluzione sarà di astensione e credo che così si comporterà il mio Gruppo.
Presidente Ha chiesto di parlare l'Assessore alla Pubblica Istruzione Rusci, ne ha facoltà.
Rusci (PRI) Voteremo come PRI la risoluzione che peraltro abbiamo sottoscritto.
L'auspicio delle riforme istituzionali ritengo che da appannaggio di ogni cittadino responsabile di questa Repubblica, lentamente diventerà anche bagaglio culturale e quindi atteggiamento comportamentale delle forze politiche.
Ho firmato con un auspicio che è più semplice forse ed è l'auspicio della vera istituzionalità. Da almeno 10-12 anni a questa parte assistiamo nel nostro paese, e qualche volta capita anche nel nostro consesso, ad uno strano scambio dei ruoli, per cui l'esecutivo decreta e quindi utilizza uno strumento che dovrebbe essere attraverso la legge appannaggio del parlamento; il parlamento si vuole interessare attraverso le commissioni di attività sovente meramente amministrative; la magistratura dà giudizi politici; le commissioni parlamentari (ce n'è una presieduta dall'On. Gualtieri, quindi credo di poter parlare con un minimo di cognizione di causa) vogliono giudicare. Credo che si debba forse un attimo ripensare al recupero dei ruoli: il potere esecutivo si occupi di amministrazione, il potere legislativo faccia le leggi e il potere giudiziario giudichi.
E' con questo auspicio che noi abbiamo sottoscritto questa risoluzione.
Presidente Pongo in votazione la risoluzione in oggetto.
Esito della votazione
Presenti: 29
Votanti: 16
Favorevoli: 16
Astenuti: 13 (Bajocco, Beneforti, Bondaz, Chenuil, Dolchi, Fosson, Lanièce, Limonet, Mafrica, Martin, Monami, Riccarand e Trione)
Il Consiglio approva
Presidente Abbiamo terminato i nostri lavori, il Consiglio sarà convocato a domicilio.
La seduta è tolta.
