Oggetto del Consiglio n. 2752 del 20 novembre 1991 - Resoconto
OGGETTO N. 2752/IX Procedure per il rinnovo della concessione per la gestione della Casa da gioco di Saint-Vincent (Interpellanza).
Presidente Do lettura della interpellanza presentata dal Consigliere Ricca-rand:
Interpellanza Ricordato che il Consiglio regionale, con deliberazione n. 2265 del 7 giugno 1991, ha approvato un pubblico avviso per invitare le Società interessate alla gestione della Casa da gioco di Saint-Vincent a presentare idonea documentazione all'Amministrazione regionale;
Ricordato altresì che la citata deliberazione consiliare rinviava ad un successivo provvedimento l'individuazione del tipo di gara da esperire per la scelta del concessionario tra le Società interessate e in possesso di idonei requisiti;
Ricordato che la scadenza per la presentazione delle domande e della documentazione era stata fissata alle ore 18,00 del 15 luglio 1991, data l'urgenza delle scadenze;
Rilevato che a quattro mesi di distanza dalla scadenza delle domande nulla è più pervenuto all'esame del Consiglio regionale e che anzi la competente Commissione consiliare ha dovuto rivolgersi all'Ufficio di Presidenza del Consiglio lamentando la mancata trasmissione della documentazione relativa alle domande presentate;
Rilevato che l'invocata trasparenza nella procedura di rinnovo della concessione si è trasformata in una trattativa oscura al di fuori delle sedi istituzionali o consiliari;
Evidenziato il grave ed ingiustificabile ritardo accumulato durante tutto il 1991;
Visto il ricorso al Tar della Valle d'Aosta presentato dalla Sitav il 25 settembre 1991 contro la deliberazione consiliare citata in premessa;
Preoccupato del fatto che a poco più di tre mesi dalla scadenza della Convenzione non sia stato definito il tipo di gara che si vuole adottare per il rinnovo della concessione della Casa da gioco;
il sottoscritto Consigliere regionale del Gruppo Verde Alternativo
interpella
la Giunta regionale per sapere:
1) per quale motivo la documentazione presentata dalle Società interessate alla gestione della Casa da gioco di Saint-Vincent non è stata tempestivamente trasmessa alla competente Commissione consiliare;
2) quale esame è stato compiuto sulle domande presentate, da chi e con quali risultati;
3) quando si intende trasmettere l'intera documentazione alla Commissione consiliare permanente;
4) se non si ritiene di aver accumulato un grave ed ingiustificabile ritardo e come si intende ora procedere. Si chiede infine di conoscere quale risposta è stata data dalla Giunta regionale al provocatorio ricorso al Tar della Sitav S.p.a. contro la deliberazione consiliare n. 2265/91.
Presidente Ha chiesto di illustrare l'interpellanza il Consigliere Riccarand, ne ha facoltà.
Riccarand (VA) Questa interpellanza riguarda la vicenda della scadenza della convenzione per la Casa da gioco di Saint-Vincent e i tempi irresponsabilmente lunghi con cui è stata impostata questa vicenda.
Dopo che avevamo posto il problema in Consiglio fin dal mese di gennaio 1991, si è andati avanti per dei mesi prima di arrivare ad una decisione di un minimo di impostazione a livello di Consiglio, e questo è avvenuto con la deliberazione del 7 giugno 1991, quando venne approvato un pubblico avviso per invitare delle società interessate alla gestione del Casinò a presentare documentazione all'Amministrazione regionale. Allora vennero stabiliti dei tempi molto stretti per la presentazione di questa documentazione, indicati nella data del 15 luglio 1991, ore 18.
Evidentemente era nell'attesa di tutti i consiglieri, in particolare dei membri della IV Commissione consiliare, che è la Commissione competente in materia di Casa da gioco, di poter verificare tempestivamente quali domande erano state presentate e qual era questa documentazione. Invece abbiamo assistito ad un sequestro della documentazione, che è durato sostanzialmente quattro mesi, perché dal 15 luglio fino a metà novembre la Commissione non ha avuto la documentazione, nonostante l'avesse più volte sollecitata, e addirittura la stessa Commissione ha dovuto far ricorso all'Ufficio di Presidenza.
Quindi sono trascorsi quattro mesi in cui tutta la documentazione presentata, invece di essere trasmessa alla Commissione, essere esaminata, invece di fare un lavoro congiuntamente fra Giunta regionale, commissioni, consulenti eccetera, si è assistito ad un black out delle informazioni e ad un lavorio che ha riguardato solo la Giunta, che ha trattato con chi credeva meglio e poi è arrivata ad alcune conclusioni, presentando la documentazione alla Commissione solo quando ormai aveva definito un preciso orientamento. Un preciso orientamento che si è tradotto - come abbiamo visto in questi giorni, dopo che avevo presentato l'interpellanza - in una proposta di deliberazione da esaminare dalla Commissione e successivamente da parte del Consiglio.
Con la interpellanza abbiamo chiesto come mai c'è stato questo sequestro della documentazione, come mai la commissione competente e quindi il Consiglio non è stato tempestivamente investito della informazione su chi aveva presentato le domande, sulla documentazione che era stata allegata, in modo che si potesse fare un iter che partisse dal Consiglio e che fosse effettivamente trasparente.
Quindi vorremmo sapere come mai c'è stata questa situazione, quale lavoro istruttorio è stato fatto da parte della Giunta regionale sulle domande, quali consulenze e quali pareri sono stati acquisiti, inoltre chiediamo anche di conoscere la valutazione della Giunta rispetto ad un fatto piuttosto inquietante che si è verificato, che è questo ricorso presentato dalla Sitav al Tar contro la deliberazione consiliare del giugno 1991. Cioè noi ci troviamo di fronte ad una società che da una parte partecipa ad un avviso pubblico, si fa avanti per avere il rinnovo della convenzione, e dall'altra parte ricorre contro questo atto del Consiglio con delle motivazioni che sono fortemente provocatorie, che mirano a mettere in discussione la possibilità da parte dell'Amministrazione regionale di fare una gara di appalto, di fare comunque una procedura che possa portare l'assegnazione della gestione della Casa da gioco a qualcun altro che non sia la Sitav stessa. Rivendica sostanzialmente diritti acquisiti, un monopolio e una sorta di usucapione sulla gestione della Casa da gioco, che non ha nessun fondamento giuridico ma che sta a dimostrare una volontà prevaricatoria da parte di questa società.
Vorremmo anche sapere che tipo di risposta la Giunta ha dato, o intende dare, a questo atteggiamento che è sicuramente antidemocratico e fortemente provocatorio da parte della società Sitav, che fa un discorso chiaro di questo tipo: o attraverso una procedura di accordo consensuale con la Regione, o attraverso le vie legali, comunque da qui non ci smuovete. Questo è il messaggio chiaro che manda la Sitav e io voglio sapere cosa intende fare la Giunta regionale nei confronti di una società che si comporta in questo modo, nei confronti di una società che nei dodici anni appena trascorsi è stata fonte di guai, di una serie di problemi, nei confronti di una società che è inquinata profondamente nella sua composizione azionaria, tant'è vero che ha il 21 per cento delle azioni sottoposte a sequestro giudiziario.
Presidente Ha chiesto di parlare l'Assessore all'ambiente, territorio e trasporti, Fosson, ne ha facoltà.
Fosson (DC) Penso che, come ha già fatto rilevare il Consigliere Riccarand, i tempi della presentazione della interpellanza si siano poi sovrapposti con delle azioni e delle proposte che la Giunta ha fatto, quindi una parte delle domande - come il Consigliere Riccarand stesso faceva rilevare - sono già superate dai fatti. In ogni caso voglio far rilevare come la documentazione presentata dalle società interessate alla gestione della Casa da gioco sia stata - questo spiega i tempi lunghi - esaminata attentamente dalla Giunta regionale, soprattutto dagli uffici della Presidenza della Giunta e da consulenti ed esperti della Regione.
Tutta la documentazione, quindi, è già stata trasmessa alla Presidenza del Consiglio, unitamente alla proposta della Giunta regionale, che sarà discussa in questo Consiglio e che ha per titolo: "Esame delle istanze delle società interessate alla gestione della Casa da gioco - Delega alla Giunta per la trattativa".
E' ovvio che i tempi non sono stati brevi, ma è comprensibile che le valutazioni siano state assai complesse e di portata non lieve. Co-munque tutto è all'esame della commissione consiliare com-petente; penso che sia già stato posto all'ordine del giorno venerdì scorso, rinviato poi a martedì, rinviato ancora a martedì 26.
Per quanto riguarda il ricorso, l'Amministrazione regionale non ha ancora preso iniziative per la costituzione in giudizio, in quanto per tale ricorso non è stata ancora richiesta la fissazione dell'udienza.
Presidente Ha chiesto di parlare il Consigliere Riccarand, ne ha facoltà.
Riccarand (VA) Per dichiararmi non soddisfatto delle risposte dell'Assessore a nome della Giunta. Il fatto che fosse necessario fare un lavoro istruttorio su queste domande, questo è ovvio, ma non impediva affatto che la Giunta acquisisse le sue consulenze e i suoi pareri, e nello stesso tempo la documentazione venisse trasmessa alla commissione perché a sua volta questa potesse fare le sue valutazioni. Non accetto questo metodo, per cui le decisioni, le valutazioni, le impostazioni le decide tutte la Giunta e poi la documentazione passa alla commissione e al Consiglio, solo quando tutto è stato deciso. Questo è un metodo inaccettabile.
C'è una proposta al Consiglio, ma ho visto che l'Assessore non ha avuto neanche il coraggio di leggere fino in fondo il titolo della delibera, perché ha detto: "Delega alla Giunta per la trattativa..." e poi c'è un "privata", quindi per una "trattativa privata". Si arriva a proporre di nuovo, dopo che si è fatto tutto un discorso sulla trasparenza, sul fatto che non si sarebbero più seguite le vecchie strade eccetera, una trattativa privata con un'unica società, con la Sitav, e dopo tutto quello che è successo e dopo che abbiamo una società - e ne fa testo l'interrogazione di stamani del Consigliere Bich e la non risposta della Giunta - che non è assolutamente trasparente, mentre la trasparenza era uno dei requisiti fondamentali perché queste società partecipassero a questa fase.
Non sappiamo chi sono gli azionisti di questa società; sono stati chiesti per la documentazione da presentare e non sono stati forniti, i dati sugli azionisti. E' stata fatta una lettera del Presidente della IV Commissione direttamente alla società Sitav ed è stato risposto senza fare l'elenco degli azionisti; è stata fatta una interrogazione dal Consigliere Bich e l'Assessore ha risposto a nome della Giunta senza far menzione del nome degli azionisti. Non sappiamo chi sono gli azionisti della Sitav; circolano voci che ci siano membri della maggioranza regionale che hanno acquisito delle azioni Sitav, ma non possiamo verificarlo perché non sappiamo chi sono gli azionisti.
Dateci i nomi, azione per azione, dei componenti della società Sitav, di tutte le società che hanno azioni Sitav. Insomma, mi sembra che questo sia il minimo, perché sappiamo che anche dietro i nomi ci possono essere operazioni occulte, ma almeno dateci i nomi. E invece no, la Giunta ha tenuto tutto sequestrato per quattro mesi, poi ha deciso che fa la trattativa privata con una società di cui non sappiamo qual è la composizione azionaria e ci viene a proporre un atto di deliberazione che è vergognoso, che è semplicemente la riproposizione tale e quale di quelle che sono le proposte che la Sitav da tre anni manda avanti, con di nuovo trattativa privata, con una triplicazione del Casinò - ci venite a proporre un ampliamento di 6000 metri quadri del Casinò -con una convenzione che durerebbe dodici anni, con nessun elemento concreto di rottura dell'accerchiamento. Questo è il risultato di quattro mesi di sequestro della documentazione da parte della Giunta regionale.
Mi dichiaro completamente insoddisfatto della risposta dell'As-sessore e credo che ci troviamo di fronte non ad una operazione di trasparenza, ma ad uno degli episodi più oscuri e più gravi da quando esiste questo Consiglio regionale.
