Resoconto integrale del dibattito dell'aula

Oggetto del Consiglio n. 2711 del 6 novembre 1991 - Resoconto

OGGETTO N. 2711/IX Problemi inerenti alla viabilità e al recupero del centro storico e del Forte di Bard (Interpellanza)Errore. Il segnalibro non è definito.

PrésidentJe lis l'interpellation présentée par les Conseillers Bich, Agnesod et Mostacchi, inscrite au point n° 15 de l'ordre du jour.

Interpellanza Atteso che la III e la IV Commissione consiliare permanente hanno effettuato un sopralluogo al Forte e al Comune di Bard, incontrando la Giunta municipale;

Rilevato che i principali problemi indicati dagli amministratori comunali risultano essere la viabilità della S.S. 26 che attraversa l'abitato e il recupero del centro storco e del Forte di Bard;

i sottoscritti Consiglieri

interpellano

gli Assessori competenti per conoscere gli indirizzi dell'Amministrazione relativi ai seguenti argomenti:

- Piano di fattibilità Valletti;

- Allargamento S.S. 26 nell'abitato di Bard;

- Finanziamento piani di recupero centro storico.

PrésidentLe Conseiller Bich a demandé la parole; il en a la faculté.

Bich (Ind)Io ho sottoscritto questa interpellanza, con i colleghi Agnesod e Mostacchi, dopo un sopralluogo della IV Commissione al Comune di Bard ed un incontro, molto positivo, con il Sindaco e la Giunta, che ci hanno edotti sulla situazione del Comune e sulla necessità di assumere dei provvedimenti o delle iniziative per uscire da una situazione di stallo che ormai si è incancrenita. I problemi sollevati dalla Giunta comunale di Bard sono sostanzialmente quelli che seguono.

Innanzitutto vi è il traffico sulla strada statale 26, che è particolarmente caotico e che grava sul tratto che va dai tornanti sotto il Forte, in prossimità della centrale elettrica, fino a quelli donde si diparte la diramazione per Hône. In questa zona, la sede stradale è molto ristretta e tortuosa, non permette la sosta e quindi non favorisce l'attivazione di attività economiche nel borgo di Bard.

Nel corso dell'incontro è stata prospettata la possibilità di una specie di circonvallazione in galleria, che però è molto costosa ed anche contrastabile, perché comporterebbe aspetti negativi che rendono perplessi, o l'allargamento della Strada Statale 26 che però avrebbe un notevole impatto ambientale in un punto di grande pregio storico-ambientale, da cui discenderebbe uno svilimento di tutta la zona.

Sempre con la Giunta è stata esaminata la necessità di dare corso ad un piano di recupero del centro storico, dove si riscontrano crolli ed un degrado notevole, che renda possibile ricostruire secondo criteri precisi, d'accordo con la Sovrintendenza.

Risulterebbe, tra l'altro, che quest'ultima ha risposto con una serie di "no" abbastanza rigidi ad alcune richieste del Comune, senza peraltro dare indicazioni alternative.

C'è poi tutta la questione del Forte, per il quale esiste un piano di fattibilità, redatto dallo studio Valletti di Torino e presentato alla stampa, ma non ancora esaminato dalla Commissione consiliare.

Nell'interpellanza noi chiediamo se detto piano di fattibilità è valido e quindi se ne intende discutere l'esecutività, se l'allargamento o l'eventuale variante della Statale 26 sono stati portati avanti in un confronto con l'Anas e se i piani di recupero sono già stati definiti, o quantomeno localizzati, e se quindi si può ricorrere a questo strumento urbanistico per risanare e riutilizzare il centro storico di Bard, che ci sembra molto interessante sotto tutti gli aspetti, sia storico-abitativi, sia come attrattiva, non certo indifferente, per il traffico turistico.

Président Le Conseiller Agnesod a demandé la parole; il en a la faculté.

Agnesod (UV) Vorrei aggiungere due brevi osservazioni a quanto è già stato detto molto bene dal Consigliere Bich.

Qualche mese fa noi avevamo presentato un'interpellanza su questo argomento. Poi si è svolto il sopralluogo della IV Commissione e così l'abbiamo ripresentata.

Noi riteniamo importante giungere all'approvazione di una legge speciale per finanziare il recupero del centro abitato di Bard e risolvere il problema della strada.

Gli amministratori locali ci hanno infatti spiegato che stanno facendo un recupero parziale, perché non hanno la possibilità economica di intervenire con uno studio complessivo che risolva tutti i problemi di Bard. Per questo occorrerebbe una legge speciale che riducesse i tempi della ristrutturazione e consentisse ai privati di intervenire sui propri immobili. In questo modo si rivitalizzerebbe il borgo, che mese dopo mese continua ad essere abbandonato dai suoi abitanti.

Termino ribadendo l'urgente necessità di una legge speciale per risolvere tutti i problemi di Bard.

PrésidentMonsieur Pascale, Assesseur au tourisme, sport et biens culturels; il en a la faculté.

Pascale (PSI) Dopo aver esperito alcuni tentativi per coinvolgere nel progetto complessivo di Bard enti istituzionali a livello europeo, come la CEE, o industrie internazionali a noi vicine, come l'Olivetti, che non sono andati a buon fine, come ufficio abbiamo elaborato un progetto complessivo, che prevede alcuni interventi immediati e concreti, che partiranno già dal prossimo anno, ma presenta anche alcuni punti interrogativi, che restano da approfondire e da definire.

Vediamo quindi tutti i vari aspetti inerenti Bard, che non sono solo quelli indicati nell'interpellanza.

Dapprima c'è il borgo, per il cui restauro noi stiamo già elaborando un progetto di legge speciale, che si propone essenzialmente di raggiungere due obiettivi: favorire l'acquisizione di edifici di particolare interesse storico-artistico da parte degli enti pubblici (Comune o Regione) e nel contempo incentivare il recupero degli edifici da parte dei privati.

Per raggiungere quest'ultimo obiettivo, riteniamo indispensabile prevedere, accanto ai mutui ad interesse agevolato che sono già previsti dalla legge n. 33 del 1973, anche dei contributi a fondo perduto, perché ci rendiamo conto che intervenire in quel contesto, con le cautele imposte dalla Sovrintendenza visto il valore storico del borgo, comporta dei costi molto elevati. Contiamo di presentare questo disegno di legge speciale, ma riferito solo al borgo, entro la fine dell'anno o, al massimo, ai primi di gennaio.

Per quanto attiene alla viabilità, esiste un progetto dell'Anas di allargamento della strada statale, che è stato accantonato perché crea un forte impatto ambientale ed ha visto la decisa opposizione della Sovrintendenza.

Però, prima di procedere ad uno studio alternativo, noi riteniamo opportuno ed utile effettuare uno studio di rilevazione del traffico che scorre su questa strada, per cercare di capire qual è l'incidenza del traffico esclusivamente locale, diretto ai Comuni di Bard, Arnad, Donnas e Champorcher, distinto da quello di transito. Se l'incidenza dovesse essere forte, allora bisognerà studiare subito un progetto viario alternativo.

Se invece l'incidenza maggiore è quella del traffico di transito, si può studiare, tramite un accordo con la SAV, di deviare sull'autostrada questo traffico di transito, secondo un'ipotesi della quale avevamo già parlato in occasione di un incontro che io e l'Assessore ai lavori pubblici abbiamo avuto nella scorsa primavera con la Giunta comunale di Bard.

Ecco, questo potrebbe risolvere quantomeno i problemi per l'immediato, salvo poi verificare di qui a qualche anno l'incidenza del traffico locale, a seguito degli interventi e delle attività che saranno insediate nel Forte, che certamente potrebbero incrementare questo tipo di traffico. Abbiamo già concordato che l'Assessorato ai lavori pubblici provvederà quanto prima a fare le rilevazioni del traffico.

Il problema dei parcheggi è strettamente connesso con quello della viabilità. Sembra infatti che l'allargamento della strada sia anche dovuto alla necessità di parcheggi per gli abitanti di Bard. Attualmente esiste un solo parcheggio, con trenta posti-auto, che è largamente insufficiente sia per gli abitanti sia per il limitato flusso turistico che c'è ora.

Pertanto, nessuna attività può essere insediata all'interno del Forte, se prima non si risolve il problema dei parcheggi e quello di un altro accesso al Forte.

In proposito, lo studio di fattibilità, predisposto anni fa dall'arch. Valletti, individuava come zona ottimale per risolvere entrambi i problemi, l'area situata a Sud della ferrovia, da dove già in passato partiva una teleferica per il Forte. Ecco, è nostra intenzione iniziare al più presto le trattative per l'acquisizione di queste aree, nelle quali appunto collocare sia il parcheggio sia la stazione di una funivia che porti al Forte, seguendo in questo caso le indicazioni del progetto Valletti.

Per quanto riguarda il Forte, il problema principale e più delicato che resta ancora da sciogliere è quello dell'attività da insediare al suo interno, per raggiungere due obiettivi che da tutti sono stati ritenuti ottimali: una valorizzazione della struttura, che crei un indotto economico per Bard e per i comuni viciniori, in primo luogo Donnas, ed il coinvolgimento, nel progetto d'intervento e nella gestione, di energie private.

Tutte le ipotesi finora avanzate, anche quella dell'arch. Valletti, partono dal presupposto di un intervento finanziario esclusivamente regionale. Però a noi sembra che, prima di arrivare a questa conclusione estrema, sia necessario ricercare altre ipotesi alternative, anche per non caricare in futuro ingenti passivi gestionali a carico dell'Amministrazione regionale.

Certo il problema non è facile e non può essere risolto né burocraticamente a tavolino né politicamente, per cui dobbiamo affidarci ad esperti del settore.

In passato qualcuno aveva lanciato la proposta di un concorso d'idee. A me pare che i concorsi di idee si facciano per redigere un bel progetto architettonico. In questo caso, però, il problema non quello di avere un bel progetto architettonico, ma quello di sapere che cosa mettere dentro il Forte.

L'ipotesi sulla quale stiamo lavorando, e che speriamo di definire al più presto, è quella di ricercare uno studio di marketing ad alto livello, in grando non tanto di suggerire ipotesi di attività da inse-diare all'interno del Forte, ma anche di individuare ed indicare i partner privati da coinvolgere in questo progetto. Naturalmente tutte le ipotesi saranno poi sottoposte all'esame degli enti locali interessati e del Consiglio regionale prima della scelta definitiva.

Tuttavia, in attesa di perfezionare questo programma di utilizzazione dell'intera struttura, noi intendiamo avviare subito, fin dal prossimo anno, alcuni interventi nel corpo di fabbrica del Forte, che saranno comunque necessari, qualunque sarà la destinazione della struttura. Mi riferisco, innanzitutto, alle infrastrutture igienico-sanitarie, perché mancano i servizi igienici, e nei prossimi giorni affideremo l'incarico professionale per la redazione del progetto di queste infrastrutture e procedere poi alla realizzazione della fognatura, dell'acquedotto, dei servizi igienici e di tutti i vari allacciamenti.

Nel contempo e sempre nel prossimo anno intendiamo intervenire nel restauro del corpo principale, quello posto a Nord, in modo da poter utilizzare provvisoriamente parte della struttura per esposizioni e manifestazioni varie.

A questo fine, noi abbiamo già previsto nel bilancio di previsione del 1992 un primo stanziamento di un miliardo per questi interventi e per quelli che ho indicato prima. Siamo già d'accordo che, se non sarà sufficiente, potrà essere incrementato in sede di assestamento di bilancio.

PrésidentLe Conseiller Bich a demandé la parole; il en a la faculté.

Bich (Ind)Mi sembra che la risposta dell'Assessore abbia preso in esame tutti i punti e forse qualcuno in più ed è stata anche convincente su molte affermazioni e su molti intendimenti, in modo particolare sul finanziamento di una prima "tranche" di lavori per migliorare la struttura del Forte e sull'eventuale acquisizione dell'ex area industriale di Hône per realizzare un parcheggio e per raggiungere il Forte.

Quel che invece non è convincente è la tipologia della legge speciale per il risanamento del borgo di Bard. Se la legge è centrata esclusivamente su interventi finanziari, quindi su incentivazioni e contributi magari anche a fondo perduto, è monca già in partenza, perché, per l'esperienza che abbiamo nel recupero dei centri storici, possiamo dire che non è il problema finanziario l'ostacolo più difficile da superare, ma è quello urbanistico ed edilizio connesso in generale al riuso dell'immobile. Se non ci sono piani di recupero precisi ed esecutivi, già approvati dalla Sovrintendenza, fa sì che neanche la disponibilità di consistenti risorse finanziarie consenta l'avvio del risanamento.

Ecco perché mi sembra necessaria ed insuperabile una fase preventiva a quella della legge speciale, che d'altronde è giusta e non la contesto, ed è quella di dotare il Comune di Bard di una risorsa finanziaria che gli consenta di rivolgersi a dei professionisti per redigere i piani di recupero, senza i quali è del tutto inutile intervenire.

Infatti, anche laddove il soggetto attuatore è il privato, che realizza una casa di civile abitazione o una piccola attività artigianale, non è sufficiente la disponibilità del finanziamento, perché occorre anche il progetto. Ecco perché occorre intervenire perché il Comune possa a sua volta autorizzare la fase del recupero e individuare tutti quegli aggiustamenti di carattere edilizio, prima urbanistici e poi edilizi, che sono convenienti per poi finanziare l'opera di ristrutturazione e di recupero degli edifici.

Pregherei pertanto l'Assessore e la Giunta di valutare l'inserimen-to di questo criterio già nel dispositivo di legge, in modo da conferi-re al Comune i mezzi necessari per realizzare quanto ho proposto.

Indubbiamente, per quanto attiene all'allargamento della Statale 26, il progetto dell'Anas mal si concilia con quell'ambiente, però sussiste il problema delle aree di sosta almeno per i residenti, cioè di un'ulteriore area, almeno per trenta o quaranta autovetture di residenti, che diversamente non hanno a disposizione il mezzo pubblico, per le difficoltà che conosciamo, o per le esigenze di ciascuna famiglia per meglio utilizzare il borgo del paese.

Il Comune aveva posto l'accento sul fatto che aveva presentato diverse soluzioni, ma tutte erano state scartate, anche alcune interrate e quindi di scarso rilievo scenografico. Se si potesse riconsiderare questo aspetto, credo che trenta macchine in più forse risolverebbero il problema degli abitanti del posto...

(...interruzione dell'Assessore Pascale...)

... anche quella può essere una soluzione, ma prospettategliela, perché finora non l'hanno ancora esaminata.

PrésidentOn revient au point n° 14 à l'ordre du jour.