Oggetto del Consiglio n. 2710 del 6 novembre 1991 - Resoconto
OGGETTO N. 2710/IX Smaltimento di rifiuti dello stabilimento Cogne SpA (Interpellanza)Errore. Il segnalibro non è definito.
Presidente Do lettura dell'interpellanza presentata dal Consigliere Bich ed iscritta al punto 13 dell'ordine del giorno.
Interpellanza Venuto a conoscenza che all'interno dello stabilimento Cogne SpA è stata ammassata in prossimità della Dora e del Buthier una ingente quantità di rifiuti e di materiali di scarto di lavorazioni industriali, di natura disomogenea (fanghi rossi, scorie di acciaieria, polverini grigi e neri...) per circa un milione di tonnellate;
Atteso che il terreno su cui insiste detto materiale è alluvionale quindi permeabile con grave pericolo di inquinamento delle falde con tutto quello che ne consegue per la salute dell'uomo;
Verificato che il materiale è stato depositato senza autorizzazione alcuna circa lo stoccaggio provvisorio obbligatorio in questi casi (artt. 10-16 DPR 10/9/1982 n. 915) o la definitiva allocazione in discarica;
Il Consigliere regionale sottoscritto
interpella
il Presidente della Giunta nella sua specifica funzione di legale rappresentante della Regione per sapere:
1) se sono state rilasciate autorizzazioni per il prelievo di detto materiale per costruzione di opere pubbliche e in tal caso in forza di quale normativa;
2) se sui rifiuti sono state effettuate da parte dell'USL le prescritte analisi, con quale metodica e con quali risultati per la classificazione dei materiali ai fini dell'individuazione della tossicità e nocività;
3) quali iniziative intende assumere l'amministrazione per sgombrare e bonificare il terreno;
4) che tipo di smaltimento si intende effettuare ai sensi degli artt. 10-11-12 del DPR 915/1982.
PrésidentLe Conseiller Bich a demandé la parole; il en a la faculté.
Bich (Ind)L'interpellanza è abbastanza semplice e concisa, perché pone alcuni problemi all'attenzione del Consiglio.
Si rileva innanzitutto che all'interno dello stabilimento Cogne - gli interventi di oggi non sono tutti monocorde perché incentrati sulla Cogne; questo problema è diverso da quelli che concernono la produzione industriale - è ammassata una notevole quantità di materiali di risulta. Si tratta di scarti delle lavorazioni industriali, la cui natura sembra assai complessa e molto disomogenea e la cui quantità è molto rilevante, perché si parla di un milione di tonnellate che giacciono su un terreno alluvionale, quindi molto permeabile.
Verificato che il materiale è stato depositato, non so se con autorizzazione o meno - io ho scritto "senza autorizzazione", ma probabilmente in passato è stata data qualche autorizzazione - si fanno dei quesiti per meglio focalizzare i problemi connessi all'ammassamento di tali materiali.
Il primo è di tipo legale e chiede se sono state rilasciate le autorizzazioni. Il secondo tende a conoscere la tipologia dei rifiuti, se sono state fatte le prescritte analisi e con quali metodiche, perché la classificazione dei rifiuti, ed il conseguente smaltimento, sono differenziati secondo la metodica usata. Il terzo quesito chiede di conoscere le iniziative dell'Amministrazione per sgombrare tale materiale che potrebbe anche essere pericoloso.
Infine, si intendono conoscere i tipi di smaltimento e di trasporto che si intendono porre in essere. Grazie.
Président Monsieur Beneforti, Assesseur à la santé et à l'aide social, a demandé la parole; il en a la faculté.
Beneforti (DC) Occorre precisare in via preliminare che le aree in prossimità della Dora e del Buthier, in cui la Cogne SpA ha depositato residui di lavorazione industriale, durante il periodo di utilizzazione erano autorizzate ai sensi degli articoli 31 e 32 del DPR 10 settembre 1982 n. 915 e che la rimozione di parte di detti rifiuti si è resa necessaria in seguito alla costruzione della tangenziale di Aosta, il cui tracciato prevedeva la realizzazione della stessa proprio su dette aree. I relativi materiali sono stati quindi richiesti dalla Società Autostrade Valdostane SpA per realizzare il sottofondo dei rilevati della tangenziale stessa.
Fatta questa breve premessa, rispondo ai vari quesiti posti dall'interpellante.
La Giunta regionale, con provvedimenti n. 10420 in data 30 novembre 1990, n.... in data 19 luglio 1991 e n. 7652 in data 23 agosto 1991, ha concesso il nulla osta all'utilizzo dei materiali provenienti dalle citate discariche per la formazione dei sottofondi della tangenziale di Aosta, da realizzare a cura della SAV.
Tali nulla osta sono stati rilasciati anche in forza di quanto stabilito dalla legge 9 novembre 1988 n. 475 e dal decreto ministeriale 30 gennaio 1990 in merito all'utilizzo dei rifiuti come materie secondarie.
In merito alla seconda richiesta tengo a precisare che il nulla osta è stato rilasciato previa istruttoria tecnica atta ad accertare la tipologia dei rifiuti riutilizzati e le modalità di esecuzione dei lavori e di sistemazione finale delle aree non soggette alla rimozione. A tale scopo è stato richiesto alla Società Cogne SpA di presentare un certificato di analisi dei rifiuti rilasciato da un laboratorio abilitato.
E' stata presentata una relazione presentata dall'USL della Valle d'Aosta, con allegata la relativa analisi e dichiarazione che trattasi di rifiuti che non sono pericolosi né per l'uomo né per l'ambiente, se utilizzati come sottofondo autostradale, comunque mai a contatto con rifiuti organici.
La metodica di analisi utilizzata dall'USL è quella ufficiale Irsa.
Si precisa, infine, che ai sensi del DPR 10 settembre 1992 n. 915 non spetta alla Regione l'eventuale smaltimento finale di rifiuti industriali, ma al produttore. Tuttavia, è allo studio dell'Assessorato un piano per bonificare le discariche, nel senso che i nostri tecnici, anche alla luce di quanto è previsto dalla lettera di intenti Regione-Ilva, stanno lavorando in tal senso.
Il piano sarà definito nel più breve tempo possibile, anche se la realizzazione comporta un costo non indifferente.
Colgo l'occasione per assicurare che si sta lavorando anche alla realizzazione di una discarica regionale di gruppo B, per lo smaltimento dei rifiuti speciali provenienti da attività produttive, come quelle della Cogne. Un nuovo incontro con i Presidenti delle Comunità Montane, allo scopo di concordare la localizzazione della discarica, è stato da me indetto per martedì prossimo.
Il problema è di difficile soluzione, perché tutti richiedono e so-stengono che debba essere risolto, ma nessuno vuole le discariche a casa propria. Mi auguro che, in questo ulteriore incontro, le Comunità Montane presentino una proposta alternativa e definitiva al progetto da lungo tempo realizzato dalla Regione.
PrésidentLe Conseiller Bich a demandé la parole; il en a la faculté.
Bich (Ind) Assessore, sono piuttosto recalcitrante di dover dare un giudizio negativo e quindi di dichiararmi insoddisfatto della risposta per un motivo molto semplice.
Sulla base della legge n. 915 del 1982 e trattandosi di rifiuti speciali, in quanto rifiuti di lavorazioni industriali, lo stoccaggio provvisorio e la messa a discarica dovevano quantomeno essere effettuati in discarica di seconda categoria e non si può immaginare che un rilevato autostradale possa essere considerato "discarica di seconda categoria". Pertanto, l'autorizzazione o il nulla osta rilasciato con le delibere della Giunta regionale - qui ho solo la delibera n. 10420: "Nulla osta alla rimozione ed all'utilizzazione del materiale della discarica della Deltacogne interessata alla costruzione della tangenziale di Aosta" - è in netto contrasto con l'articolo 16 del DPR n. 915 del 1982.
Non solo, ma, trattandosi di rifiuti speciali, occorre anche esaminare un aspetto tecnico, per sapere con che metodica viene svolta l'analisi del rifiuto. Infatti, se la stessa viene svolta con acido acetico, probabilmente il reagente dovrebbe far emergere più facilmente in certe circostanze la tossicità del rifiuto stesso e, in presenza di tossico-nocivi, la tipologia di trasporto, di trattamento, di discarica e di smaltimento, è tutta diversa: è molto più onerosa sul piano finanziario, ma è anche molto più delicata sul piano più propriamente igienico ed ambientale.
Il fatto stesso che le produzioni di acciai inossidabili, speciali ed altamente legati, per utensili, comportino l'utilizzo di cromo, molibdeno, piombo ed altri metalli, che, se messi in contatto nella fase di decapaggio degli acciai, cioè di ripulitura dalle scorie, di deposito dei polverini e di abbattimento dei fumi dei forni, facilmente rientrano nella fattispecie della tabella allegata proprio al DPR n. 915 del 10 settembre 1982, dove si specificano gli elementi che caratterizzano i rifiuti tossico-nocivi.
Fra questi, particolarmente rilevante, perché penetra facilmente in falda ed è estremamente inquinante, c'è proprio il cromo, che diventa esavalente e quindi tossico a tutti gli effetti.
Poiché si tratta di lavorazioni svolte con questi metalli, vorrei sapere se l'esame delle scorie e dei rifiuti è stato fatto in modo diffuso ed omogeneo, tale da far risultare che questi metalli ci sono comunque nelle scorie.
D'altronde, come si potrebbe giustificare, ad esempio, che una lega al cromo e al molibdeno non abbia delle scorie al cromo e al molibdeno e che quindi risultino stoccate anche scorie di questo tipo, dal momento che non è mai stato fatto o, perlomeno, si ritiene che non sia mai stato fatto alcun pretrattamento delle scorie?
Pertanto, se l'esame è stato diffuso ed omogeneo, sarebbe il caso di conoscerne i risultati, perché rientriamo nella fattispecie degli articoli 10, 11 e 12 del predetto DPR, che rende molto più rigida la normativa dello smaltimento.
Ecco, trattandosi di materia molto delicata, sulla quale sarebbe bene avere delle indicazioni precise, al fine di conseguire il miglior utile comune io inviterei la Giunta a verificare, semmai interessando anche le Commissioni consiliari o comunque i Comuni, che in questa materia dovrebbero essere i soggetti terminali del controllo, a far ripetere e rivalutare tutta una serie di complesse operazioni, per decontaminare una zona che mi sembra molto importante e strategicamente essenziale per lo sviluppo della città di Aosta, ma soprattutto del comprensorio e della Regione.
PrésidentPuisque il n'y a pas le Président du Gouvernement, on passe au point n° 15 à l'ordre du jour et on reviendra par la suite au n° 14.
