Resoconto integrale del dibattito dell'aula

Oggetto del Consiglio n. 2791 del 22 novembre 1991 - Resoconto

OGGETTO N. 2791/IX Disegno di legge: "Programma triennale conoscitivo nel settore forestale".

Dolchi (Presidente) Il Consiglio aveva rinviato a questa mattina per la discussione gli oggetti n. 30 e 31, ed aveva concordato di discutere con questi l'oggetto n. 72, che riguarda materie relative all'agricoltura. In base a questo orientamento chiedo al Consiglio di discutere l'oggetto n. 30.

Ha chiesto di parlare il Consigliere Andrione, per mozione d'ordine, ne ha facoltà.

Andrione (UV) Nous devions voter les aides aux émigrés et le Président devait répondre sur les questions posées par M. Perrin.

Presidente Prima di affrontare l'oggetto 31, parliamo di questo argomento.

Ha chiesto di parlare il relatore, Consigliere Chenuil, ne ha facoltà.

Chenuil (PCI-PDS) La Regione Valle d'Aosta ha da sempre dedicato il massimo impegno per migliorare il proprio patrimonio forestale, ed è seguendo questo indirizzo che oggi la Giunta regionale propone questo programma triennale di indagine, per una più completa conoscenza del patrimonio boschivo e conseguentemente una migliore produzione dei vivai forestali.

Il programma si sviluppa infatti in tre direttrici di ricerca: 1) individuare la reale consistenza qualitativa e quantitativa del patrimonio forestale; 2) aggiornare la conoscenza dello stato vegetativo e perfezionare la rete per il monitoraggio fitosanitario; 3) ottimizzare le produzioni vivaistiche forestali attraverso una specializzazione delle linee di produzione.

Il comma 2 dell'articolo 1 dà l'incarico al Servizio forestazione dell'Assessorato regionale all'Agricoltura di elaborare un programma operativo che sviluppi le direttrici sopra espresse. Il comma 3 stabilisce che detto programma deve essere sottoposto a verifiche semestrali al Servizio competente.

L'articolo 3 delega alla Giunta regionale il compito di stipulare le convenzioni con la Società IPLA di Torino per realizzare il programma. Detta Società costituisce uno strumento tecnico altamente qualificato e già ampiamente sperimentato: svolge infatti attività di ricerca, sperimentazione, produzione, gestione, assistenza tecnica e consulenza per conto della Regione Piemonte e di altri enti pubblici nell'ambito della programmazione economica e della pianificazione territoriale.

L'articolo 4 stabilisce le quote di intervento finanziario per il triennio.

Ci sono poi degli emendamenti presentati e fatti propri dalla commissione. Emendamento n. 1: si modifica l'intervento per il 1991, quindi 100 milioni anziché gli 850 milioni previsti, e si prevede, per il 1999, 600 milioni.

Emendamento n. 2: "Al bilancio di previsione della Regione per l'esercizio finanziario 1991 sono apportate le seguenti variazioni: 100 milioni in diminuzione, 100 milioni in aumento". Emendamento n. 3: si aggiunge il seguente articolo: "La presente legge è dichiarata urgente ai sensi del comma tre dell'articolo 31 dello Statuto speciale ed entrerà in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nel Bollettino ufficiale della Regione".

Emendamento n. 4: dopo il comma 4 dell'articolo 4 è aggiunto il seguente comma: "In deroga all'articolo 44, comma 5, della legge regionale 27 dicembre 1989, n. 90, sono autorizzate le variazioni di bilancio indicate al successivo articolo 5".

Presidente E' aperta la discussione generale.

Ha chiesto di parlare il Consigliere Riccarand, ne ha facoltà.

Riccarand (VA) Avevo già espresso in sede di III Commissione, quando abbiamo esaminato questo disegno di legge, alcune perplessità su questa ricerca triennale, che comporta un onere molto elevato, due miliardi e mezzo, per avere una serie di dati. Avevo chiesto, per poter capire meglio in cosa consisteva questo piano di ricerca, di avere copia del piano di ricerca o dei piani di ricerca e del percorso che si voleva proporre. Questo piano ci è stato consegnato tre giorni fa, ho potuto esaminarlo e devo dire che questa documentazione non fa che confermare ancor di più i dubbi che già avevo espresso in sede di III commissione, nel senso che il grosso di questa ricerca consiste in un'altra ricognizione sul patrimonio forestale della nostra Regione, sia su quello pubblico, sia su quello privato, andando ad approfondire una serie di dati che però sono già in possesso della Regione. Il territorio forestale è ormai da tantissimo tempo oggetto di sistematica indagine; credo che a partire dal 1964 vengono redatti periodicamente dei piani economici che costituiscono dei veri e propri censimenti della composizione dei nostri boschi, censimenti che vengono poi aggiornati ogni decennio, per cui abbiamo un insieme di dati molto approfondito, molto ampio e molto analitico.

E' vero che questi piani economici riguardano la parte pubblica del bosco, parte pubblica che comunque è la maggioranza del territorio forestale regionale, e anche la parte privata, con tutta la frammentazione di proprietà delle foreste che questa rappresenta è comunque riconducibile alle stesse caratteri-stiche del patrimonio forestale pubblico che già conosciamo nel dettaglio. Quindi diventa molto discutibile il fatto di andare a spendere 2,5 miliardi per un ulteriore esame di questa realtà. Oltretutto ho visto nella relazione allegata a questo disegno di legge che si parla di campionamenti, di trasferimento di fotogrammi aerei, fotointerpretazione, si parla di un inventario globale del territorio, inventario che è già stato fatto ampiamente; abbiamo ormai una mole enorme di cosidette carte tematiche sul territorio della Regione a partire dalle ricerche dell'ancora noto e famoso prof. Masoli della fine anni '70, inizio anni '80, per tutte le carte fatte per il piano paesistico territoriale, per la carta forestale, cioè abbiamo un insieme di documentazione che mi sembra del tutto inutile andare ulteriormente ad infittire con grosse spese per la pubblica amministrazione e scarsa utilità operativa.

Ho letto nel dettaglio questo inventario globale del territorio, poi inventario sui soprasuoli boscati, mi sembra che alla fine avremo un altro cumulo di cosidette carte tematiche, che però rispetto alle esigenze dell'intervento concreto non aggiunge nulla di nuovo a quello che già conosciamo.

Quindi si tratta di una proposta di ricerca che è sicuramente interessante e utile per l'istituto che lo propone, ma credo che lo stato di conoscenze dell'amministrazione regionale non rende utile e interessante per noi questo tipo di ricerca.

Poi c'è un altro filone di ricerca che riguarda invece una analisi più dettagliata delle caratterizzazioni ecologiche e fitosanitarie di stazioni boschive, controllo permanente sulla salute del bosco eccetera. Qui in realtà c'è già una attività avviata in questo settore, non mi sembra che si aggiunga niente di nuovo e di significativo rispetto a quello che c'è già; fra l'altro in questo settore ci sono a livello regionale degli entomologi che potrebbero sicuramente darci delle notizie, dei suggerimenti rispetto all'intervento senza bisogno di inserire il tutto in una ricerca di carattere triennale. Oltretutto in questa ricerca si sovrappongono cose fra di loro molto diverse: il nucleo fondamentale e più costoso è questo ulteriore censimento delle foreste, poi c'è questa parte molto più ridotta di esame sullo stato di salute del bosco, c'è una parte ancora ulteriore per quanto riguarda la questione delle piante, dei rimboschimenti, dell'esame delle piante più adatte, delle piante micorizzate eccetera.

A noi sembra che non sia questo il lavoro urgente da fare; c'è invece un lavoro che potrebbe essere più utile a livello di analisi del patrimonio forestale, che è invece un'analisi di quelli che sono i danni provocati nelle foreste da una serie di interventi che sono stati realizzati, sia da interventi dell'uomo, sia da interventi determinati da una evoluzione complessiva della società. Ad esempio, a noi sembra che sarebbe più interessante rispetto a questa ricerca, che non ci propone nulla di nuovo, una ricerca invece sulle conseguenze negative determinate al patrimonio forestale da una proliferazione delle strade, di piste da sci, di interventi nel bosco, dall'inquinamento atmosferico; questa potrebbe essere una ricognizione su questi danni ambientali che si sono determinati e quindi una proposta in positivo su come intervenire. Inoltre questa potrebbe essere una ricerca sicuramente con un onere non di 2,5 miliardi ma di pochissime decine di milioni, che potrebbe darci una fotografia di quelli che sono i punti neri attualmente del patrimonio forestale e conseguentemente darci delle indicazioni di intervento.

Invece qui andare a spendere 2,5 miliardi per una ricerca che non aggiunge nulla a quello che già conosciamo, o comunque aggiunge molto poco, e quel poco che aggiunge non è affatto essenziale rispetto agli interventi che sono necessari sul nostro patrimonio forestale, a me sembra uno spreco di denaro pubblico.

La legge è molto scarna, praticamente si limita a stanziare questi 2,5 miliardi, le relazioni che ho potuto esaminare non sono assolutamente convincenti e non prefigurano una ricerca utile per l'amministrazione regionale, quindi la nostra valutazione su questa proposta è negativa.

Presidente Ha chiesto di parlare il Consigliere Perrin, ne ha facoltà.

Perrin (UV) Il est bien vrai que la forêt constitue en Vallée d'Aoste un patrimoine de grand intérêt, non tellement au point de vue économique mais quant à l'environnement et donc au point de vue écologique.

Ce patrimoine en ces dernières années pour toute une série de causes a reçu des graves atteintes, que les organes publics ont essayé de drainer et de maîtriser. Je rappelle par exemple les attaques de limantria à partir de 1984, phénomène qui a eu une éclosion extraordinaire dans tout l'arc alpin, d'abord les Alpes du nord, puis il s'est transféré au sud et ensuite à l'est des Alpes, vers la Savoie. Phénomène qui aujourd'hui a été arrêté grâce aux interventions. D'autres attaques d'insectes entomophages sont sous contrôle et donc je crois pouvoir affirmer que nous avons une connaissance suffisante de la réalité fores-tière valdôtaine.

Nous avons conduit en tel que région autonome toute une série d'analyses des forêts, qui nous ont donné le cadre précis de la situation. Il suffit de penser par exemple à l'Inventario forestale nazionale; il suffit de penser aux stations de monitorage en voie de construction et qui donneront des renseignements ultérieurs à la suite et donc la possibilité d'un contrôle assidu et continuel du développement de certains phénomènes; il suffit de penser à toute l'activité de forestation que l'Assessorat à l'agriculture à travers le service des forêts a conduite à peu près dans toute la Vallée, même si - il faut bien le dire - de façon particulière dans les forêts publiques qui constituent cependant la majorité des forêts dans la Région, ou en tout cas il s'agit là de la partie la plus intéressante au point de vue économique et de la défense du territoire.

Or, aller proposer une ultérieure recherche de cette envergure il nous semble vraiment un gâchis d'argent. Gâchis d'argent aussi pour le fait que la recherche qui est proposée ne donnera pas grand-chose au delà de ce que nous connaissons déjà.

J'ai eu l'occasion aussi de lire le document fourni par l'IPLA, le plan que cette société a rédigé, l'analyse de la méthodologie qu'elle va adopter, la subdivision des différentes phases de travail et des propositions opérationnelles pour l'enquête elle-même. Je n'ai rien vu là de très nouveau ou d'extrêmement nouveau. Il s'agit peut-être dans certains secteurs d'approfondissement de connaissance que nous avons déjà, mais qui ne vont pas bien au delà.

M. Riccarand l'a déjà dit: la méthodologie adoptée semble suffisamment drôle parce qu'elle ne fait que recopier des choses que nous avons en abondance. L'inventaire à travers l'interprétation des photos aériennes est chose désormais extrêmement connue. Nous avons toute une série de plans qui existent dans plusieurs assessorats: soit l'Assessorat à l'Agriculture, soit a l'Assessorat au Tourisme, probablement d'autres encore pour d'autres secteurs. Des études qui sont en train d'être réalisés, des projets que ce Conseil a financés, vont dans cette direction. D'autres en parleront certainement plus en profondeur que moi, mais le plan du paysage et du territoire contient déjà toute une série de données concernant le secteur forestier. Et donc on va ajouter ici une dépense énorme pour avoir de nouveau les mêmes données que déjà nous possédons, ou que d'autres sont en train d'analyser et de compiler.

Il y a aussi une autre raison qui nous pousse à un jugement négatif à l'égard de ce dessein de loi. En réalité nous connaissons très bien les bois publics, nous connaissons un peu moins bien les forêts privées, sur lesquelles l'Administration régionale a déjà agi mais en mesure plus réduite. Or, l'un des buts de cette recherche serait justement celui de mettre l'accent sur cette deuxième partie. Mais quel est le résultat de cette enquête? La relation de l'ILPA nous le dit: "Verranno elaborati per i soprasuoli di proprietà privata dei piani di gestione per alcuni raggruppamenti di comune". En effet, je crois que toute enquête doit conduire à des plans de gestion, plans qui existent déjà pour toute la forêt publique, nous sommes déjà là à la révision décennale de ces plans, et donc il y a pour les forêts publiques la photographie exacte, non seulement la photographie mais la rédaction des plans qui ont été réalisés par les techniciens locaux, qui nous disent exactement de quelle façon nous devons intervenir dans ces forêts. Mais non de façon générique, non pour une commune, non seulement pour une forêt particulière, mais à l'intérieur de chaque forêt parcelle par parcelle, donc une différenciation sur quelques hectares de forêt, parce que pour chacune de ces parcelles ces plans de gestion ont dit quelle est la situation, combien de plantes existent, quel est leur état, de quelle façon nous devrons intervenir dans le futur, quel est l'état d'accroissement de ces plantes, et donc quel est le patrimoine forestier sur lequel nous pouvons intervenir pour maintenir ou même accroître le patrimoine forestier de chaque parcelle.

Ce qui serait aussi souhaitable pour les bois privés, même si, quant aux bois privés présents surtout dans la basse Vallée, il s'agit surtout de taillis qui ont un moindre intérêt économique et où la gestion est beaucoup plus facile et commode et qui ne demande pas de plans extraordinaires. Je disais, en tout cas, s'il faut intervenir sur ces bois privés, ce n'est certainement à travers cette méthodologie que l'on y parvient, parce que le fait d'avoir des plans de gestion des forêts privées par regroupement de communes ne dit rien du tout. Regrouper par commune la gestion, la méthode d'intervention, de coupe du bois, signifie ni plus ni moins de laisser les choses à l'état actuel. Je crois que l'expérience des privés serait dans ce cas beaucoup plus approfondie, parce que les privés connaissent mieux de ce que pourra nous donner cette enquête, la situation de chaque parcelle et la méthode et la façon d'y devoir intervenir.

Le fait d'avoir un plan de gestion qui ne soit pas un plan parcellaire mais un plan non seulement communal mais intercommunal, puisqu'il regrouperait différentes communes, ne donnera aucun résultat.

Non seulement, mais je crois qu'il y a là aussi de répétitions et donc un gâchis d'argent. L'article 2 prévoit qu'il y ait une intervention pour la mycohrization des plantes, une étude dans ce sens; je crois que là nous sommes en train de redoubler une dépense; lorsqu'on dit à la lettre c) du premier alinéa: "Ottimizzare le produzioni vivaistiche, forestali attraverso una specializzazione delle linee di produzione e di miglioramento del postime di fitocelle mediante micorizzazione delle stesse" je crois que nous allons faire une répétition d'une action que ce Conseil a déjà adoptée tout dernièrement en approuvant la convention avec le centre de culture expérimentale de Castagneto Po, en créant cette société mixte CCS-Région, qui devra implanter en Vallée d'Aoste des laboratoires et qui va étudier la mycorhization des plantes.

C'est vrai qu'ici, à travers cette action avec le centre de culture expérimental, il y a une adresse particulière, il s'agit de champignons comestibles, mais ayant un laboratoire qui sera très outillé, l'expérimentation peut être vraiment par ce centre étendue, sans arriver à redoubler la dépense à travers une autre action parallèle.

Il y a aussi d'autres questions que nous aimerions connaître. Le règlement communautaire 3528/86 permet justement des actions dans le secteur forestier; est-ce qu'une action a été entreprise envers la CEE pour pouvoir obtenir des financements, ou bien on dit la Vallée d'Aoste est - paraît-il - suffisamment riche, donc dépensons tout simplement notre argent? Moi je dis ici: gâchons tout simplement notre argent.

Il y a aussi d'autres questions qui se posent à l'attention. On confie cette enquête à l'IPLA de Turin et à travers des conventions qui devront être faites, d'après l'article 3, conventions que nous ne connaissons pas et qui pourraient mieux donner la possibilité de juger ce projet si nous les connaissions auparavant, mais nous connaissons par contre la société et justement l'article 3, alinéa 2, nous préoccupe parce que cet article récite: "La società IPLA spa deve avvalersi preferibilmente per la predisposizione degli studi di cui al programma della collaborazione di liberi professionisti del settore forestale residenti nella regione Valle d'Aosta". Ce "preferibilmente" signifiera avoir quelques techniciens qui suivront pour des travaux infimes la recherche, mais ils ne seront pas certainement les protago-nistes. Je crois, par contre, que si une recherche approfondie doit encore être faite en Vallée d'Aoste, nous aurions la possibilité de la conduire peut-être sous le chapeau d'une université italienne, française ou suisse - en France et en Suisse la recherche dans le secteur forestier est beaucoup plus avancée qu'en Italie et les connaissances que ces universités possèdent vont bien au delà des connaissances et des capacités de l'IPLA, sans enlever aucun mérite à cette société - et dans ce cas elle peut être faite par les techniciens locaux.

Nous avons un grand nombre de licenciés dans les secteurs forestiers et agraires, plusieurs de ceux-ci ont acquis au cours de ces 10-15 ans une grande expérience dans le secteur et donc sont à même de conduire eux-mêmes une série de recherches. D'autres spécialistes existent en Vallée d'Aoste, auxquels l'Administration régionale avait déjà confié dans le passé des recherches dans le secteur par exemple de l'entomologie, secteur qui sera visé par cette recherche. Et donc je crois que, tout compte fait, nous avons désormais suffisamment d'experts locaux, qui sont capables de conduire des recherches approfondies, des recherches qui peuvent donner de bons résultats, sans confier cette grande action extrêmement coûteuse à l'IPLA.

Pour ces raisons et pour d'autres que d'autres collègues illus-trerons, notre avis sur ce projet de loi est négatif.

Presidente Ha chiesto di parlare il Consigliere Rollandin, ne ha facoltà.

Rollandin (UV) Les observations des collègues suffiraient déjà pour dénoncer un aspect qui avait déjà été dit aux commissions. On estime que cette recherche n'est pas à même d'ajouter grand-chose aux données que l'Administration régionale a déjà, et de façon spécifique je voudrais rappeler le séminaire qui s'est tenu à Saint-Vincent au début du mois de janvier 1991. A cette occasion il y avait eu la présentation des différents projets pour ce qui est de l'étude sur le plan du territoire et du paysage que la loi obligeait déjà à avoir depuis longtemps.

Là, si on va reprendre les données de ce colloque, il y a une série de prévisions et d'études qui vont dans la même direction, il suffirait de reprendre un des dossiers: "Schema del piano - ufficio di urbanistica", là où dans les indications qui sont prévues au point de vue de la recherche sur l'environnement, il y a la "Carta della naturalità" qui reprend une série des thèmes qui font l'objet de cette recherche. Là existe déjà la carte qui résume les données.

Alors je me pose la question: ou cette carte a été faite d'une façon peu sérieuse, chose de laquelle je doute, ou bien les données pour lesquelles on va confier cette charge à l'IPLA sont dépassées.

Il y a une autre carte: "Carta delle unità ecosistemiche", où il y a une série de données qui nous permettent d'apprécier les différentes zones: "zona umida, cespugliata, bosco, abbandono, pascolo, prato, coltivo"; tout a été dit dans des cartes qui font partie des différents dossiers que l'Administration régionale possède.

Une autre carte concerne "Sistemi di grandi risorse naturali e culturali", là où il y a la carte qui résume les différents dossiers.

Cela dit, on ne comprend tellement la raison de ce choix, et même je dois avouer que le schéma d'étude de ce même plan dit: "Carta descrittiva del territorio, scelta e lettura delle componenti ambientali"; après il y a différentes phases: "prime carte di sintesi per l'assetto, lettura integrata dei tre assetti, indagine e individuazione degli indicatori". Et puis: "cartografia descrittiva del territorio, uso del suolo, beni e nuclei storici, beni ambientali, assetto naturale, unità strutturali ed ecosistemi, valutazione dei siti e delle risorse, valutazione ambientale e punti di criticità, area di maggior fruizione, emergenze degli impatti". Il y a là une série de données qui à notre avis sont plus que suffisantes pour avoir le système d'évaluation de ce que l'Administration veut faire. Au contraire ici on va confier une étude qui durera longtemps et qui, au delà de représenter les données qui déjà existent de façon différente, n'ajoutera pas grand-chose à ce que l'Administration régionale possède.

L'autre volume encore plus intéressant qui a été distribué, là où on a toute une série d'évaluations que je ne veux pas lire aujourd'hui pour ne prendre trop de temps, contient les mêmes arguments et les mêmes charges de la délibération du projet de loi que nous sommes en train d'étudier. Alors des deux l'une: ou cette étude est déjà dépassée car elle n'a pas encore été analysée, ou bien on va faire un double inutile.

Ce qui ne nous paraît pas un argument soutenable aujourd'hui, et les mêmes frais pourraient être utilisés d'une façon plus valables pour d'autres études toujours à protection de l'environnement.

Presidente Ha chiesto di parlare il Consigliere Riccarand, ne ha facoltà.

Riccarand (VA)Credo che la discussione di stamani mattina abbia aggiunto ulteriori elementi a quelli che già erano venuti fuori in commissione, che scaturiscono dalla documentazione che ci è stata trasmessa. Chiederei all'Assessore di ritirare questo provvedimento, in modo che si possa andare ad una verifica più organica e compiuta della documentazione abbondante che già abbiamo e verificare se è necessaria una spesa così grossa per un ulteriore programma di ricerca.

Colgo anche l'occasione per chiedere un chiarimento all'Assessore rispetto ad alcune notizie che mi sono pervenute, relativamente ad una inchiesta della magistratura proprio su ricerche attinenti questo settore forestale. Mi è stato segnalato, e vorrei avere conferma o smentita di questo, che proprio il dirigente del servizio interessato direttamente a questo programma di ricerca, avrebbe ricevuto recentemente un avviso di garanzia attinente queste campagne di ricerca.

Quindi anche relativamente a questo vorrei avere una conferma o una smentita, e comunque chiedo che sia fatta una verifica ulteriore sulla opportunità di mandare avanti questo programma di ricerca.

Presidente Ha chiesto di parlare il Consigliere Perrin, ne ha facoltà.

Perrin (UV) Dans mon intervention j'ai parlé à l'égard de l'article 3, II alinéa, qui à mon avis devrait, si le projet de loi sera voté, au moins être modifié.

Nous devons essayer, si cette action doit aller de l'avant, de mettre dans les coûts le plus grand nombre possible de techniciens locaux, dont je présente au nom de l'Union Valdôtaine, avec M. Rollandin, un tout petit amendement pour enlever au II alinéa l'adverbe "preferibilmente", là où il existe des techniciens locaux, que l'IPLA doive se servir de ces techniciens. Evidemment s'il y a des secteurs particuliers dans lesquels il est impossible de les trouver, ce seront des techniciens de l'IPLA ou des techniciens piémontais ou d'ailleurs qui conduiront l'enquête.

Mais s'il y en a en Vallée d'Aoste, il me semble que puissent ceux-ci être utilisés. A mon avis ces techniciens existent et donc nous pouvons très bien nous en servir.

Presidente Dichiaro chiusa la discussione generale.

Ha chiesto di parlare l'Assessore all'Agricoltura, Foreste e Risorse Naturali Lanièce, ne ha facoltà.

Lanièce (DC) Sull'ultima domanda posta dal Consigliere Riccarand, di ritirare il progetto, la risposta è no, perchè se accettassi la sua richiesta dovrei presentare contemporaneamente una proposta di abolire il servizio di silvicoltura, che mi ha proposto questa legge. Vuol dire che non serve a niente, se fa delle proposte che sono inutili, sentendo la discussione, per cui dovrei rinviare questo progetto di legge e contemporaneamente presentare una proposta al Consiglio per abolire il servizio di silvicoltura.

Le verifiche servono solo a perdere del tempo, e lei lo sa benissimo perchè è un maestro in questo campo, quindi non posso accettare la sua richiesta.

Sulla faccenda delle questioni penali, premetto che non sono capace di fare lo "007", e siccome dell'IPLA facciamo parte perchè siamo anche noi proprietari di questa società, nessun consigliere nostro rappresentante mi ha segnalato che sono in corso dei procedimenti penali, quindi su questo non so cosa dire. Mi informerò se c'è qualcosa, veramente non lo so e non è compito mio quello di fare indagini per appurare se ci sono indagini in corso.

Rientrando nella discussione, dico che i dati attualmente disponibili sui boschi della Valle d'Aosta derivano dalle seguenti fonti:

- carta forestale studio Masoli, redatta nel 1978, fornisce esclusivamente delle indicazioni sulla distribuzione delle specie forestali. Essa non è più attuale nemmeno per quanto era il suo tematismo in quel momento;

- piano economico della proprietà pubblica, che dà informazione solo per i boschi comunali, come del resto confermava il Consigliere Perrin nel suo intervento, mentre sul privato non abbiamo assolutamente niente;

- i dati relativi all'inventario forestale nazionale risultano validi solo a livello nazionale, in relazione al sistema di campionamento usato nel momento dei rilievi.

Da quanto sopra emerge la necessità di avere delle conoscenze più precise sia a livello generale, sull'intero patrimonio boschivo regionale, sia soprattutto per quanto concerne le foreste private. A tale proposito deve essere evidenziato che negli oltre 84mila ettari di bosco della Regione le foreste private coprono i 35mila ettari.

Il costo dell'inventario, che può sembrare enorme, se lo traduciamo per ettaro, diventa al di sotto delle 20mila lire per ettaro, quindi non è così eccessivo. Globalmente è una cifra che può sembrare molto alta, ma se la si rapporta alle superfici su cui si devono fare le indagini, viene ridotta di molto. Quindi se diciamo che uno studio di questa portata comporta la spesa di meno 20mila lire ad ettaro, mi pare che non sia poi così eccessivo.

Per quanto riguarda i sistemi di rilevazione, si farà riferimento alle foto aeree, che costituiranno la base per la rilevazione sul terreno. Infatti, i dati quali gli incrementi, lo stato fitosanitario, la struttura ecc., devono assolutamente essere verificati sul campo, cioè il rilievo per poi fare la verifica sul campo.

A tale proposito è previsto un punto di campionamento ogni 25 ettari; praticamente nella regione verranno piazzati 13.048 punti sull'intera superficie regionale.

Questo vale come cappello. Si è detto che gli studi sono già tutti fatti: sono degli studi fatti parzialmente, con queste finalità non esiste nessuno studio. Sono sei mesi che gli uffici stanno portando avanti questa legge per arrivare ad avere uno studio finalmente preciso sulla situazione boschiva della Valle d'Aosta. Abbiamo diverse cose che sono state fatte tutte per altre finalità, non per la silvicoltura. Quindi secondo l'assessorato e il servizio specifico questi dati non ci sono. E' stata scelta l'IPLA perchè noi partecipiamo a questa società. C'è questa necessità, si sceglie una società alla quale la Regione partecipa, insieme alla Regione Piemonte, al comune di Torino e al servizio CATA sempre della Regione Piemonte.

Sulla questione del fare una indagine sulla salute o meno delle foreste, è stato presentato un progetto a livello europeo che stiamo seguendo, abbiamo presentato alla CEE un programma dove chiediamo 20 miliardi per gli attacchi della Limantra, per gli schianti dovuti alle intemperie eccetera. Qui è uno studio globale, dall'altra parte c'è un progetto ben preciso sulla richiesta di finanziamenti per intervenire contro questi attacchi.

Non condivido il parere del Consigliere Riccarand, quando dice che le strade possono danneggiare per i boschi: le strade servono soprattutto per andare a coltivare il bosco, per vitalizzarlo, non certo per distruggerlo! Quando si deve intervenire in casi di incendio, senza le strade i danni sarebbero maggiori di quelli che sono. Se non ci fossero le strade non potremmo portare via il legname che è stato abbattuto per gli schianti o il legname che si deve tagliare perchè colpito da malattie, con il rischio di infestare o impedire lo sviluppo normale della forestazione. Quindi le strade non sono un danno ambientale, ma sono una necessità per migliorare il bosco.

Si gira sempre intorno per arrivare a dire: le strade danneggiano l'ambiente, non bisogna farle. Ma vorrei dire a qualcuno di questi che si masturba le idee in questo modo, ma perchè non vanno a fare loro i coltivatori diretti, vanno a lavorare lassù? E' comodo fare l'ambientalista vivendo in città con tutte le comodità, bisogna invece provare ad andare negli alpeggi o andare a lavorare il bosco, per capire cosa vuol dire avere o meno la strada.

Sarò scarognato, ma tra tutti gli ambientalisti che ho incontrato, non ho trovato un coltivatore diretto che sia ambientalista; eppure questi da quando esiste il mondo sono gli unici che fanno qualcosa per l'ambiente, tutti gli altri chiacchierano ma non hanno mai fatto niente, perchè qualcuno non sa neanche da che parte deve prendere la zappa perchè non ne capisce niente. Bisogna qualche volta calarsi nella realtà e andare a vedere cosa vuol dire coltivare, cosa vuol dire curare un bosco, per poi rendersi conto se le strade sono necessarie oppure no.

Quanto all'emendamento presentato dal Consigliere Perrin, non fa nessuna differenza su quel "preferibilmente" perchè se si vogliono prendere, si prendono anche così come è formulato l'articolo; cambiando la formulazione se non si vogliono prendere non si prendono lo stesso. Se ritengono che il maggior numero sono due.....

(...Interruzione del Consigliere Perrin...)

A questo punto, se non li abbiamo, veramente impediamo di poter fare lo studio. Se togliamo "preferibilmente" il comma recita: "deve avvalersi per la predisposizione degli studi di cui al programma, della collaborazione di liberi professionisti del settore forestale residenti nella regione Valle d'Aosta" e se qui non ci sono, non possiamo prenderne altri. Ci sono? Bisogna vedere, io non lo so. Però se per caso non ci fossero, non riusciremmo a fare gli studi. Penso che tutte le Giunte, l'attuale come le passate, abbiano puntato sempre sul discorso di far lavorare i tecnici locali, perchè sarebbe sotto tutti i punti di vista castrante da parte dell'amministrazione che volesse avvalersi solo di estranei. Questo serve inoltre ad arricchire la professionalità dei nostri concittadini.

Togliendo "preferibilmente" significa che possiamo prendere solo quelli del posto, e se qui abbiamo bisogno di universitari o di qualcuno, non possiamo utilizzarli perchè quel comma ce lo impedisce. Il discorso è di utilizzare tutto il patrimonio umano disponibile sul territorio, eventualmente in collaborazione con degli esperti. Quindi non lo posso accettare perchè ho paura che il progetto poi venga monco.

Presidente Si passa all'esame dell'articolato. Do lettura dell'articolo 1:

Articolo 1 1. La Regione promuove un programma triennale di indagine rivolto alla conoscenza più approfondita del patrimonio boschivo e al miglioramento delle produzioni dei vivai forestali, come specificato nell'articolo 2.

Presidente Pongo in votazione l'articolo 1:

Esito della votazione

Presenti: 34

Votanti: 31

Favorevoli: 18

Contrari: 13

Astenuti: 3 (Bich, Lanivi, Maquignaz)

Il Consiglio approva

Presidente Do lettura dell'articolo 2:

Articolo 2 1. Il programma comprende le seguenti tre direttrici di ricerca:

a) individuare la reale consistenza qualitativa e quantitativa del patrimonio forestale, da attuarsi con metodologie inventariali che prevedono il perfezionamento e l'infittimento del reticolo di rilevamento utilizzato per l'inventario forestale nazionale, nonché predisporre piani di gestione silvicolturali dei singoli comprensori forestali;

b) aggiornare la conoscenza sullo stato vegetativo delle formazioni boschive e perfezionare la rete per il monitoraggio fitosanitario in rapporto alle condizioni ambientali;

c) ottimizzare le produzioni vivaistiche forestali attraverso una specializzazione delle linee di produzione e di miglioramento del postime in fitocelle mediante micorrizazione delle stesse.

2. Il Servizio forestazione e risorse naturali dell'Assessorato regionale dell'agricoltura, forestazione e risorse naturali deve elaborare un programma operativo che sviluppi le direttrici di ricerca di cui al comma uno, che e approvato dalla Giunta regionale.

3. Lo svolgimento del programma operativo deve essere sottoposto a verifiche semestrali da effettuarsi da parte del Servizio competente.

Presidente Pongo in votazione l'articolo 2:

Esito della votazione

Presenti: 34

Votanti: 31

Favorevoli: 18

Contrari: 13

Astenuti: 3 (Bich, Lanivi, Maquignaz)

Il Consiglio approva

Presidente Do lettura dell'articolo 3:

Articolo 3 1. La Giunta regionale è autorizzata, nei limiti di spesa di cui alla presente legge, a stipulare con la Società "I.P.L.A. s.p.a." di Torino apposite convenzioni intese a disciplinare l'affidamento degli incarichi concernenti il programma.

2. La Società "I.P.L.A. s.p.a." deve avvalersi preferibilmente, per la predisposizione degli studi di cui al programma, della collaborazione di liberi professionisti del settore forestale residenti nella regione Valle d'Aosta.

Presidente All'articolo 3, II comma, vi è l'emendamento del Consigliere Perrin, che propone la soppressione della parola "preferibilmente".

Ha chiesto di parlare l'Assessore all'Agricoltura, Foreste e Risorse Naturali Lanièce, ne ha facoltà.

Lanièce (DC) La risposta l'abbiamo già data prima: rischiamo accogliendo questo emendamento, di inficiare la validità di questa legge, perchè se domani venissero a mancare queste capacità locali, la legge non può funzionare e dovremmo portare un emendamento per permettere di assumere personale non regionale.

Comunque un impegno che posso prendere, d'altronde mi sembra anche superfluo visto il comportamento generalizzato di tutti quelli che hanno amministrato la Regione, è quello di utilizzare sempre le forze locali.

Questo è un impegno che prendo formalmente, ma non posso accettare l'emendamento per il pericolo che la legge non possa un domani funzionare come ci proponiamo che funzioni.

Presidente Ha chiesto di parlare il Consigliere Rollandin, ne ha facoltà.

Rollandin (UV)On peut comprendre qu'il y ait des observations sur cet amendement, mais on ne peut pas soutenir que, en acceptant cet amendement, on risquerait de ne pas donner application à la loi, car ici il y a déjà l'IPLA qui a la participation de tous les universitaires, qui peut jouir de tous les professeurs qu'elle veut. Mais pour les autres techniciens on pouvait très bien utiliser les ressources présentes. Je croyais qu'il n'était pas en contraste avec ce que j'avais entendu dire de la part de l'Assesseur, car si on veut et si on doit utiliser la participation d'un expert qui n'est pas présent, rien n'empêche, car l'ILPA le peut faire.

Tout de même on prend acte des perplexités et du fait qu'il y a une adresse visant à utiliser, pour ce qui est possible, d'experts valdôtains, qui à notre avis sont plus que suffisants pour donner une réponse à cet égard. On verra par la suite l'application.

Presidente Ha chiesto di parlare l'Assessore all'Agricoltura, Foreste e Risorse Naturali Lanièce, ne ha facoltà.

Lanièce (DC) Ci asteniamo.

Presidente Pongo in votazione l'emendamento del Consigliere Perrin:

Esito della votazione

Presenti: 33

Votanti: 15

Favorevoli: 15

Astenuti: 18 (Aloisi, Bajocco, Beneforti, Bondaz, Chenuil, Dolchi, Gremmo, Lanièce, Lavoyer, Limonet, Mafrica, Martin, Milanesio, Monami, Pascale, Ricco, Rusci e Trione)

Il Consiglio non approva

Presidente Pongo in votazione l'articolo 3:

Esito della votazione

Presenti: 34

Votanti: 31

Favorevoli: 18

Contrari: 13

Astenuti: 3 (Bich, Lanivi, Maquignaz)

Il Consiglio approva

Presidente Do lettura dell'articolo 4:

Articolo 4 1. Per gli interventi previsti dalla presente legge viene determinata sino al 1994 la seguente spesa:

a) lire 850.000.000 per l'anno 1991;

b) lire 850.000.000 per l'anno 1992;

c) lire 700.000.000 per l'anno 1993.

2. L'onere derivante dall'applicazione della presente legge, valutato in lire 850.000.000 per l'anno 1991, graverà sul capitolo del bilancio di previsione per l'anno in corso, come specificato all'articolo 5.

3. Alla copertura dell'onere di cui al comma uno si provvede per l'anno 1991 mediante riduzione di lire 850.000.000 dello stanziamento iscritto al capitolo 43710 "Contributi straordinari nel settore dell'agricoltura per il risarcimento di danni causati dalla siccità", del bilancio di previsione della Regione per l'anno finanziario 1991, che presenta la necessaria disponibilità.

4. A decorrere dall'anno 1992 gli oneri saranno determinati con la legge di approvazione dei relativi bilanci ai sensi dell'articolo I S della legge regionale 27 dicembre 1989, n. 90, recante "Norme in materia di bilancio e contabilità generale della Regione autonoma Valle d'Aosta".

Presidente All'articolo 4 vi è l'emendamento proposto dalla commissione e l'emendamento dell'Assessore Lavoyer, per cui il testo risulterebbe così modificato:

Articolo 4 1. Per gli interventi previsti dalla presente legge viene determinata sino al 1994 la seguente spesa:

a) lire 100.000.000 per l'anno 1991;

b) lire 850.000.000 per l'anno 1992;

c) lire 850.000.000 per l'anno 1993;

d) lire 600.000.000 per l'anno 1994.

2. L'onere derivante dall'applicazione della presente legge, valutato in lire 100.000.000 per l'anno 1991, graverà sul capitolo del bilancio di previsione per l'anno in corso, come specificato all'articolo 5.

3. Alla copertura dell'onere di cui al comma uno si provvede per l'anno 1991 mediante riduzione di lire 100.000.000 dello stanziamento iscritto al capitolo 43710 "Contributi straordinari nel settore dell'agricoltura per il risarcimento di danni causati dalla siccità", del bilancio di previsione della Regione per l'anno finanziario 1991, che presenta la necessaria disponibilità.

4. A decorrere dall'anno 1992 gli oneri saranno determinati con la legge di approvazione dei relativi bilanci ai sensi dell'articolo 15 della legge regionale 27 dicembre 1989, n. 90, recante "Norme in materia di bilancio e contabilità generale della Regione autonoma Valle d'Aosta".

5. In deroga all'articolo 44, comma 5, della legge regionale 27 dicembre 1989, n. 90, sono autorizzate le variazioni di bilancio indicate all'articolo 5.

Lo pongo in votazione:

Esito della votazione

Presenti: 34

Votanti: 31

Favorevoli: 18

Contrari: 13

Astenuti: 3 (Bich, Lanivi, Maquignaz)

Il Consiglio approva

Presidente Do lettura dell'articolo 5:

Articolo 5 1. Al bilancio di previsione della Regione per l'esercizio finanziario 1991 sono apportate le seguenti variazioni:

a) in diminuzione:

cap. 43710 "Contributi straordinari nel settore dell'agricoltura per risarcimento dei danni causati dalla siccità"

lire 850.000.000

b) in aumento:

programma regionale: 2.2.1.07: "Forestazione e difesa dei boschi" codificazione: 2.1.1.4.2.2.10.11.04 cap. 38905 (di nuova istituzione) "Spese per programma di indagine conoscitiva del patrimonio forestale"

lire 850.000.000

Presidente All'articolo 5 vi è l'emendamento della commissione, sostitutivo dell'intero articolo, ne do lettura:

Articolo 5 1. Al bilancio di previsione della Regione per l'esercizio finanziario 1991 sono apportate le seguenti variazioni:

a) in diminuzione:

cap. 43710 "Contributi straordinari nel settore dell'agricoltura per risarcimento dei danni causati dalla siccità"

lire 100.000.000

b) in aumento:

programma regionale: 2.2.1.07: "Forestazione e difesa dei boschi" codificazione: 2.1.1.4.2.2.10.11.04 cap. 38905 (di nuova istituzione) "Spese per programma di indagine conoscitiva del patrimonio forestale"

lire 100.000.000

Lo pongo in votazione:

Esito della votazione

Presenti: 34

Votanti: 31

Favorevoli: 18

Contrari: 13

Astenuti: 3 (Bich, Lanivi, Maquignaz)

Il Consiglio approva

Presidente Do lettura dell'articolo 6:

Articolo 6 1. La presente legge è dichiarata urgente ai sensi del comma tre dell'articolo 31 dello Statuto speciale ed entrerà in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nel Bollettino ufficiale della Regione.

Presidente Pongo in votazione la legge nel suo complesso:

Esito della votazione

Presenti: 34

Votanti: 31

Favorevoli: 18

Contrari: 13

Astenuti: 3 (Bich, Lanivi, Maquignaz)

Il Consiglio approva